"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Pagina 107 di 155

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Prego che tutte le anime cadute in questa assurdità non siano perdute

Caro Padre Livio, 

la seguo da tantissimi anni, ho vissuto tutta la mia giovinezza con Radio Maria così come i primi anni del mio matrimonio.

Poi come tanti sono stata abbagliata da questo modo di vedere la vita senza Dio.

Ho passato anni a pensare che in me ci fosse la forza per affrontare qualunque situazione (mi ero proprio montata la testa) e che noi costruiamo la nostra vita con la sola forza dei nostri desideri.

Per alcuni versi è così ma ci sono cose che ci riportano inevitabilmente a qualcosa che va oltre la punta del nostro naso e oltre il nostro piccolo modo di vedere la vita.

La  pandemia ce l’ha insegnato bene ma ciò che mi ha proprio tolto la nebbia dalla mente e dal cuore è questa guerra.

Ho sentito tutta la mia pochezza e il mio senso di impotenza, cosa che avevo avvertito anche durante la pandemia e avendola vissuta da bergamasca le lascio immaginare ma in quel caso aveva preso il sopravvento la rabbia per come è stato gestito il tutto.

La guerra invece mi ha portato, all’inizio una grande tristezza e questa impotenza e paura che mi ha fatto sentire nostalgia di Gesù e della Madonna, la svolta vera e propria è stata la Consacrazione fatta dal nostro Santo Padre, l’ho preparata con la preghiera, con il digiuno e un esame di coscienza che mi ha aiutato a vedere i miei errori molto nitidamente. Adesso la paura ha lasciato il posto alla speranza e alla consapevolezza che la nostra Mamma del Cielo è con noi e guida questa umanità perduta sulla via di Gesù. Prego che tutte le anime cadute in questa assurdità non siano perdute e che il loro sacrificio serva al raggiungimento degli scopi di Maria.

Ho una domanda da farle, quando la Madonna chiede preghiere per i leader della Chiesa, questi sono anche i leader dei nostri fratelli ortodossi?

Grazie di tutto Padre Livio ha contribuito tantissimo alla mia crescita spirituale durante la mia giovinezza e sono felicissima di averla ritrovata con la stessa forza di un tempo e  mi creda che anche lei ha contribuito al mio risveglio spirituale.

Siano Lodati Gesù e Maria!!

Rita

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Un grazie e una domanda

Caro padre Livio,

seguiamo spesso il suo commento mattutino sui fatti del giorno connessi alla catechesi, oltre a vari programmi della radio.

Grazie di questo prezioso servizio, suo e di Radio Maria tutta. E’ un bene per la Chiesa e per l’intera società.

Siamo nonni di nove nipoti, la penultima delle quali, di nome Cecilia, è nata con una grave patologia che caratterizzerà il resto della sua vita. 

E’ una bimba affetta dalla sindrome di Down, con gravi patologie cardiache e gastrointestinali. 

Ha due fratellini più grandi che stanno bene.

Spesso ci fermiamo ad osservare con una certa commozione e gratitudine la foto ormai in verità un po’ ingiallita del nostro matrimonio, avvenuto 40 anni fa.

Poi lo sguardo passa sulla foto, dai colori ben più vividi e freschi, del matrimonio dei genitori di Cecilia, i nostri figli, giovani, belli, sorridenti e felici in quel giorno speciale.

Abbiamo perciò due domande che ci premono: 

  • come si può ragionevolmente affermare che la vita, il suo svolgimento nelle precise circostanze liete e spesso dolorose, nel dipanarsi degli anni, non tradisce mai la felicita’ e le promesse di quel giorno, ma che anzi e’ lo svolgersi lieto e certo della vocazione per cui ciascun uomo è stato creato dal Padre?
  • Oltre all’affetto immenso che ci lega a Cecilia, come guardare serenamente al dolore innocente e con fiducia verso il suo Destino Buono?

Grazie e un caro saluto.

Elena e Giuseppe Somenzi

Carissimi Elena e Giuseppe

La nostra vita vista dal Cielo ha una luce diversa da come la vediamo noi sulla terra. 

Cecilia può essere e certamente lo è più vicina a Dio e più simile a Lui di qualsiasi suo coetaneo che sta bene.

Ave Maria

Padre Livio

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla visione cristiana della morte   

Cari amici,

in questi giorni siamo stati bombardati da immagini truci di cadaveri ammassati in fosse comuni. Questo ovviamente ha suscitato un sentimento di sdegno profondo ma anche di sgomento.

Vedere quattrocento persone buttate una sull’altra in una fossa comune è qualcosa che va al di là della sopportazione umana, siamo alla disumanità.    
Supponiamo che si fosse trattato di una fossa piena di carcasse di cani o gatti, come avremmo reagito? Riusciamo a sopportare l’idea di corpi umani gettati uno sull’altro, alcuni legati, altri che riportano i segni delle torture subite. Ancora una volta dobbiamo dare ragione alla Madonna che, negli ultimi due anni (ancor prima che la guerra iniziasse), ha detto più volte che satana vuole l’odio e la guerra. Inoltre ha detto che nel mondo c’è la guerra perché nei cuori c’è l’odio.

L’odio è la vera bomba atomica che rischia di disintegrare il mondo. Queste immagini rischiano di essere come benzina sul fuoco, alimentando i sentimenti di odio.

Dobbiamo riflettere e domandarci: che uomini siamo?      

Il Santo Padre ha detto che lo spirito di Caino sta prendendo il sopravvento nel mondo. È il veleno del serpente antico che odia Dio e la Creazione e cerca di riempire i cuori di odio e di paura. Anche la paura può portare a delle reazioni immotivate di autodifesa che vanno al di là di qualsiasi buonsenso.

Di fronte a queste immagini che cosa dobbiamo pensare? Innanzitutto non è senza una ragione che Dio ha permesso in questi due anni e mezzo che vedessimo che siamo mortali. Dovremmo riflettere sulla morte, che è un castigo e non è un fatto naturale. Avevamo ricevuto da Dio il dono dell’immortalità e quindi la morte è la conseguenza del peccato originale, è la separazione da Dio, che è la vita. Proprio perché abbiamo scelto di rinunciare a Dio e quindi ai suoi doni, fra cui l’immortalità e la sapienza, abbiamo perduto tutto e siamo diventati mortali. Il pensiero della morte ci deve accompagnare durante il corso della vita affinché restiamo nell’umiltà.

Il pensiero della morte, poi, deve essere illuminato dalla fede perché come ci insegna il cammino pasquale, siamo chiamati a fare con il Signore il percorso della Croce, fino alla sommità del Calvario dove vediamo la morte del giusto, ovvero la morte di Cristo che perdona. Gesù estingue la fiamma dell’odio con il suo perdono e con un atto d’amore offre la sua vita al Padre perché gli uomini possano avere la vita eterna. Cristo Risorto è quindi lo sguardo con cui guardare a questa presenza della morte, prima con le immagini delle bare nel tempo del lockdown (e con tutti i lutti causati dalla pandemia) e adesso con queste terribili immagini.

Nonostante il pensiero della morte ci stia accompagnando da tempo con gli avvenimenti che hanno messo in discussione tutte le nostre certezze (terrene), non so fino a che punto ci abbia fatto riflettere, ci abbia spinto a valutare l’impostazione della nostra vita, ci abbia fatto riscoprire il messaggio cristiano dell’immortalità dell’anima, della vita eterna e della resurrezione della carne. Abbiamo avuto questa esperienza che per molti aspetti è triste perché sono passate davanti ai nostri occhi immagini di morte, ma mi chiedo se abbiamo saputo leggere la nostra morte nella luce del cuore dell’annuncio cristiano, ovvero l’immortalità dell’anima, la resurrezione di Cristo, la vita eterna.
Chi ha fede guarda a questi morti e riflettendo si chiede quale sarà la sorte di queste anime. Molte di queste persone sono morte all’improvviso a causa dello scoppio di una bomba, sono morte in situazioni di tale violenza per cui sarebbe stato difficile perdonare chi li stava torturando.

La grande tribolazione è appena incominciata e avrà uno sbocco glorioso, pertanto noi dobbiamo preoccuparci della sorte delle nostre anime. Questo è il tempo in cui Dio cambia il mondo e lo fa attraverso la sofferenza e attraverso la preghiera. Avremo poi un tempo di pace ma in questo passaggio la fede cristiana deve essere viva e militante, dobbiamo guardare al futuro ma senza paura. Allo stesso tempo dobbiamo guardare alla morte senza paura, nel nostro cuore ci sia la luce della resurrezione, della vita eterna, del Paradiso. Impostiamo il nostro cammino quotidiano come una serie di tappe verso l’eternità, vivendo come tralci verdi uniti alla vite che è Cristo Risorto, riscoprendo l’importanza dell’Eucarestia che è il “farmaco” dell’immortalità.

Di fronte a questo passaggio della Storia in cui abbiamo la morte davanti agli occhi, dobbiamo saperla guardare nella luce della fede cristiana. Nella fede cristiana la morte è stata vinta!

«Io sono il pane vivente, quello disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51)

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla sorte delle anime

Cari amici,

satana mira incessantemente a portare quante più anime a sé affinché si perdano eternamente.

La preoccupazione della Madonna è la sorte delle innumerevoli anime che “dormono il sonno della morte” . Nel messaggio del 18 marzo 2022 traspare l’angoscia della Regina della pace:

«Vi invito, ancora, ancora e ancora a pregare
per quei miei figli che non hanno incontrato l’amore di mio Figlio»

In queste ultime due settimane di cammino verso la Pasqua impegniamoci a partecipare alla Resurrezione di Cristo risvegliando le nostre anime perché il peccato è una morte. Il peccato è una schiavitù. Dobbiamo assolutamente uscire da questa schiavitù.

Attraverso il Sacramento della confessione, il perdono dei peccati e l’impegno di una vita nuova dobbiamo risorgere dalla morte del peccato e partecipare della Gloria di Cristo Risorto. Dobbiamo vivere la Pasqua da persone risorte, con le anime vive, rivestite della santità di Dio, della Gloria di Dio.

Il nostro impegno sia sempre quello di aiutare la Madonna a salvare le anime. La Chiesa ritorni a parlare dell’anima e della salvezza eterna! I corpi muoiono (anche quelli dei potenti) ma le anime – se sono spiritualmente morte – tali rimarranno per l’eternità. Se invece sono nella Gloria, tali resteranno per l’eternità.

Questo è il tempo dell’Apocalisse, questo è il tempo di Dio.

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla salvezza eterna

Cari amici,

in una lettera suor Lucia di Fatima raccontava una visione apocalittica in cui aveva visto, nell’insieme delle cose che crollavano, “le anime che dormono il sonno della morte”. Questa espressione richiama una frase della Regina della pace nel messaggio del 25 dicembre 2019: «le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale».

Nel messaggio del 18 marzo 2022 la Madonna, dopo aver detto che suo Figlio è la luce del mondo e solo in Lui c’è salvezza, rivolge allora il pressante invito a tutti noi a pregare per quei suoi figli che non hanno conosciuto l’amore di Dio.

Da quando è iniziata la pandemia è emerso che il problema di fondo è quello del vivere (o del sopravvivere), ovvero di far durare per più tempo possibile e nel migliore dei modi, la vita qui sulla terra. Questo è il modo di vivere tipico di questa generazione umana, in cui non esiste la prospettiva dell’eternità. Per le generazioni precedenti, la preoccupazione principale era la salvezza della propria anima. C’è da dire che anche la Chiesa –fino alla metà del secolo scorso – era tutta orientata a salvare le anime predicando i Novissimi, amministrando i Sacramenti, insegnando i Comandamenti.

È subentrata poi questa svolta culturale, dovuta in gran parte al benessere che si è espanso nel dopoguerra, per cui la cura del nostro corpo è diventato il fine della vita. Succede addirittura che non si parla neanche più dell’anima.

L’apertura dell’anima all’Assoluto, alla trascendenza, all’amore di Dio, non è più una priorità per l’uomo. È cambiato totalmente anche la visione della morte. Nel tempo cristiano la morte è sempre stata vissuta come il momento del resoconto a Dio in cui ci si preparava a quell’istante supremo in cui si arrivava al cospetto di Dio.

Nel messaggio del 3 febbraio 1984 la Regina della pace ammoniva già riguardo a questo modo di pensare che allontana da Dio: «Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio. Per coloro che adesso dicono di non credere in Dio, quanto sarà duro allorché si avvicineranno al trono dell’Altissimo per sentirsi condannare all’inferno».

La ricerca di Dio, l’apertura a Lui, l’amore nei suoi confronti, sono insiti nell’anima umana. In questa fase storica, però, l’anima umana è stata sepolta ed è per questo che sono rimasto molto colpito rileggendo le parole di suor Lucia quando parla delle anime che dormono il sonno della morte e vengono travolte in un grande sussulto, insieme a case e città.

«Vedo la terra scuotersi e tremare, città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti,
montagne di gente indifesa, vedo i fiumi e i mari che trabordano
 e inondano e le anime che dormono il sonno della morte».

Siamo noi questa generazione di anime che dormono il sonno della morte.

Morendo, le anime che hanno rifiutato Dio resteranno eternamente senza Dio!

La salvezza delle anime è la più grande preoccupazione della Madonna. Mietere le anime è la più grande occupazione di satana. Dobbiamo necessariamente tornare a Dio, accogliere l’invito della Regina della pace. Solo  in Dio c’è pace, amore e salvezza eterna.

Le nostre anime devono necessariamente risvegliarsi.

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

Pagina 107 di 155

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