"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2026 Pagina 3 di 35

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 29

Le donne d’Ucraina, Medjugorje e la forza della speranza.

Di Eusebio Ciccotti formiche.net

Vedere i gruppi delle diverse nazionalità a Medjugorje con le loro bandiere, pregare, ti tocca il cuore. Ma le donne ucraine in intensa preghiera e canti, vecchie madri o giovani mogli (quante vedove?), e fidanzate (rivedranno il loro amato? Se sì, quanto storpiato nel fisico e nella psiche?), con decine di bambini e ragazze (quanti già orfani?), ti sconvolge. Il reportage di Eusebio Ciccotti

29/07/2026

Medjugorje – Tutti ci ricordiamo dai libri delle elementari un disegno (io almeno non lo ho mai dimenticato) di un Papa che con la Croce fermava il capo degli Unni lanciato verso la distruzione di case e vite umane, cui sarebbe seguito il saccheggio e l’incendio di Roma: Leone I. Egli, con lo stendardo e un crocifisso, umilmente va incontro ad Attila, sulle sponde del fiume Mincio, nei pressi di Mantova. Siamo nella afosa estate del 452. Ha portato con sé, dei preti vestiti di bianco, e venti soldati tutti rigorosamente disarmati. Attila e i suoi generali sono meravigliati.

Papa Leone I, carattere sereno e buon conversatore, dai toni bassi (dicono le fonti), parla della bellezza dell’Asia, che conosce, da dove proviene Attila. Questi ne rimane incantato. Tra i due vi è un gran rispetto. Attila offre al Papa un regale pranzo e dopo due giorni il capo degli Unni è convinto che saccheggiare la città non sia una buona azione. Si ritira (altre fonti ci dicono che fosse superstizioso), accettando un cospicuo bottino. Sta di fatto che le preghiere di Papa Leone I, gran devoto dello Spirito Santo, salvarono Roma.

I due “Leoni”

Il caso (?) vuole che dopo secoli sul soglio pontificio sieda un altro Leone, Papa Prevost, agostiniano, uomo di intensa preghiera, poliglotta, ex missionario nelle periferie povere del mondo e buon comunicatore. Sappiamo che egli preghi ogni giorno, e chieda continuamente preghiere a tutti i cristiani affinché cessino le molte guerre che incendiano il nostro bello e unico pianeta.

La preghiera contro le guerre

In ogni comunità cristiana, in ogni chiesa cattolica, in milioni di famiglie, in questi ultimi anni la preghiera per la pace si è intensificata. Tutti i pontefici da decenni la raccomandano. È, la pace, in un certo senso, il nostro “pane quotidiano”, insieme all’Eucaristia: e i cristiani la chiedono tramite la preghiera, l’unica, che Gesù insegnò ai suoi apostoli.

Dove incontri centinaia, migliaia di persone, tutte raccolte in una grande “famiglia” di oranti, convinte che la preghiera possa, appunto, “far miracoli”, e tra questi anche quello di “fermare le guerre”, sono le chiese e i santuari cattolici. Uno tra i più frequentati negli ultimi trenta anni è la chiesa di san Giacomo a Medjugorje. Cui si aggiungono, come raccontato da Formiche.net, due colline: quella del Podbordo (chiamata dai fedeli, “Collina delle Apparizioni”) e il Križevac (“Monte della Croce”) anche esso testimone di fenomeni miracolosi.

Pellegrine ucraine sul Krizevac
Il restauro della statua della Madonna sul Podbrdo, dopo il danneggiamento del 28 luglio
L’Adorazione dopo la messa internazionale della sera
La messa internazionale
Pellegrini polacchi cantano davanti alla Madonna
Pellegrini ucraini pregano a Medjugorje sulla tomba di Padre Slavko Barbaric
“Pregate per la Pace”

Sin dalle prime apparizioni (giugno 1981) la Madonna chiese “di pregare per la pace”. Sembrava una richiesta fuori dalla Storia, perché in Europa non vi era alcuna guerra. Si vivevano, nell’Occidente, i roboanti anni Ottanta, valigetta 24 ore, primi cellulari, una economia che “tirava”. Le coste della Jugoslavia, Paese non allineato all’Urss,  era la meta turistica sia dei vacanzieri piccolo borghesi occidentali che di quelli meno “proletari” dell’Est.

Dieci anni dopo, luglio 1991, scoppiò una guerra all’interno di quella che subito divenne la “ex Jugoslavia”. Conflitto tra croati e serbi, tra serbi e bosniaci musulmani, con gli eccidi di Banja Luka e Srebrenica. In quei cinque anni di guerra, 1991-1995, con il terribile assedio di Sarajevo ad opera delle truppe serbe, e l’uccisione di inermi cittadini, il conflitto sfiorò l’Herzegovina e il villaggio di Medjugorje. I residenti raccontano che alcune bombe cadute nel territorio di Medjugorje non esplosero. Essi attribuiscono ciò alle preghiere che incessantemente, durante il conflitto, cittadini e pellegrini rivolsero a Gesù tramite la Madonna.

Come pregano i pellegrini

A tre giorni dall’inizio della 37° edizione del Mladifest (“Festival dei Giovani”, che raccoglierà circa 60.000 partecipanti), sono di diverse nazionalità i pellegrini che si possono incontrare nella spianata dietro la chiesa per la messa internazionale, o sulle due colline, anche queste, luogo di pellegrinaggio (Podbrdo e Križevac). I più numerosi sono gli ucraini e i polacchi, cui seguono spagnoli e latino-americani, slovacchi, italiani, sud-coreani, irlandesi. Poi piccoli gruppi e famiglie di tanti altri Paesi.

I coreani amano una preghiera concentrata e intensa, formando dei gruppi compatti. con accanto una loro piccola bandiera su un’asta. I polacchi, a fine giornata, verso le 21.30, non rientrano in albergo se non hanno fatto dei canti davanti alla statua della Madonna, nel piazzale antistante la chiesa di San Giacomo. Tra i loro canti della tradizione cattolica non può mancare “Czarna Madonna” (“Madonna Nera”).

Quelli che, indubbiamente, ti colpiscono per i loro lunghi canti e preghiere, sia sul Križevac o sul Podbrdo, ma anche presso la tomba del francescano fra Slavko Barbaric, morto in odore di santità (parroco di San Giacomo, colui che ha creato il Festival dei Giovani, ancora sotto il regime, scomparso improvvisamente all’età di 54 anni), sono i pellegrini ucraini.

Mentre le loro città sono bombardate ogni minuto dai missili russi e dai droni di fabbricazione iraniana, qui arrivano diversi numerosi gruppi, dopo un lungo estenuante viaggio in pullman (22-24 ore). La composizione dei loro gruppi è singolare. Tra di loro non vi sono uomini. Se non qualcuno oltre i 70 anni. Gli uomini sono al fronte, o nelle città e villaggi a mantenere attivi i luoghi di produzione di beni e merci, necessari per affrontare la vita di una popolazione sotto attacco.

Sono folti gruppi di donne mature, giovani mogli e fidanzate, adolescenti e bambini. Ogni gruppo è guidato da un sacerdote. Sono in maggioranza sacerdoti appartenenti al rito greco-cattolico.

Le loro preghiere durano a lungo nella serena notte della vallata, poi si alzano decise verso il cielo blu. Nel volto di queste donne leggi la serenità nonostante tu possa immaginare che alcune siano orfane di figlio, altre giovani vedove. Altre ancora non sanno se il loro caro, ora al fronte, tornerà a casa. E se tornerà in quali condizioni psico-fisiche lo riabbracceranno.

Questo popolo benedetto dal Signore doveva essere invaso e completamente sottomesso da Vladimir Putin in tre settimane, nel 2022; ma resiste da cinque anni. La fede del popolo ucraino è qualcosa che devi vedere. Osservare queste donne mentre pregano con dignità, con occhi dai quali, immaginiamo, sono scese infinite lacrime, insieme alle adolescenti e ai bambini mai stanchi, ti fa capire cosa sia una vita immersa nella preghiera, nella pazienza, nella speranza. Ne esci rafforzato

San Leopoldo Mandic

Nome: San Leopoldo Mandic

Titolo: Sacerdote cappuccino

Nascita: 12 maggio 1866, Castelnovo di Cattaro, Montenegro

Morte: 30 luglio 1942, Padova

Ricorrenza: 30 luglio e 12 maggio

Tipologia: Commemorazione

Protettore:
dei malati di tumore

Luogo reliquie: Santuario di San Leopoldo Mandic

Fa parte di: Santi del Veneto

Nacque il 12 maggio 1866 in Dalmazia, a sedici anni entrò tra i Cappuccini di Venezia e collaborò alla riunificazione con la Chiesa ortodossa. Questo suo desiderio però non si realizzò, perché gli furono affidati altri incarichi.

Dal 1906 a Padova si dedicò al ministero della Confessione. Le sue erano confessioni semplici: poche parole, anche a causa del suo parlare non fluido; l’esortazione ad avere fede; un fermo e chiaro richiamo quando proprio occorreva, e l’assoluzione…

Alle cinque del mattino del 30 luglio 1942, Padre Leopoldo Mandic, già debilitato da un tumore all’esofago, affrontò con grande fatica i pochi passi che separavano la sua cella dalla cappella dell’infermeria del convento a Padova. 

Per circa un’ora e mezza si preparò alla Messa con intensa preghiera: era pienamente lucido, sereno e raccolto nell’attesa di incontrare il Signore. Dopo aver chiamato il fratello infermiere per indossare i paramenti sacri, al momento di cominciare la celebrazione un collasso improvviso al cuore lo privò della coscienza, facendolo cadere a terra nella sacrestia.

Trasportato nella sua cella e adagiato sul letto, Padre Leopoldo riprese conoscenza. Con calma profonda e fiducia filiale, ripeté: «Signore, sia fatta la tua volontà. Solo, non guardare alle mie colpe, ma usami misericordia». Erano le sue ultime parole, pronunciate mentre i confratelli gli amministravano l’unzione degli infermi e recitavano la “Salve Regina”.

Spirò serenamente pochi attimi dopo, con le mani alzate verso il cielo, in un atteggiamento di supplica e fiducia nella madre celeste, mentre i frati cantavano l’antifona mariana.

titolo Transito di San Leopoldo Mandic
autore Ambito veneto anno sec. XX

La sua tomba, aperta dopo ventiquattro anni, rivelò il corpo completamente intatto. San Leopoldo era un disabile. Alto un metro e quaranta, artrite alle mani, difficoltà nel parlare, occhi arrossati: davvero un poveretto da compatire e martire della confessione. San Giovanni Paolo II lo ha canonizzato nel 1983.

Con decreto 6 gennaio 2020 della Congregazione per il Culto Dito e la Disciplina dei Sacramenti, San Leopoldo Mandic è stato dichiarato patrono dei malati di tumore. Normalmente un santo si ricorda nel giorno della morte, ma nel caso di san Leopoldo è stato chiesto, dopo la canonizzazione, la festa nel giorno non della morte ma della nascita, il 12 maggio.

Al suo santuario, a Padova, numerosi sono i pellegrini e tra essi tante persone con difficoltà della comunicazione. Ivi si radunano periodicamente i soci del Movimento Apostolico Sordi, per la preghiera del santo rosario.

I Messaggi della Madonna a Mirjana – di P. Livio – Puntata 7 – “Quante cose false nei vostri cuori” – Messaggio del 2 gennaio 2006

«Cari figli, il mio Figlio è nato, il vostro Salvatore è qui con voi. Che cosa ostacola nei vostri cuori il riceverlo? Quante cose false nei vostri cuori. Purificate i vostri cuori con il digiuno e la preghiera, riconoscete e accettate mio Figlio. Soltanto Lui può dare la vera pace e il vero amore. Soltanto Lui è la strada verso la vita eterna» (Messaggio del 2 gennaio 2006).

In questo Messaggio ci sono due realtà meravigliose. La prima è un invito a chiederci quante cose false ci sono nei nostri cuori. Delle “cose false” che ci allontanano da Suo Figlio la Madonna ha parlato in altre occasioni. La Madonna ci invita a fare una riflessione personale per capire quali sono le cose false che sono nei nostri cuori. Le cose false sono gli idoli ai quali il nostro cuore è attaccato, sono quelle cose mondane verso cui si prolunga il desiderio del nostro cuore. Sono quelli che San Paolo chiama “i desideri della carne”, spesso sono opposti ai Comandamenti di Dio. Sono le numerose forme di idolatria ai quali siamo attaccati come il denaro, la vana gloria, il nostro io.

La Madonna ci invita ad analizzare il nostro cuore. Sappiamo bene che non è facile farlo. Per analizzare il nostro cuore dovremmo avere la luce dello Spirito Santo; bisogna invocare Dio che ci illumini, risvegli la nostra coscienza, ci dia la capacità di renderci conto del male. In questo modo possiamo vedere le cose false che sono nei nostri cuori. È il discernimento spirituale che riguarda anzitutto noi stessi e poi le situazioni del mondo.

Il primo discernimento spirituale va rivolto verso se stessi. Solo con la luce dello Spirito Santo, nell’umiltà della preghiera, con una coscienza retta e sensibile che avverte il male, è possibile conoscere se stessi. Senza esagerare e diventare troppo scrupolosi bisogna in modo equilibrato, consapevoli delle nostre tendenze cattive e allo stesso tempo della grazia di Dio che ci dà la forza di migliorare, dobbiamo mettere nel mirino della buona volontà le cose più oscure che sono in noi e cioè le prepotenze, le ingiustizie, gli attaccamenti mondani, le forme di durezza.

Senza crogiolarsi, ma pregando con il Salmo “crea in me o Dio un cuore puro”. Questo è un lavorio da fare ogni giorno nella luce di Dio. Guardiamo a Cristo, al suo cuore mite umile e santo, facciamolo entrare nei nostri cuori perché ne diventi il padrone. Facciamo in modo che il nostro cuore sia una sola cosa con il cuore di Gesù. Questo è il lavorio spirituale al quale la Madonna ci chiama e per purificare i nostri cuori ci dà gli strumenti: il digiuno e la preghiera.

Il digiuno è la rinuncia e ha la funzione propedeutica che ci deve esercitare nella rinuncia a tutto ciò che è male. Ogni volta che satana ci propone una vanità tingendo il male di bene, dobbiamo avere il discernimento di scoprirlo e poi la forza di dire no. Il digiuno è la rinuncia a tutto ciò che satana ci offre in modo tale che il male non ci inquini.

La preghiera è necessaria. Abbiamo bisogno dell’amore di Dio che entri nei nostri cuori e li purifichi. Soltanto l’amore di Dio è in grado di purificare le radici del nostro cuore inquinate dal male. Questa è una lunga battaglia che dura tutta la vita. La rinuncia al mondo, alle sue vanità, ai suoi idoli, dev’essere la battaglia della vita. Questa battaglia ci fortifica, ci riempie di gioia. La vita spirituale è un continuo sradicare il male per far crescere il bene, è un lavoro continuo. Per tutto questo ci vogliono il digiuno e la preghiera ma prima di tutto, dice la Madonna, bisogna riconoscere e accettare Suo Figlio. Guardando a Gesù e chiedendogli la grazia della rinascita interiore possiamo gustare la vera pace e il vero amore che solo Lui può darci. La santità la si può raggiungere solamente seguendo con perseveranza e amore Cristo, umile, povero e crocifisso. Seguire Gesù è l’unica via che porta alla santità. Per arrivare alla santità della vita non ci sono altre vie da seguire se non quella della Croce di Cristo. Bisogna perseverare su questa strada e combattere spiritualmente ogni giorno; bisogna ricominciare ogni giorno; bisogna essere umili e accettare le proprie sconfitte e riprendere da capo.

Dobbiamo far sì che tutte le virtù di Gesù Cristo rivivano in noi. Questo è il compito della vita e se ci applichiamo perseverando andremo direttamente in Paradiso. È una via difficile, per questo pochi vanno direttamente in Paradiso.

L’ALMANACCO DELLA FEDE di P. Livio: La divinità di Gesù Cristo è il centro della fede – 30/07/2026

La divinità di Gesù Cristo è il centro della fede

Il nucleo centrale della fede cristiana è riconoscere in Gesù Cristo il Figlio di Dio, riconoscere in Lui Dio, il Figlio eternamente generato dal Padre che si è fatto uomo. Tutta la Sacra Scrittura afferma che Gesù Cristo è Dio. La Parola di Dio che illumina tutto il Vecchio Testamento è proprio un cammino orientato a indicare un Messia che trascende i limiti della natura umana e che è Dio. Nei Vangeli, quando Gesù annuncia il Regno di Dio indica se stesso.

Gesù ha proprio insegnato di essere Dio, il Figlio inviato dal Padre, seconda Persona della Santissima Trinità. Gesù ha indicato se stesso come Dio e ha dato come prova anzitutto i grandi miracoli che ha compiuto, come la resurrezione dei morti a nome proprio, non invocando Dio. Gesù fa risorgere i morti in comunione con il Padre ma indicando la sua uguaglianza con Dio. Gesù nel Vangelo ha predicato se stesso, il Regno di Dio. Gesù è Dio in mezzo a noi e questo distingue il Cristianesimo da tutte le altre Religioni. Rispetto ai fondatori delle altre Religioni o ai profeti, Gesù è Dio, è il Risorto, è vivo.

La Resurrezione di Cristo dai morti è il segno, il miracolo, che indica la sua identità divina, la sua divinità. Cristo risorto dai morti è la Via, la Verità e la Vita. Cristo glorioso è il Figlio di Dio che ha assunto la natura umana, l’ha sottratta al male e alla morte, l’ha resa gloriosa e chiama gli uomini a unirsi a Lui per condividere la sua gloria, la sua vita, la sua resurrezione, la sua immortalità, la sua infinita santità.

Dobbiamo avere ben chiaro quello che è il cuore della nostra Religione. Nel corso della sua vita terrena Gesù ha indicato se stesso come Dio ed è per questo che lo hanno ucciso. Davanti al Sommo sacerdote Gesù afferma di essere il Benedetto:

I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte, ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo» (Mt 26, 59-64).

Gesù è Dio. Questo è il cuore del Cristianesimo e questo dev’essere il cuore della nostra fede. Gesù è Dio e lo ha predicato nei tre anni di vita pubblica. Gesù è stato ucciso proprio per questo e la sua resurrezione è la firma della sua divinità. Gesù è presente realmente in questi duemila anni di Storia, da quando si è incarnato nel grembo di Maria. Cristo è presente nell’Eucarestia, è presente nella Chiesa di cui siamo le membra.

Nella Storia della Chiesa sono innumerevoli le apparizioni di Cristo e sono l’esercizio della sua regalità divina nel mondo e nella Storia stessa. Dal momento della sua Resurrezione Cristo è il cuore del mondo, il re del mondo, il padrone del mondo. Oggi una parte di umanità indica se stessa come Dio, ha rifiutato la fede e la Croce, ha rifiutato la salvezza che viene dalla sofferenza perché crede che la salvezza consiste nella potenza, nella gloria, nella ricchezza e nelle grandi imprese umane. Il fatto che gran parte della nostra generazione abbia perso la fede è la tragedia del nostro tempo.

Dio si è fatto uomo, il Salvatore ci ha redento, è venuto in mezzo a noi. Gesù è la Via, la Verità e la Vita. Cristo è la nostra pace, il nostro amore, la nostra gioia, la nostra immortalità. Avendo perso questo abbiamo perso tutto. Ci siamo tolti dalla sfera di luce, di pace e di gioia che Cristo assicura a tutti quelli che credono in Lui. Credere in Gesù Cristo Figlio di Dio e Redentore del mondo significa vivere nella grazia del Battesimo e nel pentimento dei peccati per diventare membra vive del suo corpo e partecipare della sua santità, della sua gloria, della sua immortalità, della sua gioia, della sua pace già su questa Terra. Anche la Regina della pace ha detto che già su questa Terra possiamo vivere un pezzetto di Paradiso.

Vale la pena oggi fare la fatica di vivere in Cristo perché si arriva alla resurrezione attraverso la via della Croce, il Calvario, la sofferenza, l’umiliazione, il sacrificio, la rinuncia alle vanità del mondo e alle seduzioni del diavolo, l’umiltà. Vivendo Gesù Cristo possiamo entrare già nella gioia eterna del Cielo in questa Terra, diventare portatori della speranza, della salvezza e della gioia per tutti quelli che portiamo. Dobbiamo vivere Gesù Cristo ed essere ogni giorno la sua luce, la sua pace, la sua gioia, il suo sorriso, la sua benedizione. Siamo in una società in cui la fede si è dissolta e il male rischia di prendere il sopravvento. La battaglia fra il bene e il male è sempre più difficile. Si salveranno tutti quelli che avranno perseverato fino alla fine.

Professiamo la nostra fede in Gesù Cristo unico e vero Salvatore e Redentore del mondo. Sarà questa fede a darci la forza di essere vittoriosi nel tempo dei Segreti.

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🟢P. LIVIO🟢 SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE’ SIETE FORTI – Catechesi di P. Livio – Puntata 11

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 30/07/2026

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 130

Pagina 3 di 35

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy