"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2026 Pagina 4 di 35

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio –  Giovedì 30 Luglio  2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15 : ALMANACCO DELLA FEDE

La divinità di Gesu’ Cristo è il centro della fede

Gesù ha indicato se stesso come Dio

Solo Lui è il risorto dai morti

Solo Lui è il Signore e il Salvatore

Solo Lui è vivo ed è presente nella storia

Solo Lui è vivo ed è presente ad ogni uomo

La professione di fede nel tempo dei Segreti

h. 9,15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15:  ATTUALITA’

+ Il mondo si prepara alla guerra per la supremazia

+Un grande Maestro della civiltà cristiana ( articolo di R. De Mattei)

9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

“Quante cose false nei vostri cuori” ( 2 Gennaio 2006)

Cari Figli, il mio Figlio è nato, il vostro Salvatore è qui con voi.

Che cosa ostacola nei vostri cuori il riceverlo?

Quante cose false nei vostri cuori.

Purificate i vostri cuori  con il digiuno e la preghiera,

Riconoscere e accettate mio Figlio.

Solo Lui può dare la vera pace e il vero amore.

Soltanto Lui è la strada verso la vita eterna

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

BLOG: blogdipadrelivio.it

4,5 milioni  utenti attivi nel 2025

3,1  milioni dal 1 Gennaio 2026 ad oggi

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+Con la Carta di credito puoi fare la tua offerta anche mediante i social di Radio Maria:

blogdipadrelivio.it- radiomaria.it – Facebook – Telegram – Instagram – YouTube

+5×1000per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

+ Numero di Wattsapp di Radio Maria:  348 – 6822721

🟢 PADRE LIVIO – CREDO IN GESU’ CRISTO – Puntata 11

#ROSARIO PER LA #PACE 🕊️COI GIOVANI DI RADIO MARIA

Loading the player...

La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°37

Disponibile su tutti gli store online e
-messaggi WhatsApp 348 6822721
-segreteria 031 610600
[email protected]

🟢LIVE🟢 PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 12: Lourdes – II parte

Santi Marta, Maria e Lazzaro

Oggi si commemorano insieme i tre santi fratelli di Betania, amici del Signore Gesù.

Santo del giorno 29_07_2026- La Nuova Bussola

Betania si trova a due-tre chilometri da Gerusalemme ed è nota perché Gesù vi passò più volte durante la sua vita pubblica. Era il villaggio di Lazzaro (da qui il nome datole dagli arabi, al-Azariya, che sta proprio per luogo “di Lazzaro”) e delle sue sorelle Maria e Marta. Tutti e tre sono commemorati oggi dalla Chiesa. In precedenza Lazzaro era commemorato il 17 dicembre, ma con l’edizione del Martirologio Romano del 2001 (la prima dopo il Vaticano II) la sua memoria è stata spostata al 29 luglio, data tradizionale per il culto liturgico di Marta, patrona di casalinghe, cuochi, domestiche e albergatori. Nello stesso giorno è stato riunito il ricordo della sorella Maria di Betania, che a lungo è stata identificata con Maria Maddalena (nonché con la peccatrice penitente che cosparge di olio profumato i piedi di Gesù, baciandoli e asciugandoli con i suoi capelli; Lc 7, 36-50), per ragioni che meriterebbero un approfondimento a parte. Nel 2021, papa Francesco, accogliendo la proposta della Congregazione per il Culto Divino, ha disposto l’iscrizione nel Calendario Romano Generale, al 29 luglio, della memoria congiunta dei santi Marta, Maria e Lazzaro.

Marta è citata in tre episodi evangelici, uno più denso dell’altro, in cui viene ritratta come una donna sollecita nel servire e nell’andare incontro al Maestro. Luca ce la mostra nell’atto di accogliere in casa Gesù, nel mezzo delle fatiche del suo apostolato, «tutta presa dai molti servizi» mentre la sorella Maria, modello delle contemplative, ascolta la parola di Nostro Signore. Da qui la sua celebre rimostranza («Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti»), che diede motivo a Gesù di trasmettere un insegnamento su cui i cristiani di ogni tempo hanno dovuto meditare: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta» (Lc 10, 38-42). Si potrebbe dire che a quel tempo la buona Marta non aveva ancora trovato quell’equilibrio tra l’ora et labora, tra il raccoglimento con Dio e il lavoro, che sarà ben espresso nella dottrina di san Benedetto e che ognuno, non solo i monaci, è chiamato a cercare. Ma certo, come commentò sant’Agostino, era già sulla retta via: «Marta, tu non hai scelto il male; Maria ha però scelto meglio di te».

Ritroviamo Marta, che certamente custodì nel suo cuore le parole del Maestro, nell’episodio della risurrezione di Lazzaro. Non appena sa che Gesù, rischiando la vita, è di ritorno a Betania, proprio lei gli va subito incontro e gli rivolge queste parole: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto [le stesse parole saranno ripetute poco dopo dalla sorella Maria]! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Egli te la concederà». Quando poi Gesù le preannuncia che suo fratello risorgerà e le chiede di credere in Lui, è ancora lei a fare un’aperta e ispirata professione di fede: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo» (Gv 11, 1-46). Nello stesso brano evangelico compare anche Maria, che con il suo pianto per la morte del fratello commuove profondamente Gesù.

Un altro episodio in cui ritroviamo i tre fratelli celebrati oggi si colloca dopo la risurrezione di Lazzaro, quando Gesù viene ospitato a cena a Betania: Marta è intenta a servire i commensali, tra i quali c’è lo stesso Lazzaro; e Maria cosparge i piedi del Signore di un preziosissimo olio di nardo, asciugandoli con i suoi capelli, pochi giorni prima della Passione. Al rimprovero fatto da Giuda di fronte al presunto “spreco”, è Gesù stesso a rispondere lodando il gesto profetico di Maria, fatto in vista della sepoltura del Suo sacratissimo corpo (Gv 12, 1-11).

Scrisse ancora sant’Agostino: «Marta e Maria erano due sorelle, non solo sul piano della natura, ma anche in quello della religione; tutte e due onoravano Dio, tutte e due servivano il Signore presente nella carne in perfetta armonia di sentimenti. Marta lo accolse come si sogliono accogliere i pellegrini, e tuttavia accolse il Signore come serva, il Salvatore come inferma, il Creatore come creatura; lo accolse per nutrirlo nel suo corpo mentre lei doveva nutrirsi con lo Spirito. […] Del resto tu, Marta, sia detto con tua buona pace, tu, già benedetta per il tuo encomiabile servizio, come ricompensa domandi il riposo. […] Ma dimmi: quando sarai giunta a quella patria, troverai il pellegrino da accogliere come ospite? Troverai l’affamato cui spezzare il pane? L’assetato al quale porgere da bere? L’ammalato da visitare? Il litigioso da ricondurre alla pace? Il morto da seppellire? Lassù non vi sarà posto per tutto questo. E allora che cosa vi sarà? Ciò che ha scelto Maria: là saremo nutriti, non nutriremo. […] E volete proprio sapere quello che vi sarà lassù? Il Signore stesso afferma dei suoi servi: In verità vi dico, li farà mettere a tavola e passerà a servirli (Lc 12, 37)».

Tornando a Lazzaro, va ricordato il clamore che la sua risurrezione suscitò. A causa di questo miracolo, ci informa ancora san Giovanni Evangelista, molti Giudei credettero in Gesù. Da qui la decisione dei sommi sacerdoti, che «deliberarono di uccidere anche Lazzaro» (Gv 12, 10). Una decisione che evidentemente non riuscirono a mettere in pratica. Infatti Lazzaro, secondo una consolidata tradizione orientale, divenne il primo vescovo di Cizio, oggi Larnaca, sull’isola di Cipro, dove tuttora sarebbero custodite alcune delle sue reliquie, rinvenute nel 1972 in un’arca di marmo. Già nell’890, sempre a Larnaca, era stata ritrovata una lapide con questa iscrizione: «Lazzaro, l’amico di Cristo».

Gli uomini di cui abbiamo bisogno

Società | CR 1960

22 Luglio 2026 -di Roberto de Mattei

Prima della confusione delle strutture, la confusione delle intelligenze. È questa la chiave con cui occorre leggere il momento storico che stiamo vivendo. La crisi che investe oggi il mondo cattolico non è anzitutto una crisi organizzativa o strategica: è una crisi spirituale e culturale, che investe il modo stesso di pensare, di giudicare e di reagire agli avvenimenti.

Per molti decenni il progressismo politico e culturale ha esercitato un dominio quasi incontrastato sull’Occidente, controllando i partiti politici, i grandi organi di informazione, le case editrici, il mondo universitario, l’industria dell’intrattenimento e, infine, una parte significativa delle stesse strutture ecclesiastiche. L’obiettivo era quello di costruire un nuovo ordine mondiale fondato sull’abolizione delle identità naturali e religiose, sulla dissoluzione di ogni autorità tradizionale e sulla sostituzione dell’ordine cristiano con una nuova religione secolare.

Questa egemonia appariva, fino a pochi anni fa, pressoché irreversibile. Chiunque si opponesse veniva marginalizzato, censurato o semplicemente ignorato. Eppure ogni costruzione artificiale contiene in sé i germi della propria dissoluzione. L’inizio del XXI secolo ha segnato infatti l’emergere di una crisi profonda di questo sistema. Molti attribuiscono tale cambiamento alla diffusione di Internet e dei social media. Sarebbe però un errore confondere lo strumento con la causa.

Internet non ha creato la reazione; l’ha semplicemente portata alla luce, rendendola efficace. La Provvidenza si serve spesso di mezzi inattesi per favorire i propri disegni. La rete ha permesso di aggirare il monopolio dell’informazione, di far circolare idee censurate, di mettere in comunicazione persone che fino ad allora erano rimaste isolate. Ma la causa vera e profonda della reazione sta nell’ordine naturale, che precede ogni costruzione ideologica. Quando questo ordine viene sistematicamente violato, la realtà stessa reagisce. La natura dell’uomo possiede una forza di resistenza che nessuna propaganda può eliminare definitivamente. Si può oscurare la verità, ma non si può cancellare completamente quella legge naturale che Dio ha inscritto nel cuore di ogni uomo.

Questa capacità di reazione negli ultimi venticinque anni è emersa con particolare evidenza, soprattutto nel mondo cattolico. Molti fedeli hanno intuito che qualcosa di essenziale veniva smarrito e hanno cercato di recuperare la liturgia tradizionale, il catechismo di sempre, la filosofia realista, la teologia classica, il patrimonio spirituale della Chiesa. Ma proprio quando sembrava delinearsi una possibile convergenza di queste energie, si è manifestato quello che può essere definito il colpo di coda del processo rivoluzionario.

Negli ultimi anni si è succeduta una serie di eventi che hanno profondamente destabilizzato il mondo cattolico. La pandemia del 2020-2021 ha introdotto un clima di paura collettiva e di sospetto reciproco. La guerra russo-ucraina, esplosa nel 2022, ha ulteriormente confuso e polarizzato gli animi. Le vicende interne della Chiesa, nel passaggio dal pontificato di Francesco a quello di Leone XIV, hanno accentuato entusiasmi e scoraggiamenti, spesso sproporzionati rispetto alla reale portata degli avvenimenti. Quest’atmosfera psicologica è stata utilizzata come strumento per impedire ogni possibile ricomposizione del mondo cattolico legato alla Tradizione, provocando una frammentazione che forse non ha precedenti nella storia. 

L’effetto più grave di questa situazione non è organizzativo, ma intellettuale. Plinio Corrêa de Oliveira, in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, ha più volte denunciato l’atrofia dell’intelligenza come uno dei fenomeni caratteristici del mondo moderno; Marcel De Corte ha dedicato a questo tema un libro penetrante, L’intelligenza in pericolo di morte. Lo sviluppo tecnologico ha accelerato questo processo. L’uomo contemporaneo vive immerso in un flusso continuo di informazioni, immagini, emozioni e polemiche. I social media – Facebook, Instagram, TikTok e le piattaforme che continuamente nascono – non si limitano a trasmettere notizie: il loro stesso funzionamento è concepito per indebolire l’esercizio dell’intelligenza. Essi sollecitano reazioni immediate, privilegiano l’emozione rispetto al giudizio, la velocità rispetto alla profondità. Non si cerca più la verità, ma la rapidità della risposta. 

Questo fenomeno ha investito anche ambienti che si definiscono tradizionalisti e che, proprio per la loro formazione, dovrebbero esserne i più immuni. Si rischia così un paradosso: possedere princìpi dottrinali solidi e, nello stesso tempo, vivere psicologicamente secondo le categorie della cultura rivoluzionaria. Si passa da un’indignazione all’altra, da un entusiasmo a una delusione, da una polemica alla successiva, senza conservare quella pace interiore che sola rende possibile un autentico giudizio soprannaturale.

Le grandi crisi della Chiesa sono sempre state affrontate da uomini che erano, nel senso più autentico del termine, contemplativi nell’azione. Sant’Atanasio, san Gregorio VII, san Pio V, san Pio X non furono travolti dagli eventi: li dominarono, perché seppero giudicarli alla luce di princìpi superiori. La loro forza nasceva dalla preghiera, dalla disciplina intellettuale, dall’abitudine a subordinare i fatti ai princìpi e non i princìpi ai fatti. Ogni autentica restaurazione comincia sempre con una restaurazione delle facoltà dell’anima.

 Lo studio, la riflessione, il primato della contemplazione sull’azione sono le condizioni indispensabili per lo sviluppo della vita interiore e per la formazione di uomini capaci di giudicare rettamente gli eventi del nostro tempo.

Dom Jean-Baptiste Chautard, nel suo celebre L’anima di ogni apostolato, ricordava che l’eresia dell’azione consiste nel sostituire l’attività alla vita interiore. Oggi potremmo aggiungere che esiste anche una nuova forma di attivismo: l’attivismo digitale. È una continua agitazione che dà l’illusione dell’impegno mentre consuma lentamente le energie spirituali. La ricerca del sensazionale sostituisce la fedeltà quotidiana; l’eccezionale appare più attraente dell’ordinario. Eppure è proprio nella fedeltà alle piccole cose che si forma il carattere cristiano. Talvolta occorre un eroismo maggiore per compiere il proprio dovere quotidiano che per affrontare un’occasione straordinaria. Come osserva mons. Pier Carlo Landucci, l’umile consapevolezza della propria pochezza può far prevedere un piccolo posto nella gloria dei santi; ma tutti sono chiamati alla santità eroica, perché, come insegna san Paolo, «questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione» (1 Ts 4, 3).

Vi è infine un’ultima tentazione, particolarmente insidiosa. Di fronte alle difficoltà presenti nella Chiesa, alcuni sono tentati di cercare rifugio fuori di essa. Combattere all’esterno sembra più semplice che sopportare le sofferenze provocate dalle crisi interne. È più facile immaginare comunità perfette che rimanere fedeli nella prova. Ma questa strada conduce inevitabilmente ad un vicolo cieco.

La Chiesa rimane il Corpo Mistico di Cristo anche quando è attraversata da profonde crisi. I suoi membri possono essere infedeli; i suoi pastori possono commettere errori e perfino favorire gravi confusioni; in determinate circostanze la resistenza può essere legittima e perfino doverosa. Tuttavia, non esiste una via autenticamente cattolica al di fuori delle istituzioni della Chiesa, né una restaurazione che possa realizzarsi contrapponendosi in modo stabile e permanente a coloro che ne esercitano legittimamente l’autorità.

La storia insegna che tutte le grandi restaurazioni cattoliche sono nate da uomini che hanno saputo unire una ferma resistenza all’errore con un amore incrollabile per la Chiesa visibile e gerarchica. 

Per questo la battaglia decisiva dei nostri tempi non consiste anzitutto nell’alzare la voce, accusare il prossimo, moltiplicare iniziative o campagne mediatiche. Essa consiste nel ricostruire uomini interiormente ordinati, capaci di studio, di preghiera, di sacrificio e soprattutto di equilibrio. 

Ivan: “Che questo evento diventi per noi motivo per una preghiera ancora più profonda”

Madonna restaurata

Carissimo Padre Livio fratelli e sorelle,

Abbiamo tutti accolto con tristezza la notizia del vandalismo che ha colpito Medjugorje. Quando qualcuno profana un luogo di preghiera, è facile provare dolore, delusione e persino rabbia. Tuttavia, è proprio in momenti come questi che il Signore ci chiede di rispondere in modo diverso da come il mondo si aspetta.

La Madonna ci chiama alla pace fin dal primo giorno. Non è un caso che il suo primo messaggio a Medjugorje sia stato: “Pace, pace, pace e solo pace”. Questa pace non deve dipendere dalle circostanze. Proviene da un cuore unito a Gesù.

Coloro che hanno compiuto questo atto forse volevano seminare paura, divisione e odio. Ma se rispondiamo con la preghiera, il perdono e l’amore, allora il male perde il suo potere. Un cristiano non vince l’odio con un odio più grande, ma con la bontà che viene da Dio.

Medjugorje non è solo una pietra, una statua o un altare. Medjugorje è un luogo dove milioni di persone hanno trovato fede, riconciliazione e un nuovo inizio. Nessuno può distruggere tutto questo. Gli edifici si possono ricostruire, ma ciò che Dio ha operato nei cuori delle persone rimane per sempre.

Pertanto, vi invito a non lasciare che questo evento diventi motivo di amarezza, ma di una preghiera ancora più profonda. Preghiamo per la conversione di coloro che hanno commesso questo atto. Preghiamo per la pace nel mondo, per le nostre famiglie e per ogni persona che ha perso la speranza.

Riprendiamo il rosario. Torniamo alla Santa Messa, all’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento e alla lettura delle Sacre Scritture. Che la nostra risposta sia la santità di vita.

Infine, chiediamoci: questo evento susciterà in noi amarezza o un amore ancora più grande per Dio? Che la risposta sia chiara. Lo stesso messaggio che la Madonna ripete da decenni continuerà a risuonare da Medjugorje:

Pace. Conversione. Preghiera. Amore.

Che nessuno permetta al male di rubare la pace del proprio cuore. Ciò che viene da Dio non può essere sconfitto dall’odio umano. Cristo ha già vinto. Perciò, insieme a Maria, anche noi possiamo essere testimoni di speranza in un mondo che ha tanto bisogno dell’amore di Dio.

Ivan Dragicevic🙏


UNA TESTIMONIANZA IMPORTANTE SULL’AUTORE DEGLI ATTI VANDALICI A MEDJUGORJE:

L’autore di questo atto vandalico a Medjugorje è un polacco- protagonista del film “Chiamato 2”. Ecco cosa ha scritto oggi il produttore del film: “La notizia di un atto di profanazione e vandalismo a Medjugorje si è diffusa in tutto il mondo. Il responsabile si è rivelato essere Bartłomiej K., associato a molti per la sua testimonianza di conversione.

Perché scrivo di questo? Perché in momenti come questi è molto facile giudicare. Basta guardare internet: pieno di commenti duri, condanne e pubblicazione di immagini e dettagli di un uomo che si trovava in un momento drammatico della sua vita.

Ho conosciuto Bartek personalmente. Abbiamo trascorso alcuni giorni insieme sul set del film “Chiamato 2”. Si trovava in un periodo completamente diverso della sua vita, sia a livello personale che spirituale. Molti oggi si chiedono: “Com’è possibile che abbia fatto una cosa del genere?”. Non ho tutte le risposte. So però che da tempo lottava con gravi problemi di salute mentale, che forse avrebbero richiesto un trattamento psichiatrico. È cresciuto in una famiglia disfunzionale e le conseguenze di quelle esperienze lo hanno perseguitato per anni. Recentemente ha vissuto la fine del suo matrimonio, seguita dalla perdita del lavoro e da successive crisi esistenziali, che non hanno fatto altro che acuire la sua sofferenza. Si è trasferito all’estero. Ho parlato con lui al telefono diverse volte. Purtroppo, ha rifiutato di accettare aiuto.

Questo, ovviamente, non giustifica ciò che è accaduto. La profanazione rimane profondamente dolorosa. Ma prima di condannare una persona, vale la pena ricordare che dietro le sue azioni può celarsi una tragedia invisibile a prima vista.

Pertanto, oggi vi chiedo, soprattutto, un sostegno spirituale. Non per giustificare il male, ma per mostrare misericordia a quest’uomo che – credo – ha un disperato bisogno della grazia di Dio, dell’aiuto e di persone che non smetteranno mai di credere che possa risollevarsi.

Potete ascoltare la storia di Bartek e della sua difficile infanzia nel film “Called 2″, disponibile gratuitamente su YouTube. Credo che Dio possa scrivere dritto, anche sulle linee più storte, e che questa storia non debba essere per forza l’ultimo capitolo della sua vita. Possiamo aiutarlo a cambiarla. Facciamolo insieme”. 🙏🙏🏻🙏🏻

L’ALMANACCO DELLA FEDE di P. Livio: Senza la fede è impossibile piacere a Dio (Eb.11,6) – 29/07/2026

I Messaggi della Madonna a Mirjana – di P. Livio – Puntata 6 – “Solo i cuori puri possono sentire l’amore di mio Figlio” – 2 dicembre 2005

«Cari figli. Permettete che, in questo santo tempo, l’amore e la grazia di mio Figlio scendano su di voi. Solo i cuori puri, riempiti con la preghiera e misericordiosi, possono sentire l’amore di mio Figlio. Pregate per coloro che non hanno la grazia di sentire l’amore di mio Figlio. Figli miei, aiutatemi. Grazie» (2 dicembre 2005)

La tematica degli Apostoli di Maria è presente soprattutto nei Messaggi a Mirjana che hanno lo scopo di formare queste schiere. Gli Apostoli di Maria dovranno essere una presenza di luce, di coraggio e di fedeltà nel tempo dei Segreti.  La veggente Mirjana avrà un ruolo particolare nel tempo dei Segreti, perché dovrà consegnare il rotolo al sacerdote che leggerà i Segreti uno dopo l’altro a seconda delle date. Proprio per questo motivo Mirjana è diventata anche la destinataria dei Messaggi con i quali la Madonna vuole formare i suoi Apostoli. Ovviamente Mirjana ha specificato tra gli Apostoli di Maria ci sono soprattutto i sacerdoti che vanno a Medjugorje in un numero considerevole rispetto a tutti gli altri Santuari del mondo. La Madonna chiama a Medjugorje per un rinnovamento spirituale, ma anche per preparare al tempo dei Segreti.

I Messaggi a Mirjana hanno lo scopo di preparare gli Apostoli di Maria, che sono innanzitutto i sacerdoti e che sono quel ponte sul quale la Madonna farà passare il suo popolo per arrivare al tempo della pace. Dovrà essere un ponte robusto, abbastanza largo, i sacerdoti dovranno essere forti e numerosi nel tempo dei Segreti. Nel medesimo tempo, anche i laici sono chiamati a far parte di questo ponte per far sì che nel tempo dei Segreti ci siano tante conversioni. C’è bisogno di una manodopera spirituale, c’è bisogno di operai del Regno di Dio. I Messaggi del 2 del mese alla veggente Mirjana hanno un obiettivo è molto chiaro: formare la schiera degli Apostoli che aiutano la Madonna a salvare le anime.

Il Messaggio del 2 dicembre 2005 è molto forte dal punto di vista esistenziale. A mio parere l’espressione più forte è: solo i cuori puri posso sentire l’amore di mio Figlio. Per capire questo Messaggio bisogna fare riferimento a un passo di San Paolo che dice che l’uomo animale non sente le cose di Dio. L’uomo animale è quello che si è abbandonato al peccato, è schiavo della carne e delle pulsioni. Proviamo a pensare a noi stessi, se abbiamo avuto delle deviazioni a questo riguardo, se siamo stati risucchiati dalla corrente del male e quindi abbiamo perso il meglio di noi stessi, cioè il rapporto con Dio, la coscienza morale limpida, il giudizio retto, il comportamento irreprensibile. Insomma, siamo deperiti spiritualmente e magari siamo anche collassati spiritualmente. In quelle situazioni siamo in balìa delle passioni, in balìa del male. Questa è purtroppo una realtà esistenziale che avviene ogni volta che abbandoniamo la preghiera, la fede, il nostro rapporto con Dio. Così facendo Dio viene espulso dal nostro cuore, i sentimenti buoni vengono schiacciati dai vizi con le loro proliferazioni che prendono possesso del nostro cuore, di noi stessi e ci guidano.

Passiamo la vita a soddisfare i desideri della carne, come ci dice San Paolo in un modo straordinario nella Lettera ai Romani, fino a diventarne schiavi dei desideri della carne. San Paolo scrive: “Vorrei fare il bene, ma non riesco a farlo” e questo accade quando si è schiavi del male.

Se non vigiliamo continuamente sul nostro cuore e non lo purifichiamo, non strappiamo le radici del male, tutta la pratica religiosa rischia di essere falsificata. Sappiamo bene come è stato severo Gesù nei riguardi degli scribi e dei farisei che sono come dei sepolcri imbiancati. Se nella battaglia spirituale quotidiana e continua abbiamo ceduto e ci siamo arresi al male, la religione è diventata una pratica esteriore. Gesù è severo a riguardo, usa parole terribili, sepolcri imbiancati, ovvero fuori bellissimi, ma dentro marci.

La Madonna dice proprio che se non apriamo il cuore alla grazia, se non facciamo lo sforzo di spezzare le catene del male, non ci salviamo. La fatica più grande e l’impresa più grande che l’uomo è chiamato a fare su questa Terra è la sua battaglia contro il male; è la fatica di vincere il male, di vincere le tentazioni, di vincere i desideri della carne con tutte le loro proliferazioni verminose. Questa battaglia è tremenda e va fatta giorno per giorno. Per vincere bisogna sudare sangue.

Per affrontare questa battaglia dobbiamo invocare il Signore perché venga in nostro aiuto e ci dia la sua grazia. Satana ci propone le sue esche per catturarci e portarci con sé alla perdizione eterna, ma dobbiamo riconoscerle e cacciarlo, allontanarlo dal nostro cuore, fare in modo che non abbia nemmeno uno spiragli per entrare. Questa è la battaglia per la salvezza. È una battaglia durissima e la Madonna ci dice come incominciarla, con l’invocazione.

Solo il cuore puro è abitato dall’amore Dio. Quando vinciano la grande battaglia sentiamo l’amore di Dio, ci sentiamo amati, pieni di Dio, in sintonia con Dio, ci sentiamo una cosa sola con Dio e sentiamo che Dio opera mediante noi. Dio opera mediante la nostra miseria, la nostra debolezza, ma anche la nostra buona volontà, il nostro desiderio di essere suo. Perciò, quando abbiamo vinto la battaglia del bene, dell’amore di Dio nel nostro cuore, quando l’amore di Dio ha trionfato nel nostro cuore, allora siamo in grado di avvicinare quelli che questa battaglia non l’hanno ancora fatta, che sono ancora prigionieri del male e della morte, che sono ancora prigionieri del mondo e non sentono l’amore di Dio nei loro cuori. Siamo credibili e affidabili, siamo mani che i lontani possono afferrare; siamo dei modelli a cui possono guardare. Siamo persone da ascoltare, persone da seguire.

La Madonna è qui per costruire queste schiere di persone, questi fari di luce, questi poli di bontà e di santità che abitati da Dio, sono strumenti di Dio, sono pieni di Dio. È con queste persone piene di Dio che la Madonna vince le sue battaglie. Prima, però, noi dobbiamo vincere la nostra battaglia personale per essere i suoi Apostoli, per essere persone che Lei può schierare per vincere. Quindi, per prima cosa dobbiamo combattere perché Dio vinca in noi e per sentire il suo amore che riempie i nostri cuori e così ci apriamo al prossimo e preghiamo perché anche gli altri possono sentire l’amore di Dio come lo sentiamo noi.

Noi siamo dei poveri disgraziati, peccatori, pieni di male, però abbiamo la grazia di credere nella presenza di Maria; per mezzo della sua mediazione ci apriamo e chiediamo la sua grazia, la grazia di Cristo di cui Lei è mediatrice, affinché entri nei nostri cuori, ci trasformi e ci faccia diventare Apostoli dell’amore di Maria. Tutto questo è difficile, è la grande battaglia della vita. La grande battaglia della vita è diventare buoni, umili, puliti, affidabili, misericordiosi. Queste sono le caratteristiche delle persone grandi, delle persone che salvano il mondo. Siamo vigilanti su noi stessi e facciamo le scelte giuste, quelle della bontà, della santità, della giustizia, della fede, della carità.

Pagina 4 di 35

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy