"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2026 Pagina 2 di 35

Senza preghiera la fede muore

La fede è come un fiore che per crescere e diventare sempre più bello ha bisogno dell’acqua della preghiera. Anche la nostra anima, creata a immagine di Dio, ha nutrimenti speciali che sono spirituali. L’anima viene da Dio ed è orientata a Lui, per realizzarsi ha bisogno di nutrirsi di Dio. La preghiera è un nutrimento di Dio; nella preghiera incontriamo Dio, parliamo con Lui, lo ascoltiamo, ci riempiamo della sua gioia e della sua pace. Nella preghiera ci trasformiamo interiormente. Nella preghiera riusciamo a prendere le decisioni più importanti della vita proprio perché siamo illuminati e sorretti da Dio. Con la preghiera riusciamo a prendere quelle decisioni che cambiano la vita, esigono coraggio e spirito di sacrificio.

Senza preghiera non possiamo fare nulla. Man mano che la preghiera si spegne anche noi ci spegniamo interiormente, perdiamo la forza, perdiamo la capacità di discernimento, di decidere, di combattere. Senza preghiera perdiamo noi stessi! Potremmo anche dire che se oggi il mondo è diventato ateo e vive senza Dio in una situazione esistenziale in cui l’uomo è avvolto nelle tenebre, è proprio perché non si prega più. Senza la preghiera nei cuori regna la tenebra e l’inquietudine.

Man mano che la preghiera diminuisce nella nostra vita perdiamo noi stessi, ci spegniamo, ci mondanizziamo, restiamo irretiti nelle cose del mondo e nelle sue false luci, nelle sue false felicità, nei suoi falsi splendori, nelle sue false speranze fino ad esserne talmente intrappolati da non riuscire a uscirne.

Dio dà a tutti le grazie necessarie per poter credere e provvede per tutte le anime i mezzi necessari per la salvezza dell’anima. Si perde, allora, chi rifiuta l’aiuto di Dio e la sua Misericordia. Le anime non si perdono per mancanza di Misericordia e di grazie, ma perché rifiutano la Misericordia e le grazie. C’è un aneddoto che vorrei raccontare. Il grande giornalista Indro Montanelli era dichiaratamente ateo. Montanelli fu ricevuto in Vaticano da Papa Wojtyla; prima di andare a cena fu invitato in cappella a pregare con lui in suffragio dell’anima della mamma del giornalista. Di fronte a questa richiesta Montanelli non seppe dire di no, si inginocchiò e disse una preghiera insieme al Papa. Questo episodio ci dà un grande insegnamento: chi non ha la fede e desidera credere deve iniziare a pregare.

Suor Elivira aveva un metodo che applicava con i ragazzi tossicodipendenti della Comunità Cenacolo di cui era fondatrice. Li invitava a inginocchiarsi a pregare, se qualcuno obiettava dicendo che non aveva la fede Suor Elvira diceva: “Tu mettici le ginocchia e io ci metto la fede”. È straordinario vedere quante meravigliose conversioni sono scaturite proprio in queste Comunità; ragazzi che entrano atei dopo pochi mesi diventano persone pie, persone che pregano. Questo avviene perché fanno il primo gesto che è quello dell’umiltà, iniziando a pregare anche se non hanno la fede; in questo modo la preghiera diventa qualcosa di profondo che va oltre la superficie delle parole. Pregano si scopre la bellezza della paternità di Dio e della maternità di Maria.

È pregando con il cuore che Dio, la Madonna, i Santi diventano persone vive, reali. Pregando Gesù e sforzandosi di parlare con Lui, Egli diventa vivo in noi, è presente, sentiamo che ci capisce. La pratica della preghiera inizialmente è superficiale, ma con la perseveranza ci apre la stanza del cuore dove pian piano scopriamo che Gesù è vivo, che la Madonna è viva, che l’angelo custode è vivo, che Dio Padre è vivo, è reale. Nel momento della preghiera tutte le schiere celesti diventano persone vive alle quali ci uniamo nel pregare.

C’è una mistica cristiana alla portata di tutti che non necessita di pratiche straordinarie. È una familiarità con Dio Santissima Trinità, è una mistica per le persone semplici, è la preghiera dei bambini che pregano davanti alla statua della Madonna e le parlano come se fosse la loro mamma. C’è una mistica popolare vissuta da molte persone che consiste nel parlare veramente con Gesù e con Maria nella preghiera. Queste persone, poi, nella vita di tutti i giorni si lasciano condurre passo dopo passo da Gesù e Maria, in questo modo il Regno dei Cieli che è nel loro cuore diventa la compagnia più importante nel corso della giornata. Indubbiamente c’è bisogno delle compagnie umane che sono certamente preziose e importanti, ma è nei momenti in cui si è con il Cielo che si trae la vera luce, la vera gioia, la vera pace, la vera forza.

Quando scopriamo che la Santissima Trinità abita in noi insieme con le schiere celesti non perdiamo la fede. Il mondo di oggi ha perso la fede perché ha smesso di pregare, ha smesso di parlare con Gesù e con Maria. L’umanità di oggi è sola, arida, spaesata e vaga qua e là senza meta. Mi rivolgo a quelli che hanno abbandonato la preghiera, ricominciate a pregare! Iniziate dicendo una semplice Ave Maria con il cuore, in questo modo ritroverete la via. Sant’Alfonso Maria De’ Liguori aveva coniato una famosa massima, semplice ma potente: “Chi prega si salva, chi non prega si perde!”.

MEDJUGORJE STAMANE

Sant’ Ignazio di Loyola


autore: Pieter Paul Rubens anno: 1622 titolo: Sant’Ignazio di Loyola luogo: Museo Norton Simon, Sati Uniti

Nome: Sant’ Ignazio di Loyola

Titolo: Fondatore della Compagnia di Gesù

Nome di battesimo: Íñigo López de Loyola

Nascita: 1491, Lojola, Spagna

Morte: 31 luglio 1556, Roma

Ricorrenza: 31 luglio

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

Beatificazione:
27 luglio 1609, Roma, papa Paolo V

Canonizzazione:
12 marzo 1622, Roma, papa Gregorio XVI

Luogo reliquie:Chiesa del Gesù

Fa parte di:Santi del Lazio

Sito ufficiale:gesuiti.it

Nacque nel castello di Loyola, nei Paesi Baschi spagnoli, da una nobile famiglia, l’anno 1491

Dopo aver trascorso qualche tempo alla corte dei re cattolici, si arruolò nell’esercito, dove si distinse per valore e coraggio. Prescelto alla difesa di Pamplona, sostenne eroicamente l’assedio con un pugno di uomini, ma nel pieno della battaglia fu colpito da un colpo di cannone che gli fratturò una gamba.

Durante la lunga convalescenza, Ignazio chiese libri di cavalleria, ma gli furono offerti solo la Vita di Gesù  Cristo e la Vita dei Santi. Iniziò a leggerli più per necessità che per devozione, ma quei racconti di santi, con i loro digiuni, penitenze e fervore, lo toccarono profondamente. Fu l’inizio della sua conversione. Dopo una dura lotta interiore, la grazia di Dio prevalse.

Appena riprese le forze, decise di cambiare vita. Si recò al santuario di Montserrat, dove depose la spada ai piedi della Vergine e donò i suoi abiti da cavaliere a un povero. Poi si ritirò nella grotta di Manresa per circa un anno, conducendo una vita di estrema austerità, preghiera e mortificazione. Fu in quel periodo che Dio lo colmò di luci interiori e grazie mistiche. In questo ritiro compose il celebre libro degli Esercizi Spirituali, che divenne una guida fondamentale per la vita cristiana.

Desideroso di servire Dio, Ignazio si recò in pellegrinaggio in Terra Santa. Tornato in Europa, si stabilì a Barcellona e iniziò lo studio del latino, poi proseguì gli studi a Parigi, dove conobbe Francesco SaverioDiego LaínezAlfonso SalmerónNicolás Bobadilla e Pierre Favre. Con loro fondò una nuova milizia di Cristo: la Compagnia di Gesù. Il 15 agosto 1534, nella cappella di Montmartre, i compagni emisero i voti religiosi.

Recatisi a Roma, sottoposero il progetto al Papa Paolo III, che lo approvò ufficialmente nel 1540 con la bolla Regimini militantis Ecclesiae. La Compagnia di Gesù nacque così, destinata a un’enorme influenza nella storia della Chiesa e segnata da persecuzioni, martiri e frutti  spirituali in tutto il mondo.

Ignazio inviava missionari nelle terre dei pagani, difendeva la fede cattolica contro l’eresia protestante e promuoveva il rinnovamento  spirituale tra i fedeli. Fondò il Collegio Germanico e molte altre istituzioni educative e religiose.

Spesso ripeteva: «Se potessi scegliere, preferirei vivere incerto della salvezza e lavorare per Dio, piuttosto che morire subito sicuro della gloria eterna».  Consumato dalla carità e dal lavoro apostolico, si spense il 31 luglio 1556 a Roma. Fu canonizzato da Gregorio XV nel 1622. Il suo corpo è venerato nella chiesa del Gesù a Roma

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio –  Venerdì 31 Luglio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

Senza preghiera la fede muore

È un insegnamento costante della Regina della pace

La preghiera ci mette in contatto con le realtà con cui crediamo

Nella preghiera Dio si fa presente nel suo mistero

Nella preghiera Lui ascolta la nostra voce

Nella preghiera noi ascoltiamo la sua voce

Nella preghiera Dio ci dona il suo amore e la sua pace

“Chi prega si salva, chi non prega si perde (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

Medjugorje: L’autore dei misfatti confessa ma non si pente

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

Dio è amore. Dio è amore. Dio è amore (2 Marzo 2006)

Dio è amore in se stesso nella comunione delle tre Persone divine

La natura di Dio è di essere una relazione di amore

L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della creazione

L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della redenzione

L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della santificazione

L’amore di Dio si è manifestato nell’opera della glorificazione

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti


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🟢 PADRE LIVIO – CREDO IN GESU’ CRISTO – Puntata 12

La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°38

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🟢LIVE🟢 PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 13: Lourdes – III parte

Medjugorje: l’autore degli atti vandalici si dichiara colpevole

Pubblichiamo una notizia di agenzia inviataci da un nostro ascoltatore:

Bosnia: atti vandalici a Medjugorje, cittadino polacco si dichiara colpevole Sarajevo, 30 lug – (Agenzia_Nova)

Il cittadino polacco accusato di aver vandalizzato il santuario di Medjugorje, imbrattando la statua della Madonna e incendiando l’altare esterno della chiesa di San Giacomo, si è dichiarato colpevole.

“Volevo dimostrare che i veggenti sono degli impostori e che e’ tutto una montatura”, ha affermato durante l’udienza sulla richiesta di custodia cautelare.

L’accusa ha sostenuto che il sospettato potrebbe darsi alla fuga o reiterare il gesto, poiche’ nel corso della deposizione avrebbe dichiarato di non provare rimorso e di essere disposto a ripetere l’azione.

L’uomo e’ accusato di danneggiamento di un edificio religioso, incitamento all’odio etnico, razziale e religioso e creazione di un pericolo generale.

La procuratrice della Procura della Bosnia-Erzegovina, Nives Kanevcev, ha sottolineato che il cittadino polacco avrebbe pianificato meticolosamente i reati e sarebbe giunto a Medjugorje due mesi prima con l’intenzione di commetterli. (Seb) NNNN


DIVERSI ESPERIMENTI SCIENTIFICI CON PERSONALITA’ DI FAMA INTERNAZIONALE CERTIFICANO CHE I VEGGENTI NON MENTONO

Confesso di non aver mai dato particolare importanza agli esperimenti scientifici sui veggenti, anche se capisco che possano avere la loro utilità. Il discernimento degli spiriti è una scienza spirituale ben conosciuta dalla Chiesa ed è ad essa che fa riferimento quando si tratta di dare il suo autorevole giudizio sull’origine soprannaturale di un’apparizione.

La Chiesa guarda giustamente ai frutti spirituali, in primo luogo alle conversioni, perché sono esse il segno che commuove e apre i cuori. La diffusione delle apparizioni nel mondo è avvenuta sulle ali dell’entusiasmo di coloro che, toccati dalla grazia, ne hanno dato testimonianza col cambiamento della loro vita.

Gli abitanti di Medjugorje, che conoscevano bene i veggenti, non hanno certo atteso il parere dei medici del regime per credere che i ragazzi dicevano la verità. Quando tu condividi la vita con una persona e la conosci nella sua quotidianità, ti rendi subito conto se è sincera e credibile. D’altra parte fin dai primi giorni delle apparizioni i ragazzi sono stati visitati e dichiarati sani di corpo e di mente. Non c’era bisogno di tale responso per  saperlo. Nessuno di loro ha mai avuto patologie psichiche prima delle apparizioni, né le ha mai avute fino ad ora.

Per quanto interessante, il contributo degli esperimenti scientifici in questo ambito è piuttosto limitato. La Madonna ha lasciato fare quando i medici hanno elaborato le loro sperimentazioni prima, durante e dopo l’apparizione. Solo una volta, quando qualcuno voleva varcare il limite da Lei posto, se ne é andata dicendo: “Non è necessario”. Si era tentato infatti di verificare come mai durante l’apparizione i veggenti parlano, ma non si sente la voce, benché le corde vocali vibrino regolarmente.

La Madre sa che noi abbiamo bisogno di segni e Lei stessa ne ha concessi molti, ma non si fa illusioni. Se il cuore rimane indurito non servono a nulla. Riguardo al grandioso segno che lascerà sulla collina  ci ha ammonito dicendo: “ Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. E’ ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” ( 19.07-1981).

Sappiamo bene come i notabili di Gerusalemme hanno reagito al più grande miracolo di Gesù, la resurrezione di Lazzaro. Irritati dall’evento, hanno deciso si ucciderli ambedue. Bisogna essere consapevoli che la battaglia fra il bene e il male si svolge in primo luogo nell’intimo dei cuori. Il vero pericolo nel campo delle apparizioni non viene dalle patologie psichiche, ben note alla scienza, e facilmente accertabili.

Gli inganni più sottili vengono dal Principe delle tenebre, che si manifesta come angelo di luce. Satana infatti, come insegna S. Giovanni della Croce, è in grado di riprodurre la quasi totalità dei fenomeni soprannaturali, salvo i “tocchi” dello Spirito  nell’anima, che sono il vertice dell’esperienza mistica.  

L’ambito in cui si sono mossi gli esperimenti scientifici sui veggenti di Medjugorje è per sua natura limitato. Tuttavia vale la pena metterlo in luce, se non altro per tappare la bocca a chi, ancora oggi, cerca di liquidare lo straordinario evento, relegandolo nel campo delle allucinazioni.

La prima indagine scientifica, effettuata nel 1984 dalla dottoressa Federica Maria Magatti anestesista, era volta a valutare “la sensibilità dei veggenti e la loro reattività a stimoli sensori, tattili, luminosi, dolorifici”. La sperimentazione conferma ciò che era già noto fin dai primi giorni,  e cioè che prima e dopo le apparizioni  i veggenti rispondono agli stimoli di diversi tipo, ma durante l’apparizione non manifestano alcuna sensibilità agli stimoli anche di tipo doloroso, pur mantenendo un’assoluta normalità di atteggiamento.

E’ noto il caso di Vicka che, bucata da un tale,  per ben due volte, con uno spillone, non ha avvertito alcuno dolore né ha mostrato alcune reazione, rendendosi conto al termine dell’apparizione di una macchia di sangue apparsa sulla spalla.

Sono stati studiati, dal dottor Luciano Cappello, tre inspiegabili sincronismi provocati dall’apparizione. All’inizio tutti i veggenti cadono contemporaneamente in ginocchio. Durante l’apparizione la loro voce scompare, ma ricompare improvvisamente, e senza che nessun comando arrivi dall’esterno, con le parole. “Che sei nei cieli”, quando la Madonna inizia il Padre nostro. Alla fine dell’apparizione tutti i veggenti, con un assoluto parallelismo dello sguardo, innalzano contemporaneamente gli occhi al cielo, seguendo un punto solo a loro visibile.

Successivamente sono arrivate équipes attrezzate con macchinari sofisticati. Il professor Henry Joyeux, dell’Università di Montpellier, in tre spedizioni del 1984 applica ai veggenti degli apparecchi in grado di controllare i dati fisiologici durante l’apparizione. La conclusione è che non si tratta di sonno, di sogno, né di epilessia e non si tratta di allucinazioni nel senso patologico del termine. Non si tratta di isteria, di nevrosi o di estasi patologica, perché i veggenti non hanno alcun sintomo di queste affezioni. Non si tratta di catalessi, perché i muscoli della faccia funzionano normalmente. La conclusione è che “ a Medjugorje le estasi non sono patologiche e non c’è imbroglio….Il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje  si rivela scientificamente inspiegabile”.

La èquipe del dottor Luigi Frigerio e del Dottor Giacomo Mattalia l’anno seguente ripete le sperimentazioni precedenti arrivando alle medesime conclusioni, con alcuni particolari riguardanti la pupilla del veggente che, durante l’apparizione, a condizioni immutate di luce,  si dilata straordinariamente, per poi ritornare come prima al termine.

Il professor Marco Margnelli neurofisiologo, ha utilizzato a Medjugorje il poligrafo psicofisiologico, una specie di macchina della verità, per stabilire se i veggenti mentivano. Dopo la sperimentazione il professore ha dichiarato che “posso concludere che non c’è frode o simulazione”. Che dire del contributo di questi esperimenti scientifici? Sono preziosi nella misura in cui escludono patologie e inganni, mettendo nel medesimo tempo a fuoco fenomeni a cui la scienza non sa rispondere. La strada è così stata sgombrata dai dubbi e dai pregiudizi ed è stata lasciata aperta la porta che introduce al mistero. Fare un passo oltre non appartiene più all’ambito della scienza.

Accertato che il fenomeno dell’estasi è scientificamente inspiegabile e che i veggenti sono sani e sinceri, il vero problema è quello di valutarne la credibilità nell’insieme dei loro comportamenti. Questo è stata fin dal principio l’ossessione del parroco, Fra Jozo, che li ha sottoposti a interrogatori estenuanti. 

La credibilità dei veggenti si è manifestata sempre più nel corso degli anni. Il tempo è un fattore straordinario di verità. Sono trascorsi i decenni e l’albero ha dato i suoi frutti, anche nella vita di quelli che allora erano solo dei ragazzi. La Gospa stessa ha indicato loro la strada dicendo: “Voi mi chiedete il segno perché si creda alla mia presenza. Il segno verrà, ma voi non ne avete bisogno: voi stessi dovete essere un segno per gli altri” (08-02-1982).

In effetti è quanto è avvenuto. Chi conosce i veggenti fin dal principio li ha visti crescere “in sapienza, età e grazia”, pur in un quadro di normalità che li rende ancora più credibili. Innanzi tutto, in un tempo in cui gioventù è esposta a sbandamenti, sono stati perseveranti nel loro cammino di fede, fino ad arrivare a diventare dei bravi e padri e madri di famiglia. Hanno anche loro i limiti e i difetti propri della natura umana, ma sono maturati progressivamente, dimostrando equilibrio, saggezza, fedeltà e bontà.

E’ straordinaria la loro umiltà, che si manifesta nella consapevolezza di avere avuto una grazia e un compito da loro non voluto e non meritato, ma di cui dovranno rendere conto. Non hanno mai cercato di diventare delle star, evitando i pericoli del mondo mass-mediatico.

Non si sono però mai sottratti alla testimonianza, incontrando i pellegrini a Medjugorje e accogliendo gli inviti a partecipare a incontri di preghiera, spesso promossi da sacerdoti nelle loro parrocchie. Per la conoscenza che ho di loro fin dai primi anni, devo dire che hanno adempiuto nel migliore dei modi all’invito della Gospa di essere loro stesso un segno per gli altri.

“Chi riceve un compito riceve anche le grazie necessarie per adempierlo. La Madonna vede i cuori e sa trarre il meglio da ognuno. Ai ragazzi di Medjugorje ha affidato una missione la cui ampiezza e importanza non si sono ancora pienamente manifestate.

Non è mai accaduto in apparizioni pubbliche che la Vergine abbia chiesto un impegno così intenso e prolungato, tale da assorbire l’intera vita di una persona. Si tratta di un compito che esige fedeltà, coraggio, spirito di sacrificio, costanza e perseveranza. Ci chiediamo se questa straordinaria missione affidata a dei giovanissimi venga adempiuta bene.

A questo riguardo la risposta è una sola: i ragazzi, ormai divenuti persone adulte, hanno risposto nel migliore dei modi. Dio non pretende da loro che pervengano a tappe forzate alle vette della santità. I due pastorelli di La Salette non saranno mai elevati agli onori degli altari. La loro vita è stata piuttosto travagliata. Essi però hanno perfettamente compiuto la loro missione nella più grande fedeltà, rimanendo leali fino alla fine alla loro testimonianza sul messaggio ricevuto.

Anche i santi hanno i loro difetti. Figuriamoci dei ragazzi ancora agli inizi del cammino spirituale. In questo tipo di missione contano due virtù fondamentali: l’umiltà e la fedeltà. La prima è la consapevolezza evangelica di essere dei servi inutili e difettosi. La seconda è il coraggio della testimonianza del dono ricevuto, senza mai rinnegarlo.

I veggenti di Medjugorje, come li conosco io, pur con i loro limiti e difetti, sono umili e fedeli. Lo sa soltanto Dio quanto siano santi. Questo d’altra parte è vero per tutti. La santità è un lungo cammino che siamo chiamati a percorrere fino all’ultimo istante della vita.” ( Padre Livio – Perché credo a Medjugorje – pag 19 – Sugarco edizioni).

Dal libro di P. Livio: Medjugorje: Il Cielo sulla terra – Piemme


Guardano tutti nel medesimo punto nello stesso istante.

POMERIGGIO INSIEME: SAN LEOPOLDO MANDIC – a cura di Roberta – 30/07/2026

NOVENA

O Dio, Padre onnipotente, tu hai arricchito san Leopoldo con l’abbondanza della tua grazia; concedi a noi, per sua intercessione, di vivere nell’abbandono alla tua volontà, nella speranza della tua promessa, nell’amore della tua presenza. – Gloria al Padre

O Dio, tu manifesti la tua onnipotenza soprattutto nella misericordia e nel perdono e hai voluto che san Leopoldo ne fosse tuo fedele testimone; per i suoi meriti, concedi a noi di celebrare, nel sacramento della Riconciliazione, la grandezza del tuo amore. – Gloria al Padre

O Dio nostro Padre, in Cristo tuo Figlio, morto e risorto, hai redento ogni nostro dolore e hai voluto san Leopoldo paterna presenza di consolazione; infondi nelle nostre anime la certezza della tua presenza e del tuo aiuto. – Gloria al Padre

O Dio, fonte di comunione per tutti i tuoi figli, tu hai voluto Cristo unico pastore della tua Chiesa; per l’intercessione di san Leopoldo, silenzioso profeta dell’ecumenismo spirituale, infondi in noi il tuo Spirito, perché sappiamo pregare e donare la vita per l’unità di tutti i credenti in te. – Gloria al Padre

O Dio, tu hai voluto Maria madre di Cristo e della Chiesa e hai allietato la vita di san Leopoldo con una tenera devozione alla Madonna; consola la nostra vita con la grazia della sua bontà materna. – Gloria al Padre

O Dio, Signore glorioso e Padre della vita, affidiamo al tuo amore le nostre speranze e le nostre preghiere; per l’intercessione di san Leopoldo guarda con benevolenza ai tuoi figli ed esaudisci le nostre umili domande. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PREGHIERE PER I MALATI DI TUMORE

Preghiera del malato

O caro san Leopoldo, tu hai sempre aiutato e consolato quanti ricorrevano a te nelle loro necessità spirituali e materiali. Animato da grande confidenza, anch’io ricorro a te, così ricco di benevolenza e generosità. Nella tua vita hai provato il turbamento e la fatica di vivere con il tumore: stammi vicino. Tu conosci la mia angustia e trepidazione: vieni in mio aiuto. Sorreggi la mia fede, rafforza la mia speranza, ottienimi la grazia di affrontare la sofferenza e le cure del mio male, superando positivamente questa prova. Intercedi presso il Padre affinché il mio cuore trovi la pace e la serenità vera. Fa’ che io possa, con animo riconoscente, ringraziare quel Dio misericordioso che tu stesso proclamavi “medico e medicina”. – Gloria al Padre

Preghiera dei familiari

O Signore, nostro creatore e salvatore, nella tua vita terrena e in san Leopoldo ti sei fatto vicino ai malati e agli sfiduciati. Guarda con bontà gli uomini, le donne e i bambini di ogni lingua, popolo e nazione che soffrono a causa del tumore. Ascolta la nostra preghiera e la supplica dei loro cari: san Leopoldo e la Beata Vergine Maria li visitino spiritualmente e seggano accanto a loro nelle lunghe ore di ospedale e nelle notti insonni.
O san Leopoldo, rivolgiamo anche a te la nostra supplica con il cuore colmo di tristezza e trepidazione per il/la nostro/a caro/a (…). Tu che hai consolato i molti che si accostavano al tuo confessionale e li affidavi alla Vergine Maria, “Parona Benedeta”, fa’ che nella grande preoccupazione per questa malattia fiorisca la gratitudine per la vita e la speranza che la salute ritorni. – Gloria al Padre

Preghiera per gli operatori sanitari

Caro san Leopoldo, nel tuo servizio di sacerdote, confessore e consigliere spirituale, hai coltivato sincera stima e autentica amicizia con gli operatori sanitari: medici, chirurghi, specialisti clinici, docenti universitari, infermieri. Come buoni samaritani, assistevano e confortavano i malati nelle corsie ospedaliere.
Noi ti preghiamo perché quanti sono a servizio della salute e della vita umana sappiano coniugare sempre competenza professionale con premurosa disponibilità. Fa’ che il paziente sia sempre una persona da rispettare nelle sue sensibilità, nelle sue paure e attese.
Ti chiediamo di illuminare lo studioso nella ricerca di nuove cure, di guidare la mano del chirurgo, di assistere il medico nella lettura dei referti, nella giusta diagnosi e adeguata terapia.
O san Leopoldo, la presenza degli operatori sanitari e dei volontari ospedalieri sia simile alla tua: discreta, sempre serena e sorridente, come quando accoglievi chi era afflitto da sofferenze fisiche o angosciato nello spirito. Sappiano infondere le medicine spirituali del coraggio e della speranza. –

Gloria al Padre – Salve Regina

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