«Cari figli, il mio Figlio è nato, il vostro Salvatore è qui con voi. Che cosa ostacola nei vostri cuori il riceverlo? Quante cose false nei vostri cuori. Purificate i vostri cuori con il digiuno e la preghiera, riconoscete e accettate mio Figlio. Soltanto Lui può dare la vera pace e il vero amore. Soltanto Lui è la strada verso la vita eterna» (Messaggio del 2 gennaio 2006).

In questo Messaggio ci sono due realtà meravigliose. La prima è un invito a chiederci quante cose false ci sono nei nostri cuori. Delle “cose false” che ci allontanano da Suo Figlio la Madonna ha parlato in altre occasioni. La Madonna ci invita a fare una riflessione personale per capire quali sono le cose false che sono nei nostri cuori. Le cose false sono gli idoli ai quali il nostro cuore è attaccato, sono quelle cose mondane verso cui si prolunga il desiderio del nostro cuore. Sono quelli che San Paolo chiama “i desideri della carne”, spesso sono opposti ai Comandamenti di Dio. Sono le numerose forme di idolatria ai quali siamo attaccati come il denaro, la vana gloria, il nostro io.

La Madonna ci invita ad analizzare il nostro cuore. Sappiamo bene che non è facile farlo. Per analizzare il nostro cuore dovremmo avere la luce dello Spirito Santo; bisogna invocare Dio che ci illumini, risvegli la nostra coscienza, ci dia la capacità di renderci conto del male. In questo modo possiamo vedere le cose false che sono nei nostri cuori. È il discernimento spirituale che riguarda anzitutto noi stessi e poi le situazioni del mondo.

Il primo discernimento spirituale va rivolto verso se stessi. Solo con la luce dello Spirito Santo, nell’umiltà della preghiera, con una coscienza retta e sensibile che avverte il male, è possibile conoscere se stessi. Senza esagerare e diventare troppo scrupolosi bisogna in modo equilibrato, consapevoli delle nostre tendenze cattive e allo stesso tempo della grazia di Dio che ci dà la forza di migliorare, dobbiamo mettere nel mirino della buona volontà le cose più oscure che sono in noi e cioè le prepotenze, le ingiustizie, gli attaccamenti mondani, le forme di durezza.

Senza crogiolarsi, ma pregando con il Salmo “crea in me o Dio un cuore puro”. Questo è un lavorio da fare ogni giorno nella luce di Dio. Guardiamo a Cristo, al suo cuore mite umile e santo, facciamolo entrare nei nostri cuori perché ne diventi il padrone. Facciamo in modo che il nostro cuore sia una sola cosa con il cuore di Gesù. Questo è il lavorio spirituale al quale la Madonna ci chiama e per purificare i nostri cuori ci dà gli strumenti: il digiuno e la preghiera.

Il digiuno è la rinuncia e ha la funzione propedeutica che ci deve esercitare nella rinuncia a tutto ciò che è male. Ogni volta che satana ci propone una vanità tingendo il male di bene, dobbiamo avere il discernimento di scoprirlo e poi la forza di dire no. Il digiuno è la rinuncia a tutto ciò che satana ci offre in modo tale che il male non ci inquini.

La preghiera è necessaria. Abbiamo bisogno dell’amore di Dio che entri nei nostri cuori e li purifichi. Soltanto l’amore di Dio è in grado di purificare le radici del nostro cuore inquinate dal male. Questa è una lunga battaglia che dura tutta la vita. La rinuncia al mondo, alle sue vanità, ai suoi idoli, dev’essere la battaglia della vita. Questa battaglia ci fortifica, ci riempie di gioia. La vita spirituale è un continuo sradicare il male per far crescere il bene, è un lavoro continuo. Per tutto questo ci vogliono il digiuno e la preghiera ma prima di tutto, dice la Madonna, bisogna riconoscere e accettare Suo Figlio. Guardando a Gesù e chiedendogli la grazia della rinascita interiore possiamo gustare la vera pace e il vero amore che solo Lui può darci. La santità la si può raggiungere solamente seguendo con perseveranza e amore Cristo, umile, povero e crocifisso. Seguire Gesù è l’unica via che porta alla santità. Per arrivare alla santità della vita non ci sono altre vie da seguire se non quella della Croce di Cristo. Bisogna perseverare su questa strada e combattere spiritualmente ogni giorno; bisogna ricominciare ogni giorno; bisogna essere umili e accettare le proprie sconfitte e riprendere da capo.

Dobbiamo far sì che tutte le virtù di Gesù Cristo rivivano in noi. Questo è il compito della vita e se ci applichiamo perseverando andremo direttamente in Paradiso. È una via difficile, per questo pochi vanno direttamente in Paradiso.