"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 81 di 365

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Radio Maria è un dono di Maria per questo tempo

Grazie caro padre Livio.

Con Radio Maria hai portato una luce di pace e di speranza in ogni casa e anche nella mia.

Che Dio ti benedica sempre.

Chiara


Cara Chiara,

le tue parole mi fanno molto felice perché è mia ferma convinzione che Radio Maria sia un dono di Maria per questi tempi di “Satana sciolto dalle catene”, come ci ha rivelato la Madonna.

Lei scende ogni giorno dal Cielo sulla terra per portare in mezzo a noi la luce e l’amore di suo Figlio Gesù.

Lo fa con la sua presenza, con le sue preghiere, con i suoi messaggi, ma anche con la sua Radio, che Lei sta diffondendo in tutto il mondo, col solo aiuto di chi ha accolto la sua chiamata.

Lavorare con Maria, al servizio del suo piano di salvezza, è un motivo di gioia immensa ed è una opportunità che dobbiamo afferrare, perché in Cielo ci renderemo conto della straordinaria impresa alla quale stiamo collaborando.

Ave Maria

Padre Livio

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE🔴 IL CORAGGIO DEL PERDONO – Catechesi di P. Livio – Puntata 6

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L’ideologo di Putin: «Noi russi in guerra con l’Europa. A Trump fermarci non conviene: si arricchisce, prosciugando voi»

di Marco Imarisio – Corriere della Sera – 17 Ottobre 2025

Sergey Karaganov, ideologo del capo del Cremlino: «Deve tornare la paura. Gli Usa non rappresentano il peggio della civilità occidentale: sono molto più razionali di voi europei, è più facile trattare con loro»

MOSCA – «Un grande Paese ha bisogno di una ideologia di Stato. Altrimenti non è niente. E quando la perde evapora la nazione stessa. L’antica Roma ce l’aveva, l’Italia di oggi no. Forse è per questo che da molti secoli non siete un grande Paese». 

Non devono ingannare Le quattro stagioni in sottofondo, «Vivaldi è il mio compositore preferito, quindi io amo l’Italia», il gatto che ronfa sugli scaffali della libreria, il tè offerto dalla segretaria e l’aria affabile del padrone di casa, che ci riceve nel suo ufficio alla Hse, la facoltà di Economia e Affari internazionali che molti considerano come l’incubatrice della nuova classe dirigente russa. 

Sergey Karaganov è capace di dire cose tremende sempre con il sorriso sulle labbra, un sorriso che non si capisce bene se frutto di una naturale gentilezza o del compatimento verso l’interlocutore, un altro europeo incapace di comprendere il nuovo mondo. «A prescindere da quello che legge, invece Vladimir Vladimirovich capisce quello che dico, e io capisco quello che lui pensa». 

Al Forum economico di San Pietroburgo dello scorso giugno non era sfuggito a nessuno l’elogio del professor Karaganov fatto da Putin in persona, accompagnato persino da una pacca sulla spalla. «Mi ha fatto piacere. Credo che lui sia d’accordo con la mia visione del mondo». 

Le coordinate di Karaganov, politologo, uno dei fondatori del Valdai Club alle cui riunioni Putin prende parte regolarmente, sono contenute in un testo di pochi mesi fa, Il sogno della Russia nel XXI secolo, dove propone l’adozione di una ideologia statale nel suo Paese, una sorta di nuovo collettivismo spirituale nel cui nome devono essere sacrificate le libertà individuali. Non si conosce l’opinione di Putin sul saggio di Karaganov. Ma il fatto che sia stato pubblicato sul sito del ministero degli Esteri e in quello del Consiglio di sicurezza è già un indizio. 

«Gli Usa non rappresentano il peggio della civiltà occidentale. Sono molto più razionali di voi europei — nel nominarci, il sorriso di Karaganov diventa una smorfia di disgusto — e quindi diventa più facile trattare con loro. Ma Donald Trump non ha interesse nel fermare la guerra in Ucraina, se non quello della vanagloria personale, a meno che non vi sia una escalation verso un disastro totale, un fiasco come quello dell’Afghanistan, oppure un incidente nucleare. Lui e l’America ne stanno traendo beneficio, prosciugando l’Europa, spogliandola delle sue risorse, facendosi pagare per tenere in vita Kiev. Perché mai dovrebbe fermare tutto?». 

L’idea di Karaganov per concludere il conflitto ucraino è quasi irriferibile. Nell’estate 2023 sostenne la necessità di lanciare una testata nucleare sulla Polonia. «Era un paradosso. Io dicevo solo che bisogna reinstallare il sentimento della paura nel genere umano, che ha completamente perso il timore di Dio e della guerra. Per questo dico che se voi ci attaccaste, dovremmo rispondere con l’atomica. Io spero nella pace, e sono grato a Putin e Trump per i loro sforzi. Ma i vertici e le strette di mano non bastano. A cominciare dagli Usa, tutti devono capire che noi non stiamo combattendo contro l’Ucraina. La nostra è una guerra contro l’Europa unita. Contro l’Europa di Napoleone e Hitler. Le vostre élite hanno perso ogni forma di credibilità e di autorità, e per questo cercano una guerra contro di noi. Per fermarle, potrebbe essere necessario uno choc». L’osservazione sul piccolo dettaglio che la Russia ha invaso uno Stato sovrano si perde nell’esposizione della sua ideologia statale, che sembra piacere anche a Putin e sembra pensata in contrasto alla discutibile idea del nostro continente, condivisa da entrambi. 

A settant’anni suonati, dopo aver scritto discorsi per Breznev e per ogni altro presidente russo, «tranne Gorbaciov, del quale non condividevo nulla», dopo aver teorizzato la «Siberizzazione» della Russia, intesa come sguardo e portafoglio rivolto a Oriente, Karaganov si gode un riconoscimento tardivo derivante dall’adesione alle sue tesi da parte dell’ala più nazionalista del potere e dell’opinione pubblica russe. «Tengo a precisare che io e l’attuale presidente siamo due entità separate. Non sempre siamo d’accordo. Lui pensa che la fine dell’Urss sia stata la più grande tragedia del ventesimo secolo, io credo invece che le due Guerre mondiali siano state molto peggio. E sono entrambe cominciate in quell’Europa che oggi è la culla dell’individualismo più sfrenato, di un consumismo contro natura che ha generato un neofemminismo nichilista, la negazione della Storia e una inaccettabile libertà dei costumi. Quello che io propongo è una idea basata sul ritorno a valori comuni, antichi e condivisi. Io ho creato una ideologia per leader veri. E se vuoi esserlo davvero, sei obbligato a limitare le libertà individuali e civili. La missione della Russia è quella di fermare il degrado dell’uomo e di liberare il mondo dalle egemonie globali. E siamo finalmente sulla strada giusta. Forse per questo Trump è affascinato da Putin. Il presidente americano sa che siamo obbligati a vincere questa guerra. Ma il tempo delle sue scelte si sta avvicinando. O sta con noi, oppure sta con l’Europa». 

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – venerdì 17 ottobre 2025

h. 9.00: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

EDITORIALE

“La Gospa vincerà la terza guerra mondiale”


Segue Catechesi: Il coraggio del perdono

PENSIERO QUOTIDIANO

“La preghiera è la medicina che guarisce”

Queste parole della Regina della pace hanno un grande valore, anche se in noi suscitano qualche perplessità e, in caso di malattia, ci affrettiamo cercare aiuto nella medicina.

La mente e le mani dell’uomo, in particolare quando sono animate dall’amore, possono fare molto o poco a seconda delle circostanze.

L’uomo moderno fa fatica ad accettare i suoi limiti e ancora più a ricorrere a Dio in caso di bisogno. La presunzione gli impedisce di pregare e di chiedere all’Onnipotente quanto solo lui può dare.

Eppure Dio è ben disposto ad ascoltare le nostre richieste e ad esaudirci se ci rivolgiamo a Lui con fede, come i figli a un Padre.

Questo atteggiamento lo riscontriamo in Gesù, che guarisce i malati da innumerevoli malattie, fisiche e spirituali, perché le anime malate che vanno verso la morte sono le più bisognose.

Le malattie dell’anima, che si riverberano su tutta la persona, sono le più difficili da guarire e per queste la medicina più efficace è senza dubbio la preghiera.

La preghiera umile e animata dalla fede compie miracoli e spesso trasforma le persone, come nessuna medicina umana potrebbe fare.

È una straordinaria tradizione cristiana che lo conferma ed è urgente riscoprirla nella propria vita.

Un’Ave Maria ripetuta col cuore è un balsamo che allevia le ferite, placa le acque tumultuose del male del male, ridona la pace e ricolma di gioia celeste.

SALUTO DA MEDJUGORJE

✨ DIRETTA DA #MEDJUGORJE ✨

⛪ Questa sera, mentre la Santa Messa risuona da Medjugorje, uniamo i nostri cuori ai piedi dell’altare.

Con la Regina della Pace, portiamo a Gesù vivo le intenzioni di tutti voi

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio Puntata 56 – La conversione nello Spirito Santo genera l’umiltà

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Santa Margherita Maria Alacoque


Nome: Santa Margherita Maria Alacoque

Titolo: Vergine

Nome di battesimo: Margherita Maria Alacoque

Nascita: 22 luglio 1647, Autun, Francia

Morte: 17 ottobre 1690, Paray-le-Monial, Francia

Ricorrenza: 16 ottobre

Tipologia: Memoria facoltativa

Canonizzazione:
1920, Roma , papa Benedetto XV

Luogo reliquie: Cappella della Visitazione Basilica del Sacro Cuore

Questa grande Santa fu la confidente del S. Cuore. Nacque il 22 luglio dell’anno 1647 da onorata famiglia, in un piccolo villaggio della diocesi di Autun. Accesa di amore per la Vergine e per l’augusto Sacramento dell’Eucarestia, giovanetta ancora, consacrò a Dio la sua verginità.

All’età di 15 anni, attraversò un periodo di rilassamento: l’amore umano e l’amore divino sembrava che se la contendessero; ma alla fine quest’ultimo trionfò. Iddio l’aveva eletta per rivelarle i tesori ineffabili del suo Cuore. A 23 anni entrò nel monastero della Visitazione in ParayleMonial. È qui dove incominciano le più sublimi ascensioni nella via della santità e dove ammiriamo le visioni e le conversazioni di Margherita col suo Celeste Sposo.

Da parte sua si teneva in grande umiltà e nutriva una devozione particolarissima verso la passione di Nostro Signore. Sentiva compassione per le grandi offese che continuamente laceravano il Cuore Sacratissimo di Gesù e voleva ripararle. Un giorno, mentre pregava ai piedi del Crocifisso, Gesù le mostrò il suo Cuore, acceso di fiamme e circondato di spine, e le disse: « Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini ».

Margherita si adoperò in tutti i modi per propagare la devozione al Sacro Cuore. Non mancarono le pene e le lotte. S. Claudio de la Colombière, suo confessore, la aiutò e così il suo apostolato passò le mura del monastero e si diffuse nel mondo

Margherita ricevette così dal suo direttore spirituale l’ordine di scrivere le sue esperienze ascetiche. Ella però inizia l’autobiografia sottolineando tutto la sua repulsione per quanto le viene chiesto:

«Soltanto per amor Tuo, o mio Dio, mi sottometto all’obbedienza di scrivere queste memorie e ti chiedo perdono della resistenza che fino ad ora ti ho opposta. E siccome Tu solo sai quanto forte sia la mia ripugnanza, Tu solo puoi concedermi la forza di superarla.»

«Devo farmi estrema violenza per scrivere tutte queste cose che avevo tenute nascoste con tanta gelosia e tante precauzioni per il futuro.»

«Queste parole mi dettero un gran coraggio, ma la paura, che questo mio scritto cada sotto lo sguardo altrui, continua.»

Molte sono le promesse che il Sacro Cuore per mezzo di S. Margherita fece ai fedeli che praticano questa devozione. Fra tutte spicca « La Grande Promessa »: « Tutti coloro che si comunicheranno nei primi venerdì di nove mesi consecutivi avranno la grazia della perseveranza finale; non morranno in mia disgrazia, nè senza ricevere i Ss. Sacramenti. Io stesso sarò loro sicuro asilo in quell’ora ».

Il 17 ottobre del 1690, Margherita, quasi consunta dall’amor di Dio, spirò serenamente nel dolcissimo amplesso di quel Cuore che tanto aveva amato. Moltissimi furono i miracoli operati per la sua intercessione e Benedetto XV l’iscrisse tra i Santi. Il Sommo Pontefice Pio XI ne estese l’Ufficio a tutta la Chiesa.

PRATICA. Facciamo i primi nove venerdì per assicurarci la salvezza eterna.

Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Dicembre 2000 – Terza Parte

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