Gesù ci ha insegnato a chiamare Dio Padre e nel medesimo tempo ci ha insegnato che il suo rapporto con il Padre è diverso dal nostro perché da lui è stato eternamente generato. Il Figlio generato dal Padre non è subordinato, è consustanziale al Padre, non è una creatura; il Figlio è Dio come lo è il Padre e come lo è lo Spirito Santo. Questa è la grande rivelazione cristiana che distingue il Cristianesimo da tutte le altre religioni. La seconda Persona della Santissima Trinità è il Figliuolo. Tra le Persone della Santissima Trinità non c’è alcuna subordinazione perché di tutti è la divinità; inoltre, non vi è successione temporale perché Dio è eternamente Padre che genera, è eternamente il Figlio che è generato, è eternamente lo Spirito Santo che ha ispirato. Dio è fuori dal tempo, è una simultaneità nell’istante eterno. La Santissima Trinità è un mistero della fede così come lo è l’Incarnazione; i misteri della fede sono rivelazioni divine che superano infinitamente le capacità della mente umana che, tuttavia, con la luce della fede può intuire qualcosa. Quando saremo davanti al Padre comprenderemo tante cose che qui sulla Terra dobbiamo credere nell’oscurità della fede. Anche noi siamo in viaggio verso l’eternità; la visione beatifica di Dio consiste proprio in una luce speciale che Dio dona alle anime che entrano nella vita eterna del Paradiso. Attraverso la luce della contemplazione potremo comprendere il mistero della Santissima Trinità, fonte della gioia eterna di cui godono le anime in Cielo. Cerchiamo, allora, di andare in Paradiso così da poter comprendere questi misteri fondamentali della fede che sono il cuore del Cristianesimo e cioè il mistero della Santissima Trinità e dell’Incarnazione, morte e Resurrezione di Gesù Cristo.

I misteri principali della fede sono riassunti nel Segno della Croce che è una professione di fede trinitaria e nel medesimo tempo la Croce stessa indica il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione, il Verbo di Dio si è fatto uomo, ha assunto la natura umana ed è morto in croce per redimerci. Facendo con fede il Segno della Croce professiamo i due misteri principali della fede che sono i capisaldi della fede cristiana.

Quando diciamo che la seconda Persona dello Spirito Santo è il Figliuolo vogliamo alludere a colui che è eternamente generato dal Padre. Il Figliuolo è il pensiero del Padre, è il Verbo del Padre, è la Parola del Padre; sono tutte espressioni umane che cercano in qualche modo di focalizzare questo mistero. La caratteristica del Verbo è quella di essersi fatto uomo, di avere assunto la natura umana. Non è si è fatto uomo il Padre e nemmeno lo Spirito Santo, si è fatto uomo il Verbo; il Verbo di Dio, fatto uomo, è Gesù Cristo la cui Persona è uguale alle altre due Persone della Santissima Trinità con cui condivide la divinità, ma del medesimo tempo ha una sua identità.

Ogni Persona della Santissima Trinità ha una sua identità: il Padre è colui che genera, il Figlio è colui che è generato, lo Spirito Santo è colui che è ispirato dal Padre e dal Figlio. La seconda Persona della Santissima Trinità è il Verbo che è generato e che si è fatto uomo, è la Parola del Padre rivolta a noi. Il Verbo di Dio è una Persona divina che ha assunto una natura umana. La divinità di Gesù Cristo è alla base della fede cristiana, è il cuore del Vangelo. Il Figliulo ha una sola Persona divina e una natura umana e una natura umana. Gesù Cristo ha un corpo e un’anima uniti intimamente alla divinità; questo è il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Il soggetto che agisce in Gesù è la Persona divina. La seconda Persona della Santissima Trinità è il Figlio eternamente generato che si è fatto uomo, è morto in croce per noi ed è risorto glorioso dai morti. Tuttavia, dobbiamo avere ben chiaro che la Persona divina che è Gesù Cristo agisce attraverso una natura umana, attraverso un corpo e un’anima che ha un io divino, non umano. In Gesù Cristo c’è un solo io che è divino. Gesù Cristo con la sua volontà umana ha accettato il sacrificio sulla croce che il Padre gli ha chiesto in espiazione dei peccati del mondo.

Dio è uno e trino, la seconda Persona della Santissima Trinità ha assunto un corpo umano e un’anima umana; in Gesù Cristo c’è un solo io che è divino. Siamo nell’ambito del mistero del Verbo che è un io divino che ha assunto una natura umana. Già nel corso della sua vita terrena gli Apostoli chiamavano Gesù “il Signore” e riconoscerlo come Dio è stata la grazia che ha avuto Pietro quando alla domanda di Gesù: “e voi chi dite che io sia?” risponde: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Questa fede di Pietro sia anche la nostra fede!