Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale
Anno: 2025 Pagina 5 di 367
SOLO LA MADONNA POTEVA SCOVARLO




I Messaggi del 25 Dicembre 2025 a Marija e a Jakov
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23 MARIA MADRE CHE CONSOLA
Avere un amico fidato è una delle grandi consolazioni della vita. Nei momenti di difficoltà, quando rischiamo di essere travolti dalla violenza delle tempeste, o in quelli di solitudine, quando abbiamo bisogno di una parola di incoraggiamento, o in quelli dell’incomprensione, quando nessuno sembra capirci, allora più che mai ci rendiamo conto dell’importanza di avere vicino qualcuno che ci rivolge una parola di conforto. Non è facile tuttavia trovare un amico fidato, che sta dalla nostra parte, anche se il mondo ci condanna, e che si prende difesa di noi quando ci puntano il dito. Non è facile trovare un cuore col quale sfogarci, quando il nostro trabocca di amarezza. I veri amici si conoscono nei momenti difficili e allora ci rendiamo conto che, quando c’è da porgere una mano, si forma il vuoto intorno noi. Anche chi ti sta più vicino, persino quelli della tua famiglia, fanno fatica a condividere col cuore il tuo momento difficile e restano muti, mentre tu attendi invano una parola alla quale aggrapparti come a un’ancora di salvezza.
L’amore incondizionato delle madri è quel dono che Dio ha fatto agli uomini, per aiutarli quando sono soli e abbandonati. La madre non guarda se il figlio ha ragione o ha torto. Non dice: “Ben ti sta! Io te l’avevo detto!”. Non ti giudica e non ti condanna, anche se sei tu il responsabile della situazione nella quale ora ti dibatti. La madre guarda al bisogno del figlio e prima ancora di rimproverarlo, cerca di rianimarlo e di consolarlo. La vita è soggetta a molteplici errori e anche a gravi sbandamenti. Quando siamo caduti a terra facendoci male, non abbiamo bisogno di qualcuno che, passandoci accanto, ci fa la predica su dove avremmo dovuto mettere i piedi. Nel fondo di noi stessi lo sappiamo da soli di avere sbagliato e ci rendiamo conto che stiamo raccogliendo quello che noi abbiamo seminato. Noi, da chi ci ama, in quel momento ci aspettiamo non il rimprovero, ma la comprensione, non una sferzata, ma una mano che ci aiuti a risollevarci.
Maria realizza in modo eccelso questa caratteristica dell’amore materno, che è quella di essere sempre disponibile per aiutare e per confortare, a prescindere dal fatto che ce lo meritiamo o meno. Lei è una madre che riesce sempre a consolare i suoi figli. Puoi essere certo che ti è sempre accanto con la sua presenza discreta, anche quando amici e parenti ti hanno abbandonato. Lei è al tuo fianco con la sua sollecitudine materna, che guarda ai tuoi bisogni senza rinfacciarti le tue colpe. Il suo sorriso vale più dei fiumi di parole degli uomini. Il suo sguardo guarisce più di qualsiasi medicina. La sua sola presenza infonde la forza per rialzarsi. Chi accoglie Maria come madre non sarà mai solo. Non si troverà mai con l’acqua alla gola, in procinto di affogare, mentre invano grida aiuto. Non sperimenterà mai la terribile situazione di chi è solo, nella selva oscura delle incomprensioni e delle cattiverie umane.
Nella “Valle di lacrime” della vita dobbiamo rivolgere il nostro sguardo verso gli occhi misericordiosi di Maria. La sua vicinanza è la grande consolazione che la divina Misericordia ha donato a ogni uomo. Lo ha sperimentato anche Gesù, negli anni contrastati della sua missione, ma in modo particolare durante la sua passione, quando persino i discepoli, impauriti e increduli, lo hanno lasciato solo. Quando sulla croce Gesù intonava il salmo straziante “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”, la Madre era lì a consolarlo con la sua presenza. Maria è stata la consolazione di Gesù ed è anche la nostra consolazione. Invano cercheremmo presso le creature il conforto che solo Lei è capace di dare. Il suo sorriso addolcisce le nostre amarezze, la sua compassione allevia le nostre ferite, la sua comprensione ci infonde la forza di andare avanti. Per Lei noi siamo prima di tutto i suoi figli, quelli che Gesù le ha affidato, perché potessimo trovare un cuore di madre sempre pronto ad accoglierci.

55. “ L’abbandono totale a Gesù “
La Madonna, nel messaggio annuale dato al Veggente Jakov, ci ha esortato con forza all’abbandono totale perché soltanto così “Gesù si dona alla vostra vita e questo è il dono più grande che potete ricevere”.
La Madre ha ben presente al suo sguardo gli sbandamenti a cui vanno incontro i suoi figli in questi tempi in cui satana è forte come mai prima.
Non si tratta solo di dolorose scivolate lungo la china della perdizione, ma a volte di veri e propri tradimenti della Fede e della Croce, che il maligno sbandiera come trofei di cui vantarsi.
Quanta gente, trovandosi in questa pericolosa condizione di tenebra e di morte, vedendo sé stessa nel momento di un improvviso raggio di luce, scopre l’abiezione in cui è precipitata e guarda con orrore a ciò che l’attende.
È in questi momenti terribili che la velenosa serpe sibila la resa, intimando non c’è più speranza. Ma è allora che la voce della misericordia si avvicina al cuore e fa sentire il suo invito alla speranza.
Sono i momenti chiave della vita, nei quali ognuno, nella sua unicità e responsabilità, decide del suo destino.
“Con chi sarai e con chi vivrai?”, perché non c’è dubbio che non finirai nel nulla come ti eri abituato a pensare, perché faceva comodo alla tua carne ingannatrice.
Il futuro è davanti a te e devi scegliere per uscire fuori dall’abisso di menzogna e di peccato nel quale sei precipitato e dal quale solo Dio ti può liberare
Se non scegli di aggrapparti a Gesù che ti chiama, resterai per sempre una preda della serpe infame, che ti desidera per torturarti nel suo regno di menzogna e di morte.
Non tentennare, non temere, non fare calcoli, ma gettatati fa le braccia di Gesù, affinché ti porti in salvo e possa regnare nella tua vita. A Lui nulla è impossibile.
In qualsiasi situazione ti possa trovare, solo Gesù ti può salvare, se ti abbandoni totalmente a Lui. Allora comprenderai quanto sei prezioso ai suoi occhi.
La strage degli innocenti e la fuga in Egitto
Nell’Antico Testamento era presente la profezia che preannunciava l’inimicizia tra il serpente antico e la Donna e che indicava nel seme della Donna proprio Colui che avrebbe vinto il demonio. È chiaro che l’impero delle tenebre attendeva il momento della nascita di Cristo e quando la profezia si avvera e Gesù Bambino viene alla luce, il male si scatena.
Satana non si è ancora arreso e non vuole perdere il dominio, sia pure parziale, che aveva ottenuto con la caduta originale dei progenitori. Quando il Bambino nasce a Betlemme e una moltitudine di pastori accorre ad adorarlo, il potere delle tenebre si scatena in un modo così violento da lasciare esterrefatti. Erode convoca i Magi, che stavano seguendo la stella che li avrebbe condotti al Re della Storia, e ordina loro di indicare il luogo dove trovarlo.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. (Mt 2-7,18)
Erode era un sanguinario, tanto che aveva fatto uccidere tutti i pretendenti al trono, anche i suoi stessi familiari. Appena gli giunge la notizia dai Magi che il Messia annunciato dalle Scritture era nato, si agita e mette in atto quella strage che conosciamo e che ha dell’incredibile per la crudeltà con cui viene perpetrata. Erode ordina di far uccidere tutti i bambini di Betlemme e dintorni nella matematica certezza che tra loro ci fosse anche quel bambino preannunciato dalle profezie.
Dio interviene sempre per attuare il suo piano e lo ha fatto anche in quell’occasione mandando in sogno un angelo a Giuseppe per avvertirlo del pericolo. Anche i Magi erano stati avvertiti da un angelo e fecero ritorno a casa da un’altra strada. La Storia della Salvezza inizia con la nascita di Gesù Bambino e con lo scatenamento del potere delle tenebre che continua durante tutta la vita di Cristo. Nel corso dei tre anni di vita pubblica, satana tenta in diversi Gesù proprio per impedire l’opera della Redenzione.
Gesù ci indica la via da seguire per impedire a satana di prevalere: l’umiltà e la mitezza. È la stessa via che anche la Chiesa è chiamata a seguire nel corso della Storia e nel medesimo tempo, come Gesù ha avuto alle calcagna il demonio per tutta la vita, anche la Chiesa sarà continuamente tentata dal diavolo che la vuole sedurre. Satana vuole prendersi la rivincita con l’umanità dopo che Cristo l’ha redenta e non mancano, soprattutto oggi, gli Erode di turno che vogliono perseguitare la Chiesa.
Come Maria e Giuseppe, allora, confidiamo nella divina Provvidenza e seguiamo la via della salvezza. Camminiamo con fiducia nella Provvidenza; Dio interviene sempre per salvare le sue creature. Di Dio è il potere! Di Dio è la forza! Dio è l’unico e vero padrone della Storia. Nell’umiltà e nella fedeltà a Dio mettiamoci sotto la sua protezione, accogliamo nel nostro cuore il Bambino Gesù e facciamo in modo che trovi un giaciglio degno e accogliente.
Vangelo
Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 2,13-15.19-23
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
Parola del Signore
Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale
