La strage degli innocenti e la fuga in Egitto
Nell’Antico Testamento era presente la profezia che preannunciava l’inimicizia tra il serpente antico e la Donna e che indicava nel seme della Donna proprio Colui che avrebbe vinto il demonio. È chiaro che l’impero delle tenebre attendeva il momento della nascita di Cristo e quando la profezia si avvera e Gesù Bambino viene alla luce, il male si scatena.
Satana non si è ancora arreso e non vuole perdere il dominio, sia pure parziale, che aveva ottenuto con la caduta originale dei progenitori. Quando il Bambino nasce a Betlemme e una moltitudine di pastori accorre ad adorarlo, il potere delle tenebre si scatena in un modo così violento da lasciare esterrefatti. Erode convoca i Magi, che stavano seguendo la stella che li avrebbe condotti al Re della Storia, e ordina loro di indicare il luogo dove trovarlo.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. (Mt 2-7,18)
Erode era un sanguinario, tanto che aveva fatto uccidere tutti i pretendenti al trono, anche i suoi stessi familiari. Appena gli giunge la notizia dai Magi che il Messia annunciato dalle Scritture era nato, si agita e mette in atto quella strage che conosciamo e che ha dell’incredibile per la crudeltà con cui viene perpetrata. Erode ordina di far uccidere tutti i bambini di Betlemme e dintorni nella matematica certezza che tra loro ci fosse anche quel bambino preannunciato dalle profezie.
Dio interviene sempre per attuare il suo piano e lo ha fatto anche in quell’occasione mandando in sogno un angelo a Giuseppe per avvertirlo del pericolo. Anche i Magi erano stati avvertiti da un angelo e fecero ritorno a casa da un’altra strada. La Storia della Salvezza inizia con la nascita di Gesù Bambino e con lo scatenamento del potere delle tenebre che continua durante tutta la vita di Cristo. Nel corso dei tre anni di vita pubblica, satana tenta in diversi Gesù proprio per impedire l’opera della Redenzione.
Gesù ci indica la via da seguire per impedire a satana di prevalere: l’umiltà e la mitezza. È la stessa via che anche la Chiesa è chiamata a seguire nel corso della Storia e nel medesimo tempo, come Gesù ha avuto alle calcagna il demonio per tutta la vita, anche la Chiesa sarà continuamente tentata dal diavolo che la vuole sedurre. Satana vuole prendersi la rivincita con l’umanità dopo che Cristo l’ha redenta e non mancano, soprattutto oggi, gli Erode di turno che vogliono perseguitare la Chiesa.
Come Maria e Giuseppe, allora, confidiamo nella divina Provvidenza e seguiamo la via della salvezza. Camminiamo con fiducia nella Provvidenza; Dio interviene sempre per salvare le sue creature. Di Dio è il potere! Di Dio è la forza! Dio è l’unico e vero padrone della Storia. Nell’umiltà e nella fedeltà a Dio mettiamoci sotto la sua protezione, accogliamo nel nostro cuore il Bambino Gesù e facciamo in modo che trovi un giaciglio degno e accogliente.