"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2025 Pagina 241 di 364

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 336 – LA CHIESA E’ CATTOLICA

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DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “IL DIARIO DI PADRE LIVIO”

78. La Madonna ci assicura della vittoria se siamo suoi

Cari amici, La Madonna sa che Satana cerca di riempire i nostri cuori con la paura del futuro. È una sua tattica perversa che usa in tutte le situazioni, anche in quelle di relativa tranquillità.

Lo fa soprattutto in questo passaggio storico, in cui tante certezze umane sono state messe in discussione, mentre quelle che vengono dalle fede sono in gran parte svanite a causa dell’incredulità dilagante.

Per questo la Madre esorta i suoi figli a tenere viva la preghiera, perché “chi prega non ha paura del futuro”. Infatti è nella preghiera che veniamo fortificati dalle verità della fede.

La Madonna ci ha anche fatto delle promesse grazie alle quali il futuro, contrassegnato dagli eventi dei segreti, sarà illuminato dalla sua luce e confortato dalla sua presenza.

Innanzi tutto ci ha assicurato che, nella grande battaglia contro il Drago, la Donna vestita di sole e incoronata di dodici stelle, otterrà una vittoria così grande da inaugurare per l’intera umanità un tempo di pace e di prosperità.

La Madonna ci ha anche assicurato, attraverso la veggente Vicka, che le sue apparizioni quotidiane continueranno fino al decimo segreto, con uno dei tre veggenti che ora hanno ancora le apparizioni quotidiane (Vicka, Ivan, Marija).

Infine la Madonna ha assicurato ognuno di noi che “se saremo suoi” parteciperemo alla sua vittoria. Quale promessa potrebbe rallegrare di più il nostro cuore in questo tempo di amarezze?

Questo però implica da parte nostra un totale affidamento al suo Cuore Immacolato, da coltivare ogni giorno con una vita di preghiera, umile e operosa, totalmente disponibili ad aiutare la Madre nella realizzazione del suo piano.

Per essere “apostoli di Maria” dobbiamo liberarci dal peso dei peccati che ci opprimono e spezzare la rete di legami che ci frenano e che ci trascinano qua e là, impedendoci di essere a disposizione dei suoi comandi.

Tanto più saremo vittoriosi quanto più saremo suoi. È il tempo dei tagli coraggiosi e delle decisioni senza equivoci. È il tempo, come la Madre ci ha invitato a fare, di rispondere “Sì, Sì “.

Un pontificato sotto il segno di Maria

Un pontificato sotto il segno di Maria

14 maggio 2025 – di Cristina Siccardi – CR 1898

L’agostiniano papa Leone XIV, fin dai primi passi come Pontefice, ha dimostrato il suo attaccamento a Maria Santissima. Dalla Loggia delle benedizioni, la sera dell’elezione, al crepuscolo di giovedì 8 maggio, Solennità della Madonna di Pompei, ha affidato il suo mandato di successore di san Pietro, la chiesa e il mondo alla Madre di Dio: «Oggi il giorno della supplica alla Madonna di Pompei. Nostra madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione, il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo, e chiediamo questa grazia speciale di Maria, nostra madre» e ha chiuso il suo discorso di presentazione al mondo con la recita dell’Ave Maria, consegnando a Lei il suo mandato.

Il numero 8 è ricorrente nella giornata dell’elezione del nuovo Papa: la fumata bianca è arrivata alle ore 18,08 in data 8 del mese mariano. L’8 maggio cade l’anniversario dell’apparizione nel 490 di san Michele Arcangelo a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, nella grotta sul Gargano; da qui la devozione micaelica si diffuse in tutta Europa. L’Arcangelo indicò quella grotta come luogo di culto ed ecco che sorse il santuario di San Michele Arcangelo, chiamata Celeste Basilica, che si trova nel mezzo del nucleo cittadino di Monte Sant’Angelo. Dal Medioevo in poi è divenuta meta di ininterrotti flussi di pellegrini.

La Madonna del Santo Rosario (legata alla Madonna di Pompei e anche a Nostra Signora di Fatima, la cui festività è stata ieri 13 maggio) e l’Arcangelo San Michele sono ottimi auspici di iniziazione per il nuovo Pontificato. Il 13 ottobre 1884 papa Leone XIII ebbe una visione mistica, al termine della celebrazione della Messa, nella quale Satana minacciava la Chiesa; subito dopo papa Pecci compose una preghiera, raccomandando che fosse recitata al termine di ogni Messa, oltre ad inserirla nella raccolta degli esorcismi. Nel 1886 questa orazione, in forma abbreviata, fu inserita insieme alle Preci leonine, da recitare al termine delle Messe non cantate; essa continuò ad essere praticata fino al 26 settembre 1964, quando, con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, l’istruzione Inter oecumenici n.48, § j ne decretò la soppressione. Tuttavia, nel Vetus Ordo la preghiera a san Michele Arcangelo continua ad essere presente. 

Venerdì 9 maggio Leone XIV, in chiusura della sua omelia durante la prima Messa sul soglio di san Pietro, ha affidato il suo mandato petrino e missionario nuovamente alla Madonna, affermando la volontà di scomparire per lasciare in primo piano solo Gesù Cristo : «secondo la celebre espressione di Sant’Ignazio di Antiochia (cfr Lettera ai Romani, Saluto). Egli, condotto in catene verso questa città, luogo del suo imminente sacrificio, scriveva ai cristiani che vi si trovavano: «Allora sarò veramente discepolo di Gesù Cristo, quando il mondo non vedrà il mio corpo» (Lettera ai Romani, IV, 1). Si riferiva all’essere divorato dalle belve nel circo – e così avvenne –, ma le sue parole richiamano in senso più generale un impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato (cfr Gv 3,30), spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo. Dio mi dia questa grazia, oggi e sempre, con l’aiuto della tenerissima intercessione di Maria Madre della Chiesa».

In qualità di «Figlio di sant’Agostino», Papa Prevost nutre un culto speciale per la Beata Vergine, che è patrona dell’Ordine Agostiniano ed è tradizionalmente invocata dai monaci con i titoli di Nostra Signora di Grazia, della Consolazione, del Buon Consiglio e del Perpetuo Soccorso. Non dimentichiamo che fra gli Agostiniani circola una particolare devozione anche per santa Monica, sant’Ambrogio, san Possidio, sant’Alipio e Fulgenzio di Ruspe; mentre fra gli eremitani di sant’Agostino canonizzati sono annoverati Nicola da Tolentino, Giovanni da San Facondo, Tommaso di Villanova, santa Rita da Cascia; di rilievo anche le figure dei beati Simone Fidati e Madre Teresa Fasce.

A sorpresa, sabato 10 maggio, Leone XIV si è recato in visita al santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano (chiamata la «Loreto del Lazio»), vicino a Roma, retto dai padri Agostiniani, che il Santo Padre aveva già in passato visitato più volte. Nel XV secolo questo sacro luogo mariano divenne meta di pellegrinaggi poiché, come narra la tradizione, un’immagine della Madonna con Gesù Bambino si staccò miracolosamente da una parete della cattedrale di Santo Stefano a Scutari, città albanese, durante l’assedio degli Ottomani, per collocarsi nell’attuale santuario di Genazzano. Il 17 marzo 1903 papa Leone XIII lo elevò alla dignità di basilica minore e oggi Leone XIV, devoto di questa effigie, è andato ad omaggiarla e pregarla.

Il 14 maggio 2023 l’allora Prefetto del Dicastero per i Vescovi celebrò la Messa domenicale per la visita della Madonna di San Luca alla città di Bologna, all’interno della cattedrale di San Pietro, evento annuale molto atteso dai fedeli. Si tratta di una tradizione che vede l’icona della Madonna di San Luca scendere dal Santuario e attraversare la città nella settimana dell’Ascensione. Il Santuario di San Luca, che sorge sul Colle della Guardia, è da secoli simbolo di Bologna: è collegato al centro della città da una strada che, a partire da Porta Saragozza, si snoda per quattro chilometri attraverso un porticato di oltre 600 arcate, il più lungo al mondo.

Era il 9 dicembre 2023 quando il cardinale Prevost entrò nella Santa Casa di Loreto e nella Basilica Pontificia si tenne la rievocazione storica della Traslazione della Santa Casa con la benedizione del fuoco nella piazza antistante il Santuario. Per l’occasione i fedeli erano stati invitati ad accendere una candela sulla propria finestra recitando un’Ave Maria o le Litanie Lauretane, unendosi così alla tradizionale accensione dei falò nelle campagne che fin dal Seicento ricordano il percorso in volo della Casa di Maria sul colle loretano, giunta nella notte fra il 9 e 10 dicembre 1294 da Nazareth. Si sottolinea il fatto che il santuario di Loreto ha invitato ad accompagnare con la preghiera il Collegio dei Cardinali per l’elezione del Papa in questo Anno Santo.

Ma non basta, nella novena per il Sacro Collegio dei Cardinali riuniti per il Conclave per scegliere il Romano Pontefice, che il cardinale Raymond Leo Burke ha invitato tutti a recitare, si invoca Nostra Signora di Guadalupe «per la Chiesa in un tempo di grande prova e pericolo per essa. Come sei venuta in soccorso della Chiesa sul Tepeyac nel 1531, ti preghiamo, intercedi per il Sacro Collegio dei Cardinali riunito a Roma per eleggere il Successore di San Pietro, Vicario di Cristo, Pastore della Chiesa Universale. In questo momento tumultuoso per la Chiesa e per il mondo, supplica il Tuo Divin Figlio che i Cardinali di Santa Romana Chiesa, suo Corpo Mistico, ubbidiscano umilmente ai suggerimenti dello Spirito Santo. Attraverso la Tua intercessione, possano scegliere l’uomo più degno di essere il Vicario di Cristo sulla terra». 

In piazza San Pietro, durante le fumate sul comignolo, erano presenti fedeli che sventolavano i vessilli di Nostra Signora di Guadalupe. Nel nord del Perù, dove è stato vescovo missionario padre Robert Francis Prevost, che percorreva le strade anche a cavallo, si vive una devozione particolare per Nostra Signora di Guadalupe, effigie mariana diversa da quella messicana.  Storicamente la fondazione del distretto di Guadalupe (uno dei cinque distretti della provincia di Pacasmayo, con capoluogo Guadalupe) è opera, nel 1550, del capitano spagnolo Francisco Pérez de Lezcano, il quale, durante un viaggio in Spagna, chiese la possibilità di ottenere una reiterazione del culto, in seguito ad un suo pellegrinaggio al santuario della Madonna di Guadalupe in Messico, sulla collina del Tepeyac, a nord di Città del Messico (La Villa de Guadalupe). Nel 1560 si svolsero le prime feste e i primi pellegrinaggi. Qualche anno dopo, l’immagine di Nostra Signora di Guadalupe portata dalla Spagna venne donata ai padri Agostiniani, che si prodigarono affinché venisse costruito in suo onore un santuario. Nel 1954 questa immagine della Madonna di Guadalupe venne incorata da Pio XII e il titolo a lei concesso è stato quello di patrona dei popoli del Nord e regina del Perù.

Anche domenica 11, al Regina Coeli, il Papa, di fronte a 150 mila persone, si è rivolto alla Madonna, dapprima per le vocazioni, invitando i giovani a non aver paura ad ascoltare l’invito della Chiesa e di Cristo Signore e a pregare lei, che «fu tutta una risposta alla chiamata del Signore», affinché «ci accompagni sempre nella sequela di Gesù» e poi per affidare alla Regina della pace il suo magistrale ruolo di intercessione «per ottenerci il miracolo della pace».

Una cosa è già certa: nel vocabolario di Leone XIV, dallo spirito evangelizzatore, un posto d’onore sono dati a Gesù Cristo e alla Madre di Dio, come d’altra parte dimostra il suo stemma pontificio, che riprende quello episcopale, ossia uno scudo diviso diagonalmente in due settori: in alto a sinistra, sullo sfondo di colore azzurro, è raffigurato un giglio bianco, che simboleggia la purezza e la verginità, con immediato riferimento alla Madonna. In basso a destra, su sfondo chiaro, è rappresentato il logo degli Agostiniani: un cuore trafitto da una freccia, posto sopra un libro, che richiama la conversione del Padre e Dottore della Chiesa, «Vulnerasti cor meum verbo tuo» («Hai trafitto il mio cuore con la tua parola»). Al di sotto dei simboli il motto, tratto dall’Esposizione sul Salmo 127 dello stesso sant’Agostino, «In Illo Uno unum» («In Colui che è Uno, siamo uno»).

Leone XIV riceve le Chiese Orientali: «La guerra mai inevitabile, ogni mio sforzo sarà per la pace»

di Ester Palma – Corriere della Sera – 14 maggio 2025

E si è rivolto ai potenti della Terra: «Col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo». E ai cattolici orientali: «La Chiesa ha bisogno di recuperare il senso del Mistero e del primato di Dio»

«Perché la pace si diffonda, io impiegherò ogni sforzo. La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi, perché ai popoli sia restituita una speranza e sia ridata la dignità che meritano, la dignità della pace». Papa Leone torna a chiedere pace per il mondo, all’incontro di oggi coi partecipanti al Giubileo delle Chiese orientali:  «I  popoli la vogliono e io, col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo. La guerra non è mai inevitabile, le armi possono e devono tacere, perché non risolvono i problemi ma li aumentano; perché passerà alla storia chi seminerà pace, non chi mieterà vittime; perché gli altri non sono anzitutto nemici, ma esseri umani: non cattivi da odiare, ma persone con cui parlare. Il Papa ha poi ripreso l’invito fatto alla stampa mondiale nella recente udienza: «Rifuggiamo le visioni manichee tipiche delle narrazioni violente, che dividono il mondo in buoni e cattivi». 

«Sui massacri anche di giovani l’appello di Gesù alla pace» 

E ha aggiunto, ricordando i teatri di guerra anche meno conosciuti: «Dalla Terra Santa all’Ucraina, dal Libano alla Siria, dal Medio Oriente al Tigray e al Caucaso, quanta violenza: e su questo orrore, sui massacri di tante giovani vite, che dovrebbero provocare sdegno, perché, in nome della conquista militare, a morire sono le persone, si staglia un appello: non tanto quello del Papa, ma di Cristo, che ripete: “Pace a voi!”. La pace di Cristo non è il silenzio tombale dopo il conflitto, non è il risultato della sopraffazione, ma è un dono che guarda alle persone e ne riattiva la vita. Preghiamo per questa pace, che è riconciliazione, perdono, coraggio di voltare pagina e ricominciare»

«Riscoprire anche da noi il valore di intercessione e penitenza» 

Il Papa ha poi sottolineato il bisogno di recuperare «il senso del mistero, così vivo nelle liturgie delle Chiese Orientali, che coinvolgono la persona umana nella sua totalità, cantano la bellezza della Salvezza e suscitano lo stupore per la grandezza divina che abbraccia la piccolezza umana! E quanto è importante riscoprire, anche nell’Occidente cristiano, il senso del primato di Dio, il valore della mistagogia, dell’intercessione incessante, della penitenza, del digiuno, del pianto per i peccati propri e dell’intera umanità così tipici delle spiritualità orientali».

Il Papa ha usato un termine forse desueto nella Chiesa oggi:

  «mistagogia», dal  greco, indica la relazione  tra il cristiano e il mistero di Cristo creduto, celebrato e vissuto nella comunità. Per questo, secondo Leone XIV «è fondamentale custodire le vostre tradizioni senza annacquarle, magari per praticità e comodità, così che non vengano corrotte da uno spirito consumistico e utilitarista. Le vostre spiritualità, antiche e sempre nuove, sono  medicinali», ha concluso.

Mantenete i vostri riti, la Chiesa dell’occidente ha bisogno di voi»

Per questo Leone invita le Chiese orientali «a mantenere i propri riti, anche quando i cristiani sono costretti, per le guerre e persecuzioni, instabilità e povertà, a lasciare la propria terra». E aggiunge ricordando il predecessore da cui ha preso il nome: «Lo aveva detto anche Leone XIII: la sua preoccupazione di allora è molto attuale, perché oggi tanti fratelli e sorelle orientali, tra cui diversi di voi, costretti a fuggire dai loro territori  rischiano, arrivando in Occidente, di perdere, oltre alla patria, anche la propria identità religiosa. E così, con il passare delle generazioni, si smarrisce il patrimonio inestimabile delle Chiese Orientali».

Bisogna dunque «custodire e promuovere l’Oriente cristiano, soprattutto nella diaspora, anche sensibilizzando i latini. Chiedo al Dicastero per le Chiese Orientali di aiutarmi a definire principi, norme e linee-guida con cui i Pastori latini possano concretamente sostenere i cattolici orientali della diaspora a preservare le loro tradizioni viventi e ad arricchire con la loro specificità il contesto in cui vivono. La Chiesa ha bisogno di voi. Quanto è grande l’apporto che può darci oggi l’Oriente cristiano!»

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Onnipresenza della radio

Buongiorno Padre Livio,
ieri mattina hai parlato del fatto che la Madonna abbia scelto come
mezzo di comunicazione la Radio, attraverso Radio Maria, e non un sito
internet o altro.

Ebbene, questa cosa mi ha fatto pensare all’evento del black-out
elettrico avvenuto in Spagna poche settimane fa: non funzionava
internet, non funzionavano i telefoni, non funzionavano le
televisioni, ma l’unico mezzo di comunicazione che funzionava era la
radio.

Infatti si formavano dei capannelli per strada attorno alle persone
che avevano una radiolina, oppure chi aveva l’automobile doveva tenere
la radio accesa con i finestrini aperti in modo che tutti potessero
ascoltare le notizie.

Questa cosa potrebbe succedere anche nel tempo dei segreti, quando
Radio Maria dovrebbe diventare il centro dell’informazione generale:
teniamoci pronti!

Che ne dici?

Tuo affezionato, Flavio


Caro Flavio,

se la Madonna per diffondere i suoi messaggi ha scelto una Radio, vuol dire che funzionerà anche nel tempo dei Segreti, quando sarà ancora più necessaria.

Fidiamoci di Lei. “Non vi pentirete”  ha detto.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Radio Maria al servizio della Chiesa Cattolica

Radio Maria è straordinaria per l’adesione popolare che ha in ogni parte del mondo e per la diffusione che ha avuto, benché non sia formalmente la radio ufficiale della Chiesa Cattolica. Radio Maria è un’Associazione composta da cattolici che fin dall’inizio si sono messi fin da subito al servizio della Regina della pace.

Radio Maria non è una proprietà della Chiesa Cattolica ma è un’Associazione civile che ha comunque dei rapporti profondi con la Chiesa. Radio Maria ha una struttura giuridica delineata nel Documento fondativo al quale bisogna sempre sottostare. Nello Statuto si legge, infatti:      
            L’Associazione riconosciuta per il suo alto valore culturale e morale, è costituita per il perseguimento senza scopo di lucro di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di attività di interesse generale senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.

            L’Associazione persegue le proprie finalità secondo lo spirito e l’insegnamento della Chiesa Cattolica, diffondendo e divulgando il messaggio cristiano di gioia e di speranza, con particolare attenzione per gli immigrati, le persone sofferenti e svantaggiate in ragione di condizioni, fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

Si tratta, allora, di un’Associazione che fa riferimento a chi guida la Chiesa Cattolica e al Ministero petrino. Dal punto di vista dottrinale questo è importantissimo proprio perché viene preso a livello statutario l’impegno a seguire l’insegnamento della Chiesa Cattolica, del suo Magistero che si esprime attraverso il Sommo Pontefice e tutti gli organismi ecclesiali, in modo particolare l’episcopato con a capo il Papa.

Ne deriva che tutti conduttori e tutti coloro che trasmettono dai microfoni di Radio Maria devono attenersi a questa impostazione di fondo; è sempre stato così. Radio Maria ha acquisito un certo livello di affidabilità nel tempo, proprio perché ha osservato quello che è nello Statuto. Si tratta di affidabilità dottrinale che abbiamo conquistato sul terreno giorno dopo giorno, lottando per portare avanti le nostre idee in cui crediamo fermamente e dalle quali non si transige: fedeltà alla Chiesa Cattolica e al Santo Padre. Sono proprio queste le basi su cui personalmente ho il compito di vigilare, sia come Direttore di Radio Maria Italia, sia come Responsabile dei Direttori di tutte le Radio Maria del mondo. Tutti i Direttori devo attenersi in prima persona all’insegnamento della Chiesa Cattolica e vigilare sui conduttori perché anche loro si attengano.

In tanti anni di trasmissioni devo dire che è successo poche volte di dover intervenire, ma quando ho ritenuto opportuno interrompere un conduttore o sospenderlo per diversità di vedute inerenti proprio alla Dottrina Cattolica o al Magistero del Papa, l’ho fatto senza problemi. Si tratta di regole su cui non transigo.

I vertici di Radio Maria sono due: uno di carattere laico, il Presidente che è responsabile di tutto ciò che è di carattere materiale, economico, civile; l’altra autorità è quella del Direttore che deve essere necessariamente un sacerdote proprio perché il suo ambito di competenza è quello spirituale. Il Direttore di Radio Maria, per rivestire questa carica deve avere il permesso del suo Superiore.

Il Direttore è responsabile del palinsesto e di quello che viene proprio messo in onda, quindi dei contenuti stessi delle trasmissioni. Da questa impostazione ne deriva il vantaggio della Chiesa di poter intervenire sul Direttore, qualora o contenuti non fossero conformi alla Dottrina Cattolica. Questo è un grande vantaggio per la Chiesa stessa perché, attraverso il Direttore, può assicurarsi la cattolicità dell’insegnamento che passa per i microfoni di Radio Maria. In ogni parte del mondo abbiamo costruito sedi, acquistato frequenze, formato il personale senza che la Chiesa avesse direttamente incombenze materiali o problemi di carattere giuridico da risolvere. Nel medesimo tempo, i vescovi sono sempre intervenuti ai nostri microfoni e solitamente sono proprio loro che individuano tra i sacerdoti della loro diocesi i possibili direttori tra i quali scegliere.

Lo spirito di Radio Maria è di totale adesione alla Chiesa Cattolica, fedeltà al Santo Padre e ai vescovi. Il nostro regolamento proibisce critiche alla Chiesa Cattolica da parte dei conduttori e degli ascoltatori; non permettiamo che certe forme di libertà e cattiveria inquinino la Radio.

Viviamo in un tempo di grandi tribolazioni, la profezia di Fatima non si è ancora realizzata e si compirà nel tempo dei Segreti. Il mondo è costellato di forme di odio, violenza e persecuzione religiosa come mai prima d’ora. La stessa Chiesa Cattolica è perseguitata in forme anche subdole. L’imperialismo russo ortodosso punta a conquistare l’Europa, i rappresentanti dei vertici russi vogliono eliminare la Chiesa Cattolica e sostituire il Papa con il loro capo religioso. Si tratta di programmi esplicitati e di obiettivi ben precisi di realizzazione di un vero e proprio impero mondiale conquistato a colpi di arma da fuoco e persecuzione religiosa. Ecco l’importanza, allora, della fedeltà di Radio Maria alla Chiesa Cattolica e al Santo Padre: nel futuro che ci attende la Chiesa sarà perseguitata e il Papa verrà ucciso.

La professione di fede cattolica, l’amore per la Chiesa e per il Papa dev’essere qualcosa di profondo, di esistenziale, di radicato negli animi di chi trasmette a Radio Maria, di chi collabora e di chi la ascolta e la sostiene. La Madonna ha bisogno della nostra fedeltà e della nostra testimonianza, saranno queste le armi con cui il Suo Cuore Immacolato trionferà. Il progetto di satana di sostituire il Santo Padre con un rappresentante religioso ortodosso andrà in frantumi, crollerà insieme a tutto ciò che gli uomini hanno inventato per sostituirsi alla Chiesa.    
La Madonna trionferà insieme alla Chiesa Cattolica e noi con essa! Con la fede, la testimonianza e la fedeltà alla Chiesa e al Santo Padre continuiamo a lottare accanto alla Regina della pace per mettere satana a perdere.

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🔴LIVE🔴 MARIATONA: AIUTIAMO RADIO MARIA – P.LIVIO CON JEAN PAUL PER RADIO MARIA IN AFRICA🙏〽️Portiamo insieme la speranza, la luce e l’amore di Gesù e Maria a tutti

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FLASH MARIATONA

LETTURA RADIOFONICA DELLA BIBBIA (Radio Maria India)

DA KIBEHO (RWUNDA) SALUTO DEI BAMBINI AFRICANI AI BAMBINI ITALIANI

RADIO MARIA È UNA RADIO AL SERVIZIO DELLA CHIESA CATTOLICA

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