"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Ottobre 2025 Pagina 9 di 36

MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

18. «Non abbiate paura di camminare con me»
(18 marzo 2025)

Il 18 marzo 2025 la Madonna ha dato un bellissimo Messaggi che contiene un’espressione che vuol essere anche un rimprovero: «Non abbiate paura di camminare con me». Chi può avere paura di camminare con la Madonna? Casomai tutti vorremmo camminare con lei perché è Colei che ci porta a suo Figlio. Non si può aver paura di camminare con la Madonna ma queste parole sono rivolte a noi e agli abitanti di Medjugorje.

La Regina della pace fa questo velato rimprovero perché c’è una mentalità diffusa che potremmo chiamare filo protestante secondo la quale ci si preoccupa di non dare alla Madonna troppa venerazione, troppo rispetto per paura di toglierlo a Gesù. È un modo molto umano di rappresentarsi il soprannaturale; ho sentito questi ragionamenti anche all’interno della Chiesa Cattolica in predicazioni, catechesi, omelie.

Papa Woytjla era un fervente mariano, un vero discepolo del Monfort e diceva che la Madonna è la via più sicura per arrivare a Cristo; aveva anche elaborato una visione teologica molto vera: se c’è un solo mediatore fra il Padre e l’umanità, che è Gesù Cristo, fra noi e Gesù Cristo c’è la mediazione della Madonna. Cristo è venuto a noi per mezzo di Maria nel momento dell’Incarnazione e quando lo ha dato alla luce; lo stesso avviene nella nostra vita: ad Jesum per Maria. Questa è diventata un’espressione di altissima teologia, un punto fermo della teologia cristologica e mariana, la Madonna è l’unica via per arrivare a Gesù. Nei Messaggi di Medjugorje la Regina della pace ha detto innumerevoli volte che lei è qui per guidarci a suo Figlio, lo ha ribadito anche in questo Messaggio.

La Gospa fa questo rimprovero perché anche nell’ambito cattolica si è diffusa l’idea che la devozione a Maria sia esagerata; nel post Concilio molte statue della Madonna sono state spostate dagli altari e collocate in fondo alle chiese. Questo vento non cattolico ha soffiato qua e là e le tracce sono rimaste; ancora oggi ci sono persone preoccupate delle devozione mariana che diminuirebbe la devozione a Gesù Cristo. Questa non solo è ovviamente una paura infondata ma chi ha questo timore non sa chi è la Madonna. Difatti, San Giovanni Paolo II ha risposto a questa tendenza dicendo che la Madonna è tutta orientata a Cristo, i suoi occhi e il suo cuore sono totalmente protesi a suo Figlio.

Anche a Medjugorje vediamo che la Madonna è a servizio di Gesù Cristo, è proprio l’Ancella del Signore, è lo strumento della Santissima Trinità. Arriviamo alla Santissima Trinità attraverso Maria che è la figlia del Padre, madre del Figlio e sposa dello Spirito Santo. Giustamente San Bernardo diceva: “De Maria numquam satis” (Di Maria non si dice mai abbastanza); anche il sommo poeta nel Canto XXXIII del Paradiso dice che la bellezza di Maria è tale che è quasi impossibile descriverla, va al di là di qualsiasi capacità nostra di comprenderla perché Dio l’ha elevata fin dove era possibile elevare una creatura.

Dobbiamo liberarci da questo modo di pensare; qua e là ci sono personaggi preoccupati della troppa devozione mariana come se fosse qualcosa di negativo. È importante aver bene presente chi è la Madonna, è Colei che ci dona Gesù e che ci porta a lui. La Madonna non ci trattiene mai a sé, tutti quelli che sono mariani sono anche innamorati di Gesù. A questo riguardo abbiamo avuto la grazia di Papi straordinari; in occasione del Pellegrinaggio presso il Santuario mariano di Nostra Signora di Bonaria, Papa Paolo VI fece una bellissima Omelia in cui disse: «Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce» (Cagliari, 24 aprile 1970). San Giovanni Paolo II è cresciuto nella fede leggendo il libretto di San Luigi Maria Grignon de Monfort che riguarda l’affidamento e la consacrazione a Maria. Papa Francesco prima e dopo ogni viaggio apostolico o operazione medica si recava a pregare in ginocchio davanti alla Salus Populi Romani, effigie mariana a lui tanto cara e ha voluto essere sepolto proprio in Santa Maria Maggiore.

Abbiamo avuto la grazia di tanti Papi mariani che sono stati grandi guide cristiane proprio perché erano mariani. La Madonna non ci trattiene mai per sé, è tutta orientata a suo Figlio, è la via che porta a Cristo. Più si è mariani e più si è cristiani. Nel Messaggio del 18 marzo 2025 la Madonna ci invita a non aver paura di camminare con lei perché ci guida a suo Figlio, alla salvezza.

Siamo entrati in una fase della Storia in cui la presenza di Maria è straordinaria: la Madonna appare quotidianamente ormai da oltre quarant’anni. Nonostante questa lunga presenza di Maria, nonostante le sue apparizioni quotidiane ovunque nel mondo si trovassero i veggenti, nonostante i Messaggi che ci ha dato e che sono dei capolavori da tutti i punti di vista, pochi la prendono in considerazione: «Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito» (25 agosto 2011). Anche la qualità della devozione mariana dev’essere verificata. Dobbiamo approfondire la nostra dimensione spirituale mariana, dobbiamo chiedere alla Madonna la grazia di capirla, di entrare nel suo mistero, di diventare una sola cosa con lei. Se diventiamo una sola cosa con lei, i nostri occhi e nostri cuori si protendono a Gesù come i suoi. Diventiamo tutti desiderosi di fare il possibile per salvare le anime per il regno di Dio. Da devozione superficiale la nostra deve diventare a portarci a un’identità nostra con Maria, come lei stessa ha detto quando ci ha esortati a essere a sua immagine: «non permettete che satana si impadronisca dei vostri cuori, così da diventare la sua immagine anziché la mia» (30 gennaio 1986).

Lasciamoci permeare da lei, se saremo suoi vinceremo. Allora sì che saremo veramente cristiani, ameremo Cristo come lo ama Maria. Se noi puntiamo a identificarci con Maria, ad avere il suo cuore, i suoi sentimenti, i suoi pensieri, i suoi affetti, le sue preoccupazioni, a innamorarci di lei e a essere una sola cosa con lei, ci troveremo a essere cristiani perfetti, per quanto è possibile qui su questa Terra, perché saremo tutti orientati a Cristo così com’è orientata Maria. Questa è anche la grandezza di alcuni santi mariani come San Giovanni Paolo II il cui motto era proprio a Maria: Totus Tuus.

La Madonna è la porta che introduce in Cristo. Sant’Agostino dice che siamo stati tutti concepiti dal cuore di Maria che, come ha concepito il capo, così ha concepito anche tutte le membra. Siamo tutti nati nel cuore di Maria e quindi dobbiamo in tutto e per tutto assimilare i tratti fondamentali della nostra Madre.

È superficiale, fasulla, banale e carnale l’idea che si debba stare attenti a non amare troppo Maria. Dobbiamo, invece, essere una sola cosa con Maria e con lei amare Gesù, servirlo, lottare per lui e lavorare per il suo regno. Questo Messaggio ci conferma nella vera devozione mariana. Rinnoviamo il nostro affidamento totale a Maria, la nostra decisione di fare di lei la nostra guida e il nostro modello.

«Cari figli! Con amore materno vi prego: datemi le vostre mani giunte, datemi i vostri cuori purificati nella confessione e io vi guiderò a mio Figlio! Perché, figli miei, soltanto mio Figlio, con la Sua luce può illuminare le tenebre, soltanto Lui, con la Sua Parola può togliere la sofferenza. Perciò non abbiate paura di camminare con me perché io vi guido a mio Figlio, alla salvezza. Vi ringrazio». Con approvazione ecclesiastica

🔴LIVE🔴 Il Viatico quotidiano – di P. Livio – Puntata 27


🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Non ci saranno più apparizioni della Madonna?

Caro padre Livio, volevo chiederle quando la Madonna dice che queste sono le ultime apparizioni sulla terra intende apparizioni rivolte al mondo, oppure che proprio non ci saranno più apparizioni, neanche ai santi privatamente?

Luca


Caro Luca,

credo che le apparizioni private ci saranno ancora. Lo ha detto anche la veggente Mirjana

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE🔴 IL CORAGGIO DEL PERDONO – Catechesi di P. Livio – Puntata 11

Loading the player...

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – di P. Livio – 24/10/2025

Sant’Agostino e la crisi del mondo presente

22 Ottobre – 2025-  Corrispondenza Romana 1921

di Roberto de Mattei

La precaria tregua di Gaza non deve alimentare illusioni né sul futuro di questo accordo, né sulla possibilità di una imminente pace tra Russia ed Ucraina. Tra i due conflitti in corso esiste, oltretutto, una differenza sostanziale.

L’accordo di Gaza è stato possibile innanzitutto perché c’erano un vincitore e un vinto, rispettivamente Israele ed Hamas. In secondo luogo, perché si è formata una vasta cooperazione di Stati arabo-musulmani decisi ristabilire quell’ordine che Hamas ha sconvolto con l’attacco a Israele del 7 ottobre 2023.

In Ucraina, al contrario, non solo non c’è ancora un vincitore ed un vinto, ma non esiste un’ampia coalizione di Stati disponibile ad isolare la Russia che, a differenza di Hamas, è un vasto paese dalla potenza nucleare.

 La Cina, da cui la Russia oggi dipende, ha tutto l’interesse a congelare l’impegno in Europa degli Stati Uniti, per poter distogliere le loro forze dall’Indo-Pacifico e sferrare contro Taiwan il colpo mortale al quale si prepara da anni.

Per poter aumentare la presenza militare in quell’area geopolitica, il presidente americano Trump vorrebbe disimpegnarsi dal fronte europeo, non comprendendo come la partita in gioco in Ucraina tocca l’intero Occidente. Infatti, all’interno di ciò che chiamiamo Occidente, se, sul piano economico, politico e militare, l’Europa è la sorella minore degli Stati Uniti, sul piano spirituale e culturale ne è la madre, perché la civiltà americana affonda le sue radici nell’eredità intellettuale, religiosa e morale europea.

L’Ucraina, l’antico regno di Kyiv, per la sua storia e per la volontà politica che oggi esprime, fa parte dell’Europa e non della Russia moscovita. Abbandonarla sarebbe un gesto di viltà morale e di miopia politica. 

Trump, inoltre, nel suo sforzo di chiudere la partita ucraina, rischia di commettere lo stesso errore di Putin: sottovalutare non tanto il carattere di Zelenski, un attore che ha fatto della sua vita il suo palcoscenico, quanto lo spirito di resistenza del popolo ucraino: una nazione che ha subito, senza piegarsi, l’Holodomor, lo sterminio per fame (1932-1933), voluto da Stalin, con la morte di circa 4 milioni di persone, e che, tra il 1941 e il 1960, ha espresso la resistenza militare antisovietica più combattiva dell’Europa orientale. Sarà difficile realizzare un accordo che imponga a questo popolo condizioni inaccettabili.

Ci troviamo, insomma, di fronte, a nodi quasi inestricabili. Il presidente Trump certamente non conosce le pagine che alla Russia hanno dedicato Joseph de Maistre (1753-1821) e Juan Donoso Cortés (1809-1853), e forse nemmeno quelle dello storico americano Henry Adams (1838-1918), che individuava il pericolo di questo paese orientale, definendolo un’immensa realtà territoriale e umana, difficile da comprendere o governare, una forza naturale più che una nazione nel senso occidentale (The Education of Henry Adams. An Autobiography, Modern Library, New York 1996, pp. 438-439).

Non è chiaro fino a che punto l’obiettivo primario di Trump sia accrescere la grandezza dell’America o quella del proprio “io”, aggiudicandosi un premio, ormai screditato, ma a cui sembra attribuire grande importanza, qual è il Nobel per la pace.

Tuttavia, bisogna ammettere che il presidente americano è circondato da una équipe di collaboratori pronta a correggerne gli errori di calcolo, mentre il presidente russo, come tutti i dittatori, è drammaticamente isolato nelle sue decisioni, perché nessuno osa contraddirlo.

Trump guarda agli allori che può ottenere, oltre il suo mandato presidenziale, Putin sa di essere condannato a governare fino alla morte, se vuole evitare la morte al termine del suo governo. Anche per questo, una pulsione suicida sembra consumare il presidente della Federazione russa.

Putin ha fatto assassinare i suoi avversari, all’interno e all’esterno del suo paese, e sta facendo massacrare centinaia di migliaia di suoi compatrioti in una delle campagne militari più fallimentari mai intraprese dalla Russia nella sua storia.

L’offensiva estiva russa sta volgendo al termine e, come sottolinea Marta Serafini sul “Corriere della Sera” del 20 ottobre, lo zar russo non ha ottenuto un solo risultato di quelli annunciati. Potrkrovsk, in pericolo da più di un anno, non è caduta, né l’esercito russo ha mai raggiunto il controllo degli oblast di Dnetsk, Lugansk, Zaporuzhzhia e Kherson, che Putin rivendica.

Il dittatore russo sa di non poter vincere, eppure è disposto a tutto pur di non perdere. È difficile prevedere le sue mosse future, come quelle di Trump, che ama l’improvvisazione e i colpi di scena.

Il problema è che un tempo le relazioni internazionali erano complesse partite a scacchi, tra giocatori esperti, che impegnavano nella partita tutte le loro facoltà intellettuali. Oggi, al contrario, quel che domina la scena è un groviglio di passioni, che costituisce la causa prima dell’instabilità internazionale.

Robert Kaplan parla di “declino shakespeariano” per riferirsi ai demoni interiori che spingono i leader politici verso un certo grado di follia (Il secolo fragile. Caos e potere nel mondo in crisi permanente, Marsilio, Venezia 2025, p. 100). Tuttavia, agli uomini di potere contemporanei mancano la consapevolezza tragica e la grandezza d’animo che caratterizzano i personaggi di Shakespeare nella loro discesa verso la rovina. 

Il teatro elisabettiano, inoltre, è stato sostituito da un mondo digitale in cui ogni individuo – leader, influencer o semplice spettatore – recita il proprio ruolo davanti a un pubblico invisibile, mentre i social media incoraggiano e moltiplicano la potenza espansiva delle passioni disordinate.

Come nei drammi di Shakespeare, le emozioni dominano la ragionema i demoni interiori di Macbeth e Otello si manifestano sotto forma di dipendenza sociale dagli algoritmi. Rabbia, vendetta, odio e risentimento sono diventati gli impulsi dominanti di una psicologia collettiva volatile, che si alimenta nel mondo virtuale, davanti a un pubblico planetario. 

È in questo contesto che prende forma la caduta interiore di una civiltà che, come i personaggi di Shakespeare, è divorata dai propri demoni. Solo che oggi la follia non si restringe al silenzio di un palazzo, ma si auto-rappresenta davanti a uno schermo, come una tragedia globale in diretta.

La psicologia degli individui e delle masse sfugge a chi tenta di ricostruire la storia secondo linee ideologiche preconcette, perché l’epoca contemporanea non è più governata da idee, ma da stati d’animo collettivi e da un pathos incontrollato.

Nel mondo delle passioni, reali e virtuali, tutte le ideologie si dissolvono. Sopravvive però la forza distruttiva del comunismo, che il presidente cinese Xi Jinping rilancia a Pechino e Vladimir Putin traduce in prassi di potere a Mosca.

La profezia di Fatima si realizza e la Chiesa cattolica, apostolica, romana, con le sue verità infallibili di fede e di morale, rimane l’ultimo punto fermo nel caos contemporaneo. Quando tutto è inghiottito dal vortice del presente e il tempo diviene una corrente di eventi senza direzione in cui tutto è possibile e tutto è imprevedibile, la riflessione storica e teologica è necessaria. L’intervento di Dio è in ogni momento possibile e basta un solo atto di fedeltà o di tradimento di un uomo per cambiare il corso degli eventi.

Nel V secolo il generale romano Bonifacio, comes Africae, governatore dell’Africa romana (circa 422-432 d.C.), tradì la sua fede e l’Impero, accordandosi con gli invasori Vandali (Prospero d’Aquitania, Chronicon, ad annum 429). Sant’Agostino, che lo esortava alla lotta, morì mentre la città di Ippona era assediata, meditando sul significato della caduta dell’Impero romano, che crollava non solo per la forza dei barbari, ma per la defezione dei suoi difensori. Eppure, sulle rovine di quell’Impero, sarebbe nata la Civiltà cristiana del Medioevo.

La teologia della storia di sant’Agostino, il testimone del declino dell’Impero romano, è l’unica che possa aprire il cuore alla speranza. Chi, se non Leone XIV, potrebbe oggi recuperarne il significato perenne? 

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 24 ottobre 2025

h. 9.00: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

h. 8.50 – 9.25: ATTUALITA’ MONDO – CHIESA

+Sant’Agostino e la crisi del mondo presente

+Dov’è finito il genio di Putin?


h. 9.25 – h. 9.35: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla Fede (27)


h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

18. “Non abbiate paura di camminare con me” (18 Marzo 2025 a Mirjana)

Quelli che hanno paura della Madonna

La Madonna non ci trattiene a sé

La Madonna è tutta orientata a suo Figlio

La Madonna è la Via che porta a Cristo

Più uno è mariano e più è cristiano

Camminare con Maria sulla strada del Cielo

Umiltà – fedeltà – perseveranza


h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il pensiero quotidiano: La profezia della Madonna riguardo a Medjugorje


h. 10.05: IL CORAGGIO DEL PERDONO (11)


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

🔴LIVE🔴 IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE – di Padre Livio Puntata 62 – Ciò che viene da Dio apre il cuore

Loading the player...

🔴LIVE🔴Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Agosto 2001 – Seconda Parte

Loading the player...

IL PENSIERO QUOTIDIANO

26. La profezia della Madonna riguardo a Medjugorje

Medjugorje ha una lunga storia alle sue spalle ed è una storia dolorosa e gloriosa nel medesimo tempo. Dolorosa perché è stata segnata dalla persecuzione e dalla guerra. Gloriosa perché è divenuto il centro mariano più visitato del mondo.

Tuttavia questa cittadina dell’Erzegovina, che da villaggio sconosciuto si è trasformata in un centro mondiale di preghiera, ha davanti a sé un futuro che si fa fatica a immaginare.

Il momento critico sarà quello della rivelazione del primo dei dieci Segreti, incisi su un rotolo di pergamena che la Madonna ha consegnato alla Veggente Mirjana e che riguarda un evento catastrofico locale che verrà enunciato tre giorni prima.

Non vi è dubbio che questo fatto sarà al centro dell’attenzione non solo della Chiesa, ma anche della rete mass-mediatica globale, particolarmente in Occidente.

Per quanto si cerchi di presentarlo come qualcosa di casuale, resterà vivo in molti l’avveramento della profezia, che verrà consolidato dall’accadimento del secondo Segreto.

Tuttavia l’evento eclatante, che porrà Medjugorje al centro dell’attenzione mondiale, sarà il realizzarsi della profezia riguardante il terzo Segreto: un segno visibile, indistruttibile, durevole e che viene dal Signore, sulla collina delle prime apparizioni. Tale segno straordinario e inspiegabile rimarrà fino alla fine del mondo.

Inoltre i successivi segreti, dal quarto al decimo, che alludono ai sette flagelli dell’Apocalisse, verranno proclamati tutti da Medjugorje, divenuto un polo dell’interesse mondiale.

In questa luce si comprende il valore dei primi due Segreti, che colpiranno Medjugorje in un modo doloroso. La loro finalità è quella di staccare i cuori dalle cose materiali per acquisire la vista spirituale necessaria per comprendere ed apprezzare la presenza salvifica di Maria.

Pagina 9 di 36

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy