Mese: Ottobre 2025 Pagina 8 di 36
MEDJUGORJE 25 OTTOBE 2025

”Cari figli! L’Altissimo, nella Sua bontà, vi ha dato me per guidarvi sulla via della pace.
Molti hanno risposto e pregano ma ci sono molte creature che non hanno la pace e non hanno conosciuto il Dio d’amore.
Perciò, figlioli, pregate ed amate, formate i gruppi di preghiera per esortare al bene.
Io sono con voi e prego per la vostra conversione.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” (Con approvazione ecclesiastica).

Aiutiamo la Madonna ad aiutarci
Carissimo Padre Livio,
grazie per il suo impegno quotidiano che cresce sempre più di intensità. Dopo la delicata operazione alle corde vocali è come se stesse vivendo una nuova giovinezza. Fra l’altro si è recato due volte a Medjugorje nell’arco di tre mesi. Come non ringraziare la Madonna?
Le scrivo per ringraziarla di aver messo mano a due iniziative che mi aiutano molto nella vita spirituale. Innanti tutto l’approfondimento dei messaggi della Regina della pace, che fa ogni mattina durante la sua trasmissione. In questo modo le parole più belle della Madonna rimangono impresse nella mente e nel cuore.
Mi piace molto anche “Il pensiero quotidiano” che pubblica ogni giorno sul suo Blog e che viene letto anche in Radio durante il radiogiornale delle 13.30. Sono riflessioni brevi ma efficaci, che si ascoltano volentieri nel frastuono della vita quotidiana.
Grazie di cuore caro Padre e che la Madonna lo conservi fra noi ancora a lungo!
Ave Maria
Lucia da Milano
Cara Lucia,
grazie per l’incoraggiamento. Siamo nelle mani di Dio e quindi in ottime mani. Oggi dobbiamo pregare e lottare per restare saldi nella fede.
Radio Maria è un grande aiuto che la Madonna ci ha donato e dobbiamo sfruttarlo al meglio. Proviamo a pensare che vuoto si aprirebbe se non ci fosse più Radio Maria a tenerci compagnia durante la giornata e la notte.
Un grazie immenso a tutti coloro che la fanno andare avanti con le loro preghiere e il loro sostegno. È proprio il caso di dire: “Aiutiamo la Madonna ad aiutarci”.
La Madonna sta preparando i tempi nuovi, ma prima dovremo lottare molto per arrivarci. Aiutiamoci a vicenda e perseveriamo con Maria nel cammino.
Ave Maria
Padre Livio
Vangelo
Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,9-14
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Parola del Signore

I bambini di Kharkiv, i bambini di Melania, i bambini rieducati. La battaglia contro il terrorismo russo
Paola Peduzzi – 24 ottobre 2025 – Il Foglio
“Bring Kids Back” è l’iniziativa voluta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: ci sono quasi 20mila minorenni deportati in Russia, ogni settimana ne tornano in media una decina. Basta ascoltare la commissaria russa per i Diritti dei bambini Maria Lvova-Belova per comprendere l’istinto genocidario che guida la Russia in Ucraina
Quando suona la sirena che segnala missili e droni russi in arrivo, i ragazzini ucraini a scuola si fermano: se sono già in classe, vanno nei rifugi, se non sono ancora arrivati, il ritardo è giustificato. Si impara a studiare a singhiozzo, a riprendere la concentrazione in fretta, a riaddormentarsi veloci di notte, ad arrangiarsi se i genitori non arrivano in tempo a scuola o a cena, e i telefoni sono scarichi perché non c’è l’elettricità per caricarli. Due giorni fa a Kharkiv, i russi hanno colpito vicino a un asilo, i primi ad arrivare sono stati i soccorritori che sono usciti dall’edificio mezzo a pezzi con i bambini piccoli in braccio che gridavano di paura per l’attacco ma anche perché erano addosso a sconosciuti, che erano arrivati correndo e li avevano portati fuori correndo, e i genitori sono arrivati molto dopo.
La vita dei bambini ucraini è questa qui, piena di spaventi e di ritardi e di sonno – e non sai come prendere la piccola Olena che è stata via da Kyiv per un po’ di tempo e non riusciva a dormire di notte: c’era troppo silenzio, dice – e questa è la vita migliore che si possa avere oggi: l’altra è essere deportati in Russia. Ci sono quasi 20 mila minorenni che sono stati presi dalle loro famiglie o dagli orfanotrofi, dove erano finiti perché i russi li hanno resi orfani, e portati via – bambini da crescere come russi.
Per chi ancora non vuole capire che l’obiettivo di Putin non è misurabile in chilometri quadrati perché lui vuole estirpare l’identità ucraina, basta ascoltare Maria Lvova-Belova, la commissaria russa per i Diritti dei bambini che ha ricevuto un mandato di arresto internazionale, mentre racconta come ha rieducato Filip, il ragazzino ucraino che ha adottato, dopo averlo “incontrato” in uno dei suoi “viaggi umanitari” a Mariupol, la città ucraina bombardata, affamata, soffocata fino alla capitolazione, dove a giudicare dai cimiteri che si vedono nelle immagini satellitari ci sono stati, secondo le ultime agghiaccianti stime, 100 mila morti. Belova chiama “evacuazione umanitaria” quel che è un rapimento, il suo: Filip non voleva andare in Russia, continuava ad ascoltare musica ucraina, a leggere siti ucraini, e Belova lo ha rieducato, liquidando il fatto che un ragazzino ucraino si sentisse ucraino come una “crisi adolescenziale”, confermando così non soltanto le accuse internazionali ma l’istinto genocidario che guida la Russia in Ucraina.
Ogni settimana di queste migliaia di bambini deportati ne tornano in media una decina. “Bring kids back”, l’iniziativa voluta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, pubblica i numeri dei ritorni con un “+” davanti, un altro bambino ritrovato è un’aggiunta, una festa, una commozione, e un lavoro di recupero. Il “+” più celebre è quello gestito dalla first lady americana, Melania Trump, che si è mobilitata per riportare a casa i bambini ucraini deportati: aveva scritto una lettera che suo marito aveva consegnato personalmente a Vladimir Putin quando si erano incontrati in Alaska ad agosto e aveva aperto un canale diretto con il presidente russo che ha portato al rientro di 8 bambini (quando ha annunciato la notizia, Melania ha smesso di utilizzare il termine “deportati” preferendo un più cedevole “sfollati”, con grande plauso russo). Una goccia nel mare della deportazione, ma gli ucraini hanno festeggiato e ringraziato, pazienza se la prima dama d’America poteva forse ottenere di più, come ripetono sempre: ogni centimetro di terra ucraina risparmiata dall’occupazione conta, ogni vita salvata conta. E ieri il ringraziamento è andato a Lindsey Graham e Richard Blumenthal, i due senatori americani che hanno costruito una proposta di legge bipartisan che ha una parte famosissima, quella relativa alle sanzioni (che Trump ha bloccato per mesi), e una che mette la Russia nella lista degli stati sponsor del terrorismo visto che non restituisce i 20 mila minorenni che “ha rapito” nelle aree ucraine occupate. Ieri la commissione Relazioni internazionali del Senato ha approvato questa seconda parte, mentre si muove la macchina amministrativa americana sulle sanzioni: si dice che la questione ucraina spacchi la capricciosa America, ma l’unico barlume di umanitarismo bipartisan è per i bambini ucraini.

27. Senza Dio si apre un vuoto incolmabile
La nostra generazione passerà alla storia per aver cercato di eliminare la presenza di Dio dalla vita degli uomini. Parliamo del Dio vivo e vero, che è amore, pace e verità
Questo cambiamento è stato presentato come un progresso fondamentale del cammino umano, come la liberazione da una superstizione oppressiva e come la piena realizzazione di se stessi e della propria esistenza sulla terra.
In realtà sta avvenendo l’opposto, sia al libello personale, come a quello sociale. Sul piano esistenziale la vita si è trasformata in un vagare qua e là senza un punto di riferimento e una meta, fino al momento in cui la clessidra avrà svuotato l’ultimo granello di sabbia.
Se sei solo non sai con chi parlare, se hai bisogno non sai a chi rivolgerti, se sei in pericolo non sai chi invocare, se sei disperato non sai a chi aggrapparti, se sei in pericolo di vita non sai da che parte cercare aiuto, per cui ti chiedi quale vantaggio avremmo conseguito.
Sul piano collettivo la rimozione di Dio è stata colmata dai potenti di questo mondo, nelle cui mani si trova il nostro destino. “Che fine faremo?”, ci chiediamo con crescente angoscia, sempre più convinti che saremo spazzati via da un Armageddon globale
Satana, il principe di questo mondo, si gode lo spettacolo e pensa già a come colmare questo vuoto, che diventa sempre più insopportabile perché, come è noto, l’uomo non basta a sé stesso.
Provvederà lui a colmarlo nel migliore dei modi, trasformando il mondo in un inferno, al quale abituarsi, e presentando sé stesso come il vero dio adorare e da servire.
