"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2025 Pagina 28 di 31

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla forza del coraggio

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Madonna ci ha invitato a chiedere allo Spirito Santo la forza del coraggio: «Pregate, figlioli, lo Spirito Santo affinché vi colmi con la forza del suo Santo Spirito del coraggio e dell’abbandono». Si tratta di un invito che riguarda tutta la Storia della Salvezza che è costellata di uomini e donne che con coraggio ed eroismo hanno testimoniato la fede in Gesù Cristo.

Questa esortazione, oggi, ha sicuramente una connotazione particolare perché siamo in un tempo in cui satana cerca di paralizzarci con la paura che, come un gas nervino, ci sta anestetizzando. Viviamo in un periodo storico in cui il mondo è minacciato di autodistruzione da parte di chi è accecato dall’odio. Lo sguardo di fede non deve mancare, ci dà la speranza e la certezza che Dio ha in mano tutto, è lui il Signore della Storia e del mondo. Il male ha la permissione divina di operare ma con dei limiti e questo vale sia a livello personale delle tentazioni, sia a livello globale: satana non può andare oltre ciò che Dio permette. Non c’è dubbio, però, che quando siamo determinati a proseguire sulla via del male ci sembra invincibile.

La Madonna ha detto chiaramente che «l’umanità ha deciso per la morte» (Messaggio del 25 ottobre 2022), che «l’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023) e che gli uomini «non vogliono la pace» (25 febbraio 2025). La potenza del male ci intimidisce e ci chiediamo com’è possibile fermarlo. Quante volte la Regina della pace ci ha messo in guardia dal tentativo del male di prevalere; proprio quando c’è stata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Madonna ha detto: «aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga» (25 febbraio 2022). Nella fase storica che stiamo vivendo satana cerca di prevalere scardinando i cuori con l’odio, dispiegando tutta la sua forza per distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Mai come ora il male è stato così forte: «La divisione è forte ed il male opera nell’uomo come mai finora» (25 giugno 2022).

L’esortazione della Regina della pace, di invocare lo Spirito Santo perché ci ricolmi di coraggio, ha un significato particolare: non lasciarsi intimidire dal male. Bisogna ricorrere alla fede perché se satana è potente, Dio è l’Onnipotente. Il male non potrà mai prevalere! Dio non permetterà mai che il male prevalga. Lo ha detto anche Gesù a Cesarea di Filippi quando, indicando Pietro come capo della Chiesa, ha detto: “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18). Questa promessa, mantenuta finora e che manterrà fino alla fine, è la certezza che le porte dell’inferno non preverranno mai nei confronti dell’istituzione di salvezza che Cristo stesso ha fondato e che è la Chiesa.

Soprattutto in questo tempo in cui suonano le trombe dell’Apocalisse e i mass-media non fanno altro che descrivere la corsa sfrenata verso la fine del mondo, noi credenti non dobbiamo mai cedere al panico, alla paura, alla tentazione di nasconderci vilmente. Dobbiamo reagire e chiedere la forza dello Spirito Santo affinché ci ricolmi dei suoi doni. Nell’umiltà di creature chiediamo allo Spirito Santo che ci dia la forza e il coraggio di resistere al male.

La resistenza al male è uno dei connotati fondamentali della vita cristiana. Il male ha una potenza di seduzione che si manifesta fin dal principio, quando il serpente sibila a Eva la tentazione di essere come Dio, di non averne bisogno; alla proposta del frutto proibito Eva viene avvolta dal fascino della tentazione alla quale non ha saputo resistere. La falsa luce del male attira, acceca, cattura, inganna. Anche oggi satana opera allo stesso modo; non pochi, infatti, abbandonano la Chiesa per andare a cercare la salvezza in potentati di vario genere (culturali, religiosi, politici o militari). Queste sono le trappole con cui il demonio attira a sé le mosche e poi le divora!

Riflettiamo sulle parole della Regina della pace e chiediamo veramente allo Spirito Santo la forza di resistere alle seduzioni del male e alle sue intimidazioni. Quante volte la Madonna ha detto che quella di satana è una falsa forza: «Pregate, affinché Satana non vi attiri con il suo orgoglio e con la sua falsa forza» (25 novembre 1987); Non permettete a Satana di dominarvi con una falsa pace e una falsa gioia (2 ottobre 2003); «Figli miei, non ingannatevi con la pace falsa e la gioia falsa» (2 luglio 2006); «Non permettete a satana di aprirvi le strade della felicità terrena, strade in cui non c’è mio Figlio. Figli miei, sono false e durano poco» (2 agosto 2010); «Figli miei, non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce» (2 febbraio 2018).

Chiediamo la forza allo Spirito Santo per resistere alla seduzione e per combattere strenuamente contro la tentazione, non farsi prendere dal panico. Se non vogliamo peccare, satana non può farci peccare; se non vogliamo perdere l’anima, satana non può farcela perdere. Ecco perché Gesù ha detto: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna” (Mt 10,28). La forza dello Spirito Santo oggi è fondamentale perché il combattimento spirituale – connotato fondamentale della vita cristiana – oggi è più strenuo che mai proprio perché in modo speciale adesso satana è sciolto dalle catene (Messaggio del 1° gennaio 2001).

La Madonna ha descritto questa situazione, ormai ben visibile sotto gli occhi di tutti, già all’inizio del millennio. In quel Messaggio ci ha chiesto di consacrarci in modo speciale al Suo Cuore e a quello di Suo Figlio: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei» (1° gennaio 2001).

Satana è forte come mai lo è stato prima e lo si vede dalle moltitudini che lo seguono e che sono nelle sue mani. Quanti vivono nell’impenitenza, nel rifiuto di Dio; un numero enorme non prende nemmeno in considerazione la Regina della pace, molti la disprezzano, snobbano la sua presenza quotidiana da così tanto tempo: «Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito (25 agosto 2011).

Sappiamo che da soli non possiamo fare nulla, ma tutto possiamo in Colui che ci dà la forza. Cristo ci dà lo Spirito, per intercessione di Maria. Chiediamo la forza del coraggio che è uno dei temi fondamentali della Sacra Scrittura che narra di una miriade straordinaria di uomini e donne coraggiose nella fede, forti della potenza di Dio. Il fanciullo Davide che affronta il gigante Golia e, con la forza di Dio, riesce addirittura a tagliargli la testa; i guerrieri dell’Antico Testamento che hanno affrontato gli eserciti dei faraoni nel nome di Dio; il martirio esemplare di Santo Stefano, degli apostoli, dei Papi dei primi secoli. Il compianto Papa Francesco disse che oggi i martiri sono più numerosi rispetto ai tempi dell’Impero Romano: “La persecuzione dei cristiani non è un fatto che appartiene al passato, agli albori del Cristianesimo. È una triste realtà dei nostri giorni. Anzi, ci sono più martiri oggi che nei primi tempi della Chiesa» (Meditazione mattutina nella cappella della Casa Santa Marta, 4 marzo 2014).

Oggi ci vuole il coraggio di rispondere alla chiamata della Madonna. Andiamo controcorrente, non cadiamo nell’inganno subdolo di satana che vuole offuscare le presenza quotidiana della Regina della pace che da oltre quarant’anni scende dal Cielo sulla Terra per chiamare alla conversione e per preparare alla battaglia contro satana. Con coraggio, allora, rispondiamo alla chiamata e con coraggio decidiamoci per la conversione. La conversione è la decisione più importante della vita.

Chiediamo allo Spirito Santo, poi, il coraggio di perseverare e di testimoniare la fede senza vergogna, ma con semplicità. Gesù Cristo è il Re dell’universo e Maria è la Regina, dobbiamo forse vergognarci di credere in loro?

Oggi ci vuole anche il coraggio di affrontare le persecuzioni che oggi sono subdole, fanno leva sullo scoraggiamento, fanno apparire i credenti patetici e ci vogliono portare sulla via della mediocrità, vogliono la nostra resa. Dall’inizio del nuovo millennio c’è stato un calo impressionante e vertiginoso dei partecipanti alla Santa Messa domenicale, un vero e proprio tracollo che è sintomatico di quanti hanno ceduto, se ne sono andati, sono spariti. Che fine avranno fatto? Non lasciatevi ingannare da quelli che tirano in ballo la falsa Misericordia, secondo cui si salvano tutti. Non è così! La Madonna lo ha ribadito citando il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Siate coscienti figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti» (Messaggio del 25 maggio 2019). Saremo giudicati secondo i nostri meriti e di conseguenza avremo il premio o la pena eterna.

Ci vuole il coraggio per resistere alla potenza del male che ci trascina verso l’abisso perché oggi sono molti quelli che corrono da quella parte. Caterina da Siena diceva che la testimonianza di Cristo fino al martirio è una grazia da cui attingere a piene mani, la sua forte fede la portava a vedere il martirio come una possibilità di dare la più grande testimonianza a Cristo. Papa Leone XIV, ogni volta che parla di Gesù Cristo, non perde mai l’occasione di dire che è il Buon Pastore che ha dato la vita per le sue pecorelle. Anche i pastori della Chiesa e il gregge di Cristo, dobbiamo essere pronti a ricevere questa grazia del martirio. Questo è necessario per la salvezza della nostra anima proprio perché quelli che si nascondono e tradiscono, se non si pentono non si salvano.

Ogni mattina chiediamo allo Spirito Santo la forza dei coraggiosi della fede di cui è piena la Sacra Scrittura. Abbiamo innumerevoli figure a cui guardare – uomini, donne, giovani, bambini e anziani – affinché la nostra vita voli alto nei Cieli.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

Papa Leone XIV: “Rimboccati le maniche, perché il Signore è generoso e non sarai deluso”

Ancora una volta una parabola su cui soffermarci…

Di Veronica Giacometti

Città del Vaticano , mercoledì, 4. giugno, 2025 10:22 (ACI Stampa).

Papa Leone XIV anche questo mercoledì mattina torna in Piazza San Pietro per la sua terza Udienza Generale. La giornata calda e assolata non ha fermato i tanti fedeli pronti a salutare il Pontefice e ascoltare la catechesi del Papa su “Gesù Cristo nostra speranza”, incentrando la sua meditazione sul tema “Gli operai nella vigna. E disse loro: Andate anche voi nella vigna”. Ancora una volta una parabola su cui soffermarci.

“A volte abbiamo l’impressione di non riuscire a trovare un senso per la nostra vita: ci sentiamo inutili, inadeguati, proprio come degli operai che aspettano sulla piazza del mercato, in attesa che qualcuno li prenda a lavorare. Ma a volte il tempo passa, la vita scorre e non ci sentiamo riconosciuti o apprezzati. Forse non siamo arrivati in tempo, altri si sono presentati prima di noi, oppure le preoccupazioni ci hanno trattenuto altrove. La metafora della piazza del mercato è molto adatta anche per i nostri tempi, perché il mercato è il luogo degli affari, dove purtroppo si compra e si vende anche l’affetto e la dignità, cercando di guadagnarci qualcosa. E quando non ci si sente apprezzati, riconosciuti, si rischia persino di svendersi al primo offerente. Il Signore ci ricorda invece che la nostra vita vale, e il suo desiderio è di aiutarci a scoprirlo”, spiega bene il Pontefice.

“Anche nella parabola che oggi commentiamo ci sono degli operai in attesa di qualcuno che li prenda a giornata. Siamo nel capitolo 20 del Vangelo di Matteo e anche qui troviamo un personaggio che ha un comportamento insolito, che stupisce e interroga. È il padrone di una vigna, il quale esce di persona per andare a cercare i suoi operai. Evidentemente vuole stabilire con loro un rapporto personale – racconta ancora Papa Leone XIV – come dicevo, si tratta di una parabola che dà speranza, perché ci dice che questo padrone esce più volte per andare a cercare chi aspetta di dare un senso alla sua vita. Il padrone esce subito all’alba e poi, ogni tre ore, torna a cercare operai da mandare nella sua vigna. Seguendo questa scansione, dopo essere uscito alle tre del pomeriggio, non ci sarebbe più ragione di uscire ancora, perché la giornata lavorativa terminava alle sei. Questo padrone instancabile, che vuole a tutti i costi dare valore alla vita di ciascuno di noi, esce invece anche alle cinque. Gli operai che erano rimasti sulla piazza del mercato avevano probabilmente perso ogni speranza. Quella giornata era andata a vuoto. E invece qualcuno ha creduto ancora in loro”, commenta il Papa.

“Ed ecco che l’originalità di questo padrone si vede anche alla fine della giornata, al momento della paga. Con i primi operai, quelli che vanno nella vigna all’alba, il padrone si era accordato per un denaro, che era il costo tipico di una giornata di lavoro. Agli altri dice che darà loro quello che è giusto. Ed è proprio qui che la parabola torna a provocarci: che cosa è giusto? Per il padrone della vigna, cioè per Dio, è giusto che ognuno abbia ciò che è necessario per vivere. Lui ha chiamato i lavoratori personalmente, conosce la loro dignità e in base ad essa vuole pagarli. E dà a tutti un denaro. Il racconto dice che gli operai della prima ora rimangono delusi: non riescono a vedere la bellezza del gesto del padrone, che non è stato ingiusto, ma semplicemente generoso, non ha guardato solo al merito, ma anche al bisogno. Dio vuole dare a tutti il suo Regno, cioè la vita piena, eterna e felice. E così fa Gesù con noi: non fa graduatorie, a chi gli apre il cuore dona tutto Sé stesso.”, spiega bene il Pontefice.

“Alla luce di questa parabola, il cristiano di oggi potrebbe essere preso dalla tentazione di pensare: “Perché cominciare a lavorare subito? Se la remunerazione è la stessa, perché lavorare di più?”. A questi dubbi Sant’Agostino rispondeva dicendo: «Perché dunque ritardi a seguire chi ti chiama, mentre sei sicuro del compenso ma incerto del giorno? Bada di non togliere a te stesso, a causa del tuo differire, ciò ch’egli ti darà in base alla sua promessa. Vorrei dire, specialmente ai giovani, di non aspettare, ma di rispondere con entusiasmo al Signore che ci chiama a lavorare nella sua vigna. Non rimandare, rimboccati le maniche, perché il Signore è generoso e non sarai deluso! Lavorando nella sua vigna, troverai una risposta a quella domanda profonda che porti dentro di te: che senso ha la mia vita?”, conclude infine Papa Leone XIV.

🔴LIVE🔴I DONI DELLO SPIRITO SANTO” Catechesi di Padre Livio puntata 15

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🔴LIVE🔴 PADRE LIVIO: “LA FORZA DEL CORAGGIO”

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San Francesco Caracciolo

autore: Manno Francesco anno: 1808 titolo: San Francesco Caracciolo compone la regola luogo: Roma

Nome: San Francesco Caracciolo

Titolo: Sacerdote

Come già nell’Antico Testamento, cosi nel Nuovo, Dio non tralascia mai di suscitare, secondo le necessità della Chiesa, uomini eminenti per santità, zelo e dottrina.

Uno di questi fu S. Francesco Caracciolo, fondatore dei Chierici Regolari Minori.

Nacque il 13 ottobre 1563 a Santa Maria di Villa negli Abruzzi. Il suo nome di battesimo fu Ascanio. I suoi genitori Ferdinando Caracciolo e Isabella Barattucci, che alla nobiltà univano una pari bontà, furono premurosi di inspirare fin dalla culla al piccolo Francesco i sentimenti della religione e procurargli in seguito un’ottima educazione.

E Francesco, da parte sua, trafficò bene i talenti concessigli da Dio. Rinnegando costantemente se stesso, aiutato dalla grazia di Dio, seppe vincere i suoi difetti e combattere le sue passioni.
Ancor piccolino ebbe sommamente a cuore due cose: l’amore a Gesù. Eucaristico ed a Maria SS.

Una grave malattia che lo travagliò lungamente gli fece conoscere quanto Dio voleva da lui: doveva diventare religioso, e padre di religiosi. Decise allora il definitivo abbandono del mondo per consacrarsi totalmente a Dio. Appena guarito si portò a Napoli a compiervi gli studi di teologia e in breve divenne sacerdote. Il primo apostolato lo esercitò nella città stessa, disponendo i carcerati condannati a morte a riconciliarsi con Dio.

Ma il campo di bene era troppo piccolo per lui. Dio lo chiamava più in alto. Agostino Adorno fattosi sacerdote aveva deciso la fondazione di un nuovo istituto; e per meglio riuscire s’era associato un compagno, e ne invitava per lettera un terzo. Per uno sbaglio la lettera d’invito anziché al vero destinatario che si chiamava pure Caracciolo, andò a finire al nostro Santo. Questi ricevendola come la voce stessa di Dio, accettò e con tutto l’ardore del suo cuore si diede alla santa impresa.

Ritiratisi tutti e tre nel convento dei Camaldolesi in Napoli fecero 40 giorni di ritiro. Scrissero quindi la regola e si portarono a Roma per l’approvazione. Sisto V incoraggiò l’opera ed essi ritiratisi di nuovo a Napoli il 9 aprile 1589, fecero la solenne professione nella quale Ascanio prese il nome di Francesco.

La congregazione si estese rapidamente nel Regno di Napoli e nella Spagna sebbene tra mille difficoltà. Intanto mori il P. Adorno e Francesco divenne generale dell’ordine.

Molte furono le calunnie dirette contro di lui da parte di gente invidiosa dell’alta sua carica, ma anche queste egli sopportò umilmente per amore di Dio. Sebbene superiore generale, continuava a compiere tutte quelle azioni che compie l’ultimo religioso e ordinariamente la sua conversazione era virtù. Ancor vivo operò molti miracoli. Morì ad Agnone l’anno 1608 alla carica di superiore generale il 24 marzo 1802.  Inizialmente fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Napoli. Il 9 maggio 1844, le sue spoglie furono traslate nella Chiesa di Santa Maria di Monteverginella, dove sono tuttora conservate.

PRATICA. Tutti gli istituti religiosi sono come il mare che riceve acque da tutte le parti e le torna a distribuire a tutti i fiumi. Facciamo qualche offerta a beneficio degli istituti religiosi.

PREGHIERA. O Signore, che hai decorato il beato Francesco con lo zelo nella preghiera e coll’amore alla penitenza, dà ai tuoi servi di profittare così della sua imitazione che, pregando e riducendo il corpo in soggezione, meritiamo di giungere alla gloria celeste.

MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Agnone in Molise, san Francesco Caracciolo, sacerdote, che, mosso da mirabile carità verso Dio e il prossimo, fondò la Congregazione dei Chierici regolari Minori.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Mercoledì 4 Giugno 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 9.oo: Pensiero spirituale

“LA FORZA DEL CORAGGIO”

La Madonna ci esorta a chiedere allo Spirito Santo la forza del coraggio

Il coraggio è uno dei temi fondamentali dei messaggi della Gospa

Coraggio nel rispondere alla chiamata

Coraggio nel decidere la conversione

Coraggio nel testimoniare la fede con la vita e la parola

Coraggio nell’affrontare la persecuzione

Coraggio nell’affrontare il martirio


 h. 9.30: PENSIERO MARIANO

“MARIA LA PIU’ AMATA” (12)

Dal libro di padre Livio: “Magnificat – il poema di Maria”


h. 10: I DONI DELLO SPIRITO SANTO (15)


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