"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 76 di 236

🔴LIVE🔴CATECHESI: MEDJUGORJE IL FUTURO E’ DI DIO – Puntata 6

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Giovedì 19 Settembre   2024

H. 9 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube in differita

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IL PERDONO GUARISCE IL CUORE

Il perdono è un messaggio tipicamente cristiano

Dio perdona se ci pentiamo e lo chiediamo

Dio perdona qualsiasi peccato

La vittoria del cuore sul risentimento e la vendetta

Il perdono guarisce le ferite ricevute

LA SITUAZIONE FRA ISRAELE LIBANO SI AGGRAVA

“Scoppiati i walkie talkie usati da Hezbollah”

Articoli di Nello Scavo e Camille Eid su Avvenire

SVOLTA DEL CONFLITTO IN UCRAINA ?

Saltati in aria i depositi strategici delle forze armate russe

Articolo Gianluca Di Feo – La Repubblica 18 Settembre 2024

Guerra in Ucraina: un milione di morti e feriti

Alessandra Muglia – Corriere della Sera  – 18 Settembre 2024

BLOG: Medjugorje:  Le attese sono quelle di un passo avanti molto importante

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Guerra in Ucraina, un milione di morti e feriti. Il politologo Ivan Krastev: «Quante persone puoi perdere prima di perdere il tuo futuro?»

di Alessandra Muglia – Corriere della Sera – 18 Settembre 2024

II bilancio è molto più alto di quello ammesso da Putin e Zelensky. I governi di Mosca e Kiev non comunicano dati ufficiali, ma dall’inizio della guerra hanno pagato un costo umano enorme

Il conflitto in Ucraina avrebbe raggiunto il milione di vittime, tra morti e feriti su entrambi i fronti. Ragazzi colpiti nel momento più produttivo della loro vita, con conseguenze a lungo termine per Paesi che erano alle prese con un calo demografico già prima dell’inizio dell’invasione. L’ultima stima sulle vittime di due anni e mezzo di questa guerra arriva dal Wall Street Journal. Di stima si tratta perché i dati ufficiali sono considerati segreti di Stato. Russia e Ucraina si rifiutano di pubblicare i numeri e anche quando hanno divulgato cifre, sono apparse poco attendibili. Arrivare dunque a calcolare il costo umano del conflitto nel cuore dell’Europa non è semplice. 

Il quotidiano americano ha avuto accesso a una stima riservata fatta da Kiev a inizio 2024 che indicava 80.000 soldati ucraini morti e 400.000 feriti. Un bilancio ben più alto di quello presentato dal presidente Volodymyr Zelensky, che a febbraio parlava di 31.000 militari caduti, senza rivelare il numero dei feriti. 

Pochi mesi prima la demografa Ella Libanova, direttrice dell’Accademia delle Scienze ucraina, al Corriere aveva fatto una valutazione ancora più alta, con 100.000 decessi al fronte. Tra i tanti indicatori usati c’erano le sim dei cellulari. «Per evitare di contare come due persone chi ha semplicemente due telefonini addosso abbiamo accesso anche alla geolocalizzazione» spiegava all’inviato Andrea Nicastro. 

Passando al fronte opposto, quello degli aggressori, le stime dell’intelligence occidentale citate dal Wsj quantificano le perdite russe in 200.000 morti e 400.000 feriti. Questo dato è vicino alle valutazioni di Kiev sulle vittime di Mosca: oltre 635.000 tra morti e feriti. 

Ma documenti trapelati dal Pentagono, riportati a luglio dall’Economist, suggeriscono che le perdite russe potrebbero essere ancora maggiori: fino a 728.000 soldati uccisi, feriti o catturati. Scarsamente addestrati per avanzare nell’Est dell’Ucraina, da poco più di un mese sono anche impegnati a contrastare l’incursione ucraina in casa loro, nella regione di Kursk. 

Il progressivo aumento delle vittime da entrambe le parti getta un’ombra sul futuro di Paesi che già prima della guerra stavano lottando contro il calo demografico. E appare paradossale che una delle motivazioni che ha spinto il presidente russo Vladimir Putin all’invasione del vicino nel 2022 fosse quella di aumentare la popolazione russa assorbendo gli ucraini. «La demografia è una priorità per Putin, e vuole usare l’Ucraina e il suo popolo per consolidare il nucleo slavo della Russia», ha chiarito Ivan Krastev, politologo di origine bulgara e autore di un libro di prossima pubblicazione sulla demografia europea. Mosca ha guadagnato 2,4 milioni di abitanti con l’annessione della Crimea, e pochi altri nei territori occupati dopo l’invasione su larga scala, in cui però ne avrebbe perso almeno 200 mila, senza contare gli oltre 600.000 russi fuggiti dal Paese dall’inizio dell’«operazione speciale». Si tratta principalmente di giovani professionisti che hanno potuto permettersi di trasferirsi in paesi stranieri e iniziare una nuova vita. 

Ma le perdite sono molto più dannose per l’Ucraina, la cui popolazione è un quarto di quella del suo gigantesco vicino: con le invasioni e la conquista di parti di territorio ucraino da parte di Mosca nell’ultimo decennio, l’Ucraina ha perso almeno 10 milioni di persone, sommando quanti sono finiti sotto occupazione e quanti si sono rifugiati all’estero. Il risultato è che oggi la popolazione nel territorio controllato da Kiev è scesa sotto i 27 milioni. 

Per l’Ucraina, il dilemma è esistenziale, considera Krastev: «Quante persone puoi perdere in una guerra prima di perdere il tuo futuro?».

L’attacco ucraino a Toropets per dire a Biden che “il piano Zelensky” può chiudere la guerra

dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli . La Repubblica- 19 Settembre 2024

La strategia di Kiev per vincere sarà presentata a New York la prossima settimana

NEW YORK — «Pensiamo presenti una strategia e un piano che possono funzionare». È positivo il giudizio dell’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas Greenfield, dopo che il governo ucraino ha informato il segretario di Stato Blinken su come intende portare a termine la guerra. I dettagli del “piano per la vittoria” annunciato dal presidente Zelensky non sono ancora noti, anche perché il programma prevede che lo illustri a Joe Biden durante l’incontro che avranno la settimana prossima, a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. Il dipartimento di Stato ha confermato che Blinken è stato informato sui contenuti, durante la recente visita a Kiev, e le prime reazioni sono incoraggianti

Zelensky sa che le elezioni del 5 novembre comporteranno un’accelerazione sul fronte dell’invasione russa. Se vincesse Trump, il suo vice Vance ha già lasciato intendere che cercherebbe di porre fine al conflitto creando delle zone demilitarizzate nei territori ucraini occupati da Mosca. Di fatto un passaggio sotto il controllo del Cremlino, anche se non ufficiale. I combattimenti così si fermerebbero, ma in cambio Kiev dovrebbe affermare la propria neutralità, rinunciando ad entrare nella Nato, e forse anche nell’Ue. Se vincesse Harris ci sarebbe più continuità, perché lei ha confermato di considerare l’aggressione di Putin come una minaccia per la sicurezza dell’intera Europa e degli interessi Usa. La guerra però sta logorando tutte le parti, tanto chi la sta combattendo sul terreno, quanto chi la sostiene sul piano militare, economico e diplomatico. Quindi cresce l’esigenza di cercare una soluzione.

Zelensky da diverse settimane ha annunciato che sta lavorando ad un “piano per la vittoria”, che porti alla fine del conflitto senza la capitolazione. L’offensiva a Kursk è stata un’anticipazione, che serviva a distrarre le forze armate russe dal Donbass e prendere territori da usare come merce di scambio nell’eventuale negoziato. Il piano punta a rafforzare le posizioni di Kiev, in modo da avere leve nelle trattative. A questo scopo, però, servono le armi a lunga gittata e il permesso ad utilizzarle contro il territorio russo per colpire le basi militari e logistiche da cui partono gli attacchi verso le città ucraine, consolidare e possibilmente ampliare le conquiste fatte oltre il confine. Kiev però ha sviluppato anche le sue armi in grado di raggiungere il territorio russo, come dimostra l’attacco con i droni a Toropets.

Il capo del Pentagono Austin ha detto che il piano non è stato discusso durante l’ultimo incontro a Ramstein, ma emissari del governo hanno già portato a Washington la lista degli obiettivi che vorrebbero colpire. L’8 settembre Zelensky ha rivelato di aver discusso alcuni elementi del piano anche con una delegazione parlamentare, e martedì il portavoce del dipartimento di Stato Miller ha confermato che è stato anticipato a Blinken la settimana scorsa a Kiev. Il via libera definitivo però potrà venire solo dall’incontro con Biden la settimana prossima.

Testata l’arma segreta di Kiev: apocalisse nel cuore della Russia

di Gianluca Di Feo –  La Repubblca- 19 Settmbre 2024

Una gigantesca esplosione manda in fumo migliaia di tonnellate di proiettili e missili a Toropets, a 410 km da Mosca

Probabile l’uso del nuovo Palianytsia, di fabbricazione ucraina. Zelensky esulta: “Successo militare molto importante

In oltre trenta mesi di guerra e orrore non c’è mai stato nulla di così apocalittico. La notte è stata squarciata da una serie di gigantesche colonne di fuoco, che si sono alzate nel cielo simili a funghi atomici. Come nelle esplosioni nucleari, i sismografi di tutto il mondo hanno registrato un’energia pari a un terremoto di magnitudo 2,8 seguita pochi minuti dopo da una seconda scossa: epicentro alle porte di Toropets, 480 chilometri a Nord-Ovest di Mosca, sede di uno dei più grandi depositi di armamenti dell’esercito russo.

Ieri prima dell’alba uno sciame di nuovi droni ucraini si è abbattuto sulla santabarbara estesa per 13 chilometri quadrati, con dozzine di bunker dove prima del conflitto erano custodite 19mila tonnellate di proiettili e missili: una riserva che secondo alcune fonti nell’ultimo anno sarebbe diventata di 30mila tonnellate. Le immagini satellitari delle scorse settimane mostrano casse di munizioni accatastate nei piazzali, senza le minime precauzioni. Dopo l’attacco, invece, le foto dallo spazio documentano una situazione infernale: l’intera base è costellata di roghi, mentre proseguono le detonazioni e una nuvola colossale si spande nell’atmosfera. È come se un vulcano si fosse risvegliato all’improvviso nel cuore della Russia.

Zelensky esulta, lodando «il successo militare molto importante ottenuto in territorio russo». Il presidente ha ringraziato il servizio di sicurezza Sbu, l’intelligence militare Gur e le forze speciali: l’operazione deve quindi essere stata realizzata con la presenza di uomini in prossimità dell’obiettivo. Proprio il giorno prima aveva trasmesso alla Casa Bianca il suo piano per «vincere la guerra e obbligare il Cremlino a negoziare»: il bombardamento di Toropets sembra essere la premessa a un’ ondata di incursioni in profondità, questa volta condotte con un’arma ucraina in grado di supplire a quelle che gli alleati non permettono di utilizzare oltre il confine.

Nei video si sente il rumore di motori a reazione, a indicare il probabile impiego del Palianytsia: un sistema top secret a lungo raggio chiamato drone ma in realtà molto più simile a un missile cruise. Prende il nome dalla parola usata dagli ucraini per smascherare gli infiltrati russi, che non riuscivano a pronunciarla correttamente. Zelensky ne ha rivelato l’esistenza sui social lo scorso 25 agosto: «È stato progettata in patria per distruggere il potenziale offensivo del nemico». L’unica immagine presentava un piccolo ordigno con ali tozze, tanto che si ipotizzava trasportasse meno di trenta chili di tritolo. Nello stesso post su X veniva però mostrata una catena di montaggio con cilindri di dimensioni notevoli destinati a comporre un missile molto più potente. L’esordio è avvenuto a inizio settembre contro un altro deposito di munizioni a Bryansk. Poi il raid di ieri mattina a Toropets, in cui le prime tre armi ucraine sono penetrate nei bunker e li hanno fatti saltare in aria.
Le fonti ufficiali di Mosca parlano di tredici feriti, tra cui alcuni bambini, ma il bilancio non sembra credibile: i villaggi dei dintorni stanno venendo evacuati e ci sono case praticamente sventrate dall’onda d’urto. Difficile quantificare l’impatto dell’attacco sulle sorti del conflitto ma sarà sicuramente rilevante. Durante la Guerra Fredda furono costruite in Russia tredici mega-polveriere: Toropets è l’unica completamente ristrutturata tra il 2015 e il 2018. Il suo compito era custodire le scorte per affrontare la sfida con la Nato sul fronte più caldo: il confine con la Polonia e i Paesi Baltici.


Dopo l’invasione dell’Ucraina l’importanza è aumentata, trasformandosi dal 2023 nel centro di smistamento di tutta la produzione bellica per sostenere “l’operazione militare speciale”. Secondo alcune fonti, custodiva anche i proiettili e i missili arrivati dalla Corea del Nord. E per l’intelligence di Kiev l’assalto ha incenerito pure le riserve di missili Iskander e di bombe plananti Kab, i due strumenti con cui i russi infieriscono di più sulle città ucraine. Di sicuro però lì si trovavano quantità enormi di pallottole per Kalashnikov, di razzi, di munizioni per artiglieria e di mine. Nel giro di un paio di settimane la distruzione della santabarbara comincerà a pesare sui campi di battaglia.

I media di Mosca stanno cercando di occultare la notizia, ma i filmati del disastro circolano sui social e la nuvola di fumo è visibile a decine di chilometri di distanza. Alcuni blogger hanno diffuso il video dell’inaugurazione della base, in cui il viceministro della Difesa Bulgakov nel 2018 magnificava la sicurezza della struttura «resa in grado di resistere a una bomba atomica»: nel 2022 è stato arrestato per corruzione e si ritiene che un terzo dei fondi dell’appalto di Toropets siano finiti nelle tasche di politici e generali. E adesso tutti si chiedono quale sarà la reazione di Putin davanti a un colpo così devastante.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 107 – L’UOMO

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Se la sente di fare un pronostico?

Carissimo Padre Livio.

Mi perdoni se la disturbo, ma sono un po’ inquieta per quello che la Santa Sede dirà domani riguardo a Medjugorje. Lei se la sente di fare un pronostico? Mi risponda!

Con affetto

Luisa di Ancona


Cara Luisa, la capisco perché anch’io ho vissuto spesso questi momenti di suspense, ma in questo caso sono tranquillissimo.  

Il mondo e la Chiesa per andare avanti hanno bisogno della Madonna, senza la quale precipiterebbero nell’abisso della disperazione.

Il Papa lo sa e questo ci basta per stare tranquilli.

L’appuntamento col responso, sicuramente positivo, è Giovedì alle h. 11,30 su Radio Maria

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla nostra appartenenza alla Chiesa cattolica

Cari amici, la nostra appartenenza alla Chiesa cattolica era più fervorosa in passato. La pratica religiosa, per esempio la partecipazione alla Santa Messa, è molto diminuita; perciò, il rapporto con la Chiesa – salvo gruppi di fedeli più assidui – si è molto allentato. Si sono rafforzati, invece, altri legami di carattere politico, umano e associativo che costituiscono la società. Ci rendiamo conto che mentre tanti rapporti si rinsaldando, i legami fra i credenti si sono allentati. Questo è un grave danno perché il cammino spirituale individuale, se fatto con i fratelli, diventa più spedito, c’è aiuto reciproco e sostegno.

Questo legame si è allentato perché non ci siamo resi conto di cosa significa essere battezzati ed entrare nella Chiesa. Il Battesimo è come una nuova nascita. Dopo la nascita “fisica”, l’essere umano viene inserito in una comunità, in uno Stato, ma negli ultimi anni questo inserimento si è rafforzato a tal punto da far dimenticare alle persone che siamo tutti fratelli, a prescindere dalla nostra nazionalità.

Si è perso uno degli elementi costitutivi del Battesimo che è la fraternità. Il Sacramento del Battesimo ha una valenza molto importante dal punto di vista della santificazione, perché riceviamo la grazia di Dio che ci toglie il peccato originale. Diventando il tempio della Santissima Trinità, il bambino diventa membro del Corpo mistico di Cristo. Dunque, entra a far parte della Chiesa: una comunità soprannaturale che ha una sua visibilità su questa terra con degli obblighi ben precisi. La Chiesa è una società perfetta dal punto di vista dei rapporti che ci sono fra i fedeli; costituita dal Collegio apostolico con a capo il Papa e i Pastori, come Cristo ha voluto. Il nostro legame con la Chiesa si è indebolito soprattutto per quanto riguarda il riconoscersi fra di noi come cristiani.

Con il Battesimo entriamo a far parte di questa società meravigliosa. La Chiesa è pellegrinante sulla Terra, ma nel medesimo tempo è una realtà in Cielo. Grazie a questo mistero della comunione dei Santi siamo un solo Corpo: la Chiesa pellegrina sulla Terra, quella che si purifica in purgatorio e quella che è gloriosa in Cielo. Siamo una società di fratelli e di sorelle, Cristo ci affratella tutti e siamo in comunione intima anche con coloro che ci hanno preceduto nella fede e sono in Paradiso, in comunione con la Beata Vergine Maria e con tutte le schiere angeliche. Fanno tutte parte della Gerusalemme celeste, abitazione della Santissima Trinità, degli uomini salvati, degli angeli che hanno seguito la volontà di Dio.

Dobbiamo essere consapevoli che abbiamo due appartenenze: quella che ci registra in Comune, che è un’appartenenza a una nazionalità; quella nel Battesimo, attraverso la quale diveniamo parte della Chiesa cattolica, una patria soprannaturale. Essa cammina nel tempo, è visibile e ha una sua vita comunitaria che è quella che noi abbiamo con le nostre parrocchie quando partecipiamo alla vita sacramentale. Siamo come delle pecorelle che hanno nella Chiesa l’Ovile Santo. Quando la Madonna è apparsa a Bruno Cornacchiola, nell’apparizione delle tre fontane a Roma disse: «Torna nell’Ovile Santo, Corte Celeste in terra». Siamo pecorelle che perdono il senso del gregge, del Pastore, ma anche dell’Ovile. Andando avanti ci renderemo conto sempre di più di quanto è importante appartenere alla Chiesa, camminare insieme, lasciarci guidare da essa. Dio ci illuminerà sempre su come dobbiamo camminare, con chi e la Vergine Maria sarà al nostro fianco. Camminando da soli è facile sbandare e perdersi in strade pericolose, perché non abbiamo protezioni forti contro i nemici spirituali.

Nelle Lettere degli Apostoli, possiamo leggere come i cristiani si aiutavano reciprocamente, anche materialmente. L’esercizio della carità è sempre stato molto sentito verso i fratelli, senza escludere nessuno.

Nel cammino di fede è molto bello essere sostenuto dagli altri. Nei momenti di dubbio, di delusioni, delle nostre cadute avere un fratello che ci aiuta spiritualmente e ci esorta a rialzarci, ci fortifica. I gruppi di preghiera sono un’unione che dà la forza.

La Chiesa è la nostra famiglia, la nostra Madre che ci ha dato la fede, che ci ha nutrito con la parola di Dio e l’Eucarestia. La Chiesa va amata, sostenuta, seguita, è l’Ovile Santo nel quale trovare riparo e la barca di Pietro sulla quale navigare. Recuperiamo questo senso di appartenenza, di avere dei fratelli e delle sorelle nella fede, legati dall’affetto e dalla reciproca legge della carità.

La Chiesa ci insegna a vedere la famiglia come a una Chiesa domestica, dove c’è la preghiera, il perdono, l’amore, l’aiuto reciproco. Questi valori li dobbiamo portare nella comunità parrocchiale, sempre in comunione con la Chiesa universale del Cielo e della Terra. Così, combattiamo anche una forma di isolamento tipica della società contemporanea che fa degli uomini delle isole a sé stanti, senza comunicazioni. Infatti, le comunicazioni mass mediatiche della nostra generazione non sono reali. Questo vale anche per la partecipazione nella Chiesa che deve essere vissuta, vanno coltivati i rapporti interpersonali, vanno conosciuti i propri Pastori, vanno aiutati i fratelli nella fede.

In questo modo possiamo essere meno soli ad affrontare il futuro. Camminiamo su questa strada perché la Chiesa è un grande dono che Dio ha fatto all’umanità. Come dice il Concilio Vaticano II: “La Chiesa venne innanzitutto definita come sacramento di Cristo, «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano»”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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