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I messaggi devono essere autorizzati dal Delegato papale
Caro Padre Livio,
Il verdetto della Santa Sede di oggi secondo me era il linea con le attese. Personalmente alla luce delle nuove linee guida di maggio è il massimo che si poteva ottenere. Ho apprezzato molto anche la conferenza stampa di oggi. Secondo me quello che ha spiazzato molto le persone (l’ho visto anche nei vari commenti di oggi) è la non certezza di avere il 25 il messaggio della Regina della Pace. Infatti i messaggi prima di essere diffusi devono essere approvati e al momento non sappiamo quanto tempo sia necessario per l’approvazione. Credo che l’approvazione dell’autorità ecclesiale potrebbe essere intesa come un’approvazione soprannaturale del messaggio e questo potrebbe generare problemi sulla decisione della Santa Sede di oggi. Le chiedo quindi per quanto in suo potete di aiutarci a comprendere meglio questo punto.
Grazie per quanto ha fatto per noi in questi anni.
Buona serata
Omar
Caro Omar,
credo che, per quanto riguarda i messaggi, si seguirà la solita procedura con il controllo del messaggio da parte della Autorità ecclesiastica, la traduzione nelle varie lingue e la pubblicazione sul sito della Parrocchia. Non credo che la tempistica subirà variazioni.
La Parrocchia in tutti questi anni è stata molto diligente in questo servizio e lo sarà ancora di più col Nulla Osta.
Colgo l’occasione per ringraziare il Card. Fernandez per aver citato il sito di Radio Maria Italia come il più completo nella pubblicazione dei messaggi.
Visti gli interrogativi di molti riguardo ai messaggi, ho chiesto “in Alto” e mi è stata data questa risposta:
Caro P. Livio, Ti confermo che sì, deve sempre autorizzare il vescovo Cavalli dopo aver letto il messaggio. E per evitare che si divulga senza autorizzazione sarebbe meglio che sotto si scriva una riga con lettere piccole: “con approvazione ecclesiastica“.
Ave Maria
Padre Livio

Venerdì 20 Settembre 2024
EDITORIALE: LA GOSPA RICONOSCIUTA CATTOLICA
H. 9 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube (in differita)
MEDJUGORJE HA RICEVUTO DALLA CHIESA IL PIENO RICONOSCIMENTO
GRATITUDINE AL SANTO PADRE PER LA SUA DECISIONE CORAGGIOSA
LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE HANNO UNA DIMENSIONE GLOBALE
LE APPARIZIONI DI MEDJUGORJE SONO IN EVOLUZIONE
LA SOPRANNATURALITA’ SI PONE COL SEGNO SULLA COLLINA
CON IL NULLA OSTA LA CHIESA RICONOSCE LA MADONNA
COL NULLA OSTA LA CHIESA SI INCAMMINA CON LA MADONNA
COL NULLA OSTA LA CHIESA COMBATTE CON LA MADONNA
COL NULLA OSTA LA CHIESA TRIONFA CON LA MADONNA
MEDJUGORJE VA OLTRE LA DIMENSIONE DEVOZIONALE
LA MADONNA HA RIVELATO ALLA CHIESA IL FUTURO CHE L’ATTENDE
LA GRANDE PROFEZIA DA FATIMA A MEDJUGORJE
L’INTERPRETAZIONE DELLA PROFEZIA NELLE PAROLE DI PAPA BENEDETTO XVI
IL TEMA DEL SEGRETI E’ PARTE INTEGRANTE DELLA PROFEZIA
IL TEMA DEI SEGRETI E’ NEL CONTESTO STORICO ATTUALE
IL TEMA DEI SEGRETI E’ PARTE DELLA PROFEZIA BIBLICA
IL TEMA DEI SEGRETI RIGUARDA IN PRIMO LUOGO LA CHIESA
LA PASSIONE DELLA CHIESA LUNGO LA VIA DEL CALVARIO
MARIA – IL PAPA – L’EUCARISTIA
COL NULLA OSTA LA CHIESA E’ ENTRATA NEL FUTURO
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Dopo la conferenza stampa su Medjugorje
Carissimo Padre Livio,
ho ascoltato con grande attenzione sia la conferenza stampa del Cardinale Fernandez e le successive domande, sia la sua intervista a Tornielli.
Mi è rimasta un’impressione di grande pace e serenità.
Il progetto di Maria su Medjugorje è sotto la sua protezione e governato dalla volontà di Dio che non possono subire alcun condizionamento da parte dei nemici.
Tutto quello che sta avvenendo è il chiaro segno che Maria conduce la Chiesa e il Santo Padre con Amore e grande Premura.
Noi dobbiamo essere pienamente fiduciosi e sereni perché restando fedeli a Maria, a Gesù e alla Santa Chiesa che come è evidente, è guidata dallo Spirito Santo, camminiamo sulla Via sicura.
A mio modesto parere, anche circa la super visione dei messaggi da parte dell’Arcivescovo Cavalli Visitatore incaricato da Papa Francesco, non dobbiamo avere nessun timore; la Chiesa ha preso la piena responsabilità sulle sorti che riguardano Medjugorje e questo soprattutto nell’approssimarsi del tempo dei segreti è fondamentale per tutti noi fedeli; siamo certi di avere una guida il cui discernimento ci metterà al sicuro da eventuali equivoci e inganni.
Come è evidente anche i veggenti stanno tenendo un profilo piuttosto basso; sanno benissimo che tutti noi e loro stessi hanno e avranno sempre più bisogno del sostegno e del conforto del Santo Padre, dei Pastori e anche della preghiera di tutti noi.
Grazie Padre Livio della sua presenza e della lucidità con cui lei sta vivendo la chiamata del Cielo nell’accompagnare i fedeli in questo momento così decisivo della storia umana.
Con affetto e riconoscenza.
Gianpaolo.
La valutazione degli abbondanti e diffusi frutti tanto belli e positivi non implica dichiarare come autentici i presunti eventi soprannaturali, ma soltanto evidenziare che ‘in mezzo’ a questo fenomeno spirituale di Medjugorje lo Spirito santo agisce fruttuosamente per il bene dei fedeli”. Decisive per la valutazione positiva le nuove norme promulgate dal Papa lo scorso maggio
Matteo Matzuzzi 19 set 2024 – IL FOGLIO
Pubblicata la Nota “La Regina della Pace” che riconosce i frutti positivi dei fenomeni spirituali iniziati nel 1981. Nessuna decisione sul riconoscimento delle apparizioni
Roma. “E’ arrivato il momento di concludere una lunga e complessa storia attorno ai fenomeni spirituali di Medjugorje. Si tratta di una storia in cui si sono susseguite opinioni divergenti di vescovi, teologi, commissioni e analisti”. Inizia così “La Regina della Pace”, la Nota del dicastero per la Dottrina della fede che pone fine a quarant’anni di discussione sul “fenomeno Medjugorje”.
La decisione del Vaticano è positiva, “nihil obstat” alla devozione e all’esperienza spirituale che ha avuto inizio sulle colline bosniache nel 1981. Attenzione, però: se i frutti permettono il via libera, sulla veridicità delle apparizioni la Chiesa non si esprime. Dopotutto non è più necessario: con le recenti norme pubblicate lo scorso maggio, infatti, la valutazione sui frutti spirituali è slegata dalla dichiarazione di soprannaturalità di un dato fenomeno. Infatti, si legge nella Nota pubblicata oggi, “la valutazione degli abbondanti e diffusi frutti tanto belli e positivi non implica dichiarare come autentici i presunti eventi soprannaturali, ma soltanto evidenziare che ‘in mezzo’ a questo fenomeno spirituale di Medjugorje lo Spirito santo agisce fruttuosamente per il bene dei fedeli. Pertanto si invita ad apprezzare e condividere il valore pastorale di questa proposta spirituale”. Per fugare ogni dubbio, il dicastero sottolinea ancora che “la valutazione positiva della maggior parte dei messaggi di Medjugorje come testi edificanti non implica dichiarare che abbiano una diretta origine soprannaturale. Di conseguenza, quando ci si riferisce a ‘messaggi’ della Madonna, si deve intendere sempre ‘presunti messaggi’”.
I vescovi sono invitati a conformarsi alla decisione vaticana, anche coloro che da sempre nutrono più d’un dubbio sulle apparizioni: “Anche se possono sussistere diversi pareri circa l’autenticità di alcuni fatti o su alcuni aspetti di questa esperienza spirituale, le autorità ecclesiastiche dei luoghi dove essa sia presente sono invitate ad apprezzare il valore pastorale e a promuovere pure la diffusione di questa proposta spirituale. Valutando prudenzialmente quanto accade nel proprio territorio, resta comunque ferma la potestà di ogni vescovo diocesano di decidere al riguardo. Pur essendo ampiamente diffusi in tutto il mondo i frutti positivi di questo fenomeno spirituale, ciò non nega che possano esserci dei gruppi o delle persone che, utilizzando inadeguatamente questo fenomeno spirituale, agiscano in un modo sbagliato”. Per i pellegrini, un’avvertenza fondamentale: “Le persone che si recano a Medjugorje siano fortemente orientate ad accettare che i pellegrinaggi non si fanno per incontrarsi con i presunti veggenti, ma per avere un incontro con Maria, Regina della Pace, e, fedeli all’amore che lei prova verso suo Figlio, per incontrare Cristo ed ascoltarlo nella meditazione della Parola, nella partecipazione all’Eucaristia e nell’adorazione eucaristica. Come accade in tanti Santuari diffusi in tutto il mondo, nei quali la Vergine Maria è venerata con i più variegati titoli”.
I frutti di Medjugorje sono tanti: “Per tante persone la vita è cambiata dopo aver accolto la spiritualità medjugoriana nella vita quotidiana (messaggi, preghiera, digiuno, adorazione, Santa Messa, confessione…), e come conseguenza hanno preso una decisione a favore della chiamata sacerdotale o religiosa. Certuni sentono di aver ricevuto a Medjugorje la conferma decisiva di una vocazione maturata già da tempo. Ci sono altresì tanti casi di scoperta della vocazione particolare fuori di Medjugorje, ma nel contesto di gruppi ispirati dalla sua spiritualità e dalla lettura di libri attorno a questa esperienza”.
Non solo, visto che “non mancano tante vere conversioni di persone lontane da Dio e dalla Chiesa, le quali sono passate da una vita segnata dal peccato a cambiamenti esistenziali radicali orientati al Vangelo. Nel contesto di Medjugorje si riportano pure numerosissime guarigioni. Tanti altri hanno scoperto la bellezza di essere cristiani. Per molti, Medjugorje è diventato un luogo scelto da Dio per rinnovare la loro fede: c’è, quindi, chi vive questo luogo come un nuovo punto di partenza per il suo cammino spirituale. In alcuni casi, molti hanno potuto superare le proprie crisi spirituali grazie all’esperienza di Medjugorje. Altri riferiscono il desiderio suscitato nel contesto di Medjugorje di donarsi profondamente al servizio di Dio nell’obbedienza verso la Chiesa o a un maggiore impegno nella vita di fede nella propria parrocchia di origine. In molte nazioni in tutto il mondo, nel frattempo, sono sorti tantissimi gruppi di preghiera e devozione mariana, ispirati dall’esperienza spirituale di Medjugorje. Sono sorte anche opere di carità legate a diverse comunità e associazioni, in particolare quelle che si occupano di orfani, tossicodipendenti, alcolisti, ragazzi con diverse problematiche, disabili. E’ particolarmente notevole la presenza di molti giovani, di coppie giovani e di adulti, che riscoprono a Medjugorje la fede cristiana tramite la Madonna: questa esperienza li indirizza verso Cristo nella Chiesa”. In ogni caso, “al di là di questi frutti concreti, il luogo è percepito come uno spazio di grande pace, di raccoglimento e di pietà sincera e profonda che contagia”.
Quanto ai messaggi, sono indispensabili alcuni chiarimenti: “L’insieme dei messaggi possiede un grande valore ed esprime con parole differenti i costanti insegnamenti del Vangelo. Alcuni pochi messaggi si allontanano da questi contenuti così positivi ed edificanti e sembra persino che arrivino a contraddirli. E’ conveniente stare attenti perché questi pochi elementi confusi non mettano in ombra la bellezza dell’insieme. Per evitare che questo tesoro di Medjugorje sia compromesso – chiarisce la Nota – è necessario chiarire alcune possibili confusioni che possono condurre gruppi minoritari a distorcere la preziosa proposta di quest’esperienza spirituale, soprattutto se si leggono parzialmente i messaggi. Questo ci porta a ricordare ancora un principio decisivo: quando si riconosce un’azione dello Spirito Santo in mezzo a un’esperienza spirituale, ciò non significa che tutto quello che appartenga a quell’esperienza sia esente da ogni imprecisione, imperfezione o possibile confusione. Va ricordato nuovamente che questi fenomeni ‘a volte appaiono connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi’. Questo non esclude la possibilità di ‘qualche errore d’ordine naturale non dovuto a una cattiva intenzione, ma alla percezione soggettiva del fenomeno'”.

Pensiero spirituale sul perdono che guarisce il cuore
Cari amici, una delle componenti fondamentali del messaggio cristiano è il perdono. Tutti gli studiosi delle religioni del mondo sanno che il perdono è presente solo nel Cristianesimo ed è assente come elemento strutturale nelle altre religioni. Non esiste questo aspetto della perfezione divina che è il perdono di Dio verso le creature, specialmente in alcune religioni orientali. È talmente assente che l’anima per purificarsi dai peccati deve fare delle trafile lunghissime di reincarnazione. Il concetto che Dio possa perdonare la Sua creatura e purificarla non esiste, ovviamente in chiave cristiana con il presupposto del pentimento. Questo rompe tutte quelle catene di schiavitù che sono presenti in tantissime religioni e dove la salvezza è quasi senza speranza, è frutto per pochi che riescono a entrare nei vari gradi di purificazione.
La grandezza del Cristianesimo è che il perdono non è un fatto banale ma serio. Veniamo perdonati dei nostri peccati per quanto grandi essi siano – purché ci sia il pentimento – perché per essi ha già pagato Qualcun altro. Cristo ha pagato in Croce, ha vissuto straordinarie, incredibili, ineffabili sofferenze della Passione della Croce. Le ha vissute espiando al nostro posto i nostri peccati e per nostro amore, ottenendo un perdono totale. Chi si pente profondamente e realmente, anche se ha commesso dei gravissimi peccati, ha la possibilità di andare direttamente in Paradiso. Ci devono essere, tuttavia, delle condizioni interiori e soggettive specifiche: il dolore perfetto per aver offeso Dio infinitamente buono e degno di essere amato. Questo elemento del Cristianesimo è una rivelazione divina, è il Mistero della Croce. Gli Apostoli hanno faticato a capire quello che Gesù avrebbe dovuto subire: ovvero essere processato, flagellato, crocifisso, per poi risorgere il Terzo giorno. Non potevano capire il perché di tutto questo. Dopo la Resurrezione e la grazia dello Spirito Santo, gli Apostoli hanno capito per quale motivo Gesù ha sofferto così tanto. Pietro, infatti, nella sua predicazione ha detto che Cristo patì per i nostri peccati.
Questo è il motivo per cui non si può dire che tutte le religioni sono uguali. Uno solo ha espiato i peccati per tutti gli uomini di tutte le religioni: Gesù Cristo. Colui che è il Verbo eternamente generato dal Padre e che si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria. Colui che ha annunciato il Vangelo con coraggio, una sapienza straordinaria e una potenza di miracolo nei tre anni della Sua missione. Colui che ha redento il mondo attraverso il Suo sacrificio d’amore, ottenendo per noi il perdono dei peccati. La Salvezza avviene per grazia dello Spirito Santo che agisce nei cuori di tutti, per il perdono che viene da Cristo e non da altri dèi. La Croce è la fonte di grazia per tutti gli uomini di tutti i tempi, per quelli che hanno una fede esplicita e implicita, per quelli che hanno una rettitudine di coscienza e un cuore aperto alla grazia.
Questo annuncio del perdono ha sollevato un macigno che ci schiacciava, ovvero il peso dei peccati personali e di quelli del mondo. È quel peso che sentiamo quando la coscienza ci rimorde ed esitiamo ad aprirci al perdono di Dio. Diventa una liberazione nel momento in cui ci inginocchiamo, chiediamo perdono, andiamo a confessarci, riceviamo in nome di Cristo l’assoluzione dei peccati. Dopodiché, riusciamo a trovare una gioia inenarrabile, indescrivibile, ineffabile che inonda il cuore. Solo in quel momento si piangono lacrime di gioia e di commozione per il perdono ricevuto. L’essere perdonati da Dio è una delle più belle esperienze che si possano fare nella vita. Il vivere nel male e nel peccato porta a essere degradati, soggiogati e disprezzati dal diavolo. È difficile resistere in una situazione del genere, senza la grazia non possiamo liberarci.
Dio nella sua immensa bontà comincia a entrare nel cuore, risveglia la coscienza e cerca di aprire un varco, fa entrare la luce della speranza, fa guardare le proprie miserie attraverso la Sua misericordia. Così inizia l’itinerario del perdono dei peccati ed è fondamentale acquisirlo in questa vita perché nella misura in cui acquisiamo il perdono da parte di Dio sentiamo il suo abbraccio, la sua amicizia come se fossimo già in Paradiso. Viviamo bene nella gioia e nella pace, desiderosi di perdonare gli altri. Perdonare non è facile, per via della nostra superbia e supponenza di aver ragione. Difficilmente riusciamo a seguire le parole del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Quando si è ottenuto il perdono di Dio siamo ben felici di perdonare gli altri perché le nostre ferite vengono rimarginate. Se ci chiudiamo su noi stessi, ci inchiodiamo alle nostre supposte ragioni e abbiamo un atteggiamento di superbia verso il prossimo, quella situazione esistenziale è di sofferenza. Di conseguenza, la coscienza rimorde e la ferita dentro di sé è ancora aperta. Per rimarginarla – nella misura in cui ci è possibile – incominciamo a perdonare gli altri, pregare per loro ed essere pronti a tendere la mano.
Questo è tutto un dono di Dio ed è una caratteristica dell’identità cristiana. Mediante la Croce Dio ha perdonato i nostri peccati donandoci la pace e che nel medesimo tempo esorta noi a fare lo stesso, così da essere portatori della pace nel mondo.
Il Cristianesimo è veramente unico. Non ci sono tracce paragonabili ad esso in nessuna religione o filosofia. È un Mistero divino, di fede, difficile da capire, ci vuole la grazia, la luce, la forza dello Spirito Santo.
Questo messaggio profondamente cristiano afferma dunque che il perdono guarisce il cuore dalle ferite del male e se una persona si ostina a non perdonare continua a sanguinare.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”