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Il giudizio che la Chiesa ha dato a Medjugorje con il Nulla Osta del 19 settembre 2024 è un giudizio di approvazione parziale. La Chiesa ha messo in luce i frutti straordinari di grazia, di conversione, di benefici spirituali che sono una testimonianza vastissima e inoltre ha dato un giudizio positivo sui Messaggi. La Chiesa non ha dato un giudizio sulla soprannaturalità delle apparizioni perché il nuovo regolamento prevede che venga riservato solamente in casi rarissimi e Medjugorje potrebbe essere uno di quei casi. Sappiamo che, secondo quanto ha detto la Madonna stessa, il riconoscimento di soprannaturalità è rimandato a quando ci sarà il segno sulla montagna (terzo Segreto).
La situazione attuale è quella di un riconoscimento parziale, perché vengono riconosciuti i frutti e viene dato un giudizio positivo sull’insieme dei Messaggi e non viene ancora riconosciuta la soprannaturalità delle apparizioni. Pur non essendoci un riconoscimento ufficiale, c’è da dire che ormai da oltre quarant’anni i Messaggi della Regina della pace vengono pubblicati sul sito parrocchiale. La Chiesa, poiché le apparizioni di Medjugorje sono un fenomeno ancora in atto, aspetta segni inequivocabili come il terzo Segreto per dire che la Madonna c’è veramente a Medjugorje. Aggiungo che la Chiesa nemmeno esclude la soprannaturalità delle apparizioni e i fedeli possono tranquillamente credere rimettendosi, ovviamente, al giudizio definitivo che darà la Chiesa.
In questa situazione ovviamente il giudizio della Chiesa è fondamentale. Non si può fare a meno dell’approvazione dell’Autorità ecclesiastica, senza la quale non c’è l’accreditamento delle apparizioni nella Chiesa. Il futuro è aperto anche per il riconoscimento della soprannaturalità. Apprezziamo, allora il riconoscimento parziale che è stato dato nell’attesa di quello definitivo che avverrà nel momento del segno sulla montagna. Tenendo conto che si tratta di apparizioni ancora in atto, non è cosa da poco il fatto che la Chiesa ne abbia approvato i frutti e abbia dato un giudizio positivo sui Messaggi. L’accreditamento della Chiesa è parziale, ma preziosissimo. Si punterà ad andare avanti in totale affidamento alla Chiesa, senza la quale non si può fare nulla.
Dobbiamo, allora, camminare con la Chiesa e cercare di capire il piano della Madonna proprio per aiutarla a realizzarlo. Fra tutte le apparizioni e rivelazioni mariane nemmeno una è precisa come i Segreti di Medjugorje. Il secondo e il terzo Segreto di Fatima sono delle profezie chiarissime, uno riguarda proprio nello specifico l’evoluzione anticristica della Russia, l’altro è la descrizione minuziosa della salita al Calvario della Chiesa. Tuttavia, questi Segreti non hanno riferimenti temporali precisi. I Segreti di Medjugorje hanno tutti una data precisa che è impressa sul rotolo che la Madonna ha consegnato alla veggente Mirjana e il cui contenuto sarà leggibile anche dal sacerdote incaricato a diffondere – esattamente tre giorni prima che accada – l’evento che accade, l’ora e il minuto esatto, dove e la durata.
La Madonna è precisa. Di fronte a una profezia così esatta che indica l’evento che accade, l’ora e il minuto esatto, dove e la durata, non si potrà certamente dire che quell’evento sia avvenuto per caso. Questa precisione, questa minuziosità, il fatto che quel determinato evento avvenga e soprattutto si manifesti nelle circostanze anticipate tre giorni prima, indica una signoria totale sugli eventi della natura, è la manifestazione dell’Onnipotenza di Dio! La precisione e l’esattezza dell’annuncio testimoniano la presenza di Dio e la sua signoria sul mondo e sulla natura. Di per sé basterebbe che questo accadesse per il primo Segreto, ma sappiamo che l’uomo tende a dimenticare; la Madonna, allora, ha voluto che tutti gli eventi dei Segreti venissero preannunciati con una precisione estrema.
Di fronte a una profezia che si realizzerà per ben dieci volte, chi non crederebbe? Eppure, ci sarà chi lo farà e si perderà. La Madonna vuole che tutti si salvino ma si rimette alla nostra libertà, ciascuno decida per se stesso e si converta. Abbiamo davanti il tempo della manifestazione della signoria divina sul mondo, sarà una lezione anche per quella parte della Chiesa che fatica a riconoscere i segni dei tempi e a volte cerca di rimuovere il soprannaturale. Sarà uno stimolo a credere, a riprendere la fiamma della fede, a infervorarsi. Questi tempi sono da vivere pienamente, nonostante la drammaticità delle situazioni.
Il tempo dei Segreti, proprio per la precisione con cui la Madonna rivelerà gli eventi, sarà una sfida all’incredulità e un’opportunità per convertirsi e per credere.
Data di pubblicazione: 1 Novembre 2024

Padre Livio: Dimmi dove eravate e che ore erano.
Vicka: Eravamo nella piccola casa di Jakov, quando la Madonna è venuta. Era un pomeriggio, verso le 15,20. Sì, erano le 15,20.
Padre Livio: Non aspettavate l’apparizione della Madonna?
Vicka: No. Io e Jakov di ritorno da Citluk siamo andati a casa sua dove c’era sua mamma (Nota: La mamma di Jakov ora è morta). Nella casa di Jakov c’è una camera e una cucina. Sua mamma era andata a prendere qualcosa per prepararci da mangiare, perché un po’ più tardi avremmo dovuto andare in chiesa. Mentre aspettavamo, io e Jakov ci siamo messi a guardare un album di fotografie. Improvvisamente Jakov è andato giù dal divano prima ancora di me e ho capito che la Madonna era già arrivata. Subito ci ha detto: “Tu, Vicka, e tu, Jakov, venite con me a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno”. Io mi sono detta: “Va bene, se così vuole la Madonna”. Jakov invece ha detto alla Madonna: “Tu porta Vicka, perché loro sono in tanti fratelli. Non portare me che sono figlio unico”. Diceva così perché non voleva andare.
Padre Livio: Evidentemente lui pensava che non sareste più tornati! (Nota: la riluttanza di Jakov è stata provvidenziale, perché rende ancora più credibile e reale il racconto).
Vicka: Sì, lui pensava che non saremmo più tornati e che saremmo andati per sempre. Io intanto pensavo quante ore o quanti giorni sarebbero stati necessari e mi chiedevo se saremmo andati in alto o in basso. Ma in un attimo la Madonna ha preso me per la mano destra e Jakov per la mano sinistra e il tetto si è aperto per lasciarci passare.
Padre Livio: Si è aperto tutto?
Vicka: No, non si è aperto tutto, ma solo quella parte che era necessaria per farci passare. In pochi istanti siamo arrivati in Paradiso. Mentre salivamo, vedevamo giù in basso le case piccole, più piccole di quando si vedono dall’aereo.
Padre Livio: Ma tu guardavi giù sulla terra, mentre venivate portati in alto?
Vicka: Mentre venivamo portati in alto, guardavamo giù.
Padre Livio: E che cosa vedevate?
Vicka: Tutto molto piccolo, più piccolo di quando si va in aereo. Intanto pensavo: “Chissà quante ore o quanti giorni ci vogliono!”. Invece in un momento siamo arrivati. Ho visto un grande spazio….
Padre Livio: Senti, ho letto in qualche parte, non so se è vero, che c’è un porta, con una persona piuttosto anziana accanto.
Vicka: Sì, sì. C’è una porta di legno.
Padre Livio: Grande o piccola?
Vicka: Grande. Sì, grande.
Padre Livio: E’ importante. Significa che vi entra tanta gente. La porta era aperta o chiusa?
Vicka: Era chiusa, ma la Madonna l’ha aperta e noi vi siamo entrati.
Padre Livio: Ah, come l’ha aperta? Si è aperta da sola?
Vicka: Da sola. Siamo andati verso la porta che si è aperta da sola.
Padre Livio: Mi pare di capire che la Madonna è davvero la porta del cielo!
Vicka: A destra della porta c’era S. Pietro.
Padre Livio: Come hai fatto a sapere che era S. Pietro?
Vicka: Ho capito subito che era lui. Con una chiave, piuttosto piccolo, con la barba, un po’ tarchiato, con i capelli. E’ rimasto uguale.
Padre Livio: Era in piedi o seduto?
Vicka: In piedi, in piedi, vicino alla porta. Appena entrati, siamo andati avanti, camminando, forse tre, quattro metri. Non abbiamo visitato tutto il Paradiso, ma la Madonna ce lo ha spiegato. Abbiamo visto un grande spazio avvolto da una luce che non esiste qui sulla terra. Abbiamo visto le persone che sono né grasse, né magre, ma tutte uguali e hanno vesti di tre colori: il grigio, il giallo e il rosso. Le persone camminano, cantano, pregano. Ci sono anche dei piccoli Angeli che volano. La Madonna ci ha detto: “Guardate quanto sono felici e contente le persone che si trovano qui in Paradiso” . E’ una gioia che non si può descrivere e che qui sulla terra non esiste.
Padre Livio: La Madonna vi ha fatto capire l’essenza del Paradiso che è la felicità che non finisce mai. “In cielo c‘è la gioia” , ha detto in un suo messaggio. Vi ha fatto poi vedere le persone perfette e senza alcun difetto fisico, per farci comprendere che, quando ci sarà la resurrezione dei morti, avremo un corpo di gloria come quello di Gesù Risorto. Vorrei, però, sapere che tipo di vestito indossavano. Delle tuniche?
Vicka: Sì, delle tuniche.
Padre Livio: Arrivavano fino in fondo ai piedi o erano corte?
Vicka: Erano lunghe e arrivavano fino in fondo.
Padre Livio: Di che colore erano le tuniche?
Vicka: Grigio, giallo e rosso.
Padre Livio: Secondo te, hanno un significato questi colori?
Vicka: La Madonna non ce lo ha spiegato. Quando Lei vuole, la Madonna spiega, ma in quel momento non ci ha spiegato perché hanno le tuniche di tre diversi colori.
Padre Livio: Come sono gli Angeli?
Vicka: Gli angeli sono come dei piccoli bambini.
Padre Livio: Hanno il corpo completo o solo la testa come nell’arte barocca?
Vicka: Hanno tutto il corpo.
Padre Livio: Indossano anche loro delle tuniche?
Vicka: Sì, ma sono corte.
Padre Livio: Si vedono le gambine allora?
Vicka: Sì, perché loro non hanno le tuniche lunghe.
Padre Livio: Hanno delle piccole ali?
Vicka: Sì, hanno le ali e volano al di sopra delle persone che sono in Paradiso.
Padre Livio: Una volta la Madonna ha parlato dell’aborto. Ha detto che si tratta di un grave peccato e ne dovranno rispondere coloro che lo procurano. I bambini invece non hanno colpa di ciò e sono come dei piccoli Angeli in cielo. Secondo te, gli Angioletti del Paradiso sono quei bambini abortiti?
Vicka: La Madonna non ha detto che i piccoli Angeli in Cielo sono i bambini dell’aborto. Ha detto che l’aborto è un grande peccato e che ne rispondono quelle persone che lo hanno fatto, e non i bambini.
Il viaggio di Jacov
PADRE LIVIO: Quello che abbiamo sentito da Vicka, vorremmo ascoltarlo ora anche dalla tua viva voce. Credo che le due testimonianze insieme diventeranno non solo più credibili, ma anche più complete.
Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.
Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora?
JAKOV: Avevo undici anni.
PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?
JAKOV: Era il 1982.
PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?
JAKOV: Non posso dirlo.
PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.
JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.
PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?
JAKOV: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.
JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.
PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.
JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?
JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…
PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?
JAKOV: Saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo Poi subito ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente ho risposto di no.
PADRE LIVIO: “Vi porto con me” … Dove?
JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio.
PADRE LIVIO: Vi ha detto: “Adesso vi porto con me a farvi vedere il Paradiso, l’inferno e il Purgatorio”, e tu ti sei spaventato?
JAKOV: Le ho detto: “No, io non vado”. Ho pensato, infatti, che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso che dice: “Ti porto a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…
PADRE LIVIO: Un’esperienza troppo grande?
JAKOV: Si e le ho detto: “No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno …
PADRE LIVIO: Tu pensavi che…
JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: “Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”
PADRE LIVIO: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.
“Ti porto a vedere il Paradiso…”
JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio…
PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.
JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.
PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?
JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo… Abbiamo visto subito il cielo…
PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?
JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.
PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?
JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.
PADRE LIVIO: In un istante?
JAKOV: In un istante.
PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?
JAKOV: No.
PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?
JAKOV: No.
PADRE LIVIO: Non hai visto niente mentre salivate in alto?
JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso…
PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?
JAKOV: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice…
PADRE LIVIO: San Pietro.
JAKOV: Si, San Pietro.
PADRE LIVIO: Tu, l’hai visto?
JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa…
PADRE LIVIO: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa .terra.
JAKOV: Lei era più coraggiosa.
PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?
JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.
PADRE LIVIO: Ma chi l’ha aperta?
JAKOV: Non so. Da sola…
PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?
JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio…
PADRE LIVIO: Senti, camminavate su qualcosa di solido?
JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.
PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.
JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.
PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?
JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano.
PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.
JAKOV: Entriamo in questo spazio…
PADRE LIVIO: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?
JAKOV: Oh!
PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!
JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi…
PADRE LIVIO: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.
JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il Paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.
PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.
JAKOV: Eh, infatti.
PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.
JAKOV: E quando dici a un bambino: “Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.
PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): “C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa”.
JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.
PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un’ emozione grandissima?
JAKOV: Sicuramente.
La gioia del Paradiso
PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?
JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.
PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?
JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere dentro… Gente, tanta gente.
PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?
JAKOV: Si, c’è tanta gente.
PADRE LIVIO: Per fortuna sì.
JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.
PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?
JAKOV: Si La gente cantava.
PADRE LIVIO: Cosa cantava?
JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.
PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.
JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.
PADRE LIVIO: Voci bellissime?
JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.
PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?
JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia e la pace che si possono sentire nel Paradiso.
PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?
JAKOV: Anch’io nel mio cuore.
PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di Paradiso.
JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il Paradiso, non mi piace molto parlarne.
PADRE LIVIO: Non è esprimibile.
JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.
PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..
JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore.
PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.
JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che ha sentito il mio cuore.
PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro dite.
JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.
PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?
JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile.
PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.
JAKOV: Ero un bambino, sì.
PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?
JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso, ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: “Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sperimentano in Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti
JAKOV: in Paradiso avete forse visto Dio?
JAKOV: No, no, no.
PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?
JAKOV: Sicuramente. E dopo questo…
PADRE LIVIO: C’erano anche gli angeli?
JAKOV: Io non li ho visti.
PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace, l’immensa gioia e il desiderio di restare li che si provano.
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?
JAKOV: Nient’altro del Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di Paradiso nel cuore?
JAKOV: Sì, ma è diverso.
PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?
JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso non senti quel tipo di gioia, ma un’altra.
PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?
JAKOV: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.
PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?
JAKOV: Una gioia di madre.
PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com’è la gioia: e maggiore, minore o uguale?
JAKOV: Per me è una gioia più grande.
PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?
JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse.
PADRE LIVIO: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.
PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque siete usciti dal Paradiso… Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?
JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati…
PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo te è un luogo?
JAKOV: Sì, è un luogo.
PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.
JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. È un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.
A Valencia, dove sono state fatte migliori opere pubbliche, la popolazione si è salvata dall’acqua. L’adattamento è l’unico intervento umano possibile per salvarsi da eventi estremi (che ci sono sempre stati
Luigi Mariani – La Nuova Bussola – 1 Novembre 1940
L’alluvione di Valencia del 29 ottobre 2024 ha colpito quest’area della Spagna provocando moltissimi morti (si parla di 158 ma la cifra è ancora provvisoria). Dopo la più sentita partecipazione al lutto che ha colpito una comunità cui ci legano millenni di storia e cultura, è bene fare alcune riflessioni sull’accaduto.
Anzitutto Valencia è costruita in pianura nei pressi del mare e si trova in una conca circondata da rilievi che sono più elevati a nordovest (monte Javalambre nella sierra omonima, 2020 m di altezza) e dunque nell’area in cui si è registrato il massimo pluviometrico nell’evento del 29 ottobre (324 millimetri). Una tale conformazione del territorio è favorevole alla genesi di precipitazioni intense che si legano anche al fatto che di fronte a Valencia vi sono le isole Baleari, note ai meteorologi come una delle principali zone ciclogenetiche del Mediterraneo, seconde solo al golfo di Genova. Per zona ciclogenetica intendiamo un’area del bacino del Mediterraneo in cui per una serie di effetti concomitanti (ingresso di aria fredda dall’esterno del bacino, presenza e forma dell’orografia, effetti legati alle temperature marine) è frequente assistere allo sviluppo di minimi depressionari isolati spesso forieri di precipitazioni intense e persistenti. In questo caso si parla di “minimi delle Baleari” che non di rado nel loro moto verso est giungono ad influenzare anche l’areale italiano.
Quando l’aria umida marina, spinta dai minimi depressionari delle Baleari irrompe nella conca di Valencia è costretta a salire dall’imponente rilievo e produce precipitazioni di elevata intensità. In virtù di ciò la città di Valencia non è nuova ad eventi alluvionali estremi, l’ultimo dei quali fu quello del 1957 che produsse molti morti (oltre 80 secondo alcune fonti, circa 300 secondo altre) per effetto dello straripamento dei fiume Turia. Proprio per evitare tali alluvioni, negli anni ‘60 il Turia fu deviato verso sud per farlo scorrere al di fuori della città e per questo motivo la maggior parte dei morti dovuti all’alluvione del 29 ottobre scorso non si sono avuti a Valencia mai nei comuni limitrofi, ove sono forse straripati corsi d’acqua secondari sulla cui gestone occorrerà indagare per capire meglio le origini del disastro. Peraltro la vicenda del fiume Turia è emblematica del fatto che il rischio alluvionale si può mitigare tramite adeguate opere di ingegneria.
Esiste una diffusa corrente di pensiero secondo cui il fatto che il Mediterraneo sia sempre più caldo (fatto di per sé indiscutibile) esporrebbe ad un rischio sempre più elevato di piogge estreme. Al riguardo esiste un ulteriore particolare, di norma sottaciuto: l’aria fredda che dall’Artide o dall’area siberiana irrompe nel bacino del Mediterraneo producendo perturbazioni come i minimi delle Baleari è oggi meno fredda che in passato e ciò in quanto il riscaldamento globale si manifesta con maggiore intensità alle alte latitudini. La conseguenza di ciò è che il contrasto termico rispetto all’aria calda mediterranea è oggi meno violento che in passato.
Altro elemento su cui riflettere è dato dagli eventi alluvionali di inudita violenza verificatisi quando il Mediterraneo era più freddo: si pensi all’alluvione di Genova del 1970 (nel bacino del Polcevera piovvero oltre 900 millimetri in un solo giorno, la pioggia di 1 anno) o all’alluvione di Nicolosi in Sicilia (15-18 ottobre 1951 – 1366 mm in 4 giorni, la pioggia di 3 anni) o a quella di Sicca d’Erba in Sardegna (14-18 ottobre 1951 – 1536 mm in 5 giorni, anche qui la pioggia di 3 anni) o a quella della Calabria (16-18 ottobre 1951, oltre 1500 mm in tre giorni). E qui si noti che le tre alluvioni del 1951 furono tutte frutto di un grande minimo depressionario di potenza inaudita sviluppatosi sul basso Tirreno nella seconda decade di ottobre del 1951, annus horribilis perché a inizio novembre dello stesso anno si verificherà la grande alluvione del Polesine.
In sintesi il mare caldo può certo essere un fattore predisponente per fenomeni alluvionali, ma non può essere in alcun modo considerato come l’unico fattore in gioco e al riguardo ricordo che a rendere l’Italia e il Mediterraneo strutturalmente esposti a eventi precipitativi estremi concorrono almeno quatto ulteriori fattori:
1. la presenta di un’orografica imponente (Alpi ed Appennini nel caso dell’Italia, Pirenei e le tante sierre in Spagna) che favorisce l’intensificazione orografica delle precipitazioni
2. la vicinanza di regioni sorgenti di masse d’aria fredda (Atlantico settentrionale, areale siberiano, Artide)
3. la vicinanza all’areale atlantico, fucina di grandi depressioni a forma di V (cassature) che non loro moto da ovest verso est investono periodicamente il bacino mediterraneo generando minimi depressionari secondari (in gergo minimi di cut off)
4. il trovarsi nella zona delle medie latitudini dell’emisfero Nord in assoluto più favorevole alla genesi di sistemi di blocco, e cioè di strutture meteorologiche di grandi dimensioni e che persistono a lungo su uno stesso territorio rendendosi responsabili di alluvioni, siccità, grandi ondate di freddo e di caldo.
Insomma, l’Italia e più in generale il Mediterraneo hanno un clima stupendo, ma che in alcune situazioni può divenire molto, molto pericoloso. Il messaggio è dunque che bisogna imparare a convivere con il nostro clima, adeguando i nostri insediamenti e le nostre attività alle sue caratteristiche. Al riguardo, in questi decenni si sono fatte molte cose positive e ad attestarlo sono i dati della banca dati POLARIS del CNR Irpi, dai quali risulta che dal 1951 ai giorni nostri il numero di alluvioni con morti nel nostro Paese è calato significativamente. Ciò non toglie che in futuro si possa e si debba fare ancora meglio e al riguardo un esempio molto positivo ci viene dalle statistiche mondiali della mortalità annua per catastrofi meteo-climatiche e idrologiche tratte dal dataset EMDAT, gestito dal centro CRED dell’Università Cattolica di Lovanio: tale mortalità è passata infatti dagli 485 mila morti annui come media del decennio 1920-29 ai soli 18 mila morti annui come media del 2010-2022. In sintesi dunque i morti sono oggi 27 volte meno rispetto a quelli di cent’anni fa e ciò nonostante la popolazione mondiale sia quadruplicata, passando da 2 a 8 miliardi di abitanti.
Insomma: mai lasciarsi travolgere dall’idea di crisi climatica che la politica e i media instillano in tutti noi ad ogni più sospinto e condurre invece con perseveranza serie politiche di adattamento al clima che cambia, anche sulla scorta dei tantissimi esempi storici di cui è ricco il nostro passato, dalle dighe realizzate nel medioevo in Olanda per difendere dal mare le terre coltivate ai terrazzamenti costruiti su Alpi e Appennini durante la Piccola era glaciale per proteggere le colture dal freddo e dall’eccessiva piovosità.
Ermes Dovico – La Nuova Bussola – 1 Novembre 2024
Questa solennità origina dai primissimi secoli del cristianesimo e dall’usanza dei fedeli di commemorare la morte dei martiri nei luoghi del martirio. Fu Gregorio IV, nell’835, a fissare definitivamente all’1 novembre la celebrazione.01_11_2024

La Chiesa celebra oggi la solennità di Tutti i Santi, compresi quelli non canonizzati e di cui non conosciamo il nome, «uniti in Cristo nella gloria», come ricorda il Martirologio Romano. In questo giorno, «in un unico giubilo di festa la Chiesa ancora pellegrina sulla terra venera la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria davanti alla maestà divina nei secoli eterni». Questa moltitudine di santi che veneriamo, in onore della testimonianza che hanno dato nei secoli a Cristo Crocifisso e Risorto, sono un anticipo della gloria della Gerusalemme celeste e salda speranza per quanti moriranno in grazia di Dio.
Citando la Lumen Gentium, il Catechismo si sofferma sulla comunione con i santi che «ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla fonte e dal capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso popolo di Dio» (CCC 957). Dalla comunione tra la Chiesa trionfante in cielo e la Chiesa militante, pellegrina sulla terra, deriva la certezza che i santi continuano a prendersi cura di noi dal Paradiso, in modo perfino più efficace di quanto non facessero già in Terra. Nell’economia della salvezza è perciò importante pregarli: «La loro intercessione – insegna sempre il Catechismo – è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli di intercedere per noi e per il mondo intero» (CCC 2683).
Questa festa di precetto reca quindi con sé un insegnamento luminoso, che andrebbe trasmesso alle generazioni in tutta la sua potenza salvifica, specialmente in quest’epoca in cui si minimizza il significato anticristiano assunto – almeno negli ultimi tempi – da Halloween.
La festa di Ognissanti origina dai primissimi secoli del cristianesimo e dall’usanza dei fedeli di commemorare la morte dei martiri nei luoghi del martirio. Già da almeno il IV secolo, come si apprende da uno scritto di san Basilio (c. 329-379), si era stabilito l’uso tra diocesi vicine di scambiarsi le reliquie dei martiri e di mettere in comune le feste. Con le persecuzioni di Diocleziano (244-313), inoltre, il loro numero era aumentato a tal punto che non bastavano più i giorni dell’anno per commemorarli in date separate; così in Oriente nacque l’idea di una memoria liturgica generale, che veniva celebrata la prima domenica dopo la Pentecoste o il 13 maggio (le attestazioni più antiche riguardano Edessa e Antiochia). Le due date si diffusero anche nell’Occidente (il 13 maggio 609, in particolare, il Pantheon fu trasformato in basilica cristiana e dedicato alla Madonna con il nome di Sancta Maria ad Martyres), fino a quando nell’835 Gregorio IV fece spostare definitivamente la celebrazione all’1 novembre.
Il coinvolgimento della Corea del Nord, di concerto con la Russia, rischia di riannodare i fili della ‘terza guerra mondiale a pezzi’. Il direttore del CeSI Di Liddo: “È uno dei momenti più bassi per la storia delle Nazioni Unite, sistema internazionale che ha bisogno di essere riformato, ma il cui contributo è ancora importante”
Stefano Leszczynski – Città del Vaticano – 1 Novembre 2024
Cresce la preoccupazione nelle cancellerie internazionali per la presenza – ormai data per certa anche dal Pentagono – di militari nord-coreani in Russia, pronti per essere impiegati nelle zone di combattimento contro l’Ucraina. L’allarme lanciato dall’intelligence di Seul riguarda il dispiegamento di un contingente di almeno 10 mila uomini arrivati via treno in territorio russo. Un eventuale utilizzo in combattimento dei militari di Pyongyang segnerebbe il punto di un’ulteriore escalation della guerra russo-ucraina dalle conseguenze imprevedibili a livello geopolitico globale.
Di Liddo: il pericolo lo ha denunciato dal Papa
Parlando con i media vaticani, il direttore del Centro Studi Internazionali (CeSI) Marco Di Liddo, analizza i differenti livelli di un eventuale coinvolgimento del contingente nord-coreano nel conflitto: “Una prima ipotesi riguarda la possibilità che i militari nordcoreani vengano arruolati nelle forze armate russe dopo essere stati dotati di falsi passaporti, facendoli passare per dei cittadini delle regioni orientali della Russia. In questo modo la Corea del Nord potrebbe cercare di evitare un’attribuzione diretta di responsabilità nei confronti dell’Ucraina per eventuali vittime o danni alle infrastrutture”. Ben diverso sarebbe, invece, il coinvolgimento di queste unità militari sotto le proprie insegne, eventualità che – secondo di Liddo – autorizzerebbe l’Ucraina a dichiarare la Nord Corea Paese ostile. “Un ulteriore tassello all’internazionalizzazione della guerra in Ucraina – prosegue l’analista del CeSI – potrebbe derivare dal fatto che di fronte al coinvolgimento di un paese terzo nulla vieterebbe a paesi europei o a paesi extraeuropei di inviare dei propri contingenti a supporto delle forze ucraine”. Il pericolo di un effetto domino sui molti contesti di crisi aperti a livello internazionale è, dunque, concreto e rischia di riannodare tutti i fili di quella “guerra mondiale a pezzi” tante volte denunciata da Papa Francesco e contro la quale il diritto internazionale appare impotente.

1 Novembre 2024
Cari amici,
la solennità di tutti i santi illumina tutto il mese di Novembre e ci inviata ad alzare gli occhi verso il Cielo che è la metta a cui dobbiamo tendere, per essere per sempre nella gioia di Dio con i cittadini della Gerusalemme celeste.
Infatti il fine per cui Dio ha creato l’uomo è il Paradiso, dove la moltitudine degli angeli e delle anime salvate glorifica il Padre celeste, per mezzo di Gesù Cristo, nella comunione d’amore dello Spirito Santo.
La gioia divina del Cielo deve essere il primo e più importante traguardo della nostra vita, a cui subordinare tutto il resto e non dobbiamo temere di raggiungerlo attraverso il combattimento spirituale necessario.
“Tanto è quel bene ch’io aspetto, che ogni pena m’è diletto”, affermava S. Francesco, spronando se stesso e i suoi compagni lungo la via dolorosa del Calvario che porta alla gloria.
I santi in questo cammino ci sono di esempio con la loro vita di amore a Dio e di dedizione al prossimo, una vita non necessariamente fatta di opere eclatanti, ma il più delle volte umile, semplice e laboriosa, come fu quella della Vergine Maria, Regina degli angeli e dei santi.
Mentre oggi gioiamo con i santi del Cielo, fra i quali non mancheranno tante persone che abbiamo conosciuto e amato nella nostra vita, la Chiesa ci invita a guardare alle anime che si purificano in Purgatorio e che hanno bisogno delle nostre preghiere per affrettare a loro entrata in paradiso.
Pregare per loro, offrendo preghiere e sacrifici, è un gesto di grande carità, del quale ci saranno grate pregando a loro volta per voi e intercedendo presso Dio per i nostri bisogni.
Oggi allarghiamo il nostra orizzonte per contemplare la meraviglia della Chiesa di Cristo, alla quale abbiamo la grazia e la gioia di appartenere , che in parte è pellegrina qui sulla terra, in parte si sta purificando in purgatorio e, nella sua moltitudine sconfinata, riempie le vastità celesti.
Sentiamo il santo orgoglio di appartenere a questa Chiesa, sposa dell’Agnello, e indichiamola come Arca della salvezza per tutti i popoli, in particolare in questo momento in cui le potenze del male tentano di sovvertire il mondo.
Gridiamo anche noi a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello… Lode, gloria, sapienza, azione di grazia, onore, potenza forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”.
Vostro Padre Livio
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.
