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Venerdì 29 Novembre 2024
H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
PENSIERO MARIATONA NATALIZIA
Cari amici Radio Maria è una Radio di volontariato, nel senso profondo di un atto di amore in riposta alla chiamata della Regina della pace. Questo fa sì che diverse attività della Radio, nei settori più svariati, siano a titolo gratuito e questo riguarda in modo particolare le trasmissioni, che in qualsiasi Radio Maria del mondo sono un servizio di evangelizzazione. Anche il sostegno economico degli ascoltatori va visto in questa luce di un dono fatto alla Madonna per realizzare il suo piano di pace per il mondo e di salvezza delle anime.
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LA GUERRA GLOBALE E’ GIA’ INCOMINCIATA
Satana scardina i cuori con l’odio, la superbia, l’invidia
E’ in primo luogo la guerra di tutti contro tutti
Guerra nelle famiglie, nei gruppi sociali, nelle nazioni
Anche nella Chiesa satana diffonde la discordia
Resistere con la preghiera, l’umiltà, il perdono e l’amore
BLOG
Deborah Vannini la neomamma morta a 38 anni per far nascere sana la bambina
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Como, parla il compagno della donna che ha scoperto la malattia in gravidanza e ha rinunciato alle cure: «Era speciale, altruista, buona. Mi ha detto: voglio che venga al mondo. I giudizi sui social mi hanno ferito»
LA STAMPA – Francesca del vecchio – 28 Novembre 2024
COMO. «Le decisioni delle persone sono scommesse, il giudizio degli altri conta poco. Quello che mi ha ferito è stata la facilità con cui la gente, sui social, ha criticato la scelta di Deborah senza conoscerne le motivazioni. Senza sapere che persona speciale fosse. Quanto abbia lottato per costruire la nostra famiglia che ora è monca senza di lei».
Massimo Chinaglia, 40 anni, trattiene a fatica le lacrime dall’altra parte del telefono. Appena 24 ore prima di questa intervista, a Como, ha detto addio alla sua compagna, Deborah Vanini di appena 38 anni, che per portare al termine la gravidanza e far nascere la piccola Megan ha scelto di non curare il cancro avanzato che l’aveva colpita ai polmoni.
Chi era Deborah?
«Una persona speciale, altruista, buona. È riduttivo dire che fosse la mia metà: era il mio tutto, il mio punto di riferimento. Voglio parlare di lei perché credo che la sua storia possa essere d’ispirazione e d’insegnamento per le persone che credono che il tempo a nostra disposizione sia infinito. Ci sono casi come quello della mia Debby in cui il “domani” non c’è, casi in cui la sabbia nella tua clessidra è quasi finita e allora anche un sacrificio per un bene superiore vale la pena farlo».
Perché non ha voluto interrompere la gravidanza?
«Quando ci siamo conosciuti, 10 anni fa, sapevamo che volevamo una famiglia con dei figli. Ci abbiamo provato per due anni ma non ci riuscivamo. Poi, a febbraio scorso, il test di gravidanza che ci ha confermato che Deborah era incinta. Solo che di lì a qualche giorno siamo corsi in ospedale perché aveva dei forti dolori a una gamba. Abbiamo firmato una liberatoria per autorizzare la tac nonostante la gravidanza e così abbiamo scoperto un tumore ai polmoni al quarto stadio, le metastasi ad altri organi che erano irrimediabilmente compromessi».
Cosa è successo dopo?
«Mi ricordo quella sera, dopo l’ospedale: Debby l’ha passata con la testa appoggiata sul tavolo della cucina, in lacrime. Era terrorizzata da quello che l’aspettava. Spaventata per le scelte che doveva compiere: non sapeva cosa ne sarebbe stato della sua vita. Poi, quella frase – “Mi curerò dopo il parto” – che mi ha fatto capire che aveva già scelto. Abbiamo sperato nel miracolo, pregato. Abbiamo confidato nei farmaci che le davano per tenere a bada l’avanzamento della malattia, ma quel cancro era troppo cattivo».
Cos’ha pensato della decisione della sua compagna?
«Già, compagna… non abbiamo fatto neanche in tempo a sposarci. Le sono stato accanto perché sapevo che non potevo farle cambiare idea. Mi sono sforzato nei mesi in cui ho dormito con lei in ospedale – anche sul pavimento, se occorreva – di comprendere la sua decisione. So che il suo è stato un gesto di altruismo e di amore verso di me e verso nostra figlia. In fondo, lei sapeva che stava per morire».
Pensa mai a come sarebbe stata la vostra vita se si fosse curata?
«Tutti sanno cos’è un tumore al quarto stadio. I medici furono chiari: era inoperabile. Se avesse iniziato le cure subito, appena scoperto, avrebbe potuto vivere qualche anno in più – 4 o 5 al massimo -, invece di consumarsi in sei mesi. Ma sapeva che in quel tempo che le restava, con la chemio e il resto, una gravidanza non sarebbe mai arrivata. Per questo mi diceva sempre: “Nostra figlia avrà tutta la vita davanti, voglio che venga al mondo. Io, potrei vivere solo pochi anni ancora. Che senso avrebbe rinunciare a lei”. E così ha voluto, fino alla fine».
È stato un parto difficile?
«Non ho mai visto una sala operatoria così piena di persone: saranno state 40. Nonostante l’indecisione se farla partorire in ginecologia o in oncologia, nonostante una tromboembolia e un parto prematuro, è riuscita a godersi la piccola per due mesi, fino a 20 giorni fa. Poi un versamento pleurico e una nuova corsa in ospedale. Da lì le cose sono peggiorate ogni giorno».
Cos’ha pensato in quei momenti?
«Avevamo una bambina di un mese e mezzo a casa, la paura che Deborah potesse non farcela era grande. I medici – lo staff del Niguarda è stato fantastico – hanno cercato di prepararmi. Ma si è mai veramente pronti per una cosa del genere? Alla fine, venerdì notte mi è morta tra le braccia».
Lei adesso come sta?
«Oggi (ieri per chi legge, ndr) è il giorno più duro per me, dopo averla seppellita mi sento mutilato, perso. Ho la gioia di nostra figlia, un “pezzo” di Deborah da cullare mentre sono al telefono. Eppure vedo tutto buio intorno. Volevo diventare padre ma con Deborah al mio fianco. So di avere l’enorme responsabilità di crescere nostra figlia. Ma Debby prima di andarsene mi ha dato tutte le istruzioni, ha anche comprato vestitini, culla, lettino e giochi per i prossimi 7 anni. Aveva capito che le restava poco tempo».
Della vostra storia si è parlato molto. Non sempre in termini positivi. Cosa l’ha offesa di più?
«Più che di offesa, parlerei di mancanza di rispetto per le scelte di una persona che non si conosce. Io non voglio che qualcuno giudichi il fatto che mia figlia crescerà senza madre. Credono che non ci abbia pensato? Chi ha criticato la decisione di Deborah di non curarsi non sapeva nulla della sua malattia, dei suoi sentimenti. Del fatto che si sentisse appagata dalla vita e che per altruismo volesse lasciare a me qualcosa di lei. Una società così incattivita che l’ha giudicata senza sapere dovrebbe prendere esempio dalla sua storia».
Cosa farà adesso?
«Cercherò la forza, da qualche parte. Nella famiglia, di certo, che è l’unico sostegno che si ha nei momenti difficili. Crescerò mia figlia facendo tesoro di quello che Debby mi ha insegnato e quando sarà grande le racconterò del grande gesto d’amore che sua madre ha compiuto perché venisse al mondo».

Vicka nell’antica sede di Radio Maria in via Turati, 7 in attesa di pregare l’Angelus

Pensiero Spirituale sulla vita umana senza Dio, un vagare inutile
Cari amici, la vita senza Dio è un vagare inutile. Rispetto a quando la fede era più fervente la vita oggi ha un’impostazione molto diversa, nel quotidiano non c’è spazio per Dio. In passato, invece, era ben presente il riferimento a Dio, eravamo consapevoli che venivamo da Dio Creatore che ci ha tratto dal nulla e ci ha dato un’anima spirituale immortale; l’educazione dei nostri genitori era impostata su una visione della vita alla luce della fede. La vita era intesa come un cammino verso l’eternità, con un inizio e una fine e con un traguardo ben preciso: il Cielo. Con la luce della ragione e con la grazia dello Spirito Santo possiamo dire che in tutte le religioni c’è l’apertura all’Aldilà, alla vita oltre la morte.
È tipico del nostro tempo, invece, imporre una visione pseudoscientifica della vita secondo la quale veniamo dalla materia e, morendo, torniamo a essa. Oggigiorno l’uomo è ridotto a un animale che nasce, cresce e muore. L’umanità non ha più lo sguardo rivolto verso il Cielo, si è chinata verso il basso, ha perso la visione soprannaturale della vita. Negli ultimi decenni si è sempre più diffusa una visione intramondana, regressiva perché riduce l’uomo – che è invece l’espressione più alta del Creato – è stato declassato a prodotto materiale, ad animale un po’ più sviluppato ma comunque limitato. La vita umana, oggi, è tutta orientata al soddisfacimento dei desideri materiali.
Il cuore umano è assetato di assoluto, l’essere umano è la creatura più nobile perché è in grado di arrivare a Dio con la sua intelligenza. L’uomo anela a Dio e i beni spirituali sono il più grande desiderio da realizzare. Chi è nel cammino di fede sa che ci sono dei beni spirituali che valgono più di tutto l’oro del mondo, come ad esempio la pace del cuore e la gioia interiore. Le virtù spirituali rendono bella una persona anche esteriormente perché riflette quel buono interiore anche nello sguardo, nel sorriso, nei modi di porsi agli altri. Ci sono dei beni spirituali che chi crede in Dio ha sperimentato e sa quanto elevano l’uomo.
Rinchiusa la vita nell’ambito dell’animalità, siamo prigionieri dell’effimero e della ricerca spasmodica al benessere materiale che non soddisfa mai veramente, anzi degrada moralmente. Impostando la vita alla ricerca della soddisfazione materiale si arriva alla fine con in mano un pugno di mosche. La vera gioia sta nei beni spirituali, è lì che dobbiamo arricchirci!
Non c’è da meravigliarsi che laddove c’è la degradazione della vita umana, tipica del materialismo e dell’ateismo, si moltiplicano le infelicità e le insoddisfazioni croniche che talvolta sfociano in depressioni anche gravi. La rabbia interiore, causata dall’infelicità, è sotto i nostri occhi ogni giorno; tutti i fatti di cronaca terribili sono la deriva della ricerca inutile del benessere materiale.
È bene allora, fermarsi e fare un paragone tra la vita di un credente e quella di un non credente. Il primo ha lo sguardo rivolto verso il Cielo, anela a Dio, cammina ogni giorno sperimentando la gioia anche nella sofferenza, offrendo le difficoltà al Signore e affidandosi quotidianamente a Lui. Chi vive in questo modo è una persona affidabile anche da punto di vista sociale, è certamente una persona responsabile, potremmo dire è una persona “di cuore” a cui molti si rivolgono anche per dei consigli, per una parola buona e confortante. Chi crede irradia i dono di Dio anche agli altri, porta gioia, porta speranza, porta luce nelle vite di chi gli sta intorno.
Il non credente si lamenta, ha paura del futuro, è totalmente immerso nella ricerca materiale di qualcosa che lo soddisfi, rincorre una felicità terrena che non può trovare nelle cose effimere di questo mondo. Lo stato di insoddisfazione e di infelicità esistenziale che ormai ha permeato quasi l’intera umanità sta a identificare il fallimento della falsa religione che ha sostituito il Cristianesimo. L’uomo ritorni al suo posto di creatura creata da Dio! Ritorniamo alla fede cristiana! Ritorniamo alla Verità e alla Luce! Solamente vivendo nella luce di Dio possiamo ricostruire noi stessi e sperimentare la vera gioia interiore.
Con Dio la vita è un pellegrinaggio di luce dalla Terra al Cielo. Senza Dio la vita umana è un vagare inutile.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

GIOVEDI 28 Novembre 2024
H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
PENSIERO MARIATONA NATALIZIA
Cari amici, Radio Maria è una radio di preghiera che si distende lungo il corso della giornata, chiamando le persone ad elevare il cuore a Dio. Si incomincia al mattino con le Preghiere del buon cristiano, poi si continua con il Rosario, le Lodi e la Santa Messa dalle parrocchie o altri centri religiosi. A Mezzogiorno l’Angelus e l’ora Media e alle tre del pomeriggio la Coroncina della divina Misericordia. Nel tardo pomeriggio, sempre in diretta, il Rosario, i Vespri e la S. Messa. In serata le Preghiere della sera e il Rosario. Nella tarda serata Compieta e infine la chiusura della giornata col S. Rosario di mezzanotte. Grazie a Radio Maria e ai suoi ascoltatori innumerevoli persone in Italia e nel mondo pregano e, pregando, conservano la fede.
SENZA DIO LA VITA UMANA E’ UN VAGARE INUTILE
Chi crede ha una visione chiara e motivata della vita
Chi non crede rischia di rincorrere illusioni ingannevoli
Vagando qua e là senza una meta da raggiungere
Questa è la situazione della nostra generazione
LA GUERRA IN UCRAINA E LE CONDIZIONI DI TRUMP
Un accordo per fermare la guerra che non penalizzi Kiev conviene anche all’America. Non è affatto detto che Donald Trump abbandoni l’Ucraina al suo destino. Non è detto che sia nell’interesse dell’America. Chi in Europa ne temeva di più l’avvento, ora sembra fare maggior credito al nuovo presidente.
Antonio Polito – Corriere della sera – 26 Novembre 2024
COME SI ARRIVO’ ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE
Oggi la situazione internazionale, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, è satura, più di allora, di arroganza e di malizia, di viltà e di cecità politica. La storia non si ripete mai esattamente, ma è sempre maestra e guida degli eventi
Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana – 27 Novembre 2024
BLOG
Pellegrinaggio alla cappella della Medaglia Miracolosa
Quando tutto sembrerà perduto io interverrò
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