"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 166 di 236

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)

29. L’affidamento a Maria nel cammino di conversione

E’ giunto il momento di svelarti un segreto della vita cristiana, che ti ricolmerà di una gioia immensa. La presenza di una Madre  lungo l’intero cammino della vita. La figura di Maria è fondamentale nel cristianesimo, perché è la Madre del Signore e la prima credente. E’ per la sua fede che il Verbo si è fatto carne e ha compiuto l’opera della redenzione. Forse tu l’ha conosciuta solo come una figura di valore, una donna eccezionale, degna madre di un cosi grande figlio.

Ora però devi conoscerla più da vicino e farla entrare nella tua vita, perché ha un compito così importante che neppure immagini. Infatti, la Madre di Gesù ha ricevuto la missione di essere anche tua madre. Come hai una madre sul piano biologico, così Dio ha voluto che ne avessi una sul piano spirituale. Lei ti ha preso in consegna fin dal momento del tuo concepimento e puoi essere certo che ti seguirà fino al termine della tua vita, affinché tu giunga felicemente alla meta.  Senza che te ne rendessi conto, ti ha seguito nel tempo dei tuoi sbandamenti, preservandoti da pericoli ancora più gravi, e ha silenziosamente preparato la tua conversione.

Ora è necessario che tu ti avvicini al suo cuore e che ti lasci prendere per mano. Lei ti guiderà con dolce fermezza, aiutandoti a sfuggire a tutte le insidie del serpente. Ti assicuro che, accogliendola nella tua vita e accettando di essere suo figlio, supererai tutti i pericoli e vincerai tutte le battaglie. La tua vita sarà coronata di gloria, quando lei stessa ti accoglierà in cielo.

La vita infatti è una navigazione densa di pericoli e non sono pochi coloro che periscono. Il mistero del male opera nel mondo e l’uomo da solo non può reggere nell’impari lotta. Il Figlio di Dio, dall’alto della croce, nel momento supremo della redenzione, ci ha donato sua Madre, perché ci prendesse per mano e ci accompagnasse lungo la burrascosa traversata dal tempo all’eternità. Gesù ha sperimentato che cosa significhi avere accanto Maria nel cammino della vita. La Madre, che lo ha concepito e generato nell’eroismo della fede, non ha più lasciato il Figlio, ma  gli è stata vicina in ogni suo passo.

Dalla culla alla croce Maria è stata la madre fedele e discreta, forte e premurosa, che ha aiutato il Redentore a compiere la sua missione, accettando  di bere il calice del dolore fino all’ultima goccia. La presenza di Maria è stata il più grande aiuto che Gesù abbia avuto sulla terra. Il Salvatore ha sperimentato personalmente che cosa significhi avere tale madre al suo fianco ed è per questo che ha voluto donarla ad ogni uomo.

“Donna ecco il tuo figlio” ( Gv 19, 26). La prima ad essere interpellata è la Madre. Chiamandola “Donna” Gesù la indica come la nuova Eva, la madre di coloro che non da carne e da sangue, ma da Dio sono generati (Cfr Gv 1,13). Maria è invitata a pronunciare un nuovo sì, dopo quello dell’annunciazione. A colei che ha accettato di divenire Madre di Dio, viene ora chiesto di divenire la madre dell’umanità.

Come potrebbe la madre del Capo non essere anche la madre di tutte le membra del Corpo mistico? Ritta, ai piedi della croce, Maria risponde alla chiamata e diviene la Madre di tutti i redenti. Da quel momento la maternità di Maria abbraccia il mondo intero e ogni singolo uomo. Nessuno non è più orfano, ma oltre alla madre terrena ha una madre celeste, ben più potente e premurosa, che segue ognuno dei suoi figli dal primo all’ultimo istante della  vita.

“ Poi disse al discepolo: Ecco la tua Madre” ( Gv 19, 27). Dopo aver indicato alla madre i figli, indica ai figli la loro nuova madre. Non basta che Maria ci accolga come figli e si prenda cura di noi, ma è necessario che noi accettiamo il dono di Gesù, accettandola nella nostra vita come madre. “Da quel momento il discepolo la prese con sé” ( Gv 19,27). L’apostolo Giovanni diviene l’esempio di come ogni credente deve aprirsi con gratitudine alla presenza di Maria nella sua vita. Non accoglierla significa privarsi di un aiuto del quale ha avuto bisogno anche il Figlio di Dio nel tempo del suo pellegrinaggio terreno.

Accogliere la Madre di Dio significa accogliere il Figlio di Dio. Chi lascia che la Madonna guidi la sua vita, si mette nelle migliori condizioni di seguire Gesù. Al contrario chi non la accetta, respinge anche il Figlio che Lei ha concepito e generato. All’inizio della redenzione Maria ci ha donato Gesù. Al suo compimento dell’opera della salvezza Gesù ci ha donato Maria. Gesù e Maria vengono accolti o respinti insieme.

Considera, caro amico, la grande opportunità che ti viene data di affrontare il tuo viaggio verso il porto dell’eternità con a fianco la soave presenza di Maria. E’ un viaggio pericoloso, durante il quale si può perire. Il naufragio nella perdizione eterna è una possibilità che ti segue come un’ombra fino all’ultimo istante. L’impero delle tenebre non lascia nulla di intentato pur di inghiottirti nell’abisso.

Decidi di accogliere il dono di Gesù e accetta sua Madre come tua. Lei entrerà dolcemente nella tua vita, illuminandola con la sua luce, rallegrandola col suo sorriso, proteggendola con la sua divina fortezza. Se tu la prendi per mano, Lei non ti lascerà mai. Se rallenti, ti aspetta; se cadi, ti rialza; se sei stanco, ti prende in braccio; se ti perdi, ti viene a cercare. Se non ti allontanerai dal suo cuore materno, sarai sempre al sicuro.

Accetta la presenza della Madonna nella nostra giornata, in modo tale che Lei possa  guidare ogni nostro passo.  E’ quell’atto di umiltà che Gesù dichiara necessario per entrare nel Regno di Dio. Infatti chi, se non i bambini, si fanno accompagnare dalla madre? Non capiterà mai che  cada nel peccato di superbia e di presunzione chi si fa piccolo, riconoscendo la sua fragilità strutturale. Maria è quella madre che ci accompagna dall’inizio al termine di ogni giornata, senza perderci d’occhio neanche un istante. Tocca a noi lasciarci accompagnare, confidando pienamente nella sua guida materna.

La Madre conosce perfettamente il disegno di Dio sulla nostra vita e il suo compito è quello di aiutarci a realizzarlo. Giorno dopo giorno Lei ci guida nella conoscenza della volontà di Dio e ci aiuta a metterla in atto. Se tu la segui senza stancarti, ricominciando ogni giorno con rinnovato fervore, la Madonna farà della tua vita un capolavoro  per l’eternità, attuando alla perfezione il progetto di Dio creatore a tuo riguardo.

Caro amico, inizia la tua giornata con la preghiera, nella quale affidarti alla Madre, chiedendole di guidarti nella conoscenza della volontà di Dio e aiutandoti a compierla. Lei stessa ha vissuto la sua vita aderendo ogni giorno alla divina volontà e ora è pronta a illuminarti perché ogni tuo passo sia nella direzione giusta e ogni tuo pensiero e azioni siano secondo i desideri di Dio.

 Lei ti ottiene tutte quelle luci e ispirazioni dello Spirito, corrispondendo alle quali, ogni istante della tua giornata  viene colmato  di significato. La Vergine prudente ti guida nel discernimento del bene e del male, ti indica i pericoli che incombono e le insidie nascoste che il nemico infaticabile della tua anima ti tende. La Vergine potente ti sostiene nelle difficoltà e ti porta alla vittoria nelle sante battaglie. La Madre di misericordia medica le tue ferite, limita i danni dei tuoi sbandamenti, ti rialza dalle tue cadute. La sua presenza farà della tua giornata una pietra preziosa del mosaico di eterna bellezza della tua vita.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Satana è forte e diverrà ancora più forte

Carissimo, in certe frasi della Vergine, c’è tutta la bibbia, ovvero la scienza di Dio messa in pratica nella sua incarnazione con Gesù. Se satana e forte e diventerà ancora maggiore nella sua forza, come ci avverte la Gospa, forse vuol dire che con la riflessione che ispira la frase stessa dovremmo giungere a capire come usare le nostre perle, poche o tante che siano, per non gettarle invano.

Non facciamo in modo che la nostra fiducia sia scevra dalle riflessioni del discernimento, e quindi non poggiamoci interamente sugli uomini, ma piuttosto in quella zona della coscienza dove l’Amore di Dio aleggia e ancora respira, non illudiamoci di essere più forti, o a pari con le cose maligne di questo tipo di mondo, satana è più furbo di noi e non solo, sta regnando, cioè la sua forza crescerà di intensità, la sua legge sta serpeggiando sui cuori, e non sono pochi quelli che serpeggiano con lui nel buio dell’offuscamento… solo lo spirito Santo lo sradicherà dalle nostre strade.

Quindi la Gospa ci sta preparando a essere mani tese là dove il cuore chiama e risponde e corrisponde ad altro cuore, ci fa comprendere nel fare questo di restare nell’umiltà e in certi casi con un certo nascondimento, altresì ci sta munendo di difesa, una difesa che discende direttamente dalla scienza di Dio, dall’ascolto della parola, nella riflessione distaccata, dove la saggezza del Signore si fa trovare, ci ispira nell’intuito e soprattutto accresce la nostra intelligenza.

Il timor di Dio è il principio di ogni sapienza, satana è forte, ma la forza della sapienza e del buon senso che ne consegue è più grande (non serve dire che sia più forte, è più grande)  della forza del maligno.

Carissimo, la Gospa ci ama. Sempre Ave Maria.

Giuseppe

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Siamo tutti in questa battaglia così forte contro l’opera scatenata del maligno, ma sappiamo che Dio vincerà”

: Al caro Padre Livio! Coraggio!

Carissimo Padre Livio, sono Erika ho 33 anni sono sposata con Pietro da 12 anni e abbiamo 7 figli (ed una in cielo che ci precede).

Mia nonna che ormai è anziana e malata, ha vissuto con una radiolina sempre collegata a Radio Maria, la sigla della radio “Una luce irradia il mondo…” è il mio ricordo di infanzia.

Da bambina giocavo ad essere Roberta che rispondeva al telefono e leggeva le lettere inviate a Radio Maria. Oggi siamo in missione con la nostra famiglia a Sofia in Bulgaria.

 Dio ha lasciato che la mia adolescenza sia stata piena di peccati e io ho veramente rigettato la fede per poi, per grazia di Dio, riabbracciarla, anzi per grazia di Dio ho lasciato che il Signore mi rialzasse dall’inferno in cui mi ero cacciata.

Volevo dirle che è  fondamentale in questo tempo la vostra opera di evangelizzazione con la radio, il suo commento la mattina è  un appuntamento che cerco di non perdere, la sua visione cristiana della storia è  illuminante!

Siamo tutti in questa battaglia così forte contro l’opera scatenata del maligno, ma sappiamo che Dio vincerà, ha già vinto e noi siamo testimoni perché  ha salvato le nostre vite!

Coraggio prego sempre per lei e sono così grata al Signore per la lucidità e la forza che ancora le dona!


Cara Erika,

ringrazio il Signore per la toccante testimonianza che mi hai inviato, con la quale hai testimoniato la forza della grazia che salva e che ci libera dalla schiavitù del maligno.

La tua storia è quella di molti nostri ascoltatori che ascoltano l’appello alla conversione che Radio Maria ha ricevuto il mandato di diffondere “Siate annunciatori di conversione”.

Proprio per questo abbiamo fiducia che Cristo vincerà, e con Lui Maria, in questo tempo di “Satana sciolto dalle catene”, che vuole trasformare la terra nel suo regno di tenebra e di morte.

Ti sono infinitamente grato per l’incoraggiamento e la preghiera di cui ho bisogno per intraprendere ogni giorno la santa battaglia per testimoniare la luce e strappare le anime dall’inganno del male.

Possa la tua testimonianza incoraggiare tante persone ad avere fiducia in Dio misericordioso che trasforma le vite e le rende strumenti della sua misericordia.

Che la Vergine Maria tenga sotto il suo manto la tua bella famiglia e renda fruttuoso il vostro prezioso apostolato per il Regno di Dio.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla cura della nostra anima

Cari amici, l’uomo è composto di anima e corpo. Il corpo perisce, l’anima spirituale è immortale e redenta dal sangue di Cristo. È la sorte dell’anima che decide quella del corpo. In Cielo, dunque, avremo un’anima spirituale immortale ricolmata di luce e di gloria e un corpo corrispondente, come il corpo di Cristo e di Maria. Quindi, non disprezziamo il corpo, ma sottomettiamolo ai bisogni dell’anima.

Dare importanza al nostro corpo non è un male, è una forma di amore ordinato per se stessi. Raccomando soprattutto ai giovani di non rovinarsi la salute con “veleni” di ogni genere. Abbiate cura del vostro corpo, conservatelo in buona salute, dedicatevi allo sport, predicate tutto ciò che aiuta il corpo, lo spirito, la psiche anche attraverso il contatto con la natura, come ci invita a fare la Madonna: «Vi invito ad andare nella natura e a pregare perché l’Altissimo parli al vostro cuore e perché sentiate la forza dello Spirito Santo per testimoniare l’amore che Dio ha per ogni creatura» (Messaggio del 25 maggio 2023).

Se escludiamo la cura dell’anima, la cura del corpo diventa un’idolatria. È risaputo che chi ha una psiche e una vita spirituale che porta alla serenità, si riflette sul corpo che ne benefica. La cura dell’anima si riflette anche sul corpo.

Siamo soliti avere una grande sollecitudine nel curare le malattie, nel prevenirle e nell’attenzione che riguarda il nostro benessere fisico. L’essere umano, tuttavia, ha tre strati: fisico, psicologico e spirituale, ma ne esiste anche un quarto che sfugge ad ogni analisi, ovvero l’anima che è quella punta dell’anima che il Padre si è riservata per sé per parlare al cuore dell’uomo.

Con la stessa sollecitudine con cui curiamo il corpo, dobbiamo curare l’anima. Per il corpo c’è il medico, per l’anima c’è il Padre spirituale, il sacerdote, persone consolidate nella fede che ci possono aiutare.

La cura dell’anima a livello valoriale deve essere al primo posto. Il corpo perisce, l’anima immortale decide il nostro destino eterno. Che le nostre anime vadano in Paradiso è la preoccupazione primaria nella nostra vita. Quanto questa preoccupazione sia evaporata, lo dimostra il fatto che si è persa la cura spirituale e il ricorso al sacerdote quando i nostri cari sono molto anziani o sono malati. Morire senza pregare non è una grazia, anche se fisicamente non si soffre. Non dobbiamo avere cura dell’anima solo nei momenti finali, deve essere una preoccupazione quotidiana. Dio ha a cuore la nostra anima, prima di tutto.

Per quanto riguarda il nostro corpo dobbiamo metterlo al servizio della nostra anima. Dobbiamo fare il possibile pero mortificare le passioni, le tendenze cattive e tutte quelle pulsioni che vengono da un corpo in cui ci sono i veleni del male. Nel nostro corpo ci sono anche i vizi capitali come la lussuria, la gola, l’ira che riguarda la parte fisica e psichica del corpo. Gli stessi vizi capitali hanno più fondamento nel corpo che nell’anima; ci sono poi anche quelli che, come la superbia e l’invidia, sono radicati a livello psicologico e spirituale. La lussuria, ad esempio, può portare la persona in un mare di guai spirituali infiniti.

Così come curiamo il corpo con il cibo, allo stesso modo dobbiamo entrare nella psicologia e gestione di noi stessi e capire che anche l’anima durante il giorno ha bisogno di essere nutrita. Ecco perché la Chiesa ci insegna le preghiere del mattino e della sera, ci invita a raccoglierci in preghiera a mezzogiorno con l’Angelus e ci suggerisce di arricchire la nostra giornata con piccole preghiere spontanee con cui nutriamo l’anima, la fortifichiamo, la consolidiamo.

Questo nutrimento quotidiano trova il suo culmine nella Liturgia domenicale quando possiamo nutrirci del Corpo glorioso di Cristo. Attraverso la Santa Comunione, che è un farmaco dell’immortalità, possiamo guarire e salvarci dalla morte eterna. L’antropologia cristiana è saggia perché ha cura dell’uomo integrale in tutti i suoi aspetti, è infinitamente più costruttiva ed elevata rispetto all’antropologia moderna che fa consistere il benessere unicamente a uno stato di benessere corporale. Capiamo, allora, che bisogna andare ben oltre l’effimero a buon mercato. La preghiera è il primo nutrimento quotidiano per la nostra anima.

Come il corpo ha bisogno dei controlli, allo stesso modo la nostra anima ha bisogno dell’esame di coscienza quotidiano prima di dormire, con il perdono dei peccati richiesto a Dio. L’esame di coscienza quotidiano ci purifica, ci ringiovanisce e ci abbellisce.

C’è un ulteriore modo per avere cura della nostra anima: la Confessione, che ci libera dalle lordure dell’anima, ci purifica. Attraverso la Comunione, poi, fortifichiamo l’anima.

La preghiera e i Sacramenti sono fondamentali. Molto importanti sono anche le letture. Dobbiamo avere cura nella scelta delle letture, affinché siano spiritualmente edificanti e non ci deviino dalla strada della verità. Ci sono autori che propongono una visione della vita che non è quella della fede e quindi possono deviarci. Oggi internet è una fanghiglia maleodorante ed è facile incappare in letture o immagini che certamente possono inquinare l’anima. Mortifichiamo, allora, la curiosità. Leggiamo testi edificanti. Apriamo la Bibbia, leggiamo autori sacri.

È importante sapere quale può essere l’influsso degli altri su di noi. Stiamo attenti e fermiamoci prima che una lettura possa impegolarci in ragionamenti lontani dalla verità cristiana. Non lasciamoci condizionare, non facciamoci influenzare. Attrezziamoci e facciamo forza sulla nostra capacità di discernimento, non cediamo alla curiosità.

Questo non vale solamente per la vista intellettuale, cioè per la lettura, ma riguarda anche lo spettacolo. L’essere umano porta dentro di sé i semi del male, la provocazione è uno strumento per fare audience; dobbiamo, allora, stare attenti e ricordare quel principio secondo il quale gli occhi sono la finestra dell’anima.

La cura della propria anima è come la cura del giardino. Strappiamo le erbe infestanti man mano che crescono, bagnamo i fiori e concimiamoli, proteggiamoli dalle intemperie, teniamo lontano gli insetti nocivi che possono danneggiarli.

Finché non metteremo questa cura attenta, responsabile, nella cura della nostra anima col passare del tempo la nostra anima verrà sepolta dal concime fino a non percepire più il profumo delle virtù e purtroppo nemmeno l’odore male. Ne deriva che poi la conversione diventa più difficile, più si cade in basso, più si viene risucchiati dal fango della palude maleodorante del male e più è difficile riemergere.

Se ci rendiamo conto di essere in questa situazione, facciamo un esame di coscienza e accostiamoci al Sacramento della confessione. Chi, invece, è più avanti nel cammino spirituale, metta ordine nella propria giornata con la meticolosa cura dell’anima che deve estendersi in tutto il giorno, dalla mattina alla sera. Questa cura sia preventiva perché tiene lontano il male, ma anche fortificativa perché accresce le virtù.

Questo è il cammino di santità di tante persone, di tutte le età. È una fatica, ma è anche una gioia. È un programma di vita, è la via del Paradiso.

Coraggio! Vi esorto ad avere per l’anima una cura quotidiana.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

Mariatona Maggio 2024

Cari amici, la Mariatona dura per tutto il mese di maggio ma in questi giorni abbiamo concentrato delle trasmissioni speciali di approfondimento che sono sempre molto interessanti. Ringrazio di cuore chi sostiene questa meravigliosa opera di evangelizzazione, sia concretamente che spiritualmente. Sono fiducioso perché il lavoro ben fatto ha sempre una corrispondenza; molti ascoltatori riconoscono l’impegno di tutti nel portare avanti la Radio della Regina della pace e ci sostengono con molto entusiasmo e spirito missionario. Ringrazio di tutto cuore per tutti gli aiuti che stanno arrivando, ogni goccia fa il mare.

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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CONOSCI RADIO MARIA – LE TESTIMONIANZE DEGLI ASCOLTATORI

Le testimonianze degli ascoltatori nelle trasmissioni di Radio Maria

Radio Maria ha sempre dato importanza agli ascoltatori, non soltanto come uditori o sostenitori, ma come testimoni della fede proprio attraverso i nostri microfoni. Abbiamo promosso la partecipazione degli ascoltatori alle varie trasmissioni impostandole nella quasi totalità in due parti: la prima parte è l’esposizione curata dal conduttore; la seconda è l’intervento degli ascoltatori attraverso le telefonate.

Le telefonate vengono selezionate in base al contenuto e secondo il tema trattato nella trasmissione, in coerenza con quanto esposto dal conduttore. Non mancano, purtroppo, telefonate di disturbatori che vogliono innescare polemiche, insultare e talvolta addirittura bestemmiare. È necessaria quindi una selezione. Una volta che l’addetto al mixer ha appurato che l’intervento dell’ascoltatore è pertinente, viene messo in diretta e il conduttore risponde. Questa è una novità introdotta da Radio Maria. Nessuna Radio lo faceva prima.

Radio Maria manda in onda le telefonate in diretta, da sempre. Questo fa sì che gli ascoltatori diventino protagonisti anche dei programmi, perché con il loro contributo c’è la possibilità di approfondire taluni temi trattati, di aprire il dialogo con il conduttore e di dare una testimonianza.

Personalmente sono convinto che la condivisione delle testimonianze sincere, autentiche, spontanee di conversione che vengono date in diretta dagli ascoltatori faccia molto di più rispetto all’esposizione stessa del conduttore. Innumerevoli anime sono toccate dalle testimonianze dirette fatte dagli ascoltatori.

Esorto sempre tutti i direttori del mondo a non privarsi di questo tesoro che è la testimonianza della vita spirituale che fanno gli ascoltatori, la loro lotta spirituale, le loro sconfitte e le loro vittorie, perché hanno un valore esistenziale che tocca il cuore di chi ascolta e poi è anche trainante, motivante.

È una novità e allo stesso tempo una peculiarità di Radio Maria. Fin dall’inizio è così: le trasmissioni sono sempre state strutturate in questo modo, ovvero divise in esposizione e telefonate in diretta.

Si capisce allora l’importanza delle testimonianza condivise in diretta nel corso di una trasmissione. Una testimonianza autentica, vera, vissuta, arricchisce la Radio in un modo straordinario. Questa è una delle caratteristiche di Radio Maria che la rende unica e inimitabile.

Vostro Padre Livio

Papa Francesco legge la Bolla di indizione del Giubileo 2025

di Gian Guido Vecchi – Corriere ella sera – 10 Maggio 2024

Nel giorno dell’Ascensione, Francesco indica ufficialmente l’inizio e la fine del Giubileo 2025:  la Porta Santa  di San Pietro si aprirà 24 dicembre di quest’anno e sarà chiusa il 6 gennaio 2026. L’attenzione all’attualità

Città del Vaticano – «Ora è giunto il tempo di un nuovo Giubileo, nel quale spalancare ancora la Porta Santa per offrire l’esperienza viva dell’amore di Dio, che suscita nel cuore la speranza certa della salvezza in Cristo». Il tono è solenne, come si conviene ad una Bolla di indizione firmata dal Papa e letta in San Pietro il giorno dell’Ascensione. Ma il testo nel quale Francesco indica ufficialmente l’inizio e la fine del Giubileo 2025 – la Porta Santa della basilica di San Pietro si aprirà 24 dicembre di quest’anno e sarà chiusa il 6 gennaio 2026 – ripercorre i problemi del presente, come un invito a rintracciare «segni di speranza» nel tempo presente, nonostante tutto. La pace in un mondo «ancora una volta immerso nella tragedia della guerra», l’entusiasmo per la vita e la necessità di una «alleanza sociale» che sia «inclusiva e non ideologica» contro la «perdita del desiderio di trasmettere la vita» e il relativo «calo della natalità». 

«Aprire la Porta Santa in carcere»

E ancora l’attenzione alle situazioni di disagio, dai giovani agli anziani, dai malati ai migranti, a cominciare dai detenuti: «Per offrire un segno concreto di vicinanza, io stesso desidero aprire una Porta Santa in un carcere», annuncia. Il Papa richiama il Levitico e le radici bibliche del Giubileo, «dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti», e come tradizione chiede ai governi del mondo «forme di amnistia o di condono della pena», percorsi di «reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi» e «condizioni dignitose per chi è recluso, rispetto dei diritti umani e soprattutto l’abolizione della pena di morte, provvedimento contrario alla fede cristiana e che annienta ogni speranza di perdono e di rinnovamento».

La storia dei Giubilei 

L’ultima volta, alle 17,13 del 29 novembre 2015, il Papa aprì battenti della Porta Santa e diede inizio al Giubileo della Misericordia a Bangui, nella capitale della Repubblica centrafricana in guerra civile, non era mai accaduto fuori Roma. Il precedente Giubileo «ordinario» fu quello di Giovanni Paolo II nel 2000. Certo le cose sono cambiate, dall’inizio. Il primo Giubileo fu indetto il 22 febbraio 1300 da Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani. Dante Alighieri lo detestava, con ottime ragioni, e ne annunciò l’arrivo all’Inferno tra i simoniaci della terza bolgia, canto XIX, con Niccolò III infilato a testa in giù in una buca che crede stia arrivando il successore e si stupisce, «Se’ tu già costì ritto, / se’ tu già costì ritto, Bonifazio?»; nel Paradiso, canto XXVII, fa dire a San Pietro che quell’occupante abusivo del trono papale ha ridotto il Vaticano, dov’è sepolto il Pescatore di Galilea, a una fogna sanguinosa e puzzolente: «Quelli ch’usurpa in terra il luogo mio, / il luogo mio, il luogo mio, che vaca / ne la presenza del Figliuol di Dio, / fatt’ha del cimitero mio cloaca / del sangue e de la puzza…». Eppure, nonostante tutto, pare che anche Dante abbia voluto partecipare: quando nel XVIII dell’Inferno descrive la congestione di Malebolge, la paragona alla marea di pellegrini che attraversava in due flussi opposti ponte Sant’Angelo «l’anno del giubileo», una descrizione così vivida da far pensare a un testimone oculare. Anche stavolta, del resto, si attendono folle: la previsione è che a Roma arrivino oltre trenta milioni di pellegrini.

Guerra e pace

Il primo pensiero di Francesco è la pace nel mondo «che ancora una volta si trova immerso nella tragedia della guerra», scrive: «Immemore dei drammi del passato, l’umanità è sottoposta a una nuova e difficile prova che vede tante popolazioni oppresse dalla brutalità della violenza. Cosa manca ancora a questi popoli che già non abbiano subito? Com’è possibile che il loro grido disperato di aiuto non spinga i responsabili delle Nazioni a voler porre fine ai troppi conflitti regionali, consapevoli delle conseguenze che ne possono derivare a livello mondiale? È troppo sognare che le armi tacciano e smettano di portare distruzione e morte?». L’esigenza della pace «interpella tutti e impone di perseguire progetti concreti», prosegue: «Non venga a mancare l’impegno della diplomazia per costruire con coraggio e creatività spazi di trattativa finalizzati a una pace duratura».

Natalità 

Il motto del Giubileo 2025 è «Pellegrini di speranza». E «guardare al futuro con speranza equivale anche ad avere una visione della vita carica di entusiasmo da trasmettere», scrive il pontefice. «Purtroppo, dobbiamo constatare con tristezza che in tante situazioni tale prospettiva viene a mancare. La prima conseguenza è la perdita del desiderio di trasmettere la vita». E così, «a causa dei ritmi di vita frenetici, dei timori riguardo al futuro, della mancanza di garanzie lavorative e tutele sociali adeguate, di modelli sociali in cui a dettare l’agenda è la ricerca del profitto anziché la cura delle relazioni, si assiste in vari Paesi a un preoccupante calo della natalità». Ma «l’apertura alla vita con una maternità e paternità responsabile è il progetto che il Creatore ha inscritto nel cuore e nel corpo degli uomini e delle donne, una missione che il Signore affida agli sposi e al loro amore». Per Francesco, quindi, «è urgente che, oltre all’impegno legislativo degli Stati, non venga a mancare il sostegno convinto delle comunità credenti e dell’intera comunità civile in tutte le sue componenti, perché il desiderio dei giovani di generare nuovi figli e figlie, come frutto della fecondità del loro amore, dà futuro ad ogni società ed è questione di speranza: dipende dalla speranza e genera speranza». Venerdì mattina Francesco parteciperà agli Stati generali della natalità  e già nella bolla avverte che non bisogna farne una questione ideologica: «La comunità cristiana non può essere seconda a nessuno nel sostenere la necessità di un’alleanza sociale per la speranza, che sia inclusiva e non ideologica, e lavori per un avvenire segnato dal sorriso di tanti bambini e bambine che vengano a riempire le ormai troppe culle vuote in molte parti del mondo». Del resto «tutti, in realtà, hanno bisogno di recuperare la gioia di vivere», l’essere umano non può accontentarsi «di sopravvivere o vivacchiare, di adeguarsi al presente lasciandosi soddisfare da realtà soltanto materiali», perché «ciò rinchiude nell’individualismo e corrode la speranza, generando una tristezza che si annida nel cuore, rendendo acidi e insofferenti».

Condonare i debiti

Nella bolla di Francesco, oltre all’appello in favore di detenuti, c’è un altro appello ripetuto, perché sempre inascoltato, in vista dell’anno Giubilare: «Un invito accorato desidero è destinato alle nazioni più benestanti, perché riconoscano la gravità di tante decisioni prese e stabiliscano di condonare i debiti di Paesi che mai potrebbero ripagarli». È una questione di giustizia, spiega Francesco, prima che di magnanimità «C’è un vero debito ecologico, soprattutto tra il Nord e il Sud, connesso a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ecologico, come pure all’uso sproporzionato delle risorse naturali compiuto storicamente da alcuni Paesi». Del resto la Bibbia insegna che la terra appartiene a Dio e noi tutti vi abitiamo come «forestieri e ospiti», fa notare Bergoglio. Il Giubileo ricorda che «i beni della Terra non sono destinati a pochi privilegiati, ma a tutti». Per questo «è necessario che quanti possiedono ricchezze si facciano generosi, riconoscendo il volto dei fratelli nel bisogno», scrive: «Penso in particolare a coloro che mancano di acqua e di cibo: la fame è una piaga scandalosa nel corpo della nostra umanità e invita tutti a un sussulto di coscienza». Il Papa rinnova il suo appello «affinché con il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari costituiamo un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e per lo sviluppo dei Paesi più poveri».

Le date

«Stabilisco che la Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano sia aperta il 24 dicembre del presente anno 2024, dando così inizio al Giubileo Ordinario. La domenica successiva, 29 dicembre 2024, aprirò la Porta Santa della mia cattedrale di San Giovanni in Laterano, che il 9 novembre di quest’anno celebrerà i 1700 anni della dedicazione», si legge nella Bolla di Francesco. «A seguire, il primo gennaio 2025, Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, verrà aperta la Porta Santa della Basilica papale di Santa Maria Maggiore. Infine, domenica 5 gennaio sarà aperta la Porta Santa della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura. Queste ultime tre Porte Sante saranno chiuse entro domenica 28 dicembre dello stesso anno». Inoltre, «stabilisco che domenica 29 dicembre 2024, in tutte le cattedrali e concattedrali, i vescovi diocesani celebrino la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare, secondo il rituale che verrà predisposto per l’occasione». Il Giubileo ordinario «terminerà con la chiusura della Porta Santa della Basilica papale di San Pietro in Vaticano il 6 gennaio 2026, Epifania del Signore».

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Questa vostra radio cerca sempre di esprimersi nel massimo della verità

Ciao caro Padre Livio è da tanti anni ti ascolto con molto piacere te e Radio Maria. Io ho sempre ringraziato Gesù e la Madonna per questa radio.

Ho 76 anni, mi chiamo Silvano, ho avuto la grazia dai miei genitori e dalle persone che ho conosciuto come Don Eugenio Bernardi e fratello Ettore Boschini,  delle Sante persone che hanno trasmesso l’amore e la Fede in Gesù e nella Madonna.

Questa vostra radio cerca sempre di esprimersi nel massimo della verità. Io vorrei esprimere il mio pensiero, c’è una parola che mi sta a cuore e si chiama discernimento.

Io ho visto che se si esce dagli insegnamenti della parola di Gesù non ci sarà salvezza.  Lui è veramente il Figlio di Dio ,non c’è mai stata Persona perfetta prima e dopo di lui.  Gesù è la Via, la Verità e la Vita.

La croce che lui ha portato è per darci l’esempio,  la croce per tutti i giorni che abbiamo e dobbiamo portare con gioia. Gesù è il nostro cireneo.

 Io sono nonno di 5 nipoti e spero di poter lasciare un esempio di Fede.  Padre Livio e tutte le persone. sacerdoti e laici, che lavorano per radio Maria Vi mando un grande abbraccio prego anche per il Santo Padre il Papa e la Chiesa e tutti i Sacerdoti che si trovano in difficoltà e anche per tutti i cristiani.

Nonno Silvano


Caro Nonno Silvano,

grazie per l tua commuovente testimonianza. Sei davvero una bella anima. Andrai molto in alto in Paradiso. Continua a pregare per tutti noi.

Ave Maria

Padre Livio

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