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Cari amici,
che la situazione stesse divenendo sempre più preoccupante ce ne siamo accorto dai messaggi a partire dall’inizio dello scorso anno.
La prima preoccupazione è quella della guerra. “Satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni” (25-01.2023)
La seconda preoccupazione è la deriva spirituale dell’uomo contemporaneo: “L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione”.
La terza e più grave preoccupazione è la tiepidezza e la mondanità di molti che hanno riposto alla chiamata e che si sono persi per strada: “Il modernismo vuole entrare nei vostri cuori” (25-09 -2023). “La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili” (25-02- 2024).
La Madonna ha dato uno scossone il primo Gennaio 2024 invitando tutti sul Podbrdo e mostrando di tenere ben salda nelle sue mani la Parrocchia che Lei stessa ha scelto e ha plasmato.
Ora, proprio in un momento in cui tutto era sepolto sotto una coltre di strano silenzio, ha chiamato la gente per una novena sul Podbrdo, con la relativa apparizione pubblica.
La Madre della Chiesa, è chiaro, non può permettere che satana faccia razzia di anime, porti la fede all’estinzione e il mondo alla distruzione.
Di qui l’importanza che tutti quelli che hanno risposto alla chiamata rinnovino la loro fedeltà perché questi sono tempi in cui chi dorme avrà un brutto risveglio.
Vostro Padre Livio
Da questa sera 16 Giugno h 21.55 Radio Maria si collegherà con la collina del Podbrdo per trasmettere la novena col Rosario seguito dall’apparizione della Madonna: Diretta su Radio – blogdipadrelivio.it – Facebook

di Stefano Caprio- Asia News – 16 Giugno 2024
Quella che si è celebrata anche quest’anno il 12 giugno è la prima festa nazionale dell’era post-sovietica. Ma per evitare di ingarbugliarsi con le interpretazioni ondivaghe sulle sue origini, Putin ha pensato bene di richiamarsi addirittura al principe Rjurik, il mitologico capo variago che secondo le antiche cronache avrebbe dato inizio alla storia della Rus’ nell’anno 862 a Novgorod, prima ancora della fondazione di Kiev
Il 12 giugno si è festeggiato il Den Rossii, il “Giorno della Russia”, la prima festa nazionale dell’era post-sovietica, con grandi manifestazioni di giubilo collettivo per le strade e le piazze, le cosiddette guljanja o “passeggiate” tra concerti, giochi e fuochi d’artificio “da Kaliningrad alla Kamčatka”, fatta eccezione per la regione di Belgorod ai confini con l’Ucraina, dove infuriano i combattimenti da una parte all’altra della frontiera. Per rendere più sereno il cielo di Mosca, fin dai tempi del sindaco Jurij Lužkov, si sparano in cielo speciali sostanze per disperdere le nuvole, anche se quest’anno la manovra è riuscita solo in parte, con una mattinata di sole e ampi scrosci pomeridiani.
In realtà la festività fu istituita prima ancora del crollo dell’Urss, il 12 giugno 1990, con l’approvazione della “Dichiarazione della sovranità” della repubblica sovietica russa Rsfsr, allora guidata dal segretario del partito locale, Boris Eltsin, che in quella stessa data nell’anno successivo fu eletto presidente, e solo a dicembre del 1991 mise fine all’Unione Sovietica. Si tratta quindi di una data che ricorda le fasi convulse e drammatiche del crollo dell’impero, col disperato tentativo gorbacioviano di trasformarlo in una Unione di Stati indipendenti; prima della Russia si erano dichiarati tali i Paesi Baltici, l’Azerbaigian, la Georgia e a maggio l’Ucraina. Il titolo della ricorrenza è rimasto infatti a lungo “Giorno dell’Indipendenza della Russia”, e solo nel 2002 è stato definitivamente liberato dal concetto di “indipendenza”, che di solito si attribuiscono i Paesi colonizzati quando si liberano dal dominio esterno, mentre risulta piuttosto grottesco per un Paese colonizzatore quando perde le colonie.
Per non perdere del tutto il legame sovietico ormai consunto, poco prima della fine dell’Urss fu istituita quindi la “Comunità degli Stati Indipendenti”, l’8 dicembre 1991, una struttura nostalgica ancora esistente (almeno sulla carta) che riuniva nove delle quindici ex-repubbliche dell’Unione, tranne i Baltici e il Turkmenistan, che è rimasto “associato esterno” come usa fare Ašgabat in qualunque tipo di alleanza o cooperazione. Il 12 giugno rimane quindi di fatto la festa della caduta dell’Unione Sovietica, l’evento “più tragico di tutta la storia contemporanea” secondo le parole di Vladimir Putin, e allo stesso tempo l’orgoglio della Russia che da Repubblica diventa Stato e Federazione, trascinandosi tutte le contraddizioni ereditate dai decenni del comunismo “salvifico”, e che oggi la spingono a creare un nuovo ordine mondiale, rimettendosi al centro della storia a forza di bombe e di minacce atomiche.
Per evitare di ingarbugliarsi con le interpretazioni ondivaghe sull’origine della festa, mentre distribuiva ai veterani della guerra e del lavoro le onorificenze degli Eroi di Russia, Putin ha pensato bene di richiamarsi addirittura al principe Rjurik, il mitologico capo variago che secondo le antiche cronache avrebbe dato inizio alla storia della Rus’ nell’anno 862 a Novgorod, quindi prima ancora della fondazione di Kiev e un secolo prima del Battesimo di Vladimir. L’ex-presidente Dmitrij Medvedev, in preda all’euforia non solo dell’occasione, ha mostrato trionfalmente una nuova carta geografica “interattiva” della Russia che comprende tutto il territorio dell’Ucraina, il cui nome è sostituito dall’appellativo di Malorossija, la Piccola Russia dei secoli passati. I blogger e i media indipendenti russi hanno invece tenuto una maratona a sostegno dei prigionieri politici, dal titolo “Tu non sei solo”, una tradizione degli ultimi anni di ritorno al totalitarismo. Sono stati raccolti circa 30 milioni di rubli, meno dei 40 dell’anno scorso in quanto chi avesse dato soldi dalla Russia oggi sarebbe stato automaticamente arrestato e perseguitato, quindi ci si è limitati alla raccolta tra gli emigranti in fuga dalla dittatura.
Per sostenere i proclami putiniani, gli abitanti di Novgorod sono stati radunati fin dal primo mattino sulle rive del vicino lago Ilmen’ per cantare l’inno nazionale, proprio dove visse il principe Rjurik in quella che veniva chiamata Il’menskaja Rus’, il primo nome dello Stato nascente che inizialmente i Variaghi chiamavano Gardariki, la regione delle Gard, i “centri abitati”. Da qui il titolo della prima capitale Nov-Gorod, la “nuova città”, Nea-Polis. La scelta di rileggere fin dalle radici più antiche la storia russa è stata fortemente voluta da Putin, che ultimamente è sempre più rivolto verso “gli antenati” per non rimanere schiacciato negli stereotipi sovietici e zaristi, risalendo alle origini dell’intera Europa. E in generale per dimostrare come il vero patriottismo russo è un’energia di portata universale, che trascende ogni tempo, ogni confine e ogni latitudine: gli avi del grande Nord si proiettano sull’attuale Sud globale, la civiltà dell’Occidente medievale si fonde con quella dell’Oriente contemporaneo, la Russia è la vera Madre Terra da cui tutti i popoli devono attingere la linfa vitale.
Dopo due ore di solenne lezione del presidente sulla storia antica e universale, a nome di tutti i premiati militari e del lavoro, scienziati e perfino “difensori dei diritti umani”, il direttore dell’Istituto Kurčatovskij, l’eroe per la fisica Mikhail Kovalčuk, ha ringraziato Putin: “Grazie Vladimir Vladimirovič, senza di voi nulla di tutto questo sarebbe stato possibile”, quasi fosse sceso lui stesso dall’empireo scandinavo a creare la Russia ai tempi di Carlo Magno. Per le donne è intervenuta Julia Belekhova, fondatrice del Comitato delle famiglie dei combattenti per la Patria, la risposta militante alle “Madri e mogli per il ritorno a casa” che chiedono di poter riabbracciare i propri cari incatenati al fronte ucraino, almeno quelli ancora vivi. Tutto il merito della Belekhova, premiata come attivista umanitaria, consiste nella pubblicazione quotidiana sul social VKontakte dei video dei soldati che festeggiano la conquista di qualche chilometro di territorio ucraino. Come è stato spiegato, Julia “parla ogni giorno con il presidente”, per confidargli i profondi sentimenti patriottici delle donne della Russia.
Come commenta il sociologo Igor Ejdman, queste premiazioni solenni servono a “dare un ciondolo a tutte le sorelle” (razdat vsem sestram po sergam), un detto russo per indicare la soddisfazione di tutte le categorie sociali, mostrandone la lealtà al potere costituito, qualunque sia la loro condizione o occupazione, un’abitudine tipica dei tempi sovietici. I premiati vengono accuratamente scelti anche a livello individuale (Putin in questo è estremamente sospettoso) in modo da mostrare una completa rassegna di popolo “immacolato” e immune da ogni tipo di “influenza esterna”, l’infezione da cui solo i russi sono in grado di guarire anche gli altri popoli. Per il resto i festeggiamenti in tutto il Paese sono apparsi piuttosto ripetitivi e inutilmente enfatici, del resto è difficile andare oltre il fanatismo super-patriottico del cantante Šaman e la sua canzone Ja russkij, ormai un ulteriore inno nazionale. La popolazione è stanca della guerra e teme sempre le nuove mobilitazioni, e gli appelli alla dinastia rjurikide o le premiazioni fasulle non riescono a scaldare molto gli animi.
La festa della Russia che risale a tempi mitologici è anche un modo per rilanciare un’immagine sempre più scolorita e deprimente della “Federazione”, il prodotto delle contraddizioni degli anni Novanta che la data del 12 giugno rimembra. Se la Rus’ torna alla primitiva “Via dai Variaghi ai Greci” per cui si unirono le tribù scandinave con quelle slave orientali, allora questa memoria dovrebbe far comprendere come i russi non possono vivere in altro modo se non aggregando gli altri popoli e i più vasti territori, proiettandosi nella dimensione eterna e universale dell’Eurasia e del “Mondo Russo”, e tutte le spinte separatiste dei finnici e settentrionali, dei caucasici e degli asiatici vengono tacitate e riassunte in una nuova epopea di conquista e di sobornost, di riunione purificatrice. Il presidente Putin ha fatto gli auguri per questo al patriarca Kirill, ricordando che la Russia e la Chiesa sono due concetti che si sovrappongono: l’uno non esiste senza l’altra, ma anche la “vera fede” può esprimersi solo nella visione di un’entità superiore, statale-federale-cosmica, la Russia è l’Ortodossia incarnata.
Come osserva Viktoria Artemeva su Novaja Gazeta Evropa, la Federazione è soltanto “il fantasma di un Paese che non esiste, e non è mai esistito”, descritto come “una storia d’amore incompiuta, tipica dei più banali romanzi rosa”. L’uomo, il potente, cerca la donna, la Russia, affermando che non può vivere senza di essa, poi la rifiuta e la riprende più volte, teme che lei possa tornare e scalzarlo dal trono, quindi la reprime e la rinchiude nella tenebra più profonda. Il “federalismo” è un concetto inviso al potere attuale del Cremlino, che festeggia le origini della sua stirpe per evitare di guardare negli occhi i suoi discendenti, e comprendere che nessun uomo e nessun popolo è in grado di scrivere da solo l’intera storia del mondo.
UNDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Albero di Senape
Cari amici di Radio Maria buona Domenica!
Ogni Domenica è un giorno nuovo che il Signore ci dona per ristorarci delle fatiche della settimana e per attingere alla fonti divine della grazia, che la Sua sapienza ha disposto per la nostra anima.
Si tratta della luce di verità della Parola di Dio e del pane vivo dell’Eucaristia grazie ai quali possiamo proceder spediti nel nostro pellegrinaggio verso il Cielo.
Oggi il Vangelo ci propone due Parabole con le quali Gesù ci invita ad entrare nel mistero del Regno di Dio.
La prima è quella del seme di grano che, una volta gettato nel terreno, cresce producendo spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga e poi il chicco pieno nella spiga fino a quando è il momento della mietitura.
Che cosa significa questa parabola in rapporto al Regno di Dio? Gesù ci vuol fra comprendere che il nostro compito è quello di seminare ovunque il seme del vangelo, senza affannarci per il lavorio misterioso che avviene nei cuori perché cresca. La crescita non dipende da noi, ma dallo Spirito Santo che opera nei cuori nel silenzio e nel nascondimento.
L’altra parabola è quella del seme di senape, che è il più piccolo, ma una volta piantato diventa più grande di tutte le piante dell’orto tanto che gli uccelli del Cielo possono costruire i loro nidi alla sua ombra. Con questa parabola Gesù vuole descrivere la crescita straordinaria del Regno di Dio che, partendo da un piccolo gruppo, si è diffuso in tutto il mondo.
Anche oggi, nonostante le persecuzioni e le defezioni, la Chiesa resiste nella prova e risulterà vincitrice perché vive Cristo vive in essa, infondendo in essa la sua luce e la sua forza.
A noi Dio chiede di fare la nostra parte, che deve essere generosa e costante, al resto provvederà la grazia dello Spirito Santo, contro il quale le potenze del male non potranno mai prevalere.
Vostro Padre Livio
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 4,26-34
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore
LE PAROLE DI BENEDETTO XVI ALLA RECITA DELL’ANGELUS, 17.06.2012
la liturgia odierna ci propone due brevi parabole di Gesù: quella del seme che cresce da solo e quella del granello di senape (cfr Mc 4,26–34). Attraverso immagini tratte dal mondo dell’agricoltura, il Signore presenta il mistero della Parola e del Regno di Dio, e indica le ragioni della nostra speranza e del nostro impegno.
Nella prima parabola l’attenzione è posta sul dinamismo della semina: il seme che viene gettato nella terra, sia che il contadino dorma sia che vegli, germoglia e cresce da solo. L’uomo semina con la fiducia che il suo lavoro non sarà infecondo. Ciò che sostiene l’agricoltore nelle sue quotidiane fatiche è proprio la fiducia nella forza del seme e nella bontà del terreno. Questa parabola richiama il mistero della creazione e della redenzione, dell’opera feconda di Dio nella storia. E’ Lui il Signore del Regno, l’uomo è suo umile collaboratore, che contempla e gioisce dell’azione creatrice divina e ne attende con pazienza i frutti. Il raccolto finale ci fa pensare all’intervento conclusivo di Dio alla fine dei tempi, quando Egli realizzerà pienamente il suo Regno. Il tempo presente è tempo di semina, e la crescita del seme è assicurata dal Signore. Ogni cristiano, allora, sa bene di dover fare tutto quello che può, ma che il risultato finale dipende da Dio: questa consapevolezza lo sostiene nella fatica di ogni giorno, specialmente nelle situazioni difficili. A tale proposito scrive Sant’ Ignazio di Loyola: «Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio» (cfr Pedro de Ribadeneira, Vita di S. Ignazio di Loyola, Milano 1998).
Anche la seconda parabola utilizza l’immagine della semina. Qui, però, si tratta di un seme specifico, il granello di senape, considerato il più piccolo di tutti i semi. Pur così minuto, però, esso è pieno di vita, dal suo spezzarsi nasce un germoglio capace di rompere il terreno, di uscire alla luce del sole e di crescere fino a diventare «più grande di tutte le piante dell’orto» (cfr Mc 4,32): la debolezza è la forza del seme, lo spezzarsi è la sua potenza. E così è il Regno di Dio: una realtà umanamente piccola, composta da chi è povero nel cuore, da chi non confida nella propria forza, ma in quella dell’amore di Dio, da chi non è importante agli occhi del mondo; eppure proprio attraverso di loro irrompe la forza di Cristo e trasforma ciò che è apparentemente insignificante.
L’immagine del seme è particolarmente cara a Gesù, perché esprime bene il mistero del Regno di Dio. Nelle due parabole di oggi esso rappresenta una «crescita» e un «contrasto»: la crescita che avviene grazie a un dinamismo insito nel seme stesso e il contrasto che esiste tra la piccolezza del seme e la grandezza di ciò che produce. Il messaggio è chiaro: il Regno di Dio, anche se esige la nostra collaborazione, è innanzitutto dono del Signore, grazia che precede l’uomo e le sue opere. La nostra piccola forza, apparentemente impotente dinanzi ai problemi del mondo, se immessa in quella di Dio non teme ostacoli, perché certa è la vittoria del Signore. È il miracolo dell’amore di Dio, che fa germogliare e fa crescere ogni seme di bene sparso sulla terra. E l’esperienza di questo miracolo d’amore ci fa essere ottimisti, nonostante le difficoltà, le sofferenze e il male che incontriamo. Il seme germoglia e cresce, perché lo fa crescere l’amore di Dio. La Vergine Maria, che ha accolto come «terra buona» il seme della divina Parola, rafforzi in noi questa fede e questa speranza

🔵🙏IMPORTANTE DA MEDJUGORJE
🔴POCO FA durante L’APPARIZIONE QUOTIDIANA A MARIJA PAVLOVIC veggente, la MADONNA ha invitato tutti AL ROSARIO da DOMANI h. 22.00 sulla COLLINA delle APPARIZIONI accanto alla statua della Madonna🔴🙏APPARIZIONI ogni SERA durante la NOVENA alla REGINA DELLA PACE alle ore 23.30🔴
La Madonna ha detto che in questa novena, pregheremo per la pace nel mondo.🙏🟢
Radio Maria alle h 21.55 si collegherà con il Podbrdo per la trasmissione del Santo Rosario e della apparizione della Madonna: in diretta su radio – blogdpadrelivio.it- Facebook
Cari amici,
la notizia, assolutamente inaspettata vista la situazione, è di straordinaria importanza. Non era mai accaduto che la Madonna chiamasse sul Podrbrdo per una seconda apparizione durante una novena intera e nel cuore della notte.
L’iniziativa della Madonna si spiega con la situazione di grande allarme che c’è nel mondo a causa di una guerra che si dilata e che rischia di precipitare l’umanità in un caos generalizzato.
La Madonna chiama la Parrocchia di Medjugorje e tutti quelli che vi appartengono idealmente a partecipare questa straordinaria intercessione.
Uniamoci spiritualmente a questo evento voluto dalla Gospa, che apre una fase nuova alla quale dobbiamo partecipare fervorosamente.
Vostro Padre Livio

43.mo anniversario delle apparizioni: qual è la situazione?
Carissimo Padre Livio,
stiamo entrando nella novena del 43.mo anniversario delle apparizioni di Medjugorje.
Può descrivere in poche parole come vede la situazione generale in rapporto ai messaggi della Regina della pace?
Ci può dare una parola di incoraggiamento?
Grazie caro Padre per la sua perseveranza.
Maria di Milano
Cara Maria,
La certezza che ci deve riempire il cuore di gioia è quella che riguarda la presenza della Madonna con le sue apparizioni quotidiane dal 24 Giugno 1981 ad oggi.
Nonostante tutto quello che è accaduto in questo tempo, nel quale la Fede e la Croce sono state rifiutate, la Madonna non ci ha abbandonato.
Le tenebre ormai avvolgono il mondo e diventano sempre più aggressive, ma la luce di Maria è sempre più forte.
La potenza dell’impero delle tenebre è sempre più manifesta e “il mistero di iniquità” prepara l’attacco finale. La povera umanità è un “titanic” che affonda e non si vede chi possa tenerlo a galla.
In questo contesto la speranza di Maria sono “gli apostoli del suo amore” che sono gli strumenti della sua battaglia e della sua vittoria. Restiamo saldi nella fede e applicati alla preghiera incessante perché grande è la nostra responsabilità.
Non ci colga impreparati la rivelazione del primo segreto, del quale i sei veggenti conoscono la data, perché sarà il momento in cui la menzogna verrà smascherata e satana incomincerà a indietreggiare.
Non facciamoci incantare dalle false luci della mondanità. Senza l’unione con Cristo siamo tralci secchi. Con la preghiera rafforziamo la certezza nella presenza di Maria e nella sua vittoria.
I superbi saranno umiliati e gli umili saranno esaltati.
Ave Maria
Padre Livio
È importante avere una visione d’insieme che ci indichi la via del futuro, che ci faccia comprendere appieno il piano della Madonna e che metta in chiaro tutti quei punti su cui ormai c’è una certezza. Quella di Medjugorje è la continuazione della profezia di Fatima che si sta realizzando.
Le apparizioni di Medjugorje sono particolari, sono le prime apparizioni globali sulla Terra. La Madonna, in particolare a Medjugorje, parla a tutto il mondo e anche la risposta è da tutto il mondo. Questa globalità è maturata nel tempo sempre più velocemente, i Segreti di Medjugorje riguardano il mondo intero e la Chiesa Cattolica. Quelle di Medjugorje sono le prime apparizioni globali e nel medesimo tempo sono le ultime apparizioni sulla Terra; a questo riguardo sarebbe da sottolineare che a Kibeho la Madonna è apparsa proprio perché ripone molte speranze sul continente africano e si tratta di apparizioni che fanno parte del piano che collega Fatima a Medjugorje. La Madonna ha ribadito più volte che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla Terra ed è per questo che sono così lunghe.
La priorità di satana è la dissoluzione della fede cattolica
In questo panorama che va da Fatima a Medjugorje è emerso con chiarezza, anche perché la Madonna stessa lo ha rivelato ed è stato detto dallo stesso Magistero della Chiesa da Pio XII a oggi, che il piano di satana è quello di distruggere la Chiesa Cattolica. La persecuzione alla Chiesa Cattolica è descritta chiaramente nei Segreti di Fatima, è nei messaggi di Medjugorje ed è nella Storia, in particolare negli ultimi decenni. Quello che è avvenuto era stato anticipato dalla Regina della pace ed è stato un argomento ampiamente trattato dal Magistero della Chiesa che da tempo ha capito che la fede è messa in discussione.
Già Paolo VI aveva visto con chiarezza l’attacco di satana alla Chiesa Cattolica, inizialmente con il modernismo diffusosi anche in seno alla Chiesa stessa e poi insinuatosi nelle classi intellettuali fino alla gente comune. Adesso si sta realizzando quello che San Giovanni Paolo II chiamava la “grande apostasia silenziosa”. Questo è il punto chiave: dal dopoguerra in poi, nel mondo è maturata la liquidazione del Cristianesimo che ora è in atto.
Il piano di satana è quello di prendere il posto di Cristo diffondendo la religione dell’odio contro Dio, contro Cristo, contro la Chiesa e degli uomini fra di loro che vogliono imporsi con la violenza mondo. La Regina della pace ha dato alcuni messaggi a Medjugorje in cui dice apertamente che satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. Leggendo quei messaggi abbiamo immediatamente pensato alle bombe atomiche, in realtà il pericolo più grande è la distruzione della Chiesa Cattolica e l’odio verso il Cristianesimo. Il rifiuto della fede e della Croce comporta la perdizione eterna delle anime. Dobbiamo, allora, focalizzare bene la nostra attenzione sull’obiettivo di satana che è l’odio contro Dio e l’estinzione della fede con cui può distruggere il mondo.
Purtroppo, non viene colta la gravità del fatto che si perda la fede. Chi perde la fede perde Cristo, perde Dio, perde la Madonna, perde l’anima! Dobbiamo preoccuparci certamente per quello che accade nel mondo, ma quello che sta a cuore a Dio è la salvezza eterna della anime, è il fatto che satana miete le anime. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per rafforzare la fede della Chiesa con la conversione, con la preghiera, con la pratica della vita cristiana, anche perché è su questo terreno che la Madonna ci porterà a combattere nel tempo dei Segreti.
L’obiettivo di fondo nel tempo dei Segreti sarà proprio la fede, più di tutto il resto; è per questo motivo che la Regina della pace ha dedicato i suoi messaggi più critici allo strumento con cui satana vuole distruggere la fede. Dal 2015 a oggi, infatti, la Regina della pace ha dedicato cinque messaggi al “modernismo”. Il modernismo è il rifiuto del soprannaturale, in tutti i campi. Questa corrente di pensiero si è infiltrata anche nella Chiesa Cattolica e già Pio X lo aveva denunciato prendendo delle misure molto severe per impedirne la diffusione, ma negli ultimi decenni si è diffuso ovunque.
Il modernismo è la nuova religione dell’umanità
Il modernismo potrebbe essere definito come un ateismo globale, una pseudoscienza che fa capo all’evoluzionismo che riduce l’uomo alla materia. Questa è una menzogna radicale dal punto di vista scientifico, ma soprattutto è la negazione di Dio, dell’anima spirituale, della legge morale, di tutto ciò che è soprannaturale; è la negazione del Cristianesimo. Questo attacco alla fede riguarda soprattutto la fede cattolica perché il modernismo riesce ad assimilare le altre religioni nella sua visione del mondo e ne fa un supporto per un governo del mondo da parte dell’uomo. Il Cattolicesimo però non può scendere a questi compromessi perché l’uomo non può sostituirsi a Dio, è una sua creatura e dipende da Lui.
Oggi, la vera religione mondiale è il modernismo, cioè la visione atea e materialistica della vita; una visione pseudoscientifica che fa dell’uomo una manifestazione dell’universo, detronizza Dio dal suo trono di gloria, nega il Creatore e il Redentore. Questa è la metamorfosi che abbiamo vissuto negli ultimi decenni, da quando la Madonna è presente con le apparizioni a Medjugorje.
Chi ha una certa età ha vissuto i primi anni di vita in un contesto sociale ed ecclesiale di riferimento all’Aldilà, si rende conto oggi del cambiamento radicale che è avvenuto. Siamo veramente diventati pagani, ci siamo persi! È questa la catastrofe che è avvenuta, che la Madonna ci descrive e che spesso il Magistero della Chiesa ci ha richiamato. Papa Montini disse che oggi in questione c’è la fede, che la negazione della fede è entrata nella Chiesa, tuttavia un piccolo gregge deve resistere. Giovanni Paolo II disse che dopo la caduta della due ideologie del male (comunismo e nazismo) ne è subentrata una terza peggiore: il nuovo totalitarismo, la visione del mondo secondo la quale l’uomo si chiude su se stesso ed espelle Dio dalla sua vita. Benedetto XVI ha parlato di dittatura del relativismo, di negazione della Verità. Papa Francesco ha sottolineato soprattutto il lavaggio di cervello sistematico che avviene da parte del nuovo totalitarismo per imbrigliare tutti in una visione del mondo calata dall’alto, in funzione degli interessi dei potentati. Stiamo vivendo questa metamorfosi che è in atto ma non è ancora terminata.
Alcuni si lamentano che il tempo dei Segreti non arriva. Personalmente sono del parere che i tempi di Dio non sono in discussione. Come nella Parabola della zizzania, che cresce assieme al buon grano, essa viene mietuta ma separata dal grano e gettata nei forni a bruciare; allo stesso modo è necessario che arrivi il tempo della mietitura, bisogna che il male arrivi a toccare il fondo. Abbiamo visto che negli ultimi decenni il male ha iniziato a galoppare, satana ha conquistato il mondo, la Chiesa Cattolica si trova in seria difficoltà. L’empietà, l’odio, la violenza, la superbia, la perversione si diffondono nel mondo; la Madonna ci chiede di pregare con Lei perché satana non prevalga. Il male ha preso un’accelerazione tale che satana sta arrivando a regnare nella totalità, a prevalere.
Stiamo andando verso un mondo sempre più dominato dal male, ma i credenti resistono e lottano fino al momento in cui Dio manifesterà la sua regalità sul mondo. Nel medesimo tempo in cui si è manifestata questa metamorfosi, ovvero il tentativo di satana di distruggere la fede cattolica, la Madonna ha messo un freno e fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje ha detto che Lei è qui per risvegliare la fede. Così come satana ha sviluppato un progetto globale per distruggere il Cristianesimo, la Madonna ha messo a punto un progetto globale per sostenere la Chiesa Cattolica. La Regina della pace ha scelto una Parrocchia di cui si sta prendendo cura, ha chiamato migliaia di sacerdoti da ogni parte del mondo, ha rafforzato la fede che si stava dissolvendo. In tutti questi anni il vento malefico dell’incredulità, dell’immoralità e dell’empietà ha soffiato così tanto fino a penetrare anche all’interno della Chiesa indebolendone il vigore interiore. Molti hanno perso la vocazione e tanti hanno lasciato la veste proprio perché sedotti dai venti del male.
L’intervento della Regina della pace per sostenere la fede
Il progetto di satana era quello di svuotare la Chiesa dall’interno per provocare un improvviso crollo della Chiesa Cattolica; in parte questo è avvenuto, in Europa ad esempio. Per impedire il crollo della fede, la Regina della pace ha portato avanti il suo piano con molta pazienza, con i messaggi, con le apparizioni, con le chiamate, proprio per rafforzare la Chiesa Cattolica. La Madonna – chiedendo preghiere, digiuni, rinunce, confessioni, la pratica dei Sacramenti – ha creato delle resistenze che hanno impedito a satana di realizzare il suo piano malefico. La Regina della pace è riuscita nel suo intento di conservare, almeno in Occidente, delle minoranze cristiane affidabili e forti. In Europa, infatti, tutte le Radio Maria funzionano proprio perché la gente le sostiene e le ascolta. Tutto questo fa parte di quel piano di rafforzamento della fede che la Madonna ha iniziato a Medjugorje e che sta portando avanti nel tempo. Questo sostegno della Madonna alla Chiesa è un fattore decisivo per la vittoria futura. Dal dopoguerra in poi è esplosa un’epopea modernista che ha portato satana a tali posizioni di forza (soprattutto nel mondo massmediatico) da far dire alla Madonna: «satana regna» (25 marzo 2020).
Prima di arrivare al tempo dei Segreti vedremo il piano di satana toccare il fondo. A Rue du Bac la Madonna aveva promesso a Caterina Labouré: «Quando tutto sembrerà perduto, io interverrò». Abbiamo davanti un periodo, di cui non conosciamo la durata, in cui l’incredulità, la perversione e l’odio dilagheranno sempre di più. Satana cercherà di mettere in atto tutto ciò che gli è possibile per intimare la resa ai credenti, per sedurli a passare sotto la sua signoria. D’altra parte, il diavolo è riuscito a cambiare la situazione dalla Domenica delle Palme al Venerdì Santo, quando ha tirato dalla sua parte le folle e la Chiesa di allora formata dagli Apostoli e dai discepoli; hanno resistito solamente la Madonna, San Giovanni e le pie donne. Satana è capace di tutto pur di stravincere, di portare la situazione a un punto irreversibile.
Quando si arriverà a quel punto, quando satana penserà di essere diventato il padrone del mondo e canterà vittoria, la Madonna allora darà l’inizio ai Segreti. La Regina della pace ha detto alla veggente Mirjana che l’inizio dei Segreti coincide con l’inizio dello sgretolamento del potere di satana. I primi due Segreti riguardano Medjugorje e la porranno sotto la lente dell’attenzione mondiale. Nella rivelazione degli eventi tre giorni prima, si manifesterà la regalità di Cristo sul mondo e la falsa forza di satana. Le false certezze cadranno; quelli che avevano posto la loro fiducia nelle cose di questo mondo, inevitabilmente si porranno delle domande, si metteranno in discussione e – quelli che non avranno il cuore indurito – si pentiranno e torneranno all’ovile santo della Chiesa.
La corsa verso l’abisso non è ancora terminata
La corsa verso l’abisso, a mio parere, non è ancora terminata perché questo è il metodo di Dio, che aspetta l’ultimo momento per vedere se crediamo fino in fondo, se ci fidiamo totalmente di Lui. Dio ha permesso che Cristo fosse processato, flagellato, coronato di spine, inchiodato alla croce, ha permesso che morisse, che fosse sepolto e che davanti alla tomba fosse posto un macigno. Chi non aveva fede pensava che allora fosse tutto finito, in realtà dopo tre giorni Cristo è risorto! Questo è il metodo di Dio per provare la fede.
Anche questa volta sarà così e prima del tempo dei Segreti si arriverà a un’impostura anticristica che dominerà il mondo. L’impostura anticristica è il rifiuto della fede cristiana, della salvezza che viene dalla Croce ed è la presunzione di poter salvare la nostra vita dal peccato e dalla morte attraverso le opere dell’uomo, come la scienza e la tecnica, strumenti dell’onnipotenza umana. Questa civiltà modernista metterà le radici, dominerà ancora di più, metterà a rischio la sopravvivenza della Chiesa e i suoi mezzi saranno la seduzione e la persecuzione. Stiamo già correndo verso questo traguardo, ma quante volte la Madonna ci ha detto che per il mondo senza Dio non c’è né futuro, né gioia, né salvezza eterna. I Segreti incominceranno quando l’impero del male avrà raggiunto il suo apice.
Benché conosciamo solamente qualche particolare sul terzo Segreto, ovvero un segno bellissimo, indistruttibile, che viene da Dio e che durerà fino alla fine del mondo, sappiamo che con questo segno Dio sigillerà la sua signoria sul mondo. Questo segno è una chiamata universale alla conversione perché è il segno della vittoria di Dio. Sappiamo poi che i primi due Segreti riguardano Medjugorje, che si tratta di eventi gravi per la popolazione locale, ma che ben più terribili saranno quelli dal quarto al decimo. Dei Segreti non sappiamo altro, sappiamo che riguardano il mondo e la Chiesa.
Arrivati al tempo dell’epopea dell’impostura anticristica, che si sta affermando proprio davanti a noi, essa diventerà la religione dell’umanità che adora se stessa e che non ne vuole sapere del Cristianesimo. Le altre religioni non interessano a questo tipo di società perché sono prodotte dall’uomo, a differenza del Cristianesimo che è una religione rivelata da Dio. Per assicurare il dominio dell’uomo, allora, il Cristianesimo deve essere eliminato. Nel tempo dei Segreti accadrà di certo che gli eventi rivelati tre giorni prima metteranno in crisi l’umanità, la metteranno di fronte alla decisione ineluttabile di credere o no. Alla fine, la vittoria sarà della Madonna e della Chiesa, il maligno sarà sconfitto e il mondo senza Dio crollerà.
Nel tempo dei segreti la prova più grande sarà quella della fede
Le uniche indicazioni che abbiamo per sapere quali saranno gli eventi dei Segreti di Medjugorje vengono dal Segreto di Fatima: la guerra distruttrice, la persecuzione alla Chiesa, l’apostasia. La guerra distruttrice viene raccontata da Suor Lucia nella descrizione della visione che ha inviato al vescovo di Leiria; la persecuzione alla Chiesa e l’uccisione del Papa sono nel Terzo Segreto di Fatima; l’apostasia è racchiusa nella frase della Madonna: “Il Portogallo conserverà la fede”, significa che gli altri Stati la abbandoneranno. Quello che è in questione adesso, e che nel tempo dei Segreti sarà un appello dall’alto, è la fede. Siamo tutti concentrati sulla perdita della vita e tralasciamo la morte spirituale, ma è quello il pericolo più grande perché non c’è dubbio che tutti moriremo, ma dobbiamo pensare alla salvezza eterna della nostra anima. La morte è il destino dell’uomo sulla Terra, l’unica cosa che conta è la salvezza dell’anima!
Nel tempo dei Segreti sarà in palio, prima di tutto, la salvezza della propria anima che si potrà conseguire conservando la fede. Infatti, il punto nevralgico del piano di Maria con cui sgretolerà il piano di satana e attirerà a sé molte anime è la profezia con la quale indica tre giorni prima gli accadimenti dei Segreti. Questo fatto indica la signoria di Dio, mediante la presenza di Maria inviata da Cristo, sugli eventi della Storia e della natura. Il vero Dio è Cristo, il Cristo della Chiesa Cattolica. Nel tempo dei Segreti sarà decisivo credere alla Madonna e alle profezie che verranno dette tre giorni prima, aderire a queste profezie e seguirle, mantenere il nostro cuore umile e puro. L’essenziale è che, ascoltando quello che dice la Madonna, noi salviamo le nostre anime; sarà poi Lei a decidere se salvare anche i nostri corpi. Dobbiamo essere solleciti di aderire a Dio, mettere la nostra vita nelle sue mani e fidarci della Regina della pace che ha detto che se risponderemo alla sua chiamata non ci pentiremo né noi, né i nostri figli, né i figli dei nostri figli. Nel tempo dei Segreti si manifesterà la regalità di Cristo sul mondo e verrà smascherata la falsa forza di satana che non potrà fare niente. Satana creerà gli eventi distruttivi ma la Madonna li svelerà tre giorni prima che accadano, saranno come mine disinnescate che non esploderanno.
Il piano della Madonna è un piano celeste di salvezza. Il mondo potrà veramente essere distrutto e chi non crede potrà veramente perdere la propria anima. L’inferno c’è veramente ed è per tutti quelli che rifiutano Dio. L’esito finale è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. La Madonna trionferà con la Chiesa e con i suoi pastori. L’apostasia è una tentazione dalla quale dobbiamo stare molto attenti, non ci sarà difficile orientarci specialmente se abbiamo i cuori puri; comunque, la Madonna sarà presente e ci guiderà. Il trionfo di Maria è una certezza.
Alla fine di tutto c’è quell’espressione che la Madonna ha detto a Fatima e che ha ripetuto all’inizio delle apparizioni di Medjugorje: dopo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria la Russia si convertirà e il mondo avrà un tempo di pace. Questa espressione indica che prima di convertirsi la Russia avrà svolto un ruolo anticristico fondamentale; la Madonna ci ha fatto capire che la Russia è il soggetto con cui satana cerca di distruggere il mondo e la Chiesa Cattolica. Se alla fine la Russia si convertirà è perché prima avrà compiuto l’opera di satana di voler distruggere il mondo e la Chiesa Cattolica. Ma non riuscirà e alla fine si convertirà, entrerà a far parte della Chiesa Cattolica. Questa è la via che percorre la Madonna e noi dobbiamo percorrerla con Lei, evitando altre vie opportunistiche che molti sognano pensando di realizzare chissà che cosa con le forze di questo mondo.
Meditino quei cattolici che pensano che salvezza viene da messianismi molto discutibili. Bisogna tenere ben presente la frase della Madonna secondo cui alla fine la Russia si convertirà. La conversione implica un cambio radicale di vita, il ripudio del peccato e l’adesione alla Chiesa. La Russia rinnegherà il suo messianismo e la sua pretesa di dominare il mondo ed entrerà a far parte della Chiesa Cattolica.
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