Il Catechismo della Chiesa Cattolica è molto chiaro sul Purgatorio. Allontanandosi dall’insegnamento della Chiesa si rischia di incorrere in errori gravi, addirittura in eresie. È bene, allora, rimanere nell’ambito dell’insegnamento della Chiesa che è molto semplice e molto radicato nella Scrittura. Anche la Regina della pace ha dato alcuni bellissimi Messaggi proprio sul Purgatorio, anch’essi sono di altissimo valore spirituale e sono conformi all’insegnamento tradizionale della Chiesa.

Al numero 1030 il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del Cielo.

L’affermazione più importante è la prima: “Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dioma sono imperfettamente purificati” e cioè coloro che muoiono perlomeno col pentimento dei propri peccati. Un pentimento sincero dei propri peccati, anche nell’ultimo istante della vita, con l’apertura del cuore alla grazia della fede e alla Divina Misericordia, basta a Dio per portare quell’anima nell’area della salvezza che è il Purgatorio. In questi casi le persone sono imperfettamente purificate perché il peccato mortale, anche quando viene confessato e viene perdonato, le conseguenze rimangono e sono nelle imperfezioni che impediscono all’anima di essere così pura e splendente da poter entrare in Paradiso. “Sebbene siano certi della loro salvezza eterna” vuol dire che il Purgatorio è il luogo della salvezza, quindi quelle anime sono certe di andare in Paradiso. Le anime del Purgatorio non vanno per nessun motivo all’inferno; in Purgatorio si purificano per entrare in Paradiso. Le anime che vanno in Purgatorio, allora, sono certe della Salvezza eterna ma, dopo la morte vengono sottoposte a purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del Paradiso.

Ci sono molte rivelazioni private approvate dalla Chiesa che spiegano che in Purgatorio da una parte c’è la gioia perché le anime sono certe di andare in Paradiso, dall’altra c’è un grande dolore perché comunque sono separate da Dio in quel momento. È un po’ il tormento dell’attesa, della separazione da Dio. Il Purgatorio, come dice Santa Caterina da Genova, è il luogo della massima gioia e del massimo dispiacere mitigato, però dall’attesa e quindi non disperato.

Il fuoco del Purgatorio non è il fuoco divoratore dell’inferno, è il fuoco purificatore dell’amore di Dio. Il fuoco del Purgatorio accende le anime di amore e nel medesimo tempo le purifica con la sofferenza della separazione da Dio. Rispetto all’inferno il Purgatorio è tutt’altra cosa. Il Purgatorio è il luogo della purificazione, l’inferno è il luogo della disperazione. Prosegue, infatti, il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1031: La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: «Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c’è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti, colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro. C’è una sottile distinzione per quanto riguarda le colpe leggere su cui la Chiesa ha formulato la Dottrina sul Purgatorio; si deve credere, allora, che prima del giudizio finale (quando tutte le anime del Purgatorio andranno in Paradiso) c’è un fuoco purificatore. Bisogna specificare che qualsiasi colpa commessa in questa vita, con il pentimento viene perdonata; ma chi bestemmia contro lo Spirito Santo si mette in una condizione di totale chiusura del cuore da rendere impossibile la conversione. Le bestemmie contro lo Spirito Santo, cioè il disprezzo di Dio, sono peccati che portano all’impenitenza e sono i più pericolosi di tutti. Bestemmiare contro lo Spirito Santo significa, in sostanza, rifiutarlo, osteggiarlo, mandarlo via; di conseguenza non c’è perdono. Per essere perdonati bisogna pentirsi e accogliere lo Spirito Santo. Questo ci fa capire che cos’è lo stato di impenitenza finale a cui si può arrivare già in questa vita quando si odia Dio.

Prosegue il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1032: Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti: «Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? […] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere». Fin dall’inizio, allora, è stata prassi della Chiesa offrire il sacrificio eucaristico (la Santa Messa) in espiazione dei peccati dei defunti.

Ci sono, poi, molte rivelazioni private che la Chiesa ha ritenuto conformi alla Dottrina; un esempio è Santa Caterina da Genova. Inoltre, la Madonna a Medjugorje ha dato ben sette Messaggi bellissimi nei quali ci invita a venire in soccorso delle anime del purgatorio con le nostre preghiere e i nostri sacrifici; è un atto di grande carità. Non solo, allora, dobbiamo pregare per inostri defunti e far celebrare Messe, ma anche per tutte le anime, specialmente per quelle per cui nessuno prega e che magari si trovano proprio nella parte più profonda del Purgatorio.

La Regina della pace ha fatto vedere ai veggenti di Medjugorje il Purgatorio, il Paradiso e l’inferno che ne hanno fatto una descrizione pienamente concordante. In particolare, del Purgatorio hanno detto che si tratta di un luogo di oscurità e di sofferenza, ma salendo dal basso verso l’alto la visione diventa sempre più nitida. I veggenti hanno raccontato che in questa nebbia sentivano la sofferenza delle anime, i loro pianti. Di qui, allora, la grande carità che dobbiamo avere nei confronti delle anime del Purgatorio. Non basta far dire la Messa, ma possibilmente dobbiamo parteciparvi.

L’indulgenza plenaria, applicabile alle anime del Purgatorio e a determinate condizioni, fa sì che vadano direttamente in Paradiso.

Dal mezzogiorno dell’1 novembre fino a tutto il 2 novembre, l’indulgenza plenaria per i defunti si può lucrare visitando con fede una chiesa o un oratorio e recitando un Padre Nostro e un Credo; nei singoli giorni dall’1 all’8 novembre (Ottavario dei defunti) visitando devotamente un cimitero, pregando, anche solo mentalmente, per i defunti. Per ciascuna indulgenza plenaria è necessario adempiere a tutte le seguenti condizioni: Confessione sacramentale (nei giorni immediatamente precedenti o successivi, di norma circa otto giorni prima o dopo); Comunione eucaristica ricevuta nello stesso giorno; Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice (solitamente un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre); distacco totale da qualsiasi peccato, anche veniale (la volontà sincera di non voler commettere alcuna colpa.

Bisognerebbe pregare tutti i giorni con queste intenzioni che sono fondamentali per dimostrare il nostro affetto ai defunti che, in Paradiso e in Purgatorio, possono pregare per noi. La prima persona che ha visto la Madonna a Medjugorje è stata la veggente Ivanka, alla quale era morta la mamma due mesi prima. Dopo qualche giorno, la ragazza ha chiesto notizie della mamma alla Madonna, la quale l’ha rassicurata dicendole che stava bene, che era con lei. Successivamente, la Madonna è apparsa con accanto proprio la mamma di Ivanka a conferma del fatto che fosse in Paradiso; questo, ovviamente, ha rallegrato molto la gente perché era una donna molto semplice e umile, una brava cristiana. La gente di Medjugorje, allora, ha capito che non è così difficile andare direttamente in Paradiso. Prima ancora che la mamma apparisse con la Madonna, Ivanka nel corso di un’apparizione ha chiesto se ci fosse qualche comunicazione per lei; la Madonna le ha risposto che la mamma aveva raccomandato di essere obbediente alla nonna. Questo sta a indicare che in Paradiso le anime ci guardano. Sono piccole cose che ci fanno capire che c’è questa grande comunicazione fra il Paradiso, il Purgatorio e la nostra vita qui sulla Terra.