"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 111 di 236

🔴LIVE🔴Cercate il volto di mio figlio – Catechesi a cura di Padre Livio – puntata 30

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì, 30 Luglio 2024

In diretta su Radio Maria, blogdipadrelivio.it, Facebook, YouTube in differita

INVITO AL ROSARIO PER IL DONO DELLA PIOGGIA

Su Radio Maria h. 20.30 e 23.50

LA PROLIFERAZIONE DEL PECCATO

La ripetizione del peccato genera il vizio

I sette vizi capitali

I peccati che gridano verso il Cielo

La cooperazione ai peccato commessi dagli altri

LA SICCITA’ IN SICILIA: AIUTATI CHE DIO TI AIUTA

Articolo di Paolo di Stefano – Corriere della Sera 30 Luglio 2024

VENTI DI GUERRA SUL CONFINE COL LIBANO

Hezbollah ha la forza per riaccendere il conflitto con Israele

QUALE POLITICA ESTERA SE VINCE TRUMP ?

Più duro con L’Iran e più filo-Israele

Un compromesso per l’Ucraina

BLOG: LE MINORANZE CRISTIANE IN EUROPA

Una lettera da Parigi


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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I cristiani in Francia non sono numerosissimi ma veri

Caro Padre Livio,

 Vivo alla periferia di Parigi dal 2016 per motivi di lavoro.

In questi giorni in cui si svolgono i giochi olimpici, mi sono messa in smart working ed ho spento la televisione.

Purtroppo, attraverso internet, sono stata messa comunque al corrente di quello spettacolo osceno che é stato messo in scena durante la cerimonia di apertura dei JO.

La firma satanista era esplicita.

Vorrei dire questo: sì, questa è la Francia. Il wokismo ha preso piede avvalorato dai suoi governanti, in particolare da Macron. La propaganda gender è introdotta fin dalle primissime classi a scuola.

Quando sono arrivata in Francia, mi sono sentita estremamente sola, perché non potevo parlare di religione senza suscitare sorrisini di ilarità e senza che mi si consigliasse che fosse meglio tacere.

Mi dicevo che i francesi erano tutti atei. Perché in Italia non siamo abituati a nasconderci. In Italia anche gli atei possono portare una Croce al collo, se non altro per voler seguire una moda.

Più tardi ho cambiato idea, ci sono dei cristiani in Francia. Sono una minoranza, ma li si trova là dove devono essere : sono presenti alla Messa la domenica. Oppure organizzano delle serate di lode e adorazione nelle chiese, la sera, dopo il lavoro.

Io stessa, ogni due del mese, sono invitata con mia figlia a recitare il rosario per le intenzioni della Madonna di Medjugorje da una coppia di amici che mette a disposizione la propria casa per accoglierci.

In Francia, i cristiani, quando si riconoscono, si sorridono e, a voce bassa si dicono : «Anche io sono cristiano…» E quando dicono questo, significa che sono dei veri cristiani praticanti. Perché ci sono anche quelli di tradizione, che sono stati battezzati, ma che seguono la corrente della propaganda atea francese, restando nella loro piccola zona di confort e cercando di saperne il meno possibile di Gesù, perché, come amano dire: «Gesù ha vissuto più di duemila anni fa. Se fosse nato adesso avrebbe predicato altro. Il mondo si è evoluto».

Chiamano questo sfacelo evoluzione? Ma Gesù é vivo in tutti i tabernacoli delle loro chiese vuote! La sua Parola é immutabile nei secoli!

I cristiani non sono numerosissimi in Francia, ma sono veri, perché qui bisogna veramente volerlo di essere cristiani e si va controcorrente per esserlo. Ma tra loro si riconoscono, si sostengono, pregano gli uni per gli altri e vanno avanti uniti.

E quando si scambiano delle mail o degli sms, concludono dicendo «In unione di preghiera», «Fraternamente», «Che Dio ti benedica»…

E pregano molto per i loro persecutori, perché sì, siamo martirizzati come mi diceva un fratello cristiano che ho conosciuto qualche settimana fa. Non come i martiri dell’antichità, ma siamo comunque isolati, derisi come pazzi, ci obbligano a togliere la Croce dal collo sul posto di lavoro e a non parlare mai di religione.

E nonostante tutto, quando ci ritroviamo, siamo pieni di gioia. Una gioia che qui non si vede in nessuna altra parte.

Concludo, Padre Livio, ringraziandola per il suo apostolato.

La seguo anche dalla Francia, come pure mia figlia Laura

Maria


Cara Maria,

mi ha molo rallegrato la sua testimonianza sulla presenza in Francia di una minoranza cristiana autentica. Siamo di nuovo tornati  in Francia,  come  in molte parti d’’Europa, ai primi secoli del Cristianesimo, quando i seguaci di Cristo erano piccoli gruppi, ben uniti fra loro dai legami della fede, ma guardati con ostilità e persino sanguinosamente perseguitati.

Oggi quelli che ci perseguitano sono i nuovi pagani, che hanno rifiutano la fede, illudendosi di essersi “risvegliati”. Se non si ricrederanno li attende un “risveglio” ben più traumatico. Quello che colpisce è il vuoto e la degradazione spirituale a cui arriva l’uomo quando rimuove Dio dalla sua vita e si mette al suo posto.

D’altra parte si sta notando a Parigi, come a Bruxelles e in altri capitali europee, un aumento significativo dei giovani e degli adulti battezzati durante la veglia del Sabato Santo.

Le cifre incominciano a diventare consistenti: (Secondo i dati della Conferenza episcopale francese, nel 2024 sono stati battezzati 7135 catecumeni adulti, il che costituisce un aumento del 30% rispetto all’anno scorso, quando furono 5463. E nel 36% dei casi i nuovi battezzati hanno tra i 18 e i 25 anni).

Questo conferma quanto noi crediamo e sperimentiamo e cioè che Cristo risorto è vivo ed è presente, ieri, oggi e sempre, e che non vi è altro Salvatore e Signore al di fuori di Lui.

Mi ha molto colpito quello che lei ha detto sul fatto che i cristiani si riconoscono e si ritrovano alla Santa Messa della Domenica. Infatti il cuore pulsante della Chiesa è l’Eucaristia, come ci ha insegnato la Regina della pace, ed è quello il centro di incontro, di attrazione e di vita al quale non possiamo mai mancare.

Il vuoto desolante di una vita senza Dio, che degrada e svuota le persone, se da una parte ci rattrista, dall’altra è un invito alla testimonianza dell’amore e della gioia. La Madonna è qui da così tanto tempo per alimentare questo risveglio insopprimibile della fede in suo Figlio Gesù, via, verità e vita.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 56 – DIO E’ VERITA’ E AMORE

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I RITIRI SPIRITUALI SONO OSSIGENO PER L’ANIMA

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla gravità del peccato: peccato mortale e peccato veniale

Cari amici, i peccati e la loro gravità – davanti a Dio e al prossimo – non sono uguali. I peccati veniali non offendono la carità, non estinguono l’amore di Dio e non rompono il nostro rapporto con Cristo. Siamo dei tralci poco fruttuosi e un po’ appassiti, ma non separati, ancora legati alla linfa della vite che è Cristo.

I peccati mortali, come dice la parola stessa, danno la morte dell’anima. Come disse la Madonna in un Messaggio di Natale: «Vi porto mio Figlio Gesù perché vi benedica e vi riveli il Suo amore che viene dai cieli. Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra. Per questo gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019). La morte spirituale non è un annientamento ma una perversione.

Anche i peccati mortali non sono tutti della medesima gravità. C’è una componente nei peccati gravi che è triplice e classica, che San Giovanni Paolo II ha voluto nel Catechismo della Chiesa cattolica. I peccati mortali sono tali a tre condizioni: la prima condizione è che la materia deve essere grave; la seconda è la piena avvertenza che sia un peccato mortale, cioè essere consapevoli della sua gravità; la terza è il deliberato consenso, cioè la decisione, il voler fare il peccato.

La materia grave è più facile da valutare , ma solo Dio può giudicare appieno la piena avvertenza e il deliberato consenso. Ci sono anche tanti condizionamenti da tenere in considerazione per arrivare a una valutazione secondo giustizia. Se una persona compie un peccato con piena avvertenza e il deliberato consenso e con l’aggravante della premeditazione, tale perversità la rende sempre più simile al maligno.

I peccati hanno duplice effetto verso chi viene commesso e in chi lo fa. Infatti il male non solo fa male agli altri ma anche a se stessi. Ecco i punti più importante del Catechismo sulla gravità dei peccati.

La gravità del peccato: peccato mortale e veniale

1854 È opportuno valutare i peccati in base alla loro gravità. La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già adombrata nella Scrittura, si è imposta nella Tradizione della Chiesa. L’esperienza degli uomini la convalida.

1855 Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave della Legge di Dio; distoglie l’uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore.

Il peccato veniale lascia sussistere la carità, quantunque la offenda e la ferisca.

1856 Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale che è la carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della Riconciliazione:

«Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale […] tanto se è contro l’amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro, ecc., quanto se è contro l’amore del prossimo, come l’omicidio, l’adulterio, ecc. […] Invece, quando la volontà del peccatore si volge a una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia non va contro l’amore di Dio e del prossimo — è il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc. —, tali peccati sono veniali».

1857 Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: «È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso».

Nei punti successivi, il Catechismo della Chiesa cattolica, illustra queste tre condizioni.

1858 La materia grave è precisata dai dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre» (Mc 10,19). La gravità dei peccati è più o meno grande: un omicidio è più grave di un furto. Si deve tenere conto anche della qualità delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori è di per sé più grave di quella fatta ad un estraneo.

Ad esempio, la gravità di un furto dipende anche da chi si deruba e così via. La materia grave è valutata dalla scienza morale, una parte della teologia che è necessaria in modo particolare per i sacerdoti che confessano.

1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso con piena consapevolezza e pieno consenso. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell’atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perché sia una scelta personale. L’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.

L’ignoranza con la quale inganniamo noi stessi cercando di assolverci, la durezza del cuore che è l’indurimento, la coscienza soffocata, sono tutti elementi che aggravano la brutalità del peccato.

1860 L’ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilità, le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe patologiche. Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti, la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.

Preghiamo volentieri per i peccatori, non sostituiamoci a Dio nel giudicarli, ma aiutiamo a convertirli.

I punti del Catechismo della Chiesa cattolica sul peccato terminano con un accenno ai peccati contro Spirito Santo. Molto importante perché sono peccati per il quale non c’è perdono.

1864 «Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata» (Mt 12,31). La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo. Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.

Non consentite a voi stessi, ingannandovi, di precipitare nella rovina eterna, di cui Gesù stesso parla. La Misericordia di Dio è immensa, ma chi rifiuta deliberatamente il perdono di Dio può essere portato all’impenitenza e alla rovina finale ed eterna. Preghiamo affinché non cadiamo in questo accecamento e per coloro che sono già accecati e stanno correndo nell’abisso.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴Cercate il volto di mio figlio – Catechesi a cura di Padre Livio – puntata 29

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