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“MARIA HA SCELTO LA PARTE MIGLIORE”

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO ai partecipanti del Festival dei Giovani Medjugorje, 1-6 agosto 2024
data: 01.08.2024.
Cari giovani,
sono gioioso di potervi rivolgere questo messaggio in occasione del 35o Festival dei Giovani, che vi ha radunato numerosi a Medjugorje, affinché l’incontro con il Signore Gesù nella comunione con la Vergine Maria, possa suscitare la fiamma della vostra fede. In questi giorni intensi riflettete sul tema: “Maria ha scelto la parte migliore” (Lc 10, 42). Partendo proprio da questa frase del Signore, vorrei offrirvi alcuni brevi suggerimenti per la vostra crescita spirituale e il vostro impegno nella Chiesa e nel mondo.
Gesù, con ciò che dice a Marta, la sorella di Lazzaro e di Maria, ci ricorda che l’approccio di un discepolo autentico è mettersi in ascolto della Parola del Signore. Maria si rende conto che il Signore è entrato nella sua casa, ma vuole entrare anche nel suo cuore. Ella, infatti, si è seduta ai suoi piedi per ascoltarlo, scegliendo così la parte migliore che “non le sarà tolta”.
Un’altra discepola autentica è Maria di Nazareth. Dio entrò nella casa di questa giovane ragazza e le parlò. Ha accolto la Parola di Dio nel proprio cuore e ha partecipato al Suo disegno, mettendo a disposizione tutta se stessa quando, nella pienezza dei tempi, Dio mandò suo Figlio. Lei era presente in silenzio ai piedi della croce quando Gesù, il Figlio di Dio e Suo Figlio, ha redento il mondo; Lei ha seguito gli apostoli nel giorno di Pentecoste, quando la Chiesa nacque nello Spirito Santo. Permettendo che la Parola di Dio entrasse nel Suo cuore, la Vergine Maria ha compiuto la Sua missione con fedeltà e attenzione. Anche Lei ha scelto la parte migliore: il Signore Gesù.
Allo stesso modo voi, cari amici, siete chiamati a diventare gli autentici discepoli di Cristo. Restate alla presenza del Maestro per meditare la Parola di Dio, lasciando che essa illumini la vostra mente e il vostro cuore per scoprire e collaborare nel disegno che il Padre ha per ciascuno di voi. Per questo vi incoraggio a stabilire un legame stretto con il Vangelo e ad averlo con voi, affinché sia per voi come una bussola che vi indica la strada da seguire. Leggendolo imparerete a conoscere Cristo, «il Figlio di Dio fatto uomo, è la Parola unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui dice tutto, e non ci sarà altra parola che quella» (CCC, 65), come conferma anche san Girolamo: «L’ignoranza della Scrittura è l’ignoranza di Cristo» (PL 24,17). Rafforzatevi anche con la forza della grazia sacramentale della Riconciliazione e dell’Eucaristia, visitate il Signore in questo incontro “cuore a cuore”, cioè nell’adorazione eucaristica.
Un discepolo autentico, inoltre, diventando saggio e forte nello Spirito, trasmette necessariamente agli altri il Regno di Dio, perché annunciare la Sua Parola non è un obbligo solo per sacerdoti e religiosi, ma anche per voi, cari giovani. Dovete avere il coraggio di parlare di Cristo nelle vostre famiglie, nel vostro ambiente educativo e lavorativo, nel vostro tempo libero. AnnunciateLo soprattutto con la vostra vita, manifestando la presenza visibile di Cristo nella vostra esistenza, nell’impegno quotidiano e in coerenza con il Vangelo in ogni decisione concreta. Il Signore vi vuole come intrepidi apostoli della Buona Novella e come costruttori di un’umanità nuova.
Carissimi, che la mia benedizione vi accompagni, e alla Madre Maria, Madre della Chiesa, affido ciascuno di voi, affinché interceda perché abbiate forza e saggezza per poter parlare con Dio e parlare di Dio. Che il Suo esempio vi esorti a essere annunciatori di speranza, amore e pace nel mondo. Infine, vi chiedo gentilmente di pregare per me.
Roma, presso San Giovanni in Laterano
Solennità dei Santi Pietro e Paolo apostoli, 29 giugno 2024
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Programma da Giovedì 1 Agosto a Martedì 6 Agosto
Thursday 1. 8. 2024:
– 18:00 Rosary
– 19:00 Opening of the Youtn festival, Holy Mass
– 21:00 Adoration of the Blessed Sacrament
Friday 2. 8. 2024:
– 6:00 Rosary on Apparition Hill
– 9:00 Prayer, Catechesis, Testimonies
– 12:00 The Angelus
– 12.00 – 16:00 Recess
– 16:00 Testimonies
– 18:00 Rosary
– 19:00 Holy Mass
– 20:30 Procession with Our Lady’s statue, Adoration of the Blessed Sacrament
Saturday 3. 8. 2024:
– 9:00 Prayer, Catechesis, Testimonies
– 12:00 The Angelus
– 12.00 – 16:00 Recess
– 16:00 Testimonies
– 18:00 Rosary
– 19:00 Holy Mass
– 20:30 Meditation with candles, Prayer before the Cross
Sunday 4. 8. 2024:
– 16:00 Cencolo – Testimonies
– 18:00 Rosary
– 19:00 Holy Mass
– 20:30 Presentation of community Cenacolo, Film
Monday 5. 8. 2024:
– 9:00 Prayer, Catechesis, Testimonies
– 12:00 The Angelus
– 12.00 – 16:00 Recess
– 16:00 Testimonies
– 18:00 Rosary
– 19:00 Holy Mass
– 20:30 Adoration of the Blessed Sacrament, MISSION, Singing farewell
Tuesday 6. 8. 2024:
~ 2:00 Climbing the Cross Mountain (private)
– 5:00 Holy Mass on Cross Mountain






Pensiero spirituale sull’ateismo che è la madre di tutte le tentazioni
Cari amici, l’ateismo è una tentazione collettiva tipica del nostro tempo. La Madonna l’ha spiegato in molti suoi Messaggi: «L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023); «Questa terra, che è ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che è bello e buono nell’anima di ognuno di voi» (25 ottobre 2008). L’ateismo è una tentazione fra le più gravi. È stata la prima tra tutte le tentazioni.
Lucifero fu creato da Dio e nel primo istante fu elevato in grazia nella sua bellezza angelica. Il male è nato nel momento in cui l’angelo ribelle – nel secondo istante – guardò se stesso e si preferì a Dio, ebbe invidia e si ribellò. Questo è l’origine del male nella Creazione. Questa medesima tentazione è avvenuta nel Paradiso terrestre con la differenza che i nostri progenitori sono stati tentati da un agente esterno, raffigurato dal serpente. Egli ha iniettato il veleno – che era dentro di sé – in Adamo ed Eva.
Quindi, il peccato dei nostri progenitori è stato di superbia, perché anch’essi si sono ingelositi di Dio, hanno rivendicato la loro realtà di creature perfette elevate in grazia. Hanno attribuito a se stessi questa dignità, sottraendosi a Dio, contrapponendosi a Lui e alleandosi con il demonio. La superbia li ha portati a competere con Dio, a paragonarsi e misurarsi con Lui. Questo è il peccato che ha dato origine a tutti gli altri, è la radice del male.
Benedetto XVI, Papa Francesco e molti pensatori, hanno dato la seguente suggestione: che la nostra generazione sta vivendo esattamente quello che i nostri progenitori hanno passato nel Paradiso terrestre. Vive la tentazione di fare a meno di Dio, di contrapporsi a Dio, di negare Dio, una tentazione collettiva. La Madonna stessa parla di un mondo nuovo senza Dio che vogliamo costruire: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore» (30 ottobre 1981), come se fossimo noi i creatori. Questa è la radice del male che è rimasta nell’uomo.
La nostra negazione non è quella di Dio Creatore come fu per gli angeli ribelli e per la prima coppia. Non ci contrapponiamo a Dio Creatore, ma a Cristo Redentore, a Dio fatto uomo perché siamo nati nel Cristianesimo e la nostra eredità di popoli dell’Occidente è cristiana. Questa eredità, tuttavia, è andata disfacendosi, prima di tutto a livelli delle classi intellettuali successivamente è andata accelerando in questi ultimi decenni di ateismo generalizzato. Un ateismo che si diffonde come un virus, nel quale sono rimaste intrappolate tante persone. Vivendo senza Dio si sono ritrovate atee. La nostra generazione ha vissuto – in un certo senso – quella contrapposizione a Dio che ha vissuto la prima coppia dell’umanità. È come un rinverdire, un riproporre il peccato originale in chiave cristologica, di negazione di Cristo, del Cristianesimo e della Croce, per questo la Madonna ha detto: «La croce e la fede sono rifiutate» (25 luglio 2020).
In questa propagazione estremamente veloce dell’ateismo siamo rimasti coinvolti tutti. Coloro che avevano una fede superficiale, che non hanno coltivato con la preghiera, hanno incominciato a vivere un ateismo pratico di fatto. Successivamente hanno iniziato a viverlo nel teorico, supportato dalla pseudoscienza che nega Dio. Non è la scienza che stabilisce se Dio esiste, ma può studiare le cose che Dio ha compiuto.
La mia generazione è passata dalla fede all’ateismo e i figli dei figli sono cresciuti nell’ateismo. Un’ignoranza di Dio che è assente dalla comunicazione, dagli interessi culturali, dalle domande esistenziali, dalle scuole, dai mass media. Qualora fosse presente è per essere vituperato, come viene fatto sistematicamente nei confronti del suo inviato Gesù Cristo e di tutto ciò che è cristiano.
Questo viene presentato come il passaggio più importante della civiltà umana. I promotori di questa svolta atea – fin dal 1600 – hanno elaborato una falsa supremazia di questa ideologia. La Storia umana, sarebbe giunta al punto critico di maturazione con un salto di qualità che è stato compiuto proprio nel nostro tempo, ovvero il salto dell’ateismo. L’uomo ha finalmente scoperto di essere “dio” e si proclama tale.
In realtà – a questa pretesa di aver fatto un salto di civiltà passando dalla fede all’ateismo – dobbiamo essere in grado di rispondere dicendo semplicemente che si tratta della vecchia tentazione dei nostri progenitori, che hanno voluto essere “dio” al posto di Dio. Come conseguenza, sono usciti dal Paradiso terrestre privi di tutti i doni che Dio aveva offerto a loro, come il dono della sapienza, dell’immortalità, della perfetta integrità tra anima e corpo, l’assenza di sofferenza.
Passando dal Cristianesimo all’ateismo – darwinismo, ecologismo, wokismo ecc. – siamo caduti nella trappola del demonio, che ci ha ingannato nel medesimo modo: solleticando la nostra superbia. Cadendo in tale trappola, abbiamo perso tutto ciò che Cristo ci ha donato, cioè la Redenzione dal male, il perdono dei peccati, la vita eterna, la gioia della vita su questa Terra, l’eternità beata. Tutto ciò che Cristo è nella sua umanità trasfigurata dalla divinità, alla quale noi siamo chiamati a partecipare. Chi è entrato e ha aderito alla tentazione ha perso tutto, trovandosi di fronte al diavolo. Dopo averci riesiliati, vuole metterci gli uni contro gli altri, per portare tutto alla distruzione. In questo modo, lucifero riempie il suo regno di anime perdute a causa della superbia.
A questa tentazione hanno resistito coloro che pregano – non come il fariseo che loda se stesso affermando di non essere come tutti gli altri, ladri, impuri – come il pubblicano che afferma con umiltà di essere una povera creatura peccatrice, che crede in Dio, nella Redenzione e chiede il perdono dei peccati, la grazia della purificazione del cuore e la vita eterna. Chi si è trovato in questa preghiera umile e fervente di fronte al Mistero cristiano del Dio incarnato e crocifisso, ha conservato la fede e se stesso.
Non è un’anima morta, ma viva. È una creatura piena di luce insieme a tante altre, che possono dare una grande contributo alla salvezza del mondo. La Madonna ha detto che è importante che nelle tenebre fosche del male, non ci sia un buio assoluto, ma che qua e là ci siano delle luci di speranza e di fede che testimoniano che Dio c’è, è presente, prepara la sua vittoria e quello che è nel suo programma di salvezza. Tutti coloro che si aprono umilmente alla grazia, vengono salvati e avranno la vita eterna.
Il rifiuto della fede e della Croce avrà delle conseguenze tremende, che vedremo nel tempo dei Segreti, quando molti saranno in balia del maligno. Avendo rifiutato Cristo si sono messi nelle mani del diavolo. Dio ha posto sul nostro cammino due strade, il bivio della vita e della morte, dovremo scegliere la strada che porta a Cristo o che porta alla schiavitù eterna del demonio. Un’autoselezione di noi stessi.
L’illusione, l’accecamento, che stupisce e addolora, è pensare che si possa eliminare Dio. Dio esiste e saremo noi a decidere se metterci di fronte alla sua Giustizia o Misericordia. Nel nostro ateismo non potremo mai rimanerci fino alla fine, saremo chiamati a decidere. L’ateismo è l’anticamera che porta all’inferno. Dio nella sua Misericordia ci dà un tempo di grazia per poter ritornare a Lui.
Il nostro compito è proprio questo: ritornare a Dio e fare di tutto per portare le persone a Dio perché si convertano, ritornino a Gesù Cristo, alla sapienza della Croce, all’abbraccio dell’amore eterno. Liberatevi dal peccato, dal demonio, dalle tenebre. È un regno invivibile da cui si deve fuggire il più velocemente possibile. Coloro che ne sono accecati, quando se ne renderanno conto, sarà troppo tardi.
Facciamo la nostra parte con zelo, con amore, con dedizione, andiamo a Dio e testimoniamo il Suo amore per tutte le creature.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

Giovedì, 1 Agosto 2024
In diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – You tube ( in differita)
Vi invitiamo a unirvi ai S. Rosari delle h 20.30 e 23.50 per il dono della pioggia
L’ATEISMO E’ LA MADRE DI TUTTE LE TENTAZIONI
L’ateismo è un preferire se stessi a Dio
E’ il peccato delle origini
E’ il peccato del mondo senza Dio
E’ un peccato che porta alla morte
La medicina è la preghiera.
RISCHIO DI GUERRA TOTALE IN MEDIO ORIENTE
La Presidenza Biden è depotenziata
Chi in Medio Oriente vuole la eliminazione di Israele?
Possibile una resa dei conti fra Israele e Iran?
Articolo di Federico Rampini – Corriere della Sera – 1 Agosto 2024
E’ per fermare questa guerra che la Madonna ha pregato sempre in aramaico durante la Novena?
LO SHOW DI PARIGI: UN ATTO DI GUERRA CONTRO LA CIVILTA’ CRISTIANA
Articolo di Roberto de Mattei – Corrispondenza romana 31 Luglio 2024
La Civiltà Occidentale non è quella esibita a Parigi
L’Occidente è una storia di fede religiosa e di civiltà
BLOG
La Missione di Bruno Cornacchiola in Russia
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: La missione di Bruno Cornacchiola in Russia
Buonasera caro Padre Livio, sempre grazie per tutto quello che con tanto amore fa per noi. A proposito della futura conversione della Russia, mi trovo d’accordo con voi nel pensare che, magari con l’ultimo segreto, potrà accadere qualcosa che farà aprire gli occhi e il cuore di quel popolo. Dopo tutto, la Madonna ha detto “alla fine” la Russia si convertirà. Noi dobbiamo affidarci a Lei e aiutarla a realizzare i Suoi piani.
A questo riguardo, leggendo il libro “il veggente” di Saverio Gaeta, a pagina 127 viene riportato un passo del diario di Bruno Cornacchiola, che annota, in data 1° novembre 1973:
“Partenza per la missione segreta in Russia. Non importano le fatiche, l’ importante è che si compia la santa volontà di Dio, in obbedienza umile e sottomissione veramente santa”. Fra il 2 e il 3 novembre:
“Siamo stati a visitare il Cremlino e le tre chiese principali. Tutte le chiese sono musei e non vedi un sacerdote o suora per la via. Nessun segno religioso, soltanto segni pagani di partito”. Il 4 novembre:
“Missione compiuta a gloria di Dio”.
Gaeta scrive che Cornacchiola riuscì a seppellire la piramide di terra da lui impastata, per volontà della Santa Vergine, con terra della grotta delle Tre Fontane, acqua di Lourdes e aria e sole di Fatima (viaggi descritti a pagina 126) in un’aiuola della piazza Rossa dove recitò il Rosario. Il 5 novembre, da casa, scrive:
“Missione compiuta in Russia. Cristo e Maria porteranno vittoria sopra tutte le anime, a noi resta soltanto di pregare perché si compia più in fretta l’evento del Regno”.
La Madonna ha un piano ben preciso e questo deve darci coraggio per affrontare le prove che verranno, ma Lei sarà con noi.
Un caro saluto
Gloria
Cara Gloria,
questa missione affidata dalla Madonna a Bruno Cornacchiola resta misteriosa. Tuttavia ci conferma come alla Madre di Dio stia a cuore la conversione della Russia, che è necessaria perché il mondo abbia un tempo di Pace.
Sappiamo che questa conversione avverrà al termine dei segreti, in concomitanza col trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Noi cerchiamo di affrettarla, per il bene di tutti, con la nostra preghiera
Ave Maria
Padre Livio
31 Luglio 2024 ore – di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana
Tra i molti eventi simbolici del nostro tempo, lo spettacolo grottesco che il 26 luglio ha inaugurato le Olimpiadi di Parigi non può essere semplicemente accantonato come uno show di cattivo gusto o una provocazione culturale. E’ l’ultimo atto di guerra contro la Civiltà cristiana che ha avuto uno dei suoi picchi storici nella Rivoluzione francese.
Al centro delle polemiche sulla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici c’è stata una coreografia in cui la deejay francese Barbara Butch, nota per essersi auto-definita «grassa, lesbica, queer, ebrea e orgogliosa di esserlo»,guidava la scena, indossando una corona a forma di aureola, circondata da drag queens, dalla modella transgender Raya Martigny e da decine di ballerini dal sesso incerto, mentre irrompeva il cantante Philippe Katerine quasi nudo e dipinto di blu e nelle sembianze di Dionisio.
La rappresentazione è sembrata a molti una parodia blasfema dell’Ultima Cena e ha suscitato l’indignazione e le proteste dei cattolici di tutto il mondo. L’ideatore del tableau vivant, Thomas Jolly, che è un personaggio anch’egli apertamente “queer”, per giustificarsi ha affermato di aver tratto ispirazione non dal celebre quadro di Leonardo da Vinci, ma da uno sconosciuto artista del ‘600, Jan Harmensz van Bijlert, autore di un dipinto, Le Festin des dieux, che raffigura un banchetto degli dei sull’Olimpo.
Quale che sia l’ispirazione, l’iniziativa non può essere ricondotta a uno strambo direttore artistico, ma esprime un messaggio a lui commissionato dalle massime autorità francesi, a cominciare dal capo di Stato. Il presidente Emmanuel Macron è colui che, lo scorso 4 marzo, si è dichiarato fiero che la Francia sia stato il primo paese del mondo a inserire l’aborto nella sua carta costituzionale definendo questo atto un messaggio universale. Lo stesso Macron, nella sua arroganza, non scalfita dalla recente débâcle elettorale, ha voluto proporre al mondo un nuovo messaggio di “inclusività” anti-cristiana. Dionisio è il dio “ibrido” delle orge pagane, della sensualità sfrenata e dell’accecamento della ragione e la dichiarata intenzione degli organizzatori era quella di sostituire il sublime mistero del Cristianesimo con il baccanale dionisiaco.
L’odio verso il Cristianesimo ha sempre avuto bisogno di raffigurazioni simboliche e la Rivoluzione francese si è alimentata fin dall’inizio alla mitologia pagana. C’è una evidente continuità tra la parodia blasfema dell’Ultima Cena del 26 luglio e l’intronizzazione della Dea Ragione, avvenuta il 10 agosto 1793 a Parigi, sotto le sembianze della dea egizia Iside.
Sotto quest’aspetto c’è qualcosa di sacrilego anche nel gratuito e vergognoso oltraggio alla Regina Maria Antonietta, raffigurata nella performance parigina del 26 luglio, mentre tiene la testa ghigliottinata tra le sue mani, cantando l’inno rivoluzionario Ça ira. Macron e i suoi collaboratori hanno voluto rivendicare la Rivoluzione francese in ciò che ha di più abietto: l’uccisione della Regina di Francia, vittima innocente, come il Re Luigi XVI, dell’odio rivoluzionario, che nei sovrani francesi ha voluto colpire il principio della Regalità sociale di Cristo.
Maria Antonietta, la Regina più calunniata, ma anche più amata, e persino venerata, della storia non era colpevole di nessun crimine se non quello di incarnare una grazia aristocratica incompatibile con l’egualitarismo rivoluzionario. Molto si è scritto sulla sua presunta frivolezza e poco sulla sua pietà. Eppure lo spirito religioso della sovrana, che emerge negli ultimi giorni della sua prigionia, affonda le radici in un’educazione e in una concezione del mondo antitetica a quella rivoluzionaria. Il processo farsa davanti al Tribunale giacobino, il 14 e il 16 ottobre 1793, la vide vittima di accuse infamanti. Un’immagine del pittore inglese William Hamilton la raffigura con un vestito bianco immacolato, mentre esce dalla Conciergerie, circondata dalle “tricoteuses”, che chiedono nuovo sangue alla Rivoluzione. Henry Sanson, figlio del boia di Parigi, racconta nelle sue Memorie che ella salì i gradini della ghigliottina con sorprendente maestà, come se fossero stati quelli della grande scala di Versailles. Le stesse parole con cui Papa Pio VI, nell’allocuzione Quare lacrymae del 17 giugno 1793, definì martire Luigi XVI si possono applicare alla Regina Maria Antonietta. In questa allocuzione, Pio VI, esclamava: «Ahi Francia, ahi Francia! Chiamata dai Nostri predecessori “specchio di tutta la Cristianità e sicura colonna della Fede”, tu che nel fervore della Fede cristiana e nella devozione alla Sede Apostolica non hai mai seguito le altre Nazioni, ma le hai sempre precedute! Quanto sei lontana da Noi oggi, con codesto animo così ostile verso la vera Religione: sei diventata la più implacabile nemica fra tutti gli avversari della Fede che mai siano esistiti!»
L’uccisione dei due sovrani è l’atto fondatore della Repubblica francese e la costituzionalizzazione dell’aborto rappresenta una simbolica continuità nell’omicidio di Stato. Sbaglierebbe però chi volesse identificare la Francia con lo show blasfemo che ha aperto i Giochi Olimpici. La Francia non è piazza della Ghigliottina, ma Notre Dame e la Sainte Chapelle; la Francia non è Robespierre o Macron, ma è san Luigi e santa Giovanna d’Arco. Così sbaglierebbe chi volesse identificare lo spettacolo di degenerazione che offre Parigi in questi mesi, con la civiltà occidentale a cui tanto ha dato la Francia. L’Occidente è la storia di una fede religiosa, di uno stile di vita, di un’arte, di una letteratura, di una musica, e anche di grandi battaglie in difesa della civiltà.
I nemici esterni dell’Occidente, che sono gli eredi di Maometto nel mondo arabo e quelli di Lenin in Russia e in Cina, non odiano la decadenza dell’Occidente, ma l’Occidente in quanto tale: quell’Occidente che sconfisse l’Islam a Lepanto e a Vienna e fermò il comunismo a Varsavia nel 1920 e in Spagna negli anni Trenta del Novecento.
I nemici dell’Occidente cercano la loro rivincita. Perché ciò accada, perché essi riescano a vincere la guerra, sanno che l’Occidente deve cessare di essere cristiano, deve tornare alle idee e ai costumi del paganesimo, per cadere come una mela matura, come accadde all’Impero Romano. I barbari non odiavano la decadenza di Roma, ma il potere che per secoli li aveva soggiogati. L’espugnazione della Città Eterna da parte dei Goti di Alarico, la notte del 24 agosto 410, fu il loro trionfo. San Girolamo a Betlemme, e sant’Agostino ad Ippona versarono lacrime profonde per questo simbolico evento. Chi piange oggi per le minacce dei nuovi barbari all’Occidente? Ma, soprattutto, chi è disposto a difendere l’Occidente in nome dei princìpi e delle istituzioni che lo fecero grande nella storia? Eppure la forza di questi valori, che nasce dalla Verità di Cristo, è indistruttibile. Il futuro del mondo non è sotto la bandiera di Dionisio, né sotto quella del comunismo o dell’Islam, ma sotto quella dell’unico Dio vittorioso, che è Gesù Cristo. La fede e la ragione lo attestano.
Come e quando accadrà? A Dio tutto è possibile nella storia. Solo chi crede in un cieco determinismo storico pensa che “la storia non si fa con i se”. La storia si fa con i “se” proprio per la ricchezza delle possibilità che ogni momento presente contiene. Per questo il nostro esame di coscienza si fonda sulle mancanze che abbiamo commesso, ma che non eravamo costretti a commettere. Anche la storia, come la nostra vita, sarebbe potuta andare altrimenti e potrà andare, da un attimo all’altro, in un modo diverso. Che cosa sarebbe accaduto se il 14 luglio 1789 i dragoni del principe di Lambesc, contravvenendo all’ordine di non versar sangue dato loro da Luigi XVI, avessero spazzato via la canaglia rivoluzionaria che marciava verso la Bastiglia? La Rivoluzione anticristiana non si illuda. I dragoni del principe di Lambesc sono sempre, con la spada in pugno, dietro l’angolo della storia.
