Mese: Settembre 2024 Pagina 18 di 22

Radio Maria Papua Nuova Guinea accoglie il Papa come “apostolo della pace”
Tra le emittenti locali che hanno seguito il viaggio apostolico di Papa Francesco in Papua Nuova Guinea c’è Radio Maria, il cui direttore, un missionario vincenziano, ritiene che la visita contribuirà a unire le persone e a portare pace nei loro cuori.
Di Thaddeus Jones e Delphine Allaire – Port Moresby
Le emittenti in Papua Nuova Guinea sono pronte per l’arrivo di Papa Francesco e per tutta la copertura mediatica che ciò comporta. Tra queste c’è Radio Maria Papua Nuova Guinea, un partner di trasmissione di Vatican News.
Padre Joseph Emmanuvel Amith, missionario vincenziano che presta servizio come direttore della stazione, spera di garantire una copertura vicina e lontana per raggiungere la popolazione della nazione sparsa su molti territori e isole, una nazione di oltre otto milioni di abitanti con oltre 830 lingue diverse parlate.
Raggiungere le periferie
Padre Amith e il suo team sono presenti presso il centro di trasmissione multimediale per trasmettere tutti gli eventi e con il personale sul campo per fornire copertura in diretta e interviste.
Sebbene i loro mezzi siano limitati, sperano di coinvolgere i loro ascoltatori per aiutarli a partecipare agli eventi, ovunque si trovino, ma soprattutto tutti coloro che vivono in periferia, dove la comunicazione è così difficile.
Circa il 90% delle persone ascolta la radio, rendendola il mezzo di comunicazione chiave e un importante aiuto nella costruzione della comunità. La televisione e Internet hanno una portata limitata a causa dei pochi grandi centri urbani e delle persone sparse sulle numerose isole presenti.
Portare unità
Parlando con Delphine Allaire di Vatican News prima dell’arrivo del Papa, Padre Amith ha affermato che lui e il suo team nutrono grandi speranze per la visita del Papa, poiché “sta portando unità” a questa nazione con così tante culture e lingue, una grande ricchezza.
Afferma che questa visita contribuirà anche a portare pace nei cuori delle persone, poiché potranno vedere la presenza del Papa “come un uomo anziano” con “la grazia sul volto” e ascoltare il suo messaggio di fede, rispetto reciproco, armonia, solidarietà e pace.
«Viene come apostolo della pace», afferma padre Amith, che ritiene che presto anche «in Papua Nuova Guinea ci sarà la pace» grazie a questa provvidenziale occasione.
Ispirante e informativo
Radio Maria Papua Nuova Guinea trasmette principalmente in inglese, con programmi incentrati sulla fede cristiana, programmi devozionali, spiritualità mariana, nonché formazione e istruzione.
Gran parte della programmazione è dedicata all’informazione, concentrandosi su settori quali l’assistenza sanitaria e le questioni sociali, in modo che le persone abbiano accesso a conoscenze utili su come migliorare le condizioni di vita e costruire comunità.
Padre Amith e il suo team si rivolgono a esperti in ogni campo, docenti universitari e medici, affinché condividano le loro conoscenze.
Le trasmissioni coinvolgono sia cattolici che non cattolici e sono rivolte a un pubblico universale con l’obiettivo di costruire una comunità e promuovere l’istruzione e, nel farlo, come dice Padre Amith, “aiutare il popolo di Dio”.
Fra Akita a Fatima: Una straordinaria affinità
Il 15 agosto 2024, giorno dell’Assunzione di Maria, è morta all’età di 93 anni suor Agnese Sasagawa, la veggente di Akita, unica mariofania attestata in Giappone. La religiosa giapponese fu destinataria di messaggi da parte della Vergine e di altri fenomeni soprannaturali. Nata da famiglia buddista e poi convertitasi al cattolicesimo, suor Agnese era novizia delle Serve dell’Eucaristia. Nel 1973 le si manifestarono i primi eventi soprannaturali, preludio delle tre apparizioni della Vergine Maria avvenute tra luglio e ottobre dello stesso anno, seguite da ulteriori fenomeni (tra cui le lacrimazioni di una statua già presente sul posto), oltre che dalla guarigione della suora stessa affetta da sordità. Nella mariofania giapponese sorprende la straordinaria continuità, evidenziata anche dal Cardinal Ratzinger, con il messaggio di Fatima.
Le apparizioni di Akita sono indubbiamente attuali e ritengo sia importante approfondirne la conoscenza, anche e soprattutto in vista del tempo dei Segreti. Le rivelazioni mariane sono connesse fra loro; l’asse portante è certamente quello che unisce Fatima a Medjugorje, ma vi si innestano armoniosamente Akita, Civitavecchia, Kibeho e altre rivelazioni con cui la Madonna ha arricchito il suo piano con una sapienza infinita.
Già il fatto di aver scelto il Giappone come luogo dell’apparizione è una stranezza ma intrinsecamente c’è un messaggio anche nella scelta del territorio; evidentemente la Madonna sta lavorando al suo piano per impedire la distruzione del mondo con le armi atomiche. L’apparizione di Akita è l’unica mariofania in Giappone.
L’articolo di Ermes Dovico pubblicato da La Nuova Bussola il 2 Giugno 2019 ci aiuta a comprendere la straordinarietà del piano che Maria sta intessendo da oltre un secolo per salvare il mondo dall’autodistruzione.
Nel 1973 la Madonna si manifestò in Giappone ad Agnese Sasagawa, novizia delle Serve dell’Eucaristia, comunicandole il bisogno che l’umanità faccia penitenza. “Le sole armi che vi restano sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio”, disse la Madre Celeste nelle apparizioni di Akita (riconosciute dal vescovo), lasciando un severo monito per gli impenitenti e insieme una salda speranza per chi si converte, in perfetta continuità con il messaggio del 1917 ai tre pastorelli.
In questa premessa c’è la chiave di risposta all’interrogativo su quanti si salveranno nel tempo dei Segreti. Gli impenitenti periranno, quelli che si convertiranno si salveranno.
Il messaggio che veicola, con l’urgente richiamo alla conversione e alla penitenza, è del tutto simile a quello di Fatima. E insieme ai fatti a cui si accompagna mostra l’intimo legame con diverse altre apparizioni mariane della nostra epoca, già riconosciute dalla Chiesa o ancora no, da Civitavecchia a Medjugorje. Parliamo delle apparizioni di Nostra Signora di Akita, che è il titolo con cui la Chiesa venera la Vergine a seguito delle visioni avute tra il luglio e l’ottobre del 1973 dalla giapponese Agnese Katsuko Sasagawa, allora quarantaduenne novizia nell’ordine delle Serve dell’Eucaristia.
L’urgenza dipende dal fatto che, come ebbe a dire anche Benedetto XVI in alcune omelie, una spada di Damocle pende sull’Europa; già nel 2005 papa Ratzinger temeva per le sorti dell’umanità perché conosceva le rivelazioni di Fatima.
I primi segni della mariofania
Il preludio alla mariofania di Akita, teatro degli eventi soprannaturali, lo si era avuto il 12 giugno dello stesso anno, quando Agnese aveva visto dei raggi di luce provenire dal Tabernacolo della cappella del suo convento. Il fenomeno si era ripetuto nei due giorni seguenti e poi ancora, con una luce ancora più intensa, il 24 giugno, data in cui quell’anno cadeva il Corpus Domini. Il 28 giugno Agnese ricevette una ferita a forma di croce nel palmo della mano sinistra, da cui fuoriuscì molto sangue, e il giorno dopo, festa del Sacro Cuore di Gesù, vide degli angeli intorno all’altare nell’atto di cantare il Sanctus.
C’è un preludio all’apparizione della Madonna ed è bene sottolineare che il 24 giugno è anche il giorno in cui la Regina della pace è apparsa a Medjugorje.
Nel tempo un’altra settimana e avvenne la prima manifestazione mariana di Akita. Il 6 luglio 1973 la buona Agnese, che soffriva di sordità, vide apparire, verso le tre del mattino, una donna: “Non temere, sono colei che sta presso di te e ti custodisce. Seguimi”. La novizia pensava si trattasse della sorella morta qualche tempo prima, ornata della grazia del Battesimo. In realtà, quella creatura, apparsale in forma femminile, era il suo angelo custode, che le si manifesterà per sei anni consecutivi e che in quella prima occasione le disse ancora: “Non avere paura, ma prega per i tuoi peccati e non solo, anche in riparazione per tutti gli uomini. Il mondo attuale ferisce il Santissimo Cuore di Gesù con la sua ingratitudine e i suoi oltraggi. La ferita alla mano della Santissima Vergine Maria è molto più profonda della tua”.
Quella di Agnese è una partecipazione alla sofferenza di Cristo che le viene chiesta; nel medesimo tempo vediamo anche il ruolo degli angeli al servizio di Maria. Anche a Medjugorje, a volte, sono apparsi gli angeli accanto alla Madonna. Ogni apparizione ha la sua identità, la sua preparazione, le sue finalità ed è un capolavoro divino da prendere molto sul serio. Inoltre, le apparizioni mariane ci fanno scoprire le Verità della fede, la più elementare è che Gesù e Maria sono sempre vicino a noi.
“Sacrificati ed espia per i peccati del mondo”
Prima di scomparire, l’angelo la condusse in cappella, dove Agnese, dopo aver sostato a adorare il Santissimo Sacramento, si avvicinò alla statua di legno della Madonna, da cui sentì improvvisamente provenire una voce bellissima, celestiale. Che tra l’altro le disse: “Figlia mia, novizia mia, tu sei stata molto coerente nella fede che hai mostrato. L’orecchio malato è per te qualcosa di molto doloroso, ma ti verrà guarito. Sii paziente. Sacrificati ed espia per i peccati del mondo. Tu sei per me una figlia indispensabile. Fa’ tuoi i propositi delle Serve del Santissimo Sacramento, prega per il Papa, i vescovi e la Chiesa”. Quello stesso giorno, alcune suore videro fuoriuscire del sangue dalla mano destra della statua della Vergine, sgorgante da una ferita a forma di croce, uguale ma più profonda rispetto a quella di Agnese.
È evidente la sofferenza espiatrice per i peccati del mondo e anche a vantaggio di intenzioni particolari, come per il Papa, i vescovi, la Chiesa, la conversione dei peccatori. La Madonna ha lasciato anche un segno visibile in quella statua che sanguinava da una mano.
Un fatto non da poco è che il prodigioso simulacro ligneo del Giappone è stato realizzato basandosi sull’immagine della Signora di tutti i Popoli, ossia l’effigie della Vergine apparsa ad Amsterdam all’umile veggente Ida Peerdeman (1905-1996): in quelle apparizioni, riconosciute ufficialmente dal vescovo locale il 31 maggio 2002, Maria Santissima aveva chiesto all’umanità di ritornare alla Croce e di essere onorata con il titolo di “Corredentrice, Mediatrice e Avvocata” domandando la proclamazione di uno specifico dogma al riguardo e profetizzando che esso sarà combattutissimo, “l’ultimo e più grande”, a seguito del quale la Chiesa e il mondo intero avranno straordinarie grazie dal Cielo (una nuova, potentissima, effusione dello Spirito Santo) e un lungo periodo di pace. Tra i molti messaggi ricevuti dalla veggente olandese, uno in particolare, del 14 febbraio 1950, riguardava la lontana terra nipponica: “Il Giappone si convertirà”.
Pur essendo oggetto di discussioni il termine “corredentrice”, esso è indiscutibilmente attribuibile alla Madonna che ha collaborato in un modo unico all’opera della Redenzione. Ad Akita c’è una proiezione verso il futuro che riguarda il tempo dei Segreti e oltre. Questa apparizione, come quella di Amsterdam, è nell’alveo dell’asse Fatima-Medjugorje. Ad Amsterdam la Madonna aveva rivelato che il Giappone si convertirà; possiamo includere tutta l’Asia in questa profezia.
Seconda apparizione: Il castigo del Padre celeste
Tornando ad Akita, il 3 agosto avvenne la seconda apparizione, in cui la Madonna annunciò che “il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande castigo su tutta l’umanità. Con Mio Figlio sono intervenuta tante volte per placare l’ira del Padre. Ho impedito l’arrivo di calamità offrendogli le sofferenze del Figlio sulla Croce, il Suo prezioso sangue e le anime dilette che Lo consolano formando una schiera di anime vittime”.
Suor Agnese è una delle tante anime vittime che si uniscono alla Passione di Cristo per la salvezza del mondo, per la conversione dei peccatori. Oggi questa espressione oggi è un po’ desueta, la Regina della pace parla di coloro che non conoscono l’amore di Dio.
Il 13 ottobre (a 56 anni di distanza dal miracolo del sole a Fatima) avvenne la terza e ultima apparizione, nella quale la Beata Vergine diede dei tremendi dettagli sul castigo che si sarebbe abbattuto sull’umanità, facendo capire comunque che esso dipende dalla libertà degli uomini, i quali, con la loro conversione, possono evitarlo. “[…] Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi restano sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno la preghiera del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti”.
La data di questa profezia richiama inevitabilmente l’apparizione a Fatima e il castigo di cui parla la Madonna ricorda quello che ha descritto la stessa suor Lucia, quando vide oscillare l’asse terrestre per poi scatenarsi quell’uragano che travolge l’umanità. Ad Akita la Madonna ha detto chiaramente che il castigo può essere evitato con la conversione. Tocca constatare, però, che nel mondo non ci sono molte conversioni. Nella rivelazione di Akita c’è un’espressione terribile: “I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti”.
“L’opera del diavolo si insinua nella Chiesa”
Come già nei messaggi ai tre pastorelli, la Vergine insiste quindi sulla recita del Rosario come arma decisiva per vincere il proprio combattimento spirituale e cooperare al disegno di salvezza. Il messaggio del 13 ottobre proseguiva soffermandosi sulla battaglia tra Bene e Male interna alla Chiesa nonché sulla dannazione eterna per chi muore impenitente. “L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, e vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli […], chiese e altari saccheggiati. La Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro […]. Prega molto la preghiera del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano. Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati”.
Come a Fatima, ad Akita la Madonna parla della guerra distruttrice e della persecuzione purificatrice che dovrà essere affrontata dalla Chiesa. Viene descritto, poi, il grande castigo inflitto sull’umanità e nel medesimo tempo viene indicata la necessità di una purificazione della Chiesa. Come a Fatima, ad Akita la Madonna parla del Rosario come unica arma spirituale decisiva per sconfiggere il male e per cooperare al disegno di salvezza. L’errore in cui incorriamo è quello di pensare che la Misericordia di Dio è tale che giustificherà tutti; non è così perché la Misericordia di Dio giustificherà coloro che vorranno essere giustificati, coloro che si pentiranno e chiederanno perdono al Signore.
È bene precisare che Dio salverà chi vorrà essere salvato. Morirà impenitente chi avrà rifiutato la Divina Misericordia, ecco dunque la tremenda possibilità di chi muore impenitente e non si converte fino alla fine. L’inferno è un rifiuto della Divina Misericordia. Ad Akita la Madonna descrive come il diavolo si sarebbe insinuato nella Chiesa. “Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro” è una frase da analizzare e non sottovalutare; nella nostra progressione verso il male c’è una linea rossa, passata la quale la conversione è impossibile perché si entra nell’impenitenza, nell’indurimento del cuore. “Prega molto la preghiera del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano. Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati” è una passaggio di grande speranza soprattutto alla luce delle apparizioni a Medjugorje in cui la Madonna ha ribadito che è qui per salvare l’umanità. È chiaro il messaggio della Madonna che ci esorta ad essere suoi proprio perché Lei è l’unico rifugio di salvezza.
Compimento dei segni celeste: il 13 Ottobre 1974
I segni celesti continuarono. Il 13 ottobre 1974, un anno dopo il terzo e ultimo messaggio della Vergine, suor Agnese guarì improvvisamente dalla sua sordità, beneficiando per sei mesi del miracolo: la promessa della Madonna, con il recupero definitivo dell’udito, si realizzerà nel maggio 1982, per la Domenica di Pentecoste. La suora giapponese riferì inoltre che, dal 4 gennaio 1975 al 15 settembre 1981, assistette a 101 lacrimazioni della statua lignea di Maria, protagonista pure di essudazioni profumate. Di questi fenomeni, in modo simile a quanto avverrà negli anni Novanta a Civitavecchia, furono testimoni centinaia di persone e pure una troupe televisiva giapponese poté filmare la statua mentre piangeva.
Le analisi condotte dal Dipartimento di biochimica dell’Università di Akita e – attraverso il dottor Kaoru Sagisaka, un non cristiano – dalla Facoltà di medicina legale hanno confermato che il sangue e le lacrime erano effettivamente di natura umana. Nell’aprile 1984, il vescovo di Niigata, John Shojiro Ito, riconobbe ufficialmente le apparizioni come degne di fede: “Dopo le indagini condotte fino al giorno presente, non si può negare il carattere soprannaturale di una serie di eventi inspiegabili della statua della Vergine onorata ad Akita. Di conseguenza autorizzo che in tutta la diocesi affidata a me si veneri la Santa Madre di Akita”. Pur senza emettere un documento ufficiale, nel 1988, anche l’allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, definì attendibili i fatti avvenuti ad Akita.
E, dieci anni dopo, Howard Q. Dee, ex ambasciatore delle Filippine presso la Santa Sede, dichiarò in pubblico che Ratzinger gli aveva detto che il messaggio di Akita è “essenzialmente lo stesso” di quello di Fatima. Anche ad Akita, accanto al monito per coloro che rifiutano fino all’ultimo respiro terreno la Misericordia di Dio, la Vergine, come una mamma che cerca continuamente di condurre i propri figli alla beatitudine eterna, rivela tutta la potenza della sua intercessione presso la Santissima Trinità e, in mezzo a un’oscurità che sembra ineluttabile, lascia parole di speranza, in cui sembra di risentire l’eco della promessa consegnata a Lucia, Giacinta e Francesco: “Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà”.
Il male è qualcosa di terribile, è costato la Croce di Cristo! Il diavolo è un assassino spietato e un menzognero di professione, lo dice il Vangelo! Basti guardare a come ha ridotto il mondo. Satana cerca strenuamente di prevalere e di portare il mondo alla distruzione. La Madonna è qui per salvarci e salverà tutti coloro che la aiuteranno e tutti coloro che la cercano con cuore sincero rifugiandosi al riparo del suo manto. La Madonna ha preparato un piano dio salvezza straordinario che in parte conosciamo ma che in molti rifiutano.
Stiamo entrando nella fase decisiva della lotta fra la Donna vestita di Sole e il drago infernale; satana vuole fare incetta di anime e noi siamo chiamati ad aiutare la Madonna a salvarle con la preghiera del Rosario, i sacrifici, la testimonianza, la dedizione quotidiana. Unendoci a Cristo e a Maria nell’opera della Redenzione, la nostra vita sarà grandiosa. Diversamente l’avremo sprecata.

Satana, con la presenza di Maria, sta’ subendo il più grande esorcismo della storia.
Caro padre Livio
Ho apprezzato molto il suo intervento “Satana trema perché l Madonna è presente”
Personalmente l’ho condiviso al 100% .
Satana, con la presenza di Maria, sta’ subendo il più grande esorcismo della storia.
Come in tutti gli esorcismi, prima della liberazione, usa tutte le carte disponibili per fare recedere l’esorcista dalla sua attività
L’ ultima carta che gioca nell’esorcismo, è sempre quella della minaccia e del terrore perché non ha più nulla da perdere. Ormai è stato scoperto e non si può più nascondere
Lui è il più grande sconfitto della storia umana.
Per cui, come da lei affermato, non facciamoci impressionare dalle sue minacce.
Seguendo Maria Santissima il trionfo e non la vittoria, è certo.
Un affettuoso saluto
Gianlorenzo
Caro Gianlorenzo,
La Madonna ci ha ricordato numerose volte che quello che stiamo vivendo è un momento di grande grazia. Questo è dovuto indubbiamente al dono della sua straordinaria presenza, come mai era avvenuto prima.
Nel medesimo tempo la Madonna, fin dai primi anni delle apparizioni, ci ha rivelato che questa è l’ora di Satana, del suo spietato attacco alla Chiesa e alla stessa sopravvivenza dell’umanità.
Non c’è dubbio che il tempo attuale è quello del cap. XII.mo dell’Apocalisse, che vede la Donna vestita di sole scendere in campo contro “l’enorme drago rosso”, che ha trascinato giù da cielo un terzo delle stelle e le ha precipitate sulla terra.
La Regina della pace ha poi rivelato, all’inizio del nuovo millennio, che Satana è “sciolto dalle catene” e che si appresta a realizzare il suo regno, dopo la sconfitta sul Calvario.
Il culmine di questo combattimento apocalittico, che sconvolgerà tutta la terra, sarà il tempo dei segreti, che vedrà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e la sconfitta di satana e dei suoi alleati, le due bestie: il potere umano assoluto e la falsa religione.
Questo è il passaggio storico nel quale viviamo, predetto dalle Scritture e rivelato dalla Madonna, da Mistici e da Santi, oltre che dal Magistero della Chiesa a partire d Leone XIII.
Tuttavia il mondo sembra accecato e non vede quello che sta accadendo. Non crede a Satana e ancor meno alla presenza della Madonna, che è qui con noi per salvarci dal feroce programma dell’angelo ribelle: distruggere la natura, la vita e il pianeta sul quale viviamo, ma soprattutto distruggere la Chiesa e ogni traccia di Cristianesimo.
Ave Maria
Padre Livio

Pensiero spirituale sulla vita che si realizza nel dono di sé
Cari amici, la vita si realizza se un dono di se stessi. È un’avventura che si affronta nella luce della fede, una grande camminata verso Dio. Questa è la grande serenità che viene dalla fede, secondo la quale Dio ci ha creati con una missione, un percorso da compiere, in modo da conoscerlo, amarlo e servirlo. Questa è la chiave della vita che, diversamente, sarebbe un mistero inspiegabile.
Nella luce della fede e nella Divina Rivelazione – che ci ha svelato cos’è la vita umana – la vita acquista una grande valore, se la affrontiamo come un grande viaggio verso Dio. Impostiamola come un cammino di conoscenza, di amore e di dono di sé al Signore. Questo è il senso della vita, è quella chiave di interpretazione secondo cui la vita ha una grandezza, una bellezza inconcepibili. Come ci ha detto la Madonna in un Messaggio meraviglioso: «Pregate per poter comprendere la grandezza e la bellezza del dono della vita» (25 gennaio 1990). Questo è qualcosa su cui vorrei che i giovani cominciassero a meditare e pensare.
Al di fuori di questa luce la vita rischia di essere un vagare qua e là, senza uno scopo o una meta. Quel vagare che è molto simile a una corsa in un labirinto, senza porte e senza finestre, rinchiuso nell’ambito dell’immanenza, ripercorrendo le medesime strade, finché si stramazza a terra senza forze. Senza la luce della fede la vita rischia di essere una fatica inutile. Nella luce della fede è sicuramente un’impresa, un pellegrinaggio pieno di fascino perché è un’ascesa al Cielo. Senza la luce della fede – come molti uomini oggi vivono – la vita rischia di essere un vagare inutile, un afferrare luci false, obiettivi che sono chimerici e si dissolvono in mano, felicità ingannatrici. L’entità di tale sconfitta in quelli che sono rimasti chiusi alla luce della fede colpevolmente, si rendono conto che è una rovina irreparabile. perché hanno perso l’obiettivo che è Dio stesso.
Siccome viviamo in una società nella quale Dio è assente, noto che anche nei momenti in cui si deve analizzare fatti e vicende tragiche e drammatiche come le guerre, i cataclismi, le tragedie quotidiane, non si nomina più né Dio né il demonio. Non esiste più l’aldilà, l’impalpabile, l’invisibile. Di fronte a questi eventi – che per noi sono impenetrabili nella loro comprensione – si riversano chiacchiere che neanche scalfiscono la realtà e lasciano il tempo che trovano. Nella comunicazione e nella riflessione sul senso della vita e della storia, su questo tipo di società che stiamo vivendo – che va sempre più velocemente verso una regressione paurosa – non c’è il nome di Dio e neanche dell’avversario. .
La vita è un cammino di conoscenza verso Dio, come ha detto la Madonna esortandoci con una parola che ha plasmato Lei in croato: «Siate cercatori di Dio» (25 settembre 2022). Questo essere cercatori di Dio è lo scopo stesso della vita chi ha la grazia della fede Lo conosce attraverso la Divina Rivelazione. Il cammino di fede è una conoscenza di Dio, del Suo amore e di noi stessi in Lui. Una conoscenza delle nostre responsabilità nei confronti di Dio e del suo Regno. Dobbiamo dedicare il tempo della nostra vita a Dio al suo invito, perché ci chiama l’amore per Lui.
Come si dona a noi, come si è donato a noi in Gesù Cristo Gesù, a nostra volta serviamolo, lavoriamo per Lui e il suo Regno. Lavorare per il Regno di Dio, significa lavorare per il prossimo, perché è la presenza del Signore nel mondo, nella Storia, nella vita degli uomini. Egli ha bisogno di Apostoli. In questa luce sia che siamo Sacerdoti sia che percorriamo altre strade – che tuttavia rientrano nel progetto della Divina Creazione – tutto è per il Regno di Dio, per il Signore. Con questo sforzo e impostazione, si gusta veramente la vita anche nella fatica quotidiana, nell’aridità, nelle persecuzioni e nell’esperienza del male che ci colpisce.
Nonostante tutto questo, nel fondo del cuore c’è sempre la speranza, la gioia, una grande fiducia, come ha detto la Madonna nel bellissimo Messaggio del 25 agosto 2024: «Voi siate uomini di speranza, di preghiera e di grande fiducia in Dio Creatore al quale tutto è possibile». La visione della vita nella luce di Dio è essere in questo mondo, in mezzo ai fratelli, uomini di speranza, ovvero coloro che affermano la vittoria di Dio, la Sua presenza. La Redenzione che offre a tutti è la speranza e la preghiera, cioè l’intercessione perché i cuori più duri si aprano alla grazia. Spes contra spem cioè la speranza contro ogni possibilità di disperazione. La speranza oggi deve essere così forte che deve superare ogni spinta alla disperazione e alla resa.
Questo è presente nella realizzazione della vita, come ricerca di Dio, come accoglienza del Suo amore e come dono di se stessi per il Regno, in qualsiasi cosa facciamo. È un’esperienza di vita nella quale acquistiamo la pace interiore, l’approvazione della coscienza, la gioia anche in mezzo alle sofferenze, la speranza, il non scoraggiarsi mai. Significa sperimentare l’anticipo della gloria e gioia eterna.
Più il tempo passa e più andiamo verso la luce del Cielo, verso il Paradiso che ci attende. Questa visione della vita cristiana non è una conquista che si fa dall’oggi al domani. È la vita cristiana così come deve essere compresa e vissuta, perciò deve essere un cammino quotidiano, uno sforzo a non farci catturare dalle visioni della vita mondane. È così la vita che la maggioranza degli uomini vivono. Questa è una visione della vita progressista, della nuova religione, quella che ha messo l’uomo al posto di Dio, la caverna al posto del Cielo, l’abisso invece delle immensità celesti. Questa visione così arida, depressiva, triste che distrugge i cuori, le giornate, la gioia, è un veleno che introiettiamo giorno per giorno finché ci infligge la morte dell’anima.
Meditiamo sulla visione della nostra vita: è nella luce e Verità di Dio oppure nella falsa luce della mondanità? Questa è una domanda da farsi ed è oggetto anche di Confessione.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

