"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2024 Pagina 13 di 22

I cattolici di fronte alle elezioni americane

21 Agosto 2024 ore 13:04

di Roberto de Mattei Corrispondenza Romana – 1861

Esiste una dottrina cattolica del male minore che si può riassumere in questi termini

  1. Non si può mai commettere in maniera positiva e diretta il sia pur minimo male; 
  2. per evitare un male maggiore si può tollerare un male minore commesso da altri, a condizione di non approvarlo in quanto tale e di ricordare l’esistenza di un bene maggiore a cui tendere. 

Questa dottrina è fondamentale per orientarsi in un’epoca confusa in cui si è persa la nozione del principio: «Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu» (San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae I-IIae, q. 18, a. 4 ad 3).

Alla luce di questo principio, un cattolico non può mai votare o approvare una legge abortista, neanche minimale, ma può votare per un candidato che non sia un antiabortista integrale.  Per questo è lecito ad un cattolico americano votare per Donald Trump, le cui posizioni sull’aborto, come osserva Edward Feser, lasciano molto a desiderare . Trump è infatti favorevole a mantenere l’aborto legale nei casi di stupro, incesto e pericolo della madre e si limita a trattare l’omicidio di Stato come una questione puramente procedurale, relativa al governo, centrale o locale, che dovrebbe regolarla. Inoltre la piattaforma del Partito Repubblicano nell’incontro di Milwaukee dello scorso 8 luglio, per la prima volta in quarant’anni non ha incluso un riferimento al divieto di aborto a livello nazionale. Tuttavia Trump non fa dell’aborto una bandiera, a differenza della sua avversaria Kamala Harris. Il programma socialista ed egualitario della Harris prevede il ripristino del diritto costituzionale all’aborto, sancito dalla sentenza Roe v. Wade del 1973 e annullato dalla decisione della Corte Suprema del 24 giugno 2023. Inoltre, durante le primarie del 2019, Kamala ha annunciato che avrebbe approvato al suo primo giorno alla Casa Bianca. l’Equality Act, per garantire ogni forma di diritto al mondo Lgbt (sul tema, cfr. il suo libro The Truths we hold. An American journey, Vintage, 2021, pp. 112-120).

Il candidato democratico alla vicepresidenza, Tim Walz, membro di punta del Partito Democratico Contadino Laburista del Minnesota, è, se possibile, ancora più di sinistra di Kamala Harris. Malgrado i media insistano sulla moderazione di Kamala Harris, se i democratici vinceranno a novembre il processo di decadenza morale degli Stati Uniti sarà accelerato dal ticket Harris-Walz, tra i più progressisti nella storia di questo Paese.  

E’ una pena che il Partito Repubblicano non sia riuscito a produrre alcun candidato migliore di Donald Trump, ma Kamala Harris rappresenta certamente il male maggiore da evitare. Trump merita di essere criticato su molti punti, ma non è lecito regalare la vittoria alla Harris, votandola o astenendosi dal voto. 

Sul piano della politica internazionale, sia nel caso che vinca Kamala Harris che Donald Trump, è difficile che ci siano grandi variazioni. Si dice che sotto Trump gli Stati Uniti si sgancerebbero dall’Europa e dalla Nato, ma si tratta di una prospettiva esagerata. Kamala Harris appartiene alla scuola dei wilsoniani (dal nome di Thomas Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti dal 1913 al 1921); Trump a quella dei jacksoniani (dal nome di Andrew Jackson, presidente dal 1829 al 1837). I primi sostengono che gli Stati Uniti hanno il dovere morale di diffondere i valori democratici nel mondo, i secondi ritengono che gli Stati Uniti non dovrebbero trovare motivi di conflitto all’estero. Tuttavia, come osserva lo storico Walter Russell Mead, l’opinione dei jacksoniani concorda con quella del generale Douglas MacArthur (1880-1964) secondo il quale in caso di guerra, «non c’è alternativa alla vittoria» (Il serpente e la colomba. Storia della politica estera degli Stati Uniti d’America, Garzanti, Milano 2002, p. 17). 

Durante il suo primo mandato presidenziale, Donald Trump si fece fotografare nello Studio Ovale con un ritratto alle sue spalle del presidente Jackson, le cui statue sono finite nel mirino degli attivisti “woke” con l’accusa di essere stato un razzista e uno schiavista. Lo stesso Mead ha sottolineato la connessione tra Trump e Jackson in un saggio pubblicato nel 2017 sulla rivista Foreign Affairs. Il candidato alla vice presidenza Vance, da parte sua, in un’intervista rilasciata a New Statesman il 14 febbraio 2024, ha sottolineato che l’approccio “jacksoniano” di Trump, è «un misto di estremo scetticismo verso l’intervento all’estero, combinato con una postura estremamente aggressiva quando si interviene». Gli Stati Uniti, osserva Mead, non possono intraprendere una importante guerra internazionale, senza il sostegno dei jacksoniani e, una volta iniziata, non possono interromperla se non alle loro condizioni.

La politica estera di Kamala Harris è certamente più interventista di quella di Trump, tuttavia malgrado la sua tendenza isolazionista, il candidato repubblicano ha come priorità l’interesse nazionale dell’America. La fine della Nato e la caduta dell’Europa sotto il dominio russo sono negli interessi di Washington? Trump vuole concentrarsi sullo scenario che ritiene più inquietante per gli Stati Uniti, quello dell’Indo-Pacifico, ma l’Europa costituisce un perno fondamentale della potenza imperiale americana. Se sarà eletto, premerà verosimilmente sull’Europa, perché trovi in sé stessa le risorse economiche e militari per difendersi, ma non la abbandonerà certo al suo destino. 

I democratici accusano Trump di essere sostenuto da Putin, ma l’interesse prioritario del dittatore russo non è la vittoria di Trump né quella di Harris, ma piuttosto una situazione di destabilizzazione del continente americano, che faciliti i suoi progetti di espansione nell’Europa orientale. Lo spettro della guerra civile, o quantomeno di forti tensioni interne, è sempre vivo negli Stati Uniti e non c’è da meravigliarsi se lo scenario che Putin preferirebbe sarebbe quello di un crollo dell’Impero americano analogo a quello dell’Impero russo del 1991.  

D’altra parte, il vero aiuto a Putin non è dato da Trump, ma da tutti coloro che sono convinti che la guerra russo-ucraina sia la conseguenza di una legittima reazione del Cremlino all’imperialismo americano. Se questo fosse vero, l’America sarebbe il nemico primario dell’Europa, come ha sempre pensato l’estrema sinistra europea prima e dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Eppure appare evidente a qualsiasi uomo di buon senso che la dipendenza economica e militare dell’Europa dagli Stati Uniti resta un male minore rispetto a una situazione di vassallaggio nei confronti della Russia, che sta diventando a sua volta un paese vassallo della Cina comunista. 

Accettare il male minore non significa rinunciare al bene maggiore, che non ha nulla a che fare né con il liberalismo americano né con il dispotismo russo-cinese. L’ideale irrinunciabile è «l’instaurazione di tutte le cose in Cristo», ovvero la restaurazione della Civiltà cristiana, come l’Occidente l’ha conosciuta nel Medioevo, ma spinta a un più alto grado di perfezione. San Pio X ne ha indicato la strada: «Non si deve inventare la civiltà, né si deve costruire la nuova società tra le nuvole. Essa è esistita ed esiste: è la Civiltà cristiana, è la società cattolica. Non si tratta che di instaurarla e restaurarla incessantemente nelle sue naturali e divine fondamenta, contro i rinascenti attacchi della malsana utopia, della rivolta e dell’empietà: Omnia instaurare in Christo (Ef. I, 10)» (Lettera Notre Charge Apostolique, del 25 agosto 1910). 

Papa Francesco: «Trump o Harris? Entrambi contro la vita, scegliete il male minore»

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 14 Settembre 2024

Il Papa, di ritorno dal viaggio più lungo del suo pontificato, ha parlato della guerra a Gaza, della situazione in Venezuela («Le dittature non servono e finiscono male»), dell’emergenza climatica e di abusi («Una cosa demoniaca, distrugge la dignità della persona»)

SUL VOLO PAPALE – Il volo SQ 368 ha lasciato da poco Singapore, Francesco raggiunge i giornalisti in fondo all’aereo e a vederlo non si direbbe che, a quasi 88 anni, abbia appena concluso il viaggio più lungo del suo pontificato, dodici giorni «ai confini del mondo» tra Asia e Oceania. Il Papa posa il bastone, si siede e risponde tranquillo alle domande per quaranta minuti. «Avanti e coraggio!», saluta tutti alla fine, e sorride: «Speriamo ci diano da mangiare, adesso».

Santità, durante il viaggio ha parlato in difesa della dignità della vita. In vista delle elezioni negli Usa, che consiglio darebbe a un elettore cattolico che deve decidere tra un candidato favorevole all’interruzione di gravidanza e un altro che vorrebbe deportare undici milioni di migranti?
«Ambedue sono contro la vita, sia quello che butta via i migranti sia quello che uccide i bambini. Io non sono statunitense, non andrò a votare lì. Non dare ai migranti accoglienza e possibilità di lavorare è peccato, e grave. Io sono stato a celebrare Messa alla frontiera, vicino alla diocesi di El Paso. C’erano tante scarpe dei migranti, sono finiti male lì. In America centrale c’è una corrente di migrazione, tante volte vengono trattati come schiavi. La migrazione è un diritto che già c’era nella Sacra Scrittura, nell’Antico Testamento: l’orfano, la vedova e lo straniero, cioè il migrante, sono i tre che il popolo di Israele deve custodire. Non dimentichiamolo. Quanto all’aborto, la scienza dice che a un mese dal concepimento ci sono tutti gli organi di un essere umano. Tutti. Fare un aborto è uccidere un essere umano. Ti piace la parola, non ti piace, ma è uccidere. La Chiesa non è chiusa perché non permette l’aborto, la Chiesa non permette l’aborto perché uccide. È un assassinio, un assassinio. Mandare via i migranti, non lasciarli sviluppare, non lasciare che abbiano una vita, è una cosa brutta, è cattiveria. Mandare via un bambino dal seno della mamma è un assassinio. Su queste cose dobbiamo parlare chiaro, niente “ma”, “però”, entrambe le cose sono chiare» 

Ci possono essere circostanze in cui è moralmente ammissibile votare per candidato favorevole all’interruzione della vita?
«Nella morale politica, in genere, si dice che non votare è brutto, non è buono. Si deve votare. E si deve scegliere il male minore. Chi è il male minore, quella signora o quel signore? Non so, ognuno in coscienza pensi e faccia questo».

C’è il pericolo che il conflitto di Gaza si estenda anche alla Cisgiordania, cosa si sente di dire alle parti in guerra? C’è la possibilità di una mediazione della Santa Sede per arrivare a un cessate fuoco e alla pace?
«La Santa Sede lavora su questo. Io chiamo la parrocchia di Gaza tutti i giorni, lì dentro ci sono seicento persone, cristiani, musulmani, ma vivono come fratelli. Mi raccontano cose brutte, cose difficili. Io non posso qualificare se questa azione di guerra sia troppo sanguinaria o no, ma per favore, quando si vedono i corpi di bambini uccisi, quando per la presunzione che lì ci siano alcuni dei guerriglieri si bombarda una scuola, è brutto questo, è brutto. Delle volte si dice che è una guerra difensiva, ma alcune volte credo sia una guerra troppo, troppo… Mi scuso di dire questo, ma non trovo che si compiano i passi per fare la pace. A Verona ho avuto una esperienza molto bella, c’era un ebreo cui era morta la moglie e uno di Gaza al quale era morta la figlia , e hanno parlato della pace, si sono abbracciati, hanno dato una testimonianza di fratellanza. Alla fine, chi vince la guerra troverà una grande sconfitta. La guerra è sempre una sconfitta, sempre, senza eccezione. Voglio dire una cosa, questo forse è un po’ immischiarmi in politica: io ringrazio tanto, tanto, il re della Giordania per quello che fa; è un uomo di pace, Re Hussein, un uomo bravo».

Il mese prossimo sarà rinnovato l’accordo tra Pechino e il Vaticano sulla nomina dei vescovi: è soddisfatto dei risultati e del dialogo ottenuti finora? E ci sono spazi di collaborazione tra Cina e Santa Sede per arrivare alla pace nelle regioni in conflitto?
«Io sono contento dei dialoghi con la Cina, il risultato è buono. Anche per la nomina dei vescovi, si lavora con buona volontà, ho sentito la Segreteria di Stato e sono contento. La Cina per me è una illusione, io vorrei visitare la Cina. Io ammiro la Cina, la rispetto. È un grande Paese, di cultura millenaria, con una capacità di dialogo, di capirsi, che va oltre i diversi sistemi che ha avuto. Credo che la Cina è una promessa e una speranza per la Chiesa. La collaborazione si può fare, e sui conflitti certamente. In questo momento si muove il cardinale Zuppi e ha rapporti anche con la Cina».

In Venezuela la situazione è drammatica, in questi giorni il presidente teoricamente eletto ha dovuto andare in esilio in Spagna. Che messaggio darebbe al popolo del Venezuela?
«Non ho seguito la situazione del Venezuela ma il messaggio che darò ai governanti è dialogare e fare la pace. Le dittature non servono e finiscono male, prima o dopo. Leggete la storia della Chiesa… Io dirò che il governo e la gente facciano di tutto per trovare un cammino di pace. Non riesco a dare un’opinione politica perché non conosco i dettagli. So che i vescovi hanno parlato e il messaggio dei vescovi è buono».

In tema di viaggi lunghi, andrà in Argentina? Magari con uno scalo alle Canarie?
«Se andrò in Argentina, è una cosa ancora non decisa. Io vorrei andare, è il mio popolo, ma ancora non deciso. Ci sono diverse cose da risolvere prima. Io penso un po’ di andare alle Canarie, perché lì ci sono situazioni di migranti che vengono dal mare e vorrei essere vicino ai governanti e al popolo».

Ci sarà a Parigi per l’inaugurazione di Notre-Dame a dicembre?
«No, non andrò a Parigi»

A Timor-Leste ha menzionato giovani vittime di abusi sessuali, ovviamente abbiamo pensato al vescovo Belo. In Francia c’è stato un caso simile con l’Abbé Pierre, il fondatore di Emmaus. In entrambi i casi, il loro carisma ha fatto sì che fosse più difficile credere alle accuse. Vorrei chiedere: cosa sapeva il Vaticano riguardo l’Abbé Pierre? E cosa può dire alle vittime, e a chi ha difficoltà a credere che una persona che ha fatto tanto bene abbia anche potuto commettere dei crimini?
«Hai toccato un punto molto dolente, molto delicato. È gente buona, gente che fa il bene. Hai nominato l’Abbé Pierre. Con tanto bene fatto, si vede che questa persona è un peccatore brutto. E questa è la nostra condizione umana. Non dobbiamo dire: copriamo, copriamo perché non si veda. I peccati pubblici sono pubblici e vanno condannati. Noi dobbiamo parlare chiaro su queste cose, non nascondere. Il lavoro contro gli abusi è una cosa che tutti noi dobbiamo fare. Ma non solo contro gli abusi sessuali, contro ogni tipo di abuso: l’abuso sociale, l’abuso educativo, il cambiare la mentalità alla gente, il togliere la libertà. L’abuso è a mio giudizio una cosa demoniaca, perché ogni tipo di abuso distrugge la dignità della persona, cerca di distruggere quello che tutti noi siamo: immagine di Dio. Io sono contento quando vengono fuori questi casi. Tre anni fa, abbiamo fatto un incontro con i presidenti delle Conferenze Episcopali sui casi di abuso sessuale e altri abusi. Abbiamo avuto una statistica molto ben fatta, credo dalle Nazioni Unite: il 42-46 per cento degli abusi avviene in famiglia o nel quartiere. L’abuso sessuale dei bambini, dei minorenni, è un crimine e una vergogna. Ancora sull’Abbé Pierre, non so quando il Vaticano è venuto a saperlo, io non ero qui e mai mi è venuto di fare una ricerca su questo. Certamente dopo la morte, prima non so».

Alcuni Paesi cominciano a distanziarsi dal loro impegni climatici o a compiere la transizione alla «green energy». Cosa ne pensa?
«Penso che il problema climatico è grave, è molto grave. Parigi è stato il culmine (la Cop21 del 2016, ndr.), da quel momento in poi gli incontri climatici sono in discesa. Si parla, si parla, ma non si fa. Questa è la mia impressione. Di questo ho parlato in due scritti, Laudato si’ e Laudate Deum».

A Timor Leste ha detto di stare attenti ai coccodrilli. Cosa intendeva?
«Timor-Leste ha una cultura semplice, familiare, gioiosa. È una cultura di vita, ha tanti bambini, tanti. Quando ho usato l’immagine dei coccodrilli che vengono sulla spiaggia, parlavo delle idee che possono venire da fuori per rovinare questa armonia».

Lì i cattolici sono la maggioranza ma c’è una crescita delle sette. Il termine «coccodrilli» si riferiva anche a loro?
«Può darsi, io non parlo di quello, non posso, ma può darsi. Perché tutte le religioni vanno rispettate, ma si fa una distinzione tra religione e setta. La religione è universale, qualsiasi essa sia. La setta è restrittiva, è un gruppetto che ha sempre un’altra intenzione».

Durante questo viaggio ha parlato molto apertamente dei problemi anche di ogni Paese, non solo delle bellezze. E proprio per questo ci siamo chiesti: come mai non ha parlato del fatto che a Singapore esiste ancora la pena di morte?
«È vero, non mi è venuto in mente. La pena di morte non funziona: lentamente dobbiamo di eliminarla. Tanti Paesi hanno la legge, ma non eseguono la sentenza. Negli Stati Uniti è lo stesso… Ma la pena di morte va fermata, non va, non va».

Come ha trovato Singapore?
«Non mi aspettavo di trovare Singapore così. La chiamano la New York dell’Oriente, un Paese sviluppato, pulito, gente educata, la città, grattacieli grandi, anche quelli per gli operai, messi bene, puliti, questo mi è piaciuto tanto, non ho sentito discriminazione. Anche una grande cultura interreligiosa. E il ruolo internazionale, ho visto che la prossima settimana c’è la Formula uno. Ogni Paese ha una ricchezza diversa. Per questo è importante la fratellanza nella comunicazione. Ad esempio, se io penso a Timor-Leste ho visto tanti bambini, a Singapore non ne ho visti tanti. Forse è una cosa da imparare… Il futuro sono i bambini».

“Nel momento in cui satana si illuderà di essere il padrone del mondo gli strapperò il suo bottino dalle mani”.

Cari amici, vi presento la figura di una grande mistica del nostro tempo, suor  Maria Natalia Magdolna, le cui rivelazioni, in sintonia con quelle di Maria Valtorta, aiutano a comprendere meglio i messaggi della Regina della  pace.

Suor Maria Natalia Magdolna (1901-1992) era una religiosa ungherese delle Suore del Buon Pastore di Santa Maria Maddalena. Nacque in un villaggio vicino a Pozsony nel 1901 (la futura Bratislava della Repubblica Slovacca). La neonata fu battezzata il 2 febbraio nella festa della Purificazione e venne consacrata alla Vergine Maria. Fin da bambina ebbe una grande attrazione per la vita religiosa ed un profondo amore per Gesù e Maria. Narra Claudia Matera nel suo libro Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna, Mistica del XX secolo, editi della Sugarco, che a 13 anni ebbe un incontro straordinario:”

Un pomeriggio d’estate… il cancello si aprì ed entrò una signora… Una gioia soprannaturale promanava da lei. La donna chiese ospitalità e la famiglia di Maria Natalia accettò. “La donna cominciò a parlare a tutti noi del paradiso e le sue parole mi rallegravano l’anima… Dalla sua intera persona irradiavano una maestà e una bellezza celestiale… Mi parlò del paradiso per l’intera notte. Non desideravo smettere di ascoltarla per la bellezza del suo parlare “(pag. 75-76). La piccola seguì la sua vocazione religiosa e divenne suora. A 18 anni entrò nel convento a Pozsnan: fu trasferita in seguito in Belgio ma molto malata dovette ritornare in Ungheria.

A 33 anni, nel 1934, ebbe una visione di Gesù che le disse: “Tu mi chiedesti di volermi imitare e che ti prendessi con me a 33 anni. L’ora è arrivata. Ti sto chiamando. Ma se tu accetti di continuare a soffrire sulla terra per salvare anime, io prolungherò la tua vita”. Suor Maria Natalia accettò la sua missione. In seguito la suora fu inviata nel convento di Keckemet sempre in Ungheria, dove Padre Jenö Krasznay, teologo, la guidò spiritualmente per un certo periodo. Il sacerdote si rese conto della soprannaturalità delle rivelazioni profetiche della suora. Nel 1950 vennero soppresse dal comunismo tutte le comunità religiose e la suora andò a vivere in campagna, dove trascorse in penitenza e preghiera il resto della sua vita.

Ebbe un’intensa vita mistica, costellata da numerose rivelazioni e visioni profetiche da parte di Gesù e Maria. I Messaggi furono ricevuti principalmente tra il 1939 e il 1943. Furono profezie rivelate alla suora per risvegliare le coscienze sopite della Chiesa e dei fedeli, per suscitare il senso di urgenza e di preghiera ma allo stesso tempo di gioia e pace. Sono messaggi relativi al trionfo del Cuore Immacolato di Maria e alla seconda venuta di Gesù, messaggi meravigliosi e tremendi allo stesso tempo, che ci spingono ad una seria revisione di vita, e che sottolineano il valore della preghiera riparatoria e di espiazione. 

Gesù mi parlò così: “Vi rinnovo la mia richiesta: pregate affinché i peccatori si convertano e ritornino a Dio. Pregate, perché accolgano la grazia e cambino vita prima dell’avvento della pace benedetta profetizzata. Coloro che non ritornano a Dio prima di quel momento di grazia rischiano di perdersi eternamente. Voi anime fedeli, non temete. Pregate e abbiate fiducia nella forza santa della preghiera e rallegratevi, perché […] mia Madre Immacolata, nella pienezza del suo potere regale e della grazia, in unione con le schiere angeliche, annienterà il potere dell’inferno”. 

La Vergine soggiunse: “Quando satana arriverà dovunque al potere; quando avrà catturato la maggior parte delle anime; quando il suo sconfinato orgoglio gli lascerà credere di poter annientare il bene, la creazione intera e persino le anime; quando la vera fede non sussisterà più che in qualche anima; quando la luce della vera fede rimarrà accesa in pochissime famiglie, perché i tiepidi e gli indecisi avranno ceduto alle seduzioni di satana, allora improvvisamente e inaspettatamente arriverà la vittoria decisiva della divina misericordia, che porrà fine al regno della menzogna e preparerà la via alla pace universale. Nel momento in cui satana si illuderà di essere il padrone del mondo e penserà di essere sul punto di sedere in trono, gli strapperò il suo bottino dalle mani. La vittoria finale non apparterrà che al mio divino Figlio e a me. “.

E ancora: “Il tempo della pace nel mondo non è rimandato, ma il Padre del Cielo vuole concedere ancora tempo a coloro che sono in grado di convertirsi e di rifugiarsi in Dio. Tra questi si convertiranno anche molti che ora negano l’esistenza di Dio, ma che un giorno crederanno in lui. Questo tempo supplementare di grazia che è accordato all’umanità è dovuto alle penitenze e alle preghiere che sono state offerte nel mondo intero, a favore di tutta l’umanità, nel corso di molti anni e di cui il Padre si è compiaciuto. Le porte dell’inferno rimarranno chiuse davanti a coloro che si saranno convertiti: non si danneranno, perché la grazia della fede li fortificherà e non ricadranno più nei loro peccati.

La preghiera ha questa potente efficacia, perché io, la Regina Vittoriosa del Mondo, prego con voi e con voi consolo Dio delle grandi offese che riceve. Fate sì che il vostro stesso respiro diventi preghiera espiatoria agli occhi di Dio. Se volete accelerare il grande miracolo della mia vittoria, con la quale voglio salvare il mondo, dovete affidarvi a me e a mio Figlio con fiducia filiale e incondizionata, proprio come i bimbi si affidano alla mamma, facendo riparazione, offrendo la vostra vita e pregando.  La vostra fede, fino ad ora, è stata molto immatura e l’efficacia della vostra preghiera dipende dalla vostra fede. Se pregate con piena fiducia, la vittoria che state aspettando porterà la gioia della pace universale in un universo purificato. Abbiate fede! Fidatevi di me sempre, figli miei!”. 

Gesù riprende le parole della Madre: “il mondo si è pervertito ostinandosi nella sua iniquità e si allontana sempre di più da me, ma io non posso pentirmi del mio amore. Stendo la mia mano verso di esso in un gesto che può essere allo stesso tempo misericordia o castigo: misericordia per quelli che mi amano, castigo per quelli che mi disprezzano. Mentre vi parlo voi ascoltate la voce di colui che è al di sopra di tutte le cose. Quando stendo la mano verso di voi compare accanto a me mia Madre, affinché possiamo sfuggire al castigo. La malvagità genera malvagità e il mondo ha raggiunto un punto tale di malvagità da esigere che il male venga fermato per la stessa sopravvivenza del mondo”.

Claudia Matera, Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna, Sugarco Edizioni, pp. 163-164

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 102 – IL MONDO VISIBILE

Loading the player...

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Buongiorno P. Livio, 

 mi chiamo Nicla, conosco Radio Maria dal 1993, quando incinta della seconda figlia, ero a riposo assoluto per minaccia d’aborto e scoprii casualmente Radio Maria… da allora non l’ho più lasciata!

 Né di giorno né di notte è un miracolo dal cielo per chi la vuole accogliere! 

 Mia figlia poi nacque il 5 Agosto e si chiama Mery… ora è lontana da Dio, ma confido che la Madonna non l’abbandona…

 Posso  dirle in tutta sincerità, che i miei 7 figli sono cresciuti con latte, pane e Radio Maria! Ricordo di notte, quando non dormivano o piangevano i miei pargoletti si calmavano ascoltando la dolce emittente della  Madonna, la figlia maggiore poi aspettava impazientemente il venerdì sera per ascoltare le sue catechesi giovanili con la risata finale della “parrocchia sottomarina” quanti bei ricordi! 

Grazie P. Livio per il Dono immenso che è Radio Maria per ogni singola persona, ma anche per l’immenso mondo di anime che sono cresciute ascoltando la sua voce paterna, i suoi insegnamenti alla luce del Magistero della Chiesa, gli incoraggiamenti nei momenti  di prove e per i messaggi della Madonna che commenta in modo esauriente e illuminato per tutti noi!

Prima di congedarmi da lei, volevo renderle noto, che un mese fa è ritornato alla Casa del Padre il figlio spirituale di Padre Pio D. Nello Castello.

Aveva, anni fa, contribuito alle trasmissioni di Radio Maria del giovedì sera Sacerdotale tenuto da Don Tino… D. Nello era diventato un “Rosario vivente”… aveva sempre con sé 2 corone e una in mano, che ha sgranato fino alla fine…

Qualche giorno prima  di morire, mi disse: “Vedi, (mostrandomi la corona del rosario) questa è una preghiera potente e se P. Pio ne diceva tante di corone, è perché da qui ricavava le Grazie dalla Madonna!”

Il  giorno 30 Maggio, attorniato da amici e Vescovi aveva compiuto 100 anni! Si è spento serenamente con la corona del rosario tra le dita.

Una preghiera.

Grazie P.Livio Dio la Benedica!

Maria Regina della Pace,prega per noi!

Nicla


Cara Nicla,

grazie per la tua bella lettera che commuove e che richiama alla memoria ricordi e persone che hanno fatto la grande storia di Radio Maria, fra queste il volto serafico di Don Nello che ora ci benedirà dal Cielo.

Mi pare impossibile che questa avventura incredibile che abbiamo vissuto insieme, milioni di anime disseminate in Italia e nel mondo, possa cadere nell’ oblio. Spero davvero, anzi sono certo, che in Cielo la potremo rivedere insieme alla Madonna e a tutta la corte celeste.

Dio benedica la tua fantastica famiglia

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’anima umana che è orientata a Dio

Cari amici, alcune persone danno la parvenza di essere “naturalmente atee” e chiuse alla trascendenza. Di conseguenza, si potrebbe pensare che Dio doni la grazia solo ad alcuni, ma non è così. Dio dà a tutti la grazia della fede, perché vuole la salvezza di tutti gli uomini.

Bisogna trovare, dunque, una spiegazione di carattere interiore e teologico al fatto che alcune persone si trovino talmente bene nell’ateismo da vivere pacificatamene come se Dio non esistesse. Il Catechismo della Chiesa cattolica spiega che Dio crea l’uomo infondendo nella polvere – cioè nella componente terrestre – un’anima spirituale e immortale, a immagine e somiglianza di Dio. L’anima è strutturalmente orientata a Dio, lo cerca e lo desidera. Questa è la situazione creaturale dell’uomo che per sua natura è cercatore di Di.

La catastrofe originaria che riguarda gli angeli, tuttavia, è avvenuta perché invece di elevarsi a Dio hanno cercato se stessi, in contrapposizione a Lui hanno tentato di affermare se stessi. La medesima cosa è successa all’uomo che – elevato in grazia con il dono dell’amore – si è fatto ingannare dal demonio, nel suo rapporto con Dio. Il Catechismo della Chiesa cattolica afferma che Adamo ed Eva hanno preferito il demonio a Dio. Quindi, anche nella prima coppia c’è stato un ripiegamento su se stessi. Loro hanno distolto gli occhi da Dio rivolgendoli al proprio “io”, hanno voluto affermarsi in contrapposizione a Dio.

Questo veleno del peccato originale, cioè mettere se stessi al posto di Dio, è il veleno del serpente. Questa rottura nella Creazione è rimasta anche nell’uomo. Ogni uomo che nasce porta questa traccia di veleno dentro di sé, il peccato originale in contrapposizione a Dio. Quando nasciamo abbiamo l’anima immortale orientata a Dio, dall’altra parte abbiamo un’ombra, una tendenza, una concupiscenza, una ferita, il residuo del peccato originale.

La grazia del Battesimo è la medicina per guarire da questa spinta al male. Il male in tutte le sue proliferazioni ha una radice ben precisa dalla quale arrivano tutte le sue manifestazioni. Da un’unica radice derivano la triplice concupiscenza, i sette vizi capitali e tutti gli elenchi di peccati che si sono realizzati nel corso della Storia. C’è una proliferazione difficilmente comprensibile dalla mente umana, solo Dio sa quanto male è venuto da questa spinta che c’è in noi. La grazia dello Spirito Santo e l’amore di Dio diffuso nei nostri cuori ci aiutano a guarire e consolidano la nostra strutturale tendenza a Dio. Con il Battesimo riceviamo la grazia della buona volontà che cerca Dio. Coloro che corrispondono a questa grazia guariscono, diventano cercatori di Dio e suoi amanti, realizzano la propria vita, gli altri si perdono perché non guardano e non cercano Dio.

Il motivo per cui una persona non ha la fede è perché nel proprio intimo prevale la tendenza a cercare se stessi, la propria affermazione, degli idoli da adorare fra le creature. Perciò, invece di seguire quella parte di anima che cerca Dio, si tenta di arrivare a quelle altezze verso le quali la superbia spinge. Seguendo questa tendenza si passa la vita al servizio di se stessi, del proprio “io” e delle sue voglie, che sono i vizi. Questi vizi sono come bocche fameliche che mangiano il mondo, cercano idoli da adorare. Siccome siamo fatti per Dio e abbiamo in noi la tendenza all’Assoluto, l’orientare il nostro cuore e la nostra anima alle cose create finite ci rende infelici. La nostra felicità trascendente consiste, invece, nell’amare Dio sopra ogni cosa e nell’essere amati.

Questa è la miserabile via dell’ateismo, il quale va smascherato. Oggi satana ha ingannato il mondo, per cui coloro che credono in Dio sono ritenuti dei poveretti, degli spostati, dei malati. Credere in Dio – specialmente in Europa – è visto come una forma di arretratezza culturale e spirituale. Il credente in Dio è disprezzato e guardato con sufficienza.

L’ateismo è un misto di superbia, presunzione e orgoglio con il quale il nostro “io” nella parte profonda di se stesso – inquinata dal veleno di satana – si gonfia e si mette al posto di Dio. Nei dibattiti culturali viene a galla questa mentalità comune. L’ateismo è la malattia dell’io, un io gonfiato, malato, prepotente, altezzoso, è un ramo staccato dalla vite secco e buono solo per essere bruciato.

Noi cristiani dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro cercare Dio è nobile. Il nostro essere sottomessi a Dio e obbedirgli è un regnare. Fare la volontà di Dio è realizzarsi. Solo avendo in mente questo concetto, riusciamo a comprendere a fondo il Messaggio della Regina della pace: «Vi guidi la fierezza di essere miei» (25 luglio 2024), siamo fieri di essere come Lei, di essere Suoi, di appartenerle, di essere fra le Sue schiere. Coloro che si gonfiano con supponenza e presunzione si ridicolizzano.

Bisogna strappare, con tutta la pietà, la carità e l’amore che possiamo avere, la maschera dell’ateismo. Quella maschera di perbenismo che satana ha indossato. Le persone atee sono rispettabili, intelligenti, bisogna inchinarsi davanti a loro, hanno il primo posto nei dibattiti, ma coloro che credono vengono assaliti. L’ateismo è un ramo secco, è l’io che si è staccato da Dio. Tale supponenza di essere qualcuno non fa i conti con la realtà.

Gli atei sono dei poveracci, vuoti e senza Dio, più poveri, disgraziati e infelici di loro non c’è nessuno. Non inchiniamoci davanti a queste forme di supponenza, ma preghiamo affinché prendano consapevolezza della propria miseria e si rivolgano alla fonte della Misericordia. Dobbiamo essere orgogliosi e gioiosi di essere di Dio e al Suo servizio. Nell’umiltà abbracciamo la nostra dipendenza a Colui che ci ha creato per amore e che ci ha chiamati per l’eternità a essere con Lui, nel cuore stesso della Comunione Trinitaria e dell’amore eterno.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

MEDJUGORJE: IL FUTURO È DI DIO – Di Padre Livio – Puntata 3

Loading the player...

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La lunga fila di Cardinali a Medjugorje

Ciao padre Livio!

Hvaljen Isus i Marija!

Ecco qui le foto del Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo Emerito di Madrid, a Medjugorje l’ 11 settembre 2024.

A Medjugorje, lunga fila di Cardinali in questi 43 anni.

Siano lodati Gesù e Maria!

Ciao Alessio


Caro Alessio,

mi viene da pensare che la fila sarà ancora più lunga nel tempo dei segreti

Ave Maria

Padre Livio

Pagina 13 di 22

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy