"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2024 Pagina 10 di 21

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì 20  Agosto  2024

H. 9 : Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivo.it – Facebook – YouTube in differita

GESU’ E’ LA VERITA’

Solo Lui è il Verbo di Dio

Tutte le sue parole sono Spirito e Vita

Rivelano il mistero di Dio

Rivelano il mistero dell’uomo

Le sue Parole non passeranno in eterno

MUORE A 93 ANNI LA VEGGENTE AKITA

E’ morta il 15 Agosto festa dell’Assunzione di Maria

Il messaggio di Akita collegato a Fatima: Senza conversione non c’è futuro

L’opera del diavolo anche nella Chiesa

La Madonna ha messo in guardia dal pericolo di una catastrofe nucleare?

BLOG:

L’attacco di satana al Sacerdozio nel tempo dei segreti

La Chiesa non si interessa ai segreti di Medjugorje?

Nuovo libro di Padre Livio: IL FUTURO E’ DI DIO


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Muore a 93 anni la veggente di Akita

La religiosa giapponese fu destinataria di messaggi da parte della Vergine e di altri fenomeni soprannaturali. È morta nel giorno dell’Assunzione di Maria, all’età di 93 anni, suor Agnese Sasagawa, la veggente di Akita, unica mariofania attestata in Giappone. 

Nata da famiglia buddista e poi convertitasi al cattolicesimo, suor Agnese era novizia delle Serve dell’Eucaristia nel 1973 quando le si manifestarono i primi eventi soprannaturali, preludio delle tre apparizioni della Vergine Maria avvenute tra luglio e ottobre dello stesso anno e seguite poi da ulteriori fenomeni (tra cui le lacrimazioni di una statua già presente sul posto), oltre che dalla guarigione della stessa suor Agnese, affetta da sordità. Nella mariofania giapponese sorprende la straordinaria continuità – evidenziata anche dal card. Ratzinger  con il messaggio di Fatima.


Articolo di Ermes Dovico – La Nuova Bussola 2 Giugno 2019

Nel 1973 la Madonna si manifestò in Giappone ad Agnese Sasagawa, novizia delle Serve dell’Eucaristia, comunicandole il bisogno che l’umanità faccia penitenza. “Le sole armi che vi restano sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio”, disse la Madre Celeste nelle apparizioni di Akita (riconosciute dal vescovo), lasciando un severo monito per gli impenitenti e insieme una salda speranza per chi si converte, in perfetta continuità con il messaggio del 1917 ai tre pastorelli.

Il messaggio che veicola, con l’urgente richiamo alla conversione e alla penitenza, è del tutto simile a quello di Fatima. E insieme ai fatti a cui si accompagna mostra l’intimo legame con diverse altre apparizioni mariane della nostra epoca, già riconosciute dalla Chiesa o ancora no, da Civitavecchia a Medjugorje. Parliamo delle apparizioni di Nostra Signora di Akita, che è il titolo con cui la Chiesa venera la Vergine a seguito delle visioni avute tra il luglio e l’ottobre del 1973 dalla giapponese Agnese Katsuko Sasagawa, allora quarantaduenne novizia nell’ordine delle Serve dell’Eucaristia.

Il preludio alla mariofania di Akita, teatro degli eventi soprannaturali, lo si era avuto il 12 giugno dello stesso anno, quando Agnese aveva visto dei raggi di luce provenire dal Tabernacolo della cappella del suo convento. Il fenomeno si era ripetuto nei due giorni seguenti e poi ancora, con una luce ancora più intensa, il 24 giugno, data in cui quell’anno cadeva il Corpus Domini. Il 28 giugno Agnese ricevette una ferita a forma di croce nel palmo della mano sinistra, da cui fuoriuscì molto sangue, e il giorno dopo, festa del Sacro Cuore di Gesù, vide degli angeli intorno all’altare nell’atto di cantare il Sanctus.

Tempo un’altra settimana e avvenne la prima manifestazione mariana di Akita. Il 6 luglio 1973 la buona Agnese, che soffriva di sordità, vide apparire, verso le tre del mattino, una donna: “Non temere, sono colei che sta presso di te e ti custodisce. Seguimi”. La novizia pensava si trattasse della sorella morta qualche tempo prima, ornata della grazia del Battesimo. In realtà, quella creatura, apparsale in forma femminile, era il suo angelo custode, che le si manifesterà per sei anni consecutivi e che in quella prima occasione le disse ancora: “Non avere paura, ma prega per i tuoi peccati e non solo, anche in riparazione per tutti gli uomini. Il mondo attuale ferisce il Santissimo Cuore di Gesù con la sua ingratitudine e i suoi oltraggi. La ferita alla mano della Santissima Vergine Maria è molto più profonda della tua”.

Prima di scomparire, l’angelo la condusse in cappella, dove Agnese, dopo aver sostato ad adorare il Santissimo Sacramento, si avvicinò alla statua di legno della Madonna, da cui sentì improvvisamente provenire una voce bellissima, celestiale. Che tra l’altro le disse: “Figlia mia, novizia mia, tu sei stata molto coerente nella fede che hai mostrato. L’orecchio malato è per te qualcosa di molto doloroso, ma ti verrà guarito. Sii paziente. Sacrificati ed espia per i peccati del mondo. Tu sei per me una figlia indispensabile. Fa’ tuoi i propositi delle Serve del Santissimo Sacramento, prega per il Papa, i vescovi e la Chiesa”. Quello stesso giorno, alcune suore videro fuoriuscire del sangue dalla mano destra della statua della Vergine, sgorgante da una ferita a forma di croce, uguale ma più profonda rispetto a quella di Agnese.

Un fatto non da poco è che il prodigioso simulacro ligneo del Giappone è stato realizzato basandosi sull’immagine della Signora di tutti i Popoli, ossia l’effigie della Vergine apparsa ad Amsterdam all’umile veggente Ida Peerdeman (1905-1996): in quelle apparizioni, riconosciute ufficialmente dal vescovo locale il 31 maggio 2002, Maria Santissima aveva chiesto all’umanità di ritornare alla Croce e di essere onorata con il titolo di “Corredentrice, Mediatrice e Avvocata” domandando la proclamazione di uno specifico dogma al riguardo e profetizzando che esso sarà combattutissimo, “l’ultimo e più grande”, a seguito del quale la Chiesa e il mondo intero avranno straordinarie grazie dal Cielo (una nuova, potentissima, effusione dello Spirito Santo) e un lungo periodo di pace.

Tra i molti messaggi ricevuti dalla veggente olandese, uno in particolare, del 14 febbraio 1950, riguardava la lontana terra nipponica: “Il Giappone si convertirà”.

Tornando ad Akita, il 3 agosto avvenne la seconda apparizione, in cui la Madonna annunciò che “il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande castigo su tutta l’umanità. Con Mio Figlio sono intervenuta tante volte per placare l’ira del Padre. Ho impedito l’arrivo di calamità offrendogli le sofferenze del Figlio sulla Croce, il Suo prezioso sangue e le anime dilette che Lo consolano formando una schiera di anime vittime”.

Il 13 ottobre (a 56 anni di distanza dal miracolo del sole a Fatima) avvenne la terza e ultima apparizione, nella quale la Beata Vergine diede dei tremendi dettagli sul castigo che si sarebbe abbattuto sull’umanità, facendo capire comunque che esso dipende dalla libertà degli uomini, i quali, con la loro conversione, possono evitarlo. “[…] Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi restano sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno la preghiera del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti”.

Come già nei messaggi ai tre pastorelli, la Vergine insiste quindi sulla recita del Rosario come arma decisiva per vincere il proprio combattimento spirituale e cooperare al disegno di salvezza. Il messaggio del 13 ottobre proseguiva soffermandosi sulla battaglia tra Bene e Male interna alla Chiesa nonché sulla dannazione eterna per chi muore impenitente. “L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, e vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli […], chiese e altari saccheggiati. La Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro […]. Prega molto la preghiera del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano. Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati”.

I segni celesti continuarono. Il 13 ottobre 1974, un anno dopo il terzo e ultimo messaggio della Vergine, suor Agnese guarì improvvisamente dalla sua sordità, beneficiando per sei mesi del miracolo: la promessa della Madonna, con il recupero definitivo dell’udito, si realizzerà nel maggio 1982, per la domenica di Pentecoste. La suora giapponese riferì inoltre che, dal 4 gennaio 1975 al 15 settembre 1981, assistette a 101 lacrimazioni della statua lignea di Maria, protagonista pure di essudazioni profumate. Di questi fenomeni, in modo simile a quanto avverrà negli anni Novanta a Civitavecchia, furono testimoni centinaia di persone e pure una troupe televisiva giapponese poté filmare la statua mentre piangeva. Le analisi condotte dal Dipartimento di biochimica dell’Università di Akita e – attraverso il dottor Kaoru Sagisaka, un non cristiano – dalla Facoltà di medicina legale hanno confermato che il sangue e le lacrime erano effettivamente di natura umana.

Nell’aprile 1984, il vescovo di Niigata, John Shojiro Ito, riconobbe ufficialmente le apparizioni come degne di fede: “Dopo le indagini condotte fino al giorno presente, non si può negare il carattere soprannaturale di una serie di eventi inspiegabili della statua della Vergine onorata ad Akita. Di conseguenza autorizzo che in tutta la diocesi affidata a me si veneri la Santa Madre di Akita”. Pur senza emettere un documento ufficiale, nel 1988, anche l’allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, definì attendibili i fatti avvenuti ad Akita. E, dieci anni dopo, Howard Q. Dee, ex ambasciatore delle Filippine presso la Santa Sede, dichiarò in pubblico che Ratzinger gli aveva detto che il messaggio di Akita è “essenzialmente lo stesso” di quello di Fatima.

Anche ad Akita, accanto al monito per coloro che rifiutano fino all’ultimo respiro terreno la Misericordia di Dio, la Vergine, come una mamma che cerca continuamente di condurre i propri figli alla beatitudine eterna, rivela tutta la potenza della sua intercessione presso la Santissima Trinità e, in mezzo a un’oscurità che sembra ineluttabile, lascia parole di speranza, in cui sembra di risentire l’eco della promessa consegnata a Lucia, Giacinta e Francesco: “Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà”.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 77 – LA CATECHESI SULLA CREAZIONE

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su Gesù che è la Via

Cari amici, il Messaggio della Regina della pace del 25 luglio 2024 recita:

«Cari figli miei! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli, vedo persone di fede, speranza e preghiera. Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Colui che è via, verità e vita. Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno a voi perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Le espressioni “via, verità e vita” derivano dal Vangelo secondo Giovanni. Così come Gesù le esprime, sono esclusive, solo Lui è la via, la verità e la vita. Non ci sono altre religioni o altri pensieri di vario genere, che aspirino a diventare strumenti di salvezza che possano sostituire quelli che vengono dal Cielo. Sono unici perché unico è il Cristo, solo Lui è il Signore, il Salvatore, il Figlio eternamente generato dal Padre che si è fatto uomo. È venuto in questo mondo, ha assunto la natura umana e Lui solo è la via.

Per capire la bellezza di questa affermazione evangelica, dobbiamo fare riferimento ad alcune espressioni dei Messaggi della Regina della pace, sempre ricchi di riferimenti dei Vangeli. La Madonna, parlando di un’umanità che non vuole il Dio vero che si è manifestato in Gesù Cristo, ha affermato che vaga qua e là. Vagare significa camminare senza una meta, correre in un labirinto dal quale non c’è una via d’uscita, per ritornare sempre sui propri passi, esaurire le energie, stramazzare a terra e infine essere divorati dalla morte.

Quando Gesù dice di essere la via, significa che Lui è l’unica persona – il Verbo che si è fatto uomo, l’Io divino – che ci può portare a Dio. Il fine della nostra vita non è il vagare nelle false luci dell’effimero. Di fronte a questa situazione del genere umano – che vaga senza meta – c’è una via di salvezza. Essa non è stata elaborata dagli uomini. Esaminando tutte le religioni, tutte le grandi opere dello spirito umano, ci renderemmo conto che sono tutte elaborazioni di persone che cercano loro stesse una via che non hanno trovato. La loro vita non è un compimento, ma un esaurimento perché non hanno raggiunto un traguardo.

Questo concetto lo possiamo dire di tutte le salvezze umane, eccetto quella cristiana e biblica. Per quanto riguarda il nucleo delle religioni monoteistiche – il Cristianesimo, l’islam e l’ebraismo – la componente ebraico-cristiana è quella che manifesta la Divina Rivelazione. Qui si manifesta la salvezza dell’uomo, perché Colui che dice di essere la via non è un profeta – come Mosè o Maometto – ma è il Figlio di Dio; quindi, è Dio stesso che è la via e non ce n’è altra al di fuori di essa. Bisogna avere il coraggio di affermare questa verità che regge il mondo.

Quando affermiamo di credere in Dio, dobbiamo dire che Cristo è l’unica via che porta al Padre. Esistono vie provvisorie umane che avvicinano a Cristo, perché lo Spirito Santo ha seminato ovunque frammenti di verità e opera nei cuori al di là di quelli che sono i confini della Divina Rivelazione. Senza intransigenze e senza creare opposizioni verso chi cerca Cristo senza conoscerlo, dobbiamo essere orgogliosi, fieri e grati di essere di Cristo, di questa inesauribile fonte di grazia che è Cristo.

Egli è la via, non ci sono altre vie che portano al Padre, che portano alla salvezza eterna o alla gioia del Cielo. Gesù è la via che Lui ha percorso. Uscito dal Padre è venuto nel mondo, ha percorso la via della Volontà del Padre ed è ritornato a Lui. Quando la Madonna dice: «Come Madre vi dico: incamminatevi con me!» (2 febbraio 2019) significa che ci prende per mano e ci aiuta a camminare dietro Suo Figlio.

Impostiamo la vita con decisione, senza cercare qua e là alternative abbandonando Cristo per la scienza, le ideologie, i falsi umanesimi. Molti cristiani hanno abbandonato la via per seguire sentieri che portano da nessuna parte. Molti hanno abbandonato la via che porta al Cielo, per seguire le autostrade che portano nel deserto della morte. Questo è quello che ha fatto la nostra generazione: ha rifiutato la fede nella Croce.

Dobbiamo ritornare con umiltà sulla retta via, che è Gesù Cristo. La via che Lui ci indica l’ha percorsa Lui stesso fino alla fine compiendo la Volontà del Padre. Dobbiamo decidere di seguire Gesù e abbandonare tutte le possibili alternative, che sono luci false che non escono dal perimetro dell’effimero e della finitezza. Altrimenti, ci ritroviamo alla fine nello stagno di fuoco e di zolfo.

Questa via è stretta e in salita, richiede pazienza e perseveranza per arrivare fino alla fine, in Cielo. È una strada nella quale si rischia di cadere a causa della nostra debolezza. Ma dobbiamo avere l’umiltà di rialzarci ogni volta che cadiamo, per seguire Cristo con fedeltà. È una strada che richiede perseveranza, condotta fino al momento in cui lasciamo questa Terra. Aggrappiamoci a Cristo e non lasciamolo mai. Prendiamo per mano la Madonna e incamminiamoci con Lei fino alla porta del Paradiso.

Gesù è la via da seguire. Riflettiamo sulla nostra decisione di seguire Cristo o le alternative. La Madonna ha detto: «satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via» (25 maggio 2010). Ha sviato un’intera generazione con il modernismo, collocando il Cristianesimo all’interno delle produzioni mondane ormai obsolete. È riuscito a staccarci da Cristo e metterci sulla via della perdizione.

Se la strada in cui ci troviamo è quella sbagliata – dietro le false luci del mondo – ricordiamoci che stiamo camminando invano. L’inversione che dobbiamo fare per tornare sulla giusta via richiede molta umiltà e coraggio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

SGUARDO SULL’ETERNITÀ – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 20

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La Chiesa sa che i segreti di Medjugorje sono una cosa tremendamente seria

Reverendo Padre Livio, mi chiamo Sergio sostengo la radio da quando l’ho conosciuta 25 anni fa. Mi domando in un mondo così violento, pieno di guerre e tragedie, migliaia di morti ogni giorno, apostasia diffusa, come mai il tempo dei segreti tarda a realizzarsi.

Lo sconcerto e la disillusione stanno pervadendendo anche i più convinti e gli stessi abitanti di Medjugorje sulle apparizioni. L’atteggiamento attendista e fin troppo prudente della Chiesa stanno raffreddando gli animi dei fedeli.  Questo spiega a mio parere anche il calo delle offerte. 

Una rimozione dei segreti annunciati è in corso. Anche le contraddittorie conclusioni della commissione del Card. Ruini ha creato più dubbi che certezze. Basterebbe analizzare con attenzione il rotolo lasciato a Mjriana per mostrare al mondo la autenticità delle apparizioni. Eppure c’è una reticenza in proposito. 

È vero che le apparizioni private non sono necessarie per la fede, ma i discepoli di Medjugorje si stanno disperdendo. La generazione di mia nonna attendeva il compimento delle promesse di Fatima, quella di mia madre quelle di Akita e Garabandal e sono passate a miglior vita senza avere la grazia di un riscontro. 

Io ho quasi 60 anni e spero che non mi accada lo stesso con i segreti di Medjugorje.

Che la BVM abbia pietà di me.

Ave Maria.

Sergio.


Caro Sergio,

ho apprezzato la chiarezza con la qual ti sei espresso interpretando, credo, anche il pensiero di tante altre persone che da tempo seguono la Regina della pace. Ti risponderò anch’io con altrettanta franchezza, per quanto possibile in una materia così delicata.

Innanzi tutto, differentemente da tutte le profezie mariane precedenti, i segreti di Medjugorje hanno tutti e dieci dei riferimenti concreti che ognuno dei sei veggenti conosce: La Madonna infatti ha rivelato di ogni segreto l’evento, il luogo dove accade e il momento esatto. Tutto questo è anche scritto sulla pergamena che la Madonna ha dato a Mirjana il giorno di Natale del 1982.

Tutto quello che la Madonna ha rivelato noi non lo conosciamo dai veggenti, se non in minima parte, ma possiamo saperlo da ciò che è stato rivelato a Fatima nel 1917, quando tale rivelazione non comportava rischi di carattere politico.

La Madonna a Fatima ha già detto tutto e a Medjugorje si è limitata a dire  che le sue apparizioni lì hanno come scopo di realizzare quello che ha rivelato a Fatima, in particolare il trionfo del suo Cuore immacolato e la Conversione della Russia.

Si tratta di un piano mariano di vasta portata, che noi abbiamo visto realizzarsi nella storia dal 1917 fino ad oggi, quando gli eventi che abbiamo sotto  gli occhi non sono altro che i segreti che si stanno realizzando.

Infatti che cosa sta maturando nel mondo di oggi? Fondamentalmente due cose: l’abbandono e la negazione della fede cattolica da una parte e la catastrofe planetaria provocata dalla guerra dall’altra. I segreti riguardano esattamente queste due realtà, sulle quali Dio interverrà con la rivelazione tre giorni prima per salvare la Chiesa e il mondo.

La Chiesa, parlo di Roma in particolare, ha seguito Medjugorje con grande attenzione pastorale fin dal principio, anche grazie a San Giovanni Paolo II. Tuttavia nonostante “la pastoralità” promossa in particolare da Papa Francesco, la Chiesa non si è sbilanciata e la Commissione Ruini ne è un esempio.

La ragione a mio parere non risiede nei dubbi che la Chiesa avrebbe sulla autenticità delle apparizioni, perché non vi sono apparizioni mariane, a mia conoscenza, più credibili di quelle di Medjugorje. La Chiesa sa che i segreti di Medjugorje sono una cosa tremendamente seria.

Ciò che frena la Chiesa è una ragione di carattere politico, già indicata da Giovanni Paolo II a Fulda. La Chiesa conosce il segreto di Fatima nella sua versione autentica e non ha bisogno di conoscere i segreti di Medjugorje che ne sono la sua esplicitazione.

La Chiesa, a mio avviso, sa da chi verrà la persecuzione devastatrice e conosce chi sarà lo strumento con cui satana cercherà di distruggere il mondo. Per la verità lo possiamo sapere anche noi, perché ormai è evidente a tutti quelli che non sono accecati. Però la Chiesa per ora non lo  può dire apertamente. Forse lo dirà dopo il segno sulla collina delle apparizioni.

Perciò noi stiamo saldamente alla scuola della Regina della pace, che sta plasmando i suoi apostoli per i tempi della grande prova che la vedranno trionfare. Soprattutto stiamo attenti a non fare la fine delle cinque vergine  stolte, che nel momento cruciale, si sono fatte trovare senza l’olio per le lampade.

Ave Maria

Padre Livio

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