"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2024 Pagina 3 di 23

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla gravità del peccato: peccato mortale e peccato veniale

Cari amici, i peccati e la loro gravità – davanti a Dio e al prossimo – non sono uguali. I peccati veniali non offendono la carità, non estinguono l’amore di Dio e non rompono il nostro rapporto con Cristo. Siamo dei tralci poco fruttuosi e un po’ appassiti, ma non separati, ancora legati alla linfa della vite che è Cristo.

I peccati mortali, come dice la parola stessa, danno la morte dell’anima. Come disse la Madonna in un Messaggio di Natale: «Vi porto mio Figlio Gesù perché vi benedica e vi riveli il Suo amore che viene dai cieli. Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra. Per questo gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019). La morte spirituale non è un annientamento ma una perversione.

Anche i peccati mortali non sono tutti della medesima gravità. C’è una componente nei peccati gravi che è triplice e classica, che San Giovanni Paolo II ha voluto nel Catechismo della Chiesa cattolica. I peccati mortali sono tali a tre condizioni: la prima condizione è che la materia deve essere grave; la seconda è la piena avvertenza che sia un peccato mortale, cioè essere consapevoli della sua gravità; la terza è il deliberato consenso, cioè la decisione, il voler fare il peccato.

La materia grave è più facile da valutare , ma solo Dio può giudicare appieno la piena avvertenza e il deliberato consenso. Ci sono anche tanti condizionamenti da tenere in considerazione per arrivare a una valutazione secondo giustizia. Se una persona compie un peccato con piena avvertenza e il deliberato consenso e con l’aggravante della premeditazione, tale perversità la rende sempre più simile al maligno.

I peccati hanno duplice effetto verso chi viene commesso e in chi lo fa. Infatti il male non solo fa male agli altri ma anche a se stessi. Ecco i punti più importante del Catechismo sulla gravità dei peccati.

La gravità del peccato: peccato mortale e veniale

1854 È opportuno valutare i peccati in base alla loro gravità. La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già adombrata nella Scrittura, si è imposta nella Tradizione della Chiesa. L’esperienza degli uomini la convalida.

1855 Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave della Legge di Dio; distoglie l’uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore.

Il peccato veniale lascia sussistere la carità, quantunque la offenda e la ferisca.

1856 Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale che è la carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della Riconciliazione:

«Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale […] tanto se è contro l’amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro, ecc., quanto se è contro l’amore del prossimo, come l’omicidio, l’adulterio, ecc. […] Invece, quando la volontà del peccatore si volge a una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia non va contro l’amore di Dio e del prossimo — è il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc. —, tali peccati sono veniali».

1857 Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: «È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso».

Nei punti successivi, il Catechismo della Chiesa cattolica, illustra queste tre condizioni.

1858 La materia grave è precisata dai dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre» (Mc 10,19). La gravità dei peccati è più o meno grande: un omicidio è più grave di un furto. Si deve tenere conto anche della qualità delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori è di per sé più grave di quella fatta ad un estraneo.

Ad esempio, la gravità di un furto dipende anche da chi si deruba e così via. La materia grave è valutata dalla scienza morale, una parte della teologia che è necessaria in modo particolare per i sacerdoti che confessano.

1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso con piena consapevolezza e pieno consenso. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell’atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perché sia una scelta personale. L’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.

L’ignoranza con la quale inganniamo noi stessi cercando di assolverci, la durezza del cuore che è l’indurimento, la coscienza soffocata, sono tutti elementi che aggravano la brutalità del peccato.

1860 L’ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilità, le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe patologiche. Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti, la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.

Preghiamo volentieri per i peccatori, non sostituiamoci a Dio nel giudicarli, ma aiutiamo a convertirli.

I punti del Catechismo della Chiesa cattolica sul peccato terminano con un accenno ai peccati contro Spirito Santo. Molto importante perché sono peccati per il quale non c’è perdono.

1864 «Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata» (Mt 12,31). La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo. Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.

Non consentite a voi stessi, ingannandovi, di precipitare nella rovina eterna, di cui Gesù stesso parla. La Misericordia di Dio è immensa, ma chi rifiuta deliberatamente il perdono di Dio può essere portato all’impenitenza e alla rovina finale ed eterna. Preghiamo affinché non cadiamo in questo accecamento e per coloro che sono già accecati e stanno correndo nell’abisso.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴Cercate il volto di mio figlio – Catechesi a cura di Padre Livio – puntata 29

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Lunedì, 29 Luglio 2024

In diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)

ROSARIO SERALE SU RADIO MARIA PER IL DONO DELLA PIOGGIA

DA QUESTA SERA FINO A CHE  NON PIOVERÀ RECITEREMO IL SANTO ROSARIO DELLE H. 20:25 e delle H. 23:50, AFFINCHÉ IL PADRE CELESTE CONCEDA IL DONO DELLA #PIOGGIA ALLE REGIONI CHE SOFFRONO PER LA #SICCITÀ

LA GRAVITA’ DEL PECCATO: PECCATO MORTALE E PECCATO VENIALE

Il peccato mortale separa l’uomo da Dio

Il peccato veniale ferisce ma non rompe il rapporto con Dio

Il peccato mortale richiede la materia grave, la piena avvertenza e il deliberato consenso

Il MONDO IN BILICO

Medio Oriente. Una situazione esplosiva

Città Europee: sotto il tiro dei missili nucleari russi

Guerra in Ucraina: il ministro degli esteri ucraino in Cina

Elezioni americane: l’effetto Harris potrebbe sgonfiarsi

IL VUOTO DI UNA CIVILTA’ SENZA DIO

Un paganesimo becero in mondovisione

Il mondo senza Dio non può avere un futuro

Questo è il momento di una innovata testimonianza cristiana

La Madonna sta preparando una rivoluzione inimmaginabile

BLOG:

La Madonna conferma la sua fiducia nella popolazione di Medjugorje


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La Madonna conferma la sua fiducia nella popolazione di Medjugorje

Carissimo Padre Livio,

grazie per il suo piacevole commento all’ultimo messaggio (25 Luglio 2024), come sempre ricco di reminiscenze del passato di Medjugorje. Mi piacerebbe però sapere per quale motivo lei ha cambiato una parola della traduzione italiana sostituendo “uomini” con “persone”. La cosa mi incuriosisce perché conosco la sua applicazione e precisione.

La saluto caramente!

Angela di Catania


Cara Angela,

innanzi tutto incominciamo col dire che la Madonna dà i messaggi in croato e non in italiano. Come è noto la traduzione in se stessa non è sempre una cosa facile e nel nostro caso viene fatta in una decina di lingue e in tempi piuttosto ristretti.

Per quanto riguarda la parola in questione (Ljude- Ljudi) il suo significato codificato dai vocabolari è “uomini”, “gente”, “persone”. D’altra parte basta andare su Google per accertarsi.

A mio avviso la Madonna nel suo messaggio ha fatto riferimento proprio alla popolazione di Medjugorje, dicendo di loro che sono persone di fede,  speranza e preghiera. E’ indubbiamente un prezioso incoraggiamento dopo le tirate di orecchio precedenti.

Per capire come sia stata “studiata” la parola usata della Madonna (Ljude) propongo questa riflessione tratta da un sito internet, nel quale fra l’altro risulta che  la parola in questione viene tradotta preferibilmente con “persone”:

“Il nome “Ljudi” è di origine slava e può essere trovato in paesi come Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina. Questo nome ha una lunga storia e un significato unico che è durato nel corso degli anni. In questo articolo esploreremo l’origine e il significato di “Ljudi” e la sua rilevanza nella cultura slava.

Origine del nome “Ljudi”

Il nome “Ljudi” affonda le sue radici nell’antica lingua slava, parlata dalle tribù slave dell’Europa orientale. Questo nome deriva dalla parola slava “ljub” che significa “amore” o “caro”, e “ljudi” che significa “popolo” o “persone”. Pertanto, il significato originale del nome “Ljudi” può essere interpretato come “amato dal popolo” o “amato dal popolo”.

Gli slavi avevano un forte legame con la natura e la comunità e i nomi che scelsero per i loro figli riflettevano il loro rapporto con l’ambiente. Il nome “Ljudi” è diventato un modo per onorare i membri amati della comunità e trasmettere un senso di appartenenza e amore reciproco.

Significato di “Ljudi” nella cultura slava

Nella cultura slava, i nomi avevano un significato profondo ed erano considerati una parte importante dell’identità personale. Il nome “Ljudi” era visto come simbolo di stima e di affetto verso la persona che lo portava, ed era considerato un onore essere chiamato in questo modo.

Gli slavi attribuivano grande valore alla famiglia e alla comunità e il nome “Ljudi” rifletteva l’importanza di mantenere forti legami con i propri cari e con la società in generale. Questo nome evocava sentimenti di amore e rispetto ed era associato alla gentilezza e alla generosità verso gli altri.

Varianti e popolarità di “Ljudi”

Nel corso degli anni, il nome “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità nei paesi slavi ed è rimasto una scelta comune per i genitori che cercano un nome dal significato profondo e tradizionale. Inoltre, esistono varianti di questo nome in diverse lingue slave, come “Ljudevit” in croato, “Ljudmila” in russo e “Liudvika” in lituano.

Sebbene “Ljudi” possa non essere così comune in altri paesi al di fuori dell’Europa orientale, il suo significato e le sue radici culturali lo rendono unico e significativo in qualsiasi parte del mondo. La globalizzazione ha portato i nomi slavi a diventare più conosciuti in tutto il mondo, il che ha contribuito alla crescente popolarità di “Ljudi” come opzione di nome per i ragazzi.

Personaggi famosi con il nome “Ljudi”

Molti individui hanno portato il nome “Ljudi” nel corso della storia e alcuni di loro si sono distinti in campi diversi e hanno lasciato il segno nella società. Tra loro c’è Ljudi Polika Oljaca, una rinomata artista serba nota per le sue opere e i suoi contributi alla cultura visiva. Anche lo scrittore sloveno Ljudi Knafelj, riconosciuto per la sua letteratura e le sue riflessioni sull’identità slovena.

Queste personalità hanno contribuito a rendere popolare il nome “Ljudi” e hanno dimostrato che questo nome può essere associato al successo, al talento e alla creatività. La sua eredità ha contribuito a rafforzare il significato di “Ljudi” nella società contemporanea e ha dimostrato che questo nome può essere una scelta potente e significativa per chiunque.

Conclusioni

In sintesi, il nome “Ljudi” ha un’origine antica e una ricca storia nella cultura slava. Il suo significato originale di “amato dalla gente” riflette l’importanza della connessione e dell’amore all’interno della società. Nel corso degli anni, “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità e rimane una scelta significativa per i genitori che cercano un nome con profonde radici culturali e significato simbolico.

L’influenza di personalità di spicco con questo nome ha contribuito a rafforzare la sua rilevanza nella società moderna e ha dimostrato che “Ljudi” può essere associato al successo, alla creatività e al contributo della cultura. In definitiva, il nome “Ljudi” continua a essere una parte importante del patrimonio slavo e un simbolo di amore, apprezzamento e appartenenza nella società contemporanea.”

(Sito: nomipropri.eu)

Cara Angela, se sei arrivata fino alla fine ti sarai resa conto con quale divina finezza la Madonna abbia usato la parola in questione per significare quanto ama i suoi cari figli che ha scelto.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Parigi: Il tripudio del paganesimo

Caro Padre

Ho visto in tv la cerimonia di apertura dei giochi Olimpici ( 26 Luglio 2024). Non saprei bene come definirla: forse una messa in scena di  generi trash e kitsch, di pessimo gusto anche artistico. O meglio, un misto tra un gay pride ed un sabba satanico, visto anche l’abbondanza di simbolismi demoniaci mostrati. Se la cerimonia di Atlanta 1996 passò alla storia per l’immagine toccante e commovente di un Cassius Clay malato di parkinson, che tutto tremante accendeva con la fiaccola il braciere olimpico, questa edizione di Parigi per cosa sarà ricordata? Per la testa mozzata di Maria Antonietta che canta un lugubre brano heavy metal?  Per la blasfema rappresentazione dell’Ultima Cena con Gesù e apostoli travestiti da drag queen?

 L’immagine in mondovisione dei vari Capi di Stato bagnati fradici, tra cui il nostro Mattarella, abbandonati senza riparo al diluvio che incombeva, mentre Messieur le Président se la rideva nell’unico palco al riparo, è stata poi senza dubbio una figuraccia di palta planetaria per tutta l’organizzazione.

L’unica soddisfazione che ho provato è stata vedere che il diluvio ha spento i fuochi d’artificio e annacquato le scenografie orgiastiche dei vari nani, ballerine, travestiti, saltimbanchi e giullari che in teoria avrebbero dovuto rappresentare la grandeur francese… dopo un’ora di diluvio sembravano tanti pulcini bagnati che ricordavano le superstiti sbandate truppe napoleoniche in ritirata dalla Russia…

Direi che anche il Cielo, con quel meteo inclemente, ha espresso sommessamente il suo giudizio..

Sono curioso di ascoltare il suo commento nel programma di domani.

La saluto caramente e la ringrazio per la sua instancabile opera di evangelizzazione attraverso questo strumento meraviglioso di Radio Maria, che lei ha fondato e che lei dirige ancora con mano fermissima e fedeltà incondizionata a Maria e al magistero della Chiesa. Coraggio: nonostante la sua non più verde età penso dovrà ancora sobbarcarsi l’onere e l’onore di un generale che ci guida, noi soldati semplici delle legioni mariane, nella inevitabile e vittoriosa battaglia che ci aspetta, prima del meritato eterno riposo.

 Eugenio da Dronero (Cn)


Caro Eugenio,

lo spettacolo della inaugurazione delle Olimpiadi ha impressionato molti cristiani nel constatare il fatto innegabile che l’Occidente, in particolare l’Europa, non solo si è liberato del Cristianesimo, ma ha già incominciato a irriderlo e a disprezzarlo e forse presto  passerà alla persecuzione.

Questo però lo ha anticipato la Regina della pace, quando ha detto che siamo diventati pagani.

In tutto l’arco di tempo della sua presenza la Madonna si è adoperata per risvegliare la fede che si stava rapidamente eclissando. Il processo è stato veloce e quasi inarrestabile.

Tuttavia la Madonna, con la sua  lunga presenza a Medjugorje, con apparizioni quotidiane e una evangelizzazione  costante e capillare,  ha impedito il crollo della fede, creando un po’ ovunque delle minoranza tenaci e coraggiose che fanno ben sperare.

La Madonna nei suoi messaggi è in primo luogo preoccupata che queste schiere militanti, che sta suscitando, siano attive e vigorose, nella preghiera e nelle opere, senza farsi impressionare dell’arroganza di satana che si illude di trionfare.

Noi dobbiamo restare concentrati sul piano di Maria, cercando di esserne  gli interpreti fedeli e decisi, senza farsi impressionare dalla prosopopea del principe delle tenebre, destinato a sgonfiarsi ogni volta che trova un vero cristiano.

Le cronache ci dicono che in Francia, nella notte del sabato santo, sono stati  battezzata migliaia di cristiani, molto più  dell’anno precedente e questa  spiega la rabbia di satana e le sue pagliacciate  lungo le rive della Senna.

(Secondo i dati della Conferenza episcopale francese, nel 2024 sono stati battezzati 7135 catecumeni adulti, il che costituisce un aumento del 30% rispetto all’anno scorso, quando furono 5463. E nel 36% dei casi i nuovi battezzati hanno tra i 18 e i 25 anni).

Perciò non lasciamoci impressionare dai fuochi d’artificio dell’impero delle tenebre, che ha i giorni contati e che sta marcendo nel suo putridume dorato.

Noi, figli di Maria, facciamoci guidare dalla fierezza di esser suoi! Armiamoci con la Croce e con la Corona del Rosario e combattiamo la santa battaglia della fede, della speranza e della carità.

Che tristezza rimanere impantanati nella palude del calcolo e della mediocrità e sentire la condanna di Cristo, al termine di una vita fallimentare!

Questa è l’ora dell’impero delle tenebre, ma è soprattutto l’ora di Maria ed è quindi anche la nostra  ora.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 55 – DIO E’ VERITA’ E AMORE

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INVITO ALLA PREGHIERA PER IL DONO DELLA PIOGGIA

🙏DA QUESTA SERA FINO A CHE NON PIOVERÀ RECITEREMO IL SANTO ROSARIO DELLE H. 20.25 e delle H. 23.50, AFFINCHÉ IL PADRE CELESTE CONCEDA IL DONO DELLA #PIOGGIA ALLE REGIONI CHE SOFFRONO PER LA #SICCITÀ 

Puoi sintonizzarti su Radio Maria cliccando il pulsante in alto a sinistra: Ascolta la diretta

DALLA CAPPELLINA DI RADIO MARIA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

Le speranze (cinesi) dell’Ucraina

La guerra non finirà a breve, ma l’arrivo dell’estate fa ripartire le trattative. In attesa del voto americano, il viaggio del ministro ucraino Kuleba a Pechino fa capire quale sia la pista da seguire

Stefano Caprio –Tempi  – 25/07/2024 –

Dopo due anni e mezzo di guerra, il ministro degli esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, si è recato per la prima volta a Pechino per un lungo colloquio di tre giorni con il capo della diplomazia cinese Wang Yi, la figura cinese più autorevole dopo Xi Jinping, un evento a suo modo veramente straordinario, che sembra avvicinare la possibilità della fine di un conflitto estenuante non solo per la Russia e l’Ucraina, ma per l’intero quadro geopolitico mondiale.

Gli ultimi due mesi sono del resto stati segnati da tentativi contraddittori di iniziare trattative di pace a vari livelli, dalla conferenza di pace in Svizzera alla missione originale di Viktor Orban, il leader ungherese che da presidente di turno dell’Unione europea si è preso la libertà di ergersi a mediatore internazionale, senza essere sostenuto da nessuno, con un valzer tra Mosca, Pechino e Washington simile a quello del cardinale Zuppi dello scorso anno, quasi fosse il “cardinale europeo” in missione per conto di Dio.

, 24 luglio 2024 (Ansa)

Fattori bellici, economici e atmosferici

Tutte queste iniziative sono allo stesso sorprendenti e prevedibili; da un lato nessuno si illude che ci siano le condizioni per un vero confronto tra Mosca e Kiev, che non si smuovono comunque dalle proprie posizioni sul possesso dei territori, dall’altro era evidente che dopo l’esaurimento di fanti e munizioni delle offensive reciproche di primavera, l’estate sarebbe stata la fase delle pause di ripensamento e discussione su possibili armistizi e confronti.

La Russia ha approfittato per guadagnare terreno tra marzo e aprile, dopo il disgelo invernale, grazie alle indecisioni occidentali sulle forniture di armi all’Ucraina, che a sua volta ha ripreso l’iniziativa appena arrivati missili e aerei per impedire ai russi di godersi l’estate sulle spiagge della Crimea. Tutto è tornato ai livelli dello scorso anno, dopo la riconquista di Kherson da parte degli ucraini, quando il fiume Dnipro ha segnato il confine tra “ucraina di destra e ucraina di sinistra” come era stato stabilito nel trattato della “pace eterna” del 1682 tra Russia e Polonia, la prima volta che venne usato ufficialmente il termine “ucraina”, cioè “confine”, nella storia della divisione tra la Russia d’Oriente e quella d’Occidente.

A determinare le dinamiche sono tanti fattori bellici, economici e atmosferici; il presidente bielorusso Aleksandr Lukašenko ha dichiarato che “non si può fare la guerra sopra i 30 gradi”, e il mese di luglio è quello più caldo a queste latitudini, in attesa delle prime avvisaglie d’autunno in agosto. Ed è anche il periodo della grande “guerra elettorale” mondiale, con i contradditori risultati delle consultazioni in Europa, Francia e Inghilterra e perfino in Iran, dopo l’improvvisa e tragica morte del presidente Ebrahim Raisi e la sua sostituzione con il “riformatore” Masoud Pezeshkyan. A scanso di equivoci, i russi si sono affrettati a riscrivere il testo dell’accordo di “partenariato globale” con Teheran, che dovrebbe essere firmato nei prossimi giorni, e hanno intensificato nelle ultime settimane le relazioni “fraterne” con la Corea del nord, dove vengono inviate in questi giorni frotte di giovani a campi di svago e allenamento patriottico.

Aspettando novembre

Soprattutto a tenere banco sono le vicende preelettorali degli Stati Uniti, con le sorprendenti vicende della “salvezza divina” di Donald Trump dalle pallottole nemiche e della tanto attesa sostituzione di Joe Biden con Kamala Harris, che sparigliano il gioco anche tra russi e ucraini, non riuscendo a capire chi dei candidati sia più favorevole agli uni e agli altri.

Del resto, le elezioni americane coincideranno con le feste russe di inizio del periodo invernale: il 4 novembre a Mosca si celebra la giornata dell’Unità Nazionale che ricorda la vittoria sugli invasori polacchi del 1612, dopo che il falso erede dello zar, l’impostore e traditore Griša Otrepev, che aveva messo piede nel Cremlino insieme alla moglie polacca e ai suoi direttori spirituali gesuiti, fu sparato dalla bocca di un cannone in direzione dell’Occidente, mentre veniva eretto davanti alla torre Spasskaja sulla piazza Rossa il monumento agli eroi nazionali Kuz’ma Minin e Dmitrij Požarskij, che avevano radunato l’esercito dei volontari contro gli invasori del tempo dei “Torbidi” a cui oggi la Russia ritorna.

Le feste novembrine segnano appunto l’inizio delle gelate, e i russi sperano in una vittoria convincente di Donald Trump, che da queste parti gode di grandi favori per le sue posizioni in difesa della sovranità e dei “valori tradizionali”, le colonne della politica putiniana. Quando vinse nel 2018, i deputati della Duma di Mosca si alzarono in piedi per un fragoroso applauso, e ora vengono solleticati dalle promesse del tycoon di “porre fine alla guerra in pochi giorni”, come ha confermato il suo amico Orban dopo la visita nei giorni scorsi.

Questo vorrebbe dire comunque il riconoscimento delle regioni occupate, dalla Crimea al Donbass, ciò che permetterebbe ai russi di cantare vittoria, in sintonia con la memoria della festa dei Torbidi. Nessuno del resto, tra le varianti in discussione, pensa che sia possibile fermare le cannonate e le piogge di droni, che continuano a mietere vittime civili anche tra i bambini, costringendo i russi a ritirarsi dietro le frontiere del 1992, e perfino gli ucraini cominciano a ipotizzare un referendum sulla cessione di parte dei territori, come ha detto in questi giorni il sindaco di Kiev, l’ex-pugile Vitalij Kličko.

Washington e Pechino

La guerra tra Russia e Ucraina non finirà comunque in pochi giorni, anche se è auspicabile una tregua dagli scontri più violenti entro la fine dell’anno. In questi territori ci si azzuffa almeno dal 1300, mettendo in gioco le etnie e le culture di entrambi i mondi dell’Eurasia. Il Cremlino sta convertendo l’intera economia del Paese secondo i criteri della guerra fredda dei tempi sovietici, cercando di mantenersi in equilibrio tra inflazione e conversione militare, esportazioni orientali e sfruttamento dei Paesi “amichevoli” in tutto il mondo, preparandosi comunque a un mondo “multipolare” basato sul conflitto permanente.

L’Ucraina, già teatro nei secoli passati di divisioni territoriali tra Polonia, Prussia, Austria e Russia, oggi si orienta sempre di più all’Europa e all’intero mondo occidentale, mentre la Russia diventa inevitabilmente un vassallo economico e geopolitico della Cina, che sta ancora cercando di orientarsi per capire bene come trarre dalla situazione il massimo vantaggio, e non a caso il viaggio di Kuleba appare come la vera trattativa da affrontare. Anche i Paesi dell’Asia centrale e del Caucaso, i più vicini alle zone di guerra, sono particolarmente coinvolti dalle prospettive che scaturiscono dalla combinazione di conflitti e sanzioni, che indirizzano il commercio mondiale sul Corridoio di Mezzo tra Asia e Europa, in aggiramento alla Russia. C’è molto da discutere, a Pechino e a Washington più ancora che a Mosca e a Kiev, e ogni Paese dell’Europa e del mondo intero deve chiedersi quale sarà il proprio destino negli anni futuri.

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