"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2024 Pagina 4 di 23

Il putinismo oltre Putin

di Stefano Caprio – Asia News – 28 Luglio 2024

Il russo medio non sostiene questa impostazione, ma non sa come contrastarla, e guarda con terrore agli esiti della guerra: la sconfitta getterebbe tutti nel panico, ma anche una vittoria rischierebbe di destabilizzare le relazioni sociali, non sapendo che cosa potrebbe accadere “dopo”, qualunque sia l’esito delle vicende in corso.

Ci sono almeno tre teorie per spiegare come mai la Russia, in un modo o nell’altro, finisca sempre per entrare in conflitto con il mondo intero. La prima è quella del “ritardo storico”, dovuto all’essersi formata come Stato europeo solo alla fine del primo millennio, e aver subito in seguito due secoli di “giogo tartaro” tra il 1200 e il 1400, non riuscendo ad adeguarsi alla modernità. La seconda teoria, più di orientamento “slavofilo”, è che la Russia abbia una propria civiltà originale da sviluppare, che è sempre stata contrastata dai nemici di Oriente e Occidente, e quindi non è mai riuscita ad esprimersi compiutamente. Infine, si dà tutta la colpa alla sfortuna di aver avuto quasi sempre dei leader inadeguati, o per squilibri mentali o per debolezze insuperabili, cosa in parte certamente vera. Le tre teorie, del resto, sono complementari e ampiamente dimostrabili con gli eventi della storia russa.

Queste spiegazioni si adattano in buona parte anche alla Russia di Putin, scaturita dal ritardo storico di un sistema sclerotizzato e in affanno rispetto al mondo “civilizzato” com’era l’Unione Sovietica, dall’essere stata narcotizzata dal totalitarismo comunista e aver cercato poi di ritrovare la propria anima in mezzo a mille contraddizioni, e aver dovuto subire le riforme inefficaci di Mikhail Gorbačev e Boris Eltsin, per ritrovarsi con una figura priva di qualità e in preda a una deriva come Vladimir Putin.

Siamo dunque punto a capo, con una Russia che ha mandato all’aria gli sforzi di un trentennio, e si ritrova a dover reinventare sé stessa sotto la guida di uno zar debilitato e delegittimato a livello internazionale, come era accaduto con altre figure del passato antico e recente. È proprio il caso di dire che Putin ha sparato tutte le sue cartucce, e ora trascina un’idea di guerra mondiale con ben poche speranze di ottenere qualche risultato, se non quello di chinarsi al vassallaggio della Cina e alla compagnia improbabile di partner internazionali come l’Iran e la Corea del nord. Le confuse immagini di trattative di pace di queste ultime settimane, dalla Svizzera all’Ungheria passando di nuovo per Pechino, dipendono da fattori esterni su cui Mosca non ha in realtà un’influenza decisiva, nonostante tutti i suoi sforzi di propaganda esterna, come le prossime elezioni americane che coincideranno con la grande festa nazionale russa dell’Unità Popolare del 4 novembre, la fine dei Torbidi in cui il Cremlino era quasi finito in mano agli odiati polacchi e ai loro alleati interni, gli avi degli “agenti stranieri” di oggi.

Il viaggio di Putin a Pyongyang dello scorso 18 giugno è l’immagine più significativa delle condizioni in cui si trova oggi la Russia, trovando in uno dei Paesi più refrattari del mondo l’unica vera compagnia, tanto che in questi giorni gli studenti russi affollano i campi di “vacanza rieducativa” dei nord-coreani per allenarsi al patriottismo cieco e militante. Si è avverata la profezia del “grande leader” Kim Il-sung, nonno dell’attuale presidente Kim Jong-un, che nel 1950 divorziò dall’Unione Sovietica proclamando la “autonomia del corpo”, un principio di tante forme asiatiche di spiritualità: oggi è la Russia a doversi sostenere da sola, cercando l’equilibrio delle proprie forze, esaltando i cosiddetti “valori tradizionali morali e spirituali”.

Fino a due anni fa, prima dell’inizio della guerra in Ucraina, la Russia era tutt’altro che un Paese isolato e autonomo, anzi era molto integrato nell’economia mondiale e in tutto dipendente dai rapporti con l’estero, in particolare con l’Occidente, nel colossale scambio di risorse soprattutto energetiche e tecnologiche, che ora si è completamente interrotto. Grazie a questi rapporti passati, la Russia si ritrova ancora in uno stato di relativo benessere, certamente al di sopra della media mondiale, e sempre dipendente dall’import-export, che ora cerca affannosamente di ri-orientare sui mercati asiatici; rimane comunque dipendente dall’estero, non avendo le forze e le capacità di reggersi su una vera economia autarchica, che del resto sarebbe una completa follia nel mondo globalizzato. Il segnale evidente di questa impotenza è la crescita inarrestabile dell’inflazione, dovuta agli squilibri di una bilancia estera commerciale impossibile da riassestare ai livelli dei decenni passati.

La Russia non può veramente separarsi dal resto del mondo, soltanto diventa sempre più difficile trovare veramente la sua collocazione: per le importazioni dipende dalla Cina, nell’export rimane legata ai prezzi del petrolio, che sono sempre meno convenienti per Mosca. Per affrontare le sfide del futuro, il regime putiniano per ora riesce soltanto a illudere la popolazione che “niente cambia”, si trovano altre vie per mantenere l’attuale livello di vita, ma rischia di andare incontro a una progressiva degenerazione, se non a un completo fallimento. Il sistema viene ormai definito il “putinismo militante a lungo termine”, che determinerà il futuro del Paese ben al di là delle capacità e della durata del suo leader; è una visione del mondo senza ritorno, che si proietta sull’immagine di un mondo in cui la Russia è schiacciata dalla sua stessa ideologia “multipolare”. C’è un polo occidentale e uno orientale, la Russia rimane tra l’incudine e il martello, e nessuno ha interesse a tirarla fuori da questo vicolo cieco.

Il problema è che quando Putin ha deciso l’invasione dell’Ucraina, sostenuto da una casta di fedelissimi, in realtà alla guerra non erano pronti né la società russa e neanche le élite, tanto meno l’economia e la stessa macchina bellica. Ora il regime si è adattato a questa sfida inattesa prodotta al suo interno, soffocando ogni protesta e ogni incertezza, e si è stabilizzato in una condizione ormai quasi impossibile da scardinare. È una stabilità al ribasso, che può soltanto cercare di compensare le sue crescenti debolezze. Il putinismo si proietta oltre Putin non per vero sostegno e neppure per vera opposizione, ma per un adattamento a una condizione senza più alternative. La Russia ha il problema di conservare sé stessa, nella guerra permanente e nel blocco delle sanzioni, nelle relazioni con Paesi del tutto estranei alla sua natura e alla sua cultura; ha bisogno della guerra come unica forma di relazione con l’esterno e con la sua stessa popolazione, non c’è più alcun compromesso o trattativa da discutere. Se Putin dovesse morire domani, non sorgerebbe dal nulla alcun nuovo leader per proclamare la fine delle ostilità, e riallacciare le relazioni con l’Occidente.

Quando non rimane più nulla, la Russia si arrocca nel patriottismo più integrale e fanatico, eredità del suo multiforme passato imperiale, e questo fatica ad essere compensato dall’ansia della modernizzazione, di “non rimanere indietro” una volta ancora rispetto al resto del mondo. Il russo medio non sostiene questa impostazione, ma non sa come contrastarla, e guarda con terrore agli esiti della guerra: la sconfitta getterebbe tutti nel panico, ma anche una vittoria rischierebbe di destabilizzare le relazioni sociali, non sapendo che cosa potrebbe accadere “dopo”, qualunque sia l’esito delle vicende in corso. Se apriamo di nuovo il Paese agli occidentali, ecco che si approprieranno ancora di tutte le risorse; se rimaniamo dietro la nuova cortina di ferro, non riusciremo a stare al passo del progresso tecnologico, e nessuno ci darà più una mano.

Il sistema sovietico aveva avuto una parabola simile, dall’isolamento al tentativo di raggiungere il livello degli avversari, e questo lo ha distrutto definitivamente. La forza dell’impero si basava spesso sulle fasi critiche dello stesso Occidente, nei periodi di guerre e rivoluzioni, mentre la Russia cercava di mostrare la sua stabilità e serenità interiore. Questo è un altro dei concetti fondamentali del putinismo: noi stiamo bene, ci godiamo le nostre tradizioni e la nostra purezza ortodossa, mentre “quel mondo degradato” sta perdendo la sua identità e la sua presunta superiorità. E in effetti, la svolta bellica e imperialista della Russia coincide oggi con una profonda crisi della democrazia occidentale.

Un sondaggio di Sistema tra esperti e politologi russi, americani e di altra provenienza conferma che il putinismo durerà a lungo anche dopo Putin, a meno che non avvengano catastrofi anche superiori alla sconfitta della guerra in Ucraina, come l’esplosione di una centrale nucleare o un crollo dell’economia cinese. L’unica variante scartata da tutti è quella di un cambio di regime dopo elezioni oneste e aperte a una vera concorrenza, ciò che sembra del tutto improbabile per la Russia, ma non è tanto sicuro ormai neppure in Occidente.

BUONA DOMENICA

DOMENICA 17.MA DEL TEMPO ORDINARIO (B)

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Oggi la pagina del vangelo dell’apostolo Giovanni ci propone uno dei miracoli più significatici compiuti da Gesù. Esaminiamo innanzi tutto quello che è accaduto e che tutti e quattro i vangeli ci raccontano con dovizia di particolari.

Gesù è seguito da una enorme folla per la sapienza della sua predicazione e per i segni che compiva, guarendo i malati e cacciando i demoni. Mai si erano visti eventi del genere in tutta la Storia della salvezza.

La folla è instancabile nel seguire Gesù fino a rimaner senza mangiare. Gesù ha compassione di questa gente e decide di sfamarla. Tuttavia non compie il miracolo senza il loro contributo.

Andrea, fratello d Pietro, gli porta un ragazzetto che ha cinque pani e due pesci. Ma “che cosa è questo per tanta gente”?

A Gesù basta questo piccolo contributo, fa seder la gente, prende i cinque pani e i due pesci, rende grazie e li distribuisce a tutti, quanti ne volevano.

Poi fa raccogliere dai discepoli i pezzi avanzati con i quali riempiono 12 canestri. La folla, contando soli gli uomini, era di cinquemila persone.

Qui ci sono migliaia di testimoni oculari che hanno visto e hanno mangiato, ci sono gli apostoli e i discepoli, ci sono pure due degli autori dei quattro racconti del vangelo: Matteo e Giovanni.

Perché allor ci sono quelli che si sbizzarriscono a negare la realtà del miracolo? Il motivo è molto semplice: non credono ai miracoli e non credono neppure che Gesù è Dio. San Pio X li ha chiamati “la peste modernista.”

Questo miracolo però non è fine a se stesso, ma ne anticipa uno ancora più grande, quello dell’Eucaristia dove, per le parole del sacerdote, Gesù sfama innumerevole persone col suo Corpo, Sangue Anima e Divinità.

Se veramente avessimo fede le Chiese alla Domenica sarebbero piene. Invece sono semivuote perché abbiamo perso la fede. Ma senza fede non possiamo salvarci. Bisogna pensarci finché siamo in tempo. E’ una cosa tremendamente seria.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,1-15
 
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
 
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
 
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
 
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
 
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
 
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Parola del Signore

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 54 – DIO E’ VERITA’ E AMORE

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

: La preghiera e le “Dio-incidenze”

 Caro Padre Livio, sono una nuova ascoltatrice che sta seguendo con gran de fervore e in comunione di preghiera i messaggi della Regina della Pace e le sue catechesi giornaliere che, in un periodo di grande bisogno di conforto per l’ anima, rappresentano una guida e un sostegno indispensabili insieme alla  lettura dei suoi preziosi libri.

Questo forte avvicinamento personale alla Madre Celeste ha coinciso, attraverso Radio Maria, ad un spontaneo e fruttuoso risveglio della  preghiera nei confronti di persone a me vicine che si sono ritrovate per “Dio-incidenza” a recitare il rosario ogni giorno.

Questo credo sia una meraviglia e posso testimoniare davvero che il Signore sta operando nelle famiglie. La nostra Mamma vuole la pace nelle nostre case e silenziosamente e dolcemente entra nelle nostre vita se le apriamo le porte.

Vorrei davvero esortare chi è scoraggiato nella preghiera a ostinarsi a continuare con ancora più forza perché il nostro esercito si sta davvero componendo!

Con grande stima  

Lia da Taranto


Cara Lia,

mi hanno molto colpito le sue parole che hanno messo in luce la misteriosa azione della grazia che silenziosamente conquista i cuori.

L’inizio è sempre il proprio cuore che sente la chiamata di Dio ad aprirsi e mi incoraggia non poco il fatto che Radio Maria ne sia stato lo strumento.

Tuttavia l’opera dello Spirito Santo non si ferma, ma si espande da cuore a cuore, conquistando altre persone grazie alla nostra disponibilità.

Lo strumento che lega queste esperienze è la preghiera che fortifica e arricchisce e prepara con discrezione nuove conquiste.

In questo modo l’opera misteriosa ma efficace della grazia guarisce i cuori, sana le ferite famigliari e prepara gli apostoli che con Maria conquisteranno il mondo.

La Regina della pace non solo esorta alla preghiera in famiglia, ma sollecita le famiglie ad unirsi in gruppi di preghiera, perché saranno queste cellule indistruttibili della Chiesa che resisteranno alla furia del maligno.

Quello che tu hai descritto è il modo con cui Dio incide nella Storia della Redenzione, dove tutto inizia nel silenzio della casa di Nazareth e prosegue con la visita di Maria alla cugina Elisabetta, coinvolgendo via via gli umili e i semplici.

E’ una storia che continua inarrestabile nel frastuono e nel disprezzo dei supponenti, che tuttavia collasseranno  su se stessi, perché nulla regge se Dio non lo sorregge.

Coraggio, perché le opere di Dio si realizzano nell’umiltà e nella perseveranza.

Ave Maria

Padre Livio

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

 Perché il mondo cambierà radicalmente nel tempo dei Segreti? 

Indicare la Fonte

Per quanto il futuro sia come una parete nera oltre la quale si fa fatica a guardare, per grazia della Madonna siamo in grado di conoscere alcune cose sul futuro. Dalle rivelazioni di Medjugorje e da quelle di Fatima abbiamo la possibilità di sapere il futuro che ci attende. Siamo davanti a una fase della Storia in cui accadranno eventi mai visti prima.

 La cosa più importante che sappiamo del futuro è che i prossimi dieci anni circa saranno i più drammatici della Storia umana in generale, accadranno eventi sconvolgenti perché per la prima volta satana ha il potere di distruggere il mondo, l’opera della Creazione e della Redenzione; la Madonna lo ha detto più volte e questi eventi sono contenuti nei Segreti di Medjugorje e in quelli di Fatima. Il futuro che ci aspetta è veramente drammatico, non è pianificabile.

La seconda certezza è che la protagonista di questo tempo sarà la Madonna. Questa è la cosa più importante, nonostante non si prenda in considerazione. La Madonna sarà la Regina del tempo dei Segreti, sarà Lei a rivelarli tre giorni prima che accadano, Lei li illuminerà con la sua presenza, Lei ci guiderà con i suoi messaggi, Lei porterà le schiere mariane al trionfo del suo Cuore Immacolato e alla fine alla conversione della Russia.

Indubbiamente abbiamo di fronte un futuro tremendo, basta guardare i gradi di odio e cattiveria che ci sono nel mondo, tali da portare alla distruzione del pianeta. Sarà un futuro che vedrà la presenza di Maria e Lei lo dominerà, lo guiderà, sarà la Regina del tempo dei Segreti.

Nel tempo dei Segreti la Russia avrà certamente il ruolo principale. Non può essere diversamente perché la Madonna l’ha citata tre volte nel Segreto di Fatima, quando ha detto che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori nel mondo, avrebbe distrutto popoli e nazioni, avrebbe perseguitato la Chiesa e avrebbe fatto soffrire molto il Santo Padre:

«Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace».

La profezia di Fatima si è realizzata in parte, fino alla Seconda guerra mondiale cui è seguita la caduta del comunismo; con il nuovo secolo – «satana è libero dalle catene» (Messaggio di Medjugorje del 1 gennaio 2001) – è iniziata la nuova epopea russa che minaccia con le bombe atomiche il mondo e tiene sotto i suoi missili tutte le città dell’Occidente.

Nel tempo dei Segreti la Russia avrà il ruolo principale, questo è certo perché diversamente non si può capire come farà a convertirsi al termine del tempo dei Segreti, come ha detto la Madonna a Fatima e lo ha ribadito a Medjugorje. Questa è un’ulteriore certezza, nel tempo dei Segreti la Russia avrà il ruolo devastatore.

Per quanto riguarda l’Europa e l’Occidente in generale, non sappiamo nulla e possiamo solamente azzardare delle ipotesi. L’unica certezza sul piano geo-politico è che la Russia sarà una protagonista devastatrice e anche anticristica perché propone un Cristianesimo messianico legato all’etnia russa. Dal terzo Segreto di Fatima sappiamo che la Chiesa sarà oggetto di persecuzione con l’intento di sterminarla e il Santo Padre stesso verrà ucciso. Non sappiamo dove, ma il Segreto di Fatima parla di una uccisione durante la salita al Calvario, potrebbe essere Roma.

Altre certezza che abbiamo davanti è che molti apostateranno. L’apostasia è il rinnegamento della Chiesa Cattolica da parte dei cattolici stessi. A Fatima la Madonna ha detto che il Portogallo avrebbe conservato il dogma della fede, ne deriva che ci sarà un’apostasia. Il diavolo, inoltre, cercherà di figurare dei falsi messia che prometteranno false salvezze. Rimaniamo ancorati alla Chiesa, alla Regina della pace e al Santo Padre, non lasciamoci abbindolare.

Abbiamo davanti un futuro drammatico costellato di eventi mai visti prima, prepariamoci. La protagonista di questo periodo sarà la Madonna e noi dobbiamo essere suoi per vincere. Nel tempo dei Segreti la Russia sarà l’attrice devastatrice, lo dice il Segreto di Fatima che in parte si è realizzato e in parte sui deve realizzare come ha detto autorevolmente Benedetto XVI.

La Chiesa Cattolica sarà perseguitata probabilmente per mano della Russia perché punta ad essere il centro del Cristianesimo, perché si ritiene la terza Roma e vuole imporre l’ortodossia. Ci sarà l’apostasia in conseguenza alla persecuzione; molti resisteranno saldi nella fede, molti altri per paura rinnegheranno la fede.

Alla luce di queste considerazioni dobbiamo pregare per l’Italia e per l’Europa perché  siamo in pericolo.  Gli Stati Uniti sono più cristiani dell’Europa stessa, è l’Europa che rischia perché ha abbracciato la religione umanitaria e perché è qui che molti hanno già apostatato e una parte della Chiesa si è svuotata della fede e non crede più. In Europa siamo veramente diventati pagani, per questo siamo in pericolo.

Preghiamo perché la Madonna si ricordi di quello che l’Europa ha fatto in passato e la protegga anche in questo momento in cui la fede vacilla. La Madonna sarà qui a proteggere le due sponde dell’Europa, quella occidentale e quella orientale; di fatto Medjugorje è un punto strategico in tal senso.

Quello che ha detto la Madonna è molto chiaro ed sufficiente per capire che il futuro che ci attende è difficile ma noi dobbiamo rimanere saldi e forti nella fede.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La Madonna elogia la gente di Medjugorje

Carissimo Padre Livio,

grazie per il suo piacevole commento all’ultimo messaggio (25 Luglio 2024), come sempre ricco di reminiscenze del passato di Medjugorje. Mi piacerebbe però sapere per quale motivo lei ha cambiato una parola della traduzione italiana sostituendo “uomini” con “persone”. La cosa mi incuriosisce perché conosco la sua applicazione e precisione.

La saluto caramente!

Angela di Catania


Cara Angela,

innanzi tutto incominciamo col dire che la Madonna dà i messaggi in croato e non in italiano. Come è noto la traduzione in se stessa non è sempre una cosa facile e nel nostro caso viene fatta in una decina di lingue e in tempi piuttosto  ristretti.

Per quanto riguarda la parola in questione (Ljude- Ljudi) il suo significato codificato dai vocabolari è “uomini”, “gente”, “persone”. D’altra parte basta andare su Google per accertarsi.

A mio avviso la Madonna nel suo messaggio ha fatto riferimento proprio alla popolazione di Medjugorje, dicendo di loro che sono persone di fede,  speranza e preghiera. E’ indubbiamente un prezioso incoraggiamento dopo le tirate di orecchio precedenti.

Per capire come sia stata “studiata” la parola usata della Madonna (Ljude) propongo questa riflessione tratta da un sito internet, nel quale fra l’altro risulta che  la parola in questione viene tradotta preferibilmente con “persone”:

“Il nome “Ljudi” è di origine slava e può essere trovato in paesi come Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina. Questo nome ha una lunga storia e un significato unico che è durato nel corso degli anni. In questo articolo esploreremo l’origine e il significato di “Ljudi” e la sua rilevanza nella cultura slava.

Origine del nome “Ljudi”

Il nome “Ljudi” affonda le sue radici nell’antica lingua slava, parlata dalle tribù slave dell’Europa orientale. Questo nome deriva dalla parola slava “ljub” che significa “amore” o “caro”, e “ljudi” che significa “popolo” o “persone”. Pertanto, il significato originale del nome “Ljudi” può essere interpretato come “amato dal popolo” o “amato dal popolo”.

Gli slavi avevano un forte legame con la natura e la comunità e i nomi che scelsero per i loro figli riflettevano il loro rapporto con l’ambiente. Il nome “Ljudi” è diventato un modo per onorare i membri amati della comunità e trasmettere un senso di appartenenza e amore reciproco.

Significato di “Ljudi” nella cultura slava

Nella cultura slava, i nomi avevano un significato profondo ed erano considerati una parte importante dell’identità personale. Il nome “Ljudi” era visto come simbolo di stima e di affetto verso la persona che lo portava, ed era considerato un onore essere chiamato in questo modo.

Gli slavi attribuivano grande valore alla famiglia e alla comunità e il nome “Ljudi” rifletteva l’importanza di mantenere forti legami con i propri cari e con la società in generale. Questo nome evocava sentimenti di amore e rispetto ed era associato alla gentilezza e alla generosità verso gli altri.

Varianti e popolarità di “Ljudi”

Nel corso degli anni, il nome “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità nei paesi slavi ed è rimasto una scelta comune per i genitori che cercano un nome dal significato profondo e tradizionale. Inoltre, esistono varianti di questo nome in diverse lingue slave, come “Ljudevit” in croato, “Ljudmila” in russo e “Liudvika” in lituano.

Sebbene “Ljudi” possa non essere così comune in altri paesi al di fuori dell’Europa orientale, il suo significato e le sue radici culturali lo rendono unico e significativo in qualsiasi parte del mondo. La globalizzazione ha portato i nomi slavi a diventare più conosciuti in tutto il mondo, il che ha contribuito alla crescente popolarità di “Ljudi” come opzione di nome per i ragazzi.

Personaggi famosi con il nome “Ljudi”

Molti individui hanno portato il nome “Ljudi” nel corso della storia e alcuni di loro si sono distinti in campi diversi e hanno lasciato il segno nella società. Tra loro c’è Ljudi Polika Oljaca, una rinomata artista serba nota per le sue opere e i suoi contributi alla cultura visiva. Anche lo scrittore sloveno Ljudi Knafelj, riconosciuto per la sua letteratura e le sue riflessioni sull’identità slovena.

Queste personalità hanno contribuito a rendere popolare il nome “Ljudi” e hanno dimostrato che questo nome può essere associato al successo, al talento e alla creatività. La sua eredità ha contribuito a rafforzare il significato di “Ljudi” nella società contemporanea e ha dimostrato che questo nome può essere una scelta potente e significativa per chiunque.

Conclusioni

In sintesi, il nome “Ljudi” ha un’origine antica e una ricca storia nella cultura slava. Il suo significato originale di “amato dalla gente” riflette l’importanza della connessione e dell’amore all’interno della società. Nel corso degli anni, “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità e rimane una scelta significativa per i genitori che cercano un nome con profonde radici culturali e significato simbolico.

L’influenza di personalità di spicco con questo nome ha contribuito a rafforzare la sua rilevanza nella società moderna e ha dimostrato che “Ljudi” può essere associato al successo, alla creatività e al contributo della cultura. In definitiva, il nome “Ljudi” continua a essere una parte importante del patrimonio slavo e un simbolo di amore, apprezzamento e appartenenza nella società contemporanea.”

( Sito: nomipropri.eu)

Cara Angela, se sei arrivata fino alla fine ti sarai resa conto con quale divina finezza la Madonna abbia usato la parola in questione per significare quanto ama i suoi cari figli che ha scelto.

Ave Maria

Padre Livio


MESSAGGIO 25 LUGLIO 2024

”Cari figli miei! Con gioia vi ho scelti e vi guido perché in voi, figlioli,

vedo persone di fede, speranza e preghiera.

Figlioli, vi guidi la fierezza di essere miei, e io vi guido a Lui che è via, verità e vita.

Sono anche con voi affinché la pace vinca in voi ed attorno  a voi,  perché Dio mi ha mandato a voi per questa intenzione.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Poruka, 25. srpanj 2024

„Draga moja djeco! S radošću sam vas izabrala i vodim vas jer u vama, dječice, vidim ljude vjere, nade i molitve. Nek vas, dječice, vodi ponos da ste moji, a ja vas vodim Njemu koji je put, istina i život i s vama sam da mir pobjedi u vama i oko vas, jer s tom nakanom Bog me posla vama. Hvala vam što ste se odazvali mome posivu

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 53 – DIO E’ VERITA’ E AMORE

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COMMENTO BREVE AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 LUGLIO 2024

Cari amici ,

il messaggio della Regina della pace del mese di Luglio è stato particolarmente affettuoso  e incoraggiante. La Madonna si è rivolta a noi chiamandoci  “Cari figli miei”, quasi a voler sottolineare che le apparteniamo in modo speciale.

Come la Madonna ha già sottolineato in passato, i suoi messaggi riguardano in primo luogo la Parrocchia di Medjugorje e poi tutti quelli che vi sono spiritualmente collegati.

La “Gospa” ricorda che con gioia ha scelto la Parrocchia ( già nel 1984) per poterla guidare nel cammino di fede  e ora si compiace nel vedere persone “di fede, speranza e preghiera”.

Effettivamente in occasione della Novena in preparazione  all’Anniversario delle apparizioni, c’è stata una convincente manifestazione di fervore , come da tanto tempo non si vedeva.

La Madre esorta i figli a seguirla con fierezza, senza vergognarsi, senza farsi intimidire dagli spiriti supponenti e a mostrare col Rosario in mano che non abbiamo paura di appartenerle.

Infatti Lei non ci tiene per sé, ma ci guida verso suo Figlio, che è via, verità e vita. “Per essere cristiani bisogna essere mariani” aveva autorevolmente sottolineato il grande Papa S. Paolo VI. Chi segue Maria arriva a Gesù. Chi vuole arrivare a Gesù senza Maria, alla fine rimane impantanato nella sua presunzione.

Alla fine la Madonna ci ricorda che Lei è stata inviata da Dio a Medjugorje come Regina della pace. Questa è la sua missione che realizzerà in pienezza.

Noi possiamo e dobbiamo aiutarla, facendo crescere la pace di Dio in noi e attorno a noi. Con i cuori che si riconciliano con Dio, Maria vincerà la sua grande battaglia e il mondo intero godrà di un tempo di pace come mai prima.

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla grande varietà di peccato

Cari amici, uno dei compiti della Chiesa è proprio quello di convincere il mondo di peccato. Il mondo, nella sua cecità, cerca di eliminare lo stesso concetto di male e di peccato e l’uomo stesso decide ciò che è bene e ciò che è male. La Chiesa ha proprio il dovere di rendere consapevole il mondo dell’esistenza del peccato e quindi di eliminarlo perché è un veleno che distrugge la vita, è una falsa libertà che cela una forma di schiavitù.

In rapporto a Dio scopriamo la sua volontà, la sua legge di santità e di grazia, la sua legge morale, i suoi precetti. In rapporto a Dio possiamo scoprire la via del bene e da qui la decisione di quale strada percorrere. Il peccato, allora, lo possiamo comprendere nella luce di Dio che è la Verità che ci indica con certezza ciò che è bene e ciò che è male. È una luce soprannaturale della Divina Rivelazione ma anche la luce naturale dei Comandamenti impressi nel cuore di ogni uomo. Tutti, anche i non cristiani, possono scoprire che uccidere, rubare, mentire è male.

Il peccato ha una varietà immensa. Il male genera se stesso in forme sempre nuove, è sempre all’ordine del giorno. Il peccato precede le mode, costruisce gli orientamenti ed è una fonte inquinata che si dirama in innumerevoli rivoli. Il peccato poi prende forme particolari a seconda dell’inclinazione personale: c’è chi è più violento, chi è più menzognero, chi è pervertito sessualmente. I semi del male sono molto vari e crescono differentemente nei cuori; ci sono peccati che prevalgono nella vita di questa o quella persona.

Messa a fuoco la varietà del peccato, il Vangelo ci insegna che il male ha una radice unica che è l’orientamento del cuore. È come un albero con innumerevoli rami e che produce altrettanti frutti di male; i rami però convergono tutti al medesimo tronco che ha radici profonde. Allo stesso modo, tutti i peccati hanno una radice interiore che è il cuore dell’uomo. Gesù stesso ci insegna che il male esce dal cuore dell’uomo.

L’uomo cede alla tentazione, accarezza l’idea del male, la fa propria, si lascia avvelenare, si fa sedurre dal demonio che lo porta a fare qualsiasi cosa. Molte volte, quando si rompono le dighe c’è una proliferazione del male in una persona che la porta a pervertirsi nella cattiveria, nel peccato e diventare immagine del demonio. Questo succede perché nel nostro cuore, con la nostra volontà abbiamo ceduto alla seduzione del serpente, ci siamo fatti incantare dalla sua menzogna e dalle sue false luci.

Il diavolo ci trascina sulla via del male e ci porta verso tutte le degradazioni possibili e immaginabili. Accade poi che i peccati personali si estendono nella società e diventano i peccati del mondo. Il nostro compito è purificare le radici del cuore, non lasciare spiragli al diavolo perché vi si insinui e farlo abitare unicamente da Dio.

Nel nostro cuore ci siano le radici dell’amore e dell’umiltà affinché germoglino le virtù prendendo il sopravvento sui vizi. Questo è il combattimento spirituale cristiano che ha come campo di battaglia proprio il cuore dell’uomo e le cui armi sono la preghiera e la penitenza.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica due punti proprio alla diversità dei peccati:

1852 La varietà dei peccati è grande. La Scrittura ne dà parecchi elenchi. La lettera ai Galati contrappone le opere della carne al frutto dello Spirito: «Le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio» (Gal5,19-21).

1853 I peccati possono essere distinti secondo il loro oggetto, come si fa per ogni atto umano, oppure secondo le virtù alle quali si oppongono, per eccesso o per difetto, oppure secondo i comandamenti cui si oppongono. Si possono anche suddividere a seconda che riguardino Dio, il prossimo o se stessi; si possono distinguere in peccati spirituali e carnali, o ancora in peccati di pensiero, di parola, di azione e di omissione. La radice del peccato è nel cuore dell’uomo, nella sua libera volontà, secondo quel che insegna il Signore: «Dal cuore […] provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie. Queste sono le cose che rendono immondo l’uomo» (Mt15,19-20). Il cuore è anche la sede della carità, principio delle opere buone e pure, che il peccato ferisce.

Questi due punti del Catechismo della Chiesa Cattolica sono molto istruttivi e ci aiutano a preparare un buon esame di coscienza. Per prepararci a una santa Confessione è bene leggere la Parola di Dio che ci svela l’inganno del demonio che ci propone il veleno sotto forma di caramella. Possiamo anche dire che la letteratura e il cinema prosperano sulla varietà dei peccati, delle perversioni umane e sempre meno sulla Redenzione, sul tema del superamento del male con il bene. Una volta era diverso, adesso invece si descrive lo scivolamento verso l’abisso della perversione come se fosse qualcosa di ineluttabile, di non redimibile. Guai a noi se entriamo nella prospettiva della resa al male considerandolo invincibile. Gesù Cristo ha detto: “Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!” (Gv 16,33).

Dipende da noi lavorare nel cuore perché ci siano i semi del bene che germoglino nelle virtù; estirpare le erbacce del male sul nascere; orientare il cuore al bene e renderlo degno di essere la dimora della Santissima Trinità; vigilare alla porta del cuore perché satana non lanci i suoi dardi velenosi che divampano e distruggono tutto.

Dobbiamo scegliere chi mettere al centro del nostro cuore, chi è l’unico re del nostro cuore: la Santissima Trinità, che con la sua luce ci richiama ai Comandamenti e alle opere di bene, oppure il diavolo con i suoi intenti di odio e di cattiveria.

Decidiamo, ogni giorno, se edificare in noi il Paradiso o l’inferno. Quello che abbiamo nel cuore si effonde in tutta la persona, nei suoi pensieri, nelle sue parole, nei suoi atteggiamenti, nei suoi comportamenti, nelle sue decisioni. Le persone abitate da Dio si riconoscono subito, così come si individuano immediatamente i cuori abitati dal demonio.

Lavoriamo ogni giorno per avere un cuore degno di Dio. Affrontiamo il quotidiano combattimento spirituale con il proposito di santità e con gli occhi alla meta che è il Cielo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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