"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2024 Pagina 2 di 23

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

: Ecco i cerimonieri con la foglia di fico e i prosciutti sugli occhi.

Carissimo, in questi giorni olimpionici, sentire le scuse anche abbastanza gonfie di cultura parolaia, che mi avvertono dell’abbaglio che noi cristiani stiamo prendendo, scambiando per ultima cena leonardesca con un dipinto altro, quale raffigurante la festa baccanale degli Dei in sede d’olimpo. Ebbene, questa tesi che si ammanta di cose dotte e capacità culturali, ora viene a prenderci in giro con dell’insano intellettualismo da gioco del Risiko… già solo il fatto evidente che, benché possano dire e mettere le cose come più gli aggrada, la scusa non regge, l’immagine riporta subito, a colpo d’occhio, e pure soprattutto a livello sub cosciente all’ultima cena di Leonardo, l’abbaglio è il loro, travolti da una strana manipolazione che si dota di raggiri pseudo culturali.

Questa cerimonia ha colto il segno, io non l’ho neanche vista in diretta, ma è arrivata a tutti, l’evento era globalizzato, e lor signori hanno voluto spingere verso “lo scandalo cristiano che, pure ignorante, tanto da non riconoscere l’origine delle scene cerimoniali in un pittore di un’epoca remota, nell’innocua rappresentazione di una nobile cultura pagana… (?)  abbiamo gridato stracciandosi le vesti? Io no, però non gli mollo un centimetro con delle ridicole aperture mentali che come minimo sono immerse in una fosca nebbia; sono di un vuoto spinto pneumatico da far impressione, questo si che mi tocca, tanto da vederli con pena mentre sproloquiano le loro gonfie ricchezze sapienziali.

Spieghiamo ai dotti un paio di concetti base: La sceneggiata pseudo pagana (anche gli Dei  di Atene, si stanno rivoltando nelle tombe del loro bel paganesimo, che, in confronto a questo modernismo pagano senza classe né stile, né sfiorante l’idea di  una naturale bellezza che pure loro avevano, ne sarebbero scandalizzati solo per lesa maestà – E noi saremmo rappresentati in quei modi da quei brutti ceffi lì?) Insomma ogni fotogramma prima di contenere segni e sentori anticristici  sono di una bruttezza anti artistica che arriccia il buon gusto in sintomi di nausea profonda. La Grecia antica e pagana fu anche sede di bellezza, sia in special modo bellezza del pensiero, che  pure dall’armonia plastica dei corpi, e in realtà per certi ignorantoni modernisti acculturati, una civiltà piena di pudore, anche quando scolpita nei marmi di veneri mezze vestite da veli.

Macron s’è congratulato con chi ha messo su questa ridicola pagliacciata olimpica, bene, possiamo intuire che abbia dato una bella tacita leccata a lor signori, tutti d’accordo a inaugurare l’evento sportivo con una festa alla Dioniso, quando con l’agone dello sport tali tipi di feste c’entrano assai poco, si soffre per vincere, non si vince senza soffrire, gli allori sportivi si sudano, come quelli dell’anima.

Siamo vicini alla resa dei conti, siano benedetti questi eventi segreti, la luce non resterà ancora a lungo nascosta sotto il moggio, sia benedetto Dio, Gesù detto il Cristo, che per onorare la Madre- Vergine Maria, verrà a riprendersi il suo RISPETTO: in quanto ai corrotti non mi interessa neanche di che fine vivranno, le mie mani tese vanno verso a chi tende le sue mani per trovarvi i regni del Signore.

Sempre Ave Maria carissimo, e buona ricarica interiore e  buon riposo agostiano.

Giuseppe

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla proliferazione del peccato

Cari amici, il peccato originale è uno dei punti fondamentali della visione cristiana della vita. Se Cristo ha patito sulla Croce, l’ha fatto per redimerci dai peccati da noi commessi e di quelli delle origini che ci hanno tolto lo stato di santità nel quale Dio ci ha collocato.

Ci sono due categorie di peccato importanti: mortale e veniale. Il peccato mortale dà la morte all’anima. La grazia speciale che Dio dona – attraverso le preghiere di Cristo e della Madonna – sono il ravvedimento e la conversione, quindi una vita nuova. Se dovessimo morire in uno stato di peccato mortale, sarebbe una morte eterna nell’inferno. Le tre componenti che rendono un peccato mortale sono: la materia grave, la piena avvertenza – cioè la consapevolezza di aver commesso un peccato grave – e il deliberato consenso, quindi una scelta libera che può essere in parte condizionata. Sono elementi interiori che molte volte sono chiari solo a Dio e non ha noi stessi. Qualora mancasse uno di questi tre elementi, il peccato e la responsabilità personale risulterebbero meno gravi. In questo caso, il peccato da mortale potrebbe diventare veniale per mancanza di elementi soggettivi.

Nell’ultimo capitolo del Catechismo della Chiesa cattolica sul peccato, andiamo ad analizzare una situazione esistenziale che conosciamo molto bene, ma che non sempre siamo in grado di vedere nella sua gravità dal punto di vista teologico.

Il peccato ripetuto più volte diventa un’abitudine peccaminosa, che rende schiavi e diventa un vizio. Tra peccato e vizio c’è una differenza. Il peccato è un atto che si compie contro la Legge Santa di Dio, quindi può essere un atto singolo. Il vizio è un’abitudine che si contrae attraverso la ripetizione dei peccati.

Diamo molta più importanza a vizi minori – come le sigarette, l’alcool – senza prendere in esame quelli causati dai peccati più gravi, ovvero i vizi che sono catalogati nella forma settenaria: la superbia, l’avarizia, la lussuria, l’ira, la gola, l’invidia, l’accidia. Sono vizi capitali che generano a loro volta altri vizi e si formano in noi ripetendo questi peccati. Una persona che ha un peccato d’ira isolato non ha il vizio dell’ira. Ma una persona irosa – che ripete il peccato d’ira – ha un vizio d’ira. Estirpare i vizi è molto difficile. Se non si è in grado di autodeterminarsi, autocontrollarsi e di seguire la Legge di Dio, si commettono peccati che possono essere gravi – come l’adulterio – fino ad arrivare a cattiverie e oscenità di vario genere. Questo avviene perché non si è più in grado di controllare i propri movimenti e istinti più pericolosi per se stessi e per gli altri.

Dobbiamo stare attenti a non contrarre i vizi, altrimenti ne diventiamo schiavi. Il Catechismo della Chiesa cattolica insiste molto su questo passaggio dal peccato al vizio.

Per quanto riguarda la proliferazione del peccato, la Sacra Scrittura sottolinea alcuni peccati particolarmente gravi. Sono i peccati che gridano al Cielo: il sangue di Abele; il peccato dei Sodomiti; il lamento del popolo oppresso in Egitto; il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; l’ingiustizia verso il salariato, cioè defraudare l’operato della sua giusta mercede. Sono dei peccati che hanno una particolare gravità.

Nei primi tempi della storia della Chiesa primitiva, c’era un itinerario penitenziale prima di essere ammessi all’Eucarestia dopo aver commesso peccati gravi. Al primo posto dei peccati vi era l’apostasia, molti tradivano la fede e apostatavano per salvare la propria vita. Al secondo posto, c’era l’omicidio e l’aborto. Al terzo posto si trova l’adulterio.

Questo è il panorama che riguarda la proliferazione del peccato. C’è una piccola appendice del Catechismo che è molto importante. Molte volte non siamo noi a commettere il peccato, ma cooperiamo ad esso. È implicita la nostra responsabilità, per la quale bisogna confessarsi. La Madonna stessa ha segnalato una cooperazione all’omicidio in uno dei suoi Messaggi a Medjugorje. Quando ha parlato dell’aborto ha detto che tutti coloro che cooperano hanno una grave responsabilità. Questo nell’aborto ma come in tanti altri campi. La nostra cooperazione, anche se non siamo i soggetti protagonisti, può essere di natura grave.

Il Catechismo della Chiesa cattolica mette a fuoco tutti questi punti, in modo che abbiamo un panorama sufficientemente chiaro sul peccato. Oggi è una tematica spesso obliterata e rimossa, come se il peccato non esistesse; invece, è il veleno più pericoloso con il quale satana ci rovina per l’eternità.

V. La proliferazione del peccato

1865 Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi e a rafforzarsi, ma non può distruggere il senso morale fino alla sua radice.

Dobbiamo fare molta attenzione alle abitudini cattive. Ripetendo atti buoni generiamo una virtù, ripetendo atti cattivi creiamo un vizio. Il peccato può arrivare all’indurimento del cuore e al soffocamento della coscienza. Ma Dio nella sua infinita Misericordia lascia sempre una porta aperta, ovvero il risveglio della coscienza, una grazia speciale. Come nel caso di Giuda, nel Vangelo secondo Matteo, nel quale ha avuto il risveglio della coscienza andando dai sacerdoti, gettando i denari per terra e ammettendo di aver tradito un uomo giusto. Tuttavia, non è riuscito fare il passo fondamentale che è quello di affidarsi alla divina Misericordia, finendo per uccidersi. È proprio vero, quindi, che Dio con la sua Misericordia non permette al male di arrivare a distruggere il senso morale nella sua radice. C’è sempre la possibilità prima della morte di convertirsi. Per chi è indurito nel cuore, invece, ci vuole una grazia specialissima.

1866 I vizi possono essere catalogati in parallelo alle virtù alle quali si oppongono, oppure essere collegati ai peccati capitali che l’esperienza cristiana ha distinto, seguendo san Giovanni Cassiano e san Gregorio Magno. Sono chiamati capitali perché generano altri peccati, altri vizi. Sono la superbia, l’avarizia, l’invidia, l’ira, la lussuria, la golosità, la pigrizia o accidia.

San Tommaso d’Aquino enumera ben cinquanta virtù con gli opposti vizi nella somma teologica.

San Giovanni Cassiamo era un monaco del V secolo d.C. che ha portato la regola di Sant’Antonio in Occidente e che ha scritto dei trattati sui vizi e le virtù molto attuali. San Giovanni Cassiano e San Gregorio Magno sono due grandi padri della moralia e della spiritualità antica, rispettivamente nel V e nel VI secolo. Hanno elaborato la dottrina cattolica riguardo ai vizi capitali.

L’accidia è un vizio su cui bisogna fare delle riflessioni molto particolari perché è quello che paralizza la voglia di fare il bene.

1867 La tradizione catechistica ricorda pure che esistono «peccati che gridano verso il cielo». Gridano verso il cielo: il sangue di Abele; il peccato dei Sodomiti; il lamento del popolo oppresso in Egitto; il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; l’ingiustizia verso il salariato.

Alcuni peccati gridano a Dio perché faccia giustizia. Alla fine della vita, l’unico che ha il potere di giudicare è Dio, nessun giudice umano o testata giornalistica. La Chiesa ha sempre ritenuto un peccato che grida al Cielo il defraudare i lavoratori della propria mercede, questo prima che esistessero i sindacati.

1868 Il peccato è un atto personale. Inoltre, abbiamo una responsabilità nei peccati commessi dagli altri, quando vi cooperiamo:

— prendendovi parte direttamente e volontariamente;

— comandandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli;

— non denunciandoli o non impedendoli, quando si è tenuti a farlo;

— proteggendo coloro che commettono il male.

Il peccato è una palude dalla quale è difficile uscire, ma con la grazia di Dio possiamo purificarci.

1869 Così il peccato rende gli uomini complici gli uni degli altri e fa regnare tra di loro la concupiscenza, la violenza e l’ingiustizia. I peccati sono all’origine di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla bontà divina. Le «strutture di peccato» sono espressione ed effetto dei peccati personali. Inducono le loro vittime a commettere, a loro volta, il male. In un senso analogico esse costituiscono un «peccato sociale».

Il peccato personale diventa il peccato istituzionalizzato nel mondo. Il peccato sociale è il risultato di peccati personali o di cooperazione ad essi.

C’è un grande equilibrio nel Catechismo della Chiesa cattolica fra ciò che è responsabilità personale, totale e parziale. Il male comincia da dentro e si solidifica in modi di pensare, di agire fino ad arrivare alle istituzioni che molte volte proteggono il male.

La conversione – che è il nostro compito come Radio – si può evangelizzare facendo prendere consapevolezza alle persone del peccato.

 Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴Cercate il volto di mio figlio – Catechesi a cura di Padre Livio – puntata 30

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🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì, 30 Luglio 2024

In diretta su Radio Maria, blogdipadrelivio.it, Facebook, YouTube in differita

INVITO AL ROSARIO PER IL DONO DELLA PIOGGIA

Su Radio Maria h. 20.30 e 23.50

LA PROLIFERAZIONE DEL PECCATO

La ripetizione del peccato genera il vizio

I sette vizi capitali

I peccati che gridano verso il Cielo

La cooperazione ai peccato commessi dagli altri

LA SICCITA’ IN SICILIA: AIUTATI CHE DIO TI AIUTA

Articolo di Paolo di Stefano – Corriere della Sera 30 Luglio 2024

VENTI DI GUERRA SUL CONFINE COL LIBANO

Hezbollah ha la forza per riaccendere il conflitto con Israele

QUALE POLITICA ESTERA SE VINCE TRUMP ?

Più duro con L’Iran e più filo-Israele

Un compromesso per l’Ucraina

BLOG: LE MINORANZE CRISTIANE IN EUROPA

Una lettera da Parigi


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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I cristiani in Francia non sono numerosissimi ma veri

Caro Padre Livio,

 Vivo alla periferia di Parigi dal 2016 per motivi di lavoro.

In questi giorni in cui si svolgono i giochi olimpici, mi sono messa in smart working ed ho spento la televisione.

Purtroppo, attraverso internet, sono stata messa comunque al corrente di quello spettacolo osceno che é stato messo in scena durante la cerimonia di apertura dei JO.

La firma satanista era esplicita.

Vorrei dire questo: sì, questa è la Francia. Il wokismo ha preso piede avvalorato dai suoi governanti, in particolare da Macron. La propaganda gender è introdotta fin dalle primissime classi a scuola.

Quando sono arrivata in Francia, mi sono sentita estremamente sola, perché non potevo parlare di religione senza suscitare sorrisini di ilarità e senza che mi si consigliasse che fosse meglio tacere.

Mi dicevo che i francesi erano tutti atei. Perché in Italia non siamo abituati a nasconderci. In Italia anche gli atei possono portare una Croce al collo, se non altro per voler seguire una moda.

Più tardi ho cambiato idea, ci sono dei cristiani in Francia. Sono una minoranza, ma li si trova là dove devono essere : sono presenti alla Messa la domenica. Oppure organizzano delle serate di lode e adorazione nelle chiese, la sera, dopo il lavoro.

Io stessa, ogni due del mese, sono invitata con mia figlia a recitare il rosario per le intenzioni della Madonna di Medjugorje da una coppia di amici che mette a disposizione la propria casa per accoglierci.

In Francia, i cristiani, quando si riconoscono, si sorridono e, a voce bassa si dicono : «Anche io sono cristiano…» E quando dicono questo, significa che sono dei veri cristiani praticanti. Perché ci sono anche quelli di tradizione, che sono stati battezzati, ma che seguono la corrente della propaganda atea francese, restando nella loro piccola zona di confort e cercando di saperne il meno possibile di Gesù, perché, come amano dire: «Gesù ha vissuto più di duemila anni fa. Se fosse nato adesso avrebbe predicato altro. Il mondo si è evoluto».

Chiamano questo sfacelo evoluzione? Ma Gesù é vivo in tutti i tabernacoli delle loro chiese vuote! La sua Parola é immutabile nei secoli!

I cristiani non sono numerosissimi in Francia, ma sono veri, perché qui bisogna veramente volerlo di essere cristiani e si va controcorrente per esserlo. Ma tra loro si riconoscono, si sostengono, pregano gli uni per gli altri e vanno avanti uniti.

E quando si scambiano delle mail o degli sms, concludono dicendo «In unione di preghiera», «Fraternamente», «Che Dio ti benedica»…

E pregano molto per i loro persecutori, perché sì, siamo martirizzati come mi diceva un fratello cristiano che ho conosciuto qualche settimana fa. Non come i martiri dell’antichità, ma siamo comunque isolati, derisi come pazzi, ci obbligano a togliere la Croce dal collo sul posto di lavoro e a non parlare mai di religione.

E nonostante tutto, quando ci ritroviamo, siamo pieni di gioia. Una gioia che qui non si vede in nessuna altra parte.

Concludo, Padre Livio, ringraziandola per il suo apostolato.

La seguo anche dalla Francia, come pure mia figlia Laura

Maria


Cara Maria,

mi ha molo rallegrato la sua testimonianza sulla presenza in Francia di una minoranza cristiana autentica. Siamo di nuovo tornati  in Francia,  come  in molte parti d’’Europa, ai primi secoli del Cristianesimo, quando i seguaci di Cristo erano piccoli gruppi, ben uniti fra loro dai legami della fede, ma guardati con ostilità e persino sanguinosamente perseguitati.

Oggi quelli che ci perseguitano sono i nuovi pagani, che hanno rifiutano la fede, illudendosi di essersi “risvegliati”. Se non si ricrederanno li attende un “risveglio” ben più traumatico. Quello che colpisce è il vuoto e la degradazione spirituale a cui arriva l’uomo quando rimuove Dio dalla sua vita e si mette al suo posto.

D’altra parte si sta notando a Parigi, come a Bruxelles e in altri capitali europee, un aumento significativo dei giovani e degli adulti battezzati durante la veglia del Sabato Santo.

Le cifre incominciano a diventare consistenti: (Secondo i dati della Conferenza episcopale francese, nel 2024 sono stati battezzati 7135 catecumeni adulti, il che costituisce un aumento del 30% rispetto all’anno scorso, quando furono 5463. E nel 36% dei casi i nuovi battezzati hanno tra i 18 e i 25 anni).

Questo conferma quanto noi crediamo e sperimentiamo e cioè che Cristo risorto è vivo ed è presente, ieri, oggi e sempre, e che non vi è altro Salvatore e Signore al di fuori di Lui.

Mi ha molto colpito quello che lei ha detto sul fatto che i cristiani si riconoscono e si ritrovano alla Santa Messa della Domenica. Infatti il cuore pulsante della Chiesa è l’Eucaristia, come ci ha insegnato la Regina della pace, ed è quello il centro di incontro, di attrazione e di vita al quale non possiamo mai mancare.

Il vuoto desolante di una vita senza Dio, che degrada e svuota le persone, se da una parte ci rattrista, dall’altra è un invito alla testimonianza dell’amore e della gioia. La Madonna è qui da così tanto tempo per alimentare questo risveglio insopprimibile della fede in suo Figlio Gesù, via, verità e vita.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 56 – DIO E’ VERITA’ E AMORE

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