⭐️ A FINE AGOSTO ESCE IL NUOVO LIBRO DI P.LIVIO: ⭐️⭐️IL FUTURO E’ DI DIO” – ” Maria guida il suo popolo verso un tempo di primavera” – Edizioni Sugarco⭐️⭐️
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Questo libro riflette la febbrile ricerca di quanto la Madonna ci ha rivelato, i significati reconditi delle sue parole, i riferimenti con le altre apparizioni mariane, con le rivelazioni di mistici e di santi nell’attuale fase della storia della salvezza, caratterizzata dall’Apocalisse.
In modo particolare si manifesta al nostro sguardo di fede la presenza di Dio nella storia umana, in questi tempi oscuri e pieni di minacce, illuminati dall’inviata del Cielo, la Regina della pace. Sarà Lei, la donna del futuro, a introdurre l’umanità nei tempi nuovi.
Il quadro d’insieme, nella sua originalità, è un affresco variegato e stimolante, al quale hanno dato il contributo anche molte voci di ascoltatori di Radio Maria, conferendo a questa serie di volumi di “Teologi della Storia” il valore inestimabile di una testimonianza viva in un passaggio epocale irripetibile
Pensiero spirituale su Gesù Cristo «Nostro Dio» (Messaggio del 25 aprile 2024)
Cari amici, l’espressione «Nostro Dio» nel Messaggio del 25 aprile 2024 della Regina della pace è nuova: «Voi, figlioli, siate preghiera e le mie mani d’amore tese per tutti coloro che sono nelle tenebre e cercano la luce del nostro Dio». Maria non ha mai utilizzato questa espressione, nonostante sia nella Liturgia: “Per il nostro Signore Gesù Cristo, Tuo Figlio, che è Dio”. In tutti i Messaggi della Madonna ci sono riferimenti biblici, dell’Antico e Nuovo Testamento. Tutte le Sue parole sono intessute della Sacra Scrittura.
C’è da chiedersi perché la Gospa abbia usato questa espressione: «Nostro Dio». La maggioranza degli uomini sono nelle tenebre e cercano la luce del nostro Dio, tranne coloro che sono nella luce della fede, che è una rivelazione soprannaturale. Con la capacità della ragione si può arrivare ad alcune verità, se non altro di ordine naturale come l’esistenza di Dio. Con la mente umana si può arrivare, attraverso le opere di Dio, al Creatore e si possono definire alcune delle Sue perfezioni. Vediamo che in alcuni testi della filosofia, di altre religioni o prima del Cristianesimo ci sono frammenti di luce in questo senso.
Al di fuori di chi ha la fede cristiana – che è una rivelazione divina– tutti sono nelle tenebre. Molti professano altre religioni o delle filosofie, ma è nel DNA umano la ricerca di Dio. Questa è una realtà che Maria ha sottolineato in molte occasioni. Per esempio, nel Messaggio del 25 settembre 2022 disse: «Siate gioiosi cercatori di Dio». Quindi, la Madonna invita tutti coloro che hanno la grazia della fede di essere luce per per portarli al nostro Dio, al Nostro Signore Gesù Cristo.
Il nostro Dio è Gesù Cristo, anche la Madonna molte volte nei Messaggi, quando parla di Dio parla di Suo Figlio che l’ha mandata, delle tre persone distinte, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La persona centrale che ci conduce al Padre è proprio il Figlio pe mezzo dello Spirito.
Anche noi dobbiamo usare questo linguaggio. Con l’espressione “Credere in Dio” non definiamo questo Dio come fa la preghiera del Credo: “Io credo in Dio, Padre Onnipotente […] Gesù Cristo […] Spirito Santo […]”. Quando diciamo “Credo in Dio” non esprimiamo il cuore stesso del Cristianesimo.
Nel Cristianesimo l’esistenza di Dio è indiscutibile, si è rivelato attraverso suo Figlio sulla Terra. Professando la nostra fede in Gesù Cristo, crediamo nel vero Dio che è Santissima Trinità, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, a cui abbiamo accesso attraverso di Lui. Non dobbiamo limitarci a dire “Credo in Dio” ma dobbiamo dire “Credo che Gesù Cristo è Figlio di Dio, è la Via, la Verità e la Vita”, usare tutte quelle definizioni che Gesù ha dato di se stesso. Il Nuovo Testamento è ricco di nuove espressioni – specialmente il Vangelo di San Giovanni – con il quale Gesù ha definito se stesso nella sua uguaglianza con il Padre, nella sua missione di rivelare il Padre.
L’apostolo Filippo disse a Gesù: «Signore, mostraci il Padre». Gesù gli rispose: «Chi ha visto me, ha visto il Padre». Avere questa determinazione, superare le riserve e le vergogne che si possono avere, dire “Credo che Gesù Cristo è il Signore, è il Figlio di Dio, è il Redentore del mondo”. Si può adorare anche più concretamente inginocchiandosi e adorandolo quando si tratta della Sua presenza reale nell’Eucarestia. Prestare la propria adorazione al nostro Dio, che si è fatto uomo, che ci ha redento, che è morto in Croce, che l’Eucarestia ci presenta, con il pane consacrato e il corpo donato e con il vino consacrato e il sangue versato.
La nostra fede in Dio non deve essere generica, , ma dobbiamo specificarla in chiave cristologica. Tutti e quattro i Vangeli ci portano a questa professione di fede, perché è necessaria per testimoniare la nostra identità cristiana. La divinità di Cristo oggi viene oscurata, a volte anche all’interno della Chiesa. Benedetto XVI ha detto che si viene sgretolando la base stessa del Cristianesimo, che è a professione di fede della divinità di Gesù Cristo.
Non dobbiamo limitarci a dire alle persone che Dio esiste, il nostro itinerario deve portare a Gesù Cristo, dritti verso di Lui, altrimenti rimane qualcosa di vago. È solo Gesù Cristo che dimostra chi è Dio, ci manifesta Dio nel suo infinito amore che si fa uomo, la Sua umiltà, le caratteristiche del Dio cristiano, che è il Dio della pace e dell’amore.
È molto significativo il fatto che – in questo tempo della presenza di Maria a Medjugorje –in tutti i Suoi Messaggi raramente usa le parole “Gesù” o “Signore”, ma dice «Mio Figlio». Con questo termine la Madonna rivela il mistero dell’Incarnazione, che è quello centrale del Cristianesimo: il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria e si è fatto uomo: Et homo factus est. Questa espressione «Mio Figlio» è ricchissima perché ci indica chi è il nostro Dio. Nella nostra professione di fede possiamo dire che crediamo in Dio, che è Gesù, il Figlio di Dio, eternamente generato dal Padre ed è il Figlio di Maria che si è incarnato nel Suo grembo per opera dello Spirito Santo. In questo modo, la fede in Gesù Cristo diventa la fede nella Santissima Trinità.
Dobbiamo essere molto decisi nella nostra professione di fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, Redentore del mondo. Una delle ragioni della scristianizzazione – che diventa sempre più aggressiva – è proprio la riduzione di Gesù a uomo, un filantropo. Quindi, la riduzione della Chiesa non a opera divina ma opera umana, di conseguenza, il declassamento del Cristianesimo da religione divina a religione umanitaria. Con questo il diavolo ci ha afferrato nella sua tenebra di negazione di morte. Per questo dobbiamo professare con forza la nostra fede, ogni volta che facciamo il segno della Croce, che professiamo il mistero della Santissima Trinità, nell’Incarnazione, nella Passione, morte e Risurrezione di Cristo che sono il cuore della nostra fede.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”
“Abbiate tempo per pregare profondamente per voi stessi”
Carissimo Padre Livio,
a proposito delle parole della Madonna durante l’apparizione a Marija del 28 maggio, “abbiate tempo per pregare profondamente per voi stessi”, ho colto in esse una valenza, una sfumatura particolare, intrinsecamente legata ai tempi che stiamo vivendo e a quelli che ci aspettano:
Proprio mentre mettevo in pratica ieri sera l’invito della Madonna, ho sperimentato infatti qualcosa che mi ha fatto pensare che Lei ci rivolgesse un’esortazione così pregnante alla preghiera personale perché in questi tempi drammatici Le sono riservate grazie speciali, per così dire superiori a quelle di cui abbiamo fatto esperienza fino ad oggi: in tempi straordinari i suoi effetti vengono potenziati, ne viene accresciuto il potere trasformativo e il Cielo ci fa il dono di agire con maggiore potenza in noi.
Mi pare una sorta di chiamata alle armi, o meglio a un addestramento speciale, attraverso cui venire istruiti per gli avvenimenti futuri, per cambiare noi stessi facendo un salto di qualità commisurato alla situazione e per essere illuminati nella comprensione degli eventi.
“Abbiate tempo”, perché non c’è tempo da perdere, “per pregare profondamente per voi stessi”, per prepararvi. Sento in tutto questo anche una consonanza con quel “convertitevi sempre di nuovo” del messaggio del 25 maggio. Si tratta naturalmente, Padre Livio, solo di una mia esperienza soggettiva e di un mio pensiero personale, che ho sentito tuttavia il desiderio di sottoporLe e condividere con Lei.
La ringrazio di cuore dell’attenzione.
Con grandissimo affetto, stima e gratitudine
Francesca (Verona)
Cara Francesca
Dal punto di vista spirituale viviamo in un tempo drammatico che si è imposto rapidamente con l’inizio de terzio millennio e che consiste in una visione intramondana della vita, come se l’ateismo fosse una normalità e la fede in Dio una deviazione da guardare con sospetto.
Questa falsa luce che avvolge il mondo penetra ovunque, distruggendo tutto quello che vi è di vero, di buono e di santo. Invece del Dio vero prolificano gli idoli, espressione della parte peggiore di noi stessi.
La Madonna in tutti questi anni della sua presenza non ha fatto altro che spronarci alla preghiera, nella quale incontrare Dio e fare l’esperienza della sua esistenza e del suo amore.
Solo con la preghiera l’anima può distinguere la vera dalla falsa luce e sfuggire alla presa mortale della tentazione originaria, che invita l’uomo a mettersi al posto di Dio.
In questi anni siamo entrati nel vivo di questa lotta epocale che vede l’umile Maria contrapporsi all’angelo ribelle che chiede per sé l’adorazione e che ci distrugge con quello che ci offre.
Solo la preghiera ci può salvare dall’attrazione fatale, ma deve essere una preghiera vera, che sgorga dalle profondità del cuore e che ci faccia vedere noi stessi nella luce di Dio e sperimentare la nostra condizione di figli.
L’umanità è entrata nella fase della grande prova, come quella che vide l’arcangelo Michele contrapporsi a Lucifero e rovesciarlo dal Cielo con la parole che non passeranno: “Chi è come Dio?”.
Per la sua grande battaglia la Madonna cerca persone umili, che Lei possa far diventare suoi Apostoli, dardi infuocati contro il nemico infernale. Ma perché questo avvenga è necessaria la preghiera umile e incessante, con la quale la Madre ci plasma a Sua immagine.
Pensiero spirituale sulla virtù della perseveranza per conseguire la salvezza
Cari amici, la virtù della perseveranza è un germoglio che cresce sul ramo della virtù della pazienza. Come dice Caterina da Siena, la pazienza è il midollo della carità e dell’amore. San Paolo dice che la virtù della perseveranza è importante perché chi persevererà fino alla fine sarà salvo. È una delle tematiche che emerge spesso nei Vangeli ed è cara a Gesù Cristo.
Quello che emerge in Gesù è la preoccupazione e lo dice attraverso la parabola dell’aratro: uno che ha in mano l’aratro e comincia a voltarsi indietro non è degno del regno di Dio. La perseveranza è quella virtù grazie alla quale noi otteniamo la salvezza.
Vorrei collocare questa virtù nella nostra situazione di discepoli della Gospa che hanno accolto la chiamata. La Madonna si lamenta perché molti che hanno accolto questa chiamata si sono stancati, lasciando tutto e ricominciando a fare la vita del mondo. Questa è la testimonianza di tanti, di essere stati a Medjugorje con grande fervore e pian piano la mondanità li ha riconquistati, avendo bisogno di una nuova riconversione. Si può vedere l’importanza di questa virtù.
È fondamentale perché il tempo della vita è un tempo di prova. Le prove della vita si susseguono fino all’ultimo istante, questo perché la vita è un tempo di prova per volontà di Dio che dà la possibilità al principe di questo mondo di giocare le sue carte. Come la Madonna ci ha ribadito più di una volta: satana non dorme. Quando si incomincia il cammino sulla via della salvezza, lui assedia in tutti i modi per far desistere dal cammino e voltarsi indietro.
I suoi due alleati sono la carne e il mondo. Quando si è sulla strada della preghiera, della fede, della mortificazione, della rinuncia al peccato, satana soffia prima di tutto sulla carne. I vizi rispuntano, come dei serpenti affamati che, se non vengono nutriti, iniziano a sibilare. Se decidiamo di cambiare vita, dobbiamo dire no a quello che il mondo offre, altrimenti le bocche fameliche dei vizi capitali iniziano a metterci in subbuglio, ad agitarci dall’interno e nella mente. Quello a cui abbiamo rinunciato appare una cosa che non si può proseguire oltre; quindi, bisogna ricominciare a mangiare le cose di prima, quell’effimero peccaminoso con il quale satana porta alla morte.
Propri in questo momento è necessaria la resistenza, cioè il combattimento spirituale. Una resistenza nell’attimo, nel dire no alla tentazione, rinunciare a satana, scacciare il diavolo e amare Gesù sopra ogni cosa. Sono momenti di combattimento spirituale paragonabili al Getsemani. Satana gioca molto su questo come ci testimonia l’autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola, con un tipo di tentazione che satana gli rivolgeva. Improvvisamente il Santo aveva lasciato il mondo, ha voluto incominciare una vita di rinuncia. Il diavolo provocava Sant’Ignazio chiedendo come poteva riuscire a perseverare con tutte quelle rinunce, dicendo che non ci sarebbe mai riuscito. Questa era una tentazione che agitava il cuore di Sant’Ignazio, ma ha saputo dire “rinuncio”.
Il momento della resistenza è quello previsto dal Vangelo, quando si caccia via il diavolo, lui cerca i sette spiriti più forti di lui e ripropone l’assalto per riprendersi l’anima. C’è il momento della resistenza che è il momento del Getsemani, Gesù vince la sua battaglia quando chiede che sia allontanato quel calice di dolore e nel momento in cui dice: “Sia fatta la Tua volontà”, si alza fortificato per affrontare la Passione come sappiamo.
Così anche noi dobbiamo essere determinati nel momento del ritorno di satana quando cambiamo vita. Questa determinazione dobbiamo tenerla accesa e riproporla ogni giorno. Se nel primo assalto di satana si è stati forti e nel secondo vinci nuovamente, ci si fortifica ulteriormente e la terza volta si diventa ancora più forti. Andando avanti così – inanellando le vittorie con perseveranza – arriva il momento in cui ci si stabilizza nella virtù e nella decisione, satana non riesce ad agitarci e a metterci in questione. Si arriva in uno stato di fortezza che è la somma della propria volontà e la grazia di Dio, senza essere presuntuosi. Gesù ha detto: “Senza di me non potete fare nulla”.
La virtù della perseveranza è quella virtù che porta a ripetere la determinazione, istante per istante fino all’ultimo della vita, perché solo chi persevera fino alla fine sarà salvo.
La tentazione che ci rimprovera la Gospa è proprio quella che molti che si sono convertiti – anche grazie a Medjugorje – poi non hanno perseverato. Si sono di nuovo persi rendendo necessario una seconda conversione. Nel Messaggio del 25 aprile 2024 ha detto: «Satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio». Quello che avviene per satana, che progressivamente acquisisce nuovi adepti e diventa sempre più forte, anche per noi è la medesima cosa. Man mano che moltiplichiamo le vittorie entriamo in una situazione di stabilità nel combattimento spirituale per cui le cadute diventano sempre più rare.
Vorrei sottolineare l’invito alla conversione: «Figlioli, siete ancora lontani. Perciò convertitevi sempre di nuovo e scegliete la via della santità e della speranza affinché Dio vi doni la pace in abbondanza» (25 maggio 2024). Questo per tutti coloro che hanno avuto la grazia di essere stati chiamati a Medjugorje e hanno dissipato la grazia. Ma è anche per noi che stiamo andando verso il tempo dei Segreti. Non sappiamo il suo inizio, anzi possiamo dire che è già cominciato perché lo vediamo nel mondo che va verso la Terza guerra mondiale. Nel mondo abbonda sempre più l’iniquità, la cattiveria, l’incredulità, l’odio verso Dio e verso il prossimo. È chiaro che il tempo dei Segreti si avvicina.
Ricordo i primi anni di Medjugorje con i fiumi di pellegrini che piano piano si sono diradati. Nell’insieme non hanno mantenuto le promesse, molti si sono disaffezionati, sono ritornati alle distrazioni del mondo. Ma adesso facciamo la figura delle vergini stolte che non avendo portato con sé l’olio, quando arriva lo sposo che ha tardato fino a mezzanotte, loro hanno le lampade spente. Così c’è il rischio che si arrivi nelle vicinanze del tempo dei Segreti, dove si danno appuntamento una serie di eventi per cui il mondo potrebbe esplodere da un momento all’altro. Rischiamo che dopo tanti anni ad aver seguito Medjugorje, ci siamo raffreddati, intiepiditi e non siamo pronti. È mancata la virtù della perseveranza, che è la virtù dei forti e il segno della solidità di una persona. Se una persona persevera nel fare il suo dovere, nelle sue convinzioni, nel servire Dio, nel lavorare per Lui, davanti al Padre ha una grandezza che il mondo non vede, ma Dio sì e sa che può affidare delle imprese difficili perché ha perseverato.
Chiediamo alla Madonna la grazia della virtù della pazienza, della fortezza e della perseveranza. Sono virtù fondamentali da praticare ogni giorno. Più si praticano, più si diventa forti, affidabili, persone che Dio può prendere al suo servizio per imprese sempre più grandi. Entriamo dunque in questa prospettiva perché la vita è breve e dobbiamo arrivare alla fine.
Se ci manca la preghiera, la grazia dello Spirito Santo e la forza di Dio – che si ottiene attraverso la preghiera continua – non arriviamo al traguardo.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”