"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2024 Pagina 17 di 22

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Perché Suor Lucia scrisse che la parte ancora sconosciuta del segreto di Fatima doveva essere resa nota dopo il 1960?

Carissimo padre Livio.

Da tempo desidero ardentemente conoscere nel dettaglio come suor Lucia, su indicazione della Madonna, ha gradualmente rivelato alla Chiesa i segreti di Fatima.

Ultimamente mi ha colpito la data del 1960, così vicina alla crisi di Cuba, in cui rischiammo per la prima volta la guerra nucleare.

Mi sa indicare una lettura che mi possa aiutare senza divagazioni?

A me interessa il rapporto tra la cronologia della rivelazione dei segreti di Fatima a Lucia, Francisco e Jacinta e la cronologia della trasmissione degli stessi alla Chiesa da parte di suor Lucia (non mi risulta che Francisco e Jacinta ne abbiano parlato prima di morire di influenza spagnola pochissimi anni dopo le apparizioni del 1917.

Grazie!!!

Guido (Torino)


Caro Guido, le prime due parti del segreto di Fatima furono rese note nel 1942. La trascrizione della terza parte, fu fatta  due anni dopo. La suora era gravemente malata quando, ubbidendo all’imperativo del vescovo di Leiria, gli consegnò nel 1944 il contenuto della rivelazione avuta il 13 Luglio del 1917, precisando che, per volontà della Madonna, avrebbe dovuto essere resa nota dopo il 1960. Tuttavia Papa Giovanni, che pure fu protagonista per risolvere crisi dei missili russi a Cuba, non volle rivelare nulla.

La terza parte del segreto di Fatima fu pubblicata in occasione del Giubileo 2000 e riguardava la persecuzione alla Chiesa e l’uccisione del Papa. Ci fu qualcosa del terzo segreto che non venne resa noto? Sembra di si. Di che cosa si tratterebbe? Di una catastrofe nucleare?

Una possibile risposta al riguardo è quanto Giovanni Paolo II nel 1980 ha fatto capire a Fulda in Germania, dove non si parla solo di una persecuzione alla Chiesa ma anche di scenari catastrofici con milioni di morti. Ecco le parole del Papa polacco, che sono da meditare attentamente:

“Venne chiesto al Santo Padre: “Che cosa ci può dire riguardo al Terzo Segreto di Fatima? Non avrebbe dovuto essere pubblicato nel 1960?”.
Papa Giovanni Paolo II rispose: “Vista la serietà dei suoi contenuti, i miei predecessori al soglio pontificio preferirono la soluzione diplomatica del rimandarne la pubblicazione, in modo da non incoraggiare la forza mondiale del comunismo a fare certe mosse.
D’altra parte, per ogni cristiano dovrebbe essere sufficiente il sapere questo: se c’è un messaggio nel quale è scritto che gli oceani inonderanno intere aree della terra, e che milioni di persone perderanno la vita repentinamente, da un minuto all’altro, allora veramente la pubblicazione di un tale messaggio non rappresenta più qualcosa di così desiderabile”.
Il Papa continuò: “Molti desiderano sapere solo per curiosità e per il gusto del sensazionale, ma dimenticano che la conoscenza porta con sé anche la responsabilità. Essi vogliono soltanto accontentare la loro curiosità, e questo è pericoloso se allo stesso tempo non si è disposti a fare nulla, e se si è convinti che sia impossibile fare alcunché contro il male”.
Il Papa a questo punto afferrò il Rosario e disse: “Ecco la medicina contro questo male! Pregate, pregate e non chiedete niente di più. Lasciate tutto il resto alla Madonna!”.
Venne quindi chiesto al Santo Padre: “Che cosa succederà alla Chiesa?”.
Egli rispose: “Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove, le quali potranno richiedere persino il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo… Con la vostra e la mia preghiera sarà possibile mitigare queste tribolazioni, ma non è più possibile evitarle, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo. Quante volte già il rinnovamento della Chiesa è scaturito dal sangue! Neppure questa volta sarà diverso. Dobbiamo essere forti e preparati, confidare in Cristo ed in sua Madre, e recitare molto, molto assiduamente la preghiera del Santo Rosario”.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’affermazione della Madonna: «Scegliete la via della speranza» (25/06/2024)

Cari amici, per comprendere l’esortazione della Regina della pace: «Scegliete la via della speranza» dobbiamo contrapporla a un’altra riguardante l’uomo moderno e il modernismo. L’essenza della mentalità modernista è il superamento del Cristianesimo. Al posto della visione teocentrica della vita si propone una visione antropocentrica, cioè fondata sull’uomo. Mondanizzano la vita umana qui sulla terra. Di questa mentalità la Madonna ha detto: «L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). Ora Lei ci esorta a prendere la via della speranza.

Maria vuole dirci che si sta realizzando la sua profezia che ha fatto fin dai primi anni delle apparizioni. Il 30 ottobre 1981 disse: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore» è stato il primo accenno al progetto dell’Occidente nel dopoguerra, nel superare la visione cristiana della vita, la civiltà, la dissoluzione graduale della fede e la sua sostituzione con il modernismo. Una visione antropologica della vita come se l’uomo fosse un derivato della materia; quindi, la sua vita incomincia con l’apparire sulla Terra e finisce con lo scomparire da essa.

Questa prospettiva ha cambiato profondamente il modo di sentire e vedere della gente. Ho avuto la grazia di vivere fin dalla mia infanzia una fede vissuta nella prospettiva dell’aldilà, della salvezza dell’anima, del timore Santo, del giudizio di Dio per il peccato e nel medesimo tempo mettere la propria vita nella luce dei Comandamenti per poterla modellare in quella prospettiva. Man mano che è passato il tempo è crollato quasi tutto, del Cristianesimo è rimasto poco, si è imposta la volontà e la superbia umana, si sono imposte le false speranze che adesso stanno cadendo. Erano speranze di un mondo nuovo, diverso, dove la scienza e la tecnica avrebbero risolto i grandi interrogativi dell’umanità – perché il male? la morte? il dolore?– ma si sono rivelate come una grande illusione di un paradiso in Terra. Ma in una terra dove non c’è Dio c’è l’inferno, mentre il Paradiso è di coloro che aprono il cuore a Dio e ricevono la Sua luce di verità e la pace del Suo amore.

La Madonna di fronte a questo panorama – in cui vediamo il crollo delle speranze umane, dei progetti umani, l’emergere delle minacce come quando satana si presenta come una giovane fanciulla e poi improvvisamente si mostra per quello che è, una strega – le illusioni cadono e rimane la disperazione. L’uomo non vuole Dio e va disperato verso la perdizione, perché tutte le sue speranze crollano. Tutti i progetti umani di liberazione man mano che il tempo passa diventano progetti di schiavitù e di perdizione. I diversi tipi di giornali stanno descrivendo il crollo del mondo nuovo senza Dio, il dilagare dell’odio, della superbia, dell’invidia, il regno di satana. Quando la Gospa disse: «satana regna» (25 marzo 2020) ha detto qualcosa di molto visibile e concreto.

Noi cristiani siamo chiamati a non collassare su noi stessi, a non sprofondare nella disperazione e quindi andare all’autodistruzione, che è l’obiettivo verso il quale satana ci vuole portare. La Madonna ce l’ha ripetuto più volte: «Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete» (25 gennaio 1991); «satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (25 marzo 2020). Questo è l’obiettivo del diavolo, di trasformare il mondo in un inferno. È un’affermazione audace ma reale, visibile, concretamente verificabile. Abbiamo per decenni inseguito un’illusione umana di volerci liberare dal Cristianesimo, ma che he adesso si sta mostrando un inganno. In questo crollo dei progetti umani di liberazione, di felicità, di emancipazione, la Madonna ci invita a scegliere la via della speranza.

La via della speranza è la Madonna stessa. Lei è la Donna che viene dal futuro. È la speranza cristiana fondata sulla vittoria di Cristo, sul peccato, sulla morte, sulla vittoria della Croce, sulla gloriosa Risurrezione, sul cambiamento dei cuori e della vita. Una prospettiva della vita come cammino verso l’eternità. È la vittoria della verità, della pace, della giustizia, dell’amore che comincia qui sulla Terra e poi si allarga fino alla vita eterna. Questa è la speranza cristiana. In questo crollo delle speranze umane, la gente è esaurita, è depressa, inacidita, arrabbiata anche con la Chiesa. Cristo è vivente nella Chiesa, nell’Eucarestia, nella Parola di Dio, con lo Spirito Santo, nella testimonianza meravigliosa di tante anime. Per obbedire al comando della Vergine «scegliamo la via della speranza» bisogna distogliere il cuore dalle false sicurezze, dalle speranze illusorie. Non c’è nessuna possibilità che l’uomo si liberi dalla sofferenza, dal male, dalla cattiveria e dalla morte perché il diavolo regna e agisce nell’ambito della permissione divina. Prima che il mondo finisca, satana opera e ci illude con le false speranze e nel medesimo tempo ci tiene lontani dalla speranza cristiana e ci trascina verso la disperazione. Il diavolo ci fa percorrere la sua via che è quella delle facili realizzazioni, della vita senza Comandamenti, senza Dio, e alla fine ci succhia l’anima facendoci diventare vuoti.

Il male che affiora nel mondo lo vediamo visibilmente sulla superficie, ma se vedessimo le profondità dei cuori ci sarebbe da inorridire perché il regno del male è tremendo. Le profondità di satana sono spaventose. È inutile che perdiamo tempo in ciò che il mondo ci offre. Se siamo sulla via della perdizione, sul rifiuto di Dio, del rifiuto della fede, della Croce, dobbiamo cambiare. Se abbiamo a cuore noi stessi, la nostra vita, le persone vicine a noi, se vogliamo che vinca la vita sulla morte, l’amore sull’odio, la verità sulla menzogna, dobbiamo decidere per la via della speranza. Se vogliamo che il mondo cambi, che i cuori cambino, che la Madonna vinca in nome di Suo Figlio e che ci sia un tempo di regalità divina sulla Terra – che sarà il tempo della pace che deve già cominciare adesso – dobbiamo decidere per la via della speranza.

Mentre il mondo muore e cade, mentre anche tutto ciò che non è autentico del Vangelo cade, mentre ciò che è il falso Cristianesimo cade, tutto cade da solo, rimane nella sua bellezza e luminosità, nella sua fonte di gioia, la speranza cristiana che è Cristo Risorto glorioso, vincitore del male e della morte, presente nella Chiesa, in particolare nell’Eucarestia. Questa è la decisione che dobbiamo prendere.

Quelli che sono critici nei confronti della Chiesa, si ricordino quello che ha detto la Madonna in tanti Messaggi, ovvero che attraverso le mani benedette dei Pastori che Suo Figlio ha scelto arriva a noi il perdono dei peccati, la grazia della conversione, la grazia dei Sacramenti, della pienezza della verità evangelica. Ci si illude di attingere alle fonti della grazia della Redenzione bypassando la Chiesa. Questo è l’ennesimo inganno di satana. Gesù ha detto: “Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me”. Ha detto ai pescatori di andare a predicare il Vangelo a tutte le genti.

Questa speranza cristiana dobbiamo viverla non solo come qualcosa di personale, ma anche qualcosa che ci introduce nello strumento di salvezza del mondo che è la Chiesa, nella quale Cristo vive, è presente e opera. La Madonna sta costruendo la speranza cristiana all’interno della Chiesa, perché sia conforme alla sua vocazione che è quella di essere luce per le genti.

Vorrei esortarvi a guardare il sentiero della salvezza che sembra in salita e inaccessibile, ma non ce ne sono altri, ed è con quello che saliamo alle vette della santità. «Scegliete la via della santità e della speranza» affinché Dio vi doni la pace in abbondanza. Per avere la pace è questa la strada.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Lunedì, 10 maggio 2024

h. 9 – 10 su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – (YouTube in differita)

“SCEGLIETE LA VIA DELLA SPERANZA”  (messaggio 25 maggio 2024)

L’inganno e il crollo delle salvezze umane

Decidersi per Cristo per mezzo di Maria

Non c’ altra salvezza che non sia illusoria

LE ELEZIONI EUROPEE SONO STATE UN TERREMOTO

Tutti i governi hanno perso consenso, salvo quello italiano

La caduta delle leadership più importanti

L’Europa delle identità nazionali

IL FUTURO DELL’EUROPA E’ IN BILICO

L’aggressione russa è un monito serio

La religione laica è arrivata a capolinea

L’inganno di un cristianesimo messianico

Il futuro è della Chiesa cattolica rinnovata.

IL BLOG DI PADRE LIVIO

La guerra mondiale che satana ha scatenato contro la fede cattolica

La Madonna ha insegnato a Mirjana una preghiera legata ai segreti

🔴LIVE🔴INCONTRI CON MARIJA VEGGENTE DI MEDJUGORJE – a cura di P.LIVIO – Agosto 2014

Loading the player...

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – puntata 6 – LA STRUTTURA DEL CATECHISMO

Loading the player...

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La Madonna ha insegnato a Mirjana una preghiera legata ai segreti

Ave Maria padre Livio,

Dal libro di Mirjana “Il Mio Cuore trionferà”

Nel 1987, durante le prime apparizioni del 2 del mese, la Madonna mi insegnò una preghiera speciale, che Lei e io recitiamo insieme ancora oggi. È una preghiera per coloro che non conoscono l’Amore di Dio. Non posso ancora rivelarne molti particolari essendo essa legata ai segreti, ma posso dire che è una preghiera continua, come il Rosario, rispetto al quale, però, presenta delle differenze. Io, infatti, non prego mai il Rosario insieme alla Madonna, poiché Lei non prega mai per se stessa. Questa preghiera speciale, invece, è diretta a Gesù, le parole sono rivolte a Lui. Un giorno il mondo potrà conoscerla tutta, ma solo se la Madre Celeste mi consentirà di rivelarla. 

A differenza delle mie apparizioni annuali – che dureranno finché vivrò – non so fin quando continueranno quelle del 2 del mese. Comunque, dopo quasi trent’anni, Lei continua a venire. Talvolta, durante le apparizioni del 2 del mese, noto che Le scendono delle lacrime sul viso. Maria ama i Suoi figli più di quanto possiamo immaginare e piange per ognuno di noi che si è allontanato dalla retta via. Se La vedeste piangere anche solo una volta, sono certa che dedichereste tutta la vita a pregare per le Sue intenzioni. 

La Madonna, quando ci chiede di aiutarla, non si rivolge solo a me o agli altri veggenti; si rivolge a tutti. Dice che a parole non riusciremo a cambiare chi non crede. Potremmo provocare cambiamenti solo pregando e dando il nostro esempio e solo se abbiamo amore nel cuore. 

“Cari figli”, disse, “quando pregate per loro, pregate per voi stessi e per il vostro futuro”.

Tutte le cose orribili che accadono nel mondo di oggi sono dovute a quelli che non conoscono l’amore di Dio. Ma la Madonna non parla necessariamente di atei. Purtroppo anche molti altri, che si ritengono religiosi, non conoscono ancora il Suo amore. “

Ave Maria

Massimo 


Caro Massimo, quante cose meravigliose ha compiuto la Madonna in questa sua lunga presenza a Medjugorje, che è ben lontana dall’essere terminata.

Una di queste sono state le apparizioni del due di Febbraio, iniziate il 2 Agosto 1987 e terminate il 2 Febbraio 2020.

Il cuore di queste apparizioni è stata la preghiera  per i non credenti, cioè per tutte quelle persone che ora “vagano” nel mondo senza Dio e che nel tempo dei segreti avranno bisogno di un estremo bagliore di luce per salvare le loro anime.

Questa preghiera, composta dalla Madonna stessa per coloro che non conoscono l’amore di Di0, sta a indicare l’angoscia della Madre per la moltitudine dei suoi figli che corrono ignari verso la catastrofe spirituale: “L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione.”

La Madonna chiede a noi di unirci alla sua intercessione, sentendo la responsabilità per tutte queste anime che dormono il sonno della morte:

“Vorrei chiedervi di pregare per i non credenti – ha detto Mirjana – perché la preghiera per i non credenti asciuga le lacrime sul viso della Madonna. Lei è nostra Madre e come ogni madre di questo mondo, ama i suoi figli. Lei è triste per uno solo dei suoi figli che si smarrisce. Lei dice che dobbiamo anzitutto amare i non credenti, prima ancora di pregare per loro, e considerarli come nostri fratelli e sorelle, che non hanno avuto la stessa nostra possibilità di conoscere Dio e il suo amore”.

Ave Maria

Padre Livio

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

La Russia di Naval’nyj senza Naval’nyj

di Stefano Caprio Asia News – 8 – Giugno 2024

Molte persone in Russia hanno cercato di onorare la sua memoria il 4 giugno, il giorno del suo compleanno. E il suo Fondo per la lotta alla corruzione rimane un’eredità importante, al di là delle capacità dei seguaci o del prestigio della moglie Julia, e potrebbe avere ancora un ruolo da svolgere anche in una Russia ormai rinchiusa nel totalitarismo neo-sovietico

Il 4 giugno è stato ricordato il 48° compleanno di Aleksej Naval’nyj, il primo senza la presenza fisica del martire della dissidenza contro la Russia putiniana. La moglie Julia, insieme a diversi amici e collaboratori del Fondo per la lotta alla corruzione, ha partecipato a una Panichida, una liturgia funebre celebrata da un prete ortodosso russo in una chiesa evangelica di Berlino dedicata alla Madonna, in un’inclusione ecumenica del “cristianesimo libero” dell’ultimo eroe della resistenza al nuovo totalitarismo. Molte persone in Russia hanno cercato di onorare la sua memoria, visitando il cimitero di Borisovo dov’è sepolto, o deponendo fiori ai monumenti alle vittime delle repressioni politiche, come a Novosibirsk, a Tomsk e a Khabarovsk, cercando di eludere i cordoni dei poliziotti davanti a questi luoghi della memoria antisovietica. A Perm, la città vicina al lager dove Naval’nyj è morto, è stata impedita qualunque manifestazione pubblica.

Naval’nyj si è consegnato volontariamente al martirio rientrando in Russia tre anni fa dopo l’avvelenamento, da cui era miracolosamente sopravvissuto grazie alle cure ricevute in Germania. Egli era convinto di potersi sacrificare in nome di un cambiamento che credeva possibile prima che iniziasse la “operazione militare speciale” in Ucraina, e che egli chiamava la “meravigliosa Russia del futuro”, nonostante tutti i segnali che già nel 2021 smentivano le speranze degli oppositori al regime del “patriottismo ortodosso”. Il leader del movimento di protesta era per natura ottimista, e continuava a esprimersi con ironia positiva anche durante il suo calvario di 37 mesi nei vari lager in cui è stato sballottato, dalla regione di Vladimir vicino a Mosca fino al grande nord gelido e mortale, sorridendo e scherzando anche nell’ultima seduta del tribunale dello scorso 15 febbraio, a poche ore dalla sua definitiva resa per una misteriosa “trombosi da detenzione”.

Oggi è facile dire che Naval’nyj abbia sbagliato a tornare, soprattutto abbia sbagliato a credere tanto nel suo popolo, che lo ha lasciato in preda all’inferno senza di fatto alcuna reazione. I suoi seguaci rimasti in libertà denunciano dall’esilio i tradimenti dei politici degli anni Novanta, senza riuscire a immaginare alcuna “Russia del futuro”, e non riescono a creare un vero movimento di opposizione dall’estero, secondo tradizione russa, in quanto i russi non riescono a unirsi senza un vero capo. Aleksej aveva iniziato a fare politica nel 2000, quando si era iscritto al partito liberale Yabloko, cercando di muoversi verso una candidatura nelle competizioni elettorali a Mosca, per essere escluso in modo inatteso nel 2007 per “tendenze nazionaliste” dallo stesso segretario Grigorij Javlinskij, un sopravvissuto dei maledetti anni Novanta che ancora oggi predica nel nulla la sua idea di una Russia democratica.

Era il tempo della conversione della Russia all’ideale di una propria specificità nazionale, dopo il decennio di apertura all’Occidente e alla globalizzazione, e in un certo senso Putin e Naval’nyj hanno rappresentato due varianti di una stessa tendenza. Non a caso Putin ha perseguitato il capo degli oppositori in modalità apparentemente tolleranti, facendolo entrare e uscire dal carcere e permettendo le sue manifestazioni di piazza senza mai esprimersi in modo eccessivamente violento nei suoi confronti, e alla sua morte ha lasciato intendere che in fondo se l’era cercata, visto che era sopravvissuto all’avvelenamento in Siberia e poteva godersi la gloria dell’esilio occidentale. Lo stesso atteggiamento riservato all’altro grande oppositore Mikhail Khodorkovskij, graziato dopo dieci anni di lager, che ora lancia proclami di rivoluzione da Berlino, senza creare alcun problema alla casta del Cremlino.

Il “nazionalismo” di Naval’nyj, che lo aveva escluso dalle opposizioni “presentabili” e gli aveva attirato critiche in patria e all’estero (per esempio, in Ucraina è sempre risultato molto indigesto), era una ricerca molto contraddittoria di un’adeguata immagine della Russia, distinguendosi dagli stereotipi di Oriente e Occidente, e in questo senso davvero Putin e Naval’nyj sono espressioni di una stessa esigenza, ora risolta in forma militare e imperiale, ma che poteva essere diversa e più conciliante. Era e rimane un’aspirazione comune del popolo russo, convinto da sempre di dover esprimere una propria “idea”, una variante alternativa capace di influire e modificare il quadro geopolitico globale, sia esso il “multipolarismo” sbandierato nei conflitti mondiali insieme alla Cina, o piuttosto una diversa “fraternità di popoli” ispirata dalla grande Russia, com’era in effetti nella visione di Naval’nyj. Nei primi anni Duemila egli tentò di creare una nuova organizzazione dal titolo Narod, “il Popolo”, insieme allo scrittore oggi ultra-putiniano Zakhar Prilepin, scampato ad un attentato degli ucraini un anno fa, sedendosi alla guida mentre la bomba nella sua auto è esplosa dalla parte del passeggero, in quel caso il suo autista.

In quella fase si cercava di comporre i nazional-bolscevichi nostalgici del passato regime, il movimento contro l’immigrazione illegale e i rappresentanti del campo democratico-liberale, compresi i giovani di Yabloko delusi dalla guida troppo morbida di Javlinskij. Lo slogan del Narod era “Basta sfamare il Caucaso!” ed è stato presto dimenticato, in quanto il tentativo non ebbe successo. Da allora Aleksej si è dedicato soltanto alle proteste di piazza e alla denuncia della corruzione della casta, attirandosi il risentimento di tutte le altre opposizioni, ciò che rende particolarmente complicato anche oggi il rapporto tra i vari esponenti della diaspora russa in Occidente. In realtà nessuno ha mostrato tanto carisma e talento organizzativo come il martire del lager di Kharp, che ha impresso sul partito putiniano Russia Unita il marchio dei “ladri e farabutti”, da cui non riesce a liberarsi in alcun modo, neanche con operazioni di pulizia come quelle attualmente in atto al ministero della Difesa di Mosca. L’ultima grande iniziativa navalnista è stata quella del “voto utile” alle elezioni, che ha creato tanti problemi in varie amministrazioni, e ora viene liquidata da sistemi sempre più controllati e fasulli di meccanismi elettorali come quelli della “presidenza unanime” del quinto mandato di Putin, un mese esatto dopo la morte di Naval’nyj.

Il massimo risultato elettorale in realtà fu ottenuto nell’ormai lontano 2013 alle elezioni comunali di Mosca, dove anche i risultati ufficiali hanno riconosciuto a Naval’nyj oltre un quarto dei voti, certamente molti di più nella realtà; se fosse stato ammesso il ballottaggio col fido putiniano Sergej Sobjanin, la storia sarebbe potuta essere molto diversa. Da allora il Fondo per la lotta alla corruzione si è dedicato alle inchieste della “buona macchina della verità”, come egli stesso la chiamava, attirando milioni di utenti fino ad oggi, quando la sua discepola Maša Pevčik ha denunciato i Predateli, i “traditori” degli anni Novanta. Oltre cento sono state le pubblicazioni e i video, superando tecnologicamente qualunque espressione partitica in Russia, perfino quella della propaganda di Stato. Il suo fondo Fbk rimane un’eredità importante, in Russia e in tutto il mondo, al di là delle capacità dei seguaci o del prestigio della moglie Julia, e potrebbe avere ancora un ruolo da svolgere anche in una Russia ormai rinchiusa nel totalitarismo neo-sovietico.

Se è vero che con il funerale di Naval’nyj è stata sepolta l’illusione della meravigliosa Russia del futuro, è altrettanto vero che la Russia del presente è talmente sprofondata nell’anti-utopia della guerra contro il mondo intero, che la coscienza popolare potrebbe prima o poi risvegliarsi. Non certo per un improbabile rigurgito pacifista, visto che il conflitto escatologico è ormai scolpito nell’anima non solo dei capi, ma di tutto il popolo russo. Allo stesso tempo l’economia di guerra, sancita dalla nomina del banchiere ortodosso Andrej Belousov come ministro della difesa e imposta dalla ghigliottina della nuova riforma fiscale, non suscita nei russi alcun entusiasmo. Si dice che il libro più letto in Russia quest’anno sia il 1984 di George Orwell, scritto nel 1949 ancora sotto l’impressione catastrofica delle guerre mondiali, che dimostra oggi la sua straordinaria attualità. Il politologo russo moscovita Denis Grekov parla di “psico-economia” in cui “il tenore di vita diventa un elemento di manipolazione delle masse”, perché è più semplice controllare chi non riesce a soddisfare tutte le sue esigenze, come avveniva nel regime sovietico che di fatto si sta restaurando in modo sempre più plateale, con una ristretta casta oligarchica sempre più ricca, e una massa di persone ridotte a una vita piuttosto ansiosa e riduttiva, soprattutto in provincia.

La “schiavitù dei crediti e delle imposte”, come la definisce Grekov, rende sempre più difficile ai russi trovare una via d’uscita che non sia la sottomissione all’ordine costituito, o magari il reclutamento volontario alla guerra, unica possibilità per ottenere lauti compensi. Eppure non siamo più ai tempi di Brežnev e neppure nella giungla degli anni Novanta, e non bastano le motivazioni ideali o religiose per tacitare la voglia dei russi di godere di un vero benessere materiale e di viaggiare liberamente per il mondo intero, non solo sulle spiagge di Bali o di Colombo, magari mandando i figli a vedere le “meraviglie” della Corea del nord, come da recenti accordi per le vacanze dalla Siberia orientale. I russi sognano ancora la meraviglia di cui parlava Naval’nyj, che anche dalla tomba può ispirare improbabili e indefinibili cambiamenti, come si addice alla vera anima russa.

Pagina 17 di 22

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy