
Perché Suor Lucia scrisse che la parte ancora sconosciuta del segreto di Fatima doveva essere resa nota dopo il 1960?
Carissimo padre Livio.
Da tempo desidero ardentemente conoscere nel dettaglio come suor Lucia, su indicazione della Madonna, ha gradualmente rivelato alla Chiesa i segreti di Fatima.
Ultimamente mi ha colpito la data del 1960, così vicina alla crisi di Cuba, in cui rischiammo per la prima volta la guerra nucleare.
Mi sa indicare una lettura che mi possa aiutare senza divagazioni?
A me interessa il rapporto tra la cronologia della rivelazione dei segreti di Fatima a Lucia, Francisco e Jacinta e la cronologia della trasmissione degli stessi alla Chiesa da parte di suor Lucia (non mi risulta che Francisco e Jacinta ne abbiano parlato prima di morire di influenza spagnola pochissimi anni dopo le apparizioni del 1917.
Grazie!!!
Guido (Torino)
Caro Guido, le prime due parti del segreto di Fatima furono rese note nel 1942. La trascrizione della terza parte, fu fatta due anni dopo. La suora era gravemente malata quando, ubbidendo all’imperativo del vescovo di Leiria, gli consegnò nel 1944 il contenuto della rivelazione avuta il 13 Luglio del 1917, precisando che, per volontà della Madonna, avrebbe dovuto essere resa nota dopo il 1960. Tuttavia Papa Giovanni, che pure fu protagonista per risolvere crisi dei missili russi a Cuba, non volle rivelare nulla.
La terza parte del segreto di Fatima fu pubblicata in occasione del Giubileo 2000 e riguardava la persecuzione alla Chiesa e l’uccisione del Papa. Ci fu qualcosa del terzo segreto che non venne resa noto? Sembra di si. Di che cosa si tratterebbe? Di una catastrofe nucleare?
Una possibile risposta al riguardo è quanto Giovanni Paolo II nel 1980 ha fatto capire a Fulda in Germania, dove non si parla solo di una persecuzione alla Chiesa ma anche di scenari catastrofici con milioni di morti. Ecco le parole del Papa polacco, che sono da meditare attentamente:
“Venne chiesto al Santo Padre: “Che cosa ci può dire riguardo al Terzo Segreto di Fatima? Non avrebbe dovuto essere pubblicato nel 1960?”.
Papa Giovanni Paolo II rispose: “Vista la serietà dei suoi contenuti, i miei predecessori al soglio pontificio preferirono la soluzione diplomatica del rimandarne la pubblicazione, in modo da non incoraggiare la forza mondiale del comunismo a fare certe mosse.
D’altra parte, per ogni cristiano dovrebbe essere sufficiente il sapere questo: se c’è un messaggio nel quale è scritto che gli oceani inonderanno intere aree della terra, e che milioni di persone perderanno la vita repentinamente, da un minuto all’altro, allora veramente la pubblicazione di un tale messaggio non rappresenta più qualcosa di così desiderabile”.
Il Papa continuò: “Molti desiderano sapere solo per curiosità e per il gusto del sensazionale, ma dimenticano che la conoscenza porta con sé anche la responsabilità. Essi vogliono soltanto accontentare la loro curiosità, e questo è pericoloso se allo stesso tempo non si è disposti a fare nulla, e se si è convinti che sia impossibile fare alcunché contro il male”.
Il Papa a questo punto afferrò il Rosario e disse: “Ecco la medicina contro questo male! Pregate, pregate e non chiedete niente di più. Lasciate tutto il resto alla Madonna!”.
Venne quindi chiesto al Santo Padre: “Che cosa succederà alla Chiesa?”.
Egli rispose: “Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove, le quali potranno richiedere persino il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo… Con la vostra e la mia preghiera sarà possibile mitigare queste tribolazioni, ma non è più possibile evitarle, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo. Quante volte già il rinnovamento della Chiesa è scaturito dal sangue! Neppure questa volta sarà diverso. Dobbiamo essere forti e preparati, confidare in Cristo ed in sua Madre, e recitare molto, molto assiduamente la preghiera del Santo Rosario”.
Ave Maria
Padre Livio