"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2024 Pagina 18 di 22

BUONA DOMENICA

DECIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica,

Abbiamo lasciato alle spalle due grandi festività, quelle dei Sacri Cuori di Gesù di Maria, che illuminano con la loro luce i mesi di Maggio e di Giugno  e che ci inondano con i fiumi di grazie che sgorgano abbondanti.

Tocca a noi credenti, in questo tempo di oscurità e di degradazione spirituale, tenere viva la testimonianza cristiana, che dà senso alla vita e la eleva alle altezze che merita.

Tuttavia non è facile, cari amici, come vediamo nel vangelo di oggi, perché il mondo è inquinato dal male e, se non si apre al sole di Dio, precipita sempre più negli abissi dell’iniquità.

Il vangelo di Marco ci presente Gesù all’inizio della sua missione che trova ascolto nel popolo semplice, impressionato dalla sapienza  della sua parola e la potenza dei suoi  miracoli, con i quali guarisce i malati  e caccia i demoni.

Ma subito l’invidia inquina  cuori e gli Scribi, scesi apposta da Gerusalemme in Galilea per controllarlo da vicino, accusano Gesù di scacciare i demoni con l’aiuto di Beelzebùl il capo dei demoni.

“Come Satana può cacciare Satana” ribatte Gesù e li stronca con una evidenza: “Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi”. Ma gli oppositori  non demordono e perseguiteranno Gesù fino alla fine. Se un cuore è indurito nel male non sente e non vede. C’è solo da pregare.

La giornata di Gesù non è finita: i suoi di casa, sentito quanto succedeva, vanno a prendere Gesù perché ritengono che “sia fuori di sé”. Chi sono? Sono i suoi cugini, i nipoti di Giuseppe, ci spiega Maria Valtorta, che premono sulla Madre di Gesù perché vada con loro. Allora si usava chiamare fratelli anche i cugini.

Possiamo capire quante volte, fin dall’inizio della missione pubblica di Gesù, la Madre abbia sentito la spada profetizzata da Simeone trapassarle l’anima?

Così è anche oggi, perché il “sobillatore” è più che mai all’opera. Si illude di vincere, ma ogni volta deve ricominciare da capo, finché le porte dell’inferno non saranno chiuse per sempre.

Non temiamo di schierarci con Gesù nella santa battaglia. Con Lui vince l’amore e la vita e tutto ciò che di più bello e  di più santo il cuore umano  desidera.

Vostro Padre Livio


Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,20-35

In quel tempo Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: “È fuori di sé”.
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: “Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni”. Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna”. Poiché dicevano: “È posseduto da uno spirito impuro”.
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: “Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano”. Ma egli rispose loro: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”. Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”.

Parola del Signore

🔴LIVE🔴INCONTRI CON MARIJA VEGGENTE DI MEDJUGORJE – a cura di P.LIVIO – Febbraio 1998

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🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – puntata 5 – LO SCOPO E I DESTINATARI DEL CATECHISMO

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

RINNOVIAMO LA NOSTRA CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Cari amici di Radio Maria,

oggi è la festa del Cuore Immacolato di Maria  ed è il giorno nel quale rinnovare o far per la prima volta la  nostra consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Lo possiamo fare anche con parole nostre, mettendo noi stessi e la nostra vita nelle mani della Madre.

Lo possiamo fare unendo a questo atto di fiducia i nostri familiari e le persone che amiamo in modo particolare.

Questo atto deve partire dal cuore e deve essere rinnovato costantemente, mettendo nelle mani di Maria   le nostre paure e i nostri fallimenti, ma anche i nostri desideri e i nostri propositi.

In questo modo Maria ci prende per mano e si incammina con noi, indicandoci la strada, proteggendoci dalle insidie del “nemico”e portando con noi  i pesi  le afflizioni che incontriamo.

In questi tempo di tenebre Maria sarà la nostra guida vittoriosa fin alla meta. Se noi siamo fedeli Lei ci proteggerà, se cadiamo ci alzerà, se siamo deboli ci fortificherà e mai ci abbandonerà.  perché il suo amore di Madre non verrà mai meno.

Vostro Padre Livio

Il Rinnovamento quotidiano della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria può essere fatto recitando l’antica preghiera del Sub tum praesidium:

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta”.

ILCUORE IMMACOLATO DELLA BEATA VERGINE MARIA

“Lucia ricorda che «davanti alla palma della mano destra della Vergine si trovava un cuore circondato di spine che vi sembravano conficcate. Comprendemmo che quello era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che chiedeva riparazione”.

 5 Aprile 2023 di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana

Tra i titoli che la tradizione della Chiesa attribuisce alla Beata Vergine Maria c’è quello di Addolorata. Tutta la vita di Maria fu un continuo dolore che ebbe il suo culmine nella Passione del suo Divin Figlio, che secondo san Tommaso d’Aquino fu “il massimo di tutti i dolori” (Summa Theologica, III, q. 46, a. 6). 

La devozione all’Addolorata nasce, prima ancora che dalla teologia, dal sensus fidei dei semplici fedeli nella contemplazione di Maria SS. sul Calvario, quando offrì liberamente il proprio Figlio e sé stessa in sacrificio al Padre. Due sono le feste liturgiche che richiamano questa devozione: la Festa dei Sette Dolori del venerdì di Passione e la festa della Beata Vergine Maria Addolorata del 15 settembre.

La Madonna Addolorata è presente, assieme a quella del Carmelo, nel Messaggio di Fatima. Il 13 settembre 1917 la Madonna disse ai tre pastorelli: “Continuate a recitare il rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verranno anche Nostro Signore, la Madonna Addolorata e quella del Carmelo, san Giuseppe con Gesù Bambino, per benedire il mondo”. Il 13 ottobre 1917, alla Cova da Iria, mentre la moltitudine della folla, assisteva al miracolo del sole, si presentarono agli occhi dei veggenti tre quadri, il primo simboleggiante i misteri gaudiosi del rosario, poi quelli dolorosi e infine quelli gloriosi. Soltanto Lucia vide i tre quadri; Francesco e Giacinta videro soltanto il primo.

Apparvero prima accanto al sole, san Giuseppe con Gesù Bambino e la Madonna del Rosario. Era la Sacra Famiglia. Poi seguì la visione della Madonna Addolorata e di Nostro Signore afflitto dal dolore sulla via del Calvario. Nostro Signore fece un segno di croce per benedire il popolo. Finalmente apparve, in una visione gloriosa, la Madonna del Carmelo, incoronata regina del cielo e della terra, con in braccio Gesù Bambino.

La Madonna Addolorata è quella che soffre nell’ora della Passione, la Madonna del Carmelo è quella che trionfa nell’ora della Resurrezione. Nella drammatica situazione che oggi vive il mondo, la Madonna va venerata soprattutto come Addolorata, nell’attesa di venerarla quanto prima come Madonna del Carmelo, nell’ora del trionfo del suo Cuore Immacolato.

La causa principale dei dolori della Madonna è rappresentata dai peccati del mondo, che sottraggono gloria a Dio e portano tante anime all’infelicità eterna. Per questo la Madonna mostra ai fanciulli di Fatima l’orrore dell’inferno e affida loro un messaggio di salvezza per la Chiesa e l’umanità intera. E per questo Lucia ricorda che «davanti alla palma della mano destra della Vergine si trovava un cuore circondato di spine che vi sembravano conficcate. Comprendemmo che quello era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell’umanità, che chiedeva riparazione».

La Madonna, dopo Fatima, manifestò il suo dolore a Siracusa, dove lacrimò nel 1953. Il Papa allora regnante, Pio XII, così commentò il fatto: «Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre né dolore né mestizia; ma Ella non vi rimane insensibile, che anzi nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliolo. Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo. Piange Ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l’errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la maestà divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli, un dì fedeli, ed ora trascinati da falsi miraggi fra le schiere dei nemici di Dio? » (Discorso del 17 ottobre 1954).

In che senso, potremmo chiederci, la Madonna, che è in Cielo, dove è eternamente felice, piange ancora? Per tentare di comprendere questo mistero, dobbiamo ricordare che Dio vede le cose che passano nel tempo alla luce dell’eternità. Per Lui non c’è passato, presente e futuro, c’è solo l’istante dell’eternità, che è un eterno presente. Noi non eravamo nati nel momento storico in cui si svolse la Passione. Noi non esistevamo, ma Dio ci conosceva in tutta la concretezza della nostra realtà, perché nella scienza di Dio non vi è domani, ma tutto – il passato, il presente e il futuro – è perfettamente presente. Questa conoscenza Dio l’aveva, partecipata anche alla Madonna. Nostro Signore sul Calvario soffriva non solo per i peccati del suo tempo, ma anche per i nostri peccati e quelli del nostro tempo e la Madonna che, pur essendo una semplice creatura, partecipava della luce divina, soffriva anch’ella per i nostri peccati di oggi. Era contemporanea ai nostri peccati e in questo senso possiamo dire che soffre ancora, anche se ora è immensamente felice. Ma quell’oggi e quello ieri, non esistono per chi, come Lei, vive nell’eternità, cioè in un momento presente, che è fuori del tempo.

Noi invece, semplici creature, non viviamo nell’eternità, ma siamo immersi nel fluire del tempo e della storia, e riconduciamo tutto a un passato che non c’è più e a un futuro che non c’è ancora. Però ogni istante che passa nel tempo, nel tempo muore, ma nel suo merito o nel suo demerito, si incide nel libro della vita eterna. Ed è in quell’istante situato nel tempo, che è quello in cui, hic et nunc, oggi e ora viviamo, che noi possiamo partecipare a nostra volta al gaudio e al dolore di Gesù e di Maria. La conoscenza della Passione supera lo spazio e il tempo, come la celebrazione della Messa, che è la ripresentazione reale, in maniera incruenta del Santo Sacrificio del Calvario.

Contemplando la Passione, che è avvenuta duemila anni fa, possiamo renderla presente a noi, e la rendiamo tanto più presente quanto più la facciamo nostra, compenetrandoci nei dolori di Gesù e di Maria, che non sono solo quelli sofferti sul Calvario, ma anche quelli del nostro tempo. O meglio sul Calvario Gesù e Maria soffrirono per l’apostasia del nostro tempo e pregarono perché a questa apostasia seguisse un immenso trionfo, che per loro è già presente, mentre per noi, che siamo immersi nel tempo appartiene al futuro. Il messaggio di Fatima ci svela questo futuro ed è per questo che fa parte così intimamente della nostra vita spirituale. Il Cuore Immacolato di Maria è un Cuore addolorato, un Cuore trafitto dalla spada del dolore, ma è un Cuore che trionferà.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – puntata 4 – PREFAZIONE: TRASMETTERE LA FEDE

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle parole della Madonna: «Cercate il volto di mio Figlio»

Cari amici, in un bellissimo Messaggio a Jakov la Madonna ci ha invitato a cercare il volto di Suo Figlio. Con queste parole la Regina della pace ci dice di cercare l’amore di Dio che si manifesta nell’amore di Suo Figlio, ovviamente, l’amore di una persona si manifesta sul volto.

Non dobbiamo dimenticare il grande insegnamento del Vangelo, quando l’Apostolo Filippo si avvicinò a Gesù chiedendogli di mostrar loro il Padre.         
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me, ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse». (Gv 14)

Nella visione cristiana, Dio è inconoscibile nella sua vita intima, ma Colui che ce lo ha rivelato è il Figlio che si è fatto Uomo nel grembo della Vergine Maria e, attraverso la Santa umanità di Gesù (soprattutto attraverso il Suo volto), conosciamo chi è il Padre. Abbiamo anche la grande grazia di avere una certa conoscenza umana, secondo la carne, che è la Sacra Sindone. In quel volto sanguinante impresso sul Sacro telo ci appare il volto della sofferenza, della bontà, della maestà, della divinità.

L’Apostolo Paolo ci invita a guardare il volto di Gesù con gli occhi della fede e non soltanto con quelli della carne. Attraverso la Sua santa umanità si manifesta la Sua divinità. Guardando con gli occhi della fede il volto di Gesù possiamo vedere la Divina Misericordia, la bontà, perché Dio è Amore. Rivelandosi nel Figlio fatto Uomo, Dio Santissima Trinità ci ha rivelato la sua essenza che è amore prodigo e senza confini, senza condizioni. Siamo peccatori, abbiamo bisogno dell’infinita Misericordia di Dio ed è proprio nel Suo volto che la ritroviamo, se guardiamo con gli occhi della fede. Dio sa che nel mondo di oggi, in cui imperversa il male, tutti abbiamo bisogno della sua Divina Misericordia.

Guardando il volto di Gesù con gli occhi della fede possiamo vedere la Divina Misericordia, la Divina amicizia, la Sua Santa compassione per le nostre miserie, la sua tenerezza e la sua sollecitudine che ci guarisce, ci fortifica e ci incoraggia. Il Cuore di Gesù è sempre pronto ad accoglierci, ad ascoltarci, ad assisterci e a perdonarci.

La Madonna ci dice di avere l’ambizione santa, accompagnata da un atteggiamento di umiltà, di accogliere l’invito di Gesù a essere suoi amici. Nell’amicizia con Gesù veniamo sollevati dal nostro abisso e portati sul piano dell’amicizia reciproca, dell’amore reciproco, della reciproca fedeltà. In Gesù e nella sua amicizia vediamo riscattata la nostra persona che viene elevata a questo intimo rapporto che ci unisce a Lui.

Nel volto di Gesù c’è lo splendore della sua gloria e della Verità, c’è lo splendore del Verbo. Nella sua infinita Misericordia e nella sua infinita bontà con i peccatori manifesta la sua intransigenza verso il peccato, verso ciò che è la negazione della Verità e della giustizia, verso tutto ciò che è male. Nel volto di Gesù c’è il suo atteggiamento nei confronti di ogni forma di violazione o offuscamento della Verità, verso ogni forma di seduzione o di inganno. L’atteggiamento di Gesù è supremo, è alto. Cristo è la Verità che ci illumina, ci eleva, ci indica la strada, ci fa capire cos’è bene e cos’è male.

È bello immaginare il volto di Gesù nei momenti della predicazione o ancora quello del Padre misericordioso che accoglie il figliol prodigo. Il volto di Gesù ci tira fuori dalla palude dell’ipocrisia nella quale viviamo e ci chiama a vivere nella chiarezza, nella verità, nella coerenza.

Non dimentichiamo, poi, il volto di Gesù che lo straordinario genio di Michelangelo ha raffigurato nel Giudizio Universale affrescato nella Cappella Sistina. In quell’espressione si coglie la severità dI Gesù nei confronti del peccato: «Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; fui straniero e non m’accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste» (Mt 25,41-43).

Il volto di Gesù non è complice del male, è inesorabile nei confronti del male. Gesù vuole salvare a tutti i costi i peccatori ma nel medesimo tempo è intransigente con ogni complicità con il peccato, con la falsità, con la menzogna, con il compromesso.

Chiediamoci, allora, quale aspetto del volto di Gesù vedremo nell’istante stesso in cui lasceremo questa vita? Quello della Misericordia e della bontà o quello della giustizia perché lo abbiamo rifiutato, disprezzato e non ci siamo pentiti?

Se proprio oggi dovessimo essere chiamati, quale volto di Gesù vedremmo?

Accogliamo l’invito della Regina della pace a cercare il volto di Suo Figlio, facciamone un impegno di vita.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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