Mese: Giugno 2024 Pagina 13 di 22

🔵🙏IMPORTANTE DA MEDJUGORJE
🔴POCO FA durante L’APPARIZIONE QUOTIDIANA A MARIJA PAVLOVIC veggente, la MADONNA ha invitato tutti AL ROSARIO da DOMANI h. 22.00 sulla COLLINA delle APPARIZIONI accanto alla statua della Madonna🔴🙏APPARIZIONI ogni SERA durante la NOVENA alla REGINA DELLA PACE alle ore 23.30🔴
La Madonna ha detto che in questa novena, pregheremo per la pace nel mondo.🙏🟢
Radio Maria alle h 21.55 si collegherà con il Podbrdo per la trasmissione del Santo Rosario e della apparizione della Madonna: in diretta su radio – blogdpadrelivio.it- Facebook
Cari amici,
la notizia, assolutamente inaspettata vista la situazione, è di straordinaria importanza. Non era mai accaduto che la Madonna chiamasse sul Podrbrdo per una seconda apparizione durante una novena intera e nel cuore della notte.
L’iniziativa della Madonna si spiega con la situazione di grande allarme che c’è nel mondo a causa di una guerra che si dilata e che rischia di precipitare l’umanità in un caos generalizzato.
La Madonna chiama la Parrocchia di Medjugorje e tutti quelli che vi appartengono idealmente a partecipare questa straordinaria intercessione.
Uniamoci spiritualmente a questo evento voluto dalla Gospa, che apre una fase nuova alla quale dobbiamo partecipare fervorosamente.
Vostro Padre Livio

43.mo anniversario delle apparizioni: qual è la situazione?
Carissimo Padre Livio,
stiamo entrando nella novena del 43.mo anniversario delle apparizioni di Medjugorje.
Può descrivere in poche parole come vede la situazione generale in rapporto ai messaggi della Regina della pace?
Ci può dare una parola di incoraggiamento?
Grazie caro Padre per la sua perseveranza.
Maria di Milano
Cara Maria,
La certezza che ci deve riempire il cuore di gioia è quella che riguarda la presenza della Madonna con le sue apparizioni quotidiane dal 24 Giugno 1981 ad oggi.
Nonostante tutto quello che è accaduto in questo tempo, nel quale la Fede e la Croce sono state rifiutate, la Madonna non ci ha abbandonato.
Le tenebre ormai avvolgono il mondo e diventano sempre più aggressive, ma la luce di Maria è sempre più forte.
La potenza dell’impero delle tenebre è sempre più manifesta e “il mistero di iniquità” prepara l’attacco finale. La povera umanità è un “titanic” che affonda e non si vede chi possa tenerlo a galla.
In questo contesto la speranza di Maria sono “gli apostoli del suo amore” che sono gli strumenti della sua battaglia e della sua vittoria. Restiamo saldi nella fede e applicati alla preghiera incessante perché grande è la nostra responsabilità.
Non ci colga impreparati la rivelazione del primo segreto, del quale i sei veggenti conoscono la data, perché sarà il momento in cui la menzogna verrà smascherata e satana incomincerà a indietreggiare.
Non facciamoci incantare dalle false luci della mondanità. Senza l’unione con Cristo siamo tralci secchi. Con la preghiera rafforziamo la certezza nella presenza di Maria e nella sua vittoria.
I superbi saranno umiliati e gli umili saranno esaltati.
Ave Maria
Padre Livio
È importante avere una visione d’insieme che ci indichi la via del futuro, che ci faccia comprendere appieno il piano della Madonna e che metta in chiaro tutti quei punti su cui ormai c’è una certezza. Quella di Medjugorje è la continuazione della profezia di Fatima che si sta realizzando.
Le apparizioni di Medjugorje sono particolari, sono le prime apparizioni globali sulla Terra. La Madonna, in particolare a Medjugorje, parla a tutto il mondo e anche la risposta è da tutto il mondo. Questa globalità è maturata nel tempo sempre più velocemente, i Segreti di Medjugorje riguardano il mondo intero e la Chiesa Cattolica. Quelle di Medjugorje sono le prime apparizioni globali e nel medesimo tempo sono le ultime apparizioni sulla Terra; a questo riguardo sarebbe da sottolineare che a Kibeho la Madonna è apparsa proprio perché ripone molte speranze sul continente africano e si tratta di apparizioni che fanno parte del piano che collega Fatima a Medjugorje. La Madonna ha ribadito più volte che quelle di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla Terra ed è per questo che sono così lunghe.
La priorità di satana è la dissoluzione della fede cattolica
In questo panorama che va da Fatima a Medjugorje è emerso con chiarezza, anche perché la Madonna stessa lo ha rivelato ed è stato detto dallo stesso Magistero della Chiesa da Pio XII a oggi, che il piano di satana è quello di distruggere la Chiesa Cattolica. La persecuzione alla Chiesa Cattolica è descritta chiaramente nei Segreti di Fatima, è nei messaggi di Medjugorje ed è nella Storia, in particolare negli ultimi decenni. Quello che è avvenuto era stato anticipato dalla Regina della pace ed è stato un argomento ampiamente trattato dal Magistero della Chiesa che da tempo ha capito che la fede è messa in discussione.
Già Paolo VI aveva visto con chiarezza l’attacco di satana alla Chiesa Cattolica, inizialmente con il modernismo diffusosi anche in seno alla Chiesa stessa e poi insinuatosi nelle classi intellettuali fino alla gente comune. Adesso si sta realizzando quello che San Giovanni Paolo II chiamava la “grande apostasia silenziosa”. Questo è il punto chiave: dal dopoguerra in poi, nel mondo è maturata la liquidazione del Cristianesimo che ora è in atto.
Il piano di satana è quello di prendere il posto di Cristo diffondendo la religione dell’odio contro Dio, contro Cristo, contro la Chiesa e degli uomini fra di loro che vogliono imporsi con la violenza mondo. La Regina della pace ha dato alcuni messaggi a Medjugorje in cui dice apertamente che satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. Leggendo quei messaggi abbiamo immediatamente pensato alle bombe atomiche, in realtà il pericolo più grande è la distruzione della Chiesa Cattolica e l’odio verso il Cristianesimo. Il rifiuto della fede e della Croce comporta la perdizione eterna delle anime. Dobbiamo, allora, focalizzare bene la nostra attenzione sull’obiettivo di satana che è l’odio contro Dio e l’estinzione della fede con cui può distruggere il mondo.
Purtroppo, non viene colta la gravità del fatto che si perda la fede. Chi perde la fede perde Cristo, perde Dio, perde la Madonna, perde l’anima! Dobbiamo preoccuparci certamente per quello che accade nel mondo, ma quello che sta a cuore a Dio è la salvezza eterna della anime, è il fatto che satana miete le anime. La Madonna è qui da così tanto tempo proprio per rafforzare la fede della Chiesa con la conversione, con la preghiera, con la pratica della vita cristiana, anche perché è su questo terreno che la Madonna ci porterà a combattere nel tempo dei Segreti.
L’obiettivo di fondo nel tempo dei Segreti sarà proprio la fede, più di tutto il resto; è per questo motivo che la Regina della pace ha dedicato i suoi messaggi più critici allo strumento con cui satana vuole distruggere la fede. Dal 2015 a oggi, infatti, la Regina della pace ha dedicato cinque messaggi al “modernismo”. Il modernismo è il rifiuto del soprannaturale, in tutti i campi. Questa corrente di pensiero si è infiltrata anche nella Chiesa Cattolica e già Pio X lo aveva denunciato prendendo delle misure molto severe per impedirne la diffusione, ma negli ultimi decenni si è diffuso ovunque.
Il modernismo è la nuova religione dell’umanità
Il modernismo potrebbe essere definito come un ateismo globale, una pseudoscienza che fa capo all’evoluzionismo che riduce l’uomo alla materia. Questa è una menzogna radicale dal punto di vista scientifico, ma soprattutto è la negazione di Dio, dell’anima spirituale, della legge morale, di tutto ciò che è soprannaturale; è la negazione del Cristianesimo. Questo attacco alla fede riguarda soprattutto la fede cattolica perché il modernismo riesce ad assimilare le altre religioni nella sua visione del mondo e ne fa un supporto per un governo del mondo da parte dell’uomo. Il Cattolicesimo però non può scendere a questi compromessi perché l’uomo non può sostituirsi a Dio, è una sua creatura e dipende da Lui.
Oggi, la vera religione mondiale è il modernismo, cioè la visione atea e materialistica della vita; una visione pseudoscientifica che fa dell’uomo una manifestazione dell’universo, detronizza Dio dal suo trono di gloria, nega il Creatore e il Redentore. Questa è la metamorfosi che abbiamo vissuto negli ultimi decenni, da quando la Madonna è presente con le apparizioni a Medjugorje.
Chi ha una certa età ha vissuto i primi anni di vita in un contesto sociale ed ecclesiale di riferimento all’Aldilà, si rende conto oggi del cambiamento radicale che è avvenuto. Siamo veramente diventati pagani, ci siamo persi! È questa la catastrofe che è avvenuta, che la Madonna ci descrive e che spesso il Magistero della Chiesa ci ha richiamato. Papa Montini disse che oggi in questione c’è la fede, che la negazione della fede è entrata nella Chiesa, tuttavia un piccolo gregge deve resistere. Giovanni Paolo II disse che dopo la caduta della due ideologie del male (comunismo e nazismo) ne è subentrata una terza peggiore: il nuovo totalitarismo, la visione del mondo secondo la quale l’uomo si chiude su se stesso ed espelle Dio dalla sua vita. Benedetto XVI ha parlato di dittatura del relativismo, di negazione della Verità. Papa Francesco ha sottolineato soprattutto il lavaggio di cervello sistematico che avviene da parte del nuovo totalitarismo per imbrigliare tutti in una visione del mondo calata dall’alto, in funzione degli interessi dei potentati. Stiamo vivendo questa metamorfosi che è in atto ma non è ancora terminata.
Alcuni si lamentano che il tempo dei Segreti non arriva. Personalmente sono del parere che i tempi di Dio non sono in discussione. Come nella Parabola della zizzania, che cresce assieme al buon grano, essa viene mietuta ma separata dal grano e gettata nei forni a bruciare; allo stesso modo è necessario che arrivi il tempo della mietitura, bisogna che il male arrivi a toccare il fondo. Abbiamo visto che negli ultimi decenni il male ha iniziato a galoppare, satana ha conquistato il mondo, la Chiesa Cattolica si trova in seria difficoltà. L’empietà, l’odio, la violenza, la superbia, la perversione si diffondono nel mondo; la Madonna ci chiede di pregare con Lei perché satana non prevalga. Il male ha preso un’accelerazione tale che satana sta arrivando a regnare nella totalità, a prevalere.
Stiamo andando verso un mondo sempre più dominato dal male, ma i credenti resistono e lottano fino al momento in cui Dio manifesterà la sua regalità sul mondo. Nel medesimo tempo in cui si è manifestata questa metamorfosi, ovvero il tentativo di satana di distruggere la fede cattolica, la Madonna ha messo un freno e fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje ha detto che Lei è qui per risvegliare la fede. Così come satana ha sviluppato un progetto globale per distruggere il Cristianesimo, la Madonna ha messo a punto un progetto globale per sostenere la Chiesa Cattolica. La Regina della pace ha scelto una Parrocchia di cui si sta prendendo cura, ha chiamato migliaia di sacerdoti da ogni parte del mondo, ha rafforzato la fede che si stava dissolvendo. In tutti questi anni il vento malefico dell’incredulità, dell’immoralità e dell’empietà ha soffiato così tanto fino a penetrare anche all’interno della Chiesa indebolendone il vigore interiore. Molti hanno perso la vocazione e tanti hanno lasciato la veste proprio perché sedotti dai venti del male.
L’intervento della Regina della pace per sostenere la fede
Il progetto di satana era quello di svuotare la Chiesa dall’interno per provocare un improvviso crollo della Chiesa Cattolica; in parte questo è avvenuto, in Europa ad esempio. Per impedire il crollo della fede, la Regina della pace ha portato avanti il suo piano con molta pazienza, con i messaggi, con le apparizioni, con le chiamate, proprio per rafforzare la Chiesa Cattolica. La Madonna – chiedendo preghiere, digiuni, rinunce, confessioni, la pratica dei Sacramenti – ha creato delle resistenze che hanno impedito a satana di realizzare il suo piano malefico. La Regina della pace è riuscita nel suo intento di conservare, almeno in Occidente, delle minoranze cristiane affidabili e forti. In Europa, infatti, tutte le Radio Maria funzionano proprio perché la gente le sostiene e le ascolta. Tutto questo fa parte di quel piano di rafforzamento della fede che la Madonna ha iniziato a Medjugorje e che sta portando avanti nel tempo. Questo sostegno della Madonna alla Chiesa è un fattore decisivo per la vittoria futura. Dal dopoguerra in poi è esplosa un’epopea modernista che ha portato satana a tali posizioni di forza (soprattutto nel mondo massmediatico) da far dire alla Madonna: «satana regna» (25 marzo 2020).
Prima di arrivare al tempo dei Segreti vedremo il piano di satana toccare il fondo. A Rue du Bac la Madonna aveva promesso a Caterina Labouré: «Quando tutto sembrerà perduto, io interverrò». Abbiamo davanti un periodo, di cui non conosciamo la durata, in cui l’incredulità, la perversione e l’odio dilagheranno sempre di più. Satana cercherà di mettere in atto tutto ciò che gli è possibile per intimare la resa ai credenti, per sedurli a passare sotto la sua signoria. D’altra parte, il diavolo è riuscito a cambiare la situazione dalla Domenica delle Palme al Venerdì Santo, quando ha tirato dalla sua parte le folle e la Chiesa di allora formata dagli Apostoli e dai discepoli; hanno resistito solamente la Madonna, San Giovanni e le pie donne. Satana è capace di tutto pur di stravincere, di portare la situazione a un punto irreversibile.
Quando si arriverà a quel punto, quando satana penserà di essere diventato il padrone del mondo e canterà vittoria, la Madonna allora darà l’inizio ai Segreti. La Regina della pace ha detto alla veggente Mirjana che l’inizio dei Segreti coincide con l’inizio dello sgretolamento del potere di satana. I primi due Segreti riguardano Medjugorje e la porranno sotto la lente dell’attenzione mondiale. Nella rivelazione degli eventi tre giorni prima, si manifesterà la regalità di Cristo sul mondo e la falsa forza di satana. Le false certezze cadranno; quelli che avevano posto la loro fiducia nelle cose di questo mondo, inevitabilmente si porranno delle domande, si metteranno in discussione e – quelli che non avranno il cuore indurito – si pentiranno e torneranno all’ovile santo della Chiesa.
La corsa verso l’abisso non è ancora terminata
La corsa verso l’abisso, a mio parere, non è ancora terminata perché questo è il metodo di Dio, che aspetta l’ultimo momento per vedere se crediamo fino in fondo, se ci fidiamo totalmente di Lui. Dio ha permesso che Cristo fosse processato, flagellato, coronato di spine, inchiodato alla croce, ha permesso che morisse, che fosse sepolto e che davanti alla tomba fosse posto un macigno. Chi non aveva fede pensava che allora fosse tutto finito, in realtà dopo tre giorni Cristo è risorto! Questo è il metodo di Dio per provare la fede.
Anche questa volta sarà così e prima del tempo dei Segreti si arriverà a un’impostura anticristica che dominerà il mondo. L’impostura anticristica è il rifiuto della fede cristiana, della salvezza che viene dalla Croce ed è la presunzione di poter salvare la nostra vita dal peccato e dalla morte attraverso le opere dell’uomo, come la scienza e la tecnica, strumenti dell’onnipotenza umana. Questa civiltà modernista metterà le radici, dominerà ancora di più, metterà a rischio la sopravvivenza della Chiesa e i suoi mezzi saranno la seduzione e la persecuzione. Stiamo già correndo verso questo traguardo, ma quante volte la Madonna ci ha detto che per il mondo senza Dio non c’è né futuro, né gioia, né salvezza eterna. I Segreti incominceranno quando l’impero del male avrà raggiunto il suo apice.
Benché conosciamo solamente qualche particolare sul terzo Segreto, ovvero un segno bellissimo, indistruttibile, che viene da Dio e che durerà fino alla fine del mondo, sappiamo che con questo segno Dio sigillerà la sua signoria sul mondo. Questo segno è una chiamata universale alla conversione perché è il segno della vittoria di Dio. Sappiamo poi che i primi due Segreti riguardano Medjugorje, che si tratta di eventi gravi per la popolazione locale, ma che ben più terribili saranno quelli dal quarto al decimo. Dei Segreti non sappiamo altro, sappiamo che riguardano il mondo e la Chiesa.
Arrivati al tempo dell’epopea dell’impostura anticristica, che si sta affermando proprio davanti a noi, essa diventerà la religione dell’umanità che adora se stessa e che non ne vuole sapere del Cristianesimo. Le altre religioni non interessano a questo tipo di società perché sono prodotte dall’uomo, a differenza del Cristianesimo che è una religione rivelata da Dio. Per assicurare il dominio dell’uomo, allora, il Cristianesimo deve essere eliminato. Nel tempo dei Segreti accadrà di certo che gli eventi rivelati tre giorni prima metteranno in crisi l’umanità, la metteranno di fronte alla decisione ineluttabile di credere o no. Alla fine, la vittoria sarà della Madonna e della Chiesa, il maligno sarà sconfitto e il mondo senza Dio crollerà.
Nel tempo dei segreti la prova più grande sarà quella della fede
Le uniche indicazioni che abbiamo per sapere quali saranno gli eventi dei Segreti di Medjugorje vengono dal Segreto di Fatima: la guerra distruttrice, la persecuzione alla Chiesa, l’apostasia. La guerra distruttrice viene raccontata da Suor Lucia nella descrizione della visione che ha inviato al vescovo di Leiria; la persecuzione alla Chiesa e l’uccisione del Papa sono nel Terzo Segreto di Fatima; l’apostasia è racchiusa nella frase della Madonna: “Il Portogallo conserverà la fede”, significa che gli altri Stati la abbandoneranno. Quello che è in questione adesso, e che nel tempo dei Segreti sarà un appello dall’alto, è la fede. Siamo tutti concentrati sulla perdita della vita e tralasciamo la morte spirituale, ma è quello il pericolo più grande perché non c’è dubbio che tutti moriremo, ma dobbiamo pensare alla salvezza eterna della nostra anima. La morte è il destino dell’uomo sulla Terra, l’unica cosa che conta è la salvezza dell’anima!
Nel tempo dei Segreti sarà in palio, prima di tutto, la salvezza della propria anima che si potrà conseguire conservando la fede. Infatti, il punto nevralgico del piano di Maria con cui sgretolerà il piano di satana e attirerà a sé molte anime è la profezia con la quale indica tre giorni prima gli accadimenti dei Segreti. Questo fatto indica la signoria di Dio, mediante la presenza di Maria inviata da Cristo, sugli eventi della Storia e della natura. Il vero Dio è Cristo, il Cristo della Chiesa Cattolica. Nel tempo dei Segreti sarà decisivo credere alla Madonna e alle profezie che verranno dette tre giorni prima, aderire a queste profezie e seguirle, mantenere il nostro cuore umile e puro. L’essenziale è che, ascoltando quello che dice la Madonna, noi salviamo le nostre anime; sarà poi Lei a decidere se salvare anche i nostri corpi. Dobbiamo essere solleciti di aderire a Dio, mettere la nostra vita nelle sue mani e fidarci della Regina della pace che ha detto che se risponderemo alla sua chiamata non ci pentiremo né noi, né i nostri figli, né i figli dei nostri figli. Nel tempo dei Segreti si manifesterà la regalità di Cristo sul mondo e verrà smascherata la falsa forza di satana che non potrà fare niente. Satana creerà gli eventi distruttivi ma la Madonna li svelerà tre giorni prima che accadano, saranno come mine disinnescate che non esploderanno.
Il piano della Madonna è un piano celeste di salvezza. Il mondo potrà veramente essere distrutto e chi non crede potrà veramente perdere la propria anima. L’inferno c’è veramente ed è per tutti quelli che rifiutano Dio. L’esito finale è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. La Madonna trionferà con la Chiesa e con i suoi pastori. L’apostasia è una tentazione dalla quale dobbiamo stare molto attenti, non ci sarà difficile orientarci specialmente se abbiamo i cuori puri; comunque, la Madonna sarà presente e ci guiderà. Il trionfo di Maria è una certezza.
Alla fine di tutto c’è quell’espressione che la Madonna ha detto a Fatima e che ha ripetuto all’inizio delle apparizioni di Medjugorje: dopo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria la Russia si convertirà e il mondo avrà un tempo di pace. Questa espressione indica che prima di convertirsi la Russia avrà svolto un ruolo anticristico fondamentale; la Madonna ci ha fatto capire che la Russia è il soggetto con cui satana cerca di distruggere il mondo e la Chiesa Cattolica. Se alla fine la Russia si convertirà è perché prima avrà compiuto l’opera di satana di voler distruggere il mondo e la Chiesa Cattolica. Ma non riuscirà e alla fine si convertirà, entrerà a far parte della Chiesa Cattolica. Questa è la via che percorre la Madonna e noi dobbiamo percorrerla con Lei, evitando altre vie opportunistiche che molti sognano pensando di realizzare chissà che cosa con le forze di questo mondo.
Meditino quei cattolici che pensano che salvezza viene da messianismi molto discutibili. Bisogna tenere ben presente la frase della Madonna secondo cui alla fine la Russia si convertirà. La conversione implica un cambio radicale di vita, il ripudio del peccato e l’adesione alla Chiesa. La Russia rinnegherà il suo messianismo e la sua pretesa di dominare il mondo ed entrerà a far parte della Chiesa Cattolica.
( Citare fonte)

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 14 Giugno 2024
Il pontefice sulle armi: «E’ urgente ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi come le cosiddette “armi letali autonome” per bandirne l’uso»
BORGO EGNAZIA «La macchina può compiere «scelte algoritmiche» mentre invece «l’essere umano non solo sceglie, ma in cuor suo è capace di decidere». La differenza è tutta qui, ed è decisiva. Papa Francesco si rivolge ai grandi della Terra e parla di intelligenza artificiale, «uno strumento affascinante e tremendo al tempo stesso», ne riconosce le possibilità positive e insieme ne denuncia i rischi, a cominciare dalle armi: «Permettetemi di insistere: in un dramma come quello dei conflitti armati è urgente ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi come le cosiddette “armi letali autonome” per bandirne l’uso, cominciando già da un impegno fattivo e concreto per introdurre un sempre maggiore e significativo controllo umano. Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita ad un essere umano». Ma la questione, al fondo, è radicale. Si rischia una «eclissi del senso dell’umano».
Papa Francesco: sull’Ai decisione all’essere umano
Non può essere che questioni vitali, dalle guerre all’informazione, il funzionamento delle democrazie e la libertà stessa delle persone, siano affidate alle valutazioni di una macchina che «può esaminare solo realtà formalizzate in termini numerici», una «scelta tecnica» fondata su inferenze statistiche o possibilità e criteri definiti da un programma: «Dobbiamo aver ben chiaro che all’essere umano deve sempre rimanere la decisione, anche con i toni drammatici e urgenti con cui a volte questa si presenta nella nostra vita. Condanneremmo l’umanità a un futuro senza speranza, se sottraessimo alle persone la capacità di decidere su loro stesse e sulla loro vita condannandole a dipendere dalle scelte delle macchine. Abbiamo bisogno di garantire e tutelare uno spazio di controllo significativo dell’essere umano sul processo di scelta dei programmi di intelligenza artificiale: ne va della stessa dignità umana».
Papa Francesco e il richiamo alla saggezza di Aristotele
È un discorso assai lungo, che Francesco legge solo in parte ma «consegna» per intero alla fine della sessione, come fosse pronunciato. Sospinto sulla sedia a rotelle, accanto a sé la premier Giorgia Meloni, ha salutato uno ad uno i leader, stringendo loro la mano, il presidente argentino Javier Milei si è allargato fino ad abbracciarlo. Seduto al tavolo ellittico, è il primo Papa a prendere la parola in un G7. E lo fa richiamando la phrónesis della filosofia greca, da Platone ad Aristotele quella «saggezza» che dev’essere propria delle decisioni umane, soprattutto in coloro che hanno potere e responsabilità: «A volte, spesso nel difficile compito del governare, siamo chiamati a decidere, con conseguenze anche su molte persone». Ma «la politica è la forma più alta di carità», dice citando Paolo VI, ed è essenziale per arrivare a controllare le applicazioni della AI: «Spetta ad ognuno farne buon uso e spetta alla politica creare le condizioni perché un tale buon uso sia possibile e fruttuoso».
Francesco: scienza prodotto straordinario
Le riflessioni di Francesco sono lontane da ogni luddismo o tentazione antiscientifica, anzi, «la scienza e la tecnologia sono prodotti straordinari del potenziale creativo di noi esseri umani», un potenziale che «Dio ci ha donato». E la «rivoluzione cognitivo-industriale» in corso potrà avere effetti benefici: «Ad esempio, l’intelligenza artificiale potrebbe permettere una democratizzazione dell’accesso al sapere, il progresso esponenziale della ricerca scientifica, la possibilità di delegare alle macchine i lavori usuranti; ma, al tempo stesso, essa potrebbe portare con sé una più grande ingiustizia fra nazioni avanzate e nazioni in via di sviluppo, fra ceti sociali dominanti e ceti sociali oppressi, mettendo così in pericolo la possibilità di una “cultura dell’incontro” a vantaggio di una “cultura dello scarto”».
Strumenti rivolti al bene
Resta il fatto che si tratta di uno strumento e «l’uso dei nostri utensili non sempre è univocamente rivolto al bene», considera Francesco, e cita la Genesi: «Solo se sarà garantita la loro vocazione al servizio dell’umano, gli strumenti tecnologici riveleranno non solo la grandezza e la dignità unica dell’essere umano, ma anche il mandato che quest’ultimo ha ricevuto di “coltivare e custodire”». Del resto, «quando i nostri antenati affilarono delle pietre di selce per costruire dei coltelli, li usarono sia per tagliare il pellame per i vestiti sia per uccidersi gli uni gli altri», spiega il Papa: «Lo stesso si potrebbe dire di altre tecnologie molto più avanzate, quali l’energia prodotta dalla fusione degli atomi come avviene sul Sole, che potrebbe essere utilizzata certamente per produrre energia pulita e rinnovabile ma anche per ridurre il nostro pianeta in un cumulo di cenere».
Approccio etico
L’intelligenza artificiale, tuttavia, è «uno strumento sui generis» perché «può adattarsi autonomamente al compito che le viene assegnato e, se progettata con questa modalità, operare scelte indipendenti dall’essere umano per raggiungere l’obiettivo prefissato». Qui sta il senso dell’impegno della Santa Sede per un «approccio etico» all’intelligenza artificiale: «La decisione etica, infatti, è quella che tiene conto non solo degli esiti di un’azione, ma anche dei valori in gioco e dei doveri che da questi valori derivano. Per questo ho salutato con favore la firma a Roma, nel 2020, della “Rome Call for AI Ethics” e il suo sostegno a quella forma di moderazione etica degli algoritmi e dei programmi di intelligenza artificiale che ho chiamato “algoretica”». Si tratta di evitare il «rischio concreto» che l’intelligenza artificiale «limiti la visione del mondo a realtà esprimibili in numeri e racchiuse in categorie preconfezionate, estromettendo l’apporto di altre forme di verità e imponendo modelli antropologici, socio-economici e culturali uniformi». Perché i programmi di intelligenza artificiale «siano strumenti per la costruzione del bene e di un domani migliore, debbono essere sempre ordinati al bene di ogni essere umano» è necessario che abbiano «un’ispirazione etica».
Papa: «C’è bisogno di politica più che mai»
Insomma, «dobbiamo fare dell’intelligenza artificiale un baluardo proprio contro la sua espansione». E qui entra in gioco l’azione politica. «Certamente per molti la politica oggi è una brutta parola, e non si può ignorare che dietro questo fatto ci sono spesso gli errori, la corruzione, l’inefficienza di alcuni politici. Non di tutti, eh?, di alcuni!», aggiunge sorridendo il Papa. Ci sono poi «le strategie che mirano a indebolirla, a sostituirla con l’economia o a dominarla con qualche ideologia». E tuttavia, insiste Francesco, c’è bisogno di politica, più che mai: «Può funzionare il mondo senza politica? Può trovare una via efficace verso la fraternità universale e la pace sociale senza una buona politica? La nostra risposta a queste ultime domande è: no! La politica serve!».

Pensiero spirituale sullo sguardo di Dio sulla nostra vita
Cari amici, la tradizione spirituale ci invita a trascorrere la nostra giornata sotto lo sguardo di Dio. Un tempo si usava molto l’espressione “Dio ti vede”, ma era presentata in un modo non sempre adeguato. Dio veniva visto come fosse l’occhio di una telecamera che scruta e segue tutte le nostre mosse, come si seguono quelle di un fuggitivo. Questa espressione e questo clima è proprio quello presente dopo il peccato originale nel Paradiso terrestre, quando progenitori si nascondono. Dio quando chiama Adamo non ha una voce terrificante, anzi, lo vuole fare uscire dalla penombra nella speranza che si penta. Questo clima di paura di Dio è rimasto e non dipende da Lui ma da noi che siamo nel peccato. Ci nascondiamo da Lui e dai Suoi occhi, fino a rimuoverlo, per rivendicare la nostra libertà di fare ciò che vogliamo.
Esiste una versione opposta sullo sguardo di Dio che ci offre la divina Rivelazione. È uno sguardo di Colui che ha creato il mondo e le sue creature. Per Dio tutte le cose sono buone e l’uomo è molto buono. Lo sguardo di Dio manifesta la sua paternità universale e la sua Provvidenza. La Creazione non è quell’istante per cui le cose vengono dal nulla all’essere, ma è un accompagnamento di Dio a tutte le cose che ha creato. Le conserva e le dirige – come dice il Catechismo della Chiesa cattolica – al loro fine, che sono Cieli nuovi e Terra nuova.
Dobbiamo acquisire questo sguardo paterno di Dio non solo su tutta la Creazione. In molti passi biblici si nota la paternità di Dio, come nel Libro del profeta Giona. Egli voleva che Ninive fosse distrutta perché secondo lui non si era convertita, Dio rispose: “Io non dovrei aver pietà di Ninive, quella grande città, nella quale sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?”. Quindi, tutta la Creazione viene inclusa in questo sguardo paterno di Dio.
La Bibbia è ricchissima di queste espressioni di bontà infinita che si riversano su tutta la Creazione da parte del Creatore. Nel Nuovo Testamento Gesù ci invita a chiamare Dio con il nome di Padre. Sappiamo che questa espressione “Abbà” è quell’appellativo con cui il bambino chiama il papà, quindi affettivo, intimo, cordiale.
Quando ci alziamo al mattino dobbiamo aprire gli occhi e presentarci allo sguardo paterno di Dio, fissare i nostri sguardi sul Suo occhio paterno, guardare al Suo sguardo pieno di bontà e di tenerezza. Dio ci guarda perché siamo suoi figli, quindi dobbiamo acquisire questo rapporto interiore con Dio, che è l’essenza del Cristianesimo. Se volessimo paragonare il Cristianesimo ad altre religioni, potremmo dare questa definizione: il Cristianesimo è una religione filiale, nella quale i figli si rivolgono al Padre, lo pregano con il nome di Padre. Gesù ha insegnato ai suoi discepoli il Padre Nostro, una preghiera che anche Egli stesso recitava, seppur in maniera diversa da noi. Attraverso di Lui partecipiamo alla sua figliolanza; quindi, anche noi possiamo chiamare Dio con il nome di Padre. Questa è una conquista interiore perché avendo in noi il retaggio del peccato e la paura di Adamo nei confronti di Dio, facciamo fatica a superarla. Se abbiamo aggiunto i nostri peccati personali, le nostre trasgressioni, il timore di Dio aumenta, quindi ci porta a deformare l’immagine di Dio.
Di qui l’importanza di acquisire questo sguardo di Dio che perdona quando si pecca, che ci accoglie come fa il protagonista della parabola del figliol prodigo. I protagonisti sono il figlio e il padre e possiamo vedere come il padre accoglie il figlio dopo che è tornato alla casa paterna. Anche chi è nel peccato deve superare la paura, la tentazione di indurire il cuore e rimuovere Dio dalla sua vita come se non esistesse. Deve accogliere la presenza che invita il peccatore al pentimento, a ritornare sulla retta via.
Alcuni hanno deformato la parabola del figliol prodigo dicendo che il Padre avrebbe comunque perdonato il figlio anche se non si fosse pentito. Non è così, la parabola è molto chiara, solo il fatto che torna a casa, indica un cambiamento della vita. Il figlio dice infatti: “Padre mio ho peccato contro Dio e contro di te, non merito di essere chiamato tuo figlio”. Nella misura in cui c’è l’umiltà, con la quale professiamo la nostra mancanza d’amore verso il Padre celeste, si apre il cuore e si versano su di noi i fiumi della Sua misericordia.
Fondamentale nella fede cristiana e la rivelazione della paternità di Dio. Lui ci guarda attraverso la mediazione di Suo Figlio che ha espiato i peccati al nostro posto per amore. Il fatto che il Verbo si è fatto carne, è venuto in mezzo a noi, ci ha uniti a sé, ci ha fatto partecipi della Sua figliolanza, è il cuore della fede cristiana. Questa rivelazione ci aiuta tanto nella vita, specialmente nei passaggi più difficili della vita, come quello della morte. Nel passaggio da tempo all’eternità abbiamo molti timori perciò non dobbiamo mai perdere questa prospettiva della parabola del figliol prodigo, del Padre celeste che ci attende per un abbraccio purché l nostro cuore sia aperto alle esigenze della figliolanza e della richiesta del perdono.
Dio è talmente Padre che ci guarda e ci accompagna con il suo sguardo tutto il giorno. Non facciamo nulla senza che Dio lo sappia o ci veda. Anche quando percorriamo la via del male Lui ci accompagna, ci vede, ci chiama con la voce della coscienza, perché torniamo sui nostri passi. Dio cammina con noi sulle vie del bene, con apprensione lungo la via de male, non spingendoci verso la rovina, ma chiamandoci alla conversione e a cambiare vita. Dio ci vede anche quando noi non lo vediamo, quando l’abbiamo rimosso, quando abbiamo deciso che lui non c’è, quando crediamo che il Cielo sia vuoto. Non manca mai il suo sguardo, sa tutto di noi, conosce ogni nostro pensiero, ci vede più di quanto noi non vediamo noi stessi. Molte volte non conosciamo i pensieri profondi del nostro cuore ma Lui li conosce. Questa Onnipresenza di Dio nella vita delle persone bisogna vederla come una grazia straordinaria, una luce che illumina, una mano che ti stringe e ti accompagna, un amore che ti avvolge. Anche quando non preghiamo Dio, Lui ci aiuta, ci dona le grazie.
Ci sono persone lontane da Dio che non credono in Lui e che si rendono conto che nella vita ci sono stati molti momenti in cui qualcuno è intervenuto ad aiutarli e a salvarli. Momenti che ognuno ha nella memoria e attraverso i quali si incomincia a pensare che qualcuno c’è, qualcuno ci guarda, qualcuno a cura di noi e ci ha protetto, ci ha salvato. Dio ci aiuta anche quando non chiediamo aiuto e non preghiamo.
Quando però induriamo il cuore e non lo amiamo, Dio pazientemente aspetta che incominciamo ad amarlo e ci manda le grazie di conversione, bussa alla porta, risveglia la coscienza, ci chiama. Questa consapevolezza – che la nostra vita è sotto lo sguardo di Dio, che è avvolta dal Suo amore – è una grazia inestimabile che dobbiamo rinverdire ogni giorno quando incominciamo la giornata. C’è una diversità radicale fra una giornata vissuta accompagnati da Dio e dal suo sguardo, incoraggiati dalla sua voce, sostenuti dalla sua grazia e una giornata vissuta nella solitudine della nostra caverna nella quale ci siamo rinchiusi e dove non splende il sole. In quella solitudine la vita diventa triste.
Questo è quello che succede al mondo d’oggi, che è agitato, nervoso, si incattivisce, non perdona, minaccia, prevarica. È uno spettacolo che abbiamo sotto gli occhi continuamente. La vita personale diventa un guscio vuoto senza la luce di Dio e la sua paterna Provvidenza. Il suo amore ci rafforza e ci consola nelle nostre sofferenze, ma anche la vita dell’umanità senza Dio è una fossa di serpenti. Possiamo fermare tutto questo diventando dei figli di Dio su questa Terra che testimoniano il suo amore, la sua luce e la sua pace.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”