Mese: Giugno 2024 Pagina 14 di 22
Venerdì 14 Giugno 2024 – Radio – blogdipdrelivio.it – Facebook- YouTube (in differita)

LO SGUARDO DI DIO SULLA NOSTRA VITA
Dio ci vede anche quando noi non lo vediamo
Dio ci aiuta anche quando non lo preghiamo
Dio ci ama e aspetta che noi lo amiamo
UN APOSTOLO DEL SACRO CUORE: SAN CLAUDIO DE LA COLOMBIERE (Un articolo del prof Roberto de Mattei)
Fu inviato da Gesù come suo “servo fedele e amico perfetto” ad assistere S. Margherita Maria Alacoque
UCRAINA. “NOI SCHIAVI SOTTO I RUSSI” (10)
Le voci degli Ucraini dai territori occupati dai russi (Articolo di Avvenire)
“Il primo boccone è l’Ucraina – Il secondo boccone è l’Europa” (A. Dugin)
BLOG:
Non servono miracoli eclatanti per credere a Medjugorje
La pace del cuore è il dono più grande

La pace del cuore è il dono più grande
Caro Padre Livio, volevo darti una mia piccola testimonianza. Per me tutto il chiasso e le vicende del mondo non hanno più interesse perché le ritengo cose futili e superflue, ovviamente tengo invece molto in considerazione gli accadimenti visti con occhio escatologico perché è l’unica cosa che conta.
Le tue catechesi e i tuoi approfondimenti la mattina da questo punto di vista sono veramente un faro nella nebbia che ci circonda. Da diversi mesi prendo in considerazione le esortazioni della Madonna, pregare e pregare, solo questo basta, al resto pensa Lei come disse San Giovanni Paolo secondo a Fulda, e lo faccio per me stesso ma anche e me ne prendo carico per la mia famiglia per le mie figlie e i figli che loro avranno perché sono certo della promessa della Madonna il primo dell’anno scorso.
Questo perché sia mia moglie che le mie figlie hanno perso la strada maestra, sono diventate mondane, ma non perdo la speranza perché hanno dentro loro il buon seme e sono certo che i miei rosari e preghiere nel tempo dei segreti saranno serviti a convertire loro insieme a me. Io non sono depresso da tutti questi accadimenti e quelli che verranno ancora più spaventevoli, nemmeno dal fatto che i miei siano lontani dalla Chiesa e dai sacramenti, invece mi stupisco del fatto che più prego il rosario più mi invade la pace del cuore e con essa la gioia di vivere la quotidianità.
E quando mi accorgo che questa pace sta scemando a causa delle mie cadute o stanchezze, mi affretto di andarmi a confessare per ritrovare la gioia interiore e riprendere il cammino per una continua conversione. Questa pace del cuore che proprio il mio confessore mi concede nel cancellare le mie colpe con la frase “Dio ti conceda la pace del cuore” e questo mi ha sorpreso molto perché è quanto tu sostieni esortandoci nelle tue catechesi.
Lo prendo come un segno ed è proprio così, il mondo può cambiare solo attraverso la pace del cuore e questa la si raggiunge solo attraverso la preghiera quotidiana soprattutto il rosario e attraverso questo si testimonia agli altri senza parole ma attraverso la serenità degli sguardi e le braccia tese come prolungamento di quelle di Maria.
Fino a qualche tempo fa recitavo il rosario con le dita delle mani per segnare le Ave Maria, poi ho sentito la necessità di comprarli a un rosario vero, ma nel frattempo mi son ricordato che nella Chiesa della mia parrocchia su un altare laterale dedicato a San Rocco con tanto di affresco molto bello che raffigura il santo e il suo cane, stava abbandonato da anni e anni un vecchio rosario pure rotto. L’ho preso in prestito “chiedendolo” a San Rocco, l’ho aggiustato e adesso me ne servo quotidianamente e lo porto sempre con me e durante le passeggiate con il mio cane lo uso al meglio. È proprio vero che il rosario se recitato con costanza può cambiare i cuori ed il mondo.
Ave Maria
Padre Livio.
Andrea
Caro Andrea,
Hai dato una bella testimonianza di come la pace del cuore sia possibile anche nel nostro mondo agitato. Hai compreso che prima di tutto bisogna essere in pace con Dio e alimentarla con la preghiera quotidiana.
Ogni giorno bisogna ricominciare da capo per ricostruirla. Questa applicazione costante vale la pena perché non c’è nulla di più prezioso e desiderabile nella vita.
Un cuore in pace la diffonde ovunque si trovi, anche nelle situazioni più difficili. Beata quella famiglia nella quale vi è una persona che irradia pace.
La pace nel mondo non può esserci se i cuori non sono in pace. E’ necessario un miracolo della grazia e della buona volontà. E’ necessario che i cuori ritornino al Dio della pace e dell’amore.
E’ necessario che nell’umiltà i popoli incominciano a guardare a quella fonte inesauribile di pace e di amore che è il Cuore trafitto di Gesù.
Ave Maria
Padre Livio

ROBERTO DE MATTEI – JUN 10, 2024- C. R
La devozione al Sacro Cuore che caratterizza il mese di giugno è legata soprattutto alla figura di santa Margherita Maria Alacoque, (1647-1690), suora dell’ordine della Visitazione, fondato da san Francesco di Sales e santa Giovanna di Chantal. Fu a questa umile suora che la Provvidenza affidò un grande rimedio soprannaturale contro una nuova eresia che nasceva nel XVII secolo.
Questa nuova eresia era il giansenismo, una corrente religiosa che sul piano dogmatico stravolgeva la dottrina cattolica della grazia, spingendola verso il calvinismo, e sul piano morale rinchiudeva la vita cristiana in un tetro e insopportabile rigorismo. I giansenisti ignoravano il ruolo della misericordia, appellandosi solo alla implacabile giustizia divina. Ma al di là degli errori teologici e morali, la peggiore insidia giansenista stava nel suo tentativo di voler riformare la Chiesa dall’interno e non più dall’esterno, come aveva cercato di fare il protestantesimo. Il giansenismo intendeva rimanere dentro la Chiesa, senza essere condannato, ma cercando anzi la condanna dei suoi avversari che, in quel momento, erano soprattutto i gesuiti, i più fedeli difensori dell’ortodossia romana.
I disegni della Divina Provvidenza sconvolsero questo programma di distruzione della Chiesa. Margherita Maria Alacoque, lo strumento di questo straordinario intervento della grazia, nacque in Borgogna nel 1647, e dovette vincere la resistenza dei genitori per entrare, a ventiquattro anni, nelle visitandine del convento di Paray-le-Monial, dove fu incompresa dalle consorelle e malgiudicata dai superiori, finché, nel 1675 fu nominato Rettore del Collegio gesuita di Paray-le-Monial il padre Claudio de La Colombière, che aveva allora 34 anni, ma si era già distinto per la sua pietà e la sua dottrina. D’accordo con il suo Superiore, oltre al voto di obbedienza al Papa, il padre de La Colombière aveva pronunciato quello, eroico, di osservare sotto pena di peccato tutte le regole del suo Ordine
I superiori gli affidarono un incarico apparentemente secondario, perché sapevano che nel Monastero della Visitazione, si trovava una religiosa favorita da rivelazioni del Cielo. Margherita Maria, da parte sua, aspettava che il Signore adempisse la promessa di inviarle un suo “servo fedele e amico perfetto“, per realizzare la missione alla quale la destinava: manifestare al mondo le ricchezze imperscrutabili del suo amore.
Giunto nella sua nuova destinazione il padre de La Colombière, incontrò suor Margherita Maria e ne divenne direttore spirituale, orientandola nella sua vita spirituale e suggerendogli di mettere per iscritto tutto ciò che passava nella sua anima. Durante l’ottava del Corpus Domini 1675, Gesù, mostrando il suo Cuore a Margherita, le disse: “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e in contraccambio non riceve che ingratitudini, disprezzo, irriverenze, sacrilegi e freddezza in questo Sacramento d’amore“.
Quella del giansenismo era una concezione di Dio oppressiva ed angosciante. Il Sacro Cuore appare a santa Margherita Maria Alacoque affermando, invece, che bisogna abbandonarsi al suo Amore, e formulando la grande promessa dei primi Nove Venerdì del mese: “Io ti prometto nell’eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio Amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno al primo venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della perseveranza finale; essi non morranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, servendo loro il mio cuore di asilo sicuro in quell’ora estrema”. Il Signore disse poi alla religiosa visitandina: “Rivolgiti al mio servo, il Padre de La Colombière, e digli da parte mia di fare il possibile per propagare questa devozione e di fare questo piacere al mio Cuore divino … Sappia che è onnipotente colui che diffida interamente di se stesso per confidare solo in me“.
Margherita comunicò il suo messaggio al Padre e tutti e due, il 21 giugno, si consacrarono al Cuore di Gesù e moltiplicarono i loro sforzi per diffondere questa devozione. La loro fu un’inscindibile amicizia spirituale dai frutti straordinari.
Dopo un anno e mezzo di permanenza a Paray-le-Monial, nel 1676 il padre de La Colombière fu destinato a Londra, come cappellano della giovane duchessa di York, Maria Beatrice d’Este, nota in Inghilterra come Mary of Modena, perché era figlia del duca di Modena Alfonso d’Este. Maria di Modena aveva sposato Giacomo Stuart, duca di York, che, alla morte del fratello Carlo II, nel 1685, avrebbe regnato con il nome di Giacomo II, fino alla Rivoluzione del 1688, che stroncò la possibilità di una restaurazione cattolica dell’Inghilterra. Giacomo si era segretamente convertito al cattolicesimo, mentre la moglie Maria subiva una dura opposizione a causa della sua fede cattolica.
Nella Londra ferocemente protestante, esisteva però un’enclave cattolica, che aveva il suo centro nella chiesa di St. James nella Spanish Place dove, dal 1676 al 1679 il padre de La Colombière, predicò, dedicandosi all’istruzione nella vera fede di cattolici o ex-cattolici inglesi. In questa Chiesa sarebbe stato battezzato, due secoli dopo, l’11 ottobre 1865, Rafael Merry del Val, futuro cardinale di Santa Romana Chiesa.
Improvvisamente, alla fine del 1678, il padre de La Colombière fu arrestato sotto l’accusa calunniosa di essere coinvolto in uno pseudo “complotto papale”. Fu imprigionato nel carcere di King’s Bench, dove restò durante tre settimane, sottoposto a gravi privazioni, ma in virtù della sua posizione a corte e della sua cittadinanza francese, sfuggì alla condanna a morte e fu espulso dall’Inghilterra. Tornò a Paray-le-Monial dove morì, a soli 41 anni, il 15 febbraio 1682. Da quel giorno, nella sua preghiera personale, alle litanie dei santi santa Margherita Maria aggiungeva: “San Claudio, prega per noi!”
Nel 1929, Claudio de La Colombière fu beatificato da papa Pio XI e nel 1992 canonizzato da Giovanni Paolo II. La casa editrice AdP ha ripubblicato nel 2023 il suo Diario spirituale, che merita di essere letto da chiunque voglia approfondire la devozione al Sacro Cuore, ma anche a chiunque voglia capire come vivere in spirito di completo abbandono alla Divina Provvidenza. Nel Diario, san Claudio traccia questo programma: “Vivere giorno per giorno. Sperare di morire nell’occupazione che svolgiamo”. Cercare, in una parola, la perfezione nel momento presente, non preoccupandoci del nostro domani e affidandoci ciecamente a Dio. “Mio Dio, – scrive – sono intimamente persuaso che non sarà mai troppa la fiducia che ho in Te e che, ciò che otterrò da Te, sarà sempre al di sopra di ciò che avrò sperato”.
Lo spirito di abbandono alla Provvidenza e la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, sono più che mai necessari per infondere vita e calore soprannaturale in un’epoca, come la nostra, in cui le anime sembrano così spesso raggelate e prive del fuoco dell’Amore divino.

