"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2024 Pagina 13 di 19

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Siamo tutti in questa battaglia così forte contro l’opera scatenata del maligno, ma sappiamo che Dio vincerà”

: Al caro Padre Livio! Coraggio!

Carissimo Padre Livio, sono Erika ho 33 anni sono sposata con Pietro da 12 anni e abbiamo 7 figli (ed una in cielo che ci precede).

Mia nonna che ormai è anziana e malata, ha vissuto con una radiolina sempre collegata a Radio Maria, la sigla della radio “Una luce irradia il mondo…” è il mio ricordo di infanzia.

Da bambina giocavo ad essere Roberta che rispondeva al telefono e leggeva le lettere inviate a Radio Maria. Oggi siamo in missione con la nostra famiglia a Sofia in Bulgaria.

 Dio ha lasciato che la mia adolescenza sia stata piena di peccati e io ho veramente rigettato la fede per poi, per grazia di Dio, riabbracciarla, anzi per grazia di Dio ho lasciato che il Signore mi rialzasse dall’inferno in cui mi ero cacciata.

Volevo dirle che è  fondamentale in questo tempo la vostra opera di evangelizzazione con la radio, il suo commento la mattina è  un appuntamento che cerco di non perdere, la sua visione cristiana della storia è  illuminante!

Siamo tutti in questa battaglia così forte contro l’opera scatenata del maligno, ma sappiamo che Dio vincerà, ha già vinto e noi siamo testimoni perché  ha salvato le nostre vite!

Coraggio prego sempre per lei e sono così grata al Signore per la lucidità e la forza che ancora le dona!


Cara Erika,

ringrazio il Signore per la toccante testimonianza che mi hai inviato, con la quale hai testimoniato la forza della grazia che salva e che ci libera dalla schiavitù del maligno.

La tua storia è quella di molti nostri ascoltatori che ascoltano l’appello alla conversione che Radio Maria ha ricevuto il mandato di diffondere “Siate annunciatori di conversione”.

Proprio per questo abbiamo fiducia che Cristo vincerà, e con Lui Maria, in questo tempo di “Satana sciolto dalle catene”, che vuole trasformare la terra nel suo regno di tenebra e di morte.

Ti sono infinitamente grato per l’incoraggiamento e la preghiera di cui ho bisogno per intraprendere ogni giorno la santa battaglia per testimoniare la luce e strappare le anime dall’inganno del male.

Possa la tua testimonianza incoraggiare tante persone ad avere fiducia in Dio misericordioso che trasforma le vite e le rende strumenti della sua misericordia.

Che la Vergine Maria tenga sotto il suo manto la tua bella famiglia e renda fruttuoso il vostro prezioso apostolato per il Regno di Dio.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla cura della nostra anima

Cari amici, l’uomo è composto di anima e corpo. Il corpo perisce, l’anima spirituale è immortale e redenta dal sangue di Cristo. È la sorte dell’anima che decide quella del corpo. In Cielo, dunque, avremo un’anima spirituale immortale ricolmata di luce e di gloria e un corpo corrispondente, come il corpo di Cristo e di Maria. Quindi, non disprezziamo il corpo, ma sottomettiamolo ai bisogni dell’anima.

Dare importanza al nostro corpo non è un male, è una forma di amore ordinato per se stessi. Raccomando soprattutto ai giovani di non rovinarsi la salute con “veleni” di ogni genere. Abbiate cura del vostro corpo, conservatelo in buona salute, dedicatevi allo sport, predicate tutto ciò che aiuta il corpo, lo spirito, la psiche anche attraverso il contatto con la natura, come ci invita a fare la Madonna: «Vi invito ad andare nella natura e a pregare perché l’Altissimo parli al vostro cuore e perché sentiate la forza dello Spirito Santo per testimoniare l’amore che Dio ha per ogni creatura» (Messaggio del 25 maggio 2023).

Se escludiamo la cura dell’anima, la cura del corpo diventa un’idolatria. È risaputo che chi ha una psiche e una vita spirituale che porta alla serenità, si riflette sul corpo che ne benefica. La cura dell’anima si riflette anche sul corpo.

Siamo soliti avere una grande sollecitudine nel curare le malattie, nel prevenirle e nell’attenzione che riguarda il nostro benessere fisico. L’essere umano, tuttavia, ha tre strati: fisico, psicologico e spirituale, ma ne esiste anche un quarto che sfugge ad ogni analisi, ovvero l’anima che è quella punta dell’anima che il Padre si è riservata per sé per parlare al cuore dell’uomo.

Con la stessa sollecitudine con cui curiamo il corpo, dobbiamo curare l’anima. Per il corpo c’è il medico, per l’anima c’è il Padre spirituale, il sacerdote, persone consolidate nella fede che ci possono aiutare.

La cura dell’anima a livello valoriale deve essere al primo posto. Il corpo perisce, l’anima immortale decide il nostro destino eterno. Che le nostre anime vadano in Paradiso è la preoccupazione primaria nella nostra vita. Quanto questa preoccupazione sia evaporata, lo dimostra il fatto che si è persa la cura spirituale e il ricorso al sacerdote quando i nostri cari sono molto anziani o sono malati. Morire senza pregare non è una grazia, anche se fisicamente non si soffre. Non dobbiamo avere cura dell’anima solo nei momenti finali, deve essere una preoccupazione quotidiana. Dio ha a cuore la nostra anima, prima di tutto.

Per quanto riguarda il nostro corpo dobbiamo metterlo al servizio della nostra anima. Dobbiamo fare il possibile pero mortificare le passioni, le tendenze cattive e tutte quelle pulsioni che vengono da un corpo in cui ci sono i veleni del male. Nel nostro corpo ci sono anche i vizi capitali come la lussuria, la gola, l’ira che riguarda la parte fisica e psichica del corpo. Gli stessi vizi capitali hanno più fondamento nel corpo che nell’anima; ci sono poi anche quelli che, come la superbia e l’invidia, sono radicati a livello psicologico e spirituale. La lussuria, ad esempio, può portare la persona in un mare di guai spirituali infiniti.

Così come curiamo il corpo con il cibo, allo stesso modo dobbiamo entrare nella psicologia e gestione di noi stessi e capire che anche l’anima durante il giorno ha bisogno di essere nutrita. Ecco perché la Chiesa ci insegna le preghiere del mattino e della sera, ci invita a raccoglierci in preghiera a mezzogiorno con l’Angelus e ci suggerisce di arricchire la nostra giornata con piccole preghiere spontanee con cui nutriamo l’anima, la fortifichiamo, la consolidiamo.

Questo nutrimento quotidiano trova il suo culmine nella Liturgia domenicale quando possiamo nutrirci del Corpo glorioso di Cristo. Attraverso la Santa Comunione, che è un farmaco dell’immortalità, possiamo guarire e salvarci dalla morte eterna. L’antropologia cristiana è saggia perché ha cura dell’uomo integrale in tutti i suoi aspetti, è infinitamente più costruttiva ed elevata rispetto all’antropologia moderna che fa consistere il benessere unicamente a uno stato di benessere corporale. Capiamo, allora, che bisogna andare ben oltre l’effimero a buon mercato. La preghiera è il primo nutrimento quotidiano per la nostra anima.

Come il corpo ha bisogno dei controlli, allo stesso modo la nostra anima ha bisogno dell’esame di coscienza quotidiano prima di dormire, con il perdono dei peccati richiesto a Dio. L’esame di coscienza quotidiano ci purifica, ci ringiovanisce e ci abbellisce.

C’è un ulteriore modo per avere cura della nostra anima: la Confessione, che ci libera dalle lordure dell’anima, ci purifica. Attraverso la Comunione, poi, fortifichiamo l’anima.

La preghiera e i Sacramenti sono fondamentali. Molto importanti sono anche le letture. Dobbiamo avere cura nella scelta delle letture, affinché siano spiritualmente edificanti e non ci deviino dalla strada della verità. Ci sono autori che propongono una visione della vita che non è quella della fede e quindi possono deviarci. Oggi internet è una fanghiglia maleodorante ed è facile incappare in letture o immagini che certamente possono inquinare l’anima. Mortifichiamo, allora, la curiosità. Leggiamo testi edificanti. Apriamo la Bibbia, leggiamo autori sacri.

È importante sapere quale può essere l’influsso degli altri su di noi. Stiamo attenti e fermiamoci prima che una lettura possa impegolarci in ragionamenti lontani dalla verità cristiana. Non lasciamoci condizionare, non facciamoci influenzare. Attrezziamoci e facciamo forza sulla nostra capacità di discernimento, non cediamo alla curiosità.

Questo non vale solamente per la vista intellettuale, cioè per la lettura, ma riguarda anche lo spettacolo. L’essere umano porta dentro di sé i semi del male, la provocazione è uno strumento per fare audience; dobbiamo, allora, stare attenti e ricordare quel principio secondo il quale gli occhi sono la finestra dell’anima.

La cura della propria anima è come la cura del giardino. Strappiamo le erbe infestanti man mano che crescono, bagnamo i fiori e concimiamoli, proteggiamoli dalle intemperie, teniamo lontano gli insetti nocivi che possono danneggiarli.

Finché non metteremo questa cura attenta, responsabile, nella cura della nostra anima col passare del tempo la nostra anima verrà sepolta dal concime fino a non percepire più il profumo delle virtù e purtroppo nemmeno l’odore male. Ne deriva che poi la conversione diventa più difficile, più si cade in basso, più si viene risucchiati dal fango della palude maleodorante del male e più è difficile riemergere.

Se ci rendiamo conto di essere in questa situazione, facciamo un esame di coscienza e accostiamoci al Sacramento della confessione. Chi, invece, è più avanti nel cammino spirituale, metta ordine nella propria giornata con la meticolosa cura dell’anima che deve estendersi in tutto il giorno, dalla mattina alla sera. Questa cura sia preventiva perché tiene lontano il male, ma anche fortificativa perché accresce le virtù.

Questo è il cammino di santità di tante persone, di tutte le età. È una fatica, ma è anche una gioia. È un programma di vita, è la via del Paradiso.

Coraggio! Vi esorto ad avere per l’anima una cura quotidiana.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

Mariatona Maggio 2024

Cari amici, la Mariatona dura per tutto il mese di maggio ma in questi giorni abbiamo concentrato delle trasmissioni speciali di approfondimento che sono sempre molto interessanti. Ringrazio di cuore chi sostiene questa meravigliosa opera di evangelizzazione, sia concretamente che spiritualmente. Sono fiducioso perché il lavoro ben fatto ha sempre una corrispondenza; molti ascoltatori riconoscono l’impegno di tutti nel portare avanti la Radio della Regina della pace e ci sostengono con molto entusiasmo e spirito missionario. Ringrazio di tutto cuore per tutti gli aiuti che stanno arrivando, ogni goccia fa il mare.

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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CONOSCI RADIO MARIA – LE TESTIMONIANZE DEGLI ASCOLTATORI

Le testimonianze degli ascoltatori nelle trasmissioni di Radio Maria

Radio Maria ha sempre dato importanza agli ascoltatori, non soltanto come uditori o sostenitori, ma come testimoni della fede proprio attraverso i nostri microfoni. Abbiamo promosso la partecipazione degli ascoltatori alle varie trasmissioni impostandole nella quasi totalità in due parti: la prima parte è l’esposizione curata dal conduttore; la seconda è l’intervento degli ascoltatori attraverso le telefonate.

Le telefonate vengono selezionate in base al contenuto e secondo il tema trattato nella trasmissione, in coerenza con quanto esposto dal conduttore. Non mancano, purtroppo, telefonate di disturbatori che vogliono innescare polemiche, insultare e talvolta addirittura bestemmiare. È necessaria quindi una selezione. Una volta che l’addetto al mixer ha appurato che l’intervento dell’ascoltatore è pertinente, viene messo in diretta e il conduttore risponde. Questa è una novità introdotta da Radio Maria. Nessuna Radio lo faceva prima.

Radio Maria manda in onda le telefonate in diretta, da sempre. Questo fa sì che gli ascoltatori diventino protagonisti anche dei programmi, perché con il loro contributo c’è la possibilità di approfondire taluni temi trattati, di aprire il dialogo con il conduttore e di dare una testimonianza.

Personalmente sono convinto che la condivisione delle testimonianze sincere, autentiche, spontanee di conversione che vengono date in diretta dagli ascoltatori faccia molto di più rispetto all’esposizione stessa del conduttore. Innumerevoli anime sono toccate dalle testimonianze dirette fatte dagli ascoltatori.

Esorto sempre tutti i direttori del mondo a non privarsi di questo tesoro che è la testimonianza della vita spirituale che fanno gli ascoltatori, la loro lotta spirituale, le loro sconfitte e le loro vittorie, perché hanno un valore esistenziale che tocca il cuore di chi ascolta e poi è anche trainante, motivante.

È una novità e allo stesso tempo una peculiarità di Radio Maria. Fin dall’inizio è così: le trasmissioni sono sempre state strutturate in questo modo, ovvero divise in esposizione e telefonate in diretta.

Si capisce allora l’importanza delle testimonianza condivise in diretta nel corso di una trasmissione. Una testimonianza autentica, vera, vissuta, arricchisce la Radio in un modo straordinario. Questa è una delle caratteristiche di Radio Maria che la rende unica e inimitabile.

Vostro Padre Livio

Papa Francesco legge la Bolla di indizione del Giubileo 2025

di Gian Guido Vecchi – Corriere ella sera – 10 Maggio 2024

Nel giorno dell’Ascensione, Francesco indica ufficialmente l’inizio e la fine del Giubileo 2025:  la Porta Santa  di San Pietro si aprirà 24 dicembre di quest’anno e sarà chiusa il 6 gennaio 2026. L’attenzione all’attualità

Città del Vaticano – «Ora è giunto il tempo di un nuovo Giubileonel quale spalancare ancora la Porta Santa per offrire l’esperienza viva dell’amore di Dio, che suscita nel cuore la speranza certa della salvezza in Cristo». Il tono è solenne, come si conviene ad una Bolla di indizione firmata dal Papa e letta in San Pietro il giorno dell’Ascensione. Ma il testo nel quale Francesco indica ufficialmente l’inizio e la fine del Giubileo 2025 – la Porta Santa della basilica di San Pietro si aprirà 24 dicembre di quest’anno e sarà chiusa il 6 gennaio 2026 – ripercorre i problemi del presente, come un invito a rintracciare «segni di speranza» nel tempo presente, nonostante tutto. La pace in un mondo «ancora una volta immerso nella tragedia della guerra», l’entusiasmo per la vita e la necessità di una «alleanza sociale» che sia «inclusiva e non ideologica» contro la «perdita del desiderio di trasmettere la vita» e il relativo «calo della natalità»

«Aprire la Porta Santa in carcere»

E ancora l’attenzione alle situazioni di disagio, dai giovani agli anziani, dai malati ai migranti, a cominciare dai detenuti: «Per offrire un segno concreto di vicinanza, io stesso desidero aprire una Porta Santa in un carcere», annuncia. Il Papa richiama il Levitico e le radici bibliche del Giubileo, «dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti», e come tradizione chiede ai governi del mondo «forme di amnistia o di condono della pena», percorsi di «reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi» e «condizioni dignitose per chi è recluso, rispetto dei diritti umani e soprattutto l’abolizione della pena di morte, provvedimento contrario alla fede cristiana e che annienta ogni speranza di perdono e di rinnovamento».

La storia dei Giubilei 

L’ultima volta, alle 17,13 del 29 novembre 2015, il Papa aprì battenti della Porta Santa e diede inizio al Giubileo della Misericordia a Bangui, nella capitale della Repubblica centrafricana in guerra civile, non era mai accaduto fuori Roma. Il precedente Giubileo «ordinario» fu quello di Giovanni Paolo II nel 2000. Certo le cose sono cambiate, dall’inizio. Il primo Giubileo fu indetto il 22 febbraio 1300 da Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani. Dante Alighieri lo detestava, con ottime ragioni, e ne annunciò l’arrivo all’Inferno tra i simoniaci della terza bolgia, canto XIX, con Niccolò III infilato a testa in giù in una buca che crede stia arrivando il successore e si stupisce, «Se’ tu già costì ritto, / se’ tu già costì ritto, Bonifazio?»; nel Paradiso, canto XXVII, fa dire a San Pietro che quell’occupante abusivo del trono papale ha ridotto il Vaticano, dov’è sepolto il Pescatore di Galilea, a una fogna sanguinosa e puzzolente: «Quelli ch’usurpa in terra il luogo mio, / il luogo mio, il luogo mio, che vaca / ne la presenza del Figliuol di Dio, / fatt’ha del cimitero mio cloaca / del sangue e de la puzza…». Eppure, nonostante tutto, pare che anche Dante abbia voluto partecipare: quando nel XVIII dell’Inferno descrive la congestione di Malebolge, la paragona alla marea di pellegrini che attraversava in due flussi opposti ponte Sant’Angelo «l’anno del giubileo», una descrizione così vivida da far pensare a un testimone oculare. Anche stavolta, del resto, si attendono folle: la previsione è che a Roma arrivino oltre trenta milioni di pellegrini.

Guerra e pace

Il primo pensiero di Francesco è la pace nel mondo «che ancora una volta si trova immerso nella tragedia della guerra», scrive: «Immemore dei drammi del passato, l’umanità è sottoposta a una nuova e difficile prova che vede tante popolazioni oppresse dalla brutalità della violenza. Cosa manca ancora a questi popoli che già non abbiano subito? Com’è possibile che il loro grido disperato di aiuto non spinga i responsabili delle Nazioni a voler porre fine ai troppi conflitti regionali, consapevoli delle conseguenze che ne possono derivare a livello mondiale? È troppo sognare che le armi tacciano e smettano di portare distruzione e morte?». L’esigenza della pace «interpella tutti e impone di perseguire progetti concreti», prosegue: «Non venga a mancare l’impegno della diplomazia per costruire con coraggio e creatività spazi di trattativa finalizzati a una pace duratura».

Natalità 

Il motto del Giubileo 2025 è «Pellegrini di speranza». E «guardare al futuro con speranza equivale anche ad avere una visione della vita carica di entusiasmo da trasmettere», scrive il pontefice. «Purtroppo, dobbiamo constatare con tristezza che in tante situazioni tale prospettiva viene a mancare. La prima conseguenza è la perdita del desiderio di trasmettere la vita». E così, «a causa dei ritmi di vita frenetici, dei timori riguardo al futuro, della mancanza di garanzie lavorative e tutele sociali adeguate, di modelli sociali in cui a dettare l’agenda è la ricerca del profitto anziché la cura delle relazioni, si assiste in vari Paesi a un preoccupante calo della natalità». Ma «l’apertura alla vita con una maternità e paternità responsabile è il progetto che il Creatore ha inscritto nel cuore e nel corpo degli uomini e delle donne, una missione che il Signore affida agli sposi e al loro amore». Per Francesco, quindi, «è urgente che, oltre all’impegno legislativo degli Stati, non venga a mancare il sostegno convinto delle comunità credenti e dell’intera comunità civile in tutte le sue componenti, perché il desiderio dei giovani di generare nuovi figli e figlie, come frutto della fecondità del loro amore, dà futuro ad ogni società ed è questione di speranza: dipende dalla speranza e genera speranza». Venerdì mattina Francesco parteciperà agli Stati generali della natalità  e già nella bolla avverte che non bisogna farne una questione ideologica: «La comunità cristiana non può essere seconda a nessuno nel sostenere la necessità di un’alleanza sociale per la speranza, che sia inclusiva e non ideologica, e lavori per un avvenire segnato dal sorriso di tanti bambini e bambine che vengano a riempire le ormai troppe culle vuote in molte parti del mondo». Del resto «tutti, in realtà, hanno bisogno di recuperare la gioia di vivere», l’essere umano non può accontentarsi «di sopravvivere o vivacchiare, di adeguarsi al presente lasciandosi soddisfare da realtà soltanto materiali», perché «ciò rinchiude nell’individualismo e corrode la speranza, generando una tristezza che si annida nel cuore, rendendo acidi e insofferenti».

Condonare i debiti

Nella bolla di Francesco, oltre all’appello in favore di detenuti, c’è un altro appello ripetuto, perché sempre inascoltato, in vista dell’anno Giubilare: «Un invito accorato desidero è destinato alle nazioni più benestanti, perché riconoscano la gravità di tante decisioni prese e stabiliscano di condonare i debiti di Paesi che mai potrebbero ripagarli». È una questione di giustizia, spiega Francesco, prima che di magnanimità «C’è un vero debito ecologico, soprattutto tra il Nord e il Sud, connesso a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ecologico, come pure all’uso sproporzionato delle risorse naturali compiuto storicamente da alcuni Paesi». Del resto la Bibbia insegna che la terra appartiene a Dio e noi tutti vi abitiamo come «forestieri e ospiti», fa notare Bergoglio. Il Giubileo ricorda che «i beni della Terra non sono destinati a pochi privilegiati, ma a tutti». Per questo «è necessario che quanti possiedono ricchezze si facciano generosi, riconoscendo il volto dei fratelli nel bisogno», scrive: «Penso in particolare a coloro che mancano di acqua e di cibo: la fame è una piaga scandalosa nel corpo della nostra umanità e invita tutti a un sussulto di coscienza». Il Papa rinnova il suo appello «affinché con il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari costituiamo un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e per lo sviluppo dei Paesi più poveri».

Le date

«Stabilisco che la Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano sia aperta il 24 dicembre del presente anno 2024, dando così inizio al Giubileo Ordinario. La domenica successiva, 29 dicembre 2024, aprirò la Porta Santa della mia cattedrale di San Giovanni in Laterano, che il 9 novembre di quest’anno celebrerà i 1700 anni della dedicazione», si legge nella Bolla di Francesco. «A seguire, il primo gennaio 2025, Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, verrà aperta la Porta Santa della Basilica papale di Santa Maria Maggiore. Infine, domenica 5 gennaio sarà aperta la Porta Santa della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura. Queste ultime tre Porte Sante saranno chiuse entro domenica 28 dicembre dello stesso anno». Inoltre, «stabilisco che domenica 29 dicembre 2024, in tutte le cattedrali e concattedrali, i vescovi diocesani celebrino la santa Eucaristia come solenne apertura dell’Anno giubilare, secondo il rituale che verrà predisposto per l’occasione». Il Giubileo ordinario «terminerà con la chiusura della Porta Santa della Basilica papale di San Pietro in Vaticano il 6 gennaio 2026, Epifania del Signore».

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Questa vostra radio cerca sempre di esprimersi nel massimo della verità

Ciao caro Padre Livio è da tanti anni ti ascolto con molto piacere te e Radio Maria. Io ho sempre ringraziato Gesù e la Madonna per questa radio.

Ho 76 anni, mi chiamo Silvano, ho avuto la grazia dai miei genitori e dalle persone che ho conosciuto come Don Eugenio Bernardi e fratello Ettore Boschini,  delle Sante persone che hanno trasmesso l’amore e la Fede in Gesù e nella Madonna.

Questa vostra radio cerca sempre di esprimersi nel massimo della verità. Io vorrei esprimere il mio pensiero, c’è una parola che mi sta a cuore e si chiama discernimento.

Io ho visto che se si esce dagli insegnamenti della parola di Gesù non ci sarà salvezza.  Lui è veramente il Figlio di Dio ,non c’è mai stata Persona perfetta prima e dopo di lui.  Gesù è la Via, la Verità e la Vita.

La croce che lui ha portato è per darci l’esempio,  la croce per tutti i giorni che abbiamo e dobbiamo portare con gioia. Gesù è il nostro cireneo.

 Io sono nonno di 5 nipoti e spero di poter lasciare un esempio di Fede.  Padre Livio e tutte le persone. sacerdoti e laici, che lavorano per radio Maria Vi mando un grande abbraccio prego anche per il Santo Padre il Papa e la Chiesa e tutti i Sacerdoti che si trovano in difficoltà e anche per tutti i cristiani.

Nonno Silvano


Caro Nonno Silvano,

grazie per l tua commuovente testimonianza. Sei davvero una bella anima. Andrai molto in alto in Paradiso. Continua a pregare per tutti noi.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE VIDEO🔴INCONTRI CON VICKA – PELLEGRINI A COLLOQUIO CON VICKA – DICEMBRE 1988

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla preghiera che è l’arma della vittoria

Cari amici, vorrei soffermarmi su un’affermazione di Don Dolindo Ruotolo, il quale disse che nei tempi nei quali siamo arrivati i problemi del mondo sono umanamente insolubili. Non c’è altra soluzione che la preghiera incessante. È quello che sta facendo la Madonna in questi quarantadue anni di apparizioni.

Nella visione teologica della Storia, abbiamo in campo l’Onnipotenza e Provvidenza di Dio, che ha creato il mondo e governa la Storia umana portandola al proprio fine che è la sua Gloria. Questa è la ragione del nostro ottimismo nel guardare anche i momenti più difficili, perché la potenza è di Dio. La Madonna ha detto molte volte che quella di satana, invece, è una falsa forza. È una forza che illude e si presenta in modo appariscente, ma che alla fine collassa.

Da una parte abbiamo l’Onnipotenza divina e dall’altra abbiamo la seduzione satanica. La forza del diavolo opera nella Storia fin dall’inizio, quando uscì vittorioso dal Paradiso terrestre. Da allora ha sempre dominato sul mondo, anche se non era un dominio totale, perché Dio ha sempre e comunque una Sua signoria e il potere del demonio è limitato.

Ci sono questi due schieramenti sottolineati nell’Apocalisse: la Donna – la Vergine Maria insieme alla Chiesa terrena e celeste – a cui si contrappone un “enorme drago rosso”, che sta a indicare “il mistero di iniquità” che opera nella storia umana, in particolare nel nostro tempo nel quale l’impostura anti-cristica dilaga.

I figli di Eva hanno spesso percorso la via dell’allontanamento di Dio nel corso della Storia della Salvezza . Anche Israele – popolo scelto da Dio – ha dovuto vedere molti profeti per tornare sulla retta via. Sembra quasi che ci sia nell’uomo una difficoltà nel sottomettersi a Dio, a essere umile, servo e figlio. C’è un fondo di ribellione, un “io” che spinge a prevalere.

In mezzo a queste due forze – l’Onnipotenza divina e la falsa forza di satana – c’è la libertà umana. Chi prevale all’interno della Storia degli uomini, dipende molto da noi. Per questo motivo la Madonna ci chiede più volte di pregare con Lei, perché satana non prevalga. Se adesso il demonio è più forte che mai, vuol dire che abbiamo perso la fede. Perdendo la fede e allontanandoci da Dio e, anche non seguendo coscientemente satana, si è legati a lui. La negazione di Dio ci ha messi sotto la sua influenza.

Il demonio cerca in tutti i modi di sedurci e di portarci alla perversione di noi stessi, a essere immagine del maligno. Questa è la fase della Storia in cui sembra prevalere satana. Non dimentichiamo che la vittoria del bene è già stata sigillata dall’Incarnazione del Verbo, della sua Passione, morte e Resurrezione. La salvezza non può essere mai più messa in discussione. Satana vuole prevalere, ma Dio non lo permetterà! Tuttavia porterà con sé molte anime, quelle che non hanno voluto convertirsi

Siamo in una situazione in cui satana è in vantaggio tant’è vero che la Madonna ha detto: «Il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020); «L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). Siamo in un momento in cui l’inferno comincia ad accarezzare la possibilità di una vittoria perché satana, accecato, è convinto di avere tutto in mano. Diversamente la Madonna – il 25 marzo 2020 – non avrebbe detto: «satana regna».

Il Figlio di Dio ha inviato Maria per salvare l’umanità da questa catastrofe spirituale e materiale. In questa situazione l’arma della vittoria è la preghiera. Sempre più spesso la Madonna ci chiede di pregare con Lei. Preghiamo con Maria e la preghiera per eccellenza di Maria, ovvero il Santo Rosario ogni giorno senza mai stancarci, con fervore, per le sue intenzioni.

Non periamo tempo dietro le cose che passano, facendoci catturare dalle fatuità che il mondo ci propone attraverso i suoi mass-media. Quello che si dice sono cose che si dimenticano, non rimangono impresse, è l’effimero che divora se stesso. Questo anche vale per tutto il tempo che dedichiamo alle chiacchere, ai divertimenti non sani.

Collocati nel cuore del mistero che è Dio, che è il Suo amore che cerca i cuori da conquistare, dobbiamo metterci nella situazione di essere portatori di luce, della pace, dell’amore. Se si è buoni, giusti, caritatevoli, nella verità, retti, allora si evangelizza. È a questo che vuole portarci la Madonna. La forza del male cresce non solo perché alcuni la sostengono, ma anche perché non c’è una controparte abbastanza forte. Manca la forza della preghiera. Maria ha sempre di più bisogno di anime che preghino, invochino la Misericordia, il perdono, la conversione, la pace. La Regina della pace l’ha spiegato e dimostrato più volte dicendo: «Voi parlate, ma non vivete: è per quello, figlioli, che questa guerra dura così a lungo» (25 ottobre 1993). Il mondo è sull’orlo dell’autodistruzione, dobbiamo impedirlo con la preghiera.

Vi esorto alla preghiera, al Rosario quotidiano, ma anche la Santa Messa quotidiana. Bisogna entrare in una situazione psicologica di militanza. C’è la chiamata alle armi della Madonna che dice: «Sono con voi per dirvi che vi amo e vi esorto alla preghiera perché satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte» (25 aprile 2023).

Mariatona Maggio 2024

Cari amici, dobbiamo cogliere le caratteristiche principali della Mariatona e di Radio che riassumo in tre parole. Prima di tutto, la preghiera che è ciò che la Madonna ci chiede e che – come dicono le anime particolari vicine a Dio – nei tempi che viviamo è essenziale. Con tutti i movimenti nel mondo di satana la preghiera è l’unica che ottiene risultati. Per questo è così importante, con essa Radio Maria anima la giornata.

La seconda parola è la fede. Radio Maria è fedelissima al Magistero della Chiesa, al Santo Padre. Con questa capillare presenza nel mondo, non abbiamo mai un problema per quanto riguarda la fedeltà al Magistero della Chiesa cattolica. Questa è una grande grazia della Madonna.

La terza parola è evangelizzazione. È molto importante per preparare il futuro del mondo. Bisogna portare il Vangelo a quei popoli che non ce l’hanno, che non lo conoscono, che non l’accolgono. Dobbiamo sostenere l’opera di evangelizzazione di Radio Maria.

Ringrazio coloro che hanno già sostenuto e sostengono Radio Maria in questo cammino. La voce della Regina della pace è più che mai necessaria nel mondo.

Aiutiamo la Madonna ad aiutarci.

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