"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2024 Pagina 12 di 19

🔴LIVE VIDEO🔴Da Fatima a Medjugorje: il piano ignorato di Maria per salvare il mondo

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Le disposizioni ufficiali della Chiesa riguardo le apparizioni di Medjugorje

Buongiorno padre Livio e grazie infinite per tutto quello che (grazie a Maria) fate per tutti noi e per il mondo.

Volevo chiederle, se, in qualche modo, è possibile che possiate dare ripetute informazioni, sul fatto che la Chiesa non si è pronunciata su Medjugorje.

Sento spesso discorsi, colloqui, frasi, chiacchiere… C è gente che capisco, anela a credere ai messaggi e a tutto il resto, ma è bloccata dal comportamento della Chiesa. 

Io so che la Chiesa non si pronuncia in merito a Medjugorje, finché continua il fenomeno. Ma se lei ci potesse dare chiarimenti e ripetuti chiarimenti e informazioni, penso che servirebbe a sbloccare la Fede di tante persone che desiderano Sperare.

Grazie! Mery


Cara Mery,

L’Autorità competente della Chiesa fino ad oggi non ha riconosciuto ufficialmente le apparizioni di Medjugorje, ma non le ha neppure negate.

Studi, inchieste, pareri pro o contro al riguardo, per quanto rispettabili, non sono vincolanti .

Infatti l’Autorità della Chiesa ha semplicemente lasciato che i fedeli credessero o meno e ha dato disposizioni disciplinari molto generose, permettendo i pellegrinaggi anche da parte di organizzazioni ecclesiali.

A Medjugorje hanno comunque creduto o credono, sia pure a titolo personale, diversi personalità ecclesiastiche: Papi, Cardinali, Vescovi e decine di migliaia di Sacerdoti. Possiamo anche aggiungere persone già elevate all’onore degli altari, Martiri e Confessori della fede, oltre a personalità laiche di alto prestigio di ogni parte della terra.

Sarebbe interessante se qualcuno potesse fare una raccolta che risulterebbe imponente.

La Madonna fin  dall’inizio ha promesso che avrebbe lasciato un segno sul Podbrbo (terzo segreto), per testimoniare la veridicità delle sue apparizioni , ma ha aggiunto parole allarmanti:

“Anche quando lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. E’ ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza!” (19 – 07 1981)

Non sappiamo nulla dei segreti dal quarto al decimo, se non il fatto che riguardano la Chiesa e il mondo e che verranno rivelati tre giorni prima.

Si tratterebbe di eventi già preannunciati nelle seconda e nella terza parte del segreto di Fatima, che le supreme Autorità  della Chiesa conoscono fin dal 1960, secondo quanto disposto dalla Madonna attraverso Suor Lucia.

Mi fermo qui nella consapevolezza che il futuro è nelle mani di Dio.

Ave Maria

Padre Livio

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La tentazione di guardarsi indietro

Carissimo padre Livio.

Ho appena ascoltato la lettera di Veronica e la sua risposta.

Sono rimasto folgorato da quel suo accenno alla tentazione di guardarsi indietro.

Ho visto me stesso e la tentazione di prendermi oggi ciò che la vita pare avermi negato nei miei 60 anni, quasi con l’arrogante certezza di averne diritto.

Ho improvvisamente capito che forse non solo io sono soggetto a questa tentazione e per questo ho voluto scrivere queste righe.

Forse, guardandoci indietro e cadendo nella tentazione, tutti avremmo qualcosa da “rivendicare” rispetto al nostro passato.

Forse proprio permettendo questa tentazione, nostro Signore ci aiuta a pregare di più e ad abbracciarLo sulla croce. Attraverso la Sua morte in croce, ha dimostrato che la Via della Salvezza NON è certo quella della rivendicazione e dell’autocompensazione: si è lasciato uccidere ingiustamente dopo aver amato e fatto del bene a tutti quelli che aveva incontrato e, risorto, non si è certo vendicato fulminandoci tutti.

Che cosa abbiamo da “rivendicare” visto che tutto – ma proprio tutto – ci viene costantemente donato?

Siamo teneramente ridicoli.

Che la Regina della Pace, per questa Pentecoste che si avvicina, metta il nostro cuore a “bagno Maria” nello Spirito Santo: ciò che non abbiamo avuto e che ci sembra esserci stato rubato è certamente un’occasione per una felicità molto più grande.

Guido (Torino)

Il regno eterno dello zar vittorioso

di Stefano Caprio- Asia News 11 Maggio 2024

In passato Putin aveva dichiarato più volte di non avere intenzione di rimanere al potere a vita, ma questo tema è stato ormai da tempo accantonato. E in occasione dell’inaugurazione dell’ennesimo mandato presidenziale il patriarca Kirill ha invocato su di lui “la benedizione di Dio fino alla fine della vostra esistenza e fino alla fine dei tempi, come usiamo dire”.

Il patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev) ha rivolto un saluto al presidente Vladimir Putin, in occasione dell’inaugurazione-incoronazione dell’ennesimo mandato presidenziale e dell’anniversario della Vittoria su ogni nemico, augurandogli di rimanere al potere do skončanija veka, un’espressione presa dalla liturgia analoga a quella latina in saecula saeculorum. Forse il patriarca intendeva semplicemente indicare un “mandato a vita” per lo zar-presidente, che mai come quest’anno ha esaltato la solennità dell’autocrazia con i tappeti e le fanfare del Cremlino, ma l’eccesso di zelo è stato talmente evidente che la sala stampa del patriarcato ha tagliato la frase dal comunicato che riportava il testo del patriarca.

La benedizione imperitura è risuonata la sera del 7 maggio al Cremlino nella cattedrale dell’Annunciazione, la cappella privata degli zar davanti al cui altare si stagliano le splendide serie di sacre immagini dei più grandi iconografi della storia russa, Teofane il Greco e Andrej Rublev, dove il presidente ha presenziato al Moleben, la litania augurale del patriarca. La preghiera di Kirill ha invocato l’intera schiera celeste e “la benedizione di Dio, la protezione della Regina del cielo siano con voi fino alla fine della vostra esistenza e fino alla fine dei tempi, come usiamo dire, e ho l’ardire di aggiungere che, a Dio piacendo, la fine del secolo significhi anche la fine della vostra permanenza al potere, poiché voi avete tutto quanto serve per compiere a lungo e con successo il vostro servizio alla Patria”. Nel testo diffuso dalla sala stampa la frase è stata ridotta alla “fine della esistenza” del presidente, e anche dal video del Moleben su YouTube è stata tolta la profezia escatologico-presidenziale.

In ogni caso Kirill si è rivolto al presidente con il titolo di vaše prevoskhoditelstvo, “vostra eminenza”, come era consuetudine riguardo ai membri della famiglia regale, aggiungendo che “per la grande misericordia di Dio il nostro tempo è stato gratificato dal fatto che a capo dello Stato russo c’è una persona di fede ortodossa, che non si vergogna della propria fede”. Secondo il patriarca, molti russi vedono in Putin “una persona molto buona, intelligente e di cuore”, anche se lo ha esortato a “non essere soltanto buono, ma anche severo, poiché il capo dello Stato deve prendere a volte decisioni fatidiche e groznye”, che si può tradurre con “clamorose” o meglio con “minacciose”, ribadendo l’analogia tra Putin e Ivan Groznyj, il “terribile” o appunto il “minaccioso”. Aggiungendo che “se non si assumono queste scelte drammatiche, le conseguenze potrebbero essere estremamente pericolose per il popolo e per lo Stato, e spesso si tratta di decisioni che comportano anche delle vittime”. Oltre all’accenno al primo zar cinquecentesco, il discorso patriarcale ha richiamato le gesta eroiche del principe Aleksandr Nevskij, che “non ebbe paura dei nemici ed è stato glorificato come santo”, senza peraltro aggiungere riferimenti diretti alla guerra in Ucraina.

A questo punto, secondo le nuove regole costituzionali approvate in modalità decisamente “poco ortodossa” nel 2020, Putin potrà guidare la Russia fino al 2036, quando compirà 84 anni, in caso di ulteriore rielezione nel 2030. La maggioranza dei sovrani della storia russa, principi, zar o segretari di partito, sono rimasti in sella fino alla fine della loro esistenza, ad esclusione dell’ultimo imperatore-martire Nicola II e del segretario Nikita Khruščev, spodestato da Brežnev e compagni per restaurare l’ordine staliniano. Dopo la fine dell’Urss si sono succeduti gli infelici governi di Mikhail Gorbačev (1985-1991) e di Boris Eltsin (1992-1999), per non parlare della presidenza “transitoria” di Dmitrij Medvedev tra il 2008 e il 2012, dove di fatto Putin governava come primo ministro, anche in questo imitando lo zar Ivan il Terribile che “designava” altri personaggi quando si ritirava nei possedimenti intorno a Mosca. In passato Putin aveva dichiarato più volte di non avere intenzione di rimanere al potere a vita, ma questo tema è stato ormai da tempo accantonato.

L’assunzione alla dimensione eterna ha spinto invece il presidente russo a sentirsi totalmente padrone della storia, tanto che il primo ukaz firmato dopo l’incoronazione è stato proprio “Sulla giusta determinazione e trasmissione della storia”, riducendo ogni espressione della scienza storica a pura propaganda. In tutte le scuole del Paese, a cominciare dagli asili, anzi dalle favole dei genitori per addormentare i neonati, si dovranno inculcare le immagini dei santi principi e degli zar ortodossi, senza trascurare “l’eroismo sovietico” così spesso oltraggiato dai barbari occidentali, che non vogliono riconoscere a Stalin e al maresciallo Žukov l’intero merito di aver liberato il mondo dal nazismo di Hitler. Questa è infatti la grande motivazione della Festa della Vittoria del 9 maggio, ricordando le armate che entrarono a Berlino il giorno dopo la firma dell’armistizio tra i tedeschi e gli alleati, senza aspettare il trionfo dei russi; per questo nel resto d’Europa si ricorda l’8 maggio, tranne la “liberazione” italiana del 25 aprile.

Nel resto d’Europa e del mondo questa non è certo l’occasione per le parate militari sulle piazze, piuttosto quella di accendere un cero alla memoria dei milioni di caduti, come quest’anno hanno fatto perfino i “fedelissimi” sudditi dell’Asia centrale, i cui presidenti hanno fatto da contorno a Putin con i suoi generali nella contemplazione dei carri armati, mentre nelle loro capitali le grottesche parate erano state annullate. Molto inquietanti sul palco che nascondeva il mausoleo di Lenin, al fianco o alle spalle degli asiatici, erano i volti di alcuni tra i più mostruosi protagonisti degli assalti in Ucraina, come il generale Vladislav Volodin che affiancava Putin insieme al giovane presidente-figlio del Turkmenistan, Serdar Berdymukhamedov, “ospite d’onore” alla sua prima volta sulla piazza Rossa. Volodin era il comandante che ha assaltato Mariupol a marzo 2022, conquistando il record del massimo numero di vittime civili, e dietro a lui si mostrava trionfante il comandante ceceno Ramil Ibdatullin, che incitava i suoi soldati a marcare la vittoria stuprando le donne, dando il buon esempio violentando personalmente una ragazza incinta, che ha quindi perso il bambino.

Il giorno dopo la sfilata degli orrori, il capo supremo ha compiuto invece un gesto che dimostra la “superiorità democratica” della Russia rispetto al mondo intero: ha proposto alla Duma la candidatura del primo ministro, che è poi lo stesso Mikhail Mišustin già in carica da gennaio del 2020, l’anno della nuova costituzione escatologica che ha affidato ai deputati l’approvazione del governo. Prima era direttamente la presidenza a decidere, oggi il sovrano si rivolge ai “rappresentanti del popolo”, perché così appunto funziona la “democrazia ortodossa”: tutti per uno e uno per tutti, in una comunione mistica che difende il popolo dalle deviazioni delle minoranze, che trascinerebbero la Santa Russia nelle dipendenze dai poteri oscuri come avviene nel derelitto Occidente.

Il nuovo-vecchio governo dovrà anzitutto occuparsi della realizzazione dei majskye ukazi, i “decreti di maggio” emanati dal presidente, a cominciare dalla diffusione capillare della giusta versione della storia. Secondo tradizione, questi proclami del giorno più solenne indicano “gli scopi nazionali dello sviluppo della Federazione russa”, in questo caso “per il periodo fino al 2030 e su una prospettiva più ampia, fino al 2036”. Il padrino del Cremlino ha promesso ai russi di innalzare la quota dello stipendio minimo, portandolo da 20 mila rubli a 35 mila (circa 350 euro), assicurando che entro il 2030 la Russia salirà almeno al quarto posto mondiale per il volume del suo prodotto interno lordo. Egli ha inoltre annunciato che i russi non soltanto saranno sempre più ricchi, ma vivranno più a lungo, portando l’età media a 78 anni entro il 2026 e a 81 nel 2036. I giovani devono quindi essere grati del luminoso futuro che li aspetta, e dimostrarlo “occupandosi sempre più attivamente delle iniziative sociali e di volontariato”, naturalmente condendo il tutto con una salsa patriottica sempre più densa e distribuita nelle mille iniziative di sostegno alla Madre Patria. Del resto, tutti saranno premiati anche con l’allargamento dei metri quadri di casa, 33 a testa nel 2030 e 38 mq nel 2036, una promessa che Putin ripete dal 2007 senza che sia stato aggiunto un centimetro.

La vuota retorica dei majskye ukazi riprende quella dei roboanti piani quinquennali di sovietica memoria, con 7 scopi principali e 84 progetti da realizzare, più 6 grandi indicatori affidati al nuovo governo, tra cui l’inserimento della Russia “tra i 25 Paesi del mondo più avanzati nella robotizzazione e nel corretto uso dell’intelligenza artificiale”, esaltando la sua “leadership tecnologica” e abolendo definitivamente la povertà. In fondo non serve neppure indicare le date di realizzazione di questi disegni provvidenziali, essendo ormai affidati al regno dell’eternità.

BUONA DOMENICA

ASCENSIONE DEL SIGNORE

Cari amici di Radio Maria, oggi la Chiesa celebra la solennità dell’Ascensione, quando Gesù, quaranta  giorni dopo la su Resurrezione, è salito al Cielo, ritornando al Padre.

Gesù lascia dunque questa terra, dove tuttavia resta realmente presente nell’Eucaristia, e dal Cielo invia alla Chiesa il suo Spirito Santificatore, grazie al quale veniamo strettamente  uniti a Lui con un vincolo  eterno di amore.

Agli Apostoli che si soffermano stupiti a guardare il Maestro che scompare  nell’azzurro celeste  si avvicinano gli angeli che li scuotono e li esortano con parole che toccano la Chiesa in ogni momento della sua storia:

 «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Incomincia così il tempo della Chiesa che, illuminata e fortificata dallo Spirito Santo , deve portare la grazia della Redenzione agli uomini di tutti i tempi e tutte le nazioni.

Da due millenni la navicella della Chiesa attraverso le onde minacciose della storia,  sapendo che il suo Signore la accompagna e che dal Cielo esercita la sua regalità perché vinca tutte le battaglie sollevate dalle potenze del male.

Infatti con l’Ascensione al Cielo Cristo è incoronato dal Padre Re dell’Universo, con a fianco Maria che condivide la regalità del Figlio, e veglia sulle vicende della Chiesa della quale è Madre.

Ai nostri occhi si presenta un panorama di luce vittoriosa, che ci conforta e ci incoraggia. L’impero delle tenebre, che vuole imporsi  sul mondo, è un fenomeno passeggero, destinato a scomparire nell’abisso.

La luce della fede ci indica la meta del pellegrinaggio della vita, al quale dobbiamo tendere con tutte le nostre forze e dove ci attende il Signore risorto, con Maria, gli angeli e i santi del Paradiso.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.


BENEDETTO XVI

REGINA CÆLI

Domenica, 20 maggio 2012

Cari fratelli e sorelle!

Quaranta giorni dopo la Risurrezione – secondo il Libro degli Atti degli Apostoli – Gesù ascese al Cielo, cioè ritornò al Padre, dal quale era stato mandato nel mondo. In molti Paesi questo mistero viene celebrato non il giovedì, ma oggi, la domenica seguente. L’Ascensione del Signore segna il compiersi della salvezza iniziata con l’Incarnazione. Dopo avere istruito per l’ultima volta i suoi discepoli, Gesù sale al cielo (cfr Mc 16,19). Egli, però, «non si è separato dalla nostra condizione» (cfr Prefazio); infatti, nella sua umanità, ha assunto con sé gli uomini nell’intimità del Padre e così ha rivelato la destinazione finale del nostro pellegrinaggio terreno. Come per noi è disceso dal Cielo, e per noi ha patito ed è morto sulla croce, così per noi è risorto ed è risalito a Dio, che perciò non è più lontano. San Leone Magno spiega che con questo mistero «viene proclamata non solo l’immortalità dell’anima, ma anche quella della carne. Oggi, infatti, non solo siamo confermati possessori del paradiso, ma siamo anche penetrati in Cristo nelle altezze del cielo » (De Ascensione DominiTractatus 73, 2.4: CCL 138 A, 451.453). Per questo i discepoli, quando videro il Maestro sollevarsi da terra e innalzarsi verso l’alto, non furono presi dallo sconforto, come si potrebbe pensare anzi, provarono una grande gioia e si sentirono spinti a proclamare la vittoria di Cristo sulla morte (cfr Mc 16,20). E il Signore risorto operava con loro, distribuendo a ciascuno un carisma proprio. Lo scrive ancora san Paolo: «Ha distribuito doni agli uomini … ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri … allo scopo di edificare il corpo di Cristo … fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (Ef 4,8.11-13).

Cari amici, l’Ascensione ci dice che in Cristo la nostra umanità è portata alla altezza di Dio; così, ogni volta che preghiamo, la terra si congiunge al Cielo. E come l’incenso, bruciando, fa salire in alto il suo fumo, così, quando innalziamo al Signore la nostra fiduciosa preghiera in Cristo, essa attraversa i cieli e raggiunge Dio stesso e viene da Lui ascoltata ed esaudita. Nella celebre opera di san Giovanni della Croce, Salita al Monte Carmelo, leggiamo che «per vedere realizzati i desideri del nostro cuore, non v’è modo migliore che porre la forza della nostra preghiera in ciò che più piace a Dio. Allora, Egli non ci darà soltanto quanto gli chiediamo, cioè la salvezza, ma anche quanto Egli vede sia conveniente e buono per noi, anche se non glielo chiediamo» (Libro III, cap. 44, 2, Roma 1991, 335).

Supplichiamo infine la Vergine Maria, perché ci aiuti a contemplare i beni celesti, che il Signore ci promette, e a diventare testimoni sempre più credibili della sua Risurrezione, della vera Vita.

🔴LIVE VIDEO🔴 RIFLESSIONI DI VICKA SULLA FEDE – di Padre Livio

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le  troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)

29. L’affidamento a Maria nel cammino di conversione

E’ giunto il momento di svelarti un segreto della vita cristiana, che ti ricolmerà di una gioia immensa. La presenza di una Madre  lungo l’intero cammino della vita. La figura di Maria è fondamentale nel cristianesimo, perché è la Madre del Signore e la prima credente. E’ per la sua fede che il Verbo si è fatto carne e ha compiuto l’opera della redenzione. Forse tu l’ha conosciuta solo come una figura di valore, una donna eccezionale, degna madre di un cosi grande figlio.

Ora però devi conoscerla più da vicino e farla entrare nella tua vita, perché ha un compito così importante che neppure immagini. Infatti, la Madre di Gesù ha ricevuto la missione di essere anche tua madre. Come hai una madre sul piano biologico, così Dio ha voluto che ne avessi una sul piano spirituale. Lei ti ha preso in consegna fin dal momento del tuo concepimento e puoi essere certo che ti seguirà fino al termine della tua vita, affinché tu giunga felicemente alla meta.  Senza che te ne rendessi conto, ti ha seguito nel tempo dei tuoi sbandamenti, preservandoti da pericoli ancora più gravi, e ha silenziosamente preparato la tua conversione.

Ora è necessario che tu ti avvicini al suo cuore e che ti lasci prendere per mano. Lei ti guiderà con dolce fermezza, aiutandoti a sfuggire a tutte le insidie del serpente. Ti assicuro che, accogliendola nella tua vita e accettando di essere suo figlio, supererai tutti i pericoli e vincerai tutte le battaglie. La tua vita sarà coronata di gloria, quando lei stessa ti accoglierà in cielo.

La vita infatti è una navigazione densa di pericoli e non sono pochi coloro che periscono. Il mistero del male opera nel mondo e l’uomo da solo non può reggere nell’impari lotta. Il Figlio di Dio, dall’alto della croce, nel momento supremo della redenzione, ci ha donato sua Madre, perché ci prendesse per mano e ci accompagnasse lungo la burrascosa traversata dal tempo all’eternità. Gesù ha sperimentato che cosa significhi avere accanto Maria nel cammino della vita. La Madre, che lo ha concepito e generato nell’eroismo della fede, non ha più lasciato il Figlio, ma  gli è stata vicina in ogni suo passo.

Dalla culla alla croce Maria è stata la madre fedele e discreta, forte e premurosa, che ha aiutato il Redentore a compiere la sua missione, accettando  di bere il calice del dolore fino all’ultima goccia. La presenza di Maria è stata il più grande aiuto che Gesù abbia avuto sulla terra. Il Salvatore ha sperimentato personalmente che cosa significhi avere tale madre al suo fianco ed è per questo che ha voluto donarla ad ogni uomo.

“Donna ecco il tuo figlio” ( Gv 19, 26). La prima ad essere interpellata è la Madre. Chiamandola “Donna” Gesù la indica come la nuova Eva, la madre di coloro che non da carne e da sangue, ma da Dio sono generati (Cfr Gv 1,13). Maria è invitata a pronunciare un nuovo sì, dopo quello dell’annunciazione. A colei che ha accettato di divenire Madre di Dio, viene ora chiesto di divenire la madre dell’umanità.

Come potrebbe la madre del Capo non essere anche la madre di tutte le membra del Corpo mistico? Ritta, ai piedi della croce, Maria risponde alla chiamata e diviene la Madre di tutti i redenti. Da quel momento la maternità di Maria abbraccia il mondo intero e ogni singolo uomo. Nessuno non è più orfano, ma oltre alla madre terrena ha una madre celeste, ben più potente e premurosa, che segue ognuno dei suoi figli dal primo all’ultimo istante della  vita.

“ Poi disse al discepolo: Ecco la tua Madre” ( Gv 19, 27). Dopo aver indicato alla madre i figli, indica ai figli la loro nuova madre. Non basta che Maria ci accolga come figli e si prenda cura di noi, ma è necessario che noi accettiamo il dono di Gesù, accettandola nella nostra vita come madre. “Da quel momento il discepolo la prese con sé” ( Gv 19,27). L’apostolo Giovanni diviene l’esempio di come ogni credente deve aprirsi con gratitudine alla presenza di Maria nella sua vita. Non accoglierla significa privarsi di un aiuto del quale ha avuto bisogno anche il Figlio di Dio nel tempo del suo pellegrinaggio terreno.

Accogliere la Madre di Dio significa accogliere il Figlio di Dio. Chi lascia che la Madonna guidi la sua vita, si mette nelle migliori condizioni di seguire Gesù. Al contrario chi non la accetta, respinge anche il Figlio che Lei ha concepito e generato. All’inizio della redenzione Maria ci ha donato Gesù. Al suo compimento dell’opera della salvezza Gesù ci ha donato Maria. Gesù e Maria vengono accolti o respinti insieme.

Considera, caro amico, la grande opportunità che ti viene data di affrontare il tuo viaggio verso il porto dell’eternità con a fianco la soave presenza di Maria. E’ un viaggio pericoloso, durante il quale si può perire. Il naufragio nella perdizione eterna è una possibilità che ti segue come un’ombra fino all’ultimo istante. L’impero delle tenebre non lascia nulla di intentato pur di inghiottirti nell’abisso.

Decidi di accogliere il dono di Gesù e accetta sua Madre come tua. Lei entrerà dolcemente nella tua vita, illuminandola con la sua luce, rallegrandola col suo sorriso, proteggendola con la sua divina fortezza. Se tu la prendi per mano, Lei non ti lascerà mai. Se rallenti, ti aspetta; se cadi, ti rialza; se sei stanco, ti prende in braccio; se ti perdi, ti viene a cercare. Se non ti allontanerai dal suo cuore materno, sarai sempre al sicuro.

Accetta la presenza della Madonna nella nostra giornata, in modo tale che Lei possa  guidare ogni nostro passo.  E’ quell’atto di umiltà che Gesù dichiara necessario per entrare nel Regno di Dio. Infatti chi, se non i bambini, si fanno accompagnare dalla madre? Non capiterà mai che  cada nel peccato di superbia e di presunzione chi si fa piccolo, riconoscendo la sua fragilità strutturale. Maria è quella madre che ci accompagna dall’inizio al termine di ogni giornata, senza perderci d’occhio neanche un istante. Tocca a noi lasciarci accompagnare, confidando pienamente nella sua guida materna.

La Madre conosce perfettamente il disegno di Dio sulla nostra vita e il suo compito è quello di aiutarci a realizzarlo. Giorno dopo giorno Lei ci guida nella conoscenza della volontà di Dio e ci aiuta a metterla in atto. Se tu la segui senza stancarti, ricominciando ogni giorno con rinnovato fervore, la Madonna farà della tua vita un capolavoro  per l’eternità, attuando alla perfezione il progetto di Dio creatore a tuo riguardo.

Caro amico, inizia la tua giornata con la preghiera, nella quale affidarti alla Madre, chiedendole di guidarti nella conoscenza della volontà di Dio e aiutandoti a compierla. Lei stessa ha vissuto la sua vita aderendo ogni giorno alla divina volontà e ora è pronta a illuminarti perché ogni tuo passo sia nella direzione giusta e ogni tuo pensiero e azioni siano secondo i desideri di Dio.

 Lei ti ottiene tutte quelle luci e ispirazioni dello Spirito, corrispondendo alle quali, ogni istante della tua giornata  viene colmato  di significato. La Vergine prudente ti guida nel discernimento del bene e del male, ti indica i pericoli che incombono e le insidie nascoste che il nemico infaticabile della tua anima ti tende. La Vergine potente ti sostiene nelle difficoltà e ti porta alla vittoria nelle sante battaglie. La Madre di misericordia medica le tue ferite, limita i danni dei tuoi sbandamenti, ti rialza dalle tue cadute. La sua presenza farà della tua giornata una pietra preziosa del mosaico di eterna bellezza della tua vita.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Satana è forte e diverrà ancora più forte

Carissimo, in certe frasi della Vergine, c’è tutta la bibbia, ovvero la scienza di Dio messa in pratica nella sua incarnazione con Gesù. Se satana e forte e diventerà ancora maggiore nella sua forza, come ci avverte la Gospa, forse vuol dire che con la riflessione che ispira la frase stessa dovremmo giungere a capire come usare le nostre perle, poche o tante che siano, per non gettarle invano.

Non facciamo in modo che la nostra fiducia sia scevra dalle riflessioni del discernimento, e quindi non poggiamoci interamente sugli uomini, ma piuttosto in quella zona della coscienza dove l’Amore di Dio aleggia e ancora respira, non illudiamoci di essere più forti, o a pari con le cose maligne di questo tipo di mondo, satana è più furbo di noi e non solo, sta regnando, cioè la sua forza crescerà di intensità, la sua legge sta serpeggiando sui cuori, e non sono pochi quelli che serpeggiano con lui nel buio dell’offuscamento… solo lo spirito Santo lo sradicherà dalle nostre strade.

Quindi la Gospa ci sta preparando a essere mani tese là dove il cuore chiama e risponde e corrisponde ad altro cuore, ci fa comprendere nel fare questo di restare nell’umiltà e in certi casi con un certo nascondimento, altresì ci sta munendo di difesa, una difesa che discende direttamente dalla scienza di Dio, dall’ascolto della parola, nella riflessione distaccata, dove la saggezza del Signore si fa trovare, ci ispira nell’intuito e soprattutto accresce la nostra intelligenza.

Il timor di Dio è il principio di ogni sapienza, satana è forte, ma la forza della sapienza e del buon senso che ne consegue è più grande (non serve dire che sia più forte, è più grande)  della forza del maligno.

Carissimo, la Gospa ci ama. Sempre Ave Maria.

Giuseppe

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