"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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🟢LIVE🟢: INCONTRI CON VICKA VEGGENTE DI MEDJUGORJE – a cura di P.LIVIO 1987

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La Russia diffonderà i suoi valori nel mondo?

9 Novembre 2022 ore 11:26

di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana

Nel 1917 la Beatissima Vergine Maria apparve a Fatima a tre pastorelli: Lucia dos Santos e i suoi cugini Giacinta e Francisco Marto, affidando loro un messaggio il cui contenuto è stato ufficialmente autenticato dalla Chiesa il 26 giugno 2000.  Questo messaggio è diviso in tre parti, dette anche “segreti”. La prima parte offre una terribile visione dell’Inferno; la seconda contiene una profezia sul futuro dell’umanità; la terza presenta una drammatica visione del martirio che, su uno sfondo di distruzione, attende il Papa, gli uomini di Chiesa e molti cattolici, religiosi e laici. 

Il fulcro, e la chiave interpretativa, del Messaggio di Fatima, è costituito da queste parole della Madonna: «Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, diffonderà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace».

La Madonna chiede dunque la conversione dell’umanità e afferma che se le sue richieste saranno accettate, la Russia si convertirà e si avrà la pace, altrimenti essa «diffonderà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa». Quest’orizzonte di tragedia contiene però un raggio di immensa speranza: la conversione della Russia e il trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria.

Quali sono gli errori della Russia di cui parla la Madonna? Secondo tutti gli interpreti del Messaggio, sono gli errori del comunismo, l’ideologia criminale del secolo XX. Tra il 1989 e il 1991 l’Unione Sovietica si è disgregata, ma il veleno comunista continua a diffondersi nel mondo. In Cina regna Xi Jinping, che lo scorso 15 ottobre, in occasione del 20° Congresso nazionale del Partito Comunista, ha ribadito che il marxismo è la «fondamentale guida ideologica» su cui si fonda il paese, mentre in Russia, Vladimir Putin propone una variante nazional-comunista, che riconcilia l’eredità di Stalin con quella degli Zar. 

Quale che sia il giudizio su Putin, di certo non c’è stata né la conversione della Russia alla vera fede né il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Ciò significa che la Russia non ha cessato di diffondere i suoi errori nel mondo e sarà lo strumento di cui Dio si servirà per punire l’umanità impenitente. La Madonna non sbaglia le sue previsioni, anche se talvolta le vela agli occhi umani. 

Chi crede che la Russia stia diffondendo nel mondo non i suoi errori, ma i suoi valori, capovolge il messaggio di Fatima. Questo rovesciamento di prospettiva è evidente nel discorso che il filosofo del regime putiniano Aleksandr Dugin ha pronunciato a Mosca lo scorso 27 ottobre, intervenendo al XXIV Consiglio mondiale del popolo russo, di cui è presidente il patriarca della chiesa ortodossa Kirill.

Nel suo discorso, Dugin ha definito la guerra tra Russia e Ucraina come «una guerra molto reale. Questa guerra non è solo una guerra di eserciti, di uomini, è anche una guerra dello spirito (…) È una guerra del Cielo contro l’Inferno. È una guerra degli eserciti angelici. È una guerra dell’esercito dell’Arcangelo Michele contro il diavolo. (…) Il discorso del nostro Presidente (Putin) del 30 settembre ha parlato della natura satanica della civiltà occidentale. Non si tratta di una metafora. (…)  L’Occidente è un’ideologia. Il liberalismo, il globalismo, il secolarismo e il postumanesimo sono ideologie. Questo è il regno delle idee, non quello della materia, dei corpi e della tecnologia. Soprattutto, è una menzogna assoluta: è il rovesciamento delle vere proporzioni della mente, delle idee, dei fondamenti religiosi. Ecco perché oggi si scontrano due idee, due eserciti (perché gli angeli sono spiriti e menti): angeli e demoni. Il campo di battaglia è proprio l’Ucraina. Da un lato, siamo la Santa Russia, come dice Sua Santità il Patriarca, e ci confrontiamo con le forze del male storico globale assoluto. Per questo motivo, sempre più spesso si parla di Armageddon, di tempi finali e di Apocalisse. Tutto questo sta avvenendo sotto i nostri occhi. Stiamo partecipando all’ultima (forse penultima, nessuno lo sa) e importantissima battaglia. Senza una dimensione spirituale, ideologica e intellettuale, non possiamo vincere. (…) Non esiste nulla di neutrale. C’è una battaglia tra il Paradiso e l’Inferno. E noi siamo la Santa Russia» (geopolitika.ru).

Ci troviamo di fronte a una filosofia della storia distorta, che confonde l’Occidente con la sua degenerazione. Il liberalismo, il globalismo e il secolarismo, sono frutti marci di un processo rivoluzionario che ha aggredito da secoli la civiltà occidentale e cristiana, di cui Dugin tace le autentiche radici. L’Occidente è infatti lo spazio geografico, comprendente l’Europa e le due Americhe, che ha raccolto i valori della Grecia e di Roma, vivificandoli con la fede cattolica. Il filosofo nazionalcomunista dimentica che si deve all’Occidente la creazione delle università, la diffusione del sapere nel mondo, lo sviluppo artistico, tecnologico e scientifico dell’umanità, di cui anche la Russia beneficia. Per Dugin, l’Occidente coincide con le oligarchie politiche e mediatiche oggi dominanti…

La Santa Russia che Dugin oppone all’Occidente è la “Terza Roma” ortodossa che, fin dal XVI secolo, considera la religione cattolica e il Papato come il peggior nemico. Il patriarca Kirill, che militò con Putin nel KGB, erede della CEKA, la polizia sovietica del terrore, è presentato come il campione della Santa Russia che deve “evangelizzare” il mondo.

Ciò che impressiona però, più che l’appello escatologico di Dugin, è l’accoglienza che esso ha ricevuto in Occidente tra i cattolici che si richiamano alla Tradizione. In Italia, ad esempio, il suo discorso è stato pubblicato in esteso, senza una parola di riserva, da stimati vaticanisti, che sembrano condividere una visione apocalittica da cui è totalmente assente la Madonna e il suo ruolo.

Nel 2017 il mondo tradizionalista celebrava compatto il centenario di Fatima, oggi lo abbandona, sostituendolo con una nuova teologia della storia, che al trionfo del Cuore Immacolato sostituisce il trionfo della Santa Russia nazionalcomunista. San Massimiliano Kolbe, che non conosceva il messaggio di Fatima, affermava che un giorno la bandiera dell’Immacolata avrebbe sventolato sul Cremlino. «Sotto il suo vessillo si combatterà una grande battaglia e noi inalbereremo le sue bandiere sulle fortezze del re delle tenebre. E l’Immacolata diverrà la Regina del mondo intero e di ogni singola anima, come la beata Caterina Labouré prevedeva» (Gli Scritti di Massimiliano Kolbe, tr. it. Città di Vita, Firenze 1975-1978, vol. I, p. 550).  

La bandiera dell’Immacolata è destinata a sventolare sul Cremlino, o quella del Cremlino sulla basilica di San Pietro? La Russia diffonderà nel mondo i suoi errori o i suoi presunti valori? Ecco una grande questione che interpella i cattolici nell’ora presente.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“La Gospa” è apparsa a un gruppo di bambini della Comunità di Suor Josipa”

Caro Padre Livio la ringrazio per tutto il bene che fa per noi, per la testimonianza instancabile che ogni giorno ci offre. Mi reco a Medjugorje da 25 anni e non finirò mai di ringraziare la Madonna per avermi chiamato in quel luogo Santo.

Dopo qualche mese ho portato mio fratello con me in pellegrinaggio, abbiamo conosciuto la bellissima realtà della comunità di suor Josipa che si occupava dei bambini orfani che fuggivano dalla guerra, famiglie distrutte che cercavano disperatamente di sopravvivere.

Mio fratello scelse di rimanere in comunità per qualche mese come volontario. Ora sono passati 25 anni ed è ancora lì!

Nell’ estate del 1999 ad agosto fummo testimoni di un evento per me straordinario; durante la preghiera nel boschetto adiacente con la presenza di tutti i bambini che saranno stati circa una cinquantina, i più piccoli di 2  3  4 anni circa,  una quindicina si sono inginocchiati contemporaneamente e indicavano un punto ben definito. Mio fratello che teneva in braccio una bambina che indicava anche lei lo stesso punto.

La cosa è durata qualche minuto. Mio fratello chiese alla piccola che cosa avesse visto e lei candidamente rispose la “Gospa” e disse nel suo linguaggio di bambina che sembrava una fata e pure gli altri bimbi affermarono la stessa cosa.

Quando poi suor Josipa li prese uno ad uno, risposero che quella Signora li aveva chiamati “Angeli miei”.  Tengo a precisare che i ragazzi più grandi non hanno visto nulla.

Mi dica lei padre se questa testimonianza è veritiera! Come possono dei bambini piccolissimi inscenare una pantomima di questo genere! Le racconto questo episodio perché a Medjugorje la Madonna è realmente presente, ci guarda ogni istante siamo i suoi figli e ci ama immensamente.

Con affetto Giuliano 


Caro Giuliano,

 l’evento della apparizione della Madonna a un gruppo di bambini della Comunità di Suor Josipa è ben noto agli abitanti di Medjugorje e a me stata raccontato da Vicka, che è stata un’assidua frequentatrice di quella Comunità di orfani di guerra.

Quei bambini ora sono dei giovani e sono dei testimoni della presenza della Madonna a Medjugorje in questi tempi di negazioni moderniste.

Mi ricordo anche di una apparizione a Vicka, nella cappella della comunità piena di bambini, nella quale la veggente ricevette un messaggio che riferì subito dopo a voce e del quale ho trattenuto l’affermazione più importante: e cioè che dobbiamo essere “una Chiesa di pietre vive”.

Mi sono sempre meravigliato di un messaggio così elevato per un pubblico di piccoli. Non se la Madonna volesse alludere a un futuro in cui “essere pietre vive” è la situazione della Chiesa nel tempo della persecuzione.

 In ogni caso i segni e i prodigi di questa lunga presenza della Madonna a Medjugorje, di cui molti pellegrini sono testimoni, devono essere gelosamente coltivati nel cuor di ognuno e testimoniati all’occorrenza, perché le tenebre dell’incredulità e della menzogna si addensano sempre di più sul mondo e nel tempo dei segreti la certezza della presenza della Madre di Dio in mezzo a noi è la condizione necessaria per essere vincitori con Lei.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla vita nella luce dell’eternità

Cari amici, è importante collocare la vita e la Storia umana nella luce dell’eternità. Siamo entrati in un tempo in cui l’oscuramento di Dio e del Cielo ha fatto sì che gli uomini rientrassero in quella famosa caverna di memoria platonica. Secondo Platone, infatti, gli uomini vivevano in una caverna al buio pensando che quella fosse la vita. È poi venuto qualcuno che ha aperto la caverna e ha prospettato la luce del cielo. Perciò si sono resi conto che c’erano altre prospettive di vita.

Noi siamo quelli che hanno chiuso la caverna, avendo rifiutato la fede e la Croce dopo essere stati sedotti da una falsa scienza, che è il materialismo in tutte le sue forme. Nel buio della caverna la vita perde di significato, di prospettive, di finalità che siano consistenti nel tempo, che vadano oltre il tempo che passa. Da qui nascono le crisi esistenziali, anche se si vuole praticare il carpe diem di pagana memoria.

Il giorno è pieno di spine e di croci che sono inerenti al nostro essere psico-fisico. Un essere che è soggetto ai colpi del male fisico, spirituale, psicologico. Tutto il groviglio di mali che assediano la vita sociale e familiare, rende inutile il carpe diem. Questa visione della vita nella quale siamo entrati è un’anticamera dell’inferno dalla quale bisogna uscire con la fede, la preghiera. Nella luce della fede, la vita diventa una prospettiva di cammino verso l’eternità. Non è una clessidra che si svuota ma una scala con cui salire fino al Cielo, là dove non c’è né il male né la morte e dove splende la luce della Gerusalemme celeste.

Come cristiani dobbiamo chiederci qual è la nostra prospettiva di vita. Se essa è un cammino verso la morte vuol dire che non si è entrati nel dinamismo della fede. Significa che non si è cristiani, per quanto si hanno dei comportamenti influenzati dal Cristianesimo, la vita non è impostata nella luce della Parola di Dio. La persona esce da Dio creata dal nulla, l’ha fatta a sua immagine ed è in cammino verso di Lui, quando il corpo muore l’anima spirituale è immortale. Si entra in una dimensione completamente nuova, se è un’anima incamminata verso l’eternità è in una prospettiva di beatitudine eterna.

Facciamo un esame di coscienza se siamo nella caverna o se aspettiamo che la vita si consumi. Se siamo imbevuti di mondo o la luce della fede è riuscita a entrare nelle finestre della nostra anima lo dice il nostro comportamento verso i nostri cari. Molte volte li lasciamo morire come fosse la fine di tutto, senza prepararli nell’entrata dell’eternità e all’incontro con Cristo attraverso i Sacramenti e la preghiera. Questa prima era una realtà assoluta. Ho vissuto gli anni in cui non era ancora entrata la visione immanentistica della vita, ma la prospettiva dell’eternità era prevalente. Era una cosa che imbeveva la vita quotidiana, i comportamenti, i dialoghi, le malattie, le morti, tutte nella luce dell’eternità. Tutto questo è andato oscurandosi per cui siamo rientrati nella caverna dell’immanenza, dove non c’è luce, aria fresca e prospettive che vadano al di là.

Attraverso la fede e la preghiera organizziamo la nostra vita come cammino verso l’eternità. Facciamo sì di vivere attraverso la lotta al peccato grave in una situazione stabile di grazia di Dio, perché non sappiamo il giorno né l’ora della nostra chiamata. In questo modo saremo pronti per entrare in Paradiso. Non è un’opzione riservata ai santi, ma un modo di vivere, di vedere la vita e le sue prospettive che è tipico di tutti quelli che hanno la fede, la quale deve diventare una luce interiore e illuminare i nostri occhi. In questa prospettiva la vita diventa un cammino, una meta gioiosa e di luce. Anche la morte e la malattia cambiano il volto perché – come ha scritto Johann Sebastian Bach “La dolce morte” – era nella prospettiva dell’eternità e dell’abbraccio con Cristo.

Questa è la vera cura di fronte al male di vivere, che è il male di quel tralcio staccato dalla vite e che secca. Sperimentare l’inutilità della vita è già un anticipo dell’inferno. Questa visione dal piano personale deve portarsi al piano della Storia umana. Abbiamo ereditano da una falsa scienza – il materialismo, l’evoluzionismo – che ha come visione la venuta dell’uomo dalla materia e il ritorno ad essa. Ci sono stati commentatori televisivi che per decenni hanno spiegato e aiutato a diventare atei, animali, effimeri, dei nulla, bolle di sapone che scoppiano. È una riduzione dell’uomo e della sua vita a qualcosa di inutile.

Siamo entrati in una visione secondo cui la Storia umana è la riproduzione che fa di se stessa nella materia infinitamente. La materia eternamente riproduce se stessa, di qui poi le teorie della reincarnazione e le varianti della visione materialistica della vita. Appena usciamo dalla materia veniamo inghiottiti nell’indistinto e nel vuoto. Questa visione l’abbiamo assimilata ed è entrata tanto nelle persone. Ne sono imbevuti non solo i credenti, ma anche i teologi, coloro che devono insegnare la fine dei tempi e il ritorno di Cristo, ma non lo fanno più, si pensa alla Storia come a qualcosa di eterno.

È impressionante perché siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse, quindi la fine della Storia. Stiamo avvicinandoci a quel momento della Storia in cui Cristo verrà nella gloria. Nella festa dell’Ascensione al Cielo, gli angeli hanno detto agli Apostoli di andare a predicare il Vangelo perché Cristo ritornerà a giudicare il mondo. Poche persone parlano della fine dei tempi, come ad esempio San Giovanni Paolo II il quale ha impostato il suo Pontificato in chiave apocalittica.

Dobbiamo capire che siamo nel tempo in cui la fine non è lontana, parlando proprio degli ultimi tempi. Siamo alle porte del primo combattimento spirituale che vedrà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Ci sarà a seguire un periodo di pace e, in conclusione, l’attacco finale del male e la venuta di Cristo nella gloria.

Imparare a vivere l’escatologia cristiana a livello individuale – la morte come istante al quale arrivare preparati per l’eternità – ma anche capire il momento della storia che viviamo. Non facciamo progetti che lasciano il tempo che trovano. Non preoccupiamoci di cosa lasceremo in questo mondo, perché questa Terra brucerà, non resterà più niente. Costruiamo solo per l’eternità, per la santità della vita che non perirà mai. Tutto il resto finisce.

Mi ha molto colpito l’omelia di Papa Benedetto che fece da cardinale, quando si chiese che cosa resterà della nostra vita e rispondendo che resterà solo ciò che abbiamo scritto nelle anime immortali, nella nostra e in quelle degli altri. Tutto il resto è vanità, finirà, verrà risucchiato nel dimenticatoio della Storia umana. Mentre la santità personale, l’amore, la verità, la lode di Dio, resterà nei libri eterni del Cielo. Entriamo in questa visione escatologica della Storia, in questa visione che ci ha dato l’Ascensione. Come ha detto la Madonna siamo entrati nella parte finale della Storia; perciò, dobbiamo essere più invogliati e stimolati a costruire noi stessi e la nostra vita in vista dell’abbraccio con Cristo in Cielo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

INFILTRATI PUTINIANI TRA LE GUIDE DEI PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE

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Medjugorje: i tre giorni della salvezza – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 15

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🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Finché non moriranno i veggenti…”. E’ La decisione della Chiesa su Medjugorje?

Carissimo Padre Livio,

ho letto sul blog la sua esaustiva risposta a Mery in merito al pronunciamento o meno della Chiesa sui segreti di Medjugorje. 

Le invio questo link che pone una prospettiva che non avevo mai letto da nessuna parte e che, francamente, mi disorienta più del silenzio della Chiesa.

Secondo il parere autorevolissimo di Mons. Fisichella – rilasciato in data 30 aprile u.s. e qui riportato da “Il Giornale” -, “a breve ci sarà un documento del Dicastero della Dottrina della Fede contenente norme da consegnare ai vescovi per comprendere meglio il fenomeno”. 

Per monsignor Rino Fisichella la risposta definitiva di Roma sulle apparizioni arriverà dopo la morte dei presunti veggenti. Sono dispiaciuta e non poco, ma vorrei comprendere meglio, se possibile, grazie al suo autorevole parere di Sacerdote Mariano.

Nel ricorrenza di Fatima, l’affido alla Santa Vergine certa che le sarà sempre di sostegno e di aiuto.

Con affetto, Ave Maria

Gianna


Cara Gianna,

secondo queste anticipazioni Il Documento sulle apparizioni rimanda la risposta definitiva di Roma dopo la morte dei veggenti. Questo ovviamente riguarda anche Medjugorje. Comprendo il suo dispiacere, ma non mancano alcuni aspetti positivi di questa disposizione.

Seconda questa prospettiva infatti la Chiesa si prenderebbe tutto il tempo necessario, anche sotto il profilo pastorale, prima riconoscere la veridicità delle apparizioni.

Una decisione del genere, in apparenza sorprendente, a me sembra un vantaggio per Medjugorje, almeno in questa fase. Infatti la Madonna  sarebbe comunque libera di agire come ha fatto fin ’ora, guidando maternamente la Chiesa con le sue apparizioni e i suoi messaggi.

Al contrario gli avversari di Medjugorje, vittime del virus modernista, d’ora in poi non potranno più negare le apparizioni tirando in ballo la Chiesa, come stanno facendo tutt’ora. Neghino pure le apparizioni se vogliono, ma lo dovranno fare solo a titolo personale.

 I pellegrini che vanno a Medjugorje devono sapere che la Chiesa fin dall’inizio delle apparizioni ha sempre lasciato  liberi di credere alle apparizioni, ai messaggi e ai segreti.

“Lei caro Padre è libero di credere o di non credere, ma dovrà attenersi alle disposizioni pastorali della Chiesa”, mi disse il 17 Marzo 1985  Mons Zanic, Vescovo di Mostar, al quale ero andato a fare una visita di deferenza nel mio primo pellegrinaggio a Medjugorje.

Tuttavia, nel caso specifico di queste apparizioni globali, che sono ultime sulla terra, come ha preannunciato la Madonna, la Chiesa si troverà davanti a decisioni che non potrà procrastinare.

Questo avverrà col terzo segreto, rivelato tre giorni prima, col segno sulla collina, un segno soprannaturale che viene direttamente dal Signore, “bellissimo, indistruttibile e durevole” come testimoniano concordemente i sei veggenti.

Di fronte a questo segno la Chiesa sarà chiamata a pronunciarsi, se non altro in risposta all’opinione pubblica mondiale. E’ in quel momento che la Chiesa dovrà schierarsi apertamente con la Regina della pace per affrontare con Lei la grande prova dei sette flagelli, dal quarto al decimo segreto, che porterà alla vittoria del suo Cuore Immacolato.

Attendiamo quindi con animo sereno e con rinnovato fervore questo Documento che, a quanto pare, lascia aperte le prospettive sul futuro.

Ave Maria

Padre Livio

🔴LIVE VIDEO🔴INCONTRO CON LA VEGGENTE DI MEDJUGORJE VICKA – INCONTRI CON I PELLEGRINI – 09/1987

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🔴LIVE VIDEO🔴Medjugorje: i tre giorni della salvezza – Catechesi a cura di Padre Livio – Puntata 14

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