La tentazione di guardarsi indietro

Carissimo padre Livio.

Ho appena ascoltato la lettera di Veronica e la sua risposta.

Sono rimasto folgorato da quel suo accenno alla tentazione di guardarsi indietro.

Ho visto me stesso e la tentazione di prendermi oggi ciò che la vita pare avermi negato nei miei 60 anni, quasi con l’arrogante certezza di averne diritto.

Ho improvvisamente capito che forse non solo io sono soggetto a questa tentazione e per questo ho voluto scrivere queste righe.

Forse, guardandoci indietro e cadendo nella tentazione, tutti avremmo qualcosa da “rivendicare” rispetto al nostro passato.

Forse proprio permettendo questa tentazione, nostro Signore ci aiuta a pregare di più e ad abbracciarLo sulla croce. Attraverso la Sua morte in croce, ha dimostrato che la Via della Salvezza NON è certo quella della rivendicazione e dell’autocompensazione: si è lasciato uccidere ingiustamente dopo aver amato e fatto del bene a tutti quelli che aveva incontrato e, risorto, non si è certo vendicato fulminandoci tutti.

Che cosa abbiamo da “rivendicare” visto che tutto – ma proprio tutto – ci viene costantemente donato?

Siamo teneramente ridicoli.

Che la Regina della Pace, per questa Pentecoste che si avvicina, metta il nostro cuore a “bagno Maria” nello Spirito Santo: ciò che non abbiamo avuto e che ci sembra esserci stato rubato è certamente un’occasione per una felicità molto più grande.

Guido (Torino)