"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2024 Pagina 3 di 17

La Via Crucis di Vicka e la sua misteriosa sofferenza

Vicka durante la Via Crucis sul Krizevac

A Medjugorje ci sono due monti pieni di significato: il primo è il Podbrdo o collina delle prime apparizioni, il secondo è il Krizevac o monte della croce, così chiamato perché sulla cima si erge una grande croce di cemento, costruita lassù dagli abitanti del posto nel 1933, in occasione del diciannovesimo anniversario della redenzione. Riguardo a questa croce così la Madonna si è espressa in un messaggio molto significativo:  “Anche la croce faceva parte del disegno di Dio, quando voi l’avete costruita” (30.08.1984).

Il mistero della croce occupa a Medjugorje una posizione fondamentale. La Madonna lo richiama spesso, specie nel tempo di quaresima. Già nel secondo giorno delle apparizioni, il 26 Giugno 1981, la Regina della pace è apparsa in lacrime a Marija e, mentre invocava la riconciliazione con Dio e fra gli uomini, una croce scura, formata dai soli legni, si stagliava dietro le sue spalle. Sono le lacrime della Madre per le anime dei suoi figli che si perdono  sulla via del male.

Un richiamo ancora più coinvolgente la Madonna lo ha fatto quando in due occasioni diverse è apparsa con a fianco Gesù sofferente, incoronato di spine, flagellato e grondante sangue. In quell’occasione Gesù era rimasto muto e non aveva neppure alzato gli occhi.

Quanto sia incisivo il messaggio della croce che viene da Medjugorje l’ho compreso durante la Via Crucis più bella e più faticosa della mia vita. L’appuntamento era alle due di notte ai piedi del monte Krizevac. Mi trovai là con Vicka, Suor Elvira e un gruppo di una trentina di giovani ex tossicodipendenti del Campo della Vita, una delle numerose comunità che questa suora eccezionale ha realizzato nel mondo per strappare i giovani dagli artigli della droga e riconsegnarli a Dio e alla gioia della vita.

Incominciammo la salita sostando a lungo davanti ai bellissimi pannelli delle stazioni, opera di uno scultore italiano, catturato come tante altre persone dal fascino della Gospa.  Vicka si fermava davanti a ognuna di essi estraendo dal suo cuore pensieri fra i più profondi che abbia mai udito sulla sofferenza. I ragazzi assorti ascoltavano e cantavano. Ebbi la fortunata idea di registrare i passaggi più significativi di quella Via Crucis che terminò quando il sole era già alto nel cielo. Ne ritagliai una composizione di circa due ore che di tanto in tanto metto in onda a Radio Maria, con grande edificazione degli ascoltatori.

Vicka ci precedeva avanzando a piedi nudi sui sassi aguzzi del sentiero ritagliato fra le rocce. E’ una consuetudine del posto, che impressiona e spesso affascina i pellegrini. Una volta osservai un giovane che saliva a piedi nudi l’ultimo giorno dell’anno, incurante del gelo polare. Mi disse sorridendo che in questo modo desiderava esprimere il suo amore e il suo grazie alla Madonna.

 Notai che Vicka era molto presa dalle sofferenze di Gesù, fino quasi a immedesimarsi. Nelle sue preghiere spontanee davanti ai quadri della Passione sembrava rivivere in se stessa gli avvenimenti rappresentati. A volte chiamava il Krizevac col nome di Calvario. Compresi quanto la Madonna avesse introdotto i sei veggenti nel mistero della croce.

Nel lungo racconto fatto a Radio Maria sulle apparizioni di Medjugorje ,Marija Pavlovic afferma che anche i veggenti hanno fatto la loro Via Crucis, a causa soprattutto delle persecuzioni dei primi anni. Si tratta di una affermazione molto giusta. La Madonna ha protetto i suoi sei “angeli”, ma non ha risparmiato loro le  croci ordinarie della vita, anzi, ne ha aggiunto anche di straordinarie, aiutandoli a comprendere che la croce è un grande valore. Ivanka aveva perso la madre ancora in giovane età, due mesi prima dell’inizio delle apparizioni. Jakov, già orfano di padre, era stato privato dalla madre nei primi anni delle apparizioni. Marija, pur cagionevole di salute, non esitò a donare un rene al fratello che non aveva più speranze di vita.

 La grazia di vedere la Madonna e la missione di testimoniarla è fruttificata attraverso la croce. La Regina della pace ha insegnato prima ai veggenti e poi ai pellegrini che senza la croce non si matura nella fede.

Per quanto riguarda la comprensione del valore della sofferenza Vicka ha vissuto un’esperienza molto particolare che va messa nella giusta luce. Non è nelle intenzioni di quest’opera fare il racconto di tutti gli avvenimenti, neppure dei più significativi, di Medjugorje. C’è da augurarsi che qualche persona adatta si accinga al compito che si presenta immane. Qui ci limitiamo a segnalare quelle cose che aiutano alla comprensione del messaggio che la Madonna è venuta a portare. Mi pare che la Regina della pace abbia condotto Vicka in un modo tutto particolare nel mistero della sofferenza.

L’intensità spirituale con la quale per molte ore aveva guidato la Via Crucis mi aveva colpito. Compresi che quell’anima privilegiata stava vivendo un’autentica esperienza mistica in relazione alla Passione di Gesù. Me ne accorsi soprattutto da alcuni passaggi delle sue preghiere spontanee, quando con accenti di grande partecipazione esclamava: “Grazie Gesù, perché la tua croce è grazia! Grazie Gesù, perché la tua croce è gioia”. Lo diceva come se lo sperimentasse, come se lo vivesse sulla sua pelle.

In quegli anni Vicka era affetta da una malattia misteriosa. Si è scritto e detto un po’ di tutto al riguardo. Nel marzo del 1988 si tenne a Milano un convegno a porte chiuse, con la partecipazione di una quindicina di medici di varie specializzazioni, alcuni di fama internazionale. Era presente anche René Laurentin. Fui invitato anch’io per esporre, come persona informata sui fatti,  quella che poteva essere una chiave di interpretazione di una patologia che la medicina non riusciva a decifrare.

Vicka di tanto in tanto, forse mediamente una volta al mese, entrava in uno stato di apparente coma, durante il quale soffriva molto, non solo alla testa, ma in tutto il corpo. La vidi molte volte in quella situazione, alcune volte sveglia, altre volte assopita, mentre le sorelle o alcune amiche la assistevano. Di che cosa si trattava? Qualcuno in passato aveva azzardato l’ipotesi che ci si trovasse di fronte a una forma di isteria e che anche la supposta apparizione della Madonna fosse da attribuirsi alla medesima causa. I medici convegnisti, alcuni dei quali aveva studiato il fenomeno da vicino, esclusero in modo unanime una simile ipotesi. La medicina brancolava nel buio. Non riusciva a dare una spiegazione scientifica a un fenomeno che sfuggiva a valutazioni puramente umane.

L’interpretazione di quella patologia, spiegai a mia volta, andava ricercata in una esperienza mistica particolare, non ignota alla storia della spiritualità cristiana. Quello che volgarmente veniva chiamato lo stato di “coma” era in realtà un’esperienza di sofferenza molto intensa, durante la quale Vicka, anche se all’esterno sembrava perdere o realmente perdeva i sensi, interiormente era vigile e in questo stato di coscienza soffriva indicibilmente e pregava. Si può affermare al riguardo che riviveva in se stessa qualcosa della Passione di Gesù in favore del suo corpo mistico che è la Chiesa.

Questa situazione di sofferenza mistica che Vicka in genere viveva per alcuni giorni di seguito è durata per un periodo di quasi quattro anni. In tutto questo tempo la sua vita era completamente dedicata all’instancabile accoglienza dei pellegrini che accorrevano alla sua casa dalla mattina alla sera, salvo questi intervalli di tempo in cui era quasi rapita dal mondo e resa partecipe delle sofferenze di Gesù.

Chi può dire quali benefici ne derivarono per le anime che accorrevano bisognose di grazia? Questo mirabile fenomeno mistico avveniva nella più grande semplicità e nel più rigoroso riserbo, come se la protagonista, sempre sorridente, non ne fosse consapevole. La Madonna preannunciò alcuni mesi prima a Vicka che le avrebbe tolto questa sofferenza, cosa che si verificò puntualmente nella data che lei aveva stabilito.

Padre Livio

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Già col primo Segreto satana incomincerà a perdere potere

Qui il testo della trascrizione del corrispondente video

(indicare la fonte)

Il tempo dei Segreti sarà un tempo di grandi prove con le quali la Regina della pace arriverà alla vittoria. Con gli eventi dei Segreti la Madonna cambierà il mondo. È importante capire per quale motivo già con il primo Segreto satana inizierà a perdere potere.

Quando entreremo nel vivo dei Segreti, il sacerdote incaricato da Mirjana dovrà dire esattamente le parole scritte sulla pergamena indicando che cosa accadrà, dove accadrà, il momento esatto e la durata dell’evento. Il primo Segreto, detto tre giorni prima, si diffonderà nel mondo molto velocemente; la cittadina di Medjugorje dovrà decidere che cosa fare. Rispetto alla popolazione originaria di Medjugorje, che era molto compatta nella fede, nel tempo di guerra si è aggiunta altra popolazione che era fuggita dal centro della Bosnia e persone di altre provenienze; questa nuova popolazione, che si è aggiunta a quella originaria, era molto più scettica e più tiepida.

Attualmente possiamo constatare che a Medjugorje non tutti credono ai Segreti e alle apparizioni, si tratta proprio delle persone arrivate da fuori che non hanno vissuto l’eroismo delle origini e il fervore delle prime apparizioni. In questo momento storico a Medjugorje c’è questa seminazione di zizzania di cui ha parlato la Regina della pace nel Messaggio del 25 febbraio 2024: «La zizzania ha preso molti cuori e sono diventati sterili».

Con il primo Segreto questa fase in cui si cerca di conservare Medjugorje come Santuario da preservare ma non si parla di apparizioni, Messaggi e Segreti, verrà inevitabilmente messa in crisi.

Il 25 ottobre 1985 la Regina della pace ha mostrato a Mirjana il primo Segreto e la veggente è rimasta molto scossa da quello che ha visto perché una disgrazia si abbatterà su Medjugorje. Il 26 ottobre 1985 Mirjana parlò di quello che aveva visto con Padre Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote che rivelerà i Segreti al mondo. Mirjana disse che il primo Segreto «non sarà una cosa piacevole». Sarà «qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo». Del primo Segreto «tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare». Non significa, però, che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo Segreto si sarà appena verificato e ha aggiunto: «Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?».

Supponiamo che l’evento del primo Segreto, annunciato tre giorni prima che accada, sia l’inondazione di Medjugorje causata dalla rottura di una diga situata non molto  distante dal Santuario. È chiaro che, alla luce del fatto che in molti a Medjugorje non credono che la Madonna continui ad apparire e quindi non credono né ai Messaggi né ai Segreti, la gente dovrà decidere se credere o no all’annuncio fatto tre giorni prima che l’evento accada. Chi crederà si metterà in salvo, chi non crederà resterà lì e non avrà scampo. Quando l’evento accadrà, perché è certo che accadrà, chi non avrà creduto e magari avrà addirittura screditato l’annuncio del Segreto, che cosa farà?

Quando si verificherà l’evento del secondo Segreto, anch’esso preannunciato tre giorni prima, è chiaro che il gruppo dei dubbiosi inizierà ad assottigliarsi. Quando poi si manifesterà il segno sulla montagna (visibile, bellissimo, durevole, che viene da Dio) tutto il mondo accorrerà per capire la natura di questo segno, esaminarlo, studiarlo. Il terzo Segreto avrà un’eco mondiale e a quel punto la Chiesa dovrà pronunciarsi, dovrà dare responsabilmente il suo giudizio. Personalmente non ho dubbi che in quel momento la Chiesa riconoscerà ufficialmente le apparizioni di Medjugorje.

Da adesso e fino al terzo Segreto, quando il segno sulla montagna sarà inequivocabilmente di origine divina, lasciamo che la gente giochi le sue carte, lasciamo la libertà di credere o no. Alla fine, ciascuno di noi raccoglierà il buon grano o la zizzania. Gli stessi abitanti di Medjugorje sono divisi in questo senso e le nuove generazioni conoscono poco  le apparizioni.

La Madonna sta cercando di far sì che la gente ritorni al fervore delle origini. Le parole del messaggio del 25 settembre 2023 sono molto chiare perché mettono in guardia dal modernismo che nega il soprannaturale e sono un richiamo a tornare alla fede delle prime apparizioni, quando si pregava di giorno e di notte: «Cari figli! Vi invito alla preghiera forte. Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù. Perciò, cari figlioli miei, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie, affinché il mio cuore materno sia gioioso come nei primi giorni quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva ma ha donato in abbondanza pace e benedizione a questo luogo di grazia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Il modernismo ha intaccato Medjugorje in parte, ha insinuato dubbi sulle apparizioni, sui Segreti, sui Messaggi e sulla presenza della Madonna! Con umiltà, in obbedienza all’autorità ecclesiastica, con il massimo rispetto per la Chiesa e per il Santo Padre, ciascuno decida personalmente che cosa fare di fronte a questo evento che è l’unico che può salvare il mondo. Solo la Madonna può salvare il mondo, perché  questa è la missione che le ha affidato suo Figlio.  Preghiamo perché siano sempre di più le persone che si lasciano coinvolgere in quest’opera salvifica perché all’infuori della Madonna non c’è alcuna possibilità che l’umanità esca intatta da questo attacco diabolico tremendo che è in atto.

Non sottovalutiamo la Madonna, già nel corso della guerra in Bosnia disse: «Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992). Stiamo attenti, accogliamo il Messaggio del 1° gennaio se desideriamo la benedizione che la Madonna ci ha promesso per noi, per i nostri figli e per i figli dei nostri figli: «Grazie perché avete risposto alla mia chiamata e avete pregato per le mie intenzioni. Non vi pentirete né voi né i vostri figli né i figli dei vostri figli».

Satana sta giocando le sue carte per screditare Medjugorje, difatti i messaggi dell’ultimo anno ci allarmano in questo senso. Dobbiamo accogliere le parole della Regina della pace, accogliamo la Sua chiamata. Satana vuole scardinare Medjugorje attraverso l’incredulità e la tiepidezza. A Medjugorje la gente va in pellegrinaggio perché la Madonna c’è veramente, perché appare ai veggenti. Mi auguro che ci sia un risveglio della fede dal torpore, è questo che la Madonna desidera!

Padre Livio

Commento breve al messaggio della Regina della pace del 25 Marz0 2024

Cari amici,

il messaggio della Regina della pace si apre sullo scenario della Settimana santa, al centro della quale vi è la Via Crucis del Signore, la sua morte per amore e la sua gloriosa resurrezione, con la quale ha salvato il mondo.

Per questo la Madre invita i suoi figli a pregare, uniti a Gesù, lungo la Sua via della Croce, partecipando ai suoi sentimenti di obbedienza alla volontà del Padre e di amore infinito per le anime da salvare.

La Madonna ci richiama al valore infinito della Passione, con la quale  Gesù ci ha liberati dalla schiavitù del potere delle tenebre, ci ha ottenuto il perdono dei peccati e il dono inestimabile della vita eterna.

Per questo ci invita a guardare nella luce della fede “questa umanità che vaga senza Dio e senza il Suo amore” e a farci carico mettendola nelle nostre preghiere.

La Madonna sa il perché dei patimenti che Gesù ha sofferto e ai quali Lei stessa ha partecipato.  Gesù “ ha patito per i nostri peccati” al nostro posto e per nostro amore. Ora dobbiamo unirci a Lui perché l’umanità si converta e ritorni a Dio.

In questi tempi di abbandoni e di tradimenti della fede,  non possiamo rimanere passivi, ma dobbiamo con Maria essere Preghiera, Luce e Testimonianza perché Dio misericordioso abbia misericordia  di noi.

La Madonna ci invita ad avere fiducia nella infinita Misericordia di Dio, la cui festa verrà celebrata la Domenica dopo Pasqua.

Per quanto nel mondo “abbondi il peccato” e “soffino i venti del male e dell’odio” Dio non viene meno alla sua Misericordia e cerca anime che si offrono perché “il bene prevalga.”

Noi dobbiamo essere queste anime delle quali la Madonna ha bisogno per cambiare il mondo e per il trionfo del suo Cuore Immacolato.

Vi auguro la pace e la gioia della Pasqua

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla sofferenza di Gesù nella Passione

Cari amici, nei giorni della Settimana Santa seguiamo il consiglio della Regina della pace: «Pregate uniti a Gesù sulla Sua via Crucis» (25 marzo 2024).

La parola Passione indica di per sé una sofferenza, nel quale è stato immerso Gesù in quelle ore che vanno dall’ultima cena al momento della su morte in Croce. Una sofferenza totale: spirituale, prima di tutto, poi psicologica e anche fisica.

La sofferenza fisica è forse quella che capiamo più di tutte. Nel film di Mel Gibson “The Passion”, ci sono state persone che hanno pensato che la riproduzione di quello che storicamente è accaduto a Gesù sia stato eccessivo. Una sofferenza fisica immane che vorrei mettere davanti ai nostri occhi, perché è una grande realtà della vita umana. Una delle croci che tutti dobbiamo portare, ognuno in modo diverso. Se guardiamo alla Storia umana proprio perché si è staccata dalla fonte dell’amore che è Dio, è diventata una “macelleria” fin dalle origini. Infatti, dopo il peccato originale è avvenuta l’uccisione di Abele da parte del fratello Caino. Questo è il fiume di sangue che ha inondato la Terra da allora fino ad oggi. La Croce di Cristo non poteva non portare questa sofferenza, non poteva non elevarla perché diventasse un atto di amore verso Dio per la conversione delle anime.

Gesù nella Passione, così come viene raccontata e testimoniata dalla Sindone, ha patito dolori inenarrabili, che non si possono verbalizzare. Sono dolori che Cristo ha sopportato con una dignità, una forza, un coraggio e con un silenzio che lasciano stupefatti. Li ha subiti anche con serenità d’animo, perché tutte le parole che Gesù ha detto, in mezzo a questo mare di dolore, erano parole di mitezza, di perdono e di aiuto alle anime.

La sofferenza morale di Gesù è stata certamente più grande di quella fisica, che è stata comunque spaventosa. Lui solo l’ha avuta e poche anime mistiche hanno avuto questa grazia inestimabile di partecipare alla Sua sofferenza morale. È quella che ha provocato il sudore di sangue nel Getsemani, cioè Gesù che offre se stesso in sacrificio di amore per la salvezza delle anime. Cristo si trova di fronte a questa visione che la Sua scienza divina poteva donargli, di tante anime che si salvano ma di tante anime che si perdono, ma per le quali Lui ha versato il Suo sangue. Come ci ha fatto capire la Madonna in un suo Messaggio che possiamo trasportare per analogia a Gesù: «Non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (24 maggio 1984).

Pensiamo a Cristo nel Getsemani e alla Sua sofferenza che non era solamente una reazione umana a quello che sarebbe dovuto accadere in quelle prossime ore. La Sua agonia si è manifestata per tutte le anime per cui ha sofferto, ma per le quali sarebbe stato inutile. Quanto più sono le anime che si perdono tanto è più grande la sofferenza di Cristo. Nel Getsemani, la sofferenza era onnicomprensiva, riguarda tutti i rifiuti di tutte le anime che nella Sua scienza di visione Gesù ha potuto vedere. In concreto a questa sofferenza immane globale, ha dovuto aggiungere le sofferenze che noi potremmo spigolare rileggendo la Passione. Una delle più terribili è stata quando ha sentito Giuda che si avvicinava, guidando quelli che avrebbero dovuto arrestarlo. Pensiamo al dramma con cui l’ha annunciato durante l’ultima cena: “Uno di voi mi tradirà”. Dobbiamo pensare con che trafittura d’animo Gesù ha detto queste parole e fino all’ultimo istante abbia tentato di convertire Giuda, di farlo riflettere. Forse un po’ ci è riuscito, quando nel passaggio del Vangelo Matteo c’è l’espressione: “Allora Giuda, che l’aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani” (Matteo 27: 3-10), era già l’inizio di una conversione che poi non è proseguita.

Gesù ha pregato per l’anima di Giuda e ha voluto fare un gesto di amore di fronte a quello sacrilego di Giuda che lo baciava, un bacio falso e Lui ha detto: «Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo». Ha cercato anche in quel momento di salvare l’Apostolo, ma lui non è retrocesso dal suo intento. Il tradimento di Giuda è una spada che ha trafitto l’anima di Gesù.

Sempre nelle sofferenze morali vorrei ricordare quando Pilato ha presentato Gesù alla folla dopo la flagellazione; quindi, pur vedendolo così “ridotto a un verme, a un uomo sfigurato, di fronte al sorteggio tra Lui e Barabba la gente ha votato per Barabba. Pilato allora chiese cosa avrebbero dovuto farne di “questo Gesù” e la folla ha gridato “Sia crocifisso”. Quello che è successo è molto più delle parole della Madonna «La croce e la fede sono rifiutate» (25 luglio 2020) cioè la volontà di eliminare e distruggere l’amore di Dio che si è manifestato allora contro Gesù Cristo. In questa prospettiva, il mondo che lo disprezza, lo rifiuta, non sa che farsene, lo calpesta e forse un domani lo perseguita: questo è l’amore di Dio rifiutato, la grande sofferenza di Gesù e anche la grande sofferenza di Maria “Questo Bambino è qui per la morte e la resurrezione di molti”.

La Madonna a Kibeho ha chiamato quelli che rifiutano Dio e vanno all’inferno “ribelli”, noi li chiamiamo “dannati”. Ribelli a Dio, odiano il Suo amore, non lo tollerano, non lo vogliono. Questa è la sofferenza divina che si manifesta in Gesù Cristo durante la sua Passione, in tante Sue apparizioni come a Santa Maria Alacoque «Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini. Eppure, dalla maggior parte di essi e spesso anche dai suoi prediletti non riceve che freddezza indifferenza e ingratitudine».

A questo va aggiunto il dolore fisico che è stato immane, tutti conosciamo la flagellazione che ha lacerato il Signore. L’altro dolore unito al disprezzo è l’incoronazione di spine che hanno trafitto il cranio, la pelle e poi la salita al Calvario portando il peso della Croce. Le cadute, le scivolate, la crocifissione con i chiodi nelle mani e nei piedi i cui segni li ha mantenuti anche nel Suo corpo glorificato, perché non ci dimenticassimo del dolore che ha dovuto patire per noi. Questa sofferenza non è stata solo il momento in cui è stato inchiodato alla Croce, ma anche nelle tre ore in cui è rimasto appeso alla Croce con sofferenze immane finché è spirato. E per concludere una lancia gli ha trafitto il cuore, dal quale uscì sangue e acqua, cioè i Sacramenti attraverso i quali l’amore di Dio si comunica alle nostre anime. Tutto questo perché la nostra vita è contrassegnata dalla sofferenza e dalla morte, fisiche, morali, psicologiche, di ogni tipo che noi chiamiamo croci – usando un’espressione religiosa e spirituale. Gesù ha voluto prendere tutto questo su di sé.

Sappiamo che la sofferenza fisica la si può attutire con la medicina, che fa quello che può. Le sofferenze causate dalla vita stessa, dalla violenza degli uomini, dalle guerre, è una realtà che gli uomini non riescono ad eliminare. Scaricare la Croce dalle proprie spalle non è possibile. È possibile fare ciò che ci ha detto la Madonna: «Pregate uniti a Gesù sulla Sua via Crucis» (25 marzo 2024), cioè tutte le nostre sofferenze fisiche, psicologiche, spirituali, morali, questo cumulo che portiamo sulle nostre spalle e che potrebbe inacidirci, portarci alla ribellione nei confronti di Dio e distruggerci, Gesù le ha riscattate. Possiamo dare tutte le nostre sofferenze a Gesù, possiamo unirci a Lui. Se ci uniamo a Lui, soffriamo con Lui, sopportiamo con Lui e offriamo con Lui queste sofferenze per amore e per la salvezza delle anime, la nostra sofferenza diventa più leggera, diventa una potenza di grazia e di salvezza. Questo vale anche per chi è sano e sta bene, perché nella vita camminiamo sulle spine, sui vetri, non dobbiamo farci illusioni di felicità che durano come una bolla di sapone. Dobbiamo riscattare la sofferenza e farla nostra, soffrire con Cristo. Questa è la salvezza cristiana per la quale ci vuole la fede, la preghiera, la buona volontà. È quella sofferenza che è compatibile con la pace e la gioia interiori, per cui si è felici anche se si soffre. Questo è il grande dono che Dio ci ha fatto, la grande medicina della sofferenza che dobbiamo meditare, farla nostra, imparare a portare la Croce con Gesù e a soffrire con Lui, affrontare le difficoltà della vita con Gesù.

La Madonna ci ha invitato nel Messaggio del 25 marzo 2024 a unirci a suo Figlio lungo la via del Calvario, della Croce e così restare uniti intimamente nel tempo delle prove che dobbiamo affrontare. Disponiamoci ad affrontare con la stessa fermezza e serenità con cui Cristo le ha affrontate e peseranno di meno, saranno molto fruttuose.

«In modo speciale, figlioli, pregate uniti a Gesù sulla Sua via Crucis» (25 marzo 2024).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

“LA CHIESA E’ INDISTRUTTIBILE” – Puntata 26″

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul Messaggio della Regina della pace sulla nostra partecipazione alla Passione del Signore

“Cari figli! In questo tempo di grazia pregate con me affinché il bene prevalga in voi e intorno a voi. In modo speciale, figlioli, pregate uniti a Gesù sulla Sua via Crucis. Mettete nelle vostre preghiere questa umanità che vaga senza Dio e senza il Suo amore. Siate preghiera, siate luce e testimoni per tutti quelli che incontrate, figlioli, affinché Dio misericordioso abbia misericordia di voi. Grazie perché avete risposto alla mia chiamata.” (25 Marzo 2024)

Cari amici, con il Messaggio della Regina della pace del 25 marzo 2024 la Madonna ci ha esortati a pregare uniti a Gesù sulla via della Croce. Questa esortazione ci aiuta a rivivere la Passione dentro di noi, con tutti i frutti che essa può dare. Gesù durante la Passione pregava ed è l’inizio stesso della Passione di Gesù, quando nel Getsemani eleva al Padre la preghiera che conosciamo “Padre, se possibile, passi da me questo calice. Sia fatta la Tua volontà”. Poi, alla fine della Passione, Gesù prega il Salmo 22: “Elì, Elì, lemà sabactàni” ovvero “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”. La passione si apre con il lamento per la situazione di abbandono, ma si chiude con la fiducia in Dio che viene a salvare. Gesù ha iniziato la Passione con la preghiera e finito con la preghiera, durante questo cammino ha continuato a pregare per la salvezza delle anime allo sbando, senza amore di Dio, in balìa del maligno. La Madonna lo seguiva e pregava. Non abbandoniamo Gesù in agonia fino alla fine del mondo.

Tuttavia, c’è una differenza: la Passione storica di Gesù ha avuto come compagna Maria, mentre ora Gesù chiama tutta la Chiesa a partecipare con l’esortazione della Madonna nella Settimana Santa.

Leggendo il Passio in tutte e quattro le versioni – particolari e ricchissime di spunti spirituali, nello spirito della preghiera e della fede, confrontando la nostra vita con quella di Gesù – noi riviviamo in noi stessi la Passione Redentrice, quindi diventiamo cooperatori all’opera della Redenzione. Questa è la similitudine fra la Passione di allora e quella di adesso.

Gesù ha vissuto con Maria la sua Passione per la redenzione del mondo, già completa che riguarda tutti gli uomini di tutti i tempi. Così come Maria – immagine della Chiesa – è stata accanto a Suo Figlio nel momento della sua Passione, così ora la Madonna rimane accanto alla Chiesa fino alla fine dei tempi, quando Cristo verrà nella gloria. In particolare, nella fase ultima dei tempi, che è quella che stiamo vivendo con tutte le tappe, le imposture, satana sciolto dalle catene, i grandi attacchi del male e la persecuzione della Chiesa. Come ci insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica, la Chiesa compirà la sua missione nel mondo e nella storia. Non con un trionfo ma attraverso la Passione di Cristo e la Sua morte per poter partecipare alla gloria della Risurrezione.

In questo momento, il mondo è oppresso dallo spirito del male, dall’odio, dalla cattiveria, dalla superbia e della rabbia distruttrice, è sedotto e attirato dalla proposta di satana. Introietta il veleno dell’odio contro Dio, che diventa odio fra di noi. Questa è quella porzione di umanità che la Madonna ci chiama a salvare con Cristo. Questa umanità allo sbando, che vaga senza Dio e senza amore –rivivendo la Passione di Cristo – la possiamo salvare. Questa è la nostra responsabilità, questa è la chiamata che abbiamo, la Madonna è qui da così tanto tempo proprio per questo. Chiama i suoi Apostoli nell’esercito che segue Dio, che si sottomette a Lui e lo ama, per poter salvare il maggior numero di anime possibili.

Come ha detto la Madonna nel messaggio del 25 marzo 2024: “Il bene prevalga in voi e intorno a voi”, questo è l’input che Maria ci dà all’inizio della Settimana Santa. Entriamo nella Passione insieme a Gesù, riviviamola in noi, diventiamo cooperatori della salvezza.

In questa chiamata siamo inclusi tutti, in modo particolare, quelli le cui sofferenze sono preziose: i malati, i diversamente abili, coloro che sono colpiti dai flagelli della vita più di altri, colore che sono nella sofferenza, nel dolore, nella fatica, nell’angoscia. Questo carico di dolori potrebbero inacidire i cuori e portare alla ribellione, ma con un atto di sottomissione e di amore si può accogliere questa sofferenza. Possiamo unirla a quella di Cristo e con Lui ci offriamo per la Redenzione del mondo affinché l’amore che noi diamo a Dio diventi grazia per quelli che hanno indurito i cuori e si convertano. Questa è la grande battaglia che è in atto adesso. Satana vuole distruggere il mondo, ma il suo obiettivo è impadronirsi delle anime e il suo potere è grande tanto che la Madonna ha detto: «Il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020).

La sofferenza della Regina della pace per questo è enorme. Già nei primi anni delle apparizioni aveva detto «Non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (24 maggio 1984). Questa è la battaglia escatologica nella quale siamo inseriti, di cui non dobbiamo mai perdere i valori veri, i protagonisti – la Madonna e l’impero delle tenebre – e l’obiettivo, che è la salvezza delle anime. Non facciamoci sviare da altre cose perché tutto il resto passa, passa anche la figura di questo mondo, ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova. Sono verità di fede, ma le anime immortali quando sono perdute lo sono per sempre.

Comprendiamo il sudore di sangue e l’angoscia di Gesù quando dice “Padre, se possibile, passi da me questo calice” è quella profezia di Simeone fatta alla Madonna che si realizza: “Questo Bambino è qui per la morte e la resurrezione di molti”.

Nella Settimana Santa ci raccogliamo in preghiera con Gesù, ci uniamo a Lui offrendo le sofferenze, le miserie, tutto ciò che ci pesa, le tentazioni, le avidità, le disperazioni. Offriamo tutto a Dio per la nostra espiazione, purificazione, per poter ottenere questa grazia immensa. Siamo di fronte ad una umanità perduta e che rifiuta la salvezza: «L’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023).

La Madonna è qui da così tanto tempo per impedire a satana di appropriarsi delle anime immortali. Entriamo nella dimensione della lotta spirituale per noi stessi, prima di tutto, e poi negli altri. Lasciamo da parte tante cose inutili, frivole, che passano. La Madonna a Kibeho, come ci ha riferito Natalie, ha detto che tanta gente vive come animali, bevono, dormono, si divertono, come se non avessero un’anima. Usciamo da questa dimensione miserabile della vita, eleviamoci, entriamo nella dimensione della fede, dell’amore, apriamo il cuore a Dio, uniamoci a Cristo che è l’unico Salvatore del mondo. Non c’è altra salvezza al di fuori di lui. Facciamo nostro Gesù Cristo nella Settimana Santa, lasciamolo entrare nei nostri cuori, lasciamo che la sua Croce ci abbracci, che la sua Resurrezione ci trasformi. Questa è l’esortazione che ha fatto la Regina della pace con il Messaggio del 25 marzo 2024.

È tutta un’altra Pasqua se la viviamo nella luce di Cristo, se ci uniamo a Cristo nella morte, nel peccato, nella Sua sofferenza espiatrice, nella sua gloriosa Resurrezione. Quando splende il sole di Pasqua sull’anima rinnovata o neonata, si apre un nuovo mondo e una nuova vita. Lo auguro a me stesso e a tutti voi, in questa Settimana benedetta.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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