Mese: Febbraio 2024 Pagina 13 di 16

“Satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via”
Giunti al termine della nostra riflessione sul modernismo è inevitabile concludere che siamo di fronte al più grande attacco di satana rivolto all’opera della creazione e della redenzione. Il modernismo nella varietà delle sue proliferazioni, è la negazione della dimensione trascendente dell’uomo e quindi della possibilità stessa della religione, ridotta a una proiezione dei bisogno umani. Gli strali del modernismo sono rivolti soprattutto contro il cuore pulsante della fede cristiana, che è Gesù Cristo, il Figlio di Dio che si fatto uomo e che ha salvato il mondo mediante la croce. Di qui l’attacco alla Chiesa cattolica, alimentato soprattutto dal suo interno, il cui esito finale è la riduzione del cristianesimo alla religione dell’uomo. Questo processo, che si è sviluppato nell’ultimo secolo e che si accelerato negli ultimi decenni, si configura come una vera e propria “impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.” (Catechismo C. C 675). Infatti, il segno più evidente del modernismo è l’apostasia di massa che ha investito l’Occidente, in modo particolare quella parte dell’Europa che la divina misericordia aveva salvato dall’imperversare delle “ideologie del male”, il nazismo e il comunismo. Soprattutto in questo ambito la Chiesa soffre a causa della perdita della fede di molti suoi membri e dalla tiepidezza di molti altri, che si adattano al clima diffuso di mondanità spirituale, che dissolve la fede e trascina le moltitudini nella palude del peccato.
Chi ha la grazia della fede non fatica a vedere in questo fenomeno, di chiara natura anti-cristica, l’azione dell’antico serpente, che ripropone all’umanità la tentazione delle origini: “Diventerete come Dio” (Genesi, 3, 5). Attraverso il modernismo il serpente antico tenta di estendere il suo dominio assoluto sull’umanità e di mettere se stesso al posto di Dio. Spegnendo le verità della fede avvolge il mondo nella falsa luce della menzogna e, cancellando i comandamenti, abbatte le barriere fra il bene e il male, trascinando l’umanità nella rovina eterna. Il mondo senza Dio viene costruito di giorno in giorno nel cuore degli uomini, che passano dalla fede all’incredulità quasi senza accorgersene, respirando il veleno malefico dello spirito del tempo. La grazia inestimabile della presenza della Regina della pace ha impedito al nemico, in possesso di tutti i mezzi possibili, di avvolgere il mondo nella tenebra assoluta e di spingerlo nell’abisso della distruzione e della morte. Lo scatenamento del mistero di iniquità e il dilagare dell’apostasia anti-cristica hanno reso necessario l’’intervento della Madre di Dio, cosicché il tempo di satana è divenuto il suo tempo. Nelle sue ultime apparizioni sulla terra, che continueranno sino alla vittoria finale, la Regina della pace sta erigendo una diga insuperabile, formata dai cuori degli umili che credono, amano e combattono fino al dono della vita. E’ per mezzo di loro che la Madonna riporterà la sua più grande vittoria contro le porte dell’inferno, salvando la Chiesa e innumerevoli anime, e preservando il mondo da una distruzione senza speranza.
Nei suoi più recenti messaggi, rivolti alla parrocchia di Medjugorje e quindi alla Chiesa intera, la Madre di Dio ha smascherato il piano di satana, attraverso il modernismo e ha esortato i suoi figli non solo a pregare, ma anche a lottare. “Voi, figlioli, pregate e lottate contro le tentazioni e contro tutti i piani malvagi che satana vi offre tramite il modernismo. Siate forti nella preghiera e, con la croce tra le mani , pregate perché il male non vi usi e non vinca in voi” (25 – 03- 2015). Infatti nel momento della grande prova si manifesterà tutto il potere di seduzione delle potenze del male e la violenza che cova nel cuore dei malvagi. Sono momenti in cui ogni cristiano deve poter dire col salmista che gli è più cara la grazia della vita. Infatti “Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti verso Dio e le cose di Dio” ( 25 – 01- 2017). Questo lo vediamo con i nostri occhi, se in essi vi è ancora un barlume di fede. La Madre ci ammonisce che potremmo essere fra coloro che tradiscono e che satana usa per i suoi scopi. Sono infatti molti i cuori che il maligno ha trasformato in lande deserte e senza vita, abitate dai serpenti e dagli scopini delle passioni più sfrenate. L’astuta serpe fiuta il momento propizio per la sua rivincita e prepara il suo attacco nell’ora delle tenebre, mentre noi dormiamo: “ Satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via” (25 – 10 – 2016). Nessun fedele della Gospa può lasciar cadere questi ammonimenti e chiudere gli occhi sui pericoli che insidiano le anime delle moltitudini e il futuro del mondo. Lasciarsi trascinare dall’apostasia modernista, infatti, significa perdere eternamente la propria anima, precipitando nell’abisso senza ritorno.
L’invito della Madonna si riassume in due parole cariche di significato: “Pregate e lottate”. Si tratta di un’esortazione forte, di un vero e proprio imperativo che tocca il cuore e che richiede una risposta “senza se e senza ma”. I fedeli della Gospa sono persone semplici ed umili, che tuttavia dispongono di un arma invincibile e alla portata di tutti. E’ l’arma della preghiera, che compie miracoli nei cuori e nel mondo. Nella preghiera ricevono la luce del discernimento e la fortezza per resistere saldi nella fede nel momento della persecuzione e della seduzione. Nella preghiera si sperimenta la presenza di Gesù, il Figlio di Dio e il Redentore del mondo, che cammina con noi fino al tempo della sua seconda venuta. Nella preghiera si riceve il dono della fortezza per testimoniare la fede anche a costo del martirio. Nel tempo dell’impostura anti-cristica, infatti, la fede di ognuno viene messa alla prova. Beati coloro che ne conservano l’integrità, senza cedere neppure un frammento della rivelata alla sapienza seduttrice dei falsi maestri e dei falsi profeti.
Come ha ammonito il grande Papa Paolo VI, oggi è la stessa fede cattolica che viene messa in questione e lo è per mezzo di un pensiero non cattolico che tende a diventare maggioritario anche nella Chiesa. Ecco le sue profetiche parole pronunciate l’ 8 Settembre 1977: “C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca:“ Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”. (Cfr Paolo VI segreto – Jean Guitton – Edizioni San Paolo – 2002 pag 152-153). La lotta per l’integrità della fede cattolica è il compito che la Regina della pace affida ai suoi fedeli nel tempo dell’attacco dell’impero delle tenebre per mezzo della pandemia modernista. “Se voi non temete e testimoniate con coraggio, la Verità trionferà miracolosamente.” (02 -06 – 2015).
Vostro Padre Livio
Nel tempo dei segreti i soldati abbandoneranno le armi e incominceranno a pregare

Carissimo Padre Livio,
Lei ha ragione a spiegarci tutto quello che la Madonna ha detto riguardo ai segreti perché, in una fase di caos globale come quello che stiamo vivendo, il fatto che la Madonna abbia in mano la situazione, come dimostra la loro rivelazione tre giorni prima, dà molta speranza alla gente che diversamente cadrebbe nella disperazione.
Supponiamo, caro Padre, che il luogo degli eventi sia in Europa, dove ci sarà anche il segno di Dio sulla collina. Lei non crede che questo scenario nel quale il Cielo si manifesta con potenza e gloria mai viste, alla fine indurrà i popoli che si combattono ad abbandonare la guerra e a fraternizzare fra loro?
Io caro Padre credo in questo miracolo di Maria ed è per questo che guardo al futuro con speranza.
Sono forse troppo ottimista? Lei che ne pensa?
Ave Maria
Virgilio da Mestre
Caro Virgilio,
la tua intuizione è sorprendente ma potrebbe davvero verificarsi. Non vi è dubbio infatti che la Madonna abbia un suo piano di salvezza, che si realizzerà con la forza irresistibile di Dio. Al riguardo è stata chiara: “Dio vi ama e manda me per salvare voi e la terra sulla quale vivete.”
Tuttavia satana non demorderà e la disgregazione dell’impero delle tenebre avverrà gradualmente ma inesorabilmente. Satana e i suoi non potranno distruggere se non ciò che Dio permetterà.
Dovremo essere forti nella fede per aiutare la gente che aprirà gli occhi a trovare rifugio sotto il manto di Maria.
Per chi si affida alla Madonna il tempo dei segreti non sarà un’esperienza di paura ma di grazia e di liberazione.
Ave Maria
Padre Livio
Perché la Madonna ha messo in guardia Medjugorje dall’insidia modernista (25 Settembre 2023)?

Don Cortesi spiega la ritrattazione
Don Luigi Cortesi, professore di filosofia del Seminario di Bergamo, nel libro “Il problema delle apparizioni di Ghiaie”, descrive il modo con cui riuscì a indurre Adelaide Roncalli (7 anni) a ritrattare le apparizioni. Tipico esempio di mentalità modernista pregiudizialmente ostile a ogni forma di manifestazione del soprannaturale.
Egli scrive (pp. 220-221): “Ranzanico, 23 luglio, ore 22,30 — Siamo bucolicamente sdraiati nel praticello dell’asilo, in faccia al lago sottostante…
La conversazione sfarfalleggia da un argomento all’altro. Ma mi è facile condurla, al momento buono, dove voglio. La fermo sulle paure del buio, dalle quali Adelaide s’è lasciata agitare anche l’altra sera.
– Non devi aver paura, dunque, se quelle immagini non sono vere. Del resto, chi è quieto in coscienza non teme neppure il diavolo. Si direbbe che tu non sia quieta in coscienza.
– Che cosa vuol dire “quieta in coscienza”?
– Non si è quieti quando si prova rimorso, perché si hanno peccati sull’anima. Li hai tu?
– Non so… Chi ha un peccato sull’anima, se dice un’Ave – Maria, il diavolo scappa via, no?
– Lascia stare il diavolo. È sempre bene dire un’Ave Maria, ma non basta: chi è in peccato mortale deve confessarsi. Forse che ce l’hai tu?
– Non so. Che cosa sono i peccati mortali?
– Sono peccati grossi che, se morissimo…
– Per esempio?
– Per esempio…
– E intanto annaspo per trovare l’esempio adatto. Non voglio buttarle in faccia il caso suo, senza averla preparata. La bimba è sulle spine e ripete tre volte:
– Per esempio?
– Ecco per esempio: un tale va in tribunale e dice al giudice: “Questo fascista ha ucciso dieci partigiani”. La cosa non è vera, ma il giudice fa ammazzare il fascista. Ebbene, quel tale ha commesso peccato grave.
– Io non ho mai fatto queste cose. Non ho mai parlato di soldati.
– Lo credo bene. Ma io non dicevo di te… Però anche tu hai fatto delle bugie grossettine, grossettine, colla storia della tua Madonna.
Adelaide non si ribella: pare angustiata della sua colpa e chiede ansiosa:
– È peccato mortale? — È terribile compito il convincere di peccato grave la coscienza di un bambino: ma bisognerà pure illuminarla, quando chessia.
– Adelaide mia, non ti voglio ingannare. Tu sei piccola e forse il tuo non è un peccato grave, perché tu non sapevi bene tutto il male che facevi. Ma se avessi fatto io, io che ho più di trent’anni quello che hai fatto tu, se io avessi detto alla gente che mi era apparsa la Madonna sapendo che non era vero, io avrei commesso un peccato mortale, grosso, grosso, uno dei più grossi… Invece, forse tu non sapevi…
– È più grosso ancora del peccato mortale?
– Eh, no. Tutti i peccati grossi sono mortali.
– No, ci sono dei peccati più grossi dei mortali.
– Quali? Vuoi dire i peccati contro lo Spirito Santo?
– No, un altro.
– Che gridan vendetta al cospetto di Dio?
– No, un altro.
– Me lo dirai quando ti viene in mente. Però, tu l’hai confessato per bene, non è vero?
– Sì, annuisce Adelaide col capo”.
Il 31 luglio (pag. 225) il Cortesi ripete ad Adelaide: “Certo, una bugia, in queste cose della Madonna è peccato grosso… E quindi devi confessarti, chiedere di cuore perdono al Signore e alla Madonna: poi devi fare penitenza…
Domani saremo a Bergamo e ti potrai confessare. Se vuoi, puoi venire da me, perché io so già le cose…”.
Il 13 agosto (pp. 228-229), a Bergamo, don Cortesi, tra l’altro dice alla bambina:
– Io so che non ti sei ancora confessata…
– Sì, mi sono confessata da quell’altro…
– Volevo dire: non ti sei ancora confessata di quella bugia circa la tua Madonna, non è vero?
– No, non ne ho parlato.
– Vedi ascolta: secondo il tuo parere, fu bene o male che tu dicessi di aver visto la Madonna?
– Male.
– Perché fu male?
– Perché è una bugia.
– Se è male devi confessartene…
– Penso che Mons. Vescovo vorrà conoscere questa storia della Madonna: a lui bisogna dirla per bene. Tu certamente avrai vergogna di confessare la tua bugia. Perciò facciamo in questo modo: tu scrivi una lettera e ci metti tutto ciò che il cuore ti detta; io poi la porterò al vescovo. Vuoi?…”.
Gli interrogatori martellanti non potevano che portare alla ritrattazione. La resistenza della bambina, nell’isolamento, durata più di un anno, a una tale coercizione morale, è un prodigio.
Questi fatti procurarono gravi ferite nella psiche e nella coscienza della bambina, e furono la causa principale di altre ritrattazione.
GLI INGANNI E I SOFISMI PER DISTRUGGERE GHIAIE DI BONATE: IL DIAVOLO GENTILE E’ IL PIU’ PERICOLOSO

Don Luigi Cortesi, giovane e brillante professore del Seminario di Bergamo, filosofo, giunse alle Ghiaie il venerdì 19 maggio 1944. Si mosse subito con lo spirito indagatore dello studioso, con signorilità ed affabilità, tanto che non gli risultò difficile prendere in mano la situazione ed entrare nel ruolo dell’inquisitore dei fatti delle Ghiaie. Non entrò con mandato del vescovo ma di propria iniziativa. Assistendo alle visioni, violò il divieto del vescovo ma pensò comunque che l’autorità ecclesiastica dovesse tollerare che qualcuno violasse il divieto per indagare e riferire esattamente i fatti. Il 22 maggio diede un ampio resoconto al vescovo che non lo rimproverò ma lo ringraziò.
Interpretò quel ringraziamento come un permesso sottaciuto e continuò a studiare la bambina che nel frattempo era stata portata a Bergamo. Il 27 maggio, il permesso sottaciuto divenne permesso esplicito e da quel giorno Don Cortesi prese in mano la situazione. Dopo le apparizioni, la bambina fu portata via dalle Ghiaie e Don Cortesi diede ordine che nessuno potesse avvicinarla senza il suo permesso.
La ritrattazione
Don Cortesi passò presto a fare l’avvocato del diavolo e sottopose la bambina per molto tempo a dure prove, con forti pressioni sulla psiche e la coscienza della bimba. Il 15 settembre 1945 riuscì finalmente a farla ritrattare facendole scrivere, con l’inganno, su una pagina di quaderno:
| “Non è vero che ho visto la Madonna. Ho detto una bugia, perché non ho visto niente. Non ho avuto il coraggio di dire la verità, ma poi ho detto tutto a don Cortesi. Adesso però sono pentita di tante bugie. Adelaide Roncalli. Bergamo-15 settembre 1945”. |
Ecco come Adelaide riportò l’episodio nel suo diario:
“In una sala delle Suore Orsoline di Bergamo, dopo aver chiuso le porte, Don Cortesi mi dettò le parole da scrivere sullo sfortunato biglietto. Mi ricordo benissimo che, posto lo stato di violenza morale che stavo subendo, lo macchiai ed egli divise il foglio e me lo fece rifare, con molta pazienza, pur di ottenere il suo scopo. Così il tradimento fu compiuto”.
Si andò di male in peggio per molto tempo e don Cortesi continuò la sua crudele opera inquisitoria. Dopo crescenti rimostranze di persone oneste, il vescovo di Bergamo finì, ma troppo tardi, per vietare perentoriamente a don Cortesi di avvicinare la bambina.
La riaffermazione
Ritornata in famiglia per qualche settimana di vacanza, il 12 luglio 1946, alla scuola materna di Ghiaie di Bonate, Adelaide riaffermò per iscritto quanto segue:
| “Ghiaie Bergamo 12-7-1946 Roncalli Adelaide È vero che ho visto la Madonna (Io ho detto che non ho visto la Madonna perché mi aveva dettato Don Cortesi ed io per ubbedire a lui ho scritto così). Roncalli Adelaide” Il foglio fu anche firmato da 7 testimoni: il parroco, le 4 suore, Rota Agnese e Roncalli Annunciata. |
Adelaide scrive in un diario:
“Nel 1947 andai dalle Suore della “Sapienza” e, qui, feci il mio grosso sbaglio; narrai tutto quanto era successo nelle apparizioni, affermando con precisione di aver visto la Madonna e sentite le sue parole. Sul finire della narrazione fui presa da grande paura; le parole di don Cortesi: “Fai peccato ad affermare di aver visto la Madonna” mi dominarono. Dapprima tacqui, poi decisi di ripetere ciò che avevo imparato da don Cortesi, e perciò dissi di non aver visto la Madonna”.
Bastano queste righe per capire con quale violenza psicologica don Cortesi avesse legato a sé la bambina in un rapporto di totale dipendenza.
La relazione favorevole di padre Agostino Gemelli
In data 11 luglio 1944, padre Agostino Gemelli, psichiatra e psicologo di fama internazionale, incaricato espressamente dal vescovo di effettuare esami approfonditi sulla bambina Adelaide Roncalli scrisse, tra l’altro, nella conclusione della sua lunga relazione inviata a monsignor Bernareggi, vescovo di Bergamo:
“È da escludere che si tratti di soggetto anormale in cui la menzogna dia ragione del racconto delle visioni avute. L’osservazione prolungata di quattro giorni avrebbe permesso, specialmente mediante test mentali, di mettere in luce una tale personalità nel quadro della quale sarebbe in modo evidente e pronto apparso il desiderio di ingannare o di presentare in maniera diversa dalla realtà la propria personalità. Lo si può escludere nel modo più assoluto, anche perché la bambina non ritorna mai spontaneamente sul racconto delle visioni; interrogata, abbassa la testa, si fa seria, tace; inoltre tutta la personalità si presenta allo psichiatra come una personalità dominata dalla spontaneità, dalla semplicità, dalla immediatezza, ossia da caratteri che non possono essere imitati da una bambina… Siamo di fronte ad un tipo precocemente positivo, realistico, sintetico, ossia a ciò che vi è di più opposto al tipo isterico…grazie all’esclusione di forme morbose della personalità o di atipie di essa, possiamo affermare che se le asserite visioni di Bonate sono vere, non sono opera di mente malata, ovvero effetto di immaginazione, ovvero effetto di suggestione…”
Padre Gemelli fu accanitamente contrastato da Don Cortesi.
Il processo
La commissione teologica, purtroppo, si lasciò guidare nel suo lavoro dall’indagine del prof. don Luigi Cortesi assunta arbitrariamente e senza alcuna garanzia di legalità.
Tra il 21 maggio e il 10 giugno 1947, si riunì il tribunale ecclesiastico e Adelaide fu chiamata a deporre. Durante uno degli interrogatori, alla fanciulla fu presentato il suo biglietto con la negazione. Adelaide si sentì ingannata da don Cortesi e preferì chiudersi nel silenzio e piangere. Nel 1960, Adelaide ebbe a dire a Padre Mario Mason, in merito al suo interrogatorio al processo:
“Quando firmai quella lettera, che mi aveva lui stesso dettata assicurandomi che era riservata solo a lui, dentro di me sentii subito che quello che avevo scritto era falso. Ma ormai don Cortesi si era presa la lettera firmata. Rividi quella lettera nel giorno del mio interrogatorio sul tavolo dei giudici della Curia di Bergamo, e dopo il giuramento prestato di dire tutta la verità… compresi ancora di più che ero stata ingannata da don Cortesi. Che cosa mi restava da fare? Potevo osare di denunciare davanti a tanti preti don Cortesi come un falso? Preferii tacere e piangere…”
(Vedi: “Lampade viventi”, febbraio 1978, Milano)

Pensiero Spirituale sul vivere nella luce dell’eternità
Cari amici, è importante vivere la nostra vita sulla Terra nella luce dell’eternità. È questa la visione cristiana della vita, concepita come un cammino verso Dio, verso l’ultraterreno, verso il golfo di luce, di pace e di gioia nel cuore della gioia trinitaria che è il destino per il quale siamo stati creati.
Siamo stati creati per il Paradiso. La predestinazione del Cielo è l’intenzione di Dio, ma è un traguardo per il quale Dio ci ha creato dandoci un’anima spirituale e immortale capace di Lui. Siamo stati creati capaci di Dio. A Dio ci uniamo attraverso la divinità di Gesù Cristo diventando figli nel Figlio. Siamo chiamati ad entrare nel cuore stesso della Santissima Trinità, è questo il destino di ogni uomo ed è la motivazione per la quale siamo stati creati.
Siamo stati creati per la partecipazione alla divina natura e per la gloria eterna del Paradiso. Questa predestinazione passa attraverso la nostra libertà, la nostra accettazione. Siamo quindi chiamati ad accogliere questo progetto di Dio sulla nostra vita che è un progetto di amore, di felicità e questo avviene mediante il sì della fede, il sì a questo progetto di amore e a tutto quello che comporta questo sì.
Purtroppo, il cammino nella fede è anche un tempo di prova ma quando saremo davanti al Padre tutto ci sarà chiaro, la nostra volontà sarà tutta polarizzata nella risposta di amore a Dio Santissima Trinità. Sulla Terra siamo in certo senso nella penombra perché la fede è una grande luce ma allo stesso tempo è oscura; se così non fosse non sarebbe libera. La vita è un tempo di prova, un tempo di cammino, un tempo di pellegrinaggio, è un tempo da vivere già adesso, camminando sulla Terra con lo sguardo verso il Cielo e quindi – con la luce della fede che ci indica il traguardo, che ci istruisce, che ci fa entrare in contatto con i misteri della fede, con Dio Santissima Trinità, con gli angeli e i santi, con Maria che è la corona di tutta la Creazione visibile e invisibile.
La Gerusalemme celeste è il traguardo della nostra vita deve diventare anche il traguardo quotidiano nel nostro cammino. La nostra vita sia un cammino con i piedi sulla Terra e gli occhi rivolti al Cielo.
La nostra fede, il nostro cuore, i nostri sentimenti, il nostro desiderio di eternità siano tutti rivolti al Cielo. I santi desideri ci fanno sperimentare un pezzetto di Paradiso già sulla Terra. È, allora, fondamentale vivere il cammino della vita nella luce dell’eternità.
È la preghiera che ci mette in contatto con Dio. La preghiera è un a tu per tu con il Cielo. Attraverso la preghiera si entra in continua comunicazione esistenziale con Dio; è una comunicazione reale, certamente non visibile ma sicuramente sperimentabile col cuore.
La preghiera ci mette in comunicazione con la Gerusalemme celeste di cui siamo già cittadini e che possiamo già gustare nel cammino di questa vita. È mediante la preghiera quotidiana, mediante la preghiera liturgica che ha come cuore la Santa Messa e la preghiera del Santo Rosario, siamo già cittadini della Gerusalemme celeste, camminiamo nel tempo ma con gli occhi rivolti all’eternità.
Con questo atteggiamento spirituale siamo in grado di affrontare e superare le prove, le tentazioni, le persecuzioni, le battaglie spirituali perché siamo forti della luce del Cielo e della grazia d’amore che ci incoraggia, ci fortifica, ci guarisce dalle ferite quotidiane che ci vengono inflitte dall’impero del male.
Il mondo di oggi è chiuso su se stesso, l’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Il mondo moderno ha rinunciato al Cielo, all’Aldilà, ha ridotto Dio a un’inutile ipotesi. Il mondo moderno ha rinunciato a tutti quei beni spirituali che vengono da Dio: la pace, l’amore, la gioia, la felicità. L’uomo moderno si è rinchiuso nella caverna, vive guardano ai beni terreni e materiali e quindi non eleva lo sguardo al Cielo, non si lascia illuminare dalla luce di Dio.
Senza la grazia di uno sguardo sull’eternità come possiamo guardare la nostra vita? Chi ha la fede vive la propria vita come un cammino verso una mèta; chi non ha questo sguardo di fede concepisce la vita come una corsa a vuoto, affannandosi senza una precisa direzione.
L’uomo moderno non vuole Dio e galleggia come una barchetta in un mare tempestoso, nel buio pesto e senza mèta. Senza Dio vaghiamo nel nulla. L’uomo moderno ha perso il Cielo, ha perso Dio, ha perso l’anima, ha perso la moralità, ha perso la giustizia, ha perso la bellezza, ha perso il perdono, ha perso la gioia.
Man mano che il tempo passa e man mano che l’impero del male ci assorbe con i suoi veleni il mondo si imbruttisce, si perverte, si avvelena.
La Regina della pace ci ha invitato a essere a Sua immagine e non a immagine di satana. Essere a immagine di Maria significa essere illuminati dalla fede e guardare al Cielo; chi è a immagine di satana è nell’ombra e guarda a terra.
Attraverso la fede, la preghiera, la rinuncia al male, il combattimento spirituale viviamo una vita cristiana orientata all’eternità.
Non dobbiamo farci travolgere dalle cose del mondo, non dobbiamo farci intrappolare dalle sabbie mobili delle cose materiali. Satana vuole inghiottirci nell’abisso della disperazione, dell’odio, della morte e della perdizione eterna.
L’unica salvezza è Cristo Risorto! Viviamo coltivando la preghiera quotidiana e guardando al Cielo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

I dieci segreti di Medjugorje sono la realizzazione di Fatima. Ma la profezia di Fatima parla solo della Russia e della Chiesa
Due ascoltatori che vivono in Francia mi hanno scritto quanto vi sto per riportare sotto. Sto sviluppando un pensiero che è contrastato da tutti quegli ascoltatori che fanno parte della schiera pro-Putin e sappiamo che Putin ha più sostenitori in Italia che in Russia, noi europei rischiamo un’invasione e dobbiamo prepararci a difenderci oppure prepariamoci ad arrenderci.
«Caro Padre Livio, desideriamo veramente comunicarti non solo la nostra vicinanza ma anche il nostro” grazie” per il tuo editoriale di stamane (1° febbraio 2024). Nelle tue parole non vi è che la conferma della linea di condotta di Radio Maria, da te impressa, nei 30 anni in cui ti ascoltiamo. Con garbo ed emozione sincera, ispirati alla tua fedeltà e al tuo amore per la Chiesa, hai lanciato un “S.O.S” accorato di fronte a un “silenzio” assordante su cosa rappresentano realmente le apparizioni della Gospa a Medjugorje e un colpo alla campana di vetro in cui da alcuni anni le si è avvolte perché non… disturbino.»
In poche parole, la Madonna a Medjugorje è venuta per salvare l’Europa dalla Russia. Se non si parla chiaro, è meglio non parlare. Questa è un’idea giusta anche se va completata, cioè la Regina della pace è apparsa a Medjugorje per realizzare ciò che ha iniziato a Fatima: per salvare l’Europa dalla Russia, su questo ho una convinzione personale molto profonda e ne sono certo. Tuttavia, non si troverà nessuno che affermerà che la Gospa è venuta a Medjugorje a salvare l’Europa dalla Russia, come se la Madonna in passato non ci avesse salvato più volte, da Lepanto fino a tutte le battaglie dei secoli successivi, come se non fosse venuta in Europa con apparizioni varie e non fosse intervenuta per salvarci dall’Islam.
Adesso è venuta per salvarci dall’orso russo, il quale non fa come quando il comunismo si è imposto ai Paesi dell’est europeo ma ha lasciato vivere la Chiesa cattolica. L’orso russo imporrà l’ortodossia a tutti e perseguiterà quelli che non si convertiranno.
«Noi che siamo andati per la prima volta il 23/6/1993 in tempo di guerra, ritornati un numero di volte che neppure contiamo più, iniziato un cammino di conversione che dura tuttora, nelle tue parole abbiamo rivisto il film di quanto abbiamo vissuto, constatato e purtroppo perduto.»
“Perduto” perché il motivo delle apparizioni della Madonna a Medjugorje l’abbiamo perso. È chiaro che è avvenuto per sostenere la Chiesa, ma soprattutto per sostenerla nella persecuzione che le verrà sferrata contro. Non dimenticate che nel terzo Segreto di Fatima sono i soldati che sparano sul Papa, sui cardinali e suoi vescovi e soldati appartengono ad uno Stato.
Con lo scrollone e relativo commovente messaggio del 1° gennaio, il susseguente del 25 gennaio la Gospa vuole che l’anno della preghiera, promosso da Papa Francesco, deve essere “preghiera per le sue intenzioni”, se vogliamo salvarci da quello che avverrà prossimamente.
Sono intenzioni che la Madonna non può svelare, non può invitarci a pregare per salvarci dall’attacco della Russia che comunque c’è stato in Ucraina e che può espandersi.
A tale proposito voglio citare quanto dichiarato domenica 28 gennaio 2024 da un grande reporter francese, Patrick Forestier, che ha coperto i conflitti mondiali sin dalla fine degli anni ‘70 per Paris Match e la Televisione francese, intervistato a proposito del suo libro “Poutin face à la France” scritto dopo essersi recato in Ucraina nell’estate 2022.
“Eccoci ritornati ai temi dell’URSS… Putin ricrea il progetto sovietico a modo suo. È un ritorno all’indietro che ci porta a prima della caduta del muro di Berlino. Il suo obiettivo è semplice: prendere il controllo di metà dell’Europa”.
Vuole tutta l’Europa non gli basta metà, vuole soprattutto Roma.
Questa guerra ibrida non è iniziata il 24/2/2022 con l‘attacco dell’Ucraina, ma molto prima, in Africa contro la Francia. Putin ha iniziato con l’infliggerci una piccola ferita che è degenerata in un cancro… In dieci anni siamo stati espulsi da tutta l’Africa e le armi si sono rivolte contro di noi. Putin ha visto che la Francia era vulnerabile…
La Russia controlla una buona parte dell’Africa.
Il contesto nel Medio Oriente è pane benedetto per lui. Approfitta del caos per immischiarsi nella regione e uscire dal suo isolamento. Cerca di diventare amico dei Paesi arabi, compreso l’Arabia Saudita. Putin si serve della guerra tra Hamas e Israele come di un vettore supplementare contro di noi…Se Putin sfonda il fronte ucraino, andrà a Kiev e Odessa e si avvicinerà all’Europa di 1 500 Km. Se l’Ucraina si sfalda, i Russi saranno alla frontiera rumena e la Moldavia, che non fa parte della Nato, cadrà. Se si installa alla frontiera della Nato con dei Soukoï, sarà nella capacità, con dei rifornimenti, di essere sull’Italia e a portata di tiro di Nizza. Agli occhi di Putin, l’Ucraina non esiste. Aveva previsto di avvallarla, di mettere una “testa di legno” a guida del paese come ai tempi del Patto di Varsavia e installare basi militari davanti alla Romania e alla Polonia…
Ovviamente tutto questo è dal punto di vista francese dove però ha anche detto che con dei rifornimenti potrà arrivare presto in Italia e a portata di tiro di Nizza.
Per noi la posta in palio non consiste unicamente nella difesa dell’Ucraina ma nella difesa della Francia. I politici hanno torto di non dirlo chiaramente ai francesi. Al di sopra di tutto c’é la nostra libertà e quella dei nostri figli. Se l’Ucraina cade, Putin non ci bacerà sulla bocca come nel passato i compagni comunisti, ci farà pagare caro la sua vittoria…”
Il testo sopra riportato è di un giornalista francese che finalmente dice le cose come stanno, perché i politici lo sanno quello che sta accadendo, ma hanno paura a parlarne. L’Europa è l’obiettivo della Russia: questa non un’affermazione solo politica ma anche la ragione per cui la Madonna appare a Medjugorje. La Regina della pace è apparsa per difendere l’Europa dall’invasione russa, prima per far cadere il comunismo e quindi di impedire che venissimo annessi all’area comunista; adesso è qui per difenderci dalla Russia ma anche dal tentativo chiarissimo ed esposto dagli ideologi russi di imporre la religione russa – l’unica e vera – a tutti gli europei che professano la Chiesa cattolica. Non credo che ci sarà una venia per gli atei o per i gender, ma sicuramente per i cattolici non ci sarà spazio. Come dice Dugin “dobbiamo salvarli dalle fiamme dell’inferno e portarli alla vera religione che è quella ortodossa.”
Il concetto è che chiunque può arrivare a capire che l’obiettivo di Putin non è l’Ucraina ma tutta l’Europa. L’Ucraina è solo il primo boccone dell’orso ha detto Dugin. Dal punto di vista religioso – dalla profezia di Fatima – la Madonna è qui per questo, per salvare l’Europa e in particolare Roma e il papato dall’annientamento. Questo per me ormai è chiaro.
Leggiamo la profezia del secondo Segreto di Fatima, tutti i conti tornano chiarissimi:
“Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.»
La Madonna è qui da così tanto tempo per realizzare quanto aveva preannunciato a Fatima. È stato un lungo e travagliato cammino e nel tempo dei Segreti il piano di Maria si compirà, speriamo senza conseguenze irreparabili per il nostro continente e per l’Italia.
Queste prospettive sembrano irreali a molti europei, eppure tutto quello che la Russia ha fatto e sta facendo è esattamente quello che la Madonna ha rivelato sia a Fatima che a Medjugorje. Per molti ci sarà un brusco risveglio, ma sarà troppo tardi.
Queste cose erano già note sotto il profilo religioso, questa lettera ci ha riportato esattamente un’analisi di una giornalista in Francia che ha descritto esattamente la sua opinione che è quella di dilagare in Europa.
(Padre Livio – Editoriale 2 Febbraio 2024)
