"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2024 Pagina 5 di 17

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

PUTIN COME INDOTTRINA I BAMBINI NEI TERRITORI OCCUPATI IN UCRAINA

di Milena Gabanelli e Marta Serafini – Corriere della seras 24 Gennaio 2024

L’invasione russa sta scagliando un prezzo non ancora calcolabile sul futuro dell’intera Ucraina, e colpisce milioni di bambini e giovani. I dati sono quelli del ministero dell’Istruzione ucraino: dal 24 febbraio 2022 più di 3.000 istituti scolastici in Ucraina – il 10% del totale – sono stati danneggiati o distrutti, mentre blackout e connessioni Internet interrotte ostacolano l’apprendimento da casa. Solo nel 2022 i bambini ucraini sono stati costretti a trascorrere l’incredibile cifra di oltre 900 ore nei rifugi antiaerei. Ma a disporre di shelter è il 60% degli istituti scolastici del Paese, vuol dire che circa il 40% delle scuole non può riprendere l’apprendimento in presenza. E ancora: nei mesi autunnali e invernali, l’Ucraina è stata afflitta da frequenti e prolungate interruzioni di corrente, e quando a un insegnante manca l’elettricità, l’intera classe perde la lezione, indipendentemente dal fatto che la lezione prevista in presenza o virtuale. Attualmente solo il 26% degli studenti è in grado di frequentare la scuola in presenza. Con inevitabile peggioramento sia del rendimento scolastico che della qualità deIl’istruzione.

Pressioni e ritorsioni su famiglie e insegnanti

Nel frattempo, migliaia di studenti e insegnanti che vivono sotto occupazione subiscono pressioni affinché passino alla scuola russa. A ottobre 2023 circa 1.300 scuole si trovavano nei territori ucraini occupati dalla Russia. Il personale docente è stato inviato in Russia o nella Crimea occupata per riqualificarsi secondo i parametri imposti da Mosca e parte di esso è stato minacciato di essere sostituito da insegnanti russi se si fosse rifiutato. Secondo le testimonianze che abbiamo raccolto, a partire dallo scorso mese di settembre, i genitori nei territori occupati ricevono una tantum di 10.000 rubli (145 euro) per mandare i propri figli a scuola russa, più 4.000 (50 euro) al mese per il vitto. Tuttavia, le scuole mancano di insegnanti qualificati, con i bambini costretti a leggere i libri di testo da soli, portando ad un declino della qualità dell’istruzione e della disciplina. In un report, basato sulle testimonianze di 23 operatori scolastici e 16 famiglie, Amnesty International scrive: genitori e insegnanti che tentano di continuare l’istruzione ucraina durante il periodo dell’occupazione rischiano la prigione. Alcune famiglie addirittura hanno nascosto i propri figli, temendo che vengano rapiti e mandati in strutture di «rieducazione» in Russia. Ma nonostante i rischi, insegnanti e genitori cercano in tutti i modi di organizzare lezioni di ucraino. Lo studio parla di lezioni tenute segretamente e distribuzione clandestina di libri.

Cosa si insegna ai bambini ucraini

Il modello Crimea, annessa dalla Russia da più di otto anni, mostra come l’istruzione nei territori occupati miri – con successo – a cancellare l’identità ucraina e a militarizzare i bambini. Un esempio su tutti: durante le lezioni di storia viene insegnato che l’Ucraina ha sempre fatto parte della Russia. Secondo le testimonianze di chi è fuggito dalle zone occupate e secondo quanto si osserva dalle chat Telegram, i russi hanno inondato le zone dell’oblast di Zaporizhia occupate con 34.000 libri di testo di propaganda. I bambini ora sono costretti a imparare il russo e a cantare l’inno russo, indossare abiti tradizionali russi e a scrivere lettere ai soldati russi. Tutte informazioni confermate anche dagli insegnanti ucraini fuggiti dai territori occupati con cui abbiamo parlato nella regione di Zaporizhia nei mesi scorsi. Coloro che rifiutano vengono minacciati di essere allontanati dai genitori per essere «rieducati negli orfanotrofi russi».

«Il mio Paese si chiama Russia»

A Mariupol tutte le scuole della città sono circondate da recinzioni e l’ingresso è presidiato dai militari. I genitori ogni mattina accompagnano i bambini al cancello e alla fine della giornata li vanno a riprendere. Non possono verificare come si svolge il processo educativo. Il tricolore russo, lo stemma russo e i testi dell’inno russo sono ora esposti nell’atrio di ogni scuola. Infine ai bambini viene detto che il loro paese si chiama Russia in ogni lezione, sia che si tratti di scienze, storia e persino di lingua russa. Il testo che abbiamo potuto visionare recita: «Il nostro Paese si chiama Russia. È il paese più grande del mondo. La Russia è la nostra patria. Molte nazioni vivono qui: russi, tartari, ebrei, komis, maris, bashkir, careliani, udmurti, buriati, avari, osseti, ceceni, ciukchi, yakuti e altri. La capitale della Russia è la meravigliosa città di Mosca». Il media online russo Important Histories ha scoperto che esistono vere e proprie tabelle educative. «Discussioni sull’unità del Paese, su come sia necessario preservare e proteggere la propria cultura, il proprio popolo» devono essere tenute con gli studenti delle classi 1-2. Agli studenti delle classi 3-4 verrà detto che amare la Patria significa, in particolare, «svolgere compiti militari, prestare servizio militare». Il curriculum per le classi 5-7 include una conversazione obbligatoria sulla «operazione speciale». Gli studenti delle scuole superiori sentiranno dire che «le persone veramente patriottiche sono pronte a difendere la propria Patria con le armi in mano».

Insegnanti: pressioni e minacce

A Mariupol gli insegnanti ricevono uno stipendio mensile compreso tra 25.000 e 32.000 rubli (da 400 a 515 dollari). Per gli standard di Mariupol non è una bassa paga. Tuttavia, gli insegnanti russi che accettano di venire a insegnare nelle zone occupate dell’Ucraina vengono pagati 150.000 rubli a testa (circa 2.400 dollari). Ma sono davvero pochi. Tutti gli insegnanti di Mariupol hanno accettato di frequentare corsi di formazione avanzata durante l’estate ma continuare a lavorare sta diventando sempre più complicato. Dunque molti insegnanti stanno abbandonando la professione, a causa della migrazione, del pensionamento, e dei divieti legati alla guerra. Secondo il dipartimento dell’istruzione, da febbraio la regione di Kharkiv ha perso quasi 3.000 dei 21.500 insegnanti. Per contrastare la propaganda russa il ministero ucraino dell’Istruzione e della Scienza (Mes) ha offerto agli insegnanti delle zone occupate che non sono in grado di continuare a lavorare il mantenimento del posto e i 2/3 dello stipendio. Devono però rifiutarsi di collaborare con le autorità di occupazione seguendo i programmi di insegnamento russi. In caso contrario sono ritenuti responsabili di collaborazionismo e puniti con una reclusione fino a 3 anni senza diritto di lavorare nel campo dell’istruzione in futuro.

Cancellazione della memoria storica

«Nelle scuole di Mariupol è consentito insegnare la lingua ucraina, ma come materia facoltativa» ci hanno raccontato alcuni insegnanti fuggiti dalle zone occupate. Va detto che già prima dell’invasione l’Ucraina aveva modificato il proprio sistema educativo diversificandolo da quello ereditato dall’Unione Sovietica, relegando il russo fra le lingue straniere e rivedendo i corsi di storia per includere eventi come l’Holodomor, la carestia causata dai sovietici negli anni ’30 che uccise milioni di ucraini e che è ancora ampiamente negata in Russia. La storia della soppressione della lingua e dell’istruzione ucraina da parte della Russia risale a secoli fa. Mentre sotto la guida di Stalin l’Unione Sovietica orchestrò una brutale campagna per eliminare il nazionalismo e la cultura ucraini: il suo regime considerava la lingua ucraina una minaccia all’unità dell’Unione Sovietica e andava soppressa a tutti i costi. Migliaia di insegnanti e intellettuali ucraini sono stati arrestati e detenuti, spesso sottoposti a tortura e confessioni forzate. Coloro che erano considerati anche lontanamente legati al nazionalismo ucraino dovettero affrontare la reclusione, i lavori forzati o l’esecuzione. Il governo sovietico eliminò anche i libri in lingua ucraina dalle scuole e dalle biblioteche, sostituendoli con letteratura e propaganda russa. Un secolo dopo la storia si ripete.

[email protected]


Putin, come indottrina i bambini nei territori occupati in Ucraina

di Milena Gabanelli e Marta Serafini – Corriere della seras 24 Gennaio 2024

L’invasione russa sta scagliando un prezzo non ancora calcolabile sul futuro dell’intera Ucraina, e colpisce milioni di bambini e giovani. I dati sono quelli del ministero dell’Istruzione ucraino: dal 24 febbraio 2022 più di 3.000 istituti scolastici in Ucraina – il 10% del totale – sono stati danneggiati o distrutti, mentre blackout e connessioni Internet interrotte ostacolano l’apprendimento da casa. Solo nel 2022 i bambini ucraini sono stati costretti a trascorrere l’incredibile cifra di oltre 900 ore nei rifugi antiaerei. Ma a disporre di shelter è il 60% degli istituti scolastici del Paese, vuol dire che circa il 40% delle scuole non può riprendere l’apprendimento in presenza. E ancora: nei mesi autunnali e invernali, l’Ucraina è stata afflitta da frequenti e prolungate interruzioni di corrente, e quando a un insegnante manca l’elettricità, l’intera classe perde la lezione, indipendentemente dal fatto che la lezione prevista in presenza o virtuale. Attualmente solo il 26% degli studenti è in grado di frequentare la scuola in presenza. Con inevitabile peggioramento sia del rendimento scolastico che della qualità deIl’istruzione.

Pressioni e ritorsioni su famiglie e insegnanti

Nel frattempo, migliaia di studenti e insegnanti che vivono sotto occupazione subiscono pressioni affinché passino alla scuola russa. A ottobre 2023 circa 1.300 scuole si trovavano nei territori ucraini occupati dalla Russia. Il personale docente è stato inviato in Russia o nella Crimea occupata per riqualificarsi secondo i parametri imposti da Mosca e parte di esso è stato minacciato di essere sostituito da insegnanti russi se si fosse rifiutato. Secondo le testimonianze che abbiamo raccolto, a partire dallo scorso mese di settembre, i genitori nei territori occupati ricevono una tantum di 10.000 rubli (145 euro) per mandare i propri figli a scuola russa, più 4.000 (50 euro) al mese per il vitto. Tuttavia, le scuole mancano di insegnanti qualificati, con i bambini costretti a leggere i libri di testo da soli, portando ad un declino della qualità dell’istruzione e della disciplina. In un report, basato sulle testimonianze di 23 operatori scolastici e 16 famiglie, Amnesty International scrive: genitori e insegnanti che tentano di continuare l’istruzione ucraina durante il periodo dell’occupazione rischiano la prigione. Alcune famiglie addirittura hanno nascosto i propri figli, temendo che vengano rapiti e mandati in strutture di «rieducazione» in Russia. Ma nonostante i rischi, insegnanti e genitori cercano in tutti i modi di organizzare lezioni di ucraino. Lo studio parla di lezioni tenute segretamente e distribuzione clandestina di libri.

Cosa si insegna ai bambini ucraini

Il modello Crimea, annessa dalla Russia da più di otto anni, mostra come l’istruzione nei territori occupati miri – con successo – a cancellare l’identità ucraina e a militarizzare i bambini. Un esempio su tutti: durante le lezioni di storia viene insegnato che l’Ucraina ha sempre fatto parte della Russia. Secondo le testimonianze di chi è fuggito dalle zone occupate e secondo quanto si osserva dalle chat Telegram, i russi hanno inondato le zone dell’oblast di Zaporizhia occupate con 34.000 libri di testo di propaganda. I bambini ora sono costretti a imparare il russo e a cantare l’inno russo, indossare abiti tradizionali russi e a scrivere lettere ai soldati russi. Tutte informazioni confermate anche dagli insegnanti ucraini fuggiti dai territori occupati con cui abbiamo parlato nella regione di Zaporizhia nei mesi scorsi. Coloro che rifiutano vengono minacciati di essere allontanati dai genitori per essere «rieducati negli orfanotrofi russi».

«Il mio Paese si chiama Russia»

A Mariupol tutte le scuole della città sono circondate da recinzioni e l’ingresso è presidiato dai militari. I genitori ogni mattina accompagnano i bambini al cancello e alla fine della giornata li vanno a riprendere. Non possono verificare come si svolge il processo educativo. Il tricolore russo, lo stemma russo e i testi dell’inno russo sono ora esposti nell’atrio di ogni scuola. Infine ai bambini viene detto che il loro paese si chiama Russia in ogni lezione, sia che si tratti di scienze, storia e persino di lingua russa. Il testo che abbiamo potuto visionare recita: «Il nostro Paese si chiama Russia. È il paese più grande del mondo. La Russia è la nostra patria. Molte nazioni vivono qui: russi, tartari, ebrei, komis, maris, bashkir, careliani, udmurti, buriati, avari, osseti, ceceni, ciukchi, yakuti e altri. La capitale della Russia è la meravigliosa città di Mosca». Il media online russo Important Histories ha scoperto che esistono vere e proprie tabelle educative. «Discussioni sull’unità del Paese, su come sia necessario preservare e proteggere la propria cultura, il proprio popolo» devono essere tenute con gli studenti delle classi 1-2. Agli studenti delle classi 3-4 verrà detto che amare la Patria significa, in particolare, «svolgere compiti militari, prestare servizio militare». Il curriculum per le classi 5-7 include una conversazione obbligatoria sulla «operazione speciale». Gli studenti delle scuole superiori sentiranno dire che «le persone veramente patriottiche sono pronte a difendere la propria Patria con le armi in mano».

Insegnanti: pressioni e minacce

A Mariupol gli insegnanti ricevono uno stipendio mensile compreso tra 25.000 e 32.000 rubli (da 400 a 515 dollari). Per gli standard di Mariupol non è una bassa paga. Tuttavia, gli insegnanti russi che accettano di venire a insegnare nelle zone occupate dell’Ucraina vengono pagati 150.000 rubli a testa (circa 2.400 dollari). Ma sono davvero pochi. Tutti gli insegnanti di Mariupol hanno accettato di frequentare corsi di formazione avanzata durante l’estate ma continuare a lavorare sta diventando sempre più complicato. Dunque molti insegnanti stanno abbandonando la professione, a causa della migrazione, del pensionamento, e dei divieti legati alla guerra. Secondo il dipartimento dell’istruzione, da febbraio la regione di Kharkiv ha perso quasi 3.000 dei 21.500 insegnanti. Per contrastare la propaganda russa il ministero ucraino dell’Istruzione e della Scienza (Mes) ha offerto agli insegnanti delle zone occupate che non sono in grado di continuare a lavorare il mantenimento del posto e i 2/3 dello stipendio. Devono però rifiutarsi di collaborare con le autorità di occupazione seguendo i programmi di insegnamento russi. In caso contrario sono ritenuti responsabili di collaborazionismo e puniti con una reclusione fino a 3 anni senza diritto di lavorare nel campo dell’istruzione in futuro.

Cancellazione della memoria storica

«Nelle scuole di Mariupol è consentito insegnare la lingua ucraina, ma come materia facoltativa» ci hanno raccontato alcuni insegnanti fuggiti dalle zone occupate. Va detto che già prima dell’invasione l’Ucraina aveva modificato il proprio sistema educativo diversificandolo da quello ereditato dall’Unione Sovietica, relegando il russo fra le lingue straniere e rivedendo i corsi di storia per includere eventi come l’Holodomor, la carestia causata dai sovietici negli anni ’30 che uccise milioni di ucraini e che è ancora ampiamente negata in Russia. La storia della soppressione della lingua e dell’istruzione ucraina da parte della Russia risale a secoli fa. Mentre sotto la guida di Stalin l’Unione Sovietica orchestrò una brutale campagna per eliminare il nazionalismo e la cultura ucraini: il suo regime considerava la lingua ucraina una minaccia all’unità dell’Unione Sovietica e andava soppressa a tutti i costi. Migliaia di insegnanti e intellettuali ucraini sono stati arrestati e detenuti, spesso sottoposti a tortura e confessioni forzate. Coloro che erano considerati anche lontanamente legati al nazionalismo ucraino dovettero affrontare la reclusione, i lavori forzati o l’esecuzione. Il governo sovietico eliminò anche i libri in lingua ucraina dalle scuole e dalle biblioteche, sostituendoli con letteratura e propaganda russa. Un secolo dopo la storia si ripete.

[email protected]

La chiesa è indistruttibile

Caro Padre Livio, Le scrivo privatamente o pubblicamente, come Lei crederà opportuno.

Ho ascoltato e letto la sintesi del Suo editoriale di oggi, 23-01-2024, come sempre molto denso ed estremamente realistico.

Ma su un solo punto vorrei esporLe il mio pensiero che, almeno in apparenza, è diverso dal Suo.

Mi riferisco a quanto da Lei affermato partendo dalle rivelazioni di Fatima: “LA DRAMMATICA SALITA AL CALVARIO PUO’ ESSERE COLLOCATA IN ROMA – DESCRIVE LO STERMINIO DELLA GERARCHIA CATTOLICA (SOLDATI E FRECCE)”.

Ecco il mio pensiero: anche nell’ipotesi, molto fondata, che la salita al Calvario possa essere collocata in Roma, la Gerarchia cattolica non sarà comunque sterminata, perché ad essere martirizzati saranno solo il Papa e il suo seguito di Vescovi, Sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici, di ogni categoria, che saranno presenti in Roma in quel momento, senza escludere che ciò possa essere avvenuto, nel frattempo, anche in altri luoghi, ma non dappertutto.

Perciò la Chiesa Cattolica sarà sempre integra e presente: dopo il martirio del Papa, sarà eletto il suo successore dai Cardinali che sono nelle altre parti del mondo in modalità, ovviamente, diverse, essendo Roma occupata, per un certo tempo, dagli avversari. 

Ricordiamo il sogno di San Giovanni Bosco: ad un certo punto il Papa, che è al timone della nave della Chiesa, viene colpito e ucciso, ma viene eletto subito un nuovo Papa il quale dirige la nave della Chiesa, in mezzo alla battaglia, verso le due colonne della Santissima Eucarestia e della Santissima Madre di Dio, ancorando la nave ad esse e riportando grande vittoria.

E non potrebbe essere diversamente. La Chiesa, che siamo noi, Pastori e gregge, è stata generata sul Calvario duemila anni fa dal Nuovo Adamo, Cristo, e dalla Nuova Eva, Maria Santissima, fra atroci sofferenze.

Cristo ha voluto la Sua Chiesa fragile e indistruttibile: sembra un paradosso, eppure è così, perché è nella debolezza che si manifesta la potenza di Dio e la nostra umile risposta d’amore.

La Chiesa è sempre quella, è sempre la stessa, avrà sempre il suo Capo visibile, il Romano Pontefice, anche se temporaneamente in esilio, e avrà sempre i suoi Pastori in comunione con lui e il suo gregge fedele (“le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”).

Sarà sicuramente un piccolo “resto”, un piccolo gregge stretto intorno al Successore di Pietro e alla Madre di Dio, in mezzo alla generale apostasia.

Ma alla fine, dopo il tempo della grande purificazione, sia nella Chiesa che nel mondo intero, ci sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria che sarà finalmente il Modello, inarrivabile, ma almeno imitabile per quanto ci è possibile, dell’amore puro, incondizionato verso Dio.

Questo è il mio pensiero, non ci sarà mai una nuova partenza da zero, un azzeramento, un vuoto di Pastori, a partire dal Sommo Pontefice, essi ci saranno sempre, ardenti d’amore per la Santa Vergine! Tutto passerà attraverso di loro, saranno “Pastori” in ogni fase dei segreti: “Con loro trionferò”.

Caro Padre Livio, io credo profondamente in questo e non avrei trovato pace senza condividerlo con Lei.

La saluto, caro Padre, con affetto e grande stima.

Ave Maria.

Tiziana


Cara Tiziana,

Comprendo la sua apprensione ma, grazie a Dio, la piovra sterminatrice non arriva in ogni angolo della terra per quanto abbia tentacoli molto lunghi. In ogni caso fugo ogni dubbio col mio nuovo libro che uscirà settimana prossima col  titolo “ La Chiesa è indistruttibile” e che i nostri ascoltatori possono già ordinare qui a Radio Maria con i soliti modi.

Whatsapp 031 610610 (mettere: titolo libro- nome, cognome, indirizzo, numero telefono)

Email: [email protected]

Ufficio Informazioni: Tel 031 610600

Ave Maria

Padre Livio

Perché la Madonna ha l’occhio attento su Medjugorje e non tollera compromessi

LA RISPOSTA DI PADRE LIVIO A MARIA PIA

Medjugorje delle origini

Cara Mariapia,

mi è piaciuta la tua testimonianza, molto equilibrata, che ha saputo mettere in luce ciò che di “speciale” c’è a Medjugorje, distinguendolo da ciò che è caduto e retaggio della miseria umana.

Vorrei coglie l’occasione per richiamare l’attenzione sugli scrolloni che sta dando la Madonna per risvegliarci dal sonno stanco delle nostre anime e per richiamarci alle responsabilità che abbiamo come apostoli del suo amore

Chi  conosce la storia di Medjugorje  a partire dl 24 giungo 1981, sa che questo villaggio, ora divenuto una cittadina, riveste un ruolo fondamentale nella storia del mondo. I grandi eventi che sono accaduti nel passato, come il crollo dell’Unione Sovietica, sarebbero incomprensibili senza Medjugorje. Allo stesso modo il futuro del mondo e della Chiesa è strettamente  a ciò che accade a Medjugorje, alla risposta della parrocchia al piano di Maria.

Ogni volta che ha avuto bisogno la Gospa si è rivolta ai parrocchiani, scrollandoli dalla tiepidezza, chiedendo  preghiere e rinunce per realizzare i suoi obbiettivi. Anche in questo fine anno la Madonna si è rivolta alla sua Parrocchia locale e globale per chiedere uno sforzo straordinario di preghiere e sacrifici per le sue intenzioni. La Madonna lo ha detto chiaro: prima si rivolge a Medjugorje poi a tutti gli altri.

Se Medjugorje dovesse venire meno alle aspettative della Madonna,  il suo piano di salvezza non andrebbe a compimento. In un momento drammatico la Gospa lo ha detto a chiare lettere: “ So che voi non tradirete la mia presenza qui” Era il Gennaio 1991, l’anno in cui crollò il comunismo sovietico e satana ordiva i suoi piani per distruggere la vita, la natura e il pianeta sul quale viviamo.

Di qui la grande responsabilità che ha Medjugorje, innanzi tutto nei confronti della Madonna e dei suoi messaggi. La Madonna ultimamente ha manifestato la sua preoccupazione esortando a tornare allo spirito delle origini, quando il Cielo non taceva. Ha dato anche uno scossone salutare. Guai se non fosse seguito da un serio esame di coscienza e da un risveglio spirituale e morale.

Il benessere, la ricchezza e la grandiosità inutili, la falsa coscienza di essere senza peccato, l’ingannevole  sicurezza di essere in una botte di ferro, la presunzione di essere i prediletti perché ”intanto la Madonna ce l’abbiamo noi”…  il menu del falsario è vario e ne ha per tutti i gusti.

Dovremmo rileggere il messaggio a Mirjana il 28 Gennaio 1987, perché è quanto mai attuale. La Madonna fra l’altro ha ricordato i segreti: “Qui ci sono dei segreti, figli miei. Non si sa di che si tratta; ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi”. I Primi due riguardano proprio Medjugorje. Non sono ammonimenti, ma eventi ”disastrosi”. Non sono affatto piacevoli ha detto Mirjana.

Vostro Padre Livio

Editoriale 23 Gennaio 2023

LA GUERRA IN EUROPA – L’APOSTASIA –  IL CALVARIO DELLA CHIESA

SI STA PREPARANDO LA GUERRA IN EUROPA

PER LA RUSSIA SI TRATTA DI UNA GUERRA RELIGIOSA

PER L’EUROPA DI UNA GUERRA DI SOPRAVVIVENZA

GLI USA POTREBBERO ESSERE DISTRATTI  DAL FRONTE ORIENTALE

NON E’ NCESSARIAMENTE UNA GUERRA ATOMICA MA….

NEL SEGRETO DI FATIMA LA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E’ LEGATA AGLI EVENTI DI GUERRA

LA DRAMMATICA  SALITA AL CALVARIO  PUO’ ESSERE COLLOCATA IN ROMA

DESCRIVE LO STERMINIO DELLA GERARCHIA CATTOLICA ( SOLDATI E FRECCE)

L’APOSTASIA  DELLA FEDE : UNA PARTE DEI CATTOLICI PASSA ALL’ORTODOSSIA E TRADISCE IL PAPA

IL PORTOGALLO CONSERVA IL DOGMA DELLA FEDE: POTREBBE ESSERE L’UNICA NAZIONE EUOPEA NON OCCUPATA DAI RUSSI.

IL TRIONFO DI  MARIA NEL TEMPO DEI SEGRETI

🔴LIVE VIDEO🔴EDITORIALE DI P. LIVIO: LA GUERRA IN EUROPA – L’APOSTASIA – IL CALVARIO DELLA CHIESA

Loading the player...

Una testimonianza schietta e sincera su Medjugorje: la Madonna vuol riportare la fede dei primi tempi

Medjugorje delle origini

Caro Padre Livio

Sono stata felice di leggere quanto ha riportato sul suo blog in merito alle novità che caratterizzano la quotidianità di Medjugorje. Io ci sono stata solo 3 volte, 2 nel 2022 e la terza nel 2023.Non conosco perciò la Medjugorje di prima.

Cerco di sintetizzare le miei impressioni. A me l’esperienza di Medjugorje è piaciuta molto, perché davvero si sente la presenza della Madonna.

Andandoci però con i gruppi e credo sia necessario almeno per le prime volte (io ho avuto la grazia di esserci andata con delle guide che sono davvero ispirate dallo Spirito Santo e accompagnati da preti fantastici,  uno tra l’altro Lombardo di Brescia,  io vivo in Romagna), andandoci coi gruppi dicevo, si segue un certo programma, si frequentano tutte le funzioni ma si va anche ad ascoltare le testimonianze. 

La peggiore esperienza per me è stata quella fatta proprio  al Castello.

Peggiore è troppo grosso come termine, però non sono rimasta particolarmente attratta da tutto il contesto, perché mi sembrava di assistere ad una sorta di televendita. Mi viene in mente Troisi nel film Ricomincio da tre, quando rivolgendosi al suo coinquilino (credo un evangelico) diceva: è mai possibile vendere Gesù Cristo come fosse un’enciclopedia? 

Adesso esagero, di certo non è quello che accade lì,  ma vedendo certe cose mi chiesi: ma uno che non crede e vede come prima cosa tutto questo cosa può pensare della nostra fede? Sembrava una di quegli incontri in stile americano, a me non era piaciuto affatto.

La veggente non c’era in quel momento, sarebbe arrivata dopo per l’apparizione, ma noi avevamo l’impegno con la Messa e ci eravamo solo fermati il tempo di un rosario e prima di tutta la testimonianza e perciò andammo via poco prima dell’arrivo della veggente.

Non so come sia stata Medjugorje all’inizio, ma penso proprio che è quello che manca all’esperienza di chi come me è andata per la prima volta solo in questi ultimi anni. Sobrietà e semplicità, credo che sia quello di cui che serve circondarsi.

La cosa bella invece è stato il pernottamento nelle pensioni dei fratelli di Vicka, hanno una luce nello sguardo che disarma, sono dolci e davvero semplici, questo mi ha colpito molto. Siamo stati anche a casa di Ivo, cognato di Vicka quello a cui è stato promesso il miracolo della gamba, questa testimonianza mi ha sconvolta.

Padre Livio se penso a ciò che mi rimane di Medjugorje, non sono tanto tutte le esperienze che si fanno qua e là ad ascoltare testimonianze (alcune esposte davvero come fossero una televendita), quanto la pace che c’è in quel posto. Qui manca.

Io una atmosfera così non l’ho mai vissuta da nessuna parte, anzi nella casa di Loreto ho sentito quell’aria. Lì veramente si sente una presenza viva del Sacro. Con questo non voglio dire che qui non possiamo fare questa esperienza,  la possiamo fare tutti i giorni incontrando Dio sacramentato.

Comunque Don ho notato anche io che a Medjugorje manca ultimamente qualcosa, sicuramente dopo tutti questi anni alcuni abitanti sono caduti nell’abitudine, nelle comunità per esempio raccontano diverse volte al giorno le stesse testimonianze come un disco rotto, non è facile, c’è tutta la nostra umanità in questo, ma di certo lì ho trovato più fede che nelle nostre città, lì cammini con il rosario tra le mani, qui mi vergogno a farmi il segno della croce quando passo davanti ad una chiesa.

Lì stai davanti al sacramento sotto al cielo stellato, la cosa più bella che ho vissuto a Medjugorje è proprio questa. Quello che mi è rimasto sono i momenti di preghiere,  i rosari e la via crucis sui monti, che rifarei mille volte, tutto il resto serve sì,  ma non è così importante.  Serve magari a far conoscere le conversioni, i cambiamenti di vita, le realtà che hanno bisogno di supporto, ma non sono il cuore.

Forse la Madonna vuole ripulire da tutto ciò che è inutile e può generare confusione. Non le dico poi alcune guide, che confusione generano nei pellegrini.

Sì,  sicuramente la Madonna vuole riportare la fede dei primi tempi. Spero di poter tornare per conoscere la Medjugorje rinnovata, lei Padre ha avuto la grazia di vivere i momenti di massimo splendore, attraverso i suoi racconti si capisce.

Mi scusi se mi sono dilungata molto, ma sono lieta di leggere questi cambiamenti che riguardano Medjugorje. Spesso mi chiedevo perché la veggente acconsentisse di fare questo tipo di incontro al Castello, mi chiedevo: possibile che la Madonna non le dica nulla?

Poi ho pensato, “Dio ci permette di sbagliare, non può indicarci passo passo ogni nostra azione, visto che ci ha voluti liberi, ci fa comprendere gli sbagli magari dopo tanto tempo, il motivo lo sa solo lui. E ci lascia liberi di sbagliare per poi aiutarci a risollevarsi dagli errori”.

Ogni tanto dimentico che i veggenti non sono marionette nelle mani della Madonna, ma sono uomini liberi che ogni giorno scelgono di seguirla, al costo di fare sbagli. Come ci comporteremmo noi al loro posto?

Con questo non voglio giudicare la veggente, solo ero sorpresa di questa cosa, perché il Castello anche nelle buone intenzioni di chi ha creato tutto davvero non mi ha fatto una bella impressione. 

Detto questo la saluto, le chiedo preghiere per me che sono con la bussola orientata male ultimamente.  Ho troppa confusione nella testa e nel cuore e non riesco a ritrovare Dio. Mi raccomando alle sue preghiere. 

Io le ho già scritto altre volte, sono la zia del bambino che le preghiere hanno salvato dell’aborto lo scorso anno, lo abbiamo battezzato il 3 gennaio. Il prete che lo ha battezzato durante l’omelia si è dovuto fermare perché era sconvolto dell’attenzione che mostrava il bimbo durante la messa, infatti è stato buono tutto il tempo, seduto in braccio alla mamma ad osservare tutti i movimenti del prete. Non ha pianto quando ha ricevuto il battesimo. È un bambino gioioso innamorato della sua mamma, dovesse vedere cosa fa quando mia cognata gli rivolge lo sguardo, lui si scioglie in mille sorrisi e gli si illuminano gli occhi.

Io ho osservato con attenzione questa loro relazione e penso che lui sia riuscito a conquistare la sua mamma con l’amore, infatti lei ora lo adora.

È un bambino che ama la vita e la sua mamma e ne dà atto ogni giorno. Non so come spiegarglielo, ma è un bimbo che è stato avvolto davvero nelle braccia della Madonna, altrimenti non si spiegano alcuni suoi atteggiamenti. 

Scusi, le ho rubato tanto tempo.

Un abbraccio carissimo padre Livio, rimanga con noi per i segreti mi raccomando, io penso sempre che lei ha un ruolo fondamentale in tutta questa storia. Radio Maria è nata in funzione di quei giorni che saranno, presto tutti lo riconosceranno.

Un abbraccio,  Mariapia. 

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

UNO SGUARDO DI FDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla fame di mondo e la fame di Dio

Oggi, come pensiero, vorrei mettere a fuoco un tema esistenziale molto sentito dentro di noi – anche se tante volte non l’abbiamo molto chiaro – che riguarda le “due fami” che ci sono nel cuore dell’uomo, potremmo dire due esigenze, due desideri, però la parola “fame” è molto più efficace.

Una è la fame di mondo, l’altra è la fame di Dio.

Vorrei mettere a fuoco cos’è la fame di mondo, come sia possibile e con quali mezzi si deve regolare perché emerga dal profondo del nostro cuore la fame più autentica, che è la fame di Dio.

La fame di mondo deriva da una catastrofe spirituale, che è avvenuta alle origini, a causa della quale l’uomo si è staccato da Dio, perché non ha saputo superare la prova della fede a cui è stato sottoposto nel paradiso terrestre.

È una conseguenza del peccato originale, è una ferita che è stata trasmessa a noi: questa fame di mondo è un desiderio di nutrirsi, di mettere come fine se stessi, è l’ingordigia delle cose che porta ai vizi che sono tipici della natura umana decaduta e che sono stati classificati dalla Chiesa nei sette vizi capitali.

Nel nuovo testamento ci sono tante espressioni sintetiche sia nel Vangelo sia nelle Lettere apostoliche, dove sono elencate tutte le espressioni della nostra fame di mondo: sono i sette vizi capitali e le tre concupiscenze (della carne, degli occhi e la superbia della vita).

Se andiamo a vedere nelle altre religioni non c’è quella chiarezza che c’è grazie alla parola di Dio, nella luce dei comandamenti, nella luce delle tappe del cammino di santità. È una mappa – questa malattia della fame di mondo – presente nella letteratura cristiana, ma anche nelle varie letterature dell’Occidente, la letteratura europea e in quella russa in particolare. Anche quando non c’è la fede, la fame di mondo, viene analizzata attraverso i vizi che sono quelli che costituiscono i personaggi dei vari romanzi, oppure una letteratura di analisi esistenziale dove si mette in evidenza la potenza di tenebre che è in noi.

Anche nelle altre religioni ci sono analisi esistenziali molto profonde, basterebbe analizzare il buddismo o l’induismo che alla fame di mondo hanno opposto dei rimedi che sono molto vicini a quelli cristiani, cioè sono religioni che hanno prodotto un monachesimo, un’organizzazione della vita come rinuncia al mondo, che conosciamo molto bene.

La fame di mondo è un’esperienza universale che ci incatena, ci lega alle cose che passano, è causa della nostra infelicità, che crea crolli esistenziali, disprezzo e perversione della propria vita fino al suicidio: E’ una fame di mondo che divora se stessa ed è la conseguenza del nostro essere staccati da Dio.

Questa fame di mondo è una brutta bestia, tutti la sperimentano, dentro di noi si agitano le teste dei serpentelli affamanti, che proliferano dai sette vizi capitali o dalle varie concupiscenze e che richiedono un grande combattimento spirituale per essere domati: o si dominano o si rimane schiavi e si rimane infelici eternamente. Siccome questa lotta è molto impegnativa, solamente pochi la vincono e sono i Santi, che raggiungono la pace interiore, hanno ammansito le varie bestie dentro di loro.

Le persone purtroppo cercano di evitare quella che è la vera medicina ovvero l’ascesi, la rinuncia. Cercano di guarire la fame di mondo con le medicine e i vari palliativi, , tutte cose che testimoniano lo smarrimento perché non si ha la grazia di Dio, che serve per dominare e uccidere la bestia che è in noi – di cui parla Dante: è una fame “che non sazia mai la bramosa voglia e dopo il pasto ha più fame che pria”. Questo si può dire di ognuno dei vizi capitali in modo particolare per la Lussuria.

La situazione non è di disperazione, come molte volte ci presenta il pensiero del mondo; in occidente si descrivono personaggi tragici o anche eventi reali che si concludono con una sconfitta, cioè il male vince e distrugge, come ci fosse una disperazione assicurata.

Ma non è così, dentro di noi c’è un’altra fame che è quella originaria, quella che la natura umana ha avuto fin dalle origini quando è stata creata da Dio, quella che – anche se la fame di mondo predomina e ci domina – rimane sempre latente in noi e genera quell’inquietudine che noi abbiamo anche quando siamo nella palude del male. Ci fa sentire l’odore nauseabondo del male, ci fa sentire la voglia di pulizia, ci fa sentire voglia di cambiare vita, ci rende irrequieti in situazioni di degrado: questa si chiama fame di Dio.

La fame di Dio è l’orientamento del nostro essere e della nostra anima – creata a immagine e somiglianza di Dio, creata per Lui, per conoscere Dio, per amare Dio – alla potentia oboedentialis come dicono i teologi del Medioevo, è una potenza di obbedienza, cioè la natura umana ha un riferimento a Dio come se fosse un’obbedienza intrinseca al Suo essere, che puoi distruggere solo quando sarai dannato eternamente. Finché sei in vita Dio opera in quel punto per la conversione delle anime, quando la sua grazia si accosta, cerca una fessura, cerca di entrare, cerca di far emergere la fame presente in noi finché non diremo il “no” definitivo a Dio stesso, che avviene quando moriamo impenitenti.

La fame di Dio che viene risvegliata dalla grazia – come una pianticella delicata che ha bisogno di essere curata dal giardiniere, con i vari accorgimenti cosicché non appassisca e non muoia –bisogna farla emergere pian piano fino a farla diventare “signora” all’interno del nostro cuore, fino a far sì che lei domini e faccia di noi delle persone che sono abitate da Dio, stabilmente orientate a Dio, con due mezzi molto semplici: la rinuncia e la preghiera.

Sono la preghiera e il digiuno di cui si parla nella Sacra Scrittura, che ci ha insegnato Gesù nei quaranta giorni nel deserto e che ci insegna la Regina della pace.

La rinuncia a ciò che il mondo offre: quindi di fronte alla “lista della spesa” che ogni vizio presenta bisogna esercitare la rinuncia, in modo tale che le teste dei serpentelli vengano tagliate via, vengano mortificate, vengano tenute a bada. Questo è necessario perché senza la rinuncia, la preghiera rimane scritta sull’acqua, non incide dentro di noi quindi ci deve essere un contatto con Dio. Ma prima di tutto, ci vuole la forza della rinuncia al male, rinunciare a ciò che satana offre col quale vuole distruggerci.

Rinforzare la rinuncia con la preghiera è fondamentale perché sono due facce della medesima medaglia. Con la preghiera si può soddisfare la fame di Dio e la rinuncia è per mortificare la voglia di mondo, i desideri della carne – come dice San Paolo.

Con la preghiera rinforziamo la nostra volontà nel rinunciare, ci nutriamo pian piano di Dio. Prendiamo gusto a mangiare le cose di Dio, la sua parola, la pratica dei comandamenti, le fonti di grazia dei sacramenti, la decisione nel compiere il bene, per cui man mano la fame di Dio viene alimentata e soddisfatta, diventa preponderante, prende sopravvento del nostro cuore e noi diveniamo persone nelle quali Dio si è consolidato.

“Noi siamo quello che mangiamo”, se mangiamo il mondo diventiamo esseri mondani, se ci nutriamo di Dio diventiamo esseri divinizzati, pieni di Lui.

Ecco l’importanza della preghiera e del digiuno perché la fame di Dio prevalga in noi e diventi sangue che ci tiene vivi e aria che respiriamo: questo è un lungo cammino, è il cammino della conversione a cui ci invita il Vangelo, ci invita la Madonna, ci invita la Chiesa e non c’è altra strada, non ci sono autostrade sulla via della santità ma sentieri in salita.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Medjugorje delle origini, quando il cielo non taceva

Grazie e grazie ancora, Padre

Grazie per il Suo eccellente intuito e il Suo raffinato modo di indicare, avvisare, educare… senza offendere mai nessuno!

Sono certo, che questa bella notizia, della quale parlava stamattina e con la quale conclude il primo “scritto” del Suo blog di quest’oggi, rallegrerà la moltitudine di quelli che Vi seguiamo con gratitudine!

Non occorre entrare nei dettagli riguardanti il “castello”, ma sono convinto, che adesso, anche col Suo prezioso aiuto, la gente capirà qualcosa di più…

Pace, serenità e buona salute Padre, a Voi in persona e a tutto lo staff della grande famiglia di Radio Maria!

Ave Maria! 

Egon, Slovenia

Pagina 5 di 17

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy