"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 93 di 186

COMMENTO AL MESSAGGIO

COMMENTO AL MESSAGGIO  DEL  25 GIUGNO 2023

Cari amici,

il   25 Giugno 2023 la Parrocchia di Medjugorje,  animata  dai Padri Francescani, ha festeggiato il  42.mo anniversario delle  apparizioni della  Madonna col nome di Regina della  pace.

Alla Santa Messa   serale  hanno concelebrato 273 Sacerdoti alla presenza  di circa 50 mila  pellegrini provenienti da  diverse  parti del  mondo.

Come  è noto,  la  Chiesa non ha  ancora riconosciuto l’origine soprannaturale dello straordinario  evento,  ma veglia  sulle attività  pastorali  mediante  un Delegato speciale  del  Santo Padre. 

Infatti le  apparizioni  sono ancora  in atto,  come  pure  i messaggi della  Madonna, alcuni dei quali riguardano il  prossimo futuro.

Nella  giornata dell’Anniversario la Madonna ha dato un messaggio nel quale  ha  messo  a  fuoco la  missione che l’Altissimo le ha affidato:

Innanzi tutto quella di essere in mezzo a  noi con apparizioni quotidiane,  confortandoci e incoraggiandoci con la sua  presenza, in un momento di gravi   pericoli spirituali e temporali.

Poi quella   di  pregare  per noi,  portando la  preghiera  del  Cielo sulla  terra  e  presentando a  suo  Figlio le nostre  richieste  e necessità.

Infine quella  di essere nostra Madre e il  nostro rifugio,  nelle  persecuzioni e nelle  seduzioni del  mondo e  del maligno.

Poi la  Madonna nel  suo messaggio si è rivolta  a  noi, invitandoci a ritornare a Dio, dal  quale ci siamo allontanati, e alla preghiera che  abbiamo abbandonato.

Questa è  la strada da seguire per avere  la benedizione divina  e l’abbondanza di grazie di cui abbiamo bisogno.

In questo giorno dell’anniversario la veggente  Ivanka ha avuto la sua   apparizione annuale e ha ricevuto un messaggio  molto utile  per  tutti noi:

 “Figlioli,  ho bisogno delle vostre preghiere.  Pregate,  pregate,  pregate”. Come non  accogliere l’esortazione della  Madre?

Vostro Padre  Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza della preghiera

Cari amici,

la Regina della pace ha dato un messaggio alla veggente Ivanka il 25 giugno 2023 (come ogni anno): «Figlioli, ho bisogno della vostra preghiera. Pregate, pregate, pregate».

La richiesta di preghiera da parte della Madonna è un messaggio centrale nelle apparizioni a Medjugorje, non c’è messaggio in cui la Regina della pace non inviti alla preghiera.

Siamo entrati in tempi nei quali la preghiera è assolutamente necessaria. Il messaggio di Medjugorje del 25 luglio 2019 è da considerarsi ormai storico perché la Madonna preannunciò l’arrivo delle prove, difatti dopo pochi mesi il mondo venne sorpreso dalla pandemia e dopo tre anni è scoppiata la guerra in Ucraina. In quel messaggio la Madonna ci invitò a pregare giorno e notte:

«Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

L’invito alla preghiera ritorna sempre nei messaggi di Medjugorje ma in certi passaggi storici la Madonna ha rimarcato questa urgenza. Un esempio è il messaggio del 25 gennaio 1991 quando successivamente crollò l’impero sovietico:

«Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Un altro esempio di richiamo più marcato alla preghiera è certamente il messaggio del 25 gennaio 2023 quando la Regina della pace ha sottolineato la scelta dell’umanità di rifiutare Dio e la conseguente deriva verso la perdizione: «Cari figli! Pregate con me per la pace perché satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni. Perciò pregate e, nelle vostre giornate, fate sacrifici con il digiuno e la penitenza perché Dio vi doni la pace. Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione. Voi, figlioli, siete la mia speranza. Pregate con me affinché si realizzi ciò che ho iniziato a Fatima e qui. Pregate e testimoniate la pace nel vostro ambiente e siate uomini di pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Dobbiamo chiederci se abbiamo accolto la richiesta di preghiera della Regina della pace. Certamente Medjugorje è un luogo di preghiera e questo è visibile, è tangibile. Il problema è se la preghiera fatta da pellegrini entra a far parte dell’organizzazione esistenziale della giornata. Siamo entrati in una fase della Storia in cui la preghiera è fondamentale. La Madonna ancora una volta si è fatta “mendicante” di preghiera. Lei ha bisogno delle nostre preghiere ma siamo noi che ne traiamo beneficio.

La Madonna ha bisogno delle nostre preghiere perché le anime si perdono e perché il mondo sta andando verso l’autodistruzione con l’odio e con la guerra. La Regina della pace non ci chiede di fare miracoli, ci chiede semplicemente di pregare. Non di rado aggiunge alla preghiera anche il digiuno, le rinunce e i sacrifici, che sono atti d’amore e ci fanno bene perché il dominio su noi stessi ci rafforza nella battaglia contro il peccato.

Non dobbiamo, allora, rimandare il tempo in cui riorganizzare la propria giornata mettendo al primo posto Dio. Mettere al centro della nostra giornata Dio, significa mettere al centro la preghiera, come se fosse una musica, il nostro cuore deve cantare continuamente lodando Dio, cercandolo, aprendosi completamente a Lui. Durante la giornata siano tanti i momenti di dialogo interiore con Dio, di affidamento, di lode, di obbedienza, di ricerca, di adorazione, di offerta del dolore e della fatica, di richiesta di sostegno nella lotta spirituale.

La preghiera è un nutrimento continuo per la nostra anima, ci avvicina sempre di più a Dio. Durante la giornata teniamo sempre vivo il dialogo con Dio.         
È la preghiera la nostra arma di salvezza, aiutiamo la Madonna ad aiutarci!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 giugno 2023

〽️🕊️🫶🏻🙏I SALUTI DEL PAPA AI VOLONTARI DI RADIO MARIA DURANTE L’ANGELUS 〽️🕊️🫶🏻🙏

〽️🕊️DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO 👌🕊️

BUONA DOMENICA

DOMENICA DODICESIMA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria buona Domenica,

questa Domenica   è un po’ particolare perché ricorre  il 42.mo anniversario delle apparizioni della Regina della  pace a  Medjugorje.

Nel  medesimo tempo cade in un momento di grande tensione internazionale per quello che sta accadendo in Russia, soggetto fondamentale nel grande  piano di Maria da Fatima a  Medjugorje, fino al compimento dei segreti.

Non può  essere casuale  questa  coincidenza che dimostra quanto la Madonna segua il  corso della  storia, che Lei guida,  con l’aiuto della  nostra preghiera, verso l’esito finale di una pace duratura nel mondo.

Nella  suggestiva serata di Venerdì  notte  sul Podbrdo,  la Madonna ha fatto un forte appello alla  preghiera  per  la  pace,  perché  gli eventi che si stanno succedendo possano avere l’esito che Lei desidera.

Uniamoci anche noi alla sua intercessione,  nella consapevolezza che la vera  battaglia in atto è quella soprannaturale  fra la Donna vestita di sole e incoronata di dodici stelle   e “l’enorme   drago rosso” che vuole distruggere il mondo e impadronirsi delle anime.

Rinnoviamo in questo giorno  benedetto la  nostra  risposta  alla chiamata, mettendoci al servizio, come Apostoli del suo amore,  per il trionfo del suo Cuore Immacolato.

Vostro Padre  Livio

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Vangelo

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,26-33
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Quanto resisterà Putin? Perché ora tutto è davvero possibile, in Russia

di Marco Imarisio-  Corriere della Sera – 25 Giugno 2025

Mai nessuno aveva osato sfidarlo in questo modo, non è stato lui a dettare le mosse per risolvere la crisi. È vero che nelle élite civili nessuno ha scelto di unirsi ai ribelli. Ma il potere di Putin non appare più così monolitico come sembrava finora.

La strada senza ritorno scelta da Evghenij Prigozhin segna l’inizio di una nuova fase della Russia, all’insegna di una maggiore instabilità. L’insurrezione armata decisa dal fondatore della Brigata Wagner, spesso descritta per brevità di sintesi come una milizia di mercenari, in realtà una colonna portante dell’Operazione militare speciale decisa da Vladimir Putin, rappresenta un segnale ben preciso. Mai nessuno aveva sfidato lo Zar in modo così esplicito. E mai nessuno ne era uscito ottenendo così tanto da lui. Un pareggio, se non una vittoria morale. Quel che davvero è accaduto in questa giornata così drammatica è segnato ancora da una notevole ambiguità. L’unico obiettivo degli strali lanciati dall’ex uomo di fiducia erano i vertici dell’Armata russa, dei quali ancora non ci capisce ancora bene quale sarà il destino. Anche nelle ore più concitate, Prigozhin si era ben guardato dal lanciare un attacco verbale diretto al Cremlino. Appare evidente però che l’esito di questa resa dei conti è girato intorno alla figura di Putin, alla sua capacità di mantenere un potere che fino alla notte scorsa sembrava inscalfibile.

L’appello

Nel suo appello alla nazione, avvenuto esattamente sedici mesi dopo un altro discorso dai toni più trionfali che annunciava l’invasione dell’Ucraina, il presidente russo è apparso consapevole dell’entità della posta in gioco. In primo luogo, ha riconosciuto l’esistenza della minaccia, e non era scontato che lo facesse, invitando i soldati della Wagner e chiunque stia combattendo al fronte, «a non commettere l’errore fatale» di unirsi a lui.

Il secolo sovietico

Forse, più del riferimento al fatale 1917 che segnò il destino della storia russa proiettandola nel secolo sovietico, è stato questo passaggio a testimoniare il fatto che non eravamo davanti a un tentato golpe da operetta. È stata una sfida seria, della quale per la prima volta da quando è presidente, Putin non è apparso in pieno controllo, come dimostra anche il mistero sulla sua presenza al Cremlino, la sua presunta sparizione, le voci poi smentite che lo davano su un aereo diretto nella più sicura San Pietroburgo. Non è stato lui a dettare l’agenda degli eventi. Non è stato lui a deciderne la conclusione, avvenuta con la mediazione del presidente bielorusso Lukashenko.

L’appello alla nazione

È stata anche la prima volta in cui Putin ha dovuto fare un altro appello, quello all’unità della nazione. In precedenza, non ne aveva mai avuto bisogno. Prigozhin era consapevole del fatto che per lui non ci sarebbe stato un futuro, neppure alla fine della guerra. La misura era colma ormai da troppi mesi, la corda si sarebbe spezzata.
Ha deciso di farlo lui. Con i suoi fedelissimi, si è lanciato in una marcia su Mosca che è solo uno dei tanti eventi estremi che hanno caratterizzato le vicende della Russia. I ribelli non avevano alcun alleato all’interno del potere putiniano. Non disponevano di nessuna quinta colonna, solo della loro forza militare, che non va comunque sottovalutata. È anche lecito chiedersi cosa sappia lui della situazione bellica che il resto del mondo non conosce, per averlo portato a un simile gesto di ribellione.

La reazione

All’inizio, Putin ha risposto in modo duro, come sempre. Muro contro muro, nessuna concessione. Il presidente sapeva bene di non poter apparire debole agli occhi della nazione, la sua forza è uno degli elementi fondanti del patto che lo lega alla Russia più profonda. Se esita, se appare titubante, se cerca di mediare in momenti che sembrano segnare un crocevia, non è più un vero Zar, con la maiuscola. Conosce la storia, anche se la interpreta a modo suo. L’anima russa non ammette dubbi in chi la guida. Fu l’assenza di leadership che risultò fatale a Michail Gorbaciov, condannandolo a una damnatio memoriae da parte del suo popolo che ancora perdura.

Le porte di Mosca

Ieri, il Cremlino non ha avuto scelta. Ma questo non ha fermato la marcia quasi irridente di Prigozhin, che stava per arrivare alle porte di Mosca. La forza di Putin non è stata sufficiente, non lo ha schiacciato. Non è ancora finita, certo, e pochi conoscono quale sarà l’esito dell’esilio al quale si è auto-assegnato il fondatore della Brigata Wagner. Ma è stato lui a imporre una trattativa. È stato lui a decidere che non ci sarebbe stato il bagno di sangue. Non Putin.

L’illusione occidentale

Questo tentativo di colpo militare non aveva nulla a che vedere con l’illusione occidentale di liberarsi per vie interne di Putin e di arrivare alla fine delle ostilità sfruttando un vento traumatico come questo. Prigozhin è un ultranazionalista, i suoi attacchi ai vertici militari sono quelli di un falco estremista, che rimprovera alle autorità una eccessiva morbidezza sul campo di battaglia.
Cosa pensa di chi anela alla pace lo ha detto più volte nei suoi deliranti messaggi, spesso brandendo un martello macchiato del sangue dei suoi disertori. Le élite civili e militari si sono schierate con Putin. Per fedeltà, per convenienza, e perché l’alternativa non esisteva. Il fondatore della Wagner è un cavaliere dell’Apocalisse che porterebbe la Russia, e forse il mondo, in un caos ancora più pericoloso di quello attuale. Ma la sua marcia su Mosca è stata un segnale che può davvero cambiare il corso della storia. Perché ha rappresentato qualcosa di inimmaginabile finora. Il potere di Putin non appare più così monolitico come sembrava fosse finora. La statua dello Zar mostra alcune crepe evidenti. L’insurrezione è finita. Ma dalla scorsa notte, tutto è possibile in Russia.

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Margelletti: “Il super falco Prigozhin lancia un’Opa sul Cremlino per vincere la guerra”

L’analista geopolitico: «Putin ha creato un Frankenstein, ora l’auspicio di una fine della guerra si allontana»

EMANUELA MINUCCI –La  Stampa

24 Giugno 2023Aggiornato alle 16:27

Professor Margelletti siamo al golpe. Che cosa accadrà adesso a Mosca e in Ucraina?
«È, naturalmente, presto per dirlo. Mentre è chiaro che cosa c’è dietro la scelta di Prigozhin. Sta accadendo quel che successo nell’impero romano: la debolezza del re porta i capi delle legioni romane a sfidare il sovrano per prenderne il potere».

A che cosa mira Prigozhin?
«Putin ha creato un Frankenstein e lui ora mira a sostituirlo o quanto meno ad affiancarlo. All’inizio, ovvero prima che lo zar parlasse alla nazione, si poteva pure pensare che fosse un’azione concertata, ma dalle parole durissime espresse da Putin « sta pugnalando alle spalle una nazione» è evidente che non era a conoscenza del golpe e che Prigozhin sta lanciando un’Opa fortissima sul Cremlino».

Vuole sostituirsi a Putin?
«Quanto meno affiancarlo. Perché ritiene la sua azione troppo debole sul fronte della guerra. Magari si accontenterebbe di diventare ministro della difesa difesa a quel punto non avremmo più i tradizionali livelli tra potere politico e militare ma ci sarebbe una privatizzazione vera dello strumento militare».

E questo quali conseguenze porterebbe sullo scenario della guerra contro l’Ucraina?

«C’è anche un arsenale nucleare da gestire e Prigozhin non è uomo da guanti di velluto. Il capo della Wagner rimprovera a Putin proprio questa debolezza, quindi, traiamone le conclusioni».

A questo punto una riflessione si impone anche nei confronti di tutti i tentativi di mediazione europei (e non) per accelerare il processo di pace. O no?

«Certamente sì. Se con Putin il dialogo risultava impossibile nel vocabolario di Prigozhin questa parola non esiste proprio».

Pagina 93 di 186

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy