"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 83 di 186

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Nessuno dei propri familiari andrà all’inferno”

Le promesse della Santissima Vergine a Suor Maria Natalia

Carissimo Padre Livio,

in merito alla trasmissione del 14 luglio US e in particolare  alla telefonata di  quella signora che temeva per la sorte eterna della sorella e, allargando il quadro, a tutti quelli che pregano  e temono per i loro famigliari lontani da Dio le volevo sottoporre all’attenzione le promesse fatta dalla Santissima Vergine a suor Maria Natalia.

Sto leggendo questo piccolo, ma bellissimo libri proprio su sua indicazione e a pagina 76 trovo le promesse della Madonna per coloro che faranno : ” L’OFFERTA DELL’AMORE  Al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria “:

  1. NESSUNO DEI PROPRI FAMIGLIARI ANDRA’ ALL’INFERNO, anche se le apparenze esterne lo facessero supporre, perché prima che l’anima abbandoni il corpo, riceveranno la grazia del perfetto pentimento.
  2. Nello stesso giorno dell’offerta, usciranno dal Purgatorio tutti i defunti della loro famiglia.
  3. Al momento della morte sarò a loro vicina, e porterò la loro anima alla presenza di Dio, senza passare dal Purgatorio.
  4. I loro nomi saranno scritti nel Cuore di Gesù e nel Cuore Immacolato di Maria.
  5. Salveranno molte anime dall’eterna condanna per questa offerta unita ai meriti di Cristo, i meriti dei loro sacrifici beneficerà le anime fino alla fine del mondo. Grazie! Valerio


🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  a  intervalli regolari,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


24. “La  Parrocchia come  la  vuole  la Madonna”

“Ieri vi ho detto che la prima parte del mio programma si è realizzata. Adesso volgetevi alla seconda parte digiunando e pregando, perché anch’essa possa realizzarsi” ( 22-03-1984). La Regina della pace in questo lungo arco di tempo ha più volte sollecitato a pregare e a digiunare perché si realizzi il suo piano, volto a salvare le anime e a donare al mondo un tempo di pace.

 Siamo davanti a una manifestazione della Divina Misericordia che non ha precedenti nei due millenni di cristianesimo. L’intervento divino è la risposta allo scatenamento delle potenze del male, che vorrebbero distruggere la terra e trascinare le anime all’inferno. Si tratta di una battaglia che è entrata nella fase conclusiva con la prima guerra mondiale e che ora sta giungendo al momento decisivo.

 La Madonna è scesa in campo con le apparizioni di Fatima. accompagnando la Chiesa lungo la via del Calvario. Con quelle di Medjugorje  la prepara alla prova più dura e alla vittoria finale. La Regina della pace attua il suo piano a Medjugorje per tappe che lei stessa. ha cura di delineare.

Fin dall’inizio il suo sguardo si spinge lontano. Gìà dopo i primi mesi i veggenti hanno la sensazione di essere davanti a un evento dalla portata imprevedibile. “La Madonna ci ha detto che questa è la sua ultima apparizione sulla terra .Per questo lei non può terminare tanto presto tutto quello che vuole fare” (Vicka).

La prima tappa si conclude nel mese di Marzo del 1984, quando la “Gospa” incomincia a dare messaggi regolari alla parrocchia attraverso la veggente Marija Paulovic, con l’intenzione di coinvolgere l’intera Chiesa nel cammino di conversione.

In questi primi tre anni (1981-1984) la Madonna dà numerosi messaggi, spesso rispondendo alle domande dei veggenti. Si tratta di interventi che abbracciano un orizzonte molto vasto e che riguardano in primo luogo la vita di fede della gente, ma anche i problemi della Chiesa e la situazione drammatica in cui si trova il mondo.

L’obbiettivo è quello di dissodare il terreno che, grazie alle secolari radici cattoliche, è particolarmente predisposto. In questo periodo i veggenti ricevono quasi tutti i segreti, a indicare che lo sguardo della Gospa si proietta lontano. I primi tre anni sono l’overture di una sinfonia che contiene già i futuri sviluppi.

I primi richiami della Madre di Dio riguardano la fede. La gente è credente, ma non di rado è una fede abitudinaria, che rischia di dissolversi con l’avanzare della secolarizzazione. Le sue prime parole manifestano questa preoccupazione:

“Che i sacerdoti siano saldi nella fede e proteggano la fede del popolo” ( 27-06-191). “ Che il popolo creda e perseveri nella fede” ( 28 Giugno 1981). “Non c’è che un solo Dio e una sola fede. Credete fermamente e non abbiate paura” ( 29- 06 – 191). “Avete dimenticato la Bibbia” ( 13-07- 1981). “Rafforzate la vostra fede con la preghiera e i sacramenti” ( 08-08- 191). “La fede non può essere viva senza la preghiera. Pregate di più” ( 10-10-1981). “La preghiera più bella è il Credo”( 18-02-1983).

 La Madonna come sempre anticipa i tempi. Dal cielo vede ciò che noi non vediamo  e di cui ci rendiamo conto quando è  troppo tardi. Il Papa Benedetto XVI, tre decenni dopo, indicava nella crisi di fede il pericolo più insidioso che corre la Chiesa e, per arginare l’ondata minacciosa dell’incredulità, indiceva l’anno della fede.

Ancora prima delle apparizioni di Medjugorje lo sguardo profetico di Paolo VI aveva colto l’insidia mortale del serpente dalla lingua biforcuta. Poco dopo il Concilio Vaticano II indiceva l’anno della fede (1968) e formulava quel “Credo del popolo di Dio”  col quale metteva a fuoco le verità rivelate irrinunciabili.

Giovanni Paolo contro l’ondata della secolarizzazione, che minacciava le stessa mura della Chiesa, elevava una diga insuperabile col Catechismo della Chiesa Cattolica ( 1992). La Regina della pace non ha esitazioni a indicare il punto dolente, che riguarda in primo luogo i sacerdoti, che hanno come compito primario di proteggere la fede del popolo.

La medicina che la Madre di Dio propone è in primo luogo la preghiera. Lei sa che “lex credendi est lex orandi”, che “tale è il credere quale è il pregare”. La sua azione materna in quei primi anni è tutta volta a  rinverdire la pastorale classica della chiesa, centrata sulla pratica dei sacramenti, in particolare la S. Messa e la Confessione.

 La fede riguarda non solo l’intelligenza, ma anche il cuore e tutta la persona. E’ tutto l’uomo che si deve aprire a Dio che lo chiama, liberandosi dalle pesantezze della carne. Non deve quindi meravigliare che la “Gospa” esorti gli abitanti del villaggio non solo a pregare, ma anche a digiunare. Nel periodo di Avvento del 1981 ripete l’invito per ben sette volte: “ Pregate e digiunate. Vi chiedo solo preghiera e digiuno” ( 14-12-1981).

Il digiuno che Lei preferisce è quello a pane e acqua ( 21-07-1982), ma dà ulteriori suggerimenti: “Oltre al cibo, sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché dopo aver guardato i programmi televisivi, siete distratti e non riuscite a pregare .Potreste rinunciare anche all’alcol, alle sigarette e ad altri piaceri. Sapete da voi stessi ciò che dovete fare” ( 08-12- 1981).

 Il ventre pieno non prega, sentenzia la grande tradizione spirituale cristiana. Come risposta ai quei cristiani, non di rado monaci o religiosi,  che cercano nelle religioni orientali stimoli ambigui per la preghiera e l’ascesi, la Gospa fa rifiorire le radici millenarie della fede, che hanno ininterrottamente fruttificato lungo i secoli. Il vangelo è sempre antico è sempre nuovo.

 E’ l’unica medicina capace di ridare vita e speranza alla condizione umana sotto il potere del peccato e della morte. Il vangelo non è mai superato. Le parole che contiene sono le uniche che non passeranno. “ Perché fate tante domande: Ogni risposta è nel Vangelo” ( 19-09-1981).

La preghiera per eccellenza gravita intorno alla chiesa parrocchiale e si concretizza nella celebrazione dell’eucaristia e del sacramento della penitenza. La Madonna ha l’occhio sulle chiese seminuote e sui confessionali abbandonati dei paesi dell’Occidente. E’ da qui che deve incominciare la ricostruzione.

I suoi richiami sono concreti e vanno al sodo: “Pregate, pregate, pregate! Credete fermamente, confessatevi con regolarità e comunicatevi. E’ questa l’unica via di salvezza ( 10-02-1982). Su questi due pilastri della vita cristiana la Madonna si sofferma spesso:

“Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdì o il primo sabato del mese. Fate ciò che vi dico! La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’Occidente. Se i fedeli si confesseranno una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite” ( 06-08-1982). “Sarebbe necessario in parrocchia dedicare alla riconciliazione tre giorni al mese: il primo venerdì ed il sabato e la domenica successivi” ( 15-10- 1983).

 La Regina della pace anche in questo si affianca alla sollecitudine della Chiesa, espressa in particolare nell’insegnamento e nell’esempio di Giovanni Paolo II, che vede con preoccupazione i fedeli in numero crescente fare la comunione senza la confessione.

Non tralascia neppure di indicare una via più alta di perfezione, pratica da numerose anime sante: “ A chi vuole fare un cammino spirituale profondo io consiglio di purificarsi confessandosi una volta alla settimana. Confessatevi anche i più piccoli peccati, perché quando andrete all’incontro con Dio soffrirete di aver dentro di voi anche una minima mancanza” ( 28-09-1984).

Nel rinnovamento pastorale della parrocchia la Messa quotidiana è il punto focale. La Madonna vuole che la partecipazione sia numerosa, nonostante la stanchezza e il cattivo tempo: “Grazie a tutti voi che venite in chiesa per pregare Gesù nonostante la neve, il gelo e il cattivo tempo. Continuate così e siate perseveranti.”

“Sapete bene che quando un amico vi chiede con insistenza qualcosa, voi gliela date. Lo stesso fa Gesù con voi: quando pregate con perseveranza e venite a Messa nonostante la vostra stanchezza, egli vi dà tutto ciò che gli chiedete. Perciò figli miei, pregate, pregate, pregate” ( 01-12-1983). “Siate buoni e venite a Messa senza cercare scuse! Fatemi vedere che avete un cuore generoso” ( ( 02-12-1983).”

 “La Santa Vergine non solo esorta alla partecipazione alla S. Messa, ma si preoccupa che sia cosciente e fervorosa: “ Seguite attentamente la S. Messa. Siate disciplinati e non chiacchierate durante la santa Messa” (19-02-1982). “Voi non partecipate alla Messa come dovreste. Se sapeste quale grazia e quale dono ricevete nell’Eucaristia, vi preparereste ogni giorno per almeno un’ora” ( 15-10-1983) “

“La Messa è la forma più alta di preghiera. Non riuscirete mai a capirne la grandezza. Perciò siate umili e rispettosi durante la celebrazione e preparatevi ad essa con molta cura. Vi raccomando di partecipare tutti i giorni alla Messa”  (13-01-1984).

La Madre premurosa affianca ai due sacramenti cardine della vita cristiana anche le devozioni che sono fiorite lungo i secoli, in particolare il Rosario e la devozione ai Sacri Cuori. La sollecitazione alla recita del Rosario quotidiano risale già all’estate del primo anno: “ Pregate il rosario ogni giorno. Pregate insieme”  (13-08-1981). “Meditate ogni giorno sulla vita di Gesù e sulla mia vita, pregando il rosario” ( 08-08-1982).

“Ogni famiglia dedichi almeno cinque minuti al giorno di preghiera al Sacro Cuore di Gesù del quale in tutte le case vi sia l’immagine ( 02-07-1983). “Ogni mattina in famiglia rinnovate le preghiere di consacrazione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Pregate ogni giorno l’Angelus, il Credo, cinque Pater Ave e Gloria in onore della passione di Gesù, un senso per il nostro Santo Padre e un settimo per l’effusione dello Spirito Santo su di voi. Poi la preghiera di invocazione dello Spirito Santo. Se vi è possibile, anche il S. Rosario” ( 21-01-1984).

La “Gospa” sembra incontentabile e non allenta la presa. Sente le mormorazioni dei parrocchiani e risponde con fermezza materna: “Non si vive solo di lavoro, ma anche di preghiera. I vostri lavori non andranno bene senza la preghiera. Offrite il vostro tempo a Dio…e allora vedrete che anche il vostro lavoro andrà meglio, ed avrete pure maggior tempo libero” ( 02.05. 1983).

La richiesta di preghiera è sempre più insistente: “ Voi parrocchiani potreste pregare anche quattro ore al giorno”. La gente fa fatica a seguirla. Anche gli Israeliti nel deserto resistevano a Mosè. “Vi sembra troppo? – incalza la Madonna – Ma è appena la sesta parte della giornata! In realtà voi siete perplessi perché pensate di poter vivere solo di lavoro” ( 08-01-1983). In quei primi tre anni di noviziato non è stato facile per la parrocchia stare al passo della Regina della pace.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla visione cristiana della vita nella saggezza popolare

Cari amici,

senza dubbio la saggezza popolare ha sempre saputo sintetizzare la fede e la gente nel corso della Storia ha conservato salda la fede anche in mezzo alle bufere come guerre, eresie, defezioni e tradimenti stessi della fede. Il popolo però aveva i suoi punti di riferimento pieni di sapienza.

La mia cara nonna diceva sempre una frase che porto nel mio cuore da quando sono bambino. Poche e semplici parole ma di una saggezza sconfinata, di pura essenza evangelica, di fede radicata nell’intimo:

La vita è breve, la morte è certa, del morir l’ora è incerta. Un’anima sola si ha, se si perde che ne sarà? Se perdi il tempo che adesso hai, alla morte certo non l’avrai. Dio ti vede, Dio ti giudicherà. Paradiso o inferno ti toccherà. La via del Cielo è stretta e pochi camminano per quella.
Quella dell’inferno è larga e molti corrono per quella.
Se vuoi salvarti coi pochi fai quello che fanno i pochi e che vorresti aver fatto in punto di morte.

Questa è certamente una visione della vita alla luce della vita. È una visione certa, vera, non manipolata dall’ateismo o dall’incredulità. È una visione alla luce di Dio, alla luce della sua Misericordia e della sua giustizia.

La vita è breve. È uno dei temi a cui la Madonna ci ha chiamato tante volte a meditare. Alcune tra le espressioni più belle nei messaggi della Regina della pace riguardano proprio la brevità della vita.   
Figli miei, la vostra vita è solo un battito in confronto alla vita eterna (2 agosto 2014) 
La vita è soltanto un battito di ciglia (2 novembre 2014)

Di fronte all’eternità la vita è brevissima, è un battito di ciglia. La Madonna ha paragonato la vita a un fiore. Questo tema ricorre spesso nelle esortazioni sul senso della vita della Regina della pace. Ovviamente è un tema biblico onnipresente.

«Figlioli, non dimenticate che la vostra vita passa come un fiorellino di primavera, che oggi è meraviglioso, ma domani non se ne trova traccia» (25 marzo 1988)      
«Non dimenticate, figlioli, che la vostra vita è passeggera come un fiore» (25 agosto 2001)    
«Non dimenticate che siete passeggeri come un fiore in un campo che si vede da lontano, ma in un attimo sparisce» (25 gennaio 2007)

La brevità della vita è dovuta al fatto che noi ci illudiamo di essere eterni. Se portiamo indietro nel tempo la nostra mente e i nostri ricordi, quando abbiamo scoperto di esistere, abbiamo provato stupore nel capire di essere al mondo, ci siamo meravigliati di essere vivi e ci siamo resi conto che c’è stato un momento in cui abbiamo iniziato a vivere e prima non vivevamo. Da lì sono derivati tanti interrogativi: da dove veniamo? Dove andiamo? Chi siamo? Quando ci siamo posti queste domande abbiamo capito che è bello vivere, è bello esistere e spontaneamente ci siamo paragonati al nulla che c’era prima che esistessimo. Abbiamo capito di essere passati dal non essere all’essere e allo stesso tempo questa consapevolezza ha suscitato in noi stupore e gioia.

Questa gioia è stata offuscata il giorno in cui una persona cara o un conoscente è venuta a mancare. In quel momento abbiamo fatto una scoperta, che poi è un trauma che ci si porta con sé nel corso della vita, cioè che la vita non è per sempre. Si cresce, si diventa adulti attraversando le varie stagioni della vita e dopo la vecchiaia c’è la morte. Ci rendiamo conto che sulla Terra tutto finisce, le piante, gli animali, anche l’uomo finisce. Nel medesimo tempo, chi è cresciuto nell’ambito della fede cristiana sa che con la morte non finisce tutto ma c’è un’anima immortale e ne consegue che la prospettiva della vita va oltre la morte.

“La vita è breve e la morte è certa” è una delle prime percezioni che uno ha e con cui deve fare i conti perché si scopre che non si è padroni della propria vita. Scoprendo che abbiamo iniziato a vivere e che termineremo di vivere qui sulla Terra, ci rendiamo conto ce non siamo padroni della nostra vita, che non siamo padroni di noi stessi. È da questa costatazione di tutti i popoli che è nata la religione.          

Mircea Eliade (1907-1986), storico delle religioni rumeno, scrisse nel suo Trattato di storia delle religioni che la percezione della morte è la motivazione per cui sono nate le religioni; la religione è la risposta dell’uomo alla realtà della morte. È la risposta dell’uomo che non accetta di essere un animale, non accetta di diventare un pugno di polvere ma si apre all’orizzonte dell’Aldilà.          

Scopriamo, allora, che non ci apparteniamo, che non siamo padroni della nostra vita, che Qualcuno ha deciso che noi esistessimo e nel medesimo tempo ci rendiamo conto che la morte è certa ma l’ora della morte è incerta. Del morir l’ora è incerta,vuol dire che non siamo noi a decidere – a meno che non ci si voglia suicidare, ma questa scelta è una resa alla morte – quando moriremo. Non siamo noi a decidere il momento, ciascuno ha il suo momento. Ciascuno di noi ha un tesoro che è il tempo, ovvero il tempo che abbiamo a disposizione per la vita. È il tempo che Dio ci ha dato, insieme al vivere, con dobbiamo fare l’unica cosa importante della vita: aprirci a Dio, che fonte della vita, è colui che ci fa vivere e ci farà vivere in eterno. L’incertezza della morte aleggia sulla nostra vita. L’uomo nasce incerto, nasce senza la chiave che risolve l’enigma della vita. Solamente aprendo il cuore alla fede si può scoprire il senso della vita, la bellezza della vita.

“Di anima una sola se ne ha”, la nostra anima è noi stessi, è ciò che ci rende più grandi di tutto l’universo, ciò che ci rende capaci di Dio, di aprirci a Lui, di parlare con Lui, di rispondere a Dio con l’amore. Il nostro mondo ha già perso l’anima negandola. L’uomo di oggi non vuole Dio, non vuole l’Aldilà e non vuole l’anima. Degrada sé stesso a un essere transeunte, come se fosse un animale.

“Se perdi il tempo che adesso hai, alla morte certo non l’avrai”. È Dio che decide la lunghezza della nostra vita, solo Lui sa quanto tempo abbiamo a disposizione. Non dobbiamo buttare via il tempo della vita. “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro” disse San Giovanni Paolo II ai giovani. Ai ragazzi dobbiamo proprio dire che non devono buttare via se stessi nel disordine, nei vizi dell’autodistruzione. La vita è troppo preziosa per sprecarla, per distruggere se stessi inseguendo falsi idoli, ricchezza, potere e gloria. Se buttiamo la vita sulla via della perdizione si arriva alla morte con la clessidra del tempo esaurita. Nell’ultimo istante, se non ci saremo aperti a Dio, ci saremo persi per sempre. Quando un’anima è perduta lo è per sempre.

“Dio ti vede” non è un’affermazione intimidatoria ma è un’affermazione misericordiosa. Dio ci guarda come il padre guarda il figlio, Dio ci attende, ci sollecita, ci aiuta, ci chiama. Dio alla fine ci giudicherà. Dipende da noi come arriveremo all’ultimo istante, se col cuore aperto o chiuso e sopraffatto dal male.

“Paradiso o inferno ti toccherà” a seconda di come sarà la nostra anima al momento della morte. L’invito è quello del Vangelo, cioè seguire la via stretta che porta al Cielo e camminare lungo quella anche quando è difficoltosa, anche quando è la via della Croce perché è la via della Resurrezione.

“La via del Cielo è stretta e pochi camminano per quella. Quella dell’inferno è larga e molti corrono per quella” sono parole del Vangelo e anche la Regina della pace le ha riprese quando ha detto che l’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Percorriamo, allora, la via del Cielo anche se siamo pochi; la via dell’inferno è larga ma stiamo lontani da essa perché il fatto di essere in tanti a percorrerla non giustifica il fatto di andare verso l’abisso.

“Se vuoi salvarti coi pochi fai quello che fanno i pochi e che vorresti aver fatto in punto di morte” questa è la frase che racchiude il motto del nostro vivere orientati all’eternità. Dobbiamo amare Dio sopra ogni cosa, amare il prossimo come se stessi, osservare i Comandamenti, attingere alla grazia dei Sacramenti facendo il bene. Nel corso della nostra vita dobbiamo fare tutto quello che vorremmo aver fatto in punto di morte. Così affronteremo la morte senza rimpianti, con l’abbraccio con Cristo, con la gioia di entrare in Paradiso.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

A Medjugorje ci sono le conversioni ma  non le  apparizioni?

Carissimo Padre Livio,

mi colpisce  il fatto che alcuni mariologi riguardo a Medjugorje affermino che contano le conversioni  e  non le  apparizioni, come se non ci fosse un rapporto di causa (  la  apparizione) ed effetto ( la conversione).

Non vi è dubbio che Medjugorje sia il santuario mariano con più conversioni, certificate dalle  file costanti di persone che attendono per la confessione.

Secondo Lei tutto questo sarebbe  possibile se  non ci fossero le apparizioni della Madonna?

Grazie  Padre  Livio  per  le  sue riposte sempre  molto chiare.

Maria di Lugano

Cara  Maria,

A Medjugorje le  apparizioni della Madonna ci sono  ancora,  dopo oltre 42  anni,  a tutti e sei i veggenti ( Ivanka,  Mirjana, Jakov una volta all’anno  –  Marija,  Ivan e  Vicka tutti i  giorni).

Basterebbe assistere  a una apparizione per rendersi conto della bellezza   e  della verità  dell’evento.

Perché negarlo e perché declassare  i veggenti,  che sono persone per bene, a dei bugiardi o a dei paranormali?

Tutta  la gente ha creduto fin dai primi giorni, subendo persecuzioni  per una decina di anni dal regine comunista.

I milioni di pellegrini e le decine di migliaia di sacerdoti che sono andati a  Medjugorje credono alle apparizioni e molti si sono convertiti per questo motivo.

La Madonna è dispiaciuta  per questo atteggiamento e ha detto che non  è  la  prima  volta che  Lei appare  sulla terra.

Se poi uno non vuol credere, nessuno glielo impedisce,  ma  non faccia il  mariologo.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il  pellegrinaggio è un evento religioso che va  vissuto con serietà e devozione

Caro padre Livio,

prima di arrivare al problema desidero dirle quanto lei sia prezioso agli occhi di Gesù e Maria e per la Chiesa tutta.

Mi chiamo Alberto e sono andato a Medjugorje un mese dopo di lei nel 1985. Sono seguiti altri 220 viaggi, di cui 164 pellegrinaggi con 6840 persone.

Per il problema che vorrei esporle ho organizzato a Loreto 6 seminari, molto partecipati, per le guide e gli accompagnatori italiani, invitando personalità non solo religiose, che ci hanno esposto i compiti principali a cui una guida deve attenersi. Sono stato sempre attento a questo ruolo, perché i modi scorretti hanno danneggiato, in parte, lo spirito di devozione, di rispetto e di accoglienza, che si deve a chi va in luoghi come Medjugorje.

Il pellegrinaggio è un evento religioso che va vissuto con serietà e devozione. I messaggi, che la Gospa ci trasmette, ci devono insegnare anche le buone maniere, che si debbono usare nel vivere il pellegrinaggio, e la guida deve dare il buon esempio. Certamente ci sono accompagnatori bravissimi, ma in questi ultimi tempi stanno diminuendo. Per 17 anni sono stato corrispondente degli accompagnatori italiani presso la Parrocchia di Medjugorje e di fatti sgradevoli me ne hanno nominati tanti. D’ accordo: la Gospa sa mettere le cose in ordine, ma molti rimangono delusi di come sono stati trattati.
Quanto sopra, padre, per chiederle, se fosse possibile, di “educare” le persone (guide) a un atteggiamento più consono al ruolo che devono svolgere. Magari con qualche accenno nelle sue trasmissioni affinché si possano sensibilizzare a questo problema non solo le guide, ma anche i pellegrini perché sappiano scegliere il gruppo giusto. Ora, per causa di salute, mi sono ritirato, ma non mi astengo dall’ interessarmi a questo problema, che ritengo molto importante.
Grazie, padre Livio, per il servizio preziosissimo che svolge con Radio Maria per la Chiesa intera. Il Signore la strabenedica.
Con rispetto e stima.
Alberto da  Falconara

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul dono della vista spirituale

La vista spirituale è un dono molto importante. L’espressione “vista spirituale” è tratta dal Messaggio della Regina della pace in occasione dell’apparizione annuale a Mirjana del 18 marzo 2023.

Nel mondo di oggi domina questa pseudoverità secondo cui l’unica forma di conoscenza di cui l’uomo dispone è la scienza. Il punto di partenza è che l’uomo è solamente materia, vede unicamente le cose materiali e la scienza è l’unica forma di conoscenza sofisticata delle regole che riguardano le cose materiali, le cose sperimentalmente controllabili. Ne deriva che al di fuori di questa non ci siano altre forme di conoscenza vera ma solamente opinioni, riflessioni. Praticamente, secondo questo modo di pensare, solamente la scienza ci mette a contatto con la realtà e ci direbbe la verità.

Oggi ci troviamo a un fenomeno mai accaduto prima, cioè la scienza che si presenta come unica forma di conoscenza che presume di abbracciare tutti i campi e quindi può dimostrare che non c’è Dio perché sperimentalmente non è controllabile, spiegherebbe l’esistenza del mondo iniziata con il caso, professa l’eternità della materia, nega l’esistenza della dimensione spirituale dell’uomo. La scienza richiude il senso della vita nel ciclo finito della materia.

Questa forma di conoscenza, che diventa una forma di ideologia dittatoriale che tra l’altro annulla il grande patrimonio spirituale e filosofico dell’umanità, pur avendo un ambito di conoscenza che è quello sperimentale ma guai a noi se rinchiudessimo la nostra possibilità di conoscere a esaminare solamente ciò che è materiale, visibile agli occhi della carne o degli strumenti che ci permettono di esplorare perfino le particelle dell’atomo. Guai a noi se riducessimo la capacità umana di conoscere solamente alle cose finite, materiali, sperimentali.

Dovremmo essere molto critici. Ovviamente siamo grati alla scienza quando ci propone dei risultati di un progresso reale; tanti scienziati hanno meritato il premio Nobel proprio per questo. Tuttavia, ci sono forme di conoscenza diverse e superiori.

È chiaro che con l’intelligenza possiamo andare oltre le cose sensibili; difatti, come ci insegna da sempre la Filosofia cristiana, attraverso la Creazione possiamo arrivare ad affermare l’esistenza del Creatore e le sue perfezioni, la sua onnipotenza, la sua bontà, la sua bellezza. Il fatto che attraverso l’intelletto siamo capaci di arrivare attraverso le creature al Creatore fa capire che è capace di andare oltre le cose visibili, sensibili, sperimentalmente verificabili.

C’è una forma di conoscenza che il mondo non considera, la fede. La fede è una grande luce attraverso la quale conosciamo ciò che con il semplice intelletto umano non è conoscibile, tanto meno con quella forma di conoscenza che si ferma alle cose visibili. Attraverso la fede conosciamo ciò che Dio ci ha rivelato. Attraverso la fede conosciamo Dio, i suoi piani di salvezza, i piani che riguardano l’uomo, la nostra origine soprannaturale, l’Aldilà. C’è tutto un mondo che esiste veramente che è il mondo di Dio, il mondo dello Spirito, della grazia, è l’effusione della gloria di Dio sulle creature. Questo mondo esiste realmente, quante persone vivono di questa conoscenza soprannaturale, di questa vista soprannaturale. Tutte le persone che pregano con fede hanno un’esperienza interiore di un mondo che soltanto con la fede si può sperimentare e di cui si ha una conoscenza certa. La fede non è un’opinione, è una conoscenza certa di realtà che sono accessibili per grazia. La fede è una luce che è una grazia che viene accolta, attraverso la quale conosciamo realtà che riguardano Dio, i suoi piani di salvezza, l’uomo, la vita eterna. Questa è la vista spirituale.

Essendoci allontanati da Dio e quindi avendo perso la fede, abbiamo perso la vista spirituale. Allontanandoci da Dio abbiamo perso la conoscenza della Santissima Trinità e della popolazione del Cielo composta dagli angeli e dai Santi. È come se questa realtà fosse stata relegata al mondo delle fantasie, dei miti. Tanta gente ha accantonato la fede, non la considera seriamente, pensa che sia una fantasticheria, una proiezione personale, un’invenzione. Si arriva perfino alla superbia, alla tracotanza, per dire che quelli che credono – mediante la fede – in un mondo che va al di là delle nostre possibilità sono pazzi. Credere in Dio, in Cristo, nella Divina Rivelazione, nella Parola di Dio, nell’Eucarestia, viene reputato come una deviazione che la prepotenza della società ritiene addirittura oggetto di cure psichiatriche. A questo siamo già arrivati nel tempo ma su questa strada arriveremo a cose peggiori. Tutti quelli che hanno la fede sanno che cos’è la vista spirituale. L’arroganza, la superbia, la supponenza, la tracotanza del mondo di oggi – secondo cui solamente la scienza è fonte di verità – giudica pazzi coloro che credono in Dio. È una forma di accecamento.

Ci sono molte persone che hanno fatto una vita lontano da Dio, credevano di vedere e si sono convertite. Nella conversione queste persone acquistano la vista spirituale, sperimentano un mondo che prima non c’era, un mondo che per loro era una proiezione psicologica. Tutti quelli che sperimentano questo mondo nel rapporto con Dio sono delle persone che hanno riacquistato quella capacità che l’uomo ha se è umile, che è la vista spirituale per grazia. La grazia viene data agli umili e viene tolta ai superbi.

Noi abbiamo avuto la grazia della fede con il Battesimo, con la prima educazione cristiana. Questa forma di conoscenza, questa esperienza del soprannaturale, questa scoperta di Dio e del suo amore, avendo noi cessato la preghiera, la carne con le sue supponenze ha preso il sopravvento, il nostro cuore è diventato impuro, è diventato schiavo dei vizi e di conseguenza abbiamo perso la vista spirituale.

Perdiamo questa grazia della fede che ci dà la vista spirituale e ci introduce nell’esperienza di Dio se non la coltiviamo con la santità della vita, con un cuore puro, con la preghiera. È come un fiore che senza acqua appassisce e muore.

Quando perdiamo la grazia della fede veniamo immersi nel buio delle tenebre. La vista spirituale, che è la cosa più bella che esista sulla Terra perché è un anticipo (con tutti i dovuti limiti) di quello che avremo nell’eternità quando vedremo Dio faccia a faccia. Il nostro obiettivo nel corso della vita e della fede ci porta nel cuore della Santissima Trinità dove contempleremo il Padre. La vista spirituale è il primo passo di questo cammino. Se non coltiviamo la purezza del cuore, perdiamo la vista spirituale. Chi perde la fede o chi è nell’accecamento è perché ha lasciato che il suo cuore fosse conquistato dal male in tutte le sue proliferazioni. Quando il cuore è conquistato dal male diventa cieco, non vede più niente.

È necessaria e fondamentale, allora, una lotta quotidiana per conservare la vista spirituale. C’è una bellissima beatitudine che dice: beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Se il cuore non è puro perdiamo la vista spirituale. La Madonna ci ha detto di ritornare a Dio per riacquistare la vista spirituale. Ecco cosa dobbiamo fare.

Il dono inestimabile della vista spirituale – per cui abbiamo la conoscenza delle cose soprannaturali; del mondo soprannaturale; della vita nella luce, nella prospettiva, nel piano di Dio; della Storia così come Dio la vede – deve assolutamente essere preservato e coltivato con la santità della vita, con la pratica dei Comandamenti. Diversamente le tenebre si addensano e ci accecano.

È molto importante entrare nel tempo dei Segreti con questa vista spirituale per vedere la mano, la potenza, la presenza di Dio, l’opera di Maria, le priorità che contano. Se entreremo nel tempo dei Segreti accecati, saremo come dei turaccioli in mezzo alle onde del mare che il vento sbatte qua e là e chissà dove andranno a finire.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 41

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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