LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  a  intervalli regolari,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


24. “La  Parrocchia come  la  vuole  la Madonna”

“Ieri vi ho detto che la prima parte del mio programma si è realizzata. Adesso volgetevi alla seconda parte digiunando e pregando, perché anch’essa possa realizzarsi” ( 22-03-1984). La Regina della pace in questo lungo arco di tempo ha più volte sollecitato a pregare e a digiunare perché si realizzi il suo piano, volto a salvare le anime e a donare al mondo un tempo di pace.

 Siamo davanti a una manifestazione della Divina Misericordia che non ha precedenti nei due millenni di cristianesimo. L’intervento divino è la risposta allo scatenamento delle potenze del male, che vorrebbero distruggere la terra e trascinare le anime all’inferno. Si tratta di una battaglia che è entrata nella fase conclusiva con la prima guerra mondiale e che ora sta giungendo al momento decisivo.

 La Madonna è scesa in campo con le apparizioni di Fatima. accompagnando la Chiesa lungo la via del Calvario. Con quelle di Medjugorje  la prepara alla prova più dura e alla vittoria finale. La Regina della pace attua il suo piano a Medjugorje per tappe che lei stessa. ha cura di delineare.

Fin dall’inizio il suo sguardo si spinge lontano. Gìà dopo i primi mesi i veggenti hanno la sensazione di essere davanti a un evento dalla portata imprevedibile. “La Madonna ci ha detto che questa è la sua ultima apparizione sulla terra .Per questo lei non può terminare tanto presto tutto quello che vuole fare” (Vicka).

La prima tappa si conclude nel mese di Marzo del 1984, quando la “Gospa” incomincia a dare messaggi regolari alla parrocchia attraverso la veggente Marija Paulovic, con l’intenzione di coinvolgere l’intera Chiesa nel cammino di conversione.

In questi primi tre anni (1981-1984) la Madonna dà numerosi messaggi, spesso rispondendo alle domande dei veggenti. Si tratta di interventi che abbracciano un orizzonte molto vasto e che riguardano in primo luogo la vita di fede della gente, ma anche i problemi della Chiesa e la situazione drammatica in cui si trova il mondo.

L’obbiettivo è quello di dissodare il terreno che, grazie alle secolari radici cattoliche, è particolarmente predisposto. In questo periodo i veggenti ricevono quasi tutti i segreti, a indicare che lo sguardo della Gospa si proietta lontano. I primi tre anni sono l’overture di una sinfonia che contiene già i futuri sviluppi.

I primi richiami della Madre di Dio riguardano la fede. La gente è credente, ma non di rado è una fede abitudinaria, che rischia di dissolversi con l’avanzare della secolarizzazione. Le sue prime parole manifestano questa preoccupazione:

“Che i sacerdoti siano saldi nella fede e proteggano la fede del popolo” ( 27-06-191). “ Che il popolo creda e perseveri nella fede” ( 28 Giugno 1981). “Non c’è che un solo Dio e una sola fede. Credete fermamente e non abbiate paura” ( 29- 06 – 191). “Avete dimenticato la Bibbia” ( 13-07- 1981). “Rafforzate la vostra fede con la preghiera e i sacramenti” ( 08-08- 191). “La fede non può essere viva senza la preghiera. Pregate di più” ( 10-10-1981). “La preghiera più bella è il Credo”( 18-02-1983).

 La Madonna come sempre anticipa i tempi. Dal cielo vede ciò che noi non vediamo  e di cui ci rendiamo conto quando è  troppo tardi. Il Papa Benedetto XVI, tre decenni dopo, indicava nella crisi di fede il pericolo più insidioso che corre la Chiesa e, per arginare l’ondata minacciosa dell’incredulità, indiceva l’anno della fede.

Ancora prima delle apparizioni di Medjugorje lo sguardo profetico di Paolo VI aveva colto l’insidia mortale del serpente dalla lingua biforcuta. Poco dopo il Concilio Vaticano II indiceva l’anno della fede (1968) e formulava quel “Credo del popolo di Dio”  col quale metteva a fuoco le verità rivelate irrinunciabili.

Giovanni Paolo contro l’ondata della secolarizzazione, che minacciava le stessa mura della Chiesa, elevava una diga insuperabile col Catechismo della Chiesa Cattolica ( 1992). La Regina della pace non ha esitazioni a indicare il punto dolente, che riguarda in primo luogo i sacerdoti, che hanno come compito primario di proteggere la fede del popolo.

La medicina che la Madre di Dio propone è in primo luogo la preghiera. Lei sa che “lex credendi est lex orandi”, che “tale è il credere quale è il pregare”. La sua azione materna in quei primi anni è tutta volta a  rinverdire la pastorale classica della chiesa, centrata sulla pratica dei sacramenti, in particolare la S. Messa e la Confessione.

 La fede riguarda non solo l’intelligenza, ma anche il cuore e tutta la persona. E’ tutto l’uomo che si deve aprire a Dio che lo chiama, liberandosi dalle pesantezze della carne. Non deve quindi meravigliare che la “Gospa” esorti gli abitanti del villaggio non solo a pregare, ma anche a digiunare. Nel periodo di Avvento del 1981 ripete l’invito per ben sette volte: “ Pregate e digiunate. Vi chiedo solo preghiera e digiuno” ( 14-12-1981).

Il digiuno che Lei preferisce è quello a pane e acqua ( 21-07-1982), ma dà ulteriori suggerimenti: “Oltre al cibo, sarebbe bene rinunciare alla televisione, perché dopo aver guardato i programmi televisivi, siete distratti e non riuscite a pregare .Potreste rinunciare anche all’alcol, alle sigarette e ad altri piaceri. Sapete da voi stessi ciò che dovete fare” ( 08-12- 1981).

 Il ventre pieno non prega, sentenzia la grande tradizione spirituale cristiana. Come risposta ai quei cristiani, non di rado monaci o religiosi,  che cercano nelle religioni orientali stimoli ambigui per la preghiera e l’ascesi, la Gospa fa rifiorire le radici millenarie della fede, che hanno ininterrottamente fruttificato lungo i secoli. Il vangelo è sempre antico è sempre nuovo.

 E’ l’unica medicina capace di ridare vita e speranza alla condizione umana sotto il potere del peccato e della morte. Il vangelo non è mai superato. Le parole che contiene sono le uniche che non passeranno. “ Perché fate tante domande: Ogni risposta è nel Vangelo” ( 19-09-1981).

La preghiera per eccellenza gravita intorno alla chiesa parrocchiale e si concretizza nella celebrazione dell’eucaristia e del sacramento della penitenza. La Madonna ha l’occhio sulle chiese seminuote e sui confessionali abbandonati dei paesi dell’Occidente. E’ da qui che deve incominciare la ricostruzione.

I suoi richiami sono concreti e vanno al sodo: “Pregate, pregate, pregate! Credete fermamente, confessatevi con regolarità e comunicatevi. E’ questa l’unica via di salvezza ( 10-02-1982). Su questi due pilastri della vita cristiana la Madonna si sofferma spesso:

“Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdì o il primo sabato del mese. Fate ciò che vi dico! La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’Occidente. Se i fedeli si confesseranno una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite” ( 06-08-1982). “Sarebbe necessario in parrocchia dedicare alla riconciliazione tre giorni al mese: il primo venerdì ed il sabato e la domenica successivi” ( 15-10- 1983).

 La Regina della pace anche in questo si affianca alla sollecitudine della Chiesa, espressa in particolare nell’insegnamento e nell’esempio di Giovanni Paolo II, che vede con preoccupazione i fedeli in numero crescente fare la comunione senza la confessione.

Non tralascia neppure di indicare una via più alta di perfezione, pratica da numerose anime sante: “ A chi vuole fare un cammino spirituale profondo io consiglio di purificarsi confessandosi una volta alla settimana. Confessatevi anche i più piccoli peccati, perché quando andrete all’incontro con Dio soffrirete di aver dentro di voi anche una minima mancanza” ( 28-09-1984).

Nel rinnovamento pastorale della parrocchia la Messa quotidiana è il punto focale. La Madonna vuole che la partecipazione sia numerosa, nonostante la stanchezza e il cattivo tempo: “Grazie a tutti voi che venite in chiesa per pregare Gesù nonostante la neve, il gelo e il cattivo tempo. Continuate così e siate perseveranti.”

“Sapete bene che quando un amico vi chiede con insistenza qualcosa, voi gliela date. Lo stesso fa Gesù con voi: quando pregate con perseveranza e venite a Messa nonostante la vostra stanchezza, egli vi dà tutto ciò che gli chiedete. Perciò figli miei, pregate, pregate, pregate” ( 01-12-1983). “Siate buoni e venite a Messa senza cercare scuse! Fatemi vedere che avete un cuore generoso” ( ( 02-12-1983).”

 “La Santa Vergine non solo esorta alla partecipazione alla S. Messa, ma si preoccupa che sia cosciente e fervorosa: “ Seguite attentamente la S. Messa. Siate disciplinati e non chiacchierate durante la santa Messa” (19-02-1982). “Voi non partecipate alla Messa come dovreste. Se sapeste quale grazia e quale dono ricevete nell’Eucaristia, vi preparereste ogni giorno per almeno un’ora” ( 15-10-1983) “

“La Messa è la forma più alta di preghiera. Non riuscirete mai a capirne la grandezza. Perciò siate umili e rispettosi durante la celebrazione e preparatevi ad essa con molta cura. Vi raccomando di partecipare tutti i giorni alla Messa”  (13-01-1984).

La Madre premurosa affianca ai due sacramenti cardine della vita cristiana anche le devozioni che sono fiorite lungo i secoli, in particolare il Rosario e la devozione ai Sacri Cuori. La sollecitazione alla recita del Rosario quotidiano risale già all’estate del primo anno: “ Pregate il rosario ogni giorno. Pregate insieme”  (13-08-1981). “Meditate ogni giorno sulla vita di Gesù e sulla mia vita, pregando il rosario” ( 08-08-1982).

“Ogni famiglia dedichi almeno cinque minuti al giorno di preghiera al Sacro Cuore di Gesù del quale in tutte le case vi sia l’immagine ( 02-07-1983). “Ogni mattina in famiglia rinnovate le preghiere di consacrazione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria. Pregate ogni giorno l’Angelus, il Credo, cinque Pater Ave e Gloria in onore della passione di Gesù, un senso per il nostro Santo Padre e un settimo per l’effusione dello Spirito Santo su di voi. Poi la preghiera di invocazione dello Spirito Santo. Se vi è possibile, anche il S. Rosario” ( 21-01-1984).

La “Gospa” sembra incontentabile e non allenta la presa. Sente le mormorazioni dei parrocchiani e risponde con fermezza materna: “Non si vive solo di lavoro, ma anche di preghiera. I vostri lavori non andranno bene senza la preghiera. Offrite il vostro tempo a Dio…e allora vedrete che anche il vostro lavoro andrà meglio, ed avrete pure maggior tempo libero” ( 02.05. 1983).

La richiesta di preghiera è sempre più insistente: “ Voi parrocchiani potreste pregare anche quattro ore al giorno”. La gente fa fatica a seguirla. Anche gli Israeliti nel deserto resistevano a Mosè. “Vi sembra troppo? – incalza la Madonna – Ma è appena la sesta parte della giornata! In realtà voi siete perplessi perché pensate di poter vivere solo di lavoro” ( 08-01-1983). In quei primi tre anni di noviziato non è stato facile per la parrocchia stare al passo della Regina della pace.