"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 72 di 186

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Curiosità scoperta su Medjugorje

Caro padre Livio le voglio evidenziare, una scoperta fatta oggi guardando google eart, l’area parrocchiale della chiesa di San Giacomo è a forma di cuore.

Le allego una foto.

Buona domenica.

Siano lodati Gesù e Maria 

Stefano 

🌹LE STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (3,4)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Terza  intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)


“ La Madonna non alza mai la voce, è sempre serena”

Padre Livio: Si vede che la Madonna è umile?

Vicka: Nella Madonna si vede una così grande umiltà che non  ne esiste una uguale al mondo.

Padre Livio: La si vede nel suo modo di parlare, di essere….?

Vicka: La si vede dalla sua presenza.

Padre Livio: Dall’atteggiamento della sua persona?

Vicka: Quando si presenta è umile come guarda…

Padre Livio: Si vede che è la serva del Signore?

Vicka: Ma completamente.

Padre Livio: Perfino dallo sguardo?

Vicka: Da come guarda, da come prega, da come parla. Non alza mai la voce, è sempre serena…

Padre Livio: Lei parla sempre con una grande pace anche quando soffre?

Vicka: Ma sempre e anche con una grande fiducia.

Padre Livio: Una grande fiducia in noi?

Vicka:  Sì, in noi. Tante volte vedi la Madonna che soffre, fino quasi a piangere, ma sempre ti dà quel coraggio e sempre di dà quella forza per andare avanti.

Padre Livio: Secondo te qual è la causa della sofferenza della Madonna?

Vicka: La Madonna è molto preoccupata per  la situazione dei giovani e delle famiglie…

Padre Livio: Potremmo forse dire, molto sinteticamente, che è il peccato ciò che la fa soffrire?

Vicka: Certamente. Ed è per questo che lei è qui in mezzo a noi.

Padre Livio: C’è una frase della Madonna che mi ha molto colpito. Lei ha detto di pregare per quei peccatori che trafiggono il suo cuore e quello di suo Figlio Gesù con la spada dell’odio e della bestemmia quotidiana e poi dice anche di pregare per coloro che non vogliono conoscere l’amore di Dio pur essendo nella Chiesa. (Messaggio del 25 Marzo 1999). Sembra che ci siano degli atteggiamenti che la fanno soffrire in modo particolare.

Vicka: E’ vero. E’ vero. Lei ogni giorno offre il suo amore con la sua presenza e ci sono tanti che fanno tutto il contrario.

Padre Livio: Senti Vicka, ci hai detto delle cose bellissime sulla preghiera del mattino. Poi dire qualcosa sulla preghiera della sera? Per esempio, tu prima di addormentarti, fai un po’ di esame di coscienza?

Vicka: Ma sai, la prima cosa che mi viene spontanea è di ringraziare Dio.  Dico a Dio che lo ringrazio per le bellissime giornate che mi dà. Sono bellissime perché lavoro per lui e per la Madonna. Gli dico sempre che sono tantissimi i pellegrini e che tante volte non possiamo accontentarli tutti. Gli dico che forse avrei potuto fare di più e di aiutarmi il giorno dopo, quando mi sveglio, a fare meglio. Così ogni sera, prima di andare a letto, guardo la coscienza e dico: “ Che cosa ho fatto oggi di bello? Ma forse avrei potuto fare di più”  e dico a Dio che voglio migliorare ed essere a sua disposizione a fare tutto quello che lui vuole

Padre Livio: Senti Vicka. A voi veggenti di Medjugorje la Madonna ha chiesto un impegno fuori del comune. Infatti a Lourdes e a Fatima le apparizioni sono durate alcuni mesi, mentre per voi la durata è di moltissimi anni. Si potrebbe dire che a voi la Madonna ha chiesto la disponibilità dell’intera vostra vita.

Vicka:  Oggi le apparizioni quotidiane le abbiamo soltanto in tre e anche noi aspettiamo che arrivi un momento come a loro. Io però non penso mai a queste cose e ringrazio Dio per questi grandissimi doni che ci ha dato.

Padre Livio: Tu ritieni un grande dono che la Madonna ti chieda ogni giorno di accoglierla?

Vicka: Certamente. Domani sarà quello che lei vuole.

Padre Livio: Alcuni dicono che è impossibile che la Madonna appaia ogni giorno per vent’anni. Forse non pensano che, perché questo accada, è necessaria anche la disponibilità ad accoglierla.

Vicka: Ma, guarda, Padre Livio, so bene che sono tantissimi quelli che si chiedono: “Perché la Madonna è qui in mezzo a noi da così tanto tempo?”. Ma il problema è che anche quelli che ci credono spesso non hanno fatto molti passi avanti. Uno che ama la Madonna, che ascolta il suo messaggio e lo vive col cuore, neppure si pone queste domande.  Io posso solo dire con tutto il cuore che la Madonna è qui ogni giorno in mezzi a noi, quando appare a noi tre. Io rendo testimonianza a quello che vedo e che sento e trasmetto il messaggio con gioia. Non dico a nessuno che deve credere.

Padre Livio: La Madonna non forza nessuno.

Vicka: Non forza. Io do con gioia questa testimonianza che la Madonna è ancora qui in mezzo a noi e ringrazio Dio per questa grandissima grazia.

(Continua)

〽️🕊️DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO 👌🕊️

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

La guerra dei droni, zeta-realismo e la fine della ‘terza Roma’

di Stefano Caprio- Asia  News –  6 Agosto 2023

L’operazione di Putin non ha spostato gli equilibri territoriali ma tocca il cuore dell’(ex) impero. I velivoli radiocomandati stanno diventando il fattore decisivo della guerra dei due mondi. Crollata la barriera difensiva nella coscienza dei moscoviti e nel resto del Paese. Per Putin “tutto va secondo i piani”. La versione apocalittica dell’Ortodossia: dopo la Russia il nulla.

La guerra tra la Russia e l’Ucraina sta assumendo tonalità e dimensioni sempre più ampie e contraddittorie, nella pazza estate degli incendi e delle alluvioni, delle trombe d’aria che si alternano ad allagamenti e siccità sempre più estese. Lo scenario apocalittico del cambiamento climatico insiste sempre più sulle colpe degli uomini, siano esse di catastrofi provocate da incuria, indifferenza e inquinamento, sia soprattutto per la rovina delle città bombardate e delle vite sterminate senza alcuna vera ragione.

La cosiddetta “operazione militare speciale” si è rivelata davvero inconsueta e “speciale” per la sua totale mancanza di senso razionale, sconvolgendo il mondo per qualche chilometro di territorio conteso da secoli e mai veramente precisato. Neppure sulle cartine geografiche, a parte il “triangolo magico” della sacra penisola di Crimea, avamposto del mar Nero tra i diversi mondi d’Asia e d’Europa. La prima fase, quella dell’avanzata russa fino alla capitale, sembrava riecheggiare le invasioni hitleriane che diedero inizio alla Seconda guerra mondiale; la guerra di posizione in corso ormai da oltre un anno ha ricordato le linee fangose del fronte antecedente, la Prima guerra mondiale del crollo degli imperi.

Dallo scorso autunno, dopo la riconquista ucraina di Kherson sull’estuario del Dnepr, si è nuovamente materializzata la “cortina di ferro”, diventata un muro d’acqua dopo il crollo della diga di Khakovka. Incessanti i bombardamenti dei russi sulle città ucraine, dalla capitale Kiev all’occidentale Leopoli, fino all’incrocio più straordinario di mondi e culture di Odessa, da cui partirono gli ebrei russo-polacchi per ricostruire Israele, dopo la guerra e l’Olocausto. Fra tutte queste tragedie rievocative del passato, che impongono riflessioni sui motivi ricorrenti delle guerre, c’è un elemento ultramoderno che mai si era visto con tale intensità e frenesia, che scuote le anime prima ancora dei corpi: la guerra dei droni.

Gli aeromobili senza pilota non sono un’invenzione di questi giorni, anzi a loro volta possono rimembrare episodi del passato, da quando gli austriaci attaccarono Venezia nel 1849 con palloni caricati di esplosivo, agli aerei “Target” controllati mediante radiofrequenza nella prima guerra mondiale. Oggi però i droni esprimono più di molti altri strumenti la “digitalizzazione dell’anima” che caratterizza la vita delle società contemporanee, dipendenti in tutto da computer e comunicazioni a distanza, senza la presenza fisica dell’essere umano. Di forme e dimensioni variabili, dalla zanzara-spia alla stazione spaziale aliena, i droni sono quanto di più simile l’uomo abbia creato a quelli che una volta venivano chiamati gli “spiriti maligni”. Oggetti tenebrosi e privi di qualunque sentimento, che penetrano nel cuore di città, case, famiglie, distruggendo l’uomo stesso per fare spazio a un mondo d’intelligenza artificiale, anonima e priva di speranza.

Naturalmente ci sono droni per usi militari, ma anche civili e perfino umanitari, che possono risolvere tanti problemi legati alle distanze e alle comunicazioni. Eppure il terrore del drone che sfugge a ogni radar e piomba sopra le vicende umane sta diventando sempre più il fattore decisivo della guerra dei mondi. Dopo i voli simbolici sopra il Cremlino di inizio maggio, a sfregio delle parate imperiali sulla piazza Rossa, l’uso degli automi volanti si è ampliato e intensificato, come espressione più clamorosa della “controffensiva” ucraina, assai limitata nelle riconquiste territoriali, ma molto efficace nell’occupazione di altre dimensioni dello spazio e della mente.

I droni si producono ormai in Ucraina in numero sempre maggiore, quasi al livello degli smartphone che contengono la vita delle persone. Certo non sarà mai abbastanza per ricoprire l’immensità della Russia, e nemmeno per colpire tutti i quartieri di Mosca, città molto estesa pur nella relativa densità dei suoi abitanti, dove si concentra per tradizione tutta l’attività dei russi da ogni direzione. Se non possono spostare la linea reale del fronte, i malvagi apparecchi hanno però permesso di far crollare la barriera difensiva nella coscienza dei moscoviti e dei russi in generale, per la stragrande maggioranza dei quali la Svo (operazione speciale) era la sigla di eventi lontani, dove “i nostri valorosi soldati” (asiatici e caucasici) lottano con gli alieni “ucro-nazisti”, una specie di film di fantascienza da seguire con passione degradante nel tempo.

Ora invece il mostro della guerra ha mostrato il suo volto spaventoso nella capitale, distruggendo le vetrate e gli uffici dei grattacieli di Moscow-City, orgoglio della ritrovata grandezza economica della Russia dopo le umiliazioni post-sovietiche. Uno dei droni è stato abbattuto ed è crollato proprio in mezzo alla piazza avveniristica di Novaja Moskva, senza distruggere nulla ma ottenendo il vero scopo di tutta la controffensiva ucraina: mostrare ai russi che la guerra non è appunto “ucraina”, di confine o periferia, ma raggiunge il cuore dell’impero, della vita dei popoli e degli uomini. Con grande precisione, i droni d’assalto colpiscono ripetutamente il ministero dell’Economia e quello dell’Informatica, insieme ad altri uffici statali di importanza strategica militare e per la programmazione tecnico-comunicativa di tutta la macchina sociale russa.

Vladimir Putin finge di ignorare questi colpi al cuore dei russi, ripetendo che “tutto sta andando secondo i piani”, e anche le televisioni cercano di non mostrare i danni dei droni, che pure sono visibili a tutti i cittadini della capitale. E forse sono proprio questi i piani, per cui la guerra “speciale” era stata presentata fin dall’inizio come una “difesa dall’invasione occidentale”, non più nelle terre lontane del Donbass, ma nel centro della Russia stessa. San Pietroburgo è stata per ora risparmiata dagli ucraini, evitando il refrain “nazista” dell’assedio di Leningrado, ma l’assalto a Mosca riassume non solo l’invasione tedesca della seconda guerra mondiale: ricorda la furia dei tartari, le aggressioni dei polacchi, l’armata di Napoleone, tutte le tragedie della storia russa, sempre esposta all’avanzata dei popoli nemici.

Se gli ucraini cercano di affermare se stessi, l’identità nazionale, mettendosi alla pari con lo zar e la sua corte che li vorrebbe semplicemente ingoiare e cancellare dalla storia, i russi si esaltano nella resistenza e nella difesa di una “terra sacra” loro affidata da Dio per la salvezza del mondo intero. I russi non vogliono in realtà conquistare l’Ucraina, come si è visto dal corso della guerra: sono arrivati fino a Kiev per tornare indietro, senza di fatto aggiungere nulla di significativo ai territori che già controllavano da anni, da secoli. I russi vogliono soltanto “la Vittoria”, una personificazione divina della propria stessa essenza, e le vittorie storiche della Russia sono sempre state soltanto difensive, mai di conquista vera e propria. La Vittoria da affiancare alla “Trinità” di Russia, Ucraina e Bielorussia, altra figura iconica usata per definire veramente l’operazione teologica speciale.

Con la guerra di Putin la Russia ha mostrato di sapersi rialzare dalla vergogna di essere rimasta ai lati della storia, della politica e dell’economia mondiale, ha costretto a suo modo tutti gli Stati del mondo ad avere timore e rispetto, amici o nemici, fattore che ha per i russi un’importanza relativa. Perdiamo quelli d’occidente, andremo da quelli d’oriente. La mentalità diffusa tra la gente comune sostiene soprattutto questo aspetto psicologico e “spirituale”: non volevamo certo la guerra, ma se il capo ha deciso così bisogna sostenerlo, perfino il patriarca lo benedice. E se ora arrivano a colpirci dentro casa, cerchiamo i traditori di questo “colpo alla schiena”. Spie degli ucraini e degli americani, venduti che gettano “discredito sulle forze armate”, generali che cercano soltanto la propria gloria e il proprio interesse: tutto questo fa stringere ancora di più attorno al nuovo Stalin. Il fatto è che l’Unione Sovietica lenin-staliniana esaltava rivoluzione, guerre e vittorie in nome di un’ideologia, di un’immagine del futuro che oggi manca totalmente alla Russia. La copertura ideologica della Vittoria del russkij mir è la versione apocalittica dell’Ortodossia, che profetizza la Terza Roma siccome “una quarta non ci sarà”, dopo la Russia il nulla, la fine del mondo. La Russia di Putin vive la sua vittoria non nella conquista, forse ancora di più nella gloriosa sconfitta, nel sacrificio salvifico in nome di qualcosa che nessuno sa definire veramente. Lo storico e giornalista Artem Efimov lo chiama lo “Zeta-realismo”, una sottocultura che scimmiotta il Sozrealizm, la realtà ridefinita dall’ideologia comunista; la lettera Zeta, svastica della guerra russa, è l’ultima lettera dell’alfabeto, a cui non seguirà alcun futuro

BUONA DOMENICA

DOMENICA  18.MA  DEL TEMPO ORDINARIO  -TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

Cari amici di Radio Maria  Buona  Domenica!

Questo  prima Domenica  del mese  di Agosto è  piena di luce  soprannaturale,  perché la  Chiesa  celebra la  Trasfigurazione del  Signore.

Gesù  conduce in  cima al  monte  Tabor  tre dei suoi apostoli,  Pietro,  Giacomo e Giovanni, i medesimi  che   vorrà vicino a  sé  durante l’agonia del  Getzemani. 

“Il  suo volto  brillò  come  il   sole  e  le  sue vesti divennero candide  come la Luce”.  Gesù manifesta la  sua  divinità  attraverso lo splendore   della sua  umanità.

Gesù desidera  che gli apostoli  siano forti nella  nel  momento della  sua  Passione quando,  per  nostro amore  e  per  la nostra   salvezza, accetta di essere umiliato, processato e  crocifisso.

Nel medesimo momento appaiono  accanto a  Lui Mosè ed Elia, le  due  figure emblematiche  dell’Antica  alleanza, che  in Gesù Cristo trova  il suo compimento.

La  voce del  Padre celeste risuona, come  nel momento del  Battesimo di Giovanni   il Battista: ”Questi è  il  mio Figlio,  l’amato: in  Lui ho posto il  mio compiacimento.  Ascoltatelo”.

La manifestazione della  divinità del  Signore non  poteva  essere  più  eclatante e  i tre  apostoli ne sono presi,  in particolare  Pietro.

Tuttavia  nel momento della  Passione la loro mente  si oscura, il  loro cuore  si riempi di paure  e vacillano nella fede.

In loro c’era  ancora  troppa mondanità e il  loro rapporto con Gesù  era  ancora  ancorato a una  visione terrena  del  Regno di Dio.

Questo è  un grande  insegnamento  per  noi,  in  un  momento in cui il  mondo è particolarmente ostile alla fede e  alla  croce.

Resisteremo alla  prova  se,  nella preghiera e  nella rinuncia alle mondanità,   avremo alimentato la fede  in Gesù, nostro Dio  e Salvatore,  e avremo stretto con Lui una amicizia che nessuna tempesta  della  vita  potrebbe distruggere.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Il suo volto brillò come il sole.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

 Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

TANTI AUGURI CARA MAMMA



Cara Mamma oggi compi gli anni
ed io ci tengo a ringraziarti,
per ogni grazia ricevuta
tramite la tua infinita bontà.

Tu ci sei sempre
nella buona e nella cattiva sorte,
sei proprio una Mamma dolce:
fedele e presente in ogni situazione.

Se sapessimo
quanto ci ami piangeremmo di gioia,
hai ragione cara Mamma
ancora non ti abbiamo
conosciuta abbastanza.

Aiutaci tu a farlo,
a comprendere meglio
ogni tuo messaggio,
a sentire meglio
ogni tuo abbraccio.
A commuoverci sempre
sentendo su di noi il tuo sguardo.

Cara Mamma, ti offriamo i nostri cuori
riempili tu di buoni propositi,
ad essere “cari figli”
come spesso ci chiami,
a non offenderti mai
con i nostri peccati.

Aiutaci ad essere tuoi apostoli,
tu hai bisogno di noi
e noi siam felici di servirti.
La nostra felicità sia, aumentare i tuoi sorrisi.

Gabriele Mariani

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  a  intervalli regolari,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


25. La Madonna ha raccontato ai veggenti la sua vita

      “Un giorno potremo raccontarla anche agli altri”  (Vicka)

Nella prima fase del suo programma, che va dall’inizio delle apparizioni (24-06-1981) fino all’elezione della parrocchia ( 01-03-1984), la Madonna ha raccontato ai veggenti la sua vita, raccomandando di scriverla. Si tratta di una iniziativa di grande rilievo, che non ha precedenti nelle apparizioni mariane dei tempi moderni. Quanto la Madonna ha rivelato al riguardo per ora è rimasto segreto, ma quando lo riterrà opportuno verrà fatto conoscere. “La Madonna ci ha detto di fissare bene nella memoria quanto ci diceva e di scriverlo. E che un giorno avremmo potuto raccontarlo anche agli altri” (Vicka).

Non è la prima volta che la Madonna fa conoscere la sua vita attraverso rivelazioni private. Nel corso dei secoli la Chiesa è stata arricchita di capolavori insuperabili, fonte inesauribile di luce e di santità. Anche se il Magistero, prudenzialmente, non si è pronunciato sulla loro origine soprannaturale, ha però lasciato che queste rivelazioni si diffondessero e alimentassero la vita del popolo cristiano.

La vita della Madonna viene spesso rivelata insieme a quella di Gesù, come nel caso di Maria Cecilia Baj (Vita interna di Gesù Cristo – Monastero S. Pietro- Montefiascone), della Beata Anna Caterina Emmerich ( Le Rivelazioni – Cantagalli), di Maria Valtorta  (L’Evangelo come mi è stato rivelato – Centro editortiale Valtortiano). Tuttavia non mancano delle vere e proprie vite della Madonna, come lo straordinario capolavoro della venerabile suor Maria Jesus de Agreda ( La Mistica città di Dio –Porziuncola).

Per quale motivo la Madonna rivela la sua vita? Innanzi tutto perché  l’Ancella del Signore è anche la perfetta discepola, modello per tutti coloro che vogliono seguire Gesù e imitarlo. In Maria rifulgono tutte le virtù che il cristiano è chiamato a riflettere nella sua vita. La Regina della pace, raccontando la sua vita ai veggenti, li ha fatti crescere nella fede e nella pratica cristiana. “I vostri figli vi osservano” ha ammonito una volta, rivolgendosi ai genitori. Gli insegnamenti vengono recepiti dai ragazzi e dai giovani, se vedono che sono vissuti.

La “Gospa” ha educato i suoi “Angeli” con l’esempio della sua mirabile vita, completamente dedicata alla missione, camminando con perseveranza nell’umiltà del servizio divino. L’essenziale della vita di Maria è già nei vangeli. In tutti i momenti fondamentali della vita di Gesù la Vergine è presente. Non si riflette abbastanza che, dal momento del concepimento fino alla deposizione e alla sepoltura,  la Madre è sempre accanto al Figlio.

Questa mirabile simbiosi fra la Madre e il Figlio è un mistero inesplorato di amore. La Gospa apre i cuori dei sei ragazzi alla conoscenza e all’amore per Gesù attraverso la sua persona e il racconto della sua vita. I primi a trarne frutto sono i veggenti e, attraverso di loro, tutti gli altri. La Madonna è il modello da imitare, la maestra da ascoltare, la guida a cui tendere la mano. “Datemi le vostre mani ed io vi guiderò” ( 02-04-2012).

 Arriverà il momento in cui la vita della Regina della pace diventerà un nuovo dono per tutta la Chiesa. Non bisogna avvicinarsi a queste rivelazioni con curiosità, in cerca di particolari inediti che, fra l’altro non sempre si armonizzano fra loro. C’è però una concordanza sull’essenziale della divina rivelazione, che questi scritti aiutano a comprendere e a vivere. 

La “Gospa” ha raccontato la sua vita a tutti i veggenti, eccetto Mirjana, che allora si trovava a Sarajevo per i suoi studi e che ha cessato le apparizioni quotidiane nel giorno di Natale del 1982.  Al riguardo Fra Janko Bubalo ha fatto un’indagine accurata che delinea un quadro affidabile:

 “ Secondo quanto dice Ivan, la Madonna ha incominciato a raccontargli la sua vita  il 22 Dicembre 1982. Dice che gliela narrata in due periodi e che ha smesso di raccontargliela il giorno di Pentecoste, il 22 Maggio 1983. Invece agli altri ha incominciato  a raccontarla ill 7 Gennaio 1983. A Ivanka l’ha  raccontata ogni giorno , fino al 22 Maggio. Invece col piccolo Jakov ha smesso un po’ prima: ma lui, non so perché, non ha voluto dirmi la data precisa. Con Marija ha smesso il 17 Luglio 1983.”

“Con te (Vicka) poi, come sappiamo, la cosa è diversa. Ha iniziato a raccontarla  a te insieme agli altri, il 7 Gennaio 1983; ma poi , come dici tu, a te  continua ancora a raccontarla. Invece con Marija ha fatto qualcosa di particolare. A lei l’ha raccontata soltanto quando era presente con voi alle apparizioni di Medjugorje. Invece durante le apparizioni che le faceva a Mostar, e che di solito avvenivano nella chiesa francescana, la Madonna soltanto pregava con lei per la conversione dei peccatori. Durante le apparizioni a Medjugorje, prima le raccontava in breve tutto quello che aveva detto a voi quando lei non c’era, solo dopo continuava a narrare la sua vita insieme a voi…Ivan afferma che a lui ha detto che non deve scrivere, ma lui ha annotato ugualmente quello che era più importante. ..Ivanka  dice che è stata la Madonna a suggerirle una scrittura particolare, cifrata e lei ha scritto in questo modo”.

Da questo quadro appare che la Madonna ha proceduto con i cinque veggenti, a cui ha raccontato la sua vita, in un modo diverso. Colpisce il segreto assoluto che ha chiesto a tutti riguardo al contenuto. Non ha neppure dato  a Ivanka il permesso di mostrare a Fra Janko, almeno da lontano, il quaderno con la scrittura cifrata.

E’ rilevante invece osservare che con Vicka la Madonna ha proceduto in un modo diverso, incominciando a raccontare la sua vita il 7 Gennaio 1983 e prolungandosi fino al 10 Aprile 1985. Vicka ha scritto ogni giorno, dopo l’apparizione, quello che la Madonna le ha raccontato, compilando tre quaderni, che renderà noti quando le verrà dato il permesso.

In diverse occasioni ho chiesto a Vicka  di farmeli vedere, almeno da lontano, ma lei mi ha sempre rimandato alla prossima volta. Quando si tratta di segreti della Madonna non c’è amicizia che tenga. Vicka, ben a ragione, tiene i suoi quaderni come un tesoro prezioso. Il fatto che la vita raccontata dalla Madonna non si conosca ancora, ma verrà rivelata in seguito, apre orizzonti molto vasti sul futur

Non a caso Vicka recentemente mi ha detto che, per quanto riguarda il piano della Madonna, siamo ancora all’inizio. Non bisogna poi dimenticare che i veggenti, che hanno già ricevuto i dieci segreti e che non hanno più le apparizioni quotidiane, avranno la grazia di una apparizione annuale fino al termine della loro vita.

 Stiamo entrando nel cuore del grande combattimento escatologico fra la Donna vestita di sole e il dragone infernale, ma i tempi non sono nelle nostre mani. L’importante è che ognuno faccia la sua parte nel luogo e nel momento che gli è stato assegnato dalla Provvidenza.

Per quanto la Vergine abbia messo il sigillo della segretezza sulla sua vita, tuttavia qualcosa ha rivelato attraverso i messaggi. Si tratta di particolari tutt’altro che trascurabili. Quello più rilevante riguarda la questione se la Madonna sia morta prima di essere stata assunta in cielo. Al riguardo la “Gospa” è categorica. Proprio nel giorno dell’Assunta così risponde: “ Mi chiedete della mia assunzione. Sappiate che io sono salita al cielo prima della morte”( 15 – 08 – 1981).

 L’affermazione della Madonna si pone così nel solco della tradizione più antica che  parla della “Dormizione” della Beata Vergine Maria, intesa come momento di grazia nel quale la Madre di Dio “ è stata pienamente conformata al Figlio suo Risorto, il vincitore del peccato e della morte”ì ( cfr Catechismo C. C. 966). “Nella tua maternità hai conservato la verginità, nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, tu che hai concepito il Dio vivente e che, con le tue preghiere, liberi le nostra anime dalla morte”  (Liturgia bizantina).

L’altro particolare che la Regina della pace ha rivelato, chiedendo il coinvolgimento dei fedeli, riguarda il giorno della sua natività, la cui festa liturgica è celebrata dalla Chiesa l’8 Settembre. La Madonna ha voluto dare molta enfasi a questa rivelazione con un messaggio commuovente:

“ Il 5 Agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la corona del rosario e pregate, digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare tre giorni a me?” ( 01-08-1984).

La precisazione della Madonna può essere un prezioso punto di riferimento per gli storici e gli esegeti, sempre che la vogliano accogliere. L’intenzione della Madre di Dio è però un’altra. Vuole che i suoi figli si rendano conto del suo amore inesauribile e universale, che abbraccia l’intero cammino dell’umanità e di ogni persona in particolare.

Anche quello che ci chiede per festeggiare il suo compleanno è a nostro completo vantaggio. Quel giorno i veggenti e i giovani del villaggio hanno preparato per l’incontro con la Madonna una torta enorme con gli auguri di rito. Non era però possibile sistemarvi sopra tutte le candeline necessarie.

IL  5 AGOSTO  E’ IL  GIORNO DELLA NASCITA  DELLA  MADONNA

Cari amici,

oggi  è  il compleanno della  Madonna come ha rivelato Lei stessa il 1 Agosto del  1984,  in occasione secondo millennio della sua nascita.

In questa  ricorrenza siamo soliti fare  un regale  alle nostre  persone più  care. Quale  dono decidiamo di  offrire alla  Madonna?

Pensiamo  a qualcosa  che la  possa  rendere  felice e consolare  dei  dispiaceri che le  abbiamo arrecato nel  corso della nostra  vita.

La  Madonna è  anche    la  Regina di Radio Maria e  dobbiamo fare  tutto il  possibile  perché possa  essere orgogliosa   della  Radio che porta  il suo nome.

Vostro  Padre Livio


Questo è successo nel 1984, in occasione del bimillenario della sua nascita, quando concesse grazie straordinarie e innumerevoli.

Il 1° agosto 1984 la Madonna chiese in preparazione un triduo di preghiera e digiuno: “Il 5 agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la vostra corona del rosario e pregate. Digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli io mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare almeno tre giorni a me?”

Così il 2, 3 e 4 agosto 1984, cioè nei tre giorni prima della celebrazione del 2000° compleanno della Madonna, a Medjugorje nessuno lavorò e tutti si dedicarono alla preghiera, specialmente del rosario, e al digiuno. I veggenti dissero che in quei giorni la Mamma Celeste appariva particolarmente gioiosa, ripetendo: “Sono molto felice! Continuate, continuate. Continuate a pregare e a digiunare. Continuate a farmi felice ogni giorno”

. Le numerosissime confessioni furono ascoltate ininterrottamente da ben settanta sacerdoti, e un gran numero di persone si convertì. “I sacerdoti che ascolteranno le confessioni, avranno una grande gioia quel giorno”. E infatti in seguito molti sacerdoti confideranno con entusiasmo che mai nella loro vita avevano provato così tanta gioia nel cuore!

Ecco un aneddoto raccontato in proposito da MARIJA :“La Madonna ci ha detto che il 5 di agosto è il suo compleanno e noi abbiamo deciso di ordinare una torta. Era il 1984 e la Madonna compiva 2000 anni, così abbiamo pensato di fare una torta bella grande. Nel gruppo di preghiera che si trovava in canonica eravamo 68, più il gruppo che si trovava sulla collina, in totale eravamo un centinaio. Abbiamo deciso dimetterci tutti insieme per fare questa grande torta. Non so come abbiamo fatto a portarla tutta intera, fin sulla collina della croce! Sulla torta abbiamo messo le candeline e tante rose di zucchero.

La Madonna poi è apparsa e abbiamo cantato “tanti auguri a Te”. Poi alla fine ad Ivan è venuto spontaneo di offrire una rosa di zucchero alla Madonna. Lei l’ha presa, ha accettato i nostri auguri e ha pregato su di noi. Noi eravamo al settimo cielo. Eravamo però perplessi per quella rosa di zucchero e il giorno dopo alle cinque di mattina siamo andati sulla collina per cercare la rosa, pensando che la Madonna l’avesse lasciata lì, ma non l’abbiamo più trovata. Così la nostra gioia era tanta, perché una rosa di zucchero la Madonna l’ha portata in cielo. Ivan era tutto fiero perché gli era venuta questa idea.
Anche noi, ogni anno, possiamo offrire un regalo alla Regina della Pace per il giorno del suo compleanno.

Preparandoci a festeggiarlo con lei con la confessione, anche se ci siamo confessati recentemente, con la Messa quotidiana, con la preghiera ed il digiuno. Se non ci è possibile digiunare offriamo delle rinunce: alcol, sigarette, caffè, dolciumi… sicuramente non ci mancheranno le occasioni per rinunciare a qualcosa da offrire a lei.

Così che il giorno del suo compleanno Lei possa davvero ripetere anche a noi le parole che disse la sera di quel 5 agosto 1984: “Figli cari! Oggi sono felice, tanto felice! Non ho mai pianto di dolore nella mia vita come questa sera piango di gioia! Grazie!”

Infine tanti si chiedono: Se è il 5 agosto il compleanno della Madonna, allora perché si festeggia l’8 di settembre?

Io dico: festeggiamola due volte. Perché dobbiamo complicarci la vita?

Certo siamo chiamati, insieme a tutta la Chiesa, a festeggiare liturgicamente la natività di Maria ogni 8 settembre, ma in modo affettuoso vogliamo approfittare di questo dono che la Regina della Pace ci ha fatto nell’indicarci la data esatta del suo compleanno”.

Solitamente alle feste di compleanno è il festeggiato che riceve i regali. Invece, qui a Medjugorje, è la festeggiata che il giorno del suo compleanno – e non solo – elargisce doni agli invitati.
Anche lei, però, chiede a ciascuno di noi di farle un regalo speciale: «Cari figli, io desidero che tutti voi che siete stati a questa fonte di grazie, o vicino a questa fonte di grazie, veniate a portarmi un regalo speciale, in paradiso: la vostra santità» (messaggio del 13 novembre 1986).

🙏🙏P.LIVIO RICORDA SUOR ELVIRA PETROZZI🙏🙏

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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