"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 46 di 186

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul necessario pentimento per avere l’assoluzione

Cari amici, uno dei punti più importanti del cammino di conversione è la grazia del risveglio della coscienza. Nel cammino di conversione è un passo importantissimo e decisivo, ma non è sufficiente. Anche Giuda ha avuto un risveglio della coscienza quando si è reso conto di quello che aveva fatto, poi sappiamo bene che – avendo lui perso come riferimento la Divina Misericordia – il processo di presa di coscienza non è stato sufficiente.

Dio ci ha donato una voce interiore, la coscienza, che è misteriosa e attraverso di essa Dio ci fa sentire come un comando che il bene va fatto e il male va evitato. La coscienza è quella voce interiore che non si identifica totalmente con la persona perché è la persona stessa che, quando la coscienza approva perché è stati fatto il bene, è contenta; se la coscienza rimorde, è perchè la persona ha agito male.

La coscienza è un sigillo di moralità che Dio ha impresso nell’animo umano e che indica la via del bene da percorrere e la via del male da evitare.

La coscienza è anche una voce che approva quando viene fatto il bene e rimorde quando si fa il male.

Può succedere che, facendo il male e sentendo la coscienza rimordere, essa viene zittita, viene giustificato il male, si inganna se stessi. Oggi siamo di fronte a un inganno globale perché alcuni delitti vengono presentati come diritti, basti pensare all’aborto. È in atto un vero e proprio oscuramento della coscienza a livello della società civile, ecco perché Dio manda anime profetiche a svegliarla.

Quando, nonostante il monito della coscienza, proseguiamo sulla via del male, questa voce si fa sempre più debole fino a essere silenziata. Di queste persone, che fanno del male come niente fosse, diciamo che è gente senza coscienza. Ma non è così, tutti hanno la voce della coscienza insita in sé, accade però che venga silenziata per non sentirla.

Quando la coscienza è morta perché viene silenziata, si vive in una situazione di estremo pericolo per quanto riguarda la salvezza eterna dell’anima. Quando una persona commette il male e ne rimane indifferente, è in uno stato di morte spirituale, di indurimento del cuore e quindi di impenitenza finale. Da questa situazione non si può uscire a meno che non ci sia un intervento straordinario della grazia. Ecco perché la Madonna invita a pregare per i peccatori, ovvero per quelle persone che oramai hanno oscurato la coscienza, l’hanno silenziata per tutto e quindi commettono il male come se niente fosse e vanno verso la perdizione eterna.

Pregare per i peccatori vuol dire ottenere per loro delle grazie. Più una persona è depravata e corrotta, più sarà difficile che la sua coscienza si risvegli. Possiamo allora capire le parole del Vangelo di Matteo:
Allora Giuda – colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». (Mt 27, 3-4) A differenza di Pietro, che si mise a piangere quando si rese conto di quello che aveva fatto, in Giuda non c’è un risveglio della coscienza tale da ritornare alla fede in Gesù Cristo.

Il risveglio della coscienza è una grazia straordinaria che è proporzionale all’abisso dal quale essa deve risollevarsi. Più una persona è immersa nel peccato, più la grazia del risveglio della coscienza sarà grande. La situazione di chi percorre la via del male da impenitente rischia di farlo affondare nell’abisso per sempre. Chi è in stato di peccato mortale e di silenziamento della coscienza non si può riscattare da solo, ci vuole una grazia speciale. Tanti sono gli esempi di grazia di conversione, fra i Santi ma anche fra le persone comuni che ci circondano.

La sola grazia basta per il risveglio della coscienza, ma per quanto riguarda il passo più importante che è quello del pentimento ci vuole la nostra cooperazione. Ci vuole il alla grazia che ha scosso il cuore a quella luce che ha mostrato la devastazione del peccato in cui l’anima era immersa. Il passo decisivo è la risposta alla chiamata della Divina Misericordia. A questo proposito è bello meditare sulle parole dell’Atto di dolore (che è bene recitare ogni giorno)

Atto di Dolore
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso Te,
infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo col Tuo santo aiuto di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.

In questa preghiera è racchiuso il pentimento per il male commesso e il riconoscimento dell’aver peccato davanti a Dio offendendolo. In questa preghiera ci riconosciamo umilmente peccatori, creature di Dio bisognose e desiderose del Suo perdono perché siamo pentiti del male commesso. Il passo del pentimento ha bisogno della nostra cooperazione.

Una persona che si accosta al Sacramento della Confessione compie già un passo impegnativo e importante, è una decisione presa anche sotto la spinta della grazia. Bisogna essere molto cauti prima di allontanare un’anima senza assoluzione. È chiaro che chi si confessa deve pentirsi dei propri peccati e deve proporsi di non peccare più. Nella perfezione di un pentimento ci deve essere la consapevolezza della gravità del peccato e quindi la volontà di non peccare più. Di fatto, però, ci vuole una pedagogia. Ci vuole il pentimento e il proposito di non peccare più, ma in concreto bisogna indicare al penitente un fronte in particolare sul quale impegnarsi.

Il confessionale non sia un tribunale ma sia un luogo di incontro del pastore con la pecorella smarrita. È importante che il penitente comprenda che i nostri peccati sono stati espiati da Cristo sulla Croce. È importante comprendere che il peccato è una forma di autodistruzione. La teologia ci insegna che anche l’attrizione, cioè quel pentimento che è mosso dalla paura dell’inferno, è sufficiente per rimettere i peccati con l’assoluzione del sacerdote. Perché il sacerdote dia l’assoluzione non è strettamente necessaria la contrizione perfetta, ma basta un’attrizione. Ci sono realtà esistenziali che il confessore deve analizzare bene, illuminare, esortare, approfondire. È solamente così che la Confessione diventa veramente un evento di grazia e che possiamo salvare le nostre anime dalle grinfie del demonio.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Ho ritrovato la fede e, pur zoppicando, ho ripreso il mio cammino Cristiano”

Caro Padre Livio,

volevo rivolgerle un saluto ed il consueto grazie a Lei ed agli Amici di Radio Maria.

Ho ritrovato la fede e, pur zoppicando e balbettando, ho ripreso il mio cammino Cristiano.

Ho di nuovo fiducia nella vita e mi sento sorretto ogni giorno da Nostra Madre Celeste.

Sto programmando il mio viaggio a Medjugorje, i miei figli non vengono, sembra la parabola dei due figli a cui il padre ha chiesto di andare in vigna…mia moglie viene solo per paura che mi schianti in macchina. Sono sicuro che mia moglie rimarrà folgorata e tornerà guarita se non dai suoi guai fisici, sicuramente nella mente e nella Fede.

Pregherò per mio figlio maggiore con problemi, per mio figlio minore, medico specializzando in ortopedia, entrambi, a loro modo, due brav’uomini.

Pregherò per i miei genitori che mi mancano tanto. Pregherò per lei. Instancabile guerriero.

Sulla geo politica a volte non sono d’accordo con Lei ma apprezzo molto e rispetto il suo punto di vista.

Ultimamente guido spesso la mattina e la sera per lavoro e riesco ad ascoltarla.

Grazie di cuore

Stia bene

A presto

A.


Grazie caro amico  per la fede e la serenità che comunichi in questa lettera.

Si vede la mano della Madonna che lavora con dolcezza ed efficacia per plasmarti a sua immagine.

La tua famiglia ne trarrà un grande vantaggio.

Basta una luce in una casa perché ne siano beneficati tutti quelli che vi abitano.

Persevera giorno dopo giorno perché sei sulla via giusta.

Medjugorje sarà una esperienza indimenticabile.

Dio vi benedica e la Madonna vi protegga col suo amore,

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul valore straordinario delle parole di Gesù

Cari amici, la Regina della pace ci ha raccomandato le sue parole, che fra l’altro riflettono le Parole della Sacra Scrittura. La Madonna stessa ha detto: «Vivete i miei messaggi e mettete nella vita ogni parola che io vi do. Siano preziose per voi perché vengono dal Cielo» (25 giugno 2002). Da questo dobbiamo evincere che i messaggi devo essere accolti con serietà e meditati chiedendo la luce dello Spirito Santo per comprenderli nella loro profondità e ricchezza spirituale.

Gesù, invece, ha detto: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Mt 24,35). Questo ci fa capire quanto sono importanti le parole di Gesù.

Gesù ha potuto dire che le sue parole non passeranno perché Lui è il Verbo, è la Parola di Dio eternamente generata dal Padre, è la pienezza della Verità. In un bellissimo messaggio a Mirjana, la Regina della pace ha detto: «Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai» (2 febbraio 2019).

Non bisogna prendere alla leggera le Parole del Vangelo e dobbiamo fare quello che ha sempre fatto la Chiesa che ha posto un’analogia fra la presenza di Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare con la Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura. Con il Motu proprio Aperuit illis del 30 settembre 2019, Papa Francesco ha stabilito che ogni anno la III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla Parola di Dio. Proprio perché prendessimo coscienza di cos’è la Parola di Dio, sono parole di vita eterna.

Tutta la Sacra Scrittura è Parola di Dio, il Vangelo è Parola del Signore, del Verbo che si è fatto Carne. Le parole che Gesù ha detto nel Vangelo riflettono la Verità eterna. Innanzitutto, dobbiamo allora avere la consapevolezza del valore assoluto che hanno queste parole, poi il rispetto, la supplica della grazia dello Spirito Santo per comprenderle e la comprensione del fatto che la Chiesa custodisce queste parole gelosamente, le approfondisce, se ne nutre e le diffonde nella loro ricchezza straordinaria e inesauribile. Nemmeno una parola di Gesù può essere tolta.

Guai a noi, allora, se consideriamo le parole di Gesù come sorpassate! Guai a noi se mettiamo le mani sulle parole di Gesù per stravolgerle a nostro piacimento, in base a cosa ci fa comodo. Che nessuno manometta il progetto di Dio! Le parole di Gesù non siano soffocate, non vadano perse! Le parole di Gesù sono Spirito e vita.

Le parole di Gesù non potranno mai essere superate, sono eterne come è eterno Dio. Dobbiamo, allora, guardarle con atteggiamento adorante, come si adora la Verità e nutrirci di esse, come facevano i Padri del deserto che mentre intrecciavano le ceste con le foglie delle palme, “ruminavano” la Parola di Dio.

Questo deve essere anche il nostro atteggiamento perché le parole di Gesù sono Spirito e vita. Dobbiamo superare la pochezza della carne, la bassezza del relativo e delle mode ed elevare lo sguardo alle parole di Gesù, cercando di capirle, convertendoci, camminando sulla via della salvezza.

Le parole di Gesù non possono essere impoverite e portate al nostro livello. Casomai dobbiamo mettere in luce quelle parole per farci salire, per elevarci noi a quel livello.

Gesù vuole che le sue parole siano il sale della Terra, vuole che le sue parole siano la luce del mondo.

Modernizzare la Parola di Dio è una tentazione perenne ed è volta a adattarla alle nostre esigenze del momento. Si tende a far entrare le parole di Gesù nella corrente dei nostri comodi e delle nostre pochezze. È sbagliato! Siamo noi che dobbiamo seguire le parole di Gesù perché esse sono la vita!

È una questione di atteggiamento interiore. Dobbiamo essere umili davanti alla Parola di Dio. Quanti autori non cristiani “dottoreggiano” superbamente sulla Bibbia e pubblicano libri con riflessioni a riguardo, manipolando la Parola di Dio. Lungi da noi farlo! La Parola di Dio è eterna, è fonte di acqua viva, è salvezza, è Spirito e vita.

Per sapere chi è Gesù, per conoscere le sue parole, per apprendere i suoi insegnamenti dobbiamo leggere il Vangelo con atteggiamento di umiltà. Diversamente accade che “il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù” (messaggio del 25 settembre 2023). Ecco cosa sta accadendo: il modernismo, anche attraverso opere letterarie che manipolano la Verità delle Sacre Scritture, vuole rubarci la gioia dell’incontro con Cristo. Non dobbiamo permettere che questo accada!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il pericolo più grande riguarda la fede

Carissimo Padre Livio,

Ho notato che Lei in questi ultimi mesi si è soffermato soprattutto sul pericolo della dissoluzione della fede invece che su quello della “guerra distruttrice” (come la chiama Suor Lucia) che minaccia la sopravvivenza dell’umanità.

Sappiamo dai veggenti d Medjugorje che ambedue queste realtà saranno presente nel tempo dei segreti. Ma, secondo Lei, quale dobbiamo temere di più?

Sono molto impressionata dal tono eccessivo col quale non pochi discutono sulle tematiche del Sinodo.

Non vado oltre, ma mi piacerebbe avere da Lei una risposta precisa.

La ringrazio e la incoraggio ad andare avanti, con la sua chiarezza unita alla serenità, che ci aiutano molto in questo momento di grande confusione.

Silvana da Verona.


Cara Silvana,

grazia per l’incoraggiamento di cui abbiamo bisogno.

Ho notato che la Madonna ha toccato il tema della guerra all’inizio dell’anno, ma poi ci ha dato messaggi riguardanti soprattutto la nostra formazione spirituale, mettendoci in guardia dalle seduzioni del maligno e ultimamente dal  “modernismo” e dai suoi effetti distruttivi riguardo alla fede.

Questo a mio avviso significa che in questo momento l’attacco alla fede cattolica da parte del maligno sta aumentando.

Per questo motivo la Madonna ci chiede una preghiera forte giorno e notte. Non saranno le discussioni accese a risolvere le controversie.

Ascoltiamola, in particolare in questo mese di Ottobre in cui è in svolgimento  il Sinodo dei Vescovi.

Alla fine solo la Luce dello Spirito Santo, ottenuta con una preghiera umile e fervorosa, potrà tenere a galla la barca della Chiesa in questo mare in tempesta.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul valore della Chiesa

Apparizione al veggente Ivan alla Croce Blu, Medjugorje lunedì 2 ottobre 2023:

Cari sacerdoti, cari amici in Cristo. Anche questa sera desidero brevemente descrivere questo incontro con la Madonna.
Anche questa sera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice.
Ci saluta tutti col suo saluto materno: “Sia lodato Gesù, cari figli miei”.
Poi la Madonna alza il suo sguardo su tutti noi;

con le mani distese prega sopra tutti noi,
particolarmente prega sopra voi malati presenti, sopra voi sacerdoti presenti a questo incontro.
Poi la Madonna si sofferma in tempo prolungato, particolarmente pregando per la fede forte dei sacerdoti,
per la perseveranza dei sacerdoti, per la santità dei sacerdoti.

Poi la Madonna benedice tutti con la sua benedizione materna.
Altrettanto benedice tutti noi.
Ho raccomandato tutti voi i vostri bisogni, le vostre famiglie, in modo particolare tutti voi sacerdoti e voi malati presenti.
Poi la Madonna per un periodo di tempo continua a pregare sopra tutti noi.
In questa preghiera se n’è andata nel segno della Luce e della Croce, con il saluto: “Andate in pace cari figli miei”. 


Cari amici, dall’inizio delle apparizioni il veggente Ivan ha avuto dalla Madonna il compito di guidare un gruppo di preghiera formato da ragazzi di Medjugorje, al quale nel corso degli anni si sono aggiunte altre persone. Fin dall’inizio, dopo l’apparizione consueta delle 17.40 (18.40 ora legale), la Madonna ha dato “appuntamento” a Ivan al lunedì e al venerdì per un’apparizione speciale per il gruppo di preghiera. Queste apparizioni avvenivano alla Croce blu o sulla Collina delle apparizioni. Così è avvenuto per molti anni, poi la Regina della pace ha lasciato che a questi appuntamenti potessero partecipare, oltre al gruppo di Ivan – che animava la serata con preghiere e canti – anche i pellegrini.

La Collina delle apparizioni, il Krizevac e la Croce blu sono gli unici posti che la Madonna ha indicato a Medjugorje come luoghi delle apparizioni per il gruppo di preghiera di Ivan e per i pellegrini.

È inutile, allora, cercare di santificare altri posti. La Madonna stessa ha santificato La Collina delle apparizioni, il Krizevac e la Croce blu. Ultimamente c’è una tendenza assai discutibile a promuovere altri posti, ma è sbagliato, i luoghi santi sono quelli che la Madonna stessa ha indicato e santificato.

Ivan fa sempre un resoconto lungo e dettagliato sull’apparizione. In questo ultimo resoconto Ivan ha detto che la Madonna ha pregato per i sacerdoti presenti e poi ha allargato la preghiera per la fede forte dei sacerdoti, la loro perseveranza e la loro santità. Questa è la risposta della Madonna alla crisi delle vocazioni, in un certo senso e alla crisi sull’identità del sacerdote, sulla sua importanza fondamentale grazie al Sacramento dell’Ordine. Inoltre, nella prospettiva nella Madonna, i sacerdoti da ora e per tutto il tempo dei Segreti saranno come un ponte sul quale i fedeli potranno camminare per superare il tempo della grande prova rimanendo forti e saldi nella fede.

È chiaro, allora, perché la Madonna chiama così tanti sacerdoti a Medjugorje. Dobbiamo riflettere sull’importanza del sacerdote e sul fatto che la Chiesa è stata costruita su persone che Gesù ha scelto come suoi Apostoli, con a capo Pietro; successivamente essa si è articolata nei tre gradi del Sacramento dell’Ordine (diaconato, sacerdozio, episcopato).

Sappiamo quale risalto ha voluto dare Gesù a quello che Lui stesso ha scelto come rappresentante particolare, come pietra su cui edificare la sua Chiesa.   Gesù ha cambiato il nome di Simone in Pietro, proprio perché in lui si identificasse il suo ruolo: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa» (Mt 16,18)

Gesù stesso ha costituito e organizzato la Chiesa, con il collegio episcopale a capo del quale c’è il Santo Padre. Cristo esercita la sua regalità sulla Chiesa e, attraverso i vescovi e i sacerdoti, viene distribuita la grazia della Redenzione. Dove non c’è il sacerdote non c’è il Sacramento della Penitenza, non c’è l’assoluzione dei peccati, non c’è la Santa Messa.

Se c’è qualcosa a cui Gesù si è applicato per tre anni nella sua missione, se c’è un’attenzione precisa, è proprio la Chiesa. Non dimentichiamo che Gesù ha scelto tra i discepoli dodici Apostoli, in comunione con il Padre e dopo una notte di preghiera. Dopo averli scelti fra tanti, li ha formati per tre anni, ha fatto in modo che superassero i limiti dei loro vacillamenti della fede, che si riprendessero e che annunciassero il Regno di Dio con coraggio; non dimentichiamo che gli Apostoli sono morti tutti martiri. Da quei Dodici si sono susseguiti tutti coloro che hanno predicato il Vangelo, testimoniato Cristo, vissuto la Croce consacrandosi nel Sacramento dell’Ordine, senza dimenticare che Dio ha scelto Maria come Madre del Verbo e Madre della Chiesa.   
Dobbiamo allora meditare su questa meraviglia che è la formazione della Chiesa e che è stata fatta dalla volontà di Cristo stesso. Sarà la Chiesa che ci ha dato Cristo a trionfare dopo il momento della prova.   


Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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