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“Dalla guerra in Terra Santa nascerà la grande guerra, il grande castigo dal Cielo e dalla terra” (Teresa Musco)
Alcuni nostri ascoltatori hanno visto nella scoppio della violenza in Israele una profezia della mistica Teresa Musco che preannuncia l’inizio dei segreti.

Caro Padre Livio,
mi permetto di segnalarLe due messaggi che la Madonna affida a Teresa Musco (la quale francamente ritengo essere un personaggio più che affidabile!).
“Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà. Sembra che fanno la pace ma non è vero, perché da lì nascerà la grande guerra, da lì viene il grande castigo dal cielo e dalla terra”
10 Ottobre 1973, messaggio della Madonna a Teresa Musco, Caiazzo (Caserta)
“…Una grande guerra succederà. Morti e feriti ce ne saranno tanti. Satana grida la sua vittoria e quello è il momento che tutti vedranno Mio Figlio apparire sulle nubi e allora giudicherà quanti hanno calpestato il Suo Sangue innocente e divino. E allora il Mio Cuore trionferà.”
20 Maggio 1951, messaggio della Madonna a Teresa Musco, Caiazzo (Caserta)
Un Caro Saluto
David
Caro Padre Livio,
Questa guerra scoppiata in Terra Santa, non mi ricordo dove l’ho letto, è l’inizio dei castighi che arriveranno. Mi ricordo che diceva che tutto sarebbe iniziato da una guerra nei luoghi dove è nato e vissuto il nostro Salvatore. Auguriamoci che la follia umana si fermi, ma ho i miei dubbi. Mettiamoci nelle mani della nostra Mamma Celeste.
Un caro saluto.
Fulvio
Ave Maria
Carissimo padre Livio, non so se lei è a conoscenza di queste parole della Santissima Madre di Dio rivolte a Teresa Nusco il 10 Ottobre 1973: “Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà.
Sembra che fanno la pace ma non è vero, perché da lì nascerà la grande guerra, da lì viene il grande castigo dal cielo e dalla terra”.
Quando ieri ho visto e ascoltato ciò che sta accadendo e ciò che lei puntualmente ogni mattina ci riferisce riguardo al “primo combattimento escatologico”, ciò mi sembra un altro tassello da aggiungere.
Cosa ne pensa?
Santa Domenica a lei e a tutto lo staff di Radio Maria.
Pasquale Sorbino da Napoli
Caro Padre Padre Livio,
È proprio Teresa Musco.
Leggendo questo articolo dal suo blog e andando a cercare delle notizie su quanto sta accadendo, non posso fare a meno di notare le date.
La Madonna affida a Teresa Musco uno dei messaggi a 4 giorni di distanza dall’attacco che Israele subì il 6 ottobre 1973.
Quella di sabato scorso è una data scelta proprio in coincidenza dei 50 anni da quell’attacco.
La Regina della Pace già nel 1973 ci avverti di quello che accade oggi e che ci aspetta nel prossimo futuro.
È spaventoso Padre Livio, siamo sempre più vicini e le confesso che ho timore.
Continui Padre a svegliare coscienze.
Grazie!
Mariapia
Cari amici.
L’improvvisa esplosione della violenza in Terra Santa non è da sottovalutare.
La guerra è provocata dall’odio che conquista i cuori. Noi, come figli e apostoli della Regina della pace, preghiamo e testimoniamo il perdono e la riconciliazione.
Questi segnali ci ammoniscono che siamo entrati nel tempo delle prove e che, come ci ha invitato la Madonna, dobbiamo essere vigilanti nella preghiera e decisi nelle opere di bene.
La misteriosa coincidenza che quanto avvenuto il 6 Ottobre 1973, vigilia della festa della Madonna del Rosario e quanto avvenuto esattamente 50 anni dopo, ci induce a pensare che il Cielo vigila sulle vicende umane.
Ave Maria
Padre Livio

DOMENICA XXVII DEL TEMPO ORDINARIO
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Ringraziamo Dio per questo giorno di luce e di speranza che ci ha donato con la gloriosa Resurrezione di suo Figlio, morto in croce per salvarci dal male e dalla morte e per condurci con Lui nella gioia del paradiso.
Non permettiamo che la Domenica sia un giorno come tutti gli altri, pieni di fatiche, di problemi e di affanni, ma eleviamo lo sguardo alla patria beata che ci attende e attingiamo dall’Eucaristia, alla quale partecipiamo, la luce e la fortezza necessarie per il nostro pellegrinaggio.
Il Vangelo di oggi ci presenta un’altra parabola del Regno di Dio, con la quale Gesù vuole rivelare a chi ha il cuore aperto il mistero della sua persona e della sua opera di salvezza.
Ancora una volta Gesù paragona il Regno di Dio ad una vigna, un’ immagine che i suoi contemporanei conoscevano bene e che diviene la protagonista degli ammonimenti più severi del Vangelo.
Un uomo, racconta Gesù, pianta una vigna, la attrezza di tutto il necessario, la dà in affitto e dei contadini e se ne va. Quando è il momento di raccogliere i frutti manda i suoi servi, ma contadini alcuni li bastonano, altri li uccidono, altri ancora li lapidano…e così via.
Infine manda suo Figlio nella speranza che lo rispettano, ma la loro malvagità supera ogni limite. Uccidiamolo, dicono, così saremo noi gli eredi e così fecero.
A questo punto Gesù fa una domanda: Che cosa farà il padrone al suo ritorno?
La risposta la deve dare la nostra generazione che ha rifiutato Cristo e la salvezza che ci ha donato e che si è impadronita della vigna che ci ha affidato.
Infatti questa parabola vale per il tempo di Gesù, ma in modo particolare per il nostro tempo e interpella noi che ci siamo comportati come quei vignaioli.
Se non ci convertiamo ci sarà duro ascoltare le parole di Gesù: “Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Vostro Padre Livio
Vangelo
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 21,33-43
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Parola del Signore
LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi. (Padre Livio)

30. Quando tutto sembrerà perduto, Maria manifesterà la sua potenza
La prima volta che ho sentito parlare delle apparizioni della Madonna a Medjugorje eravamo nel 1982. Mi rammarico ancora adesso per aver atteso fino al 1985 per fare il mio primo pellegrinaggio. Benché non siano insolite le notizie delle apparizioni della Madonna in qualche parte del mondo, ebbi come il presentimento che si trattasse di un evento assolutamente eccezionale. E’ stata una intuizione del cuore più che la conclusione di un ragionamento.
A tanti anni di distanza posso dire che si è trattato di una chiamata, come attesta anche l’esperienza di numerose persone che si sentono interpellate personalmente dalla Gospa. Il motivo immediato di interesse fu il luogo dell’apparizione, un villaggio di un paese allora sotto il controllo di un regime dichiaratamente ateo e materialista. Come non pensare alla promessa della Madonna a Fatima, che aveva profetizzato la nefasta egemonia della Russia nel mondo, ma anche la sua conversione e il trionfo del suo Cuore Immacolato?
Fin dal principio non mi sono interessato a Medjugorje per motivi devozionali, ma per il presentimento che si trattasse di un intervento divino dalle conseguenze incalcolabili per la storia dell’umanità. In un mondo che era diviso in due blocchi, che si fronteggiavano con armi sempre più distruttive, solo un intervento del Cielo poteva aprire uno spiraglio sul futuro.
Non si comprende la lunga presenza della Regina della pace a Medjugorje se non la si colloca sulla traiettoria della profezia di Fatima, che accende la luce della speranza in un mondo di pace, dopo lo scatenamento delle potenze delle tenebre. La grande battaglia in atto è una delle fasi più acute del combattimento escatologico che ha come luogo la terra fin da quando vi sono precipitati gli angeli ribelli. In palio vi è la salvezza eterna di numerose anime e lo stesso futuro del genere umano.
Il carattere epocale delle apparizioni si è manifestato fin dal principio. Dopo qualche settimana era già evidente che l’evento era di ampia portata e che rompeva gli schemi delle precedenti apparizioni mariane dei tempi moderni. La Madonna spaziava oltre gli orizzonti limitati della regione. La sua intenzione fin dal principio era quella di “convertire il maggior numero di persone e di ridare la pace a quelli che l’hanno perduta” ( 15 Settembre 1981).
Quanto tempo dovrà rimanere ancora con noi per realizzare questo piano? Come a Fatima la Madre di Dio fa il nome di nazioni che le stanno a cuore. Il suo sguardo si posa sulle vicende del mondo intero. “ In Polonia tra breve ci saranno conflitti, ma alla fine i giusti prevarranno. Il popolo russo è il popolo nel quale Dio sarà maggiormente glorificato. L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse lui il Creatore” (30 – 10 – 1981).
Il carattere universale delle apparizioni di Medjugorje è già evidente fin dalle prime battute di questo inimmaginabile percorso. Tutto ciò che si è manifestato in questi decenni era già presente nei primi mesi nelle parole e nelle scelte della Gospa. Anche i segreti sono stati dati quasi tutti nei primi due anni. Il piano della Madre di Dio riguardava fin dai primi giorni la Chiesa ed il mondo intero. Noi non lo abbiamo compreso subito, perché era un seme nascosto sotto terra.
Tuttavia, ora che siamo in grado di leggere il passato alla luce del presente, ci rendiamo conto del significato storico della presenza di Maria e la sua importanza decisiva per il futuro dell’umanità. Stiamo attraversando un passaggio critico della storia della salvezza. E’ un nuovo passaggio del mar Rosso, verso la terra promessa. Maria, per volontà dell’Onnipotente, è il Mosé della nostra generazione.
In questa luce bisogna comprendere le affermazioni della Madonna, fatte già nel primo anno delle apparizioni, che ne sottolineano il carattere unico e definitivo. Sono a breve distanza l’una dall’altra, come se la Gospa volesse ribadire il concetto: “Queste apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi” (17 – 04 – 1982). “ Sono venuta e chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni” (02 – 05 – 1982).
Il significato delle parole appare chiaro e non può essere equivocato. La Madonna non poteva esprimersi in un modo più esplicito. Quando vuol farsi capire, lo fa senza equivoci e senza lasciare punti in sospeso. In ogni caso conta il messaggio e non l’interpretazione che, a titolo personale, ne può dare un veggente.
I veggenti non sono degli interpreti privilegiati dei messaggi, ma anch’essi, come ognuno di noi, devono cercare di comprenderli alla luce dello Spirito Santo. In ultima istanza è la Chiesa che, se lo ritiene, ne dà l’interpretazione. Lo stesso segreto di Fatima sta a dimostrare la complessità di una comprensione che necessariamente progredisce nel tempo. Tuttavia le affermazioni della Gospa non si prestano a fraintendimenti.
Innanzi tutto tiene a specificare che sta parlando delle apparizioni che hanno luogo a Medjugorje. Queste sono “le ultime per l’umanità”. “In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni”. La Regina della pace fa riferimento anche allo scopo di questa apparizioni ed è l’appello alla conversione: “Affrettatevi a convertirvi”, “ Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta”.
Non risulta che la Madonna, in apparizioni approvate dalla Chiesa, si sia espressa in termini così ultimativi. E’ la prima volta che la Madonna afferma che non apparirà più sulla terra. I veggenti ritengono che la Gospa non intenda escludere per il futuro qualsiasi altra apparizione di carattere privato, fatta a singole persone, ma soltanto quelle rivolte a tutto il mondo, per chiamarlo alla conversione. La loro interpretazione è sostenibile, però alla fine conta quello che ha detto la Madonna e la portata straordinaria delle sue parole, che risulterà più chiara alle successive generazioni.
Non vi è dubbio infatti che, con questa rivelazione, la Regina della pace desidera farci comprendere che siamo a una svolta nella storia della salvezza. “Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta”. Che cosa caratterizza la fase attuale, tanto da far dire alla Madonna che questo è l’ultimo suo intervento sulla terra? Lei stessa lo indica, quando afferma che “Satana è sciolto dalle catene” (01 – 01 – 2001).
Attraversiamo un passaggio della storia della salvezza caratterizzata dalla costruzione di un mondo nuovo senza Dio. Il demonio ha scatenato in Occidente l’attacco a Cristo e alla Chiesa, con l’intenzione di mettere se stesso al posto di Dio. La ribellione e l’incredulità hanno conquistato i cuori come mai prima, avvolgendo il mondo intero nella tenebre della menzogna e della morte. Il risultato è la messe che Satana raccoglie ( “Un numero grande di uomini va all’inferno “ (02 – 11 – 1983).
Questo tremendo pericolo gli uomini accecati lo snobbano, aiutati dai ministri infedeli, che affermano che tutti si salvano e che l’inferno è vuoto. Tuttavia possono scorgere la spada di Damocle che pende sul capo dell’umanità, anche se fanno di tutto per rimuoverla dagli occhi. Chi infatti non vede l’estrema fragilità del presente, l’incertezza del futuro e la possibilità che gli uomini trasformino la terra “in un cumulo di rovine”, come ammoniva Giovanni Paolo II?
La Madonna ha presente la realtà delle cose. Conosce il presente e il futuro, che invece a noi sfuggono. Sa bene dove porta la strada che l’umanità, ingannata da Satana, sta percorrendo senza riuscire a fermarsi. Mi sono reso conto che, per capire qual è la situazione del mondo, non vi è nulla che possa essere paragonato alle parole della Regina della pace.
L’estremo pericolo che innumerevoli anime corrono e la minaccia incombente di autodistruzione danno ragione dell’accorato appello alla conversione. La Madonna fa risuonare in ogni angolo della terra l’ammonimento di Gesù: “Se non vi convertite, perirete tutti” (Lc 13,5).
Il fatto che questa sia l’ultima chiamata di Maria non va inteso necessariamente in chiave negativa. Al contrario, Lei stessa, ringraziando perché abbiamo risposta al suo invito, anticipa l’esito positivo della sua lunga permanenza in mezzo a noi. La prospettiva infatti è la sua vittoria. La Madonna è apparsa sulla montagna con la corona regale della Regina. E’ scesa in campo contro il drago per ribadire la vittoria che è stata ottenuta dalla croce gloriosa di Gesù Cristo.
Lo sbocco finale di questa drammatica battaglia, che coinvolge la nostra generazione, è “il mondo nuovo della pace”. La Vergine potente contro il male fin dai primi mesi delle apparizioni svela l’immensa portata del combattimento escatologico in atto. All’attacco di Satana, il più vasto e impressionante della storia cristiana, l’Agnello immolato ha risposto inviando la Madre.
La battaglia infuria ogni giorno nei cuori, nella Chiesa e nel mondo. Quando tutto sembrerà perduto, la Donna gloriosa dell’Apocalisse manifesterà la sua potenza invincibile. Alla fine della storia, all’ultimo scatenamento del male, risponderà Gesù stesso, venendo sulle nubi del cielo come giudice del mondo.
Il Rosario aveva conosciuto uno straordinario impulso già nel XIII secolo grazie ai domenicani. Le apparizioni di Fatima hanno poi fatto aumentare la consapevolezza sull’importanza del Rosario nel disegno salvifico di Dio, come arma contro Satana.
Il 7 ottobre 1571, nelle acque greche di Lepanto, la flotta musulmana dell’Impero Ottomano si scontrò con la flotta cristiana della Lega Santa, che riuniva le repubbliche di Venezia e Genova, lo Stato Pontificio, l’Impero spagnolo, i maggiori ducati italiani e i Cavalieri di Malta. Lo stendardo della Lega Santa, benedetto prima della partenza da san Pio V, raffigurava il Crocifisso tra gli apostoli Pietro e Paolo, sormontato dal motto In hoc signo vinces. Fu l’unico simbolo a sventolare nello schieramento cristiano, assieme a un’immagine della Madonna con la scritta Sancta Maria succurre miseris, mentre il vessillo della flotta turca riportava migliaia di volte il nome di Allah. Prima della battaglia, i cristiani recitarono il Rosario e chiesero l’intercessione di Maria.
Quel 7 ottobre segnò la prima grande vittoria di un’armata cristiana dell’Europa – allora consapevole delle proprie radici e della necessità di difenderle – contro l’Impero ottomano e il suo espansionismo che aveva già islamizzato molti territori. I messaggeri informarono Roma solo 23 giorni dopo, ma il giorno stesso della battaglia san Pio V aveva avuto una visione e ordinato: «Sono le 12, suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto per intercessione della Vergine Santissima». Così nacque la festa di Santa Maria della Vittoria, chiamata poi Madonna del Rosario, fino alla denominazione attuale che nasce dalla riforma del calendario del 1969. Nel 1883, intanto, Leone XIII aveva «consacrato e dedicato alla celeste Vergine del Rosario» tutto ottobre, incoraggiando la recita quotidiana dell’orazione per l’intero mese.
Il Rosario aveva conosciuto uno straordinario impulso già nel XIII secolo grazie ai domenicani (san Domenico, che aveva pregato per capire come sconfiggere l’eresia catara, vide la Vergine che gli consegnava la coroncina) e alle varie confraternite nate proprio con lo scopo di diffondere questa preghiera, che pure nei secoli precedenti stava pian piano prendendo forma. Le apparizioni di Fatima hanno poi fatto aumentare la consapevolezza sull’importanza del Rosario nel disegno salvifico di Dio, come arma contro Satana. La Madonna ne raccomandò ai pastorelli la recita quotidiana già nella prima apparizione del 13 maggio 1917, «per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra».
Suor Lucia ne spiegò ulteriormente la potenza in un’intervista con padre Fuentes: «La Santissima Vergine ha voluto dare, in questi ultimi tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o specialmente spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime».
(Ermes Dovico – la Nuova Bussola – 7 Ottobre 2023)

di Francesco Battistini- Corriere della Sera 6 Ottobre 2023
L’auspicio del capo dello Stato, in Portogallo con 15 omologhi europei: arrivare a una pace giusta e non effimera
PORTO (Portogallo) – Una pace giusta e non effimera. A poche ore dalla strage di Kharkivi, a pochi giorni dal Consiglio dei ministri Ue che s’è tenuto a Kiev, nel pieno del dibatti (in Europa come in America) sulla necessità di continuare ad armare Zelensky, ecco che dalle rive del Douro arrivano spunti dal vertice annuale del Gruppo Arraiolos, i sedici capi di Stato “uniti per l’Europa” che in un panel a porte chiuse parlano del conflitto.
A esprimere un “auspicio” è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo intervento ha ribadito come l’Ue abbia reagito compatta e fedele ai suoi valori: è stata assicurata assistenza militare all’Ucraina, assieme a notevoli risorse finanziarie, nella prospettiva d’una ricostruzione. Mattarella riceve le congratulazioni per questo 6 ottobre che, nel suo mandato, non è una data qualsiasi: proprio oggi – 3.167 giorni, nove anni – diventa l’inquilino del Quirinale più longevo nella storia repubblicana e supera il record di Giorgio Napolitano (3.166 giorni).
Non c’è spazio per troppe celebrazioni, però, e a metà mattina ci si mette al lavoro sul dossier più urgente, quello della guerra. La solidarietà va bene, hanno detto i capi di Stato riuniti, dal bulgaro Radev al polacco Duda, passando per rappresentanti di Paesi meno disponibili come l’Ungheria o la Slovacchia. E il sostegno militare e politico a Zelensky rimane necessario, dice Mattarella, altrimenti si rischierebbe un nuovo conflitto mondiale: assisteremmo a una deriva di aggressioni ad altri Paesi ai confini con la Russia e questo – un po’ come già accadde nel ’38 e nel ’39 – condurrebbe a uno scontro totale e devastante.
Al Palacio do Freixo, stile barocco italiano, affreschi illusionistici, non ci s’illude: è motivo di tristezza vedere tante vite stroncate, è il pensiero del presidente italiano, assistere a tanta distruzione e a un’immane quantità di risorse bruciate in armamenti, ma al momento non c’è altra via. E quanto sta facendo l’Europa, dice, serve a tutelare la pace mondiale.
Fino a quando? L’ “auspicio” di Mattarella è naturalmente che tutti questi sforzi creino quanto prima le condizioni per intraprendere un processo di pace. Ma una pace che sia giusta e non effimera, che non cancelli le ragioni e tenga conto anche dei torti.
