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Nel tempo dei segreti la scelta è fra la Madonna e satana
Caro Padre Livio,
siamo in tempo di Quaresima ma è come se non lo fossimo.
Parlo del mondo in cui viviamo che vive la sua vita senza Dio in attesa che finisca in un pugno di polvere.
Eppure i segni dell’Apocalisse non mancano, ma sono rimossi.
Il più straordinario è la presenza di Maria che ci porta il cielo sulla terra, ma pochi se ne interessano.
Temo che nel tempo dei segreti saranno più quelli che imprecano di quelli che pregano.
Non saranno molti quelli che entreranno nel tempo della pace.
Lo spero per me e per la mia famiglia con tre figli.
Lei pensa che sono pessimista?
Anna Maria
Cara Anna Maria,
nel tempo dei segreti bisognerà scegliere fra La Madonna e suo Figlio da una parte e satana dell’altra.
Dio ci mette di fronte a una scelta inevitabile e necessaria.
Bisogna arrivare a quell’appuntamento già preparati, forti e saldi nella fede, diversamente il maligno riuscirà a deviarci.
Dio è misericordioso, ma esigente e giusto.
La scelta per Gesù Cristo deve essere chiara fin da ora.
Ave Maria
Padre Livio
Pensiero Spirituale sulla tentazione dello scoraggiamento

Cari amici,
vorrei approfondire una tentazione che di questi tempi è fra quelle che la Madonna ha chiamato “gli inganni di satana”, si tratta dello scoraggiamento.
Lo scoraggiamento ci porta al pessimismo e quindi a gettare la spugna nella lotta contro il male. Questo scoraggiamento è molto diffuso, di fronte ai mali del mondo, di fronte a una società che è sempre più condizionante spesso in senso negativo, molti si scoraggiano e si arrendono al male.
Una volta la Madonna ha messo in guardia proprio da questa tentazione, eravamo in un periodo storico molto difficile, era il 1991, era crollato l’Impero sovietico in modo inaspettato. Questo fatto aveva suscitato stupore ma anche paura. La Regina della pace il 25 agosto 1991 disse che satana voleva insinuare che Gesù non aveva la forza di realizzare quello che era stato promesso a Fatima: «Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso».
Questa tentazione di scoraggiamento si rinnova nel corso della Storia. Man mano che si entra nel tempo dell’Apocalisse e quindi nel vivo della battaglia, molte persone si scoraggiano e si chiedono come farà il piccolo gregge di Maria a vincere in un mondo che pare che sia dominato dal principe di questo mondo. Anche la Madonna ci ha detto che satana regna, ma aggiunto che proprio per questo nell’intimo del nostro cuore dobbiamo scegliere per Dio.
Questa tentazione è visibile, è molto diffusa. Nel messaggio del 25 ottobre 2022 la Madonna ha detto che: «l’umanità ha deciso per la morte». Le moltitudini si sono incamminate lungo la via della seduzione, che è quella dell’uomo al posto di Dio. È certamente una via larga, comoda, presentata come una via della crescita, della realizzazione di se stessi, dell’indipendenza, della libertà. Tuttavia, come ben sappiamo, satana pavimenta molto bene le strade che portano all’inferno. La strada che porta alla Salvezza è ben diversa, è stretta e difficile da percorrere, per questo molti si scoraggiano e virano per la via della perdizione.
L’obbiettivo del principe di questo mondo è far arrendere le persone al male, è conquistare quante più anime possibili. Molte volte il combattimento spirituale personale assume caratteristiche così violente da sudare sangue.
Il combattimento spirituale è aspro, è contro la carne, contro il mondo, contro il maligno. Per convertirci dobbiamo tagliare i legami contro il male, molte situazioni di vita andrebbero cambiate, molte decisione andrebbero prese. Le passioni non cedono, i vizi alzano la voce, fanno come le bestie quando si ingrossano per impaurire. Il diavolo mette in atto tutti questi stratagemmi con l’obbiettivo vi farci arrendere al male, desistere dalla battaglia e consegnargli l’anima.
Questa è una delle tentazioni più sottili e alla portata stessa del diavolo. Entriamo in un tempo difficile per quanto riguarda il combattimento spirituale, talmente difficile che viene richiesto talvolta anche l’eroismo per cui satana ci sibila nell’orecchio che non riusciremo mai a convertirci, a recidere i legami col peccato.
La nostra risposta sia una fede forte e salda, il nostro obbiettivo sia quello di percorrere la strada erta e stretta di Dio, che porta alla salvezza eterna e alla pace del cuore. La Madonna ci indica proprio questa strada, sbarrando con tutte le sue forze la via del male.
Dobbiamo essere Suoi, perseverare nel cammino di fede rinnovando ogni giorno la nostra fede in Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
I persecutori della Chiesa nel tempo dei segreti

Caro Padre Livio Buona sera,
Vorrei che, per quanto le è possibile, mi spiegasse meglio la persecuzione alla Chiesa cattolica che, secondo le rivelazioni private attendibili da Fatima a Medjugorje, toccherebbe il suo culmine nel tempo dei segreti.
Secondo Lei chi sarebbero i persecutori?
Come potrebbe la Chiesa cattolica uscirne vittoriosa?
Non le sembra tutto questo sia poco probabile nel mondo d’oggi?
Ave Maria
Maria Teresa da Sesto S. Giovanni
Cara Maria Teresa,
non voglio cedere alla tentazione di dilungarmi troppo per rispondere alle tue domande. Ci vorrebbe un libro.
Innanzi tutto ricordiamoci della profezia di Gesù quando parla dei tempi ultimi che stiamo vivendo:
“Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”( Lc 21,12ss)
Perciò non facciamoci illusioni di trovare difese che non siano quelle che vengono dal Cielo.
Semplificando non ci vuole molto indicare i soggetti della persecuzione alla Chiesa cattolica:
Innanzi tutto il mondo senza Dio che si è imposto in Occidente e che , come ha ben compreso Benedetto XVI, nonostante una formale tolleranza, ha come scopo di cancellare ogni traccia di fede cattolica.
Il messianismo russo, da sempre ostile a Roma, e che ha come obbiettivo il dominio politico religioso dell’Europa e in particolare dell’Italia.
Il legame della Russia con la Cina, che ha come base l’ ideologia marxista comunista, fa della Cina e della sua vocazione all’espansione, un persecutore supplementare temibile.
Sull’Islam non c’è nulla di nuovo da dire. Ha sempre perseguitato la Chiesa.
Tuttavia, al di là di questi soggetti è la stessa umanità nel suo complesso che “ha deciso per la morte”, come ha detto la Madonna.
Il piccolo gregge di Maria non potrà trovare rifugio da nessuna parte se non sotto il manto della Madonna.
Sarà nel tempo dei segreti, dal quarto al decimo, che eventi terribili si abbatteranno sul mondo (provocati direttamente o indirettamente dalla guerra) e dai quali la Madonna salverà tutti quelli che la ascolteranno.
La moltitudine dei persecutori andrà rovina, mentre La Chiesa mariana trionferà con Maria
Ave Maria
Padre Livio
Una domanda sui segreti

Caro Padre Livio, ho una domanda riguardo ai segreti. Se ricordo bene 3 dei veggenti non hanno ancora ricevuto il decimo e mi chiedo se sia necessario aspettare che venga trasmesso anche loro o se invece lo svelamento partirà a prescindere. E poi secondo te perché alla metà di loro non è ancora stato detto?
In effetti ti pongo 2 domande e non una sola.
Grazie per l’attenzione e la premura che hai per tutti noi.
Viva Maria e la sua radio!
Lidia Coffaro
Cara Lidia,
secondo logica prima di iniziare la rivelazione dei segreti anche gli altri tre veggenti dovrebbero conoscere il decimo.
Il problema è di sapere come procederà la Madonna: se rivelerà il decimo a tutte e tre insieme ( cosa possibile) o procederà con un veggente dopo l’altro come ha fatto fin’ ora.
In tal caso l’ultimo dei veggenti a cui viene rivelato il decimo segreto continuerà ad avere le apparizioni quotidiane.
Ave Maria
Padre Livio
È possibile che un vero credente non creda alle apparizioni di Medjugorje?

Buongiorno P.Livio
Perdoni la mia domanda, ma è possibile che un vero cattolico praticante non creda alle apparizioni di Medjugorje? Io ho 56 anni e da sempre ho seguito queste apparizioni, si può dire che sono cresciuta con le apparizioni della Madonna di Medjugorje ma allo stesso tempo sono molto dispiaciuta per il fatto che tante persone e soprattutto credenti e praticanti, almeno così si definiscono, non prendano neanche in considerazione questo fenomeno.
Per me è stato importante e fondamentale e soprattutto negli ultimi anni una ragione di vita e di speranza.
Grazie P.Livio per tutto quello che fa, l’ho sempre seguita ed è stato un valido aiuto soprattutto spirituale.
Daniela da Genova.
Cara Daniela,
La Madonna ha detto che è Lei che chiama a Medjugorje. Ci ringrazia ogni volta che dà il messaggio per aver risposto alla chiamata.
La Madonna chiama in primo luogo i sacerdoti, perché sono i più necessari, ma manche i laici hanno il compito importante di essere suoi Apostoli.
Nel tempo dei segreti chi è rimasto nell’indifferenza dovrà decidersi lo voglia o non lo voglia, e noi dobbiamo essere un punto di riferimento per i dubbiosi.
Ave Maria
Padre Livio
La mala Russia. Radiografia di un disastro demografico

GIULIO MEOTTI 11 MAR 2023- Il FOGLIO
Altro che occidente decadente, dal confronto con noi il paese di Putin ne esce come un incubo. L’aspettativa di vita dei ragazzi è uguale a Haiti
Nell’oblast di Pskov, al confine con l’Estonia, c’erano ventisei reparti di maternità alla fine dell’Unione sovietica. Oggi quattro. Il numero di aborti è uguale al numero delle nascite, un fatto che la funzionaria della sanità regionale Tatyana Shirshova ha definito “motivo di speranza”. Perché in precedenza c’erano più aborti che nascite.
“Negli ultimi tre anni la Russia ha perso due milioni di persone in più rispetto a quanto avrebbe fatto normalmente” scrive questa settimana l’Economist. “L’aspettativa di vita dei maschi russi di quindici anni è diminuita di cinque, allo stesso livello di Haiti. Il numero di russi nati nell’aprile 2022 non era superiore a quello dei mesi dell’occupazione di Hitler. E poiché così tanti uomini in età da combattimento sono morti o in esilio, le donne sono più numerose degli uomini di almeno dieci milioni”.
Secondo Alexei Raksha, un demografo che lavorava per il servizio statistico statale russo, se si guarda solo agli anni in tempo di pace, il numero di nascite registrate oggi è stato il più basso dal XVIII secolo. Secondo l’agenzia statale di statistica, nel 2020 e nel 2021 la popolazione del paese è diminuita di 1,3 milioni e le morti hanno superato le nascite di 1,7 milioni. Se si aggiunge la mortalità per pandemia alle vittime della guerra e alla fuga dalla mobilitazione militare, la Russia ha perso tra 1,9 milioni e 2,8 milioni di persone nel 2020-23 oltre al suo previsto deterioramento demografico. L’aspettativa di vita alla nascita dei maschi russi è crollata da 68,8 nel 2019 a 64,2 nel 2021. Gli uomini russi ora muoiono sei anni prima degli uomini in Bangladesh e diciotto anni prima degli uomini in Giappone. Alain Blum, direttore della ricerca all’Istituto nazionale per gli studi demografici francese e specialista in Russia, dice: “Non siamo nei primi anni Duemila quando l’aspettativa di vita era intorno ai 60 anni, ma se le perdite ammontassero a diverse centinaia di migliaia di uomini, ci avvicineremmo”.
Nel suo discorso del 21 febbraio scorso, Vladimir Putin contro l’occidente ha scagliato nuovamente l’accusa di aver causato una “catastrofe spirituale”: “Dobbiamo difendere i nostri figli dal degrado dell’occidente che cercherà di distruggere la nostra società”. Ha messo nel mirino anche la chiesa anglicana per aver aperto al Dio di genere neutro. “Dobbiamo proteggere i nostri bambini da degrado e degenerazione e lo faremo”, ha concluso il presidente russo. A ben guardare, la Russia è molto più decadente dell’occidente.
In Russia ci sono il doppio dei divorzi che in Italia: 4,5 ogni mille abitanti contro 1,4. Quando i bolscevichi salirono al potere nel 1917, considerarono la famiglia, come ogni altra istituzione “borghese”, con un odio feroce e decisero di distruggerla. “Per ripulire la famiglia dalla polvere accumulata nel tempo, abbiamo dovuto dare una bella scossa, e l’abbiamo fatto”, disse Madame Smidovich, leader comunista femminile. Così uno dei primi decreti del governo sovietico fu abolire il termine “figli illegittimi”. Ciò è stato fatto semplicemente equiparando lo status legale di tutti i bambini, nati nel matrimonio o al di fuori di esso, e così il governo sovietico si vantò che la Russia è l’unico paese in cui non ci sono figli illegittimi. Contemporaneamente fu varata una legge che rendeva il divorzio una questione di pochi minuti, da ottenere su richiesta di uno dei coniugi. “Il risultato fu il caos”, scriveva l’Atlantic nel 1926. “Gli uomini iniziarono a cambiare moglie con lo stesso entusiasmo che mostravano nel consumo della vodka”.
Oggi metà di tutti i matrimoni in Russia finisce in un divorzio. Ha uno dei tassi più alti del mondo di fine dei matrimoni. “Rispetto al 1980, il tasso di matrimonio in Russia è diminuito del 27 per cento”, ha raccontato il demografo americano esperto di Russia, Nicholas Eberstadt. “Si è passati da 400 divorzi ogni mille matrimoni nel 1980 a un picco di oltre 800 divorzi ogni mille matrimoni. Nel 1980, meno di un bambino su nove era nato fuori dal matrimonio. Oggi il tasso di illegittimità in Russia è arrivato al 30 per cento, triplicato in soli 25 anni”. Il 25 per cento di tutti gli uomini russi muore prima dei 55 anni, rispetto al sette per cento nel Regno Unito, con l’alcol come causa principale.
La Russia è anche uno dei paesi al mondo in cui si ricorre di più all’aborto con 53,7 ogni 1.000 donne rispetto a 5,4 in Italia. I primi dieci paesi con i più alti tassi di aborto secondo le Nazioni Unite sono Russia, Vietnam, Kazakistan, Estonia, Bielorussia, Romania, Ucraina, Lettonia, Cuba e Cina. Cosa hanno in comune tutti questi paesi? In Unione sovietica, il primo stato al mondo a legalizzare l’aborto nel 1920, si arriverà a una distopia tale che nel 1991 al crollo dell’Urss c’erano 201 aborti ogni 100 nati. Due gravidanze su tre venivano abortite. Una fonte autorevole della fine degli anni 60, il professor H. Kent Geiger, nel suo lavoro sulla Harvard University Press, riferì: “Si possono trovare donne sovietiche che hanno avuto venti aborti”. Negli anni 70, l’Unione sovietica registrava in media 7-8 milioni di aborti all’anno, annientando intere generazioni future. Non si sarebbero mai ripresi.
In Russia oggi ci si suicida quattro volte di più che in Italia: 25 ogni 100 mila persone contro sei in Italia e il tasso di omicidi è di 7,33 ogni 100 mila abitanti in Russia mentre in Italia siamo allo zero virgola.
Nel paese di Putin ingoiano molta vodka ma anche molte sostanze psicotrope. Tutti i dati concordano: il numero di persone trattate per tossicodipendenza è 3,4 volte più alto che in un paese europeo. In Europa di media lo 0,3 per cento della popolazione vive con l’Aids-Hiv; in Russia, l’1,2.
“La Russia sta finendo i russi”, scrive la Welt. “Il 2019 ha visto il calo più grande degli ultimi undici anni. Il motivo non è l’aumento dei decessi, spiega Rosstat, ma il calo delle nascite in 80 delle 85 regioni del paese”. Il più famoso esperto di popolazione russa che dirige l’Istituto di demografia di Mosca,
Anatoly Wischnewski, annuncia: “Nei prossimi dieci anni la Russia cadrà in un buco demografico”. Il crollo della natalità è una conseguenza del fatto che ora è il turno della generazione nata negli anni 90 ad avere figli. Quando, come scrive il demografo inglese Paul Morand, “le morti continuavano ad accumularsi, la gente cadeva o saltava dai treni e dai finestrini, asfissiava in case di campagna con stufe a legna difettose, annegava per aver guidato ubriaca, moriva assurdamente giovane per infarti e ictus. All’inizio di questo secolo, l’aspettativa di vita degli uomini russi era come in Madagascar e in Sudan”.
Paul Morand (il suo ultimo libro è “Tomorrow’s People: The Future of Humanity in Ten Numbers”) ricorda anche che “perdere giovani uomini in guerra non aiuta la crescita della tua popolazione. È una perdita di persone negli anni fertili e la crisi economica spingerà l’emigrazione dalla Russia. Oggi l’aspettativa di vita in Russia è simile a quella in paesi molto più poveri, come l’Egitto. Le cose stanno iniziando a crollare. Migliaia di villaggi sono stati abbandonati, in particolare nelle aree remote”.
Rispetto al boom dei primi anni Duemila, i tassi di fertilità in Russia sono scesi di un terzo e ora sono inferiori a quelli della metà degli anni 90, al tempo della devastazione post-sovietica (tra il 1993 e il 2008, la popolazione russa perse 5 milioni di persone). Scrive Morand: “La preparazione di una società a sostenere perdite militari diminuisce al diminuire delle dimensioni della famiglia; gli unici conflitti nel mondo che vanno avanti per anni – dalla Libia alla Siria, dallo Yemen al Congo – sono nei luoghi in cui gli uomini che muoiono hanno molti fratelli”.
Gli esperti ritengono che la Russia potrebbe vedere meno di un milione di nascite quest’anno se le operazioni militari continueranno nei prossimi mesi. Questo sarebbe il più basso nella storia moderna, secondo Igor Efremov, ricercatore presso l’Istituto Gaidar di Mosca. Una stima separata di Mikhail Denisenko, direttore dell’Istituto di demografia di Mosca, suggerisce che un anno di servizio militare per i 300 mila uomini mobilitati nell’esercito lo scorso settembre e ottobre porterà a 25 mila nascite in meno.
“La Russia è ora nel mezzo di un declino verso il basso in cui il numero di donne in età produttiva primaria diminuirà del 40 per cento tra il 2010 e il 2030” dichiara Raksha, demografo indipendente russo. “Anche senza la guerra, il numero delle nascite sarebbe diminuito. La guerra accelererà questo processo, ma nessuno sa di quanto al momento”. Raksha ritiene che, nel peggiore dei casi, la popolazione potrebbe iniziare a diminuire di un milione di persone ogni anno.
Una condanna già scritta, sembrerebbe, a leggere l’Atlantic: “Sedici russi muoiono ogni 10,4 bambini nati, con una popolazione in calo di 700 mila persone all’anno. Dalla caduta del muro di Berlino, nella Federazione Russa ci sono stati dieci milioni di morti in più rispetto alle nascite”. Anche Masha Gessen sulla New York Review of Books racconta un paese che sta esaurendo le persone. “Nei diciassette anni tra il 1992 e il 2009, la popolazione russa è diminuita di sette milioni di persone, un tasso di perdita mai visto in Europa dalla Seconda guerra mondiale”.
E se i Russi pensano che l’occidente sia decadente, mandano tutti i loro figli a studiare e a vivere qui. Lo si apprende da una straordinaria inchiesta di Agnieszka Legucka e Bartosz Bieliszczuk intitolata “Kremlin Kids: The Second Generation of the Russian Elite”. Ekaterina Vinokourova, la figlia del ministro degli Esteri Sergei Lavrov, si è istruita all’estero. Quando Lavrov era ambasciatore presso le Nazioni Unite, Ekaterina frequentava la Dwight School di New York. Ha poi studiato scienze politiche alla Columbia University ed economia alla London School of Economics. Elizaveta Peskova, figlia del portavoce di Putin Dmitry Peskov, è cresciuta in Francia. Anche un’altra figlia di Peskov, Nadya, è cittadina americana.
Uno dei figli di Peskov, Nikolay, è cresciuto a Londra. Il secondo figlio, Deni, vive a Parigi. Le figlie di Sergei Zheleznyak che guida il partito di Putin, Russia Unita, hanno studiato in Svizzera e in Inghilterra. Anastasia ha studiato all’American School in Svizzera e ha continuato i suoi studi alla Queen Mary University e al King’s College di Londra. Alexandra, figlia del deputato Piotr Tolstoy, vicino a Putin, è stata recentemente ammessa alla Yale University.
Dopo essersi diplomato al liceo in Pennsylvania, il figlio maggiore del deputato della Duma Alexander Remezkov ha continuato i suoi studi alla Hofstra University di Long Island. Il secondo figlio ha studiato al Malvern College in Inghilterra e la figlia più giovane vive a Vienna. Alyona Minkovski, figlia della deputata Irina Rodnina, vive a Washington D.C. Si è laureata all’Università della California.
Petr, figlio di Alexander Zhukov, il primo vicepresidente del Parlamento russo, ha studiato a Londra. Lyubov, figlia del vice primo ministro Alexander Khloponin, ha studiato alla London School of Economics. Anche Alexander, figlio dell’ex ministro dell’Istruzione e della Scienza Andrei Fursenko, ha studiato all’estero e ora vive negli Stati Uniti. Il pronipote del ministro degli Esteri di Stalin, Viaceslav Molotov, e figlio dell’attuale deputato Viaceslav Nikonov, ha la cittadinanza americana. La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova si è sposata a New York.
Qualcuno ora evoca per la Russia un futuro “iraniano”, che è tra i paesi più tossicodipendenti al mondo, che ha il più alto tasso di fuga dei cervelli e la cui moria demografica rivaleggia soltanto con quella russa. “La popolazione della Russia negli ultimi dodici mesi ha subito il più grande declino in tempo di pace nella storia”, ha scritto il Moscow Times prima dello scoppio della guerra.
Però c’è un settore che sta crescendo in Russia: le camere ardenti. L’arciprete Dmitry Smirnov, un funzionario della Chiesa ortodossa braccio destro del Cremlino, in una botta di sincerità ai capi di Mosca ha detto: “Non ci saranno più russi nel 2050”.
