"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 149 di 186

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Nel  tempo dei segreti i Sacerdoti sono un ponte

Carissimo padre,

Per prima cosa le vorrei comunicare la mia immutata stima e la gratitudine per il suo instancabile zelo nell’annunciare la Verità della nostra fede.

Recentemente un sacerdote milanese mio amico, diceva che se la Chiesa accettasse il fatto di vivere  tempi del primo combattimento escatologico, sarebbe meno preoccupata di una crisi apparentemente irreversibile con  Chiese vuote, mancanza di vocazioni sacerdotali, eresie e apostasie anche nel clero.

Infatti come negli ultimi mesi della sua vita Gesù fu respinto fino ad essere ucciso,  ugualmente la la Chiesa, è chiamata a rivivere il percorso terreno del suo Signore. Gesù non attuò strategie, ma accetto docilmente la volontà del Padre.

In particolare il sacerdote rispondendo ad una mia domanda “come vivere l’evangelizzazione in questo contesto?” diceva: se non è più possibile evangelizzare annunciando la Verità per intero, allora è meglio tacere ed affidare tutto alla preghiera.

Chiedo quindi a lei caro padre, in questi tempi apocalittici l’assenza dei sacerdoti, e soprattutto di  santi sacerdoti, non è forse uno dei segni della passione della Chiesa?

E’ possibile pensare che alcuni dei compiti sacerdotali siano  assunti dai laici per arginare la crisi? 

Personalmente sono convinta che il trionfo del Cuore Immacolato di Maria sarà caratterizzato da un’esplosione di vocazioni sacerdotali e che i sacerdoti sono insostituibili, ma intanto come è corretto vivere questi tempi?

Manuela-Como

Cara Manuela,

nel  tempo dei segreti i Sacerdoti saranno fondamentali, anzi  insostituibili.

La  Madonna ha detto  più volte  che  vincerà  con  loro.

Essi sono il  ponte  sul quale  camminerà  il  popolo di Dio per arrivare  all’altra  sponda  del  mar  Rosso.

Preghiamo per loro,  sosteniamoli e aiutiamoli perché la  salvezza  di molte  anime dispenderà  da loro.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Illusioni sul 18 Marzo?

Carissimo p. Livio, anche quest’anno all’approssimarsi del 18 marzo,  il “popolo della Gospa” si interroga se sarà “quel” 18 marzo,  quello legato ai segreti (in base alle dichiarazioni di Mirjana secondo cui è una data scelta da Maria per motivi che capiremo nel tempo dei segreti) oppure se sarà un 18 marzo come gli altri. Sui canali youtube c’è fermento, pullulano video e si rispolverano profezie. Confesso che il 18 marzo del 40esimo anniversario pure io ero piena di aspettative e la mancanza di novità mi lasciò un po’ scoraggiata. Le scrivo per questo, perché sento tanta gente stufa e ormai poco propensa a credere ancora ai segreti, dopo che più volte ha creduto erroneamente che fossero alle porte. Si sentono delusi, e si allontanano. Credo che dovremmo mettere in guardia i fedeli da certi messaggi che creano attesa su date precise perché, a mio avviso, è una tattica di satana per fiaccare la perseveranza di chi è più fragile. Lei che ne pensa?
Un caro abbraccio,
Elisabetta 

Cara  Elisabetta,

La Madonna vuole  che i suoi apostoli si preparino perseveranti nella  preghiera e  decisi nel  bene.

La vera  domanda  che  dobbiamo fare a noi  stessi non è  quando  incominceranno  i segreti, ma   se noi vi arriveremo preparati.

Gli eventi dei segreti già maturano nel  mondo  ma noi, se  saremo distratti, non  ci   accorgeremo  che  è giunto  il  momento  di Dio  e  saremo colti di  sorpresa.

Ave  Maria

Padre  Livio

LA PRESENZA DI RADIO MARIA IN ASIA E OCEANIA

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla gioia del cuore

Cari figli! Convertitevi e vestitevi di vesti penitenziali e di profonda preghiera personale e nell’umiltà chiedete la pace all’Altissimo. In questo tempo di grazia Satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno. Sono con voi perché l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e di guidarvi verso la gioia del cuore, nella fede che cresce in tutti coloro che amano Dio sopra ogni cosa.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
(messaggio del 25 febbraio 2023)

Cari amici,

nel messaggio del 25 febbraio 2023 la Madonna usa un’espressione bellissima: «l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e di guidarvi verso la gioia del cuore».

La pace del cuore e la gioia del cuore sembrano espressioni simili, in realtà ci sono delle differenze. La pace del cuore è il bene maggiore che possiamo avere qui su questa Terra perché un cuore in pace con Dio, con se stesso e con gli altri è certamente il bene più prezioso che si possa avere nella vita. A cosa serve possedere ricchezze immense se poi si è inquieti e non si ha la pace del cuore?

La pace del cuore è un dono di Dio che ci viene dato ma che al tempo stesso esige una corrispondenza. Pensiamo alla parabola del seminatore, Dio sparge i semi ma se questi attecchiscono o meno dipende da dove cadono. Se il seme cade in terreni aspri o spinosi, non cresce e quindi è sprecato. Se invece il seme cade in un terreno fertile, allora produce buoni frutti.

La pace del cuore è, allora, una riconciliazione con Dio che avviene attraverso il cammino di conversione. La situazione esistenziale del peccatore è un’esperienza che facciamo tutti, non c’è bisogno di tante dimostrazioni. Chi è nel peccato non è felice, dice di godersi la vita ma in realtà non è così, gli manca la pace del cuore. Il peccato è la conseguenza del distacco da Dio, è la conseguenza della violazione dei Comandamenti, è la conseguenza della decisione di percorrere la strada del male. Chi è in questa situazione sa benissimo che c’è il rimorso della coscienza, che è un tarlo che corrode interiormente e che molte volte porta i peccatori alla conversione.

La pace del cuore è il punto di arrivo che sperimentiamo soprattutto dopo il processo di cammino di revisione di vita, quando dopo la decisione della conversione ci accostiamo al Sacramento della Confessione e, uscendo dal confessionale, proviamo felicità, pace del cuore appunto.

A Medjugorje possiamo assistere a uno spettacolo straordinario, unico. Le file dei penitenti sono lunghissime e composte da gente “variegata”: ci sono quelli che si confessano regolarmente e quelli (che sono più numerosi) che si confessano dopo molti anni di vita trascorsa nel peccato. Quando uno ha fatto una bella Confessione e riceve l’Assoluzione, sente veramente la pace e la gioia del cuore perché vede e sperimenta la Misericordia divina che con il semplice pentimento e proposito di non peccare più assolve da tutto il male commesso perché Cristo lo ha espiato al nostro posto e per nostro amore, sulla Croce.

La pace del cuore è lo sbocco del cammino spirituale che porta a una vita di grazia.         

La gioia del cuore, invece, è qualcosa di più: possiamo avere la pace del cuore e non avere la gioia perché siamo nella tribolazione, nell’oscurità, nella tentazione. Si tratta di periodi di aridità che fanno parte del cammino spirituale. Ci sono alcuni Santi che hanno sperimentato la pace del cuore ma non la gioia, ad esempio Santa Bernadette che era sempre tormentata dagli scrupoli. Fino all’ultimo giorno della sua vita temeva di non aver risposto nel modo dovuto e con la perfezione dovuta alla grazia che aveva avuto di vedere la Madonna e di essere la Sua messaggera. Questo turbamento non le ha fatto sperimentare la gioia, pur conservando la pace del cuore.

La gioia del cuore è una grazia speciale che Dio dona. Attraverso di essa sperimentiamo il Suo amore, ci sentiamo amati da Dio, ci sentiamo ricolmi della Sua tenerezza, è l’anticipo di quella gioia che gustano i Santi nel Cielo.       

«In Cielo c’è la gioia»
(messaggio del 25 maggio 1991)

La gioia del Cielo è permanente, è come una fonte zampillante di vita eterna. È la fonte di cui ha parlato Gesù nel discorso con la samaritana: «Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna» (Gv 4,14).

Nel messaggio del 25 febbraio 2023 la Madonna ha detto che è qui per guidarci verso la gioia del cuore. Questa espressione deve essere approfondita. Quando la Regina della pace dà ammonimenti pesanti le parole sono come macigni, come quando nel messaggio del 25 gennaio 2023 ha detto che il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio, perciò l’umanità va verso la perdizione. Queste parole sono come un’istantanea che fotografa la realtà: l’umanità sta andando alla deriva verso la perdizione e la duplice morte, quella del corpo e quella dell’anima.

La Regina della pace vuole dirci che questo passaggio storico – predetto dalle Sacre Scritture, dal Magistero della Chiesa, dai Santi e dalla Madonna stessa – è il primo grande combattimento spirituale, è la grande battaglia fra la Donna e il drago. È il primo combattimento dell’Apocalisse che si concluderà con la vittoria della Madonna.

La Regina della pace ci dice che non bisogna aspettare la Sua vittoria finale per essere nella gioia, Lei vuole guidarci verso la gioia del cuore da subito, da adesso, da questo momento che è certamente tribolato anche a causa della cattiveria umana che aumenta e che è il tempo delle prove scatenate da satana stesso («satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni», messaggio del 25 gennaio 2023).

Più andiamo avanti e più l’odio verso Dio, verso i cristiani e degli uomini tra di loro, aumenta in maniera esponenziale.

In questo tempo di tribolazione ed eventi catastrofici dobbiamo essere come i tre giovani Sadrac, Mesac e Abdènego che furono salvati dall’angelo mandato da Dio nella fornace ardente dove erano stati gettati perché avevano rifiutato di prostrarsi alla statua di Nabucodònosor e passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore.

Lasciamoci guidare dalla Madonna verso la gioia del cuore!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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Svelato il segreto, come farò a sapere cosa dovrò fare o scegliere senza sbagliare?

Carissimo Padre Livio,

ho ascoltato attentamente il Suo editoriale di oggi 14 marzo….ma…svelato il segreto, tre giorni prima dell’evento, come faremo a sapere quale sarà la scelta giusta?

Anche Pietro nell’orto del Getsemani ha pensato fosse la scelta giusta sfoderare la spada per difendere Gesù, ma non era la scelta giusta.

Verrà svelato il segreto, cioè cosa accadrà, il dove e il quando, ma non cosa dovremo  fare.

Io temo di fare , pur in buona fede, la cosa sbagliata. Satana cercherà di confonderci e farci fare la scelta sbagliata? Tutti saranno in subbuglio e diranno tutto e il contrario di tutto?

Spero che per quel tempo Radio Maria funzioni e spero ci sai poi Lei  non solo per diffondere la lettura del segreto ma anche a spiegarci cosa dobbiamo fare o scegliere.

Io spesso non capisco a fondo i messaggi della Madonna e la loro portata finché Lei , Padre, non li spiega, perciò mi domando: “sarò in grado di capire a fondo il segreto rivelato e fare la scelta giusta?”.

Cercherò le risposte nella preghiera e domanderò fortezza ma temo della mia fragilità.

La Madonna sarà ancora con noi… Ci dirà, tramite il veggente cui continuerà ad apparire, cosa si aspetta che i suoi apostoli facciano?

La ringrazio di cuore. Un caro saluto.

Manuela

Cara Manuela,

Nei  tre  giorni  che Dio ci concede prima di ogni evento, noi dobbiamo innanzi tutto pregare,  invocare  la Divina  Misericordia,  pentirci dei nostri peccati e rinnovare  la  nostra fede,  recitando il Credo col cuore.

E’ questo  che si faceva  in tempo di guerra quando c’erano i bombardamenti  e non  si  sapeva  dove colpivano.  La   prima cosa  era  quella di raccomandare l’anima  a Dio.

Nei tempi di calamità  questa deve  essere  la  nostra  prima preoccupazione e poi  trovare la forza e la serenità nella preghiera.

Se facciamo così, nelle  situazioni concrete in cui ci troveremo,  sarà  lo Spirito Santo a suggerirci quali decisioni  prendere secondo la  volontà  di Dio, che  ha  inviato Maria  per salvare   le nostre  vite e  il  pianeta  sul qual viviamo.

Il fatto che la  Madonna sarà presente  per  tutto il  tempi dei segreti,  con apparizioni quotidiane e con messaggi,  come ha detto Vicka di Medjugorje, ci sarà di grande aiuto e conforto.

Con  Maria  e  con  la  Chiesa di Maria affronteremo ogni difficoltà fino  al   trionfo del  suo Cuore  Immacolato.

Ave  Maria

Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Ho capito quanto sia importante l’umiltà

Caro Padre Livio,
La ringrazio infinitamente delle sue parole!
Mi sembra di aver capito, grazie alle sue parole, quanto il Cielo ci ama e vuole salvarci!
Mi sembra di aver realizzato che i segreti, lungi dall’essere un castigo, siano invece il segno dell’amore di Dio che vuol salvarci ad ogni costo: infatti l’umanità, se Dio non intervenisse con i segreti, comunque perirebbe, invece così almeno una parte di essa si salverebbe……ho pensato che in fondo è meglio ora di quando ci fu il diluvio, perché non mi sembra che l’umanità fu avvisata allo stesso modo e mi è venuto di pensare che la differenza è che ora c è Maria che prega per noi con l’amore della Madre e che ha implorato Dio per  noi……magari sbaglio ma mi è venuto di fare questo pensiero.
E poi, grazie sempre alle sue parole, ho capito quanto sia importante l umiltà per ciascuno di noi, mi verrebbe da dire piuttosto la morte che non essere più umili.

Grazie padre Livio, preghi per  me e per tutti noi come anch’io pregherò per lei.
Le voglio bene Anastasia

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici,  la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere. ( Le  troverai man mano nella  sezione:  Il Combattimento spirituale)

Vostro  Padre Livio


4. Togliti la maschera e  guardati allo specchio

C’è un domanda che più volte si è affacciata alla tua mente, ma che forse hai rimosso frettolosamente. Riguarda te stesso, la verità della tua persona. Ti sei mai chiesto chi sei? “Ed io chi sono?” si chiedeva il pastore errante di leopardiana memoria.

Ma la domanda rimane senza riposta, perché senza Dio l’uomo non ha la chiave per dischiudere il mistero. Tuttavia è fondamentale che, lungo il cammino della vita, uno si chieda veramente chi è, al di là della rappresentazione di comodo che si è costruito. Che cosa pensi di te stesso? Chi ritiene di essere? Come ti collochi nei confronti di Dio? Come ti rapporti con i tuoi simili?

 Hai bisogno di metterti a fuoco e di guardarti con realismo. Guai se nella vita evitassimo questi momenti di verità. Sappi che sono poche le persone che hanno il coraggio di guardarsi come sono. Ci vuole coraggio, ma si tratta di una virtù piuttosto rara.  I più amano farsi una rappresentazione di sé che non trova riscontro nella realtà.

L’uomo infatti è un astuto ingannatore di se stesso. Gesù con sottile ironia osserva che ha la pretesa di togliere la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non vede la trave che è nel suo. Infatti siamo ben decisi a giustificare le nostre nequizie e ci assolviamo persino dei più gravi delitti, mentre siamo pronti a scandalizzarci quando qualcosa non va negli altri.

 La rappresentazione di noi stessi è quella celeberrima del Fariseo: “ O Dio, ti ringrazio  perché non sono come gli altri uomini, ladri ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano” (Lc 18,10). La presunzione di essere giusti, accompagna dal disprezzo degli altri, è un macigno insormontabile sulla via della conversione. “Medico, cura te stesso” (Lc 4, 23) è l’esortazione fatta propria da Gesù.

Hai bisogno di vederti come sei, cioè come Dio ti vede. Ti sei costruito un immagine della tua persona, in modo tale che gli altri,  oltre  che tu stesso, potessero ammirarla. Ti sei domandato se è veritiera? Si tratta di un punto delicato, perché altrimenti non si spiegherebbero le parole di fuoco di Gesù contro il farisaismo di ogni tempo.

Il Maestro divino, mite ed umile di cuore, traboccante di bontà per i peccatori allo sbando, usa toni da brivido nei confronti di coloro che vanno in giro in maschera, dando di sé una rappresentazione falsa e ingannatrice: “ Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume.

Così anche voi, all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità…Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geènna?”  ( Mt 23, 27-28.33). Gesù non ce l’ha con i peccatori. Anzi, è venuto per espiare i loro peccati. Il suo sdegno si riversa su coloro che recitano la commedia della virtù, mente sono una sentina di vizi.

Ti assicuro caro amico, che riconoscersi peccatori è un sollievo. Ci vuole un atto di umiltà, che è l’inizio della saggezza. L’umiltà è uno spillo che sgonfia il tuo io compiaciuto di se stesso. Ti dà  fastidio ammettere che anche tu sei come tutti gli altri e forse anche peggio? Ti secca riconoscere che persone che tu guardi dall’alto in basso,  sono più avanti di te sulla via di Dio?

 Il peccato è una malattia, che, come le malattie del corpo, non risparmia nessuno. “Tutti hanno traviato, tutti sono corrotti; nessuno fa il bene; neppure uno” si lamenta il salmista ( Sal 6,28). Gli fa eco l’apostolo Paolo, grande peccatore convertito:  “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” ( Rm 3,23).

Togliti la maschera e guardati allo specchio. Posa lo sguardo sulle tue ferite spirituali con lo stessa attenzione con cui esamineresti quelle del tuo corpo. Tentare ancora una volta  di coprirle e di rimuoverle aggraverebbe la situazione. E’ giunto il momento di scoperchiare quel vaso di Pandora che ognuno porta dentro di sé.

 Il malessere esistenziale che ti angoscia ha bisogno di una diagnosi veritiera. Se la vita ti schiaccia e sei arrivato fino a non sopportarti più, devi fartene una ragione. Tu che sei così abile nel vedere i mali degli altri, posa lo sguardo sui tuoi. E’ la svolta decisiva della vita, l’inizio della guarigione.

Vedere la propria situazione esistenziale nella luce della verità non è facile. Senza un aiuto dall’alto è impossibile. L’orgoglio e i pregiudizi  impediscono di vedere. Tuttavia la grazia del Creatore è sempre all’opera e la tua inquietudine è un segno della sua  misteriosa presenza. Effonde su di te un tenue raggio di luce per farti vedere che la tua vita è allo sbando e che la strada che percorri ti porta alla rovina.

 Ti sta mostrando che le tue sicurezze sono fragili e che i tuoi progetti sono illusori. Ti sta togliendo le squame dagli occhi perché ti renda conto del male che ti divora e ti distrugge. Lascia cadere la maschera che ti sei messa addosso per gratificare te stesso e per farti accettare dagli altri. Guardati come sei.

 Ascolta l’ammonimento dell’angelo dell’Apocalisse: “Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un  povero, cieco e nudo” ( Ap 3, 17). Ti è duro ammetterlo? Hai paura che il mondo ti crolli addosso? Temi di perdere la tua rispettabilità e di smarrire la tua identità?

Caro amico,  non conta l’immagine che tu ti sei fatto di te stesso e quella che si sono fatti gli altri. A cosa ti serve apparire buono, quando sei duro e cattivo? Giusto quando calpesti il prossimo? Sincero, quando tendi insidie? Onesto quando inganni? Ti sei mai chiesto che cosa sei davanti a Dio? Infatti ognuno di noi è esattamente quello che Dio vede e giudica.

Guardati come sei davanti a lui. Non temere di apparire un miserabile, bisognoso di compassione. Nel momento in cui prendi coscienza di essere un miserabile, il Padre celeste si china su di te con tenerezza infinita.

Osserva come si comporta Gesù, il Figlio che ha inviato sulla terra per la nostra salvezza. Se le sue parole contro chi si crede giusto sono una spada affilata, quelle che rivolge ai peccatori, che si riconoscono  tali, sono traboccanti di misericordia.

Non c’è nessun peccatore che sia stato respinto da Gesù. Il primo che ha portato con sé in paradiso è stato il malfattore pentito, crocifisso accanto a lui. Mettiti anche tu al posto suo, perché in un modo o nell’altro siamo tutti malfattori. Ma soprattutto confida anche tu nella sua misericordia. Infatti se Dio vuole che tu guardi le tue ferite, non è per gettarti nella disperazione, ma per risanarti, per risollevarti e per offrirti una nuova possibilità di vita.

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