"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 15 di 186

MARIA MADRE DI INFINITA BELLEZZA

Cari amici,

la bellezza di Maria è assoluta e unica. Include tutte le bellezze dell’universo e le eleva oltre ogni umana concezione. Tuttavia è una bellezza materna. Il volto di Maria, che più di ogni altro riflette la bellezza di Dio, è un volto di madre. Le bellezze umane sono limitate e caduche. La bellezza di Maria è divina e immortale. Quando la Madonna appare, rapisce per lo splendore del suo volto. Ora Maria partecipa della gloria della resurrezione del Figlio, ma come sarà stata la sua bellezza quando era qui sulla terra? Non è certo arbitrario affermare che la piccola fanciulla di Nazareth è stata la persona più bella che mai sia apparsa sulla terra. Di Lei non abbiamo nessuna descrizione, come neppure del Figlio che rifletteva sul volto la somiglianza con la madre. Non sarebbe stato possibile a nessuno descrivere la bellezza sublime di Maria e di Gesù.

La bellezza di Maria non è soltanto quella del corpo, come noi siamo soliti rappresentarla. Essa riguarda l’intera sua persona. E’ una bellezza che sgorga dalle profondità interiori e che sprigiona la sua luce come una sorgente inesauribile. La bellezza di Maria è innanzi tutto spirituale. E’ lo splendore della sua anima immacolata. Quando l’arcangelo Gabriele saluta Maria, la chiama col nome misterioso di “Piena di Grazia”. Che cos’è la grazia se non la bellezza divina di cui viene rivestita l’anima immortale? Maria è rivestita della bellezza di Dio. E’ una bellezza che l’irradiazione della santità. E’ una bellezza senza macchia, senza peccato, senza inganni, senza seduzioni. Come potrebbero gli uomini, immersi nel fango, ma tuttavia assetati di bellezza infinita, non essere affascinati dallo splendore di Maria?

Maria è la “Piena di grazia” fin dal suo apparire sulla terra. Quale sarà stata la sua bellezza di giovane donna? Lo splendore dell’anima si effonde sul volto, nella luce degli occhi, nella bontà del sorriso. Il corpo umano, animato dall’anima, ne riflette lo luminosità naturale. L’anima di Maria, immune da ogni macchia di peccato originale e circonfusa della santità di Dio, quale splendore non avrà riversato sull’intera sua persona? Solo il Cielo ha potuto ammirare la bellezza sublime di Maria nel momento in cui si apre a ricevere il Verbo nel suo grembo. Da quel momento la bellezza divina di Maria è quella della Madre. Il suo volto materno, che Gesù ha contemplato, gli occhi dolcissimi che Egli ha incontrato, il sorriso che l’ha confortato, sono un dono per tutti gli uomini di tutti i tempi.

La bellezza di Maria è una bellezza materna. E’ una bellezza che per sua natura è chiamata a generare. Maria è la “Tutta bella” e il Cielo ci ha donato questa madre perché generasse figli che le assomigliano. Gli uomini sono predestinati a divenire figli di Maria e a riflettere in se stessi la somiglianza con la madre. Maria vuole che ogni suo figlio rifletta il suo splendore di grazia. Le bellezze che gli uomini inseguono sono come quelle dei fiori di primavera, che oggi sono meravigliosi, ma di essi domani non vi è traccia. Le bellezze che incantano gli uomini sono quelle senz’anima, illusorie e destinate alla corruzione. Sono le bellezze dei sepolcri imbiancati.

Guardando al volto della Madre noi comprendiamo che cosa sia la vera bellezza. E’ la bellezza della grazia, della santità, della purezza, della bontà. Sul volto di Maria si riflette l’amore puro e incondizionato. Maria è infinitamente bella perché infinitamente ama. Il suo Cuore di Madre è ricolmo dell’amore di Dio. La bellezza di Maria è la sovrabbondanza dell’amore.

Vostro Padre Livio

“MEDJUGORJE E’ LA SPERANZA DEL MONDO ” – Puntata 17″

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

Cari amici, la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ha un valore devozionale, teologico, storico e politico per via della grande profezia che la Madonna ha fatto a Fatima nel 1917 quando ha chiesto la Consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato. Si tratta di un fatto molto importante perché da questa richiesta della Madonna ci sono state le successive Consacrazioni da parte dei vari Papi, fino alla più recente fatta da Papa Francesco.

Molte nazioni si sono consacrate al Cuore Immacolato di Maria. San Giovanni Paolo II ha consacrato la Russia e l’umanità tutta al Cuore Immacolato di Maria. Negli anni è stato un crescendo continuo perché il 13 ottobre 1917, giorno dell’ultima apparizione a Fatima, la Madonna ha manifestato la volontà di realizzare quello che aveva profetizzato (il trionfo del Suo Cuore Immacolato) attraverso la diffusione per la quale ha scelto Suor Lucia che nel corso degli anni della sua vita religiosa è stata la testimone della devozione al Cuore Immacolato di Maria.

La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e la diffusione di questa devozione è un’ancora di salvezza che Dio ha offerto all’umanità in una fase storica che è quella che stiamo vivendo e non si è ancora conclusa. In questa fase storica è in corso la grande battaglia fra la Madonna e satana, fra la Donna e il drago; è questa la chiave di interpretazione del tempo che stiamo vivendo. A partire dal 1917 fino al trionfo del Cuore Immacolato di Maria si racchiude un periodo storico con un’identità ben precisa; è un tempo di lotta e di battaglia in cui il drago libero dalle catene parte all’attacco dell’opera della Creazione e della Redenzione con l’obiettivo ben preciso di distruggere la Chiesa e il mondo.

Satana vuole portare l’umanità nell’abisso della morte spirituale e materiale e distruggere tutto ciò che di bello, buono e santo c’è nel mondo e che la fede cristiana ha fatto fiorire nei secoli. Questo è un tempo particolare perché è stato delineato dalla Madonna. Dobbiamo imparare a leggere la Storia alla luce della fede e, nell’ ottica cristiana, scrutare i segni dei tempi.

È guardando la Storia in ottica cristiana che possiamo capire che siamo entrati nell’ultima parte della Storia della Salvezza, che per quanto ne sappiamo potrebbe essere lunghissima ma è sicuramente costellata di accadimenti, il principale e identitario dei quali è senza dubbio la presenza dell’Immacolata. Con Fatima si apre quella fase della Storia della Salvezza in cui si acuisce la battaglia fra satana che vuole distruggere il mondo e Dio che invia l’Immacolata per salvarlo.

Al termina di questa battaglia il Cuore Immacolato di Maria trionferà e per l’umanità ci sarà un tempo di pace in cui si irradierà nel mondo lo splendore dell’Immacolata, sarà il tempo del trionfo di Maria e della Chiesa Cattolica.

Questa è la lettura del tempo che viviamo alla luce della divina Rivelazione che tratteggia chiaramente il tempo della Chiesa come fase ultima della Storia della Salvezza, che è il tempo della grazia che va dall’Incarnazione alla seconda venuta di Cristo nella gloria. Questo è il tempo in cui, nonostante i tentativi di satana di riprendersi il mondo, le porte dell’inferno non prevarranno; questo tempo è caratterizzato, oltre che dalla presenza straordinaria di Maria, dalla ferocità di satana che vuole riprendersi il mondo.

La Madonna è qui per impedire a satana di realizzare il suo piano e alla fine del combattimento siamo certi che il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Questo progetto di Maria di impedire a satana di prendersi il mondo ha avuto inizio con le apparizioni di Fatima e terminerà con i dieci Segreti di Medjugorje che coincideranno con il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Molti fanno fatica a capire il tempo che stiamo vivendo e non danno peso alle parole della Madonna che ha nominato unicamente una nazione, la Russia.

Uno degli aspetti del trionfo del Cuore Immacolato di Maria è la conversione della Russia: «Il popolo russo è il popolo nel quale Dio sarà maggiormente glorificato» (30 ottobre 1981). Come ogni conversione richiederà un periodo di purificazione, di pentimenti, di cambiamenti e, inevitabilmente, la Russia entrerà nella Chiesa Cattolica, è questo l’iter della vera conversione.

Nel tempo che stiamo vivendo, attraverso la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, prepara nella Chiesa lo strumento della Sua vittoria che avverrà attraverso una grande battaglia che è già incominciata. Dio, così come durante la Passione che attraverso il piano di satana di distruggere Gesù e di metterlo a morte, ha realizzato l’opera della Redenzione, allo stesso modo, attraverso gli eventi dei Segreti dal quarto al decimo con cui satana cercherà di distruggere la Chiesa il mondo, la Madonna farà scavare la fossa a satana e a tutti suoi seguaci.         

Alla fine del tempo dei Segreti il mondo avrà un tempo di pace perché si sarà convertito e avrà visto nella presenza di Maria l’unica via della Salvezza eterna.

Il 1° gennaio 2001 la Madonna ha dato un messaggio importantissimo, specialmente se contestualizzato nel periodo storico di apertura del nuovo millennio: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei». Con queste parole e invitandoci a consacrarci al Suo Cuore Immacolato, la Madonna ci ha introdotto nel preludio dei Segreti, nel preludio della grande battaglia.

In questo tempo dobbiamo entrare in battaglia, arruolarci nell’esercito di Maria, testimoniare la fede ogni giorno con coraggio e consacrarci al Cuore Immacolato. La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ha certamente una procedura solenne che è importantissima, ma San Giovanni Paolo II ci ha insegnato una quotidiana attualizzazione di questa consacrazione attraverso l’affidamento a Maria di se stessi, della propria vita, di tutto ciò che facciamo, in modo tale che tutto il nostro essere sia di Maria. Totus Tuus era il motto apostolico di questo grande Santo che, come un faro, ha illuminato con al sua fede la Storia moderna e ci ha insegnato ad amare la Madonna proprio come Madre.

Dal punto di vista esistenziale la Consacrazione (o affidamento) al Cuore Immacolato di Maria significa che dobbiamo accogliere Maria come Madre, essere suoi figli e man mano crescere in unione con Lei fino ad essere tutti suoi.

Una delle più belle espressioni esistenziali della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ce l’ha svelata la Madonna stessa nel messaggio del 25 luglio 2019: «Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù».

Ecco la chiave di Consacrazione quotidiana al Cuore Immacolato di Maria: vivere ogni giorno e ogni momento uniti al Cuore di Maria, essere suoi figli, riconoscerla come Madre, essere tutti suoi. Un altro modo per vivere la Consacrazione arriva da un altro invito della Regina della pace che ci ha detto di riflettere in noi la Sua immagine e non quella di satana. Vivendo come Lei con le sue parole e le sue azioni, amando Cristo come lo ha amato Lei, pregando come ha pregato Lei saremo un solo cuore con Maria e con Gesù.

«Desidero che il mio Cuore e il Cuore di Gesù e il vostro cuore si fondano in un unico cuore di amore e di pace» (25 luglio 1999). Meditando su queste parole della Regina della pace e avvicinando il nostro cuore al Suo Cuore Immacolato, apriamo la strada per godere questo angolo di Paradiso che è la Festa dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La Regina della pace e Madre della Chiesa vuole l’amore e non il giudizio sui Pastori

Caro Padre Livio, vorrei condividere alcune mie riflessioni, privatamente o pubblicamente – come Lei riterrà più opportuno – riguardo la lettera dell’ascoltatore Gianmarco.

Riguardo al punto 1) della suddetta lettera, mi è caro considerare che la Chiesa non è mai stata “lacerata da scismi e divisioni” perché è sempre unica, originariamente unica, per volontà di Cristo: “E Io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei Cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei Cieli” (Vangelo secondo Matteo 16,18-19).

La Chiesa è sempre “unica”, Cattolica, cioè universale: sono molti suoi figli che si sono distaccati, si distaccano e si distaccheranno da essa.

Ma il Cuore ecumenico della Chiesa batte forte e, sempre di più, ricerca ciò che unisce e non ciò che divide i Cristiani. Papa Francesco ama parlare anche di “un ecumenismo del sangue”, il sangue versato con il martirio subìto da tanti Cristiani, appartenenti a diverse confessioni religiose, dando testimonianza a Cristo.

Ma il Cuore della Chiesa fa ancora di più: ricerca il dialogo e punti di contatto anche con tutti gli uomini appartenenti ad altre Religioni, per far circolare quell’Amore che ha portato il Figlio di Dio ad incarnarSi nel seno purissimo della Vergine Maria e a morire sulla Croce per TUTTI.

La Chiesa è spinta, sempre di più, dal suo Cuore Eucaristico, Gesù Eucarestia, in un crescendo che non conosce sosta, fino alla sua completa conformazione al suo Signore Gesù, sulla Croce.

Riguardo al punto 4) della lettera dell’ascoltatore Gianmarco, nel quale si esprime la preoccupazione per l’affidamento al Padre Petar, già anziano, del gravoso compito dell’annuncio dei Segreti, ricordo che la veggente Mirjana ha già detto, in passato, che non sarà necessariamente lui ad annunciarli. La Madonna ha sicuramente pensato a tutto.

Riguardo al punto 5) della suddetta lettera, che vede nell’anno 2025 un’ipotesi fondata per l’inizio degli eventi a cui si riferiscono i Segreti, data che ritengo anch’io molto plausibile per il significato di purificazione e di ritorno a Dio che  ha il Giubileo, noto che viene fatto riferimento alle apparizioni mariane di Garabandal e alle dichiarazioni di una delle veggenti secondo cui “gli eventi sarebbero iniziati in concomitanza o subito dopo un’importante Sinodo” che, nella lettera dell’ascoltatore, viene messo in relazione con l’attuale Sinodo in corso (terminerà nel 2024) che affronta tematiche rilevanti definite, con rammarico, “spesso divisive”.

Ora, senza entrare in merito alla veridicità o meno delle apparizioni di Garabandal, voglio solo portare l’attenzione su questo Sinodo, fortemente voluto dal Sommo Pontefice, Papa Francesco, unicamente mosso dall’Amore di Dio.

Dice San Paolo VI nella lettera apostolica in forma di motu proprio Apostolica Sollicitudo con la quale disponeva l’istituzione del Sinodo dei Vescovi: “Questo Sinodo […] come ogni istituzione umana, col passare del tempo potrà essere maggiormente perfezionato […]”.

Il Sinodo, secondo San Paolo VI, aveva il compito di “favorire una stretta unione e collaborazione fra il Sommo Pontefice ed i Vescovi di tutto il mondo; procurare una informazione diretta ed esatta circa i problemi e le situazioni che riguardano la vita interna della Chiesa e l’azione che essa deve condurre nel mondo attuale; rendere più facile l’accordo delle opinioni almeno circa i punti essenziali della dottrina e circa il modo d’agire nella vita della Chiesa”. Il Sinodo è “sottomesso direttamente ed immediatamente all’autorità del Romano Pontefice […]”.

Per concludere, ricordo che la prima prerogativa degli Apostoli di Maria, Apostoli del Suo Amore, è la fedeltà al Papa, a qualsiasi Papa regnante in quel momento, segno di unità e di comunione nella Chiesa che siamo tutti noi.

Nell’amore e nell’ubbidienza al Papa, si svilupperanno tutte le altre virtù.

La Regina della Pace, a Medjugorje, è stata molto chiara al riguardo: è Madre della Chiesa, inscindibile da essa, vuole l’amore e non il giudizio sui Pastori che Cristo ci ha lasciato. Solo così potremo testimoniare l’Amore di Dio e sostenere la fede vacillante di molti. Dio porta tutto ad unità. L’Amore è umiltà, unisce sempre.

Caro Padre Livio, vorrei gridare al mondo l’immensa grazia del dono di Gesù: la Chiesa, Pastori e gregge, che, pur nelle contraddizioni umane, a tutti i livelli, è abitata e vivificata dal Suo Santo Spirito, garanzia di Verità in tutto ciò che insegna e che amministra, i Sacramenti che ci salvano e ci trasformano in Lui, e la Sua Santissima Madre, che ci ha dato come Madre nostra, Madre della Chiesa, Madre “necessaria”, da contemplare e da vivere!

Mi creda, Padre, quello che dico è solo una minima parte di ciò che provo.

La saluto, caro Padre Livio, con affetto e grande stima.

Tiziana di Torino

Perché dobbiamo tornare al patriarcato

6 Dicembre 2023 

di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana

Dopo l’omicidio di una giovane donna, Giulia Cecchettin, avvenuto lo scorso 11 novembre, l’Italia ha scoperto di essere minacciata dal “patriarcato”. Il titolo di un dossier del quotidiano La Repubblica del 24 novembre è eloquente: “Femminicidi fermiamo la strage”. La tesi, che è la stessa diffusa dai mass-media, dai social e da ogni tipo di influencer, è che esiste una strage di femminicidi e la responsabilità va attribuita alla cultura del “patriarcato”, ancora dominante. Bisogna combattere il patriarcato per fermare la violenza contro le donne.

Il patriarcato era un sistema sociale che sanciva l’autorità dell’uomo e la divisione dei ruoli all’interno della famiglia. L’autorità paterna è stata sempre considerata, ad eccezione del tempo presente, come uno degli elementi invariabili dell’ordine sociale, necessaria a tutti i popoli e in tutti i tempi. Per secoli, il padre ha esercitato nella famiglia il ruolo che il sovrano esercitava nella società politica (la stessa parola patria deriva da padre) e che il Papa, il “Santo Padre” esercita nella Chiesa. Ancora cinquant’anni fa era questo il modello familiare italiano: il padre doveva guidare la famiglia e provvedere al suo mantenimento economico, la madre si occupava della casa e dell’educazione dei figli, che erano numerosi. Il nucleo familiare comprendeva spesso anche i nonni, depositari di una tradizione che si trasmetteva di generazione in generazione.

Questo sistema sociale è stato distrutto dalla rivoluzione culturale del Sessantotto, e da ciò che ad essa è seguito: leggi come il divorzio, l’aborto e, in Italia, soprattutto la legge sul nuovo diritto di famiglia del 22 aprile 1975, che ha decapitato l’autorità paterna, abolendo la preminenza giuridica del padre contribuendo alla scomparsa dell’autorità e dell’identità nelle famiglie italiane.

Tra gli ideologi del ‘68, ricordiamo anche i teorici della “antipsichiatria”, come David Cooper, autore di un libro più volte ristampato da Einaudi, dal titolo significativo La morte della famiglia. Questa era la convinzione che iniziò a diffondersi alla fine degli anni Sessanta del Novecento: l’estinzione, prossima e inevitabile, dell’istituto famigliare. In quel saggio, Cooper proponeva di cancellare il ruolo paterno sostituendolo con quello fraterno, auspicando quindi una paradossale società di fratelli senza padre, anzi di fratelli perché assassini del Padre: come era successo nel 1793 con l’assassinio del Re di Francia, come auspicava Nietzsche profetizzando l’assassinio di Dio Padre.

Il processo di democratizzazione della Chiesa, della società e della famiglia è un tutt’uno. La distruzione della famiglia doveva far leva particolarmente sulla “liberazione” della donna. Il femminismo ha preteso di abolire la distinzione dei ruoli maschile e femminile, distruggendo la vocazione naturale alla maternità e alla femminilità. La rivendicazione del “diritto” di aborto e di contraccezione è stata avanzata come diritto della donna ad autodeterminare il proprio corpo e la propria sessualità, liberandosi dall’autorità maschile e dal “peso” della maternità. Alla mascolinizzazione della donna ha corrisposto la devirilizzazione dell’uomo, promossa a tutto spiano dalla moda, dalla pubblicità e dalla musica. La teoria del gender è un punto di arrivo, ma gli slogan contro la cultura del patriarcato che oggi risuonano, hanno la loro origine in manifestazioni femministe come quella che si svolse a Roma il 6 dicembre 1975, animata da circa ventimila donne, che ritmavano slogan come questo: «Non più mogli, madri, figlie! Distruggiamo le famiglie!».

E la famiglia è stata distrutta. Si è dissolta l’autorità del padre, si sono soppressi i ruoli di genere e tutti i componenti della famiglia, padre, madre e figli, soffrono una profonda crisi di identità. La famiglia patriarcale non esiste più in Italia, salvo poche isole felici. E in queste poche isole che più che patriarcali dovremmo definire naturali, la moglie rispetta il marito e i figli rispettano i genitori, e la donna non viene uccisa, ma è amata e rispettata. L’assassino di Giulia Cecchettin non è figlio della cultura del patriarcato, ma della cultura sessantottina, relativista e femminista che oggi permea la società intera e di cui tutti sono responsabili e vittime allo stesso tempo.

Ma la crisi della famiglia va oltre la fine della famiglia patriarcale. L’Italia si avvia ad essere una società di “single”, senza più famiglie. Secondo l’ultimo rapporto del CENSIS sulla situazione sociale del paese, nel 2040 solo una coppia su 4, cioè il 25,8% del totale, avrà figli e le famiglie composte da una sola persona saranno il 37%. Il 34% degli italiani saranno anziani e soli. Ciò perché oggi è in crisi non solo la famiglia, ma l’esistenza stessa di una coppia. Non solo ci si sposa sempre di meno, e si mettono al mondo meno figli, ma si convive anche di meno, perché si rifugge dall’idea di avere una qualsiasi responsabilità verso un partner o compagno, che si ha paura di avere troppo a lungo vicino.

Il cosiddetto femminicidio non è frutto della vecchia cultura patriarcale, ma della nuova cultura anti-patriarcale, che confonde le idee, fragilizza i sentimenti, destabilizza la psiche, privata di quel sostegno naturale che, fin dalla nascita, offriva la famiglia, con suoi punti di sicurezza, paterni e materni. L’uomo è solo con i suoi incubi, le sue paure, le sue angosce, sull’orlo di un abisso: l’abisso del vuoto in cui si precipita quando si rinuncia ad essere ciò che si è, quando si abbandona la propria natura immutabile e permanente di uomo, di donna, di padre, di madre, di figlio. E se tutti parlano di femminicidio, nessuno parla di un crimine ben più esteso e diffuso: quello di infanticidio, commesso ogni in giorno in Italia, in Europa e nel mondo, da padri e madri che esercitano la massima delle violenze contro il proprio figlio innocente, prima ancora che egli veda la luce. Una società che uccide i suoi figli è condannata a morte e l’alito della morte, sotto ogni forma, non solo quella del femminicidio, si fa sentire sempre di più. La vita, la restaurazione della società, è possibile solo riconquistando il modello naturale e divino della famiglia. Per fermare la follia che distrugge la nostra società bisogna tornare, con l’aiuto di Dio, al modello di famiglia patriarcale, fondata sull’autorità del padre, capo della famiglia e sulla santità della madre, che ne costituisce il cuore: uniti entrambi nel compito di procreare ed educare dei figli per farne dei cittadini del cielo. L’alternativa è l’inferno, che già inizia su questa terra.

Roberto de Mattei

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sui quattro dogmi mariani

Cari amici, la Madonna è una figura bellissima, è Madre dell’umanità e Madre della Chiesa. Quattro sono i dogmi che la riguardano e ritengo opportuno rispolverarli di tanto in tanto.

I dogmi mariani sono quattro: Maria, Madre di Dio, la perpetua verginità di Maria, l’Immacolata Concezione, l’Assunzione di Maria Santissima.

Il dogma è una verità definita dalla Chiesa che non può più essere messa in discussione, può essere certamente approfondita ma non si può cambiare perché si ritiene definita dalla Chiesa sotto la luce e la grazia dello Spirito Santo.

Maria è Madre di Dio, il figlio che ha concepito per opera dello Spirito Santo e che si è fatto uomo è veramente Figlio di Dio. La dichiarazione della verità di fede che stabilisce Maria come Madre di Dio risale al Concilio di Efeso del 431 che, affermando la duplice natura umana e divina di Cristo, di conseguenza sancisce anche che Maria è Madre di Cristo e quindi di Dio.

Molta gente confonde il dogma mariano dell’Immacolata Concezione con quello della Verginità di Maria. Maria è stata concepita quando Anna e Gioacchino erano ormai anziani, sant’ Anna era evidentemente sterile; pertanto, questa bambina è stata un dono di Dio particolarmente inaspettato. Maria è stata concepita senza peccato originale, senza che la macchia del peccato originale la potesse toccare. Il dogma dice che Dio ha preservato la Madonna fin dal primo istante del suo concepimento, in previsione dei meriti di Cristo. Pio IX ha promulgato l’8 dicembre 1854 l’enciclica Ineffabilis Deus che si chiude con la proclamazione solenne del dogma dell’Immacolata Concezione e che mette fine a un’antica disputa circa il fatto che la Madonna è stata concepita senza peccato originale o meno. Ebbene, Papa Pio IX, e la Madonna stessa nell’apparizione di Lourdes, ha definito dogmaticamente questa verità di fede indiscutibile.

Diverso è il dogma della perpetua verginità di Maria. La Madonna ha concepito Gesù con la grazia dello Spirito Santo preservando la sua verginità; Maria ha dato alla luce il Figlio di Dio verginalmente, miracolosamente. Nelle varie rivelazioni mistiche, fra cui Suor Maria Gesù de Agreda e Maria Valtorta, ci sono descrizioni bellissime sulla generazione del Bambino Gesù nella grotta di Betlemme. La Madonna ha dato alla luce il Bambino miracolosamente, preservando ancora la sua verginità. Maria ha conservato intatta la sua verginità fisica e spirituale nel concepimento, durante il parto e per tutta la vita.

Si tratta, allora, di due dogmi diversi. L’Immacolata Concezione riguarda il suo concepimento esente dal peccato originale; la sua verginità, invece, riguarda il concepimento e il parto di Gesù, oltre che per tutta la vita.

Il quarto dogma mariano è l’Assunzione di Maria al Cielo che insieme agli altri formano una corona meravigliosa attorno alla Vergine Maria. Ci sono poi tanti altri titoli bellissimi che ci aiutano a capire il mistero immenso e infinito della Vergine Maria che da sola ha più santità e grazia di tutte le schiere degli angeli e dei santi messi insieme.

Man mano che andremo avanti in questo particolare periodo storico spero che lo splendore dell’Immacolata faccia cadere le squame dagli occhi a tante persone. San Luigi Maria Grignon de Monfort diceva che se Cristo è poco conosciuto è perché la Madonna è poco conosciuta.

C’è un evidente e dilagante rifiuto della fede e della Croce perché si rifiuta la fede della Madre. Maria ha creduto e ha detto sì all’annuncio dell’angelo e alla morte di Gesù in Croce perché sapeva che quel Bambino sarebbe stato il Figlio di Dio e avrebbe redento il mondo.

Rifiutando la fede della Madre, si rifiuta Cristo stesso.

Quello che stiamo vivendo è veramente il tempo dell’Immacolata, della Sua presenza e della Sua vittoria.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

“MEDJUGORJE E’ LA SPERANZA DEL MONDO ” – Puntata 16″

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